Archivi del mese: ottobre 2019

Il Policlinico Militare di Roma “Celio” ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001

consegna della certificazione

Roma, 30 ottobre 2019 – Consegnata la certificazione ISO 9001 al Policlinico Militare di Roma “Celio” nel corso di una cerimonia che si è svolta nell’Aula “Lisai” alla presenza del Comandante Logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

All’evento sono intervenuti l’ispettore generale della Sanità Militare, maggior generale Nicola Sebastiani, i direttori generali delle aziende ospedaliere di Roma e altre autorità nel campo della sanità regionale e comunale.

intervento del Comandante Logistico dell'Esercito_ Gen. C.A. Figliuolo

Il Comandante Logistico dell’Esercito, nel suo intervento ha sottolineato che quella odierna è una tappa fondamentale per il Policlinico Militare di Roma che vede, nell’era della “medicina dell’evidenza” e della misurazione delle prestazioni, riconoscersi un’importantissima certificazione. Ciò in linea con il più ampio disegno voluto dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, che prevede la revisione del suo comparto sanitario, attraverso lo sviluppo del “Nuovo Celio” e la sua graduale integrazione nel pregiatissimo tessuto del Sistema Sanitario Nazionale nonché il consolidamento delle partnership strutturate con il mondo accademico, con le più importanti aziende ospedaliere pubbliche e con i più rilevanti Istituti di Ricerca e sviluppo.

“Questo disegno – ha continuato il generale Figliuolo – passa attraverso la valorizzazione del “Celio” e del suo inestimabile patrimonio umano, fiore all’occhiello della nostra Forza Armata, sempre pronta a rispondere immediatamente alle esigenze di sicurezza e difesa del Paese”.

A rilasciare l’importante riconoscimento è stato l’organismo di certificazione “Bureau Veritas” che, con i propri ispettori, ha rilevato la piena conformità del modello organizzativo del Policlinico Militare ai requisiti previsti dalla nuova edizione della Norma, attraverso l’applicazione delle linee guida UNI EN ISO 19011:2018 e UNI EN ISO 17021:2015.

un momento dell'evento

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell’Esercito
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Il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo a Bari per visitare reparti e comandi

Brigata Pinerolo Picchetto

Bari, 30 ottobre 2019 – Due giorni intensi a Bari per il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo con una serie di visite ai reparti e ai comandi della Difesa.

Il giro di incontri è iniziato al Comando Scuole dell’Aeronautica Militare e Terza Regione Aerea, uno dei 3 Comandi di Vertice dell’Aeronautica Militare che dipendono dal Capo di Stato Maggiore, il più alto nella regione Puglia, preposto pertanto ad assicurare le funzioni territoriali e di collegamento con gli enti e le amministrazioni territoriali. Nel corso della visita il generale di squadra aerea Aurelio Colagrande ha illustrato al sottosegretario Tofalo i principali compiti legati alla selezione, al reclutamento, all’addestramento e alla formazione militare, professionale e culturale del personale dell’Aeronautica Militare.

Comando Scuole dell’Aeronautica Militare e Terza Regione Aerea

A seguire, il sottosegretario Tofalo ha incontrato le donne e gli uomini della brigata “Pinerolo”, “eccellente realtà operativa dell’Esercito Italiano”, nonché prima ed unica unità dell’Esercito che già risponde ai requisiti di Forza NEC (Network Enabled Capabilities).

Con il comandante, generale di brigata Giovanni Gagliano, il sottosegretario ha approfondito le principali attività operative e addestrative in corso e quelle future.

La brigata Pinerolo è una presenza importante nella regione con circa 4900 militari e strutture distribuite in tutta la Puglia. Tre delle caserme sono state incluse nel programma “Caserme Verdi”.

L’on. Tofalo ha quindi evidenziato che la brigata Pinerolo è “una grande Unità impegnata a 360 gradi nella difesa dello Stato, degli spazi euroatlantici ed euromediterranei; fiore all’occhiello dell’Esercito, con 197 anni di storia e una forte connotazione tecnologica”.

Il sottosegretario ha sottolineato anche che “investire in equipaggiamenti e mezzi tattici vuol dire, soprattutto, garantire la sicurezza, e in molti casi salvare la vita, dei nostri ragazzi impegnati sul territorio nazionale e nelle missioni internazionali, per la sicurezza collettiva”.

Tofalo ha poi assistito a un esercizio tattico sulle caratteristiche operative della Forza NEC che accrescono le capacità dell’Esercito. Infatti, questo progetto interforze congiunto Difesa e Industria, punta ad abbattere i tempi di comunicazione e di acquisizione delle informazioni nelle operazioni militari grazie a nuove tecnologie informatiche, tra le quali il programma “Soldato Sicuro”.

“Ho voluto fortemente ringraziare e  salutare tutto il personale e complimentarmi per il livello di addestramento e i traguardi raggiunti. Sono tanti gli impegni che portano avanti, in Italia e all’estero, e riescono a farlo grazie ad una grande motivazione e tanto spirito di sacrificio”, ha detto Tofalo rivolgendosi al personale.

Un’altra realtà importante sul territorio è il Comando Militare Esercito “Puglia” diretto dal generale di brigata Giorgio Rainò.

Nel corso degli anni questo ente si è trasformato per essere sempre più aderente alle esigenze del comparto Difesa in continua evoluzione.

Oggi, grazie alle sue strutture dislocate sul territorio e per le attività svolte dal personale militare e civile, evidenzia Tofalo “rappresenta il più importante elemento di coesione tra popolazione civile e Forze armate. Infatti, è l’interfaccia esclusiva dell’Esercito sul territorio pugliese”.

Inoltre, l’ente dell’Esercito assiste le famiglie dei militari caduti in servizio o colpiti da gravi infortuni e malattie, in Puglia sono complessivamente 110. “Questo è un servizio fondamentale, per far sentire la vicinanza delle istituzioni ai familiari. Stiamo parlando di un importante punto di riferimento per tutta la popolazione”, ha detto Tofalo.

Altri aspetti primari, a cura del comando, sono la promozione dei reclutamenti e il sostegno alla ricollocazione professionale. I militari che hanno terminato il servizio nelle Forze armate possono aderire al progetto “Sbocchi Occupazionali” che oggi vede iscritti oltre 5307 ex VFP1 e VFP4. Si tratta di una banca dati messa a disposizione delle aziende private locali che possono consultare per ricercare determinate figure professionali.

Carabinieri Puglia

Nel pomeriggio, la visita del Sottosegretario Tofalo alla Legione Carabinieri “Puglia” che ha alle dipendenze i Comandi Provinciali Carabinieri di Bari, Foggia, Taranto, Brindisi e Lecce. A ricevere il sottosegretario, il comandante, generale di brigata Alfonso Manzo.

“Al termine di questa intensa giornata – dice Tofalo – ho approfondito la conoscenza di assetti pregiati della Difesa che, sebbene diversi tra loro per attività svolte e competenze, lavorano in sinergia e sanno fare “sistema” per il bene dei cittadini!”

Il sottosegretario Tofalo sarà a Bari il 4 novembre prossimo, con il Presidente della Camera, per la celebrazione del “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”.

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Il corpo degli ingegneri dell’Esercito compie 39 anni

momento dell'evento

Roma, 30 ottobre 2019 – Il corpo degli ingegneri dell’Esercito ha celebrato il 39° anniversario della costituzione del corpo. Un convegno è stato organizzato per l’occasione “Il Corpo degli ingegneri tra esigenza operativa e realtà tecnologica”, che si è tenuto ieri, 29 ottobre, nella gremita sala conferenze di Palazzo Guidoni, presso il Comprensorio Militare Aeroporto “F. Baracca” di Roma, alla presenza del Comandante Logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il capo del Corpo degli Ingegneri Ten. Gen. Giovannini

A introdurre i lavori è stato il capo del Corpo degli Ingegneri e Comandante Tecnico dell’Esercito, tenente generale Paolo Giovannini con saluti di benvenuto rivolti ai numerosi partecipanti del mondo militare, universitario e della ricerca. Il comandante ha poi sottolineato nel suo intervento l’importanza di raggiungere una sempre più stretta sinergia e collaborazione tra la componente operativa e quella tecnica della Forza Armata, mediante la quale è possibile dare risposta alle numerose sfide che si pongono davanti nell’attuale contesto.

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Nel corso del convegno, il generale di corpo d’armata Figliuolo ha evidenziato quanto l’approccio ingegneristico sia una componente insostituibile nell’attuale contesto di rinnovamento della Forza Armata per fronteggiare le minacce contemporanee.

Il Corpo Ingegneri contribuisce in modo concreto e decisivo alla realizzazione delle linee programmatiche del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, vere e proprie sfide da vincere nel breve e medio periodo del costante processo di miglioramento dell’Esercito.

Le cinque linee riguardano:

  • l’organizzazione (razionalizzazione dello strumento),
  • il personale (ringiovanimento, valorizzazione e benessere),
  • l’addestramento (incremento, minimizzando l’impatto ambientale),
  • le capacità e i sistemi (immediato avvio di programmi e recupero gap capacitivo con altre Forze Armate) 
  • le infrastrutture (caserme e basi moderne con strutture aperte ai cittadini).

Il frutto del lavoro del Corpo degli Ingegneri è la dimostrazione di quanto, la Forza Armata, promuove e investe sulle sue risorse intellettuali migliori, parte fondamentale di un meccanismo complesso, il cui beneficiario finale è il soldato sul terreno.

Gli interventi, tenuti anche da professori delle università di Roma “Sapienza” e del Politecnico di Torino, hanno toccato le tematiche del moderno approccio progettuale delle basi delle missioni all’Estero e dell’identificazione e controllo dei sistemi droni. In particolare, i contributi dei rappresentanti del mondo accademico hanno consentito di illustrare ai partecipanti gli sviluppi tecnologici sugli autoveicoli a guida autonoma, le strategie sostenibili per il risanamento dei siti contaminati e le attività di sperimentazione su veicoli militari a fini omologativi.

Il convegno ha consentito di mettere in risalto, ancora una volta, che la sinergia tra mondo militare e accademico, in un costante spirito di cooperazione e fattiva collaborazione, costituisca la chiave di volta per garantire, attraverso un processo di osmosi reciproca tra le parti, la migliore risposta possibile per il soddisfacimento delle esigenze operative che scaturiscono dai nuovi scenari in cui l’Esercito è chiamato ad operare.

Al termine della cerimonia ha avuto luogo la consegna dei diplomi di Master Universitario agli ufficiali del Corpo che hanno terminato gli studi nell’anno accademico 2017-2018.

Il Corpo degli Ingegneri, costituito il 9 ottobre 1980 a seguito dell’unificazione dei preesistenti Servizi Tecnici delle diverse Armi, assolve ai propri compiti istituzionali presso le Direzioni Tecniche (TERRARM, GENIODIFE, ARMAEREO, TELEDIFE e NAVARM), gli organi centrali, i Poli di Mantenimento (Roma, Terni, Piacenza e Nola), gli Stabilimenti, il Centro Polifunzionale di Sperimentazione (CEPOLISPE), il Centro Logistico Interforze NBC (CETLI NBC) e gli Uffici Tecnici Territoriali (Torino e Nettuno).

momento dell'attività

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell’Esercito
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Afghanistan, contingente italiano dona alimenti e materiale sportivo a favore della popolazione locale

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Herat (Afghanistan), 29 ottobre 2019 – l militari del contingente italiano della missione in Afghanistan con una cerimonia che si è svolta oggi a Camp Arena, hanno donato generi alimentari e materiale sportivo a favore della popolazione locale, rispettivamente, all’orfanotrofio pubblico “Khuja Abdullah Ansari” e all’associazione sportiva Women Economy Social & Sport di Herat.

Camp Arena è la sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), a guida brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” al comando del generale di brigata Giovanni Parmiggiani.

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I generi alimentari donati serviranno all’orfanotrofio pubblico per la propria mensa. L’orfanotrofio di Herat, che riceve esclusivamente contributi statali, ospita attualmente 245 bambini, seguiti dall’Istituto fino al raggiungimento della maggiore età.

Il materiale sportivo offerto consentirà alle squadre femminili di pallavolo e ciclismo dell’associazione di avere l’equipaggiamento necessario (dalle uniformi ai caschi da bici, dalle scarpe da ginnastica ai kit di primo soccorso) per continuare ad allenarsi e partecipare alle competizioni sportive organizzate nella provincia di Herat e non solo.

“Questo contributo del Contingente Italiano – ha sottolineato il generale Parmiggiani – vuole dimostrare la nostra vicinanza e sostegno alle attività sociali e associazionistiche che si sviluppano a Herat e in tutta la provincia. L’impegno degli afgani in questi ambiti è di esempio per tutta la popolazione e un importante segnale di crescita”.

A chiusura della cerimonia, una rappresentanza di atleti dell’associazione sportiva si è esibita con un dinamico saggio di arti marziali e una partita di pallavolo.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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La brigata Granatieri di Sardegna pronta per andare in Libano

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Roma 28 ottobre 2019 – Una formazione pluriarma della Brigata Granatieri di Sardegna è in procinto di partire per la missione ITALBATT in Libano indossando il basco azzurro delle Nazioni Unite. Un assetto di oltre 100 militari uomini e donne per sei mesi lasceranno Patria e famiglie per essere peacekeepers (portatori di pace) nella terra dei cedri.

Con una cerimonia che si è svolta il 24 ottobre nella caserma A. Gandin di Roma, sede del Comando Brigata “Granatieri di Sardegna”, i familiari hanno potuto salutare i loro congiunti che saranno impiegati nel Teatro Operativo Libanese.

Con questa cerimonia, i reparti dipendenti la Brigata hanno concluso un lungo ed intenso periodo di addestramento, finalizzato all’impiego nel settore operativo a Sud-Ovest del Libano.

Il generale di brigata Diego Filippo Fulco, comandante della Brigata, sarà responsabile del sector West, con sede a Shama, ed avrà alle dipendenze militari di 13 diverse nazioni che opereranno sotto l’egidia delle Nazioni Unite. La brigata “Granatieri di Sardegna” ritornerà nel paese dei “Cedri” per la terza volta dal 2008.

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Nel suo intervento, il generale Fulco ha elogiato e ringraziato tutti i militari presenti per l’impegno e la grande professionalità dimostrata in questi mesi di approntamento volti a rappresentare la Nazione nel contesto Libanese. Inoltre ha voluto ringraziare i familiari di tutti i militari che quotidianamente sopportano e supportano le numerose difficoltà che ogni singolo militare deve proiettare nella vita familiare. Infine ha rivolto un pensiero anche a coloro i quali, in passato, hanno sacrificato la propria vita per la Patria.

A segnare il tempo dei reparti e a suonare l’inno d’italia al passaggio dello Stendardo del reggimento Lancieri di Montebello la Musica di ordinanza del 1° reggimento Granatieri di Sardegna diretta dal mastro Domenico Morlungo.

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La cerimonia é terminata con la benedizione e la preghiera del soldato giunta dal cappellano militare Don Pierluca Bancale.

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All’evento sono intervenute autorità civili e militari, tra le quali il comandante della divisione “Acqui”, generale di divisione Fabio Polli, il capo del V° Reparto SME, generale di divisione Paolo Raudino, il presidente di Assoarma generale di corpo di armata Mario Buscemi (quiescenza), il presidente nazionale “Associazione Granatieri di Sardegna”, generale Giovanni Garassino ed il delegato dal Sindaco di Spoleto, Dott. Angelo Loretoni. Presenti il gonfalone di Roma capitale, il medagliere dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna (ANGS), il labaro della sezione di Roma ANGS e i labari dell’Associazione del Fante e dell’Associazione Cavalleria.

Tutte le attività di approntamento sono state propedeutiche agli incarichi assegnati al contingente italiano dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1701, che prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità nelle zone di confine con Israele, l’assistenza alla popolazione locale e il supporto all’addestramento delle Forze Armate libanesi.

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La Folgore commemora il 77° anniversario della battaglia di El Alamein

consegna del basco

Pisa, 25 ottobre 2019 – Una cerimonia di commemorazione dei fatti d’arme di El Alamein si è svolta oggi presso la Caserma “Gamerra” di Pisa, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina.

La battaglia rappresentò uno dei momenti più epici della storia dell’Esercito e dei suoi soldati il cui valore e gesta furono riconosciute anche dall’avversario dell’epoca. Infatti, lo stesso Winston Churchill rese onore all’eroico sacrificio dei soldati italiani ad El Alamein in un discorso alla Camera dei Comuni di Londra, usando queste parole: “Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore…”

A lui fecero eco, il corrispondente di Radio Cairo, Heartbrington che, l’8 novembre 1942, sintetizzo quei giorni drammatici sottolineando come “La Divisione Folgore ha resistito al di là di ogni possibile speranza”, e la BBC di Londra che commentò come “Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno”.

Nel corso del suo intervento il generale Farina ha dapprima ringraziato le associazioni combattentistiche e d’arma ed in particolare l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia custodi della memoria e delle tradizioni delle armi e specialità dell’Esercito, per poi rivolgersi agli uomini e donne della Folgore presenti a Pisa, evidenziando come i paracadutisti di oggi siano animati dagli stessi ideali che mossero “i ragazzi della Folgore di allora” e che fanno di questa Unità, insieme agli operatori delle Forze Speciali, “la punta di diamante delle Forze Armate”. 

discorso del Gen Farina

Nel proseguo del suo intervento, il capo di SME ha evidenziato i costanti eccellenti risultati ottenuti dalla Folgore nei vari teatri operativi che l’hanno vista protagonista dal 1982 sino ai giorni nostri, così come l’impegno nel garantire la sicurezza dei cittadini con l’operazione “Strade Sicure” e le molteplici e complesse attività addestrative nazionali e internazionali come ad esempio la Mangusta, la Swift Response 2019, la Muflone o la Gazza Ladra del Comparto Operazioni Speciali, solo per citarne alcune, condotte con paritetiche unità come la 173^ Airborne Brigade. 

Risultati questi “frutto di una forma mentis vincente e improntata sempre all’azione” che fa dei paracadutisti “una salda compagine di donne e uomini addestrati e preparati secondo standard elevatissimi ed alla continua ricerca di innovazioni e aggiornamenti” e che rappresentano “per la Forza Armata e per l’intera comunità nazionale un modello di riferimento, fonte di ispirazione e motivo di orgoglio”. In tal senso, ha elogiato tutti i paracadutisti, volontari, graduati, sottufficiali, ufficiali e catena di comando, esprimendo apprezzamento per la Brigata Folgore, il Comando Forze Operative Nord e i rispettivi comandanti, generale di brigata Beniamino Vergori e il generale di corpo d’armata Amedeo Sperotto.

Il comandante della Folgore, nel rivolgersi ai paracadutisti e agli ospiti intervenuti ha evidenziato come la Brigata Paracadutisti  sia costituita da donne e uomini in cui risiedono valori come spirito di sacrificio, senso del dovere e rispetto per il prossimo e per i più deboli e che servono la Patria con slancio e passione dalle città italiane, nel corso dell’impiego nell’Operazione Strade Sicure, ai diversi scenari di crisi internazionali in cui contribuiscono alla sicurezza e stabilità.  

La Folgore infatti, proprio per la particolarità e le caratteristiche dei propri paracadutisti, è impegnata costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in tutte le missioni internazionali dove sono presenti le Forze Armate Italiane, nonché nelle operazioni in ambito nazionale, quali Strade Sicure, per concorrere alla sicurezza di diverse aree sensibili del Paese e nelle attività di soccorso alla popolazione colpita dalle recenti calamità naturali.

Capacità queste, che dopo 77 anni, traggono ancora forza e volontà dai valori e dalle tradizioni ricevute dai “Leoni” di allora, e che si tramandano verso i tantissimi giovani che aspirano oggi a indossare il basco amaranto.

lancio del tricolore

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Carabinieri rinvengono armi e una piantagione di canapa indiana nel reggino

Foto

Reggio Calabria, 22 ottobre 2019 – Servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria in collaborazione con personale dei “Cacciatori” di Vibo Valentia, sono stati effettuati nei giorni scorsi per individuare presenza occulta di armi, munizioni e sostanze esplosive presenti sul territorio della provincia con particolare attenzione alle zone impervie e di difficile raggiungimento.

In particolare, i carabinieri delle stazioni di Cardeto e Cataforio supportati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno rinvenuto in area boschiva di ardua praticabilità abitualmente frequentata da cacciatori, all’interno di un casolare in stato di abbandono ubicato in località “Campicelli” terreno di proprietà dell’Ente Urbano del Territorio di Cardeto (ex demanio), una camera d’aria del tipo utilizzato per mezzi agricoli, abilmente occultata tra rovi e felci, contenente una pistola priva di marca e matricola comprensiva di un caricatore, un fucile sovrapposto cal. 12 marca Lamies senza matricola, tre fucili doppietta cal. 12 senza marca e senza matricola, un fucile semi automatico cal. 12 con canna mozzata senza marca e priva di matricola, un carabina priva di matricola mono colpo, un fucile artigianale privo di matricola composto da canna e sistema di armamento mono colpo e numerose cartucce.

Quanto rinvenuto e sequestrato è stato posto a disposizione delle autorità competenti per le successive determinazioni per verificare se sono state utilizzate per eventuali azioni criminali.

Inoltre a Roccaforte del Greco, i carabinieri della locale stazione, assieme ai colleghi cacciatori di Vibo Valentia, durante un rastrellamento in area aspromontana impervia, hanno trovato, in località Tumbolo, una piantagione di “cannabis indica” e, in località Santa Trada, una carabina con matricola abrasa e un centinaio di cartucce di vario calibro.

La piantagione, composta da quasi 100 arbusti alti circa un metro, era alimentata da un sistema d’irrigazione che attingeva l’acqua da un vicino ruscello. Nelle immediate vicinanza era presente anche un essiccatoio, costruito con pali e teli, perfettamente mimetizzato nella vegetazione, al cui interno sono stati rinvenuti quasi 5 kg di marjuana già essiccata.

In un anfratto naturale coperto da pietre, invece, è stato rinvenuto un tubo in plastica al cui interno erano celati una carabina Tonsper cal. 303, con matricola abrasa e comprensiva di caricatore, nonché quasi 100 cartucce di vario calibro. L’arma sequestrata sarà sottoposta ad ulteriori accertamenti per stabilirne l’esatta provenienza.

Questi tipi di rinvenimento non sono insoliti nell’area grecanica, infatti già nel luglio scorso i carabinieri di Roccaforte del Greco ed i Cacciatori di Calabria avevano rinvenuto nella località Punta Rossa di Roghudi una piantagione di cannabis indica composta da quasi 400 arbusti mentre, in agosto, i militari della stazione di Condofuri San Carlo avevano rinvenuto nella località Bandiera di quel centro, abilmente occultati in un cespuglio, due doppiette a canne mozze con matricola abrasa e circa 150 cartucce.

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Fonte e immaginiComando Provinciale CC di Reggio Calabria
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Esercito, concluse le esercitazioni livex nei Centri di Addestramento Tattico

CAT C. Teulada in addestramento - Briefing

Roma, 21 ottobre 2019 – Le esercitazioni  livex “Sagittario 7”, “Centauro 6” e “Capricorno 3” effettuate rispettivamente a Capo Teulada, Lecce e Cesano di Roma si sono concluse il 18 ottobre. L’attività addestrativa rientra nell’ambito della programmazione del 2019 del Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce. Si. Va.) e dei dipendenti Centri di Addestramento Tattico (C. A. T.).

Scendendo nel dettaglio delle livex svoltesi nel mese di ottobre, a Cesano di Roma si è tenuta l’esercitazione Sagittario 7/2019. Due le unità contrapposte: quella amica (BLUFOR) formata da una compagnia del 183° reggimento Paracadutisti e quella di opposizione (OPFOR), da un plotone del 2° battaglione della brigata “Granatieri di Sardegna”.

CAT Cesano in addestramento - Tiratori

La Centauro 6/2019 – appena conclusasi nel C.A.T. di Lecce – è stata un’attività esercitativa finalizzata a preparare l’unità a essere proiettata in diversi teatri operativi fuori dai confini nazionali, al fine di incrementare le capacità operative di due unità del 5° reggimento fanteria “Aosta”; come unità opponente è stato impegnato il 1° plotone del 31° reggimento Carri. Finalizzata all’inserimento futuro in teatro operativo anche l’esercitazione portata a termine al Centro di Addestramento Tattico di Capo Teulada, denominata Capricorno 3/2019.

CAT Lecce in addestramento - IED occultoA questa esercitazione l’unità interessata è stata un battaglione dell’11° reggimento Bersaglieri messo in contrapposizione con una compagnia del 3° reggimento Bersaglieri.

Per quanto riguarda la simulazione addestrativa Live, Constructive e Virtual, il Centro di Simulazione e Validazione costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori dal territorio nazionale, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel Teatro Operativo di riferimento.   

Le esercitazioni livex hanno lo scopo di consentire alle unità dell’Esercito di futuro impiego nei vari Teatri Operativi di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione. In tale contesto vengono effettuate esercitazioni a partiti contrapposti che prevedono l’impiego di unità estremamente specializzate e addestrate per ricoprire il ruolo delle forze di opposizione (OPFOR) in grado di riprodurre, oltre alle forme di offesa convenzionali, le altre tipologie di minaccia più note a livello internazionale quali il terrorismo, la criminalità e le forze irregolari che, combinate con forze regolari, possono comporre la minaccia “ibrida”.

CAT Lecce in addestramento - Intervista

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Fonte e immagini: Centro simulazione e validazione dell’Esercito
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Esercito, attività tattica in Qatar, esercitazione NASR 19, bersaglieri della Garibaldi e soldati qatarini, 2000 soldati e 250 mezzi

Il Capo di SME incontra un tiratore scelto

Qatar, 21 ottobre 2019 – Questa mattina il contingente italiano, a guida Brigata Bersaglieri “Garibaldi” ha condotto, congiuntamente al personale della 2^ Brigata dell’Esercito del Qatar, la fase principale dell’esercitazione NASR 19. La complessa attività tattica, svolta alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina e delle massime autorità militari locali, ha visto l’impiego di circa 800 soldati italiani, 1200 militari qatarini e di oltre 250 veicoli da combattimento e logistici.

A partire dallo scorso 12 settembre, a seguito di un’attenta pianificazione coordinata tra le due nazioni e attraverso una complessa operazione logistica, l’assetto nazionale esercitato si è schierato a 3.800 Km dall’Italia, nell’area addestrativa del poligono di Al-Galail, località a sud della capitale Doha. Una zona con caratteristiche idonee allo svolgimento di attività che, per numero di veicoli cingolati e ruotati impiegati e per volume di fuoco, non sarebbe possibile sviluppare presso aree addestrative presenti sul territorio italiano.

In tal modo le forze, di livello battle group e organizzate secondo l’approccio pluriarma, hanno espresso diverse capacità operative riuscendo così a massimizzare il combat power esprimibile nelle attività tattiche e a verificare il livello di cooperazione e di interoperabilità dei sistemi di comando e controllo tra i due eserciti. Inoltre, nell’ambito delle attività addestrative sviluppate dal personale italiano, sono state altresì testate alcune delle capacità che verranno poste in alta prontezza a favore della NATO.

L’esercitazione conclusiva, svolta a termine di un ciclo addestrativo congiunto della durata di circa un mese, ha previsto una dimostrazione a fuoco di tutti i sistemi d’arma impiegati. In particolare, la compagine di fanteria pesante italiana della Task Force, su base 1° reggimento bersaglieri, composta da circa 300 soldati, ha impiegato cingolati VCC 80 Dardo, carri armati C1 Ariete, VBM Freccia, mortai da 120 mm e da 81 mm e Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo (VTLM) Lince.

Un momento dello schieramento finale

Presenti sul terreno anche assetti di tiratori scelti, un team Raven, sistemi contro carro Milan e Spike, un team di acquisitori obiettivi delle Forze Speciali dell’Esercito, personale del Genio e relativi veicoli medi di ultima generazione come il VTMM ORSO (in differenti configurazioni), mezzi per il supporto logistico, carri pioniere e veicoli per l’assistenza sanitaria. A completare lo schieramento, obici FH70, lanciatori G-MLRS (Guided Multiple Launch Rocket System) e PZH 2000, artiglierie di ultima generazione con possibilità d’impiego di munizionamento a guida GPS e a lunga gittata, capaci di colpire obiettivi di dimensioni ridotte limitando i possibili danni collaterali.

In tale contesto è stata confermata la versatilità professionale degli uomini e delle donne dell’Esercito, pronti ad operare in situazioni caratterizzate da fattori ambientali estremi e capaci di impiegare i moderni sistemi di comando e controllo anche in condizioni tecnologicamente degradate.

La NASR 19, che si concluderà il prossimo 27 ottobre, rappresenta un’importante occasione addestrativa in chiave multinazionale, consentendo il consolidamento delle procedure tecnico-tattiche delle unità schierate dall’Esercito italiano e dall’Esercito qatarino e si inquadra in uno scenario strategico di riferimento sempre più influenzato da molteplici dinamiche ed in continua evoluzione.

La fanfara del 1° reggimento Bersaglieri

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Rievocati i fatti d’arme della 3^ battaglia dell’Isonzo dal 9° reggimento fanteria di Trani

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Trani, 20 ottobre 2019 – I “Bianchi Fucilieri” del 9° reggimento 104 anni fa opposero un’eroica resistenza al nemico durante la 3^ battaglia dell’Isonzo sul Monte San Michele durante la 1^ Guerra Mondiale.

In ricordo di questi fatti d’arme si è svolta nei giorni scorsi (18 ottobre) la commemorazione del 104° anniversario, con una cerimonia all’interno della caserma “Lolli Ghetti” di Trani, sede del 9° reggimento fanteria “Bari”.

In quel drammatico contesto, il coraggio, fino all’estremo sacrificio dei “Bianchi Fucilieri” è valso la concessione della più alta onorificenza, la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera di Guerra.

Il comandante del 9° reggimento, colonnello Claudio Bencivenga, con la Bandiera di Guerra ed il reggimento in armi, ha rievocato gli eventi bellici così come furono annotati sul diario di guerra dell’epoca ed è stato esposto il drappo tricolore, macchiato del sangue del gruppo bandiera che nella notte del 24 ottobre 1915 venne colpito da una granata nemica.

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Dal 1734, il 9° reggimento, ha partecipato a tutte le campagne di guerra e fatti d’arme più importanti, impiegando in questi ultimi anni, il proprio personale anche nelle operazioni nazionali ed estere, tra le quali, Albania, Kosovo ed Afghanistan.

Il reggimento, alle dipendenze della Brigata Pinerolo, è proiettato nel futuro, aderendo all’importante progetto di digitalizzazione della Forza Armata, ma mantiene vive le tradizioni di un glorioso passato.

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A presenziare la rievocazione della battaglia  il prefetto della provincia BAT (Barletta-Andria-Trani), dott. Emilio Dario Sensi e il sindaco della città di Trani avv. Amedeo Bottari, oltre a personalità civili e militari e scolaresche.

Alla cerimonia, hanno partecipato i familiari del personale del 9° Reggimento, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e oltre 200 alunni e docenti delle scolaresche della città di Trani. Per l’occasione, è stata effettuata una visita guidata presso la sala museale del Reggimento in cui sono raccolti i cimeli storici. E’ stata, inoltre, allestita una mostra statica dei principali mezzi e materiali in dotazione all’Esercito dove è stato possibile toccare con mano gli equipaggiamenti propri dell’Unità, con particolare attenzione alla componente digitale del kit “Soldato Sicuro”.

Gli studenti hanno potuto vedere da vicino il Veicolo Blindato Medio 8×8 “Freccia” automezzo tecnologicamente innovativo della Forza Armata.

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