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Archivi del mese: settembre 2017

Salvo D’Acquisto ricordato a Palidoro nel  74° anniversario del sacrificio

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Palidoro, 24 settembre 2017 – Ieri mattina, presso la torre di Palidoro, alla presenza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e del fratello dell’eroe, prof. Alessandro D’Acquisto, è stato celebrato il 74° anniversario del sacrificio del vice brigadiere Medaglia d’Oro al Valor Militare Salvo D’Acquisto, con la deposizione di una corona alla stele del decorato.

Alla caserma “Salvo D’Acquisto” di Roma è stata deposta una corona al monumento.

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Successivamente, nella sala di rappresentanza del comando generale dell’Arma dei Carabinieri, il comandante generale ha voluto rendere merito a sei militari e a un orfano dell’Arma distintisi in operazioni e attività caratterizzate da spiccato senso di solidarietà, consegnando loro il Premio “Salvo D’Acquisto”.

Era il 23 settembre 1943 quando, a seguito di un presunto attentato alle SS, il comando tedesco prese in ostaggio 22 civili innocenti. Il comandante del contingente, per tentare di avvalorare il sequestro degli ostaggi, cercò il Carabiniere più elevato in grado della stazione di Torrimpietra, affidandogli il compito di individuare un colpevole tra i 22 innocenti presi in ostaggio.

Fu così che i tedeschi aggredirono il giovane Salvo D’Acquisto, vice brigadiere in sottordine, cercando di convincerlo ad accusare qualcuno, ma non servì a nulla. Il Carabiniere infatti, intuendo le intenzioni dei nazisti, decise di accusarsi del presunto attentato e sacrificare la propria giovane vita, barattandola con quella dei 22 innocenti. Aveva solo 23 anni.

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L’estremo sacrificio dell’eroe, a cui è stato riconosciuto il titolo di “Servo di Dio”, è l’esempio del più luminoso altruismo che ha da sempre contraddistinto lo spirito dell’Arma e di ogni Carabiniere.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Il generale Graziano riceve la visita del capo di Stato Maggiore della Difesa libico

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Roma, 24 settembre 2017 – Ieri mattina, il generale Claudio Graziano ha ricevuto la visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa del Governo di Accordo Nazionale della Libia, generale Abdulrahman al Tawil, nominato nell’incarico dal premier al Serraj alla fine di agosto scorso.

Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, la visita è poi proseguita con l’incontro tra i due capi di Stato Maggiore e le rispettive delegazioni. Tale attività, che rientra nel quadro dei consueti colloqui bilaterali di livello tecnico-militare tra i vertici militari di Paesi alleati e amici, si è sviluppata attraverso la discussione di vari argomenti per esplorare le possibili future forme di collaborazione, in ambito militare, tra i due Paesi.

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Principale argomento dei colloqui è stato, infatti, quello relativo alla cooperazione tra Forze Armate italiane e libiche e alla comune volontà di rafforzarla con l’obiettivo di incrementare e corroborare le capacità operative delle forze libiche, ponendole in condizione di operare in piena autonomia e di contribuire fattivamente alla piena stabilizzazione dell’entità statuale, contrastando l’azione delle organizzazioni criminali, delle reti terroristiche e dei trafficanti di esseri umani. In tal senso, le Forze Armate italiane sono pronte a supportare quelle libiche, laddove vi siano richieste ufficiali da parte delle stesse autorità libiche e, comunque, dopo la prevista autorizzazione del governo e del parlamento.

Nell’ambito dell’incontro è stato proposto anche un punto di situazione sulle collaborazioni già in atto, con particolare riferimento all’attività dell’operazione “Ippocrate” – l’ospedale militare da campo italiano – presente in Libia da settembre dello scorso anno, per il quale il generale al Tawil ha ringraziato i militari italiani. Altrettanta gratitudine è stata rappresentata per la disponibilità italiana a curare, presso le strutture ospedaliere militari del nostro Paese, quei pazienti con patologie e ferite più gravi, non trattabili con altrettanta efficacia presso i nosocomi libici.

Si è affrontato poi il tema delle attività di supporto tecnico-logistico e operativo alle unità della Marina e della Guardia Costiera libiche per il contrasto ai traffici illeciti, primo tra tutti quello di esseri umani, cercando di definire, per questa prima fase, le esigenze complessive di intervenenti manutentivi e di riparazione sulla flotta libica, che, in parte, vengono già eseguiti dall’equipaggio di Nave Tremiti della Marina Militare italiana, presente nel porto di Tripoli dall’agosto scorso.

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La visita, svoltasi in un clima di piena intesa e cordialità, si è quindi conclusa con l’invito ad effettuare con periodicità questi incontri, al fine di avere la opportunità di focalizzare con immediatezza i possibili futuri settori di collaborazione e cooperazione.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Kosovo: primo corso sulla tutela ambientale per la Kosovo Police

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Pristina (Kosovo), 22 settembre 2017 – Si è concluso oggi il primo corso “Environmental Crime Course” sulla tutela ambientale, svolto dai militari dell’Arma dei Carabinieri in favore dei poliziotti della Kosovo Police (KP).

Alla cerimonia di chiusura, che si è tenuta oggi presso la base della Multinational Specialized Unit (MSU) di Pristina, hanno partecipato il vice comandante di KFOR (Kosovo Force), brigadier general Christina Riener, e l’ambasciatore italiano Piero Cristoforo Sardi, che, alla presenza del capo della KP col. Shpend Maxhuni e del comandante di MSU col. Marco Di Stefano, hanno consegnato gli attestati di partecipazione ai 20 frequentatori.

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Il corso, nato da accordi intercorsi tra l’Arma dei Carabinieri e la KP, ha avuto lo scopo di fornire nozioni di base agli operatori di polizia nel settore della tutela ambientale. Il programma si è sviluppato in 3 settimane, tra lezioni teoriche e pratiche, ed ha affrontato diverse tematiche inerenti l’ambiente: la definizione di ambiente; l’uomo e l’ambiente; effetti dell’inquinamento sull’uomo, su matrici e alimentazione; organismi internazionali; protocolli, trattati e convenzioni e regolamentazione internazionale sul trasporto di materiali/liquidi/gas su strada. 

Le attività sono state condotte dai Carabinieri Forestali e del Nucleo Operativo Ecologico (NOE), militari altamente specializzati sul tema della tutela dell’ambiente.

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La MSU di KFOR è un’unità multinazionale su base Arma dei Carabinieri che opera in Kosovo dal 1999. Le unità operative dell’MSU assolvono ai compiti di risposta e mantenimento dell’ordine pubblico, supporto alle forze di polizia locali e  monitoraggio degli aspetti riguardanti la pubblica sicurezza.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il cubo, non è solo un ricordo del servizio di leva obbligatorio

Roma, 22 settembre 2017 – Voci di corridoio sostengono che il cubo delle camerate militari era solo una prerogativa di quando esisteva il servizio di leva. Ma ecco un cubo dei giorni nostri.

E’ una cosa a cui i comandanti ancora tengono, sebbene i militari ora siano dei professionisti e non di leva obbligatoria. E’ sempre un segnale di rigore e disciplina che si trasmette a chi intraprende la carriera militare.

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Fonte immagine: riservata
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Operazione Strade Sicure: nella caserma Gandin di Roma una sessione di metodo di combattimento militare (MCM)

1. Granatieri in MCM

Roma, 21 settembre 2017 – I militari del raggruppamento Lazio Umbria e Abruzzo, a guida brigata Granatieri di Sardegna, come tutto il personale dell’Esercito Italiano che partecipa all’operazione “Strade Sicure”, vengono formati per i compiti previsti nelle operazioni di concorso alle Autorità di Pubblica Sicurezza.

Nell’iter formativo una grande attenzione è rivolta al Metodo di Combattimento Militare (MCM) e, nei giorni scorsi presso la caserma “Gandin” di Roma, sede della brigata Granatieri di Sardegna e del 1° Reggimento Granatieri, si è svolta una sessione propedeutica agli interventi che i militari potrebbero essere chiamati a svolgere durante il servizio. 

2. Granatieri in MCM

Il Metodo di Combattimento Militare è un sistema di combattimento a distanza ravvicinata che risponde alle peculiari esigenze operative ed utilizza tecniche mutuate da altri sistemi di combattimento militari impiegati da Forze Armate di diversi Paesi, dalle arti marziali e sport di combattimento, prediligendone l’efficacia all’estetica. 

E’ un sistema aperto, ovvero in continua evoluzione e pertanto in grado di recepire nuove tecniche, soluzioni od accorgimenti qualora ritenuti funzionali ad elevare il livello addestrativo dei militari. 

La pratica costante del MCM, inserita nel programma addestrativo delle unità, favorisce lo sviluppo del coraggio del singolo soldato, ne accresce la fiducia nelle proprie capacità fisiche, aumenta il senso della disciplina e incrementa lo spirito di corpo. 

Non ultimo migliora la capacità di assumere decisioni in condizioni di stress dovute alla fatica fisica.

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Fonte e immagini: operazione Strade Sicure
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Sigonella: cerimonia di saluto al velivolo Breguet P-1150 Atlantic e presentato il nuovo P-72A

CERIMONIA DI SALUTO AL VELIVOLO ATLANTIC

Sigonella, 21 settembre 2017 – Si è tenuta oggi, giovedì 21 settembre, presso la sede del 41° Stormo Antisom, la cerimonia di addio allo storico velivolo Breguet P-1150 Atlantic, sostituito dal nuovo velivolo P-72A, che è stato presentato ufficialmente nel corso della cerimonia. All’evento erano presenti i capi di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Valter Girardelli e dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, unitamente a rappresentanti di Leonardo ed autorità civili regionali delle province di Catania e Siracusa, nella cui realtà l’aeroporto di Sigonella è da sempre profondamente integrato.

CERIMONIA DI SALUTO AL VELIVOLO ATLANTIC

L’ammiraglio Girardelli ha evidenziato che “sussiste la necessità di continuare a poter disporre di mezzi capaci di condurre le attività di difesa, anche, dalla minaccia subacquea e, allo stesso tempo, di non disperdere il prezioso know how così unico e difficile da ricostruire come quello faticosamente conseguito e gelosamente custodito dal personale dell’aviazione antisom grazie a un addestramento specifico e costante, nonché all’esperienza maturata in migliaia di ore di volo nei cieli, in pattugliamento sul mare, in operazioni e in attività operative e addestrative.

Il generale Vecciarelli ha sottolineato nel suo intervento come “l’Aeronautica Militare darà tutto il supporto alla Marina Militare, con una rinnovata integrazione delle nostre capacità e mi auguro che questa esperienza presso il 41° Stormo possa far nascere una sempre più ampia collaborazione, che veda la fusione delle capacità di entrambi, sempre con l’unico obiettivo di difesa dei nostri valori socia”. Sempre Vecciarelli ha ribadito l’importanza di “prendere ispirazione da esempi virtuosi, con un nuovo spirito di collaborazione che porti unità tra le nostre Forze Armate, così come con le istituzioni nazionali, in un sistema sinergico, interforze ed inter-agenzia che provveda alla sicurezza del nostro Paese. Il 41° Stormo Antisom di Sigonella rappresenta una vera e propria realtà operativa interforze nell’ambito della Difesa italiana …”.

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La base aerea di Sigonella, già al mese di settembre 2013 in modo continuativo e prima ancora in modo saltuario, ha fornito e continua a fornire il proprio supporto ai diversi assetti stranieri che si sono avvicendati nell’ambito delle attività Frontex/Triton con lo scopo di coordinare il pattugliamento delle frontiere degli Stati membri e di favorire gli accordi per la gestione dei migranti. Sono forniti inoltre supporto e ospitalità, generalmente con cadenza mensile, ad assetti provenienti tra gli altri da Grecia, Portogallo, Islanda, Spagna, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Danimarca.

Nell’ambito dell’Operazione Militare Navale dell’Unione Europea nel Mediterraneo Centromeridionale (EunavforMed), l’Aeroporto di Sigonella rappresenta una di quelle basi dell’Aeronautica Militare pronte a fornire supporto ed ospitare assetti stranieri. Attualmente sono ospitati l’assetto Spagnolo dal 13/09/2015 e quello del Lussemburgo dal 18/07/2015.EunavforMed si prefigge l’obiettivo di contribuire a smantellare le reti del traffico e della tratta di esseri umani adottando misure sistematiche per individuare e fermare imbarcazioni e mezzi  usati  dai  trafficanti. La partecipazione dell’Italia è stata sancita dalle Legge n.117 del 04/08/2015, a seguito dell’approvazione dei Ministri degli Esteri Europei riuniti in Lussemburgo il 22/06/2015.

Il velivolo Atlantic, che lascia la linea volo dell’Aeronautica dopo 45 anni di servizio e oltre 250.000 ore di volo,  ha preso parte a tutte le recenti operazioni di sorveglianza marittima nazionale nel Mar Mediterraneo, quali “Mare Nostrum” e “Mare Sicuro” grazie al quotidiano lavoro di equipaggi di volo misti composti da appartenenti alla Marina Militare e all’Aeronautica Militare.

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Il P-72A, realizzato da Leonardo, è un pattugliatore marittimo ognitempo, sviluppato dall’ATR72-600 per il mercato civile e poi modificato con apparati e sensori specifici per assolvere i suoi compiti in ambito militare e rappresenta una soluzione ad interim finalizzata a coprire il gap capacitivo fino al momento in cui ci si potrà dotare di un Long Range Maritime Patrol Aircarft che abbia anche capacità ASW (Anti-Submarine Warfare).  Il nuovo assetto è già stato messo alla prova, fornendo il proprio contributo in occasione del G7 di Taormina a maggio. Come il suo predecessore, è assegnato all’Aeronautica Militare ed impiegato dalla Marina Militare: a bordo equipaggi misti delle due Forze Armate operano in piena sintonia interforze, consolidata in quasi cinquant’anni di attività operativa sull’Atlantic. Le potenziate capacità di scoperta, l’autonomia prolungata e l’attitudine al volo a bassissima quota del nuovo assetto lo rendono fondamentale per il pattugliamento e la sorveglianza dei teatri operativi e per la sicurezza del territorio nazionale, così come per le missioni di ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare. La capacità net-centrica del P-72A contribuisce, infine, a creare una capacità di sorveglianza persistente a supporto delle esigenze di sicurezza e difesa del Paese.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Libano: i militari italiani celebrano la giornata internazionale della pace con la popolazione locale

Libano - i militari italiani celebrano la giornata internazionale della pace con la popolazione locale (2)

Shama (Libano) 21 settembre 2017 –  In occasione dell’International Day of Peace, il contingente italiano in Libano ha organizzato in questi giorni l’esposizione di prodotti tradizionali e artigianali, attraverso la collaborazione con associazioni di donne locali, presso la base “Millevoi” in Shama.

L’iniziativa, nata nell’ambito delle attività Civil and Military Cooperation (CIMIC), ha visto l’ampia partecipazione dei militari italiani e stranieri che compongono l’UNIFIL Sector West e ha offerto l’occasione di promozione dei prodotti artigianali tipici del distretto di Tiro e Bint Joubail, città principali del Sud del Libano.

Libano - i militari italiani celebrano la giornata internazionale della pace con la popolazione locale (6)

Il comandante Joint Task Force – Lebanon, generale di brigata Francesco Olla, ha presenziato all’attività che ha visto rafforzare i rapporti tra popolazione locale e i militari dei dodici contingenti alle dipendenze. Durante il suo giro presso gli stand, montati ad hoc presso il piazzale principale della base “Millevoi”, ha dichiarato: “In occasione dell’International Day of Peace, che vede nel 2017 come temi principali il rispetto, la sicurezza e la dignità (Together for Peace: Respect, Safety and Dignity for All), ci siamo proposti di promuovere e supportare, in particolare, le associazioni femminili presenti della nostra area di operazione”.

Attraverso lo sviluppo di progetti che possano incrementare le capacità artigianali delle donne locali, il contingente italiano, oggi su base brigata “Granatieri di Sardegna” con l’operazione “Leonte XXII”, svolge quotidianamente attività di supporto alla popolazione locale attraverso iniziative a loro favore, oltre alle attività operative di controllo delle zone di confine e della linea di demarcazione, meglio nota come Blue Line, e addestrative a favore delle unità dell’Esercito Libanese di stanza nel Sud, come previsto dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701.

L’International Day of Peace nasce in ambito internazionale nel 1981, con l’obiettivo di offrire un momento di riflessione e consapevolezza. In tale occasione le Nazioni Unite chiamano un globale “cessare il fuoco” per 24 ore, con la speranza che un giorno diventi permanente.

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Fonte e immagini: Contingente italiano nel Libano del sud
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