Archivi del mese: agosto 2017

A L’AQUILA LA 723^ EDIZIONE DELLA PERDONANZA CELESTINIANA

FOTO 4 - Mons. BASSETTI, Gen.B. De Vito e Coro GdF

L’Aquila, 30 agosto 2017 – A L’Aquila si rinnova il rito solenne della Perdonanza Celestinana, l’indulgenza plenaria perpetua concessa ai fedeli Cristiani da Celestino V nel 1294, in occasione della sua incoronazione a Pontefice. Nel pomeriggio del 28 agosto scorso, dopo lo sfilamento per le vie del capoluogo abruzzese del corteo storico composto da centinaia di persone in costumi d’epoca, autorità civili, militari e religiose, monsignor Gualtiero Bassetti, presidente della conferenza episcopale italiana, ha celebrato la solenne funzione liturgica al termine della quale ha avuto luogo il tradizionale rito dell’apertura della Porta Santa.

Presenti all’evento il sottosegretario alla Difesa on. Domenico Rossi in rappresentanza del Governo, il prefetto de L’Aquila dott. Giuseppe Linardi, il sindaco dott. Pierluigi Biondi, il comandante militare dell’Esercito per l’Abruzzo gen. B. Rino De Vito e altre cariche dello Stato. Nella mattinata del 29 agosto mons. Bassetti ha celebrato una funzione per le Forze Armate e per i Corpi di Polizia, al termine della quale il gen. De Vito ha ringraziato le autorità e tutti gli intervenuti per la sentita partecipazione. Nel pomeriggio, invece, dopo la Santa Messa stazionale, le celebrazioni hanno avuto termine con il consueto rito di chiusura della Porta.

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Fonte e immagini: Comando Militare Esercito Abruzzo
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Libano: il contingente italiano in linea con gli standard ONU

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Shama (Libano), 29 agosto 2017 –  si è svolta in questi giorni, presso la base “Millevoi” di Shama, la Operational Readiness Inspection (ORI) per i caschi blu italiani impiegati nella missione UNIFIL.

La ORI è una complessa attività di verifica, svolta da un team di ispettori delle Nazioni Unite nei confronti dei contingenti impiegati nelle missioni in aree sensibili, ed è finalizzata a garantire il rispetto degli standard previsti dalle direttive delle Nazioni Unite per la missione nel Sud del Libano.

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A tal proposito la Joint Task Force Lebanon, su base brigata Granatieri di Sardegna e con a capo il generale di brigata Francesco Olla, ha confermato di possedere un livello delle capacità operative, logistiche e infrastrutturali ben al di sopra dei requisiti previsti dalla normativa in vigore. Ciò è un elemento di vitale importanza per l’assolvimento dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Fonte e immagini: contingente italiano in Llibano
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Aeronautica Militare: continua l’impegno contro gli incendi in Sicilia

Elicotteri dell’Aeronautica Militare sono in servizio di allarme per lo spegnimento dei roghi dalla metà di luglio nell’ambito del supporto fornito dalla Difesa alla Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza incendi

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Trapani, 27 agosto 2017 – Verso le 19,00 di stasera è atterrato i l’elicottero HH-212 del soccorso aereo dell’Aeronautica Militare che dalle 14,40 di oggi ha operato nelle zone di Salemi e Calatafimi (TP) per concorrere alle operazioni di spegnimento di un vasto incendio.

Oltre 4 ore in volo, con una sola sosta per veloci rifornimenti di carburante sulla base di Trapani, da dove l’elicottero è decollato alle prime ore del pomeriggio su ordine del Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico (Fe), il centro di comando e controllo che coordina questo genere di missioni in contatto diretto con il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) della Protezione Civile.

Solo oggi sono stati effettuati 44 sganci, oltre 30 mila litri di acqua rilasciati per un totale di 4 ore volate nell’ambito del dispositivo della Difesa in supporto alla Protezione Civile per la lotta agli incendi.

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Si tratta di elicotteri equipaggiati con una speciale benna in grado di caricare circa 700 litri di acqua, e di equipaggi addestrati e specializzati in attività antincendio. L’antincendio è una della capacità duali che l’Aeronautica Militare, in concorso con le altre Forze Armate, mette quotidianamente a disposizione della collettività nei casi di pubblica utilità o in occasione di calamità, operando in questo caso in stretta sinergia e a supporto delle diverse agenzie e corpi dello Stato impegnati nei soccorsi a terra e in volo.

I Centri di Ricerca e Soccorso dell’Aeronautica Militare dislocati sul territorio nazionale, tra cui l’80° CSAR di Decimomannu, sono Reparti di volo che dipendono dal 15° Stormo di Cervia, che garantiscono 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà. Essi, inoltre, concorrono ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, nonché l’intervento in casi di pubblica utilità o in occasione di calamità ed emergenze, quale appunto la capacità antincendio, una delle attività duali che l’Aeronautica Militare, in concorso con le altre Forze Armate, mette quotidianamente a disposizione della collettività nazionale.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Quel fattaccio di via Curtatone

Riportiamo da fonte riservata…

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Roma, 26 agosto 2017 – “Dieci euro per coricarsi una notte nel palazzo occupato. Anche se su giacigli improvvisati o su brande accatastate in stanzette e corridoi. Sulla pelle dei disperati c’era chi provava a fare fortuna. Poteva fruttare migliaia di euro al mese il palazzo occupato da migranti e rifugiati sgomberato giovedì, in via Curtatone in piazza Indipendenza, dopo una mattinata da guerriglia urbana, chiusa con centinaia di sfollati e cinque arresti, con gli occupanti, per lo più rifugiati, che lanciavano bombole, sedie, bottiglie e sassi agli agenti in tenuta antisommossa.

Durante le fasi di sgombero sono state trovate delle ricevute con tariffe anche giornaliere. «Tre giorni al quinto piano, stanza 22. Trenta euro». A conti fatti per ogni famiglia, il gruppo di stranieri che per primo ha occupato l’edificio nel lontano 2013 richiedeva ad ogni nucleo familiare in cerca di sistemazione, anche temporanea, dieci euro al giorno. Ogni mese, con questo sistema, il gruppo non ancora identificato, riusciva a guadagnare una cifra variabile ma comunque compresa tra i 1.500 e i 2.000 euro. La documentazione è stata ritrovata durante lo sgombero. Al momento il materiale è nella mani dei carabinieri. Che da ieri si sono messi a caccia dei primi riscontri. Una ricevuta è intestata a un certo Gebru e risale all’aprile del 2016. w l’Italia 

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I giornalisti possono creare un caso dal nulla e, viceversa, ridurre al nulla un caso.
Lo riprova il caso (inesistente) dell’esclamazione “se lanciano qualcosa, spaccategli un braccio” proferita dal trafelato funzionario di polizia oggi crocifisso dalla stampa, che in nessun modo costituisce reato, visto che era manifestamente una mera esortazione ai propri uomini (in evidente sproporzione di uomini e di mezzi) a non cedere alla pressione della violenza di piazza.
Fare il comandante di uomini è soprattutto questo.
Dal punto di vista penale, il discorso è chiuso: nessun reato perché tutti hanno potuto percepire che non si trattava di un ordine e che, difatti, non è stato eseguito.
Sul piano disciplinare la questione potrebbe essere diversa perché la scala gerarchica potrebbe stigmatizzare il discredito cagionato all’istituzione, ovviamente non presso le persone ragionevoli, ma solo nell’ottica miope di chi non ha mai vestito una divisa né affrontato un servizio di ordine pubblico e non perde occasione di mettere sulla graticola i cittadini in uniforme (cioè gran parte degli opinionisti militesenti che giudicano il mondo dal divano di casa propria).

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In America, quel funzionario di polizia sarebbe piuttosto stato sanzionato disciplinarmente perché troppo cauto e quindi poco efficace, ma questo è un altro (vecchio) discorso.
Cosa farà allora il capo della polizia? Avrà il piglio di rammentare a tutti che “adgreditus non habet staderam in manu” (L’aggredito non ha una bilancia in mano, ndr) e mandare al diavolo chi invoca la flagellazione di un servitore dello stato per una frase, chiudendo al contempo un occhio sulle violenze rivolte per ore agli operai con le stellette? Francamente lo spero.
Si sa che buona parte degli italiani è molto indulgente con i lanciatori di estintori e di bombole alle forze dell’ordine, ma questa sarebbe decisamente l’occasione giusta per ricordare a tutti che i pazzi sono loro e che i poliziotti non si toccano.”

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Fonte: riservata - Immagini: tratte dal filmato della Polizia di Stato
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Migranti e polizia, tensione a Roma per lo sgombero di uno stabile (video)

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Roma, 24 agosto 2017 – Sono stati sgomberati alle prime ore del mattino i giardini di piazza indipendenza, abusivamente occupati da circa 100 cittadini stranieri già occupanti di via Curtatone.

L’ intervento si è reso urgente e necessario dopo il rifiuto di ieri ad accettare una sistemazione alloggiativa offerta dal comune di Roma, ma soprattutto per le informazioni di alto rischio pervenute, inerenti il possesso da parte degli occupanti di bombole di gas e bottiglie incendiarie.

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All’atto dell’intervento, infatti, le forze dell’ordine sono state aggredite con lancio di sassi e bottiglie. Utilizzate bombole di gas aperte messe in sicurezza grazie al repentino intervento dei poliziotti.

Usato contro gli agenti anche peperoncino. L’uso dell’idrante ha evitato che venissero accesi fuochi e liquidi infiammabili. Due fermati al momento.

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Fonte: Polizia di Stato
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Esercito italiano: concorso per Allievi Ufficiali Ferma Prefissata (AUFP)

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L’Aquila, 24 agosto 2017 – E’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 4ª s.s. n. 63 del 22 agosto 2017 il concorso, per l’ammissione di 43 (quarantatre) allievi al 9° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell’Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato del Corpo Sanitario dell’Esercito. Posso partecipare i concorrenti con cittadinanza italiana di entrambi i sessi che non hanno superato 38° anno di età e sono in possesso della laurea magistrale. La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente on-line dal 23 agosto 2017 al 21 settembre 2017 accedendo al sito www.esercito.difesa.it.

Per informazioni

Gli interessati possono rivolgersi al Comando Militare Esercito “Abruzzo” – Ufficio Reclutamento e Comunicazione Caserma “Campomizzi” S.S.80 n. 5 L’Aquila.

Telefononando ai numeri: 0862/25345, 0862/412552, interno 0211,
oppure inviando una e-mail agli indirizzi
infoconcorsi@cmeaq.esercito.difesa.it ,
fabio.caretta@esercito.difesa.it

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Fonte: Comando Militare Esercito Abruzzo
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A un anno dal terremoto le Forze Armate sempre vicine alle popolazioni del centro Italia

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Ascoli Piceno, 23 agosto 2017 – Ad un anno di distanza dal terremoto del 24 agosto 2016 che interessò il centro Italia, le Forze Armate rinnovano la loro vicinanza alle popolazioni così duramente colpite e lo fanno anche attraverso un nuovo concreto impegno operativo nell’area, con l’invio, nei giorni scorsi, di un’unità del genio dell’Esercito per demolizioni e rimozione macerie.

Nell’immediatezza del sisma, le Forze Armate intervennero tempestivamente, mettendo a disposizione, nell’ambito del sistema di Protezione Civile, le capacità e la professionalità delle proprie unità specialistiche. Un intervento che, per il protrarsi degli eventi sismici, vide impegnate unità di tutte le Forze Armate – Esercito, Marina e Aeronautica – e dei Carabinieri, inquadrate nel “Raggruppamento Sabina”, diretto dal brigadier generale Sergio Santamaria e operante ininterrottamente per circa nove mesi, fino a maggio di quest’anno, fianco a fianco con il personale della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Croce Rossa e di tutti gli Enti e le Istituzioni preposti agli interventi emergenziali.

Nel momento di massimo impegno, a gennaio 2017, coincidente con il ripetersi di importanti fenomeni sismici associati a un’eccezionale ondata di maltempo, il dispiegamento delle Forze Armate raggiunse un’entità pari a circa 3.500 militari e oltre 1.200 mezzi. Nell’occasione, vennero impiegati anche reparti delle Forze Speciali per raggiungere e portare soccorso alla popolazione di frazioni e abitazioni isolate in aree particolarmente impervie.

Le Forze Armate sono state presenti in modo continuativo, operando a 360 gradi con attività diversificate: ripristino della viabilità e delle infrastrutture essenziali, interventi di soccorso, confezionamento e distribuzione del vitto per la popolazione, trasporti a favore della popolazione e dei soccorritori, rimozione delle macerie, urbanizzazione di aree e realizzazione di alcune Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE), recupero di opere d’arte, verifica della stabilità di edifici pubblici, nonché vigilanza e presidio di paesi e borghi disabitati al fine di prevenire atti di sciacallaggio. Non da ultimo, il trasporto dei mezzi agricoli necessari ai coltivatori di Castelluccio di Norcia, al fine di rendere possibile la semina e la raccolta delle famose lenticchie.

Dal 10 agosto scorso, poi, su richiesta della presidenza del Consiglio dei Ministri, le Forze Armate hanno costituito un apposito task group del genio dell’Esercito per intervenire, in concorso al dipartimento della Protezione Civile e in coordinamento con le altre amministrazioni dello Stato, nelle attività di demolizione, di rimozione e di trasporto delle macerie. Questo task group disporrà di 300 militari e 190 mezzi, ripartiti in tre unità che opereranno, rispettivamente, nella provincia di Ascoli Piceno (un’aliquota sta già lavorando nel territorio comunale di Arquata del Tronto), di Macerata e nelle zone tra Lazio e Abruzzo.

In tal senso, come parte di un più ampio “Sistema Paese”, le Forze Armate vogliono testimoniare, attraverso le loro attività, la concreta solidarietà e la vicinanza alla popolazione del centro Italia, la cui vita è stata drammaticamente sconvolta da un evento naturale tanto devastante quanto esteso.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Ischia: servizi anti sciacallaggio dei Carabinieri

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Ischia (NA), 23 agosto 2017 – Sono iniziati già da ieri sera i servizi dei Carabinieri per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di sciacallaggio nelle case evacuate: carabinieri del “Reggimento Campania” sono impegnati tra le macerie in pattuglie h24, a piedi.

Nel frattempo sono giunti sull’isola i rinforzi: altri 50 Carabinieri dalla terraferma.

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Si battono tutte le strade e vicoli secondari per controllare se vi si aggirino persone sospette e vengono ispezionati gli ingressi delle abitazioni per controllare se siano stati forzati.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
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Libano: contingente militare italiano patrocina gemellaggio tra Sant’Antioco e Tiro

Contingente militare italiano patrocina gemellaggio tra comune di Sant’Antioco e municipalità Tiro

Donazione del crest del Comune di Sant'Antioco alla Signora Berri

Tiro (Libano), 23 Agosto 2017 – Promozione della cultura mediterranea e delle radici comuni tra il comune di Sant’Antioco e Tiro: con questi intenti, ieri è stato firmato un protocollo di gemellaggio tra una delegazione del comune sardo e le autorità locali della municipalità di Tiro.

L’accordo è stato patrocinato dal contingente militare italiano impiegato nella missione UNIFIL, ed è finalizzato all’accrescimento dei rapporti tra i due Paesi mediterranei e alla promozione di progetti dedicati al territorio che possano garantire un duraturo sviluppo sociale, economico e culturale.

Il generale di brigata Francesco Olla, antiochese e attuale comandante della Joint Task Force – Lebanon Sector West, nel suo discorso di apertura della cerimonia ha dichiarato: “Abbiamo idealmente ricostruito le rotte dei nostri antenati, ripercorrendo le fasi di un legame mai interrotto che ci ha portato fin qui, oggi. Abbiamo molte cose in comune: la creazione di un ponte culturale tra Italia e Libano, tra Tiro e Sant’Antioco, ci ricorda chi siamo: siamo cittadini del mondo, siamo mediterranei, siamo fenici”.

La delegazione nazionale è stata composta dall’avv. Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco, dalla dottoressa Rosalba Cossu, assessore della cultura, dal dottor Piero Bartoloni, già professore ordinario di archeologia fenicio-punica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Sassari e direttore del museo archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco, e dalla dottoressa Sara Mancuso, curatrice del museo.

In rappresentanza della municipalità di Tiro, l’ing. Dbouk sindaco di Tiro, il prof. Hassan Baddahui, docente all’Universita di Beirut e la dottoressa Helen Sader, docente di archeologia presso l’American University of Beirut, che hanno offerto una visita ai siti archeologici – fenici e romani – locali: un percorso che evidenzia le similitudini culturali e architettoniche tra le due città: furono infatti i fenici, provenienti da Tiro, tra la fine del IX e dell’VIII secolo a.C., a fondare la città di Sulky, l’attuale Sant’Antioco.

La Dottoressa Cossu, assessore alla cultura del Comune di Sant'Antioco

La dott.ssa Cossu, assessore alla cultura del comune di Sant’Antioco

Presente alla firma anche Randa Assi Berri, moglie dello speaker della camera libanese Nabih Berri e promotrice di innumerevoli iniziative culturali e sociali per i libanesi: “Questo protocollo mira a rafforzare i legami di amicizia tra i due Paesi attraverso la cooperazione per attuare progetti, programmi e attività volti a preservare e proteggere l’eredità culturale, incoraggiare la ricerca scientifica e l’innovazione”, ha dichiarato la Berri al termine della firma del protocollo.

Il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dopo aver ringraziato gli intervenuti, ha sottolineato come “il comune sardo e la municipalità libanese abbiano finalità comuni, in funzione delle quali, anche grazie a questo protocollo, avviare collaborazioni istituzionali che sviluppino la “conoscenza” e incentivino la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico oltre che del capitale umano, mettendo in giusta luce la qualità dei beni culturali locali”.

Il Dottor Bartoloni durante la sua presentazione sul confronto dei reperti archeologici italiani e libanesi

La missione UNIFIL, svolta in armonia con i dettami della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701, annovera, tra i suoi compiti principali, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line; il supporto alla popolazione locale, attraverso la funzione operativa di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC); il supporto alle Forze Armate libanesi (LAF) dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Artificieri ed elicotteri dell’Esercito per una bonifica ad alta quota in Marmolada

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Canazei – Marmolada (TN), 23 agosto 2017 – Gli artificieri del 2° reggimento genio guastatori alpini, appartenenti alla brigata alpina JULIA, hanno neutralizzato un proietto d’artiglieria da 210 mm, risalente al primo conflitto mondiale, rinvenuto durante la vigilia di ferragosto 2017 a seguito dello scioglimento del ghiaccio.

La forte presenza di turisti in questo periodo, ha indotto le autorità competenti all’immediata attivazione delle procedure di bonifica, al fine di ripristinare ed assicurare l’incolumità pubblica nei pressi del Rifugio Capanna del Ghiacciaio, nel comprensorio della Marmolada che fa parte del comune di Canazei (TN).

PREPARAZIONE PER IL TRASPORTO

Gli artificieri dell’Esercito appartenenti al 2° reggimento genio guastatori alpini di Trento, gli elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito del 4° reggimento “ALTAIR” di Bolzano, la Croce Rossa Militare, le Forze dell’Ordine locali, hanno predisposto l’Operazione CENTENARIUM, su un terreno soggetto a repentini cambi delle condizioni atmosferiche, estremamente compartimentato ed insidioso. Le attività si sono svolte sotto il coordinamento del commissariato del governo di Trento ed il controllo del Comando Forze Operative Nord di Padova.

Si è trattato di un intervento delicato e di rilievo che costituisce parte della più ampia attività esercitativa denominata “MARMOLADA”, ove sono impiegati assetti specialistici delle truppe alpine, che stanno conducendo un addestramento al movimento, alla sopravvivenza ed al soccorso su ghiaccio. L’operazione, che ha coinvolto una importante porzione di terreno intorno all’ordigno, si è conclusa con successo alle ore 14:10 con il trasporto del corpo bomba a valle per la successiva neutralizzazione.

LUOGO DEL RINVENIMENTO

La bonifica del territorio nazionale da residuati bellici rientra tra le competenze istituzionali dell’Esercito che si conferma una risorsa duale al servizio del Paese, in grado di mutuare capacità prettamente militari in capacità al servizio della collettività sia per pubblica utilità sia nei casi di calamità naturali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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