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La Polizia Postale spiega come evitare i furti di account su Whatsapp

Roma, 17 gennaio 2021 – Un numero sempre crescente di cittadini sta segnalando la ricezione sul proprio smartphone di messaggi sms del tipo “Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”, che appaiono inviati da utenti presenti all’interno della propria rubrica.

Molto spesso gli utenti, tratti in inganno dalla presunta conoscenza del mittente, non esitano ad assecondare la richiesta, rispondendo al messaggio, ignari di essere vittime di una truffa.

Il codice inviato, infatti, consente ai cybercriminali di impadronirsi dell’account WhatsApp e di sfruttare il servizio di messaggistica istantanea per compiere ulteriori frodi utilizzando il numero di telefono della vittima, nonché di avere accesso ai contatti salvati nella rubrica, innescando una sorta di “catena di Sant’Antonio” – il profilo WhatsApp dell’utente che ci richiede di inviargli il codice è effettivamente un nostro contatto che a sua volta ha avuto la violazione del suo account, attraverso la stessa condotta fraudolenta –, che sta ormai colpendo migliaia di cittadini in tutta Italia.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ricorda che:

  • i codici che arrivano per sms sono strettamente personali e non vanno mai condivisi, anche se richiesti da un nostro contatto o da amici e/o familiari;
  • non bisogna mai cliccare su eventuali link presenti negli SMS;
  • è consigliabile attivare la c.d. “verifica in due passaggi” disponibile nell’area “impostazioni-account dell’App” che ci permette di inserire un codice personale a sei cifre, che il sistema ci richiede al primo accesso e per tutte le operazioni di modifica che andremo a effettuare sul nostro profilo;
  • se siamo caduti nella frode è necessario avvisare subito i nostri contatti di quanto ci è capitato in modo che non diventino potenziali vittime della catena;

Come recuperare il tuo account:

  • Accedi a WhatsApp con il tuo numero di telefono e verifica il numero inserendo il codice a 6 cifre che ricevi tramite SMS;
  • Una volta inserito il codice SMS a 6 cifre, chiunque stia usando il tuo account verrà automaticamente disconnesso. Ti potrebbe anche essere richiesto di fornire il codice della verifica in due passaggi. Se non conosci il codice, la persona che sta usando il tuo account potrebbe aver attivato la verifica in due passaggi.

Per maggiori informazioni sulle impostazioni della verifica in due passaggi, consulta https://faq.whatsapp.com/general/account-and-profile/stolen-accounts/?lang=it

Per qualsiasi ulteriore approfondimento e per ogni segnalazione la Polizia Postale e delle Comunicazioni è sempre disponibile anche attraverso il nostro portale www.commissariatodips.it

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Adesca bimba di dieci anni con Whatsapp fingendosi la fidanzata di un amico

Cuneo, 24 gennaio 2015 – Arrestato dai carabinieri per adescamento e corruzione di minorenni, un 18enne dell’hinterland milanese. Il giovane utilizzando Whatsapp, la nota applicazione di messaggistica istantanea per smartphone, si è finto la fidanzata di uno dei contatti comuni, e ha raggirato una bambina di 10 anni, residente nel cuneese. Con metodi subdoli l’ha indotta a compiere atti sessuali e a scambiarsi fotografie ritraenti le parti intime.

I carabinieri, dopo aver raccolto la denuncia dei genitori, che controllando il telefono della figlia avevano accertato che stava accadendo qualcosa di strano, immediatamente si sono attivati con indagini tecniche per identificare l’autore delle conversazioni.

Attraverso l’acquisizione di dati, i militari sono giunti alla reale identità del soggetto, uno studente 18enne residente in provincia di Milano. Effettuata la perquisizione presso l’abitazione del giovane, i carabinieri hanno sequestrato il computer, telefoni cellulari e supporti di memorizzazione digitale.

L’ulteriore esame del materiale sequestrato, tra cui immagini, testi e files di vario genere, ha permesso di acquisire elementi di prova inequivocabili sulle responsabilità penali del giovane pedofilo.

I carabinieri della compagnia di Bra e della stazione di Canale lo hanno deferito alla procura della repubblica di Asti e sono ancora in corso le indagini per verificare se siano coinvolte altre vittime.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Cuneo)

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