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Documentario “All’altezza degli occhi. La vita delle donne delle scorte.” Una collaborazione Polizia di Stato e Rai

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Roma, 9 luglio 2015 – Ieri pomeriggio è stato presentato dalla Polizia di Stato e dalla Rai, in anteprima, il documentario All’altezza degli occhi. La vita delle donne delle scorte. Il documentario è stato proiettato presso la sala conferenze del Palazzo Viminale. Presenti alla proiezione e al dibattito, moderato dalla giornalista Maria Concetta Mattei, il Ministro dell’Interno onorevole Angelino Alfano, il capo della Polizia, direttore generale della pubblica sicurezza, prefetto Alessandro Pansa e il direttore generale della Rai dott. Luigi Gubitosi.

Le donne in Polizia, di scorta alle personalità delle istituzioni, della magistratura e della società civile tutti impegnati contro la criminalità si mettono, giorno per giorno, al servizio della legalità, con coraggio, dedizione e passione. Tutto ciò è raccontato nel documentario “All’altezza degli occhi. La vita delle donne delle scorte” di Alessandro Chiappetta, con la regia di Agostino Pozzi – realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato e con un’introduzione del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti. Il documentario andrà in onda  lunedì 13 luglio, alle 21.30 su Rai Storia, per il ciclo “Diario Civile”.

Il documentario andrà in onda nella settimana dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta, ed è un omaggio anche a Emanuela Loi (nella foto), la prima donna della Polizia a restare uccisa in servizio, proprio nella strage di via d’Amelio.

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A parlare di questa esperienza sono le sue compagne di corso, la prima donna a prestare servizio nelle scorte a Palermo, tre poliziotte impegnate oggi come scorta e le allieve del Centro Addestramento e Istruzione (CAIP) di Abbasanta, scuola di eccellenza della Polizia nella formazione degli agenti di scorta, attraverso sequenze reali di tecniche operative. Alla presentazione erano presenti anche i parenti di Emanuela Loi.

Come ha testimoniato una delle intervistate (video), nonostante l’ambiente sia prevalentemente maschile, le donne non vengono sottovalutate, anzi vengono considerate al pari degli uomini, seppur con meno forza fisica ma con un grande intuito, che dà loro modo di essere apprezzate per questo.

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© All rights reserved
Immagini: © Ph. Monica Palermo

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Il Presidente Barack Obama lascia l’italia. Prima di partire ha ringraziato il capo della polizia Alessandro Pansa

Roma, 28 marzo 2014 – È ripartito alle 11,00 a bordo dell’Air Force One, il Presidente USA Barack Obama.

Particolarmente complessa è stata la gestione sul campo dei servizi di ordine pubblico, coordinati dal Questore di Roma Massimo Maria Mazza, che hanno visto impegnati oltre 3200 operatori delle Forze di Polizia a protezione di numerosi obiettivi sensibili e delle oltre 300 persone, compreso il nutrito seguito di giornalisti provenienti dagli USA, che hanno accompagnato a Roma il Presidente Obama e il Segretario di Stato John Kerry.

Molto apprezzato anche il contributo dell’Ufficio Ordine Pubblico del Viminale, diretto da Armando Forgione, che ha garantito il coordinamento strategico tra le strutture centrali e territoriali delle Forze di Polizia, ed ha assicurato il costante collegamento operativo con la Farnesina e gli altri enti coinvolti nella visita del Presidente Obama.

Sul sito della Polizia di Stato www.poliziadistato.it i dettagli e le foto della complessa macchina organizzativa dedicata alla sicurezza del Presidente Obama in questi due giorni.

Al termine della sua visita nella Capitale, il Presidente degli Stati Uniti ha espresso il proprio apprezzamento per la professionalità dimostrata dalla Polizia italiana e la sua personale gratitudine per i servizi di sicurezza predisposti in occasione della sua due giorni romana.

Prima di lasciare Villa Taverna, residenza dell’Ambasciatore USA in Italia, Barack Obama ha ricevuto il Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa, per un personale ringraziamento sottolineato da una stretta di mano.

La tutela ravvicinata del Presidente degli Stati Uniti, infatti, è stata assicurata da un dispositivo integrato composto da personale del reparto speciale NOCS della Polizia di Stato e dagli agenti del Secret Service statunitense.

© All rights reserved
Fonte: Polizia di Stato
Foto: © Polizia di Stato


Polizia postale e FBI: 10 gli arrestati per pedofilia che utilizzavano reti darkweb

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Roma, 14 febbraio 2014 – Sin dalla fine degli anni ’90 il Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni è impegnato nella lotta alla pedofilia sulla rete Internet. Sempre piu importante, in questo settore, sta diventando la modalità investigativa sottocopertura (undercover).
Con l’utilizzo di innovative metodologie investigative, che prevedono l’utilizzo delle più calibrate attività sottocopertura, sfruttando avanzate tecnologie, la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ha identificato 15 soggetti tutti responsabili di divulgazione e produzione di materiale pedopornografico, in una operazione denominata Sleeping dogs. Il nome dell’operazione prende il nome dal videogioco che ha consentito all’agente sottocopertura di entrare in contatto, attraverso una chat, con il primo soggetto., e con la scusa di farsi passare i “trucchi” per procedere nei vari livelli, l’agente è riuscito ad aprirsi una strada elettiva di comunicazione col soggetto in questione.
L’indagine, che ha avuto inizio nel 2011, è tuttora in corso.
Dal monitoraggio della rete, svolto dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalle attività investigative sottocopertura, già a partire dal 2010 è emerso, come le darknet diventavano sempre di più il luogo virtuale dove la presunzione di anonimato sembrava più efficace a chi voleva delinquere, una lenta ma progressiva migrazione degli abusatori di minori e dei pedopornografi su queste piattaforme.

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Delucidazioni sugli esiti dell’operazione Sleeping Dogs sono state fornite durante una conferenza presso l’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in piazza del Viminale a Roma. Sono intervenuti per dare informazioni dettagliate in merito alle indagini: il direttore della Polizia Postale Antonio Apruzzese, il dottor Carlo Solimene, direttore della Divisione investigativa della polizia postale, la dottoressa Elvira D’Amato, Vice Questore Aggiunto, Funzionario del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni addetto al Coordinamento operativo delle indagini di Pedofilia in Rete, l’agente speciale Jason Fickett, responsabile dell’ufficio FBI in Italia e il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica Maria Monteleone.

Esiti dell’operazione Sleeping dogs
Non esiste un vero e proprio identikit di chi commette reati di pedofilia, né per età e né per estrazione sociale. I soggetti individuati sono 15 italiani adulti maschi di cui 10 posti in stato di arresto, con età compresa tra i 24 e 63 anni (età media 45 anni) , in gran parte celibi, quattro i coniugati di cui due separati con figli.
Tra i 10 arrestati ci sono impiegati di banca, liberi professionisti, operai specializzati, prevalentemente provenienti da Nord e Centro Italia (Lazio).
Due soggetti sono stati in passato accusati di abuso e maltrattamento in famiglia e detenzione di materiale pedopornografico.
Sono stati compiuti e fotografati abusi sessuali recenti su tre minori italiani di età compresa tra i 5 e i 10 anni. Le immagini sono state condivise su Tor ma i bambini, localizzati e posti in salvo, sono attualmente al sicuro presso le loro famiglie. Uno solo degli abusanti arrestati era parente della piccola vittima.
Per gli accusati sono state ottenute già tre condanne definitive a 5 anni e 7 mesi, 5 anni e nove mesi e 7 anni. Due dei condannati si stanno già sottoponendo a psicoterapia.

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Undercover e Dark web
Gli undercover sono operatori specializzati che operano all’interno del CNCPO, Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-line, del Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni. Il Centro ha il compito, oltre che di monitorare il web, anche di raccogliere le segnalazioni provenienti da più parti: dagli organi di polizia stranieri così come dai soggetti pubblici e privati, nonché dai gestori di servizi in Rete.
Gli undercover sono costantemente impegnati ad aggiornare le tecniche della sottocopertura, e sono particolarmente attivi sul nuovo fronte di investigazione, incentrato sull’utilizzo dei complessi sistemi della navigazione, primo fra tutti le cosiddette reti Tor, che riguardano l’utilizzo di reti alternative e di canali del web profondo come “deep web”.
In modalità sottocopertura la Polizia Postale riesce ad addentrarsi  in questi canali non rilevabili dai normali motori di ricerca, canali non in chiaro, da qui la denominazione di “Darknet” o “Deepweb”, il lato segreto e oscuro di Internet. Solitamente nella rete si cerca visibilità, nel caso del Darknet invece si cerca di rendere i siti invisibili e non trovabili dai motori di ricerca. Sono proprio le “darknet” i nuovi circuiti della rete, più prossimi ai reali produttori del materiale pedopornografico, ovvero a soggetti che abusano di piccole vittime ed adoperano la propria “merce di scambio” come effetto moltiplicatore di nuovi abusi su commissione.

Collaborazione internazionale
Dal 1998 la legge n.269 consente agli investigatori della Polizia Postale, in via esclusiva, di immettersi nel web sotto mentite spoglie, ed assumere identità di copertura per scardinare i circuiti della criminalità pedofila. La sfida tecnologica e delittuosa delle pedo-community è stata raccolta, anche a livello internazionale, dalle Forze dell’Ordine, che si sono coalizzate a livello globale sotto l’egida di Europol, nell’ambito del costante e più ampio dialogo Europa-USA. Dialogo costante è con i colleghi dell’FBI, con la condivisione di piattaforme operative comuni altamente operative. L’FBI ha avviato da molti anni iniziative aperte alle forze dell’Ordine provenienti da qualsiasi paese, per le finalità della lotta alla pedofilia in rete. Diverse sono le indagini ancora in atto negli Stati Uniti non ancora concluse.

Elvira D’Amato, Coordinatrice CNCPO – Jason Fickett, responsabile FBI Italia

L’operazione sleeping dogs, coordinata dal Procuratore Aggiunto dottoressa Maria Monteleone e dal Sostituto Procuratore dottor Eugenio Albamonte della procura della Repubblica di Roma, ha, da subito, colto il carattere transnazionale delle indagini, valorizzando interventi investigativi, sia sul fronte interno che sul versante della collaborazione internazionale giudiziaria e di Polizia.

di Monica Palermo

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Foto: © Monica Palermo


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