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Niger: militari italiani consegnano sette tonnellate di materiale medico al servizio sanitario locale

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Zinder (Niger), 19 dicembre 2018 – Militari italiani della Missione Bilaterale di Supporto (MISIN) e l’Ambasciata d’Italia hanno consegnato un lotto di circa sette tonnellate di farmaci, di presidi medici e di strumentazione chirurgica donati dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Cooperazione Internazionale italiana al servizio sanitario nigerino.

La consegna è stata effettuata ieri mattina, presso l’Aeroporto di Zinder a circa 900 Km dalla capitale Niamey, alla presenza del ministro di Stato per l’Interno del Niger, Mohamed Bazoum, del governatore della regione di Zinder, Issa Moussa, a di altre autorità locali. 

Questa donazione, si inserisce nell’ambito di una serie di iniziative di cooperazione tra l’Italia ed il Niger già avviata dal 24 aprile scorso, che comprende un sostegno articolato, in più settori d’intervento, al fine di fornire un contributo concreto alla risoluzione di particolari criticità locali.

Il personale della MISIN ha individuato nel settore della salute pubblica la priorità di intervento, in considerazione della particolare situazione in cui versa la Sanità, sia militare che civile, del Paese. Il generale di brigata Antonio Maggi, comandante della MISIN, e l’ambasciatore d’Italia, dottor Marco Prencipe, supportati da personale tecnico e sanitario, hanno individuato e consegnato, in occasione delle celebrazioni della festa della repubblica nigerina, una serie di farmaci e presidi sanitari ritenuti essenziali, concordati poi con i sanitari dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, presente nella capitale nigerina. La lista delle esigenze ha portato alla fornitura di un lotto di ulteriori presidi sanitari, farmaci e strumentazione chirurgica  di circa 7 tonnellate, che si inserisce in una serie di donazioni che permetteranno alle Autorità locali di curare alcune malattie diffuse nella regione (colera, meningite e morbillo).

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In particolare, questa donazione, coordinata dalla MISIN, ha permesso di ripristinare le scorte farmaceutiche per il contrasto all’epidemia di meningite in atto e per la lotta delle patologie caratteristiche della stagione secca  con la consegna di farmaci per circa 30 000 pazienti, nonché di incrementare il supporto sanitario alla lotta contro il colera con la fornitura di un ulteriore potabilizzatore d’acqua. Finora sono state effettuate sette donazioni per un totale di circa 65 tonnellate di materiali sanitari consegnati.

Il materiale sanitario donato è stato messo insieme grazie ai continui e proficui contatti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con vari attori internazionali e nazionali, nonché con il coinvolgimento delle Nazioni Unite che hanno reso disponibili materiali stoccati presso la Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi. Le Forze Armate, dal canto loro, hanno consentito il trasporto dei farmaci e dei materiali grazie ai vettori aerei messi a disposizione dall’Aeronautica Militare e al supporto logistico della Marina Militare, nonché la consegna degli stessi alle autorità nigerine per il tramite del personale militare della MISIN. 

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Anche questa nuova donazione rappresenta un segno tangibile della volontà di supportare fattivamente il Niger a fronteggiare una situazione emergenziale e costituisce, nel contempo, una chiara dimostrazione di come le missioni svolte dalle nostre Forze Armate all’estero si caratterizzino sempre più marcatamente come interministeriali e interagenzia, nonché come espressione dell’impegno dell’intero “sistema Paese” nell’aiuto concreto alle realtà locali dove si interviene e nella tutela degli interessi nazionali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Carabinieri: il comandante generale Tullio Del Sette insignito della legione al merito degli Stati Uniti d’America

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Roma, 28 novembre 2017 – Due giorni fa presso l’ambasciata USA a Roma, l’ambasciatore Lewis M. Eisenberg ha consegnato la Legione al Merito statunitense al comandante generale Tullio Del Sette, concessa dal Presidente degli Stati Uniti d’America per “Per l’eccezionale e meritoria attività svolta, quale Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, a supporto della Combined Joint Task Force della missione Inherent Resolve, dal 1° marzo 2015 al 1° marzo 2016. Il generale Del Sette ha guidato i Carabinieri nel corso di una fase cruciale della battaglia Alleata contro lo Stato Islamico dell’Iraq, ove ha creato le condizioni per la realizzazione di attività addestrative, di supporto ed assistenza alle articolazioni della Polizia Irachena. Il suo significativo contributo nel permettere la conduzione dell’addestramento basico e avanzato di oltre 1000 Ufficiali della Polizia Irachena ha promosso il processo di stabilizzazione regionale, incrementando l’ordine e la sicurezza pubblica ed il ristabilimento dello stato di diritto. La sua linea di comando ha segnato una tappa fondamentale della via che porterà alla piena stabilizzazione dei territori precedentemente occupati dallo stato Islamico dell’Iraq, di cui le capacità di polizia sono una componente fondamentale. Il successo dei Carabinieri e la direzione del Generale Del Sette hanno fornito credibilità alla Coalizione internazionale, alla Combined Joint Task Force, al Governo e alle Forze di sicurezza irachene. Il costante impegno del Gen. Del Sette, lo spirito di iniziativa, l’eccezionale leadership e l’eccellente capacità di gestione rendono onore a Lui, alle Forze Armate italiane e alla Repubblica italiana”.

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La Legione al Merito, sesta nell’ordine delle più alte decorazioni USA, è stata creata dal presidente Franklin D. Roosevelt il 20 luglio 1942 ed è concessa ai membri dell’Esercito americano e delle Nazioni alleate. L’Onorificenza è l’unica statunitense con diversi gradi; quella concessa al generale Del Sette è grado “Comandante”.

Un importante riconoscimento che mette ancor più in evidenza il ruolo di primo piano svolto dall’Arma dei Carabinieri nella stabilizzazione dei territori iracheni, nell’ambito del contributo fornito dalla Difesa italiana.  

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Il presidente americano Obama invierebbe 300 uomini delle forze speciali a Baghdad

USA, 21 giugno 2014 – Il Presidente americano Obama ha ordinato giovedì l’invio fino a 300 uomini delle forze speciali in Iraq come supporto ai militari iracheni e eventualmente guidare gli attacchi aerei USA contro gli estremisti dello Stato islamico dell’Iraq e la Siria (ISIS).
Obama ha detto che le truppe equipaggiate in assetto di guerra hanno solo un ruolo di appoggio e che la loro presenza non viola il suo impegno di non mettere “gli stivali sul suolo” (boots on the ground) in Iraq.
Le truppe americane non stanno andando in Iraq per combattere nuovamente” ha detto il presidente Obama in una conferenza stampa alla Casa Bianca.
Alti funzionari dell’amministrazione hanno detto che la missione principale delle truppe è quello di valutare la situazione sul terreno e contribuire a dirigere la risposta irachena, ma potrebbero anche essere utilizzati per indirizzare gli attacchi aerei.
Obama ha parlato indirettamente della possibilità di incursioni aeree.
Il presidente americano ha aggiunto inoltre che “Andando avanti, saremo pronti ad intraprendere un’azione militare mirata e precisa se e quando stabiliremo che la situazione sul terreno lo richieda“.
I 300 uomini si schiererebbero in Iraq in aggiunta ai 275 che Obama ha annunciato, all’inizio di questa settimana, e andrebbero nell’ambasciata statunitense a Baghdad e negli stati vicini, per rafforzare la sicurezza dell’ambasciata e assistere alle evacuazioni, se necessario.
Inizialmente, i 300 soldati arriveranno in piccoli gruppi, in team da dodici e dovranno lavorare con gli iracheni nei centri per le operazioni a Baghdad e nella zona settentrionale del paese, in una città di cui non è stato fatto il nome, ha detto un funzionario di alto grado.

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Fonte: Richard Sisk on military.com
Foto: © by uhuru1701 on flickr.com


Polizia postale e FBI: 10 gli arrestati per pedofilia che utilizzavano reti darkweb

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Roma, 14 febbraio 2014 – Sin dalla fine degli anni ’90 il Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni è impegnato nella lotta alla pedofilia sulla rete Internet. Sempre piu importante, in questo settore, sta diventando la modalità investigativa sottocopertura (undercover).
Con l’utilizzo di innovative metodologie investigative, che prevedono l’utilizzo delle più calibrate attività sottocopertura, sfruttando avanzate tecnologie, la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ha identificato 15 soggetti tutti responsabili di divulgazione e produzione di materiale pedopornografico, in una operazione denominata Sleeping dogs. Il nome dell’operazione prende il nome dal videogioco che ha consentito all’agente sottocopertura di entrare in contatto, attraverso una chat, con il primo soggetto., e con la scusa di farsi passare i “trucchi” per procedere nei vari livelli, l’agente è riuscito ad aprirsi una strada elettiva di comunicazione col soggetto in questione.
L’indagine, che ha avuto inizio nel 2011, è tuttora in corso.
Dal monitoraggio della rete, svolto dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalle attività investigative sottocopertura, già a partire dal 2010 è emerso, come le darknet diventavano sempre di più il luogo virtuale dove la presunzione di anonimato sembrava più efficace a chi voleva delinquere, una lenta ma progressiva migrazione degli abusatori di minori e dei pedopornografi su queste piattaforme.

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Delucidazioni sugli esiti dell’operazione Sleeping Dogs sono state fornite durante una conferenza presso l’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in piazza del Viminale a Roma. Sono intervenuti per dare informazioni dettagliate in merito alle indagini: il direttore della Polizia Postale Antonio Apruzzese, il dottor Carlo Solimene, direttore della Divisione investigativa della polizia postale, la dottoressa Elvira D’Amato, Vice Questore Aggiunto, Funzionario del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni addetto al Coordinamento operativo delle indagini di Pedofilia in Rete, l’agente speciale Jason Fickett, responsabile dell’ufficio FBI in Italia e il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica Maria Monteleone.

Esiti dell’operazione Sleeping dogs
Non esiste un vero e proprio identikit di chi commette reati di pedofilia, né per età e né per estrazione sociale. I soggetti individuati sono 15 italiani adulti maschi di cui 10 posti in stato di arresto, con età compresa tra i 24 e 63 anni (età media 45 anni) , in gran parte celibi, quattro i coniugati di cui due separati con figli.
Tra i 10 arrestati ci sono impiegati di banca, liberi professionisti, operai specializzati, prevalentemente provenienti da Nord e Centro Italia (Lazio).
Due soggetti sono stati in passato accusati di abuso e maltrattamento in famiglia e detenzione di materiale pedopornografico.
Sono stati compiuti e fotografati abusi sessuali recenti su tre minori italiani di età compresa tra i 5 e i 10 anni. Le immagini sono state condivise su Tor ma i bambini, localizzati e posti in salvo, sono attualmente al sicuro presso le loro famiglie. Uno solo degli abusanti arrestati era parente della piccola vittima.
Per gli accusati sono state ottenute già tre condanne definitive a 5 anni e 7 mesi, 5 anni e nove mesi e 7 anni. Due dei condannati si stanno già sottoponendo a psicoterapia.

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Undercover e Dark web
Gli undercover sono operatori specializzati che operano all’interno del CNCPO, Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-line, del Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni. Il Centro ha il compito, oltre che di monitorare il web, anche di raccogliere le segnalazioni provenienti da più parti: dagli organi di polizia stranieri così come dai soggetti pubblici e privati, nonché dai gestori di servizi in Rete.
Gli undercover sono costantemente impegnati ad aggiornare le tecniche della sottocopertura, e sono particolarmente attivi sul nuovo fronte di investigazione, incentrato sull’utilizzo dei complessi sistemi della navigazione, primo fra tutti le cosiddette reti Tor, che riguardano l’utilizzo di reti alternative e di canali del web profondo come “deep web”.
In modalità sottocopertura la Polizia Postale riesce ad addentrarsi  in questi canali non rilevabili dai normali motori di ricerca, canali non in chiaro, da qui la denominazione di “Darknet” o “Deepweb”, il lato segreto e oscuro di Internet. Solitamente nella rete si cerca visibilità, nel caso del Darknet invece si cerca di rendere i siti invisibili e non trovabili dai motori di ricerca. Sono proprio le “darknet” i nuovi circuiti della rete, più prossimi ai reali produttori del materiale pedopornografico, ovvero a soggetti che abusano di piccole vittime ed adoperano la propria “merce di scambio” come effetto moltiplicatore di nuovi abusi su commissione.

Collaborazione internazionale
Dal 1998 la legge n.269 consente agli investigatori della Polizia Postale, in via esclusiva, di immettersi nel web sotto mentite spoglie, ed assumere identità di copertura per scardinare i circuiti della criminalità pedofila. La sfida tecnologica e delittuosa delle pedo-community è stata raccolta, anche a livello internazionale, dalle Forze dell’Ordine, che si sono coalizzate a livello globale sotto l’egida di Europol, nell’ambito del costante e più ampio dialogo Europa-USA. Dialogo costante è con i colleghi dell’FBI, con la condivisione di piattaforme operative comuni altamente operative. L’FBI ha avviato da molti anni iniziative aperte alle forze dell’Ordine provenienti da qualsiasi paese, per le finalità della lotta alla pedofilia in rete. Diverse sono le indagini ancora in atto negli Stati Uniti non ancora concluse.

Elvira D’Amato, Coordinatrice CNCPO – Jason Fickett, responsabile FBI Italia

L’operazione sleeping dogs, coordinata dal Procuratore Aggiunto dottoressa Maria Monteleone e dal Sostituto Procuratore dottor Eugenio Albamonte della procura della Repubblica di Roma, ha, da subito, colto il carattere transnazionale delle indagini, valorizzando interventi investigativi, sia sul fronte interno che sul versante della collaborazione internazionale giudiziaria e di Polizia.

di Monica Palermo

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Foto: © Monica Palermo


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Operatore forze speciali americane

da Forum Militare della Riserva


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