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Caschi Blu italiani in Libano. Inaugurata strada per popolazione locale

Il Gen.B. Olla allo spoglio della targa ricordo della realizzazione del progetto

Shama (Libano), 09 ottobre 2017 – Una strada asfaltata per migliorare la viabilità nella municipalità di Tibnin è quanto realizzato dal Contingente Italiano in Libano impiegato nella missione UNIFIL con un progetto del CIMIC (Civil and Military Cooperation) e inaugurato ieri.

Insieme alle Autorità locali, il generale di brigata Francesco Olla, comandante della Joint Task Force – Lebanon, ha inaugurato il tratto stradale che migliorerà il collegamento con le municipalità limitrofe e, nel contempo, garantirà ottimali condizioni di sicurezza stradale.

La municipalità di Tibnin è tra i principali centri abitati dell’Area di Operazione di UNIFIL-Sector West, il Contingente multinazionale a guida italiana e composto da unità provenienti da dodici diversi Paesi contributori diversi.

Strada prime e dopo i lavori del contingente italiano

La progettazione e la realizzazione della strada inaugurata, lunga quasi un chilometro e conclusa in nove giorni, è stata promossa dal personale qualificato CIMIC del contingente italiano, dal 27 Aprile scorso impiegato in Libano con l’Operazione “Leonte XXII” e  su base Brigata “Granatieri di Sardegna”.

Detto personale è proveniente dal “Multinational CIMIC Group” di Motta di Livenza (TV), dal 2002 Centro operativo e leader nella cooperazione con le principali Organizzazioni Internazionali e Non Governative, italiane e straniere, in tutti le operazioni delle Forze Armate.

L’attività CIMIC è una funzione operativa fondamentale nel contesto UNIFIL dove, da sempre, la Joint Task Force – Lebanon opera da sempre in supporto alle Autorità locali e le Associazioni non governative, come dettato dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 2006.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Militari italiani si addestrano con le Forze Armate Libanesi e le componenti di Unifil  

 

Linea di tiro del poligono a mare

Shama (Libano) 02 ottobre 2017 – ​Si è conclusa ieri l’intesa settimana addestrativa che ha visto il contingente italiano in Libano impegnato contemporaneamente in due esercitazioni multinazionali, la “Steel Storm” e la “Blue Phoenix 1-17”.

La “Steel Storm”, a cadenza semestrale, ha lo scopo di perfezionare l’efficienza dei peacekeepers in termini di impiego delle armi individuali e di reparto congiuntamente alle Lebanese Armed Forces (LAF) e, nel contempo, di verificare e migliorare le procedure di coordinamento.

Oltre l’attività a fuoco, l’esercitazione ha compreso l’attuazione di procedure particolari come il Medical Evacuation (MEDEVAC) interessando anche ITALAIR, la componente aerea delle Nazioni Unite in Libano composta da piloti ed elicotteri delle Forze Armate Italiane.

La “Blue Phoenix”, svolta nell’ambito della Joint Task Force – Lebanon Sector West (JTF-L SW), ha messo alla prova i posti comando dei dodici contingenti alle dipendenze del Generale di Brigata Francesco Olla, comandante del settore occidentale di UNIFIL, nell’attuazione delle procedure contemplate ai piani di contingenza della missione.

I caschi blu italiani hanno preso parte a entrambe le esercitazioni con il comando della JTF-L, su base Brigata “Granatieri di Sardegna”, nonché assetti dellaTask Force di manovra “ITALBATT” e dell’unità in Riserva di Settore (Sector Mobile Reserve – SMR), ambedue su base Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°).

Militare libanese durante l'esercitazione a fuoco

Le attività addestrative sono finalizzate a mantenere alta l’efficienza delle unità e le procedure di “Comando e Controllo” in contesto multinazionale, nonché l’individuare le best practise sulle lacune che sono individuate esercitazione durante.

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Fonte e immagini: contingente italiano in Libano

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Libano: i militari italiani di UNIFIL addestrano le Forze Armate Libanesi (video)

Libano – I militari italiani di UNIFIL addestrano le forze armate libanesi sulle tecniche e procedure di controllo della folla

Fase di contatto del plotone esercitato durante la simulazione di uno scontro con la folla

Al Mansouri (Libano), 15 settembre 2017 –  Si è concluso oggi l’addestramento sulle tecniche e procedure di Controllo della Folla (CRC – Crowd and Riot Control) a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF – Lebanese Armed Forces)  a cura del contingente italiano impiegato nel Sud del Libano.

Il Comandante di ITALBATT, Col. Massimo Crocco Barisano Colizza

L’unità di manovra italiana della Joint Task Force – Lebanon (ITALBATT), su base reggimento “Lancieri di Montebello” (8°) e comandata dal col. Massimo Crocco Barisano Colizza, ha organizzato e condotto un addestramento di due settimane a favore di un plotone della 5^Brigata delle LAF, per fornirgli le capacità necessarie a far fronte a una folla composta da elementi ostili, anche se in superiorità numerica. In particolare l’addestramento ha avuto lo scopo di illustrare teoricamente e praticamente l’approccio verso una folla, la postura e le formazioni da assumere in base all’atteggiamento degli elementi ostili che la compongono, nonché il riconoscimento e l’isolamento degli elementi chiave che condizionano la folla. La cura dell’equipaggiamento e il suo utilizzo è fondamentale per fronteggiare la situazione in atto e i suoi possibili sviluppi, così come l’aderenza alle regole d’ingaggio che ogni unità è tenuta a rispettare.

L’addestramento delle LAF dislocate nel sud del Libano è una delle più importanti attività previste dalla risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, insieme al supporto alla popolazione locale attraverso le attività promosse nell’ambito della Civil and Military Cooperation (CIMIC), nonché al monitoraggio costante della Blue Line, attraverso il pattugliamento appiedato e motorizzato.

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Fonte e immagini: Contingente italiano nel Libano del sud
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Libano: il contingente italiano in linea con gli standard ONU

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Shama (Libano), 29 agosto 2017 –  si è svolta in questi giorni, presso la base “Millevoi” di Shama, la Operational Readiness Inspection (ORI) per i caschi blu italiani impiegati nella missione UNIFIL.

La ORI è una complessa attività di verifica, svolta da un team di ispettori delle Nazioni Unite nei confronti dei contingenti impiegati nelle missioni in aree sensibili, ed è finalizzata a garantire il rispetto degli standard previsti dalle direttive delle Nazioni Unite per la missione nel Sud del Libano.

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A tal proposito la Joint Task Force Lebanon, su base brigata Granatieri di Sardegna e con a capo il generale di brigata Francesco Olla, ha confermato di possedere un livello delle capacità operative, logistiche e infrastrutturali ben al di sopra dei requisiti previsti dalla normativa in vigore. Ciò è un elemento di vitale importanza per l’assolvimento dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Fonte e immagini: contingente italiano in Llibano
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Libano: contingente militare italiano patrocina gemellaggio tra Sant’Antioco e Tiro

Contingente militare italiano patrocina gemellaggio tra comune di Sant’Antioco e municipalità Tiro

Donazione del crest del Comune di Sant'Antioco alla Signora Berri

Tiro (Libano), 23 Agosto 2017 – Promozione della cultura mediterranea e delle radici comuni tra il comune di Sant’Antioco e Tiro: con questi intenti, ieri è stato firmato un protocollo di gemellaggio tra una delegazione del comune sardo e le autorità locali della municipalità di Tiro.

L’accordo è stato patrocinato dal contingente militare italiano impiegato nella missione UNIFIL, ed è finalizzato all’accrescimento dei rapporti tra i due Paesi mediterranei e alla promozione di progetti dedicati al territorio che possano garantire un duraturo sviluppo sociale, economico e culturale.

Il generale di brigata Francesco Olla, antiochese e attuale comandante della Joint Task Force – Lebanon Sector West, nel suo discorso di apertura della cerimonia ha dichiarato: “Abbiamo idealmente ricostruito le rotte dei nostri antenati, ripercorrendo le fasi di un legame mai interrotto che ci ha portato fin qui, oggi. Abbiamo molte cose in comune: la creazione di un ponte culturale tra Italia e Libano, tra Tiro e Sant’Antioco, ci ricorda chi siamo: siamo cittadini del mondo, siamo mediterranei, siamo fenici”.

La delegazione nazionale è stata composta dall’avv. Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco, dalla dottoressa Rosalba Cossu, assessore della cultura, dal dottor Piero Bartoloni, già professore ordinario di archeologia fenicio-punica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Sassari e direttore del museo archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco, e dalla dottoressa Sara Mancuso, curatrice del museo.

In rappresentanza della municipalità di Tiro, l’ing. Dbouk sindaco di Tiro, il prof. Hassan Baddahui, docente all’Universita di Beirut e la dottoressa Helen Sader, docente di archeologia presso l’American University of Beirut, che hanno offerto una visita ai siti archeologici – fenici e romani – locali: un percorso che evidenzia le similitudini culturali e architettoniche tra le due città: furono infatti i fenici, provenienti da Tiro, tra la fine del IX e dell’VIII secolo a.C., a fondare la città di Sulky, l’attuale Sant’Antioco.

La Dottoressa Cossu, assessore alla cultura del Comune di Sant'Antioco

La dott.ssa Cossu, assessore alla cultura del comune di Sant’Antioco

Presente alla firma anche Randa Assi Berri, moglie dello speaker della camera libanese Nabih Berri e promotrice di innumerevoli iniziative culturali e sociali per i libanesi: “Questo protocollo mira a rafforzare i legami di amicizia tra i due Paesi attraverso la cooperazione per attuare progetti, programmi e attività volti a preservare e proteggere l’eredità culturale, incoraggiare la ricerca scientifica e l’innovazione”, ha dichiarato la Berri al termine della firma del protocollo.

Il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dopo aver ringraziato gli intervenuti, ha sottolineato come “il comune sardo e la municipalità libanese abbiano finalità comuni, in funzione delle quali, anche grazie a questo protocollo, avviare collaborazioni istituzionali che sviluppino la “conoscenza” e incentivino la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico oltre che del capitale umano, mettendo in giusta luce la qualità dei beni culturali locali”.

Il Dottor Bartoloni durante la sua presentazione sul confronto dei reperti archeologici italiani e libanesi

La missione UNIFIL, svolta in armonia con i dettami della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701, annovera, tra i suoi compiti principali, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line; il supporto alla popolazione locale, attraverso la funzione operativa di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC); il supporto alle Forze Armate libanesi (LAF) dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: celebrato l’International Youth Day tra militari italiani e giovani libanesi

Spettacolo teatrale dei giovani dei villaggi locali

Shama (Libano) 14 Agosto 2017 –  Si è celebrata questa settimana, presso il comando di Unifil in Naqoura, l’International Youth Day (giornata internazionale della gioventù), promosso dal comando del contingente italiano in Libano e in cooperazione con le comunità di giovani locali che insistono nel Sud del Libano.

Alla presenza del Deputy Head of Mission e direttore del Political and Civil Affairs (DHoM/DPCA) di Unifil, dottor Imran Riza, e del comandante della Joint Task Force-Lebanon, generale di brigata Francesco Olla, decine di adolescenti di differenti paesi limitrofi hanno svolto attività artistiche e culturali volte allo sviluppo delle capacità teatrali, vocali ed espressive in genere, maturate grazie ai numerosi progetti condotti dai caschi blu a supporto della popolazione.

Il discorso del Comandantede della JTF-L

Il generale Olla, durante il suo intervento, ha palesato il suo compiacimento nel confronto con i giovani e riconoscendo l’importanza della formazione scolastica quale momento fondamentale e d’investimento per il futuro. A termine della performance della classe di taekwondo e di una scena teatrale che ricorda il problema della minaccia degli UXO (Unexploded ordnance, ovvero gli ordigni inesplosi) nel sud del Libano, il comandante del contingente italiano ha dichiarato: “Propongo quattro parole che potrebbero racchiudere l’evento di oggi: tradizioni, formazione scolastica, accettazione e sogni. Mi congratulo con tutti gli allievi per l’accuratezza, l’entusiasmo e il gusto nell’apprendimento. Che tutto ciò non sia solo finalizzato a scopi didattici, bensì allo sviluppo di nuove attività espressive, creative e proprie della cultura locale; che possano accrescere il senso di accettazione per le diversità, piuttosto che tolleranza che propone un accezione negativa. Ringrazio tutti gli studenti di Al Bazuriyah per aver condiviso con Unifil i loro sogni attraverso i loro dipinti. Continuate a sognare.

L’International Youth Day, nato nel 1985 e promosso con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n.2250 del 2015, vede, nell’anno corrente, come tema principale la capacità dei giovani quali attori critici e protagonisti nella prevenzione dei conflitti e sostegno alla pace.

I militari italiani, attualmente impiegati nell’operazione “Leonte XXII” e su base brigata “Granatieri di Sardegna”, svolgono quotidianamente attività finalizzate al supporto delle popolazione locale in base a quanto sancito dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701 del 2006, insieme al monitoraggio costante della Blue Line e l’addestramento delle Forze armate libanesi dislocate al sud del fiume Litani.

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Fonte e immagini: Contingente italiano nel Libano del sud
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Libano, militari e ambiente: base italiana premiata dalle Nazioni Unite

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Shama (Libano) 22 luglio 2017 –  Si è conclusa questa settimana, presso la base “Millevoi” del contingente italiano in Libano, l’attività di valutazione e certificazione dell’impatto ambientale del compound delle Nazioni Unite.

Un team di esperti, provenienti dell’Environmental Management Unit delle Nazioni Unite, ha trascorso diversi giorni nella base UNP 2-3, sede del Comando della Joint Task Force –Lebanon e sotto il comando del generale di brigata Francesco Olla, stimando i consumi di energia e analizzato il sistema di differenziazione e smaltimento di rifiuti di un complesso che ospita quasi mille militari di più di dieci nazioni.

L’installazione dei pannelli fotovoltaici e la sostituzione degli impianti luminosi con i più recenti a basso consumo energetico hanno permesso nell’ultimo periodo un risparmio di carburante del 35%, insieme a una più accurata gestione delle risorse idriche che risulta fondamentale nel periodo estivo.

Il team delle Nazioni Unite, oltre agli sforzi del contingente italiano nella gestione logistica e infrastrutturale della base, ha voluto complimentarsi per la forte adesione alla “Green the blue”, campagna di sensibilizzazione dei caschi blu di tutto il mondo volta al rispetto dell’ambiente. La base “Millevoi” è l’unica ad aver ottenuto, insieme a quella del contingente finnico-irlandese, tale riconoscimento, a dimostrazione della sensibilità dei peacekeepers italiani alla tutela dell’ambiente.

Il Comandante di Sector West pianta un albero di cedro, simbolo del Libano

Il generale di brigata Francesco Olla, a termine della cerimonia e insieme al presidente del team, ha impiantato nel piazzale principale della base un albero di cedro, simbolo del Libano ed elemento caratteristico della sua bandiera. Il militari italiani, attualmente impiegati nel Sud del Libano con l’operazione “Leonte XXII”, compongono il secondo contingente di caschi blu più numeroso di UNIFIL, la missione delle Nazioni Unite finalizzata a garantire il “cessate il fuoco” nelle aree di confine con Israele a seguito del conflitto del 2006.

Pannelli fotovoltaici sulle strutture della base Millevoi

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Fonte e immagini: Contingente italiano nel Libano del sud
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