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Libano, cambio al comando della Task Force ITALAIR, il colonnello Innecco subentra al parigrado Barone

Il colonnello Giuliano Innecco subentra al colonnello Fabrizio Barone al comando della componente elicotteri italiana in Libano


Naquora, 14 dicembre 2022 – Cerimonia di cambio di comando della Task Force ITALAIR (componente elicotteri italiana in Libano) tra il comandante cedente, colonnello Fabrizio Barone e il collega subentrante, colonnello Giuliano Innecco.

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Il contingente italiano in Libano dispiega sul terreno il Team di personale femminile contribuendo alla ricerca scientifica dell’UniGe in collaborazione con SMD

Il contingente italiano in Libano ha dispiegato sul terreno assetti di personale femminile per il supporto e l’analisi della missione. Questa attività è stata oggetto di studio da parte dell’Università di Genova in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa.

Personale dei FAST e attività di ricerca dell’Università di Genova

Libano, 14 dicembre 2022 – E’ iniziata l’attività dei Female Analysis/Assessment Team, la cui azione, concepita due anni or sono, è stata ritardata dalla crisi pandemica mondiale da Covid-19. L’iniziativa è sotto l’attuale mandato della Brigata Aosta in Libano, che detiene la guida dell’operazione “Leonte XXXII” al comando del Settore Ovest della missione delle Nazioni Unite nella Terra dei cedri.

I FAST sono team costituiti da sole donne, che rispondono alle esigenze della missione ONU in Libano per la comprensione delle necessità e delle richieste delle fasce più deboli della popolazione locale.

Grazie alla versatilità e alla diversificata fiducia di cui gode la figura femminile, si riesce ad avere un’agevole penetrazione tra le autorità civili e tra la gente del posto, durante le operazioni condotte nell’area di operazioni, permettendo così di raccogliere ulteriori elementi di valutazione per la conduzione delle attività tattiche previste dal mandato. Ciò consente di ampliare lo spettro delle conoscenze, non solo nella prospettiva di genere, ma anche di avere una più completa raccolta informativa del contesto sociale in cui operano i peacekeeper della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), orientando le attività di supporto alla popolazione a scopi più incisivi ed efficaci.

Questa esperienza è frutto di un’accurata formazione e preparazione dei FAST da parte di personale delle Nazioni Unite specializzato nel settore, tra i quali i Gender Advisor (consulenti di genere) dei comandanti italiani che, nel solco della continuità della missione, si avvicendano alla guida dei futuri contingenti.

I Female Analysis/Assessment Team sono stati, in questi giorni, coinvolti nell’ambito di un progetto di ricerca da parte del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova, in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, i militari italiani alla Maratona di Beirut

Attraverso lo sport si consolidano i rapporti tra Contingente Italiano e la popolazione in Libano

Il generale Bertoncello taglia il traguardo con il Tricolore italiano

Beirut, 16 novmbre 2022 – I militari italiani del Contingente nazionale con in testa il loro comandante, Generale di Brigata Giuseppe Bertoncello, che ha la guida del Settore Occidentale della missione delle Nazioni Unite in Libano, hanno preso parte alla Maratona di Beirut, gara podistica internazionale che ha visto la partecipazione di 11.500 atleti provenienti da tutte le parti del mondo, suggellando ancora una volta il forte legame che lega i peacekeeper italiani alla “Terra dei Cedri”.

La Presidente della Beirut Marathon Association, Madame May El Khalil, durante la manifestazione sportiva e nelle fasi organizzative che la hanno preceduta, ha più volte manifestato il suo ringraziamento al Contingente italiano, spiegando che “la vostra partecipazione e supporto sono stati preziosi affinché questa bellissima giornata di sport e di pace andasse a buon fine”.

Da parte sua, il comandante del contingente italiano, ha rimarcato come “lo sport sia uno dei principali ambasciatori del processo di pace nel mondo, ed è il trait d’union che accomuna persone di diverse nazionalità, culture e religioni”.

La manifestazione sportiva, che per numero di partecipanti è una delle più prestigiose al mondo e che quest’anno festeggia il 20° anniversario, non si volgeva da prima del periodo pandemico e da sempre è promotrice del messaggio della unità tra le genti”, pilastro della missione ONU in Libano.


La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo. Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, Medal Parade, militari italiani decorati con la medaglia ONU

Il Contingente Nazionale viene insignito della decorazione delle Nazioni Unite per la partecipazione alla missione UNIFIL

Il comandante della misisone UNIFIL alla Medal Parade

Shama, 14 novembre 2022 – La cerimonia militare della Medal Parade per i Caschi Blu italiani, si è svolta nei giorni scorsi nella base “Millevoi” di Shama, sede del contingente italiano in Libano.

Il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del contingente Italiano in Libano e del Settore Ovest di UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), ha presieduto la cerimonia alla presenza del Force Commander e Head of Mission di UNIFIL, generale Aroldo Lazaro, del console onorario italiano a Tiro dott. Ahmad Seklaoui, del sindaco di Tiro, ing. Hassan Dbouk e di numerose autorità civili, militari e religiose.

Con la medaglia commemorativa delle Nazioni Unite, è stato così riconosciuto l’impegno profuso quotidianamente dagli uomini e dalle donne del contingente italiano nel sud del Libano, grazie al quale, senza soluzione di continuità dal 2006, viene garantita la sicurezza della vasta area di operazioni a sud del fiume Litani, in concorso alle Forze Armate libanesi.

A margine della cerimonia si è tenuta un’esibizione della Fanfara del 6° reggimento bersaglieri di Trapani, giunta nei giorni scorsi nel Paese dei Cedri, che ha consentito di dare maggiore enfasi e slancio alle attività di cooperazione civile e militare a supporto della popolazione locale nel settore a guida italiana.


La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, UNIFIL: i caschi blu italiani supportano la sanità locale con donazioni di sangue

Il contingente nazionale della missione UNIFIL dona sangue e conduce visite a domicilio di medicina generale nei villaggi del sud del Libano

Militari italiani in Libano donano sangue alla Croce Rossa

Tiro (Libano), 3 novembre 2022 – Attività nell’ambito dei progetti di cooperazione civile e militare, a supporto della popolazione locale, sono state condotte dal contingente italiano in Libano. Il contingente italiano ha aderito alla campagna di donazione del sangue, organizzata in collaborazione con la Croce Rossa libanese di Tiro, donando oltre un centinaio di sacche di sangue, con un prelievo che è stato effettuato nel punto di raccolta organizzato all’interno della base “Millevoi”, sede del Comando del Settore Ovest della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) e del contingente italiano.

La donazione di sangue dei militari italiani ha permesso di far fronte alle richieste della Croce Rossa libanese per mantenere inalterate e reintegrare le riserve delle banche del sangue degli ospedali locali.

Il contingente italiano in Libano ha la leadership del settore occidentale della missione delle Nazioni Unite nella Terra dei Cedri.

Oltre a questo, a sostegno della sanità e su richiesta delle autorità locali, vengono pianificate e condotte ormai quotidianamente le cosiddette medicalcare, visite a domicilio praticate dal personale sanitario militare, grazie alle quali vengono raggiunte numerose municipalità, anche quelle più remote appartenenti all’area di operazioni a guida italiana, grazie alle quali vengono visitati anziani, donne e bambini che spesso non possiedono le risorse economiche per ricevere cure.

Le medical care, che rientrano tra le attività previste dalla risoluzione n. 1701 del 2006 delle Nazioni Unite, sono svolte per prestare supporto sanitario di medicina generale alle municipalità sprovviste di un presidio sanitario pubblico, grazie a team composti da medici, infermieri e operatori logistici di sanità dell’Esercito Italiano.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, il contingente italiano si addestra con le Forze Armate Libanesi

Soldati libanesi e dell’Onu si addestrano periodicamente insieme, per affinare le procedure di coordinamento e per avere un’azione congiunta più efficiente ed efficace.

Team fucileri in posizione di sicurezza

Shama, 21 ottobre 2022 – I Caschi Blu italiani della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), a poche settimane della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ne legittima la presenza in Libano, continuano senza sosta ad assicurare il controllo della vasta area di responsabilità assieme alle LAF (Lebanese Armed Forces), il cui supporto è uno dei pilastri su cui si fonda il mandato ONU nella Terra dei Cedri.

L’ultimo modulo addestrativo appena concluso, sviluppato congiuntamente con la 5^ brigata delle LAF, ha avuto per scenario l’approccio operativo nei centri abitati, con lo scopo di armonizzare le rispettive procedure tecnico-tattiche. In particolare, la progressione addestrativa ha visto, nella sua fase iniziale, approfondire le tecniche di movimento congiunto e le formazioni di una pattuglia mista, per poi focalizzare l’attenzione sulla bonifica ambientale di singoli edifici di varia conformazione e natura.

Durante tutte le fasi, sono stati simulati il ferimento di membri dei team, la loro stabilizzazione da parte di soccorritori militari e la successiva esfiltrazione su mezzi tattici. Per innalzare il livello di corrispondenza alla realtà dell’addestramento, è stato inoltre utilizzato munizionamento da simulazione ad ogiva marcante.

Cooperazione, interoperabilità e coordinamento sono i parametri fondamentali sui quali si basa la costante attività addestrativa condotta quotidianamente dai militari del battaglione di manovra italiano che opera nel settore occidentale dell’area di operazioni di UNIFIL, affidato al comando del generale di brigata Giuseppe Bertoncello, che ricopre anche il ruolo di comandante del contingente nazionale.

Il comando a guida italiana del Settore Occidentale di UNIFIL, per l’addestramento congiunto con le Forze Armate libanesi, mette periodicamente in campo ufficiali esperti nel campo della pianificazione operativa e addestrativa, organizzando con istruttori del 5° reggimento Fanteria Aosta di Messina e del reggimento Lancieri di Aosta (6°) di Palermo intense attività addestrative nel comprensorio del poligono di Chewakeer, nei pressi dell’antica città fenicia di Tiro.

Questo ha consentito nel tempo una vera e propria amalgama tra peacekeeper di UNIFIL e LAF, garantendo così un accrescimento del reciproco supporto, una maggiore conoscenza, una migliore cooperazione e coordinazione, ai fini di un più efficiente ed efficace impiego delle rispettive risorse e dello strumento operativo.

Team fucilieri italiani e LAF in addestramento congiunto

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La missione italiana in Libano a guida brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo. 

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, Italair effettua evacuazione sanitaria d’urgenza

La task force elicotteri italiana della missione Onu in Libano è intervenuta per effettuare una evacuazione sanitaria di urgenza a favore di un Casco Blu di nazionalità straniera.

Elicottero AB 212 della task Force Italair in configurazione sanitaria

Libano, 7 ottobre 2022 – La Task Force Italair, è stata chiamata nei giorni scorsi per effettuare una missione di evacuazione sanitaria d’urgenza, a favore di un Casco Blu di nazionalità non italiana, che versava in condizioni particolarmente critiche.

Il paziente, dopo essere stato stabilizzato e imbarcato su elicottero AB-212 in configurazione CASEVAC (CASualty EVAcuation) dall’Air Medical Evacuation Team che opera insieme al personale di Italair, è stato trasportato all’ospedale Saint George di Beirut, dove è stato sottoposto a un delicato intervento neurologico d’urgenza.

Grazie alla prontezza operativa degli equipaggi e del personale di supporto a terra del 58° task group Italair, è stato possibile prestare le necessarie cure specialistiche.

L’evacuazione sanitaria d’urgenza costituisce uno dei principali compiti svolti dalla Task Force nel Sud del Libano. Ogni giorno dell’anno, 24 ore su 24, l’assetto CASEVAC della Task Force è pronto a decollare entro 30 minuti dall’allertamento, al fine di garantire la salvaguardia della vita umana a favore del personale civile e militare in area di operazione.

Elicottero AB 212 della task Force Italair in configurazione sanitaria

La Task Force Italair, comandata dal colonnello Fabrizio Barone, è un’unità di volo interforze che attualmente impiega elicotteri AB-212 dell’Aviazione dell’Esercito italiano, su base 2° reggimento AVES “Sirio” di stanza a Lamezia Terme, ed equipaggi di volo e militari di supporto appartenenti principalmente all’Esercito italiano, con il concorso della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, garantendo senza soluzione di continuità il supporto aereo alla missione UNIFIL, con missioni di ricognizione e osservazione in tutta l’area di operazione, in particolare lungo la Blue Line, la linea di demarcazione tra Israele e Libano, nel rispetto della risoluzione 1701 del 2006 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Costituita il 3 luglio 1979, rappresenta l’unità operativa più longeva delle Forze Armate italiane nell’ambito delle missioni internazionali cui il nostro paese ha partecipato.

Attualmente, la missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, al comando Generale di Brigata Giuseppe Bertoncello, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo. Il COVI è l’organo di staff del capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, esercitazione Steel Storm II-2022, i Caschi Blu italiani testano le procedure di interoperabilità in ambito multinazionale e interforze

Nel sud del Libano, a Naqoura, si è conclusa l’esercitazione “Steel Storm II – 2022”, per testare le procedure di interoperabilità in ambito multinazionale ed interforze tra paesi che partecipano alla missione delle Nazioni Unite e le Forze armate libanesi.

Esercito libanese e riserva mobile francese in azione

Libano del sud, 29 settembre 2022 – I Caschi Blu della missione della Nazioni Unite, che operano in Libano sulla base della risoluzione n. 1701 del 2006, recentemente rinnovata a fine agosto senza sostanziali modifiche al mandato della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), hanno condotto dal 20 al 23 settembre l’esercitazione semestrale multinazionale e interforze Steel Storm II-2022. 

L’attività esercitativa ha permesso di addestrare i peacekeeper alle procedure di integrazione delle varie componenti operative del dispositivo militare composto da 48 nazioni, di cui l’Italia costituisce una delle componenti più cospicue in termini numerici, nonché di incrementare il coordinamento e la cooperazione tra le unità operative della missione e la controparte strategica rappresentata dalle Forze Armate libanesi (LAF, Lebanese Armed Forces).

Nell’esercitazione Steel Storm i soldati italiani e i colleghi appartenenti agli altri battaglioni di manovra dei contingenti schierati nell’ambito della missione UNIFIL si sono addestrati nell’impiego delle armi individuali e di reparto, hanno sviluppato attività a fuoco statiche, dinamiche e congiunte con le LAF appartenenti alla 5^ Brigata, unità operativa schierata nel South Litani Sector (SLS), area geografica in linea di massima corrispondente all’area di responsabilità delle forze Onu nella regione.

Alla giornata conclusiva dell’attività addestrativa ha presenziato il capo della missione e comandante delle Forze UNIFIL in Libano, il generale di divisione Aroldo Lazaro, e tutti i comandanti delle unità da esso dipendenti, tra i quali il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del Settore Ovest e del contingente italiano.

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La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: il pattugliamento dei Caschi Blu è anche Market Walk

In Libano i Caschi Blu di UNIFIL controllano il territorio anche con lo strumento della Market Walk e della Community Engagement Walk

Market Walk nei villaggi del Libano del Sud

Libano del sud, 15 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano di UNIFIL (la United Nation Interim Force in Lebanon), attualmente su base Brigata Aosta, hanno avviato già dal 2014 un programma di Market Walk, cioè pattugliamenti a piedi nei luoghi di mercato, all’interno dei villaggi situati nell’area di operazioni del Libano del Sud.

L’attività consiste nell’assicurare la presenza e la circolazione di personale militare dell’ONU nelle strade principali dei villaggi, nei mercati e nei maggiori centri di aggregazione, al fine di aumentare la percezione di sicurezza per la popolazione e avvicinare la componente militare alle comunità locali.

Già dalle prime esperienze di Market Walk, i riscontri avuti dalla popolazione sono stati molto positivi, facendo percepire la presenza dei militari, in generale, in modo diverso.

Il programma delle Market Walk rientra nell’ambito delle attività di assistenza alla popolazione libanese, che è uno dei compiti principali stabiliti dalla risoluzione n. 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e al supporto alle Forze Armate libanesi.

Si tratta di un’attività operativa a tutti gli effetti che concorre, assieme alle cosiddette pattuglie classiche motorizzate ed appiedate, a garantire presenza e sorveglianza sul territorio. Di più, esse permettono una relazione interpersonale con la popolazione, permettendo di ottenere da essa input per comprenderne più a fondo le esigenze. A questo, nel tempo, si sono aggiunte le LAF (Lebanese Armed Forces) che, oltre a garantire un’idonea cornice di sicurezza ai peacekeeper di UNIFIL, ha consentito anche ad esse di immergersi ancor di più nel tessuto sociale.

Nel tempo, a questa tipologia di pattugliamento, si sono affiancate le Community Engagement Walk, attività svolte da personale militare specializzato nell’ingaggio della popolazione civile, con lo scopo di far comprendere alla comunità in cui essi operano quali siano gli scopi e i pilastri della missione che conducono per conto della Nazioni Unite, nonché quello di comprendere e analizzare a loro volta come la popolazione percepisca la presenza degli operatori di pace sul territorio.

I Baschi Blu italiani interagiscono con la popolazione libanese

Inoltre, nel corso di queste attività vengono effettuati acquisti dai soldati, utili a muovere la micro economia locale, il cui beneficio viene avvertito soprattutto nelle aree rurali meno sviluppate commercialmente. 

A queste attività, si aggiungono quelle di cooperazione civile e militare (CIMIC) per la panificazione e realizzazione di progetti di aiuto alla popolazione, le cui esigenze emergono grazie ai quotidiani incontri che i comandanti ai vari livelli svolgono con i rappresentanti delle autorità civili e religiose del Libano del Sud (Key Leader Engagement). Di questi ultimi, da inizio anno ne sono stati condotti circa 200 nell’area di responsabilità a guida Brigata Aosta.

Per quanto concerne le relazioni con la popolazione, un altro tassello importante è costituito dalla forte presenza di personale femminile tra i militari delle Market Walk e delle Community Engagement Walk che facilita la possibilità di raggiungere le fasce della popolazione più restie ad avere contatti con i Caschi Blu di UNIFIL, quali donne, anziani e bambini, garantendo una migliore valutazione dei bisogni e delle richieste da parte delle autorità locali, in aderenza anche a quanto stabilito dalle risoluzioni n. 1325 del 2000 e n. 2242 del 2015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevedono di assicurare una partecipazione significativa delle donne in tutti gli aspetti delle operazioni, nonché di aumentarne il numero. 

Peacekeeper italiani incontrano le autorità della municipalità di Ain Ibil

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


UNIFIL, incessante l’attività dei caschi blu italiani nel controllo della Blu Line tra Libano e Israele a tutela della popolazione

Pattugliamento appiedato sulla Blue Line

Shama, 10 settembre 2022 – I Caschi Blu italiani della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), a pochi giorni dal rinnovo della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ne legittima la presenza in Libano, continuano senza sosta, ad assicurare il controllo della propria area di responsabilità. In particolare i militari della Joint Task Force Lebanon, su base Brigata Aosta, hanno assunto il comando del Settore Ovest della missione da circa un mese e ad oggi hanno già effettuato oltre 7.000 attività di monitoraggio della linea di demarcazione (Blue Line) e del settore assegnato dalla missione, di cui oltre 1.500 condotte dalla componente di manovra italiana, contribuendo non solo alla stabilità dell’area, ma soprattutto a dare impulso all’incremento della percezione di sicurezza da parte della popolazione locale che, grazie alle oltre 750 pattuglie effettuate in concorso con le LAF (Lebanese Armed Forces), ripone piena fiducia nelle proprie istituzioni e nella missione UNIFIL.

  • 7.000 attività di monitoraggio della linea di demarcazione (Blue Line)
  • 1.500 attività condotte dalla componente di manovra italiana
  • 750 pattuglie effettuate in concorso con le LAF

A queste attività, si aggiungono quelle di cooperazione civile e militare (CIMIC) per la pianificazione e realizzazione di progetti di aiuto alla popolazione, le cui esigenze emergono grazie ai quotidiani incontri che i comandanti ai vari livelli svolgono con i rappresentanti delle autorità civili e religiose del Libano del Sud (Key Leader Engagement).

La Blue Line rappresenta quella linea pratica di demarcazione, lunga 120 chilometri di cui 60 nell’area della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) – Sector West, che separa il Libano da Israele e che, convenzionalmente, permette l’identificazione di violazioni accidentali tra le parti.

La Task Force di manovra a guida italiana (Italbatt), su base reggimento 5˚ reggimento fanteria Aosta di Messina con il gruppo squadroni del reggimento Lancieri d’Aosta (6°) di Palermo, il battaglione logistico del reggimento logistico Aosta, una compagnia del 4° reggimento genio guastatori di anch’essi di Palermo, unitamente a personale specialistico del 28˚ reggimento Pavia di Pesaro, del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (PN) e delle Forze Armate della Repubblica di Serbia, assicura, quotidianamente, sulla base della risoluzione n. 1701 del 2006 delle Nazioni Unite, il monitoraggio della cessazione delle ostilità, favorendo il mantenimento della stabilità nell’area di interesse, in un contesto in cui l’equilibrio si coniuga con l’operato imparziale e trasparente dei peacekeeper del contingente italiano. 

La missione italiana in Libano a guida Brigata meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani. Negli ultimi giorni la Moldavia si è aggiunta tra i paesi che contribuiscono allo staff del comando.

Il pattugliamento del tratto della Blue Line che insiste nell’area di Italbatt, insieme al contributo ghanese (Ghanbatt), irlandese e polacco (Irishpolbatt) nelle rispettive zone di pertinenza sotto il comando italiano, costituisce l’asse portante della stabilità del settore. 

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