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Arrestato dai carabinieri falso veggente, dietro compenso prometteva risoluzione “magica” dei problemi

carabinieri

Cuneo, 28 marzo 2015 – A settembre dello scorso anno una signora, addetta alle pulizie, moglie di un imprenditore in pensione residente nel cebano, si è rivolta ai militari della stazione di Ceva (CN) denunciando di essere vittima di una truffa da parte di un sedicente veggente/sensitivo. A maggio del 2014, con la promessa da parte del veggente di far guarire il marito da una gravissima patologia togliendogli il “malocchio”, la signora aveva dato danaro e gioielli, praticamente tutto ciò che possedeva, per un corrispettivo di circa 5000 euro. Dopo una serie di accertamenti preliminari è iniziata un’articolata attività investigativa, condotta dai militari della stazione di Ceva (CN), che si è conclusa alcuni giorni fa. L’attività investigativa è andata ben oltre l’ambito territoriale del cebano e del monregalese, estendendosi anche ad altri comuni delle province di Cuneo e Napoli, sotto la direzione del dott.ssa Chiara CANEPA, sostituto procuratore della procura della repubblica di Cuneo.

Le indagini sono state particolarmente difficili per la ritrosia delle vittime raggirate a denunciare i fatti, e complesse perché avvolte talvolta da un vero e proprio alone omertoso. Con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e sofisticate attività telematiche, gli investigatori sono riusciti ad acquisire concreti elementi di responsabilità in relazione al reato di truffa aggravata e continuata, attuata dal sedicente mago, un 56enne ex-commerciante di origini napoletane residente da tempo a Ceva (CN), G.P., facendo scoprire, sino ad ora, ben quattro vittime del subdolo raggiro. Il modus operandi era sempre lo stesso con una prassi ben consolidata: l’autoproclamatosi esperto di attività esoteriche sceglieva le proprie vittime, o per conoscenza diretta o tramite il web, fra coloro che avevano una sofferenza di carattere strettamente personale (ad es. la condizione di un congiunto gravemente malato come nel caso della denunciante, oppure la fine di una storia d’amore per un’altra delle vittime) per proporsi a loro come risolutore del problema, in tutti i casi derivante da una questione magica relativa alla presenza di “malocchio” e/o “fatture” a danno dei malcapitati.

Acquisita la loro fiducia, da abile imbonitore cui si è rivelato essere, proponeva alle vittime di dargli i gioielli in oro affinché egli provvedesse con i suoi riti alla “purificazione” dei “malefici”, garantendo che il problema si sarebbe magicamente risolto. Purtroppo per le vittime la risoluzione dei loro problemi si rivelava puntualmente infondata. Gli elementi raccolti sono stati ritenuti idonei a determinare la competente A.G. a disporre nei confronti del sensitivo truffatore la sua custodia cautelare in regime di arresti domiciliari. I militari hanno anche inoltrato una segnalazione all’agenzia delle entrate di Cuneo trattandosi di guadagni accumulati dall’arrestato, oltre che in modo fraudolento, anche in “nero”, senza alcuna fatturazione e quindi in totale evasione fiscale.

Le indagini sono tuttora in corso dal momento che potrebbero esservi altre vittime di raggiri analoghi. Per questa ragione i Carabinieri della Stazione di Ceva (CN) sono a disposizione di chiunque ritenesse di essere stato truffato dal sedicente mago.

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Fonte: Legione Carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta
(Compagnia di Mondovì)


Taranto: truffa a due anziani correntisti, nei guai un’operatrice dell’ufficio postale

Palagianello (TA), 11 dicembre 2014 – I militari della Stazione Carabinieri di Palagianello, in esecuzione  di ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dall’ufficio del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto, hanno tratto in arresto, una cinquantenne, incensurata del posto, dipendente del locale ufficio postale responsabile di truffa aggravata continuata, falsità in scrittura privata aggravata e falsità in atto privato firmato in bianco.

La delicata, articolata e minuziosa attività investigativa avviata nel mese di agosto c.a. dai Carabinieri di Palagianello con la piena e fattiva collaborazione del Nucleo Antifrode e delle sedi di Taranto e Palagianello di Poste Italiane, ha fatto emergere, sia attraverso l’esame dalla documentazione contabile che mediante l’analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza interna ed esterna del predetto ufficio, che la donna, dipendente di “Poste Italiane”, in qualità di operatrice di sportello presso l’agenzia di Palagianello, in concorso con altro dipendente e con la propria figlia, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, approfittando della fiducia accordatale dalle vittime, nella fattispecie una coppia di coniugi ottantenni, con efficace artifizi, eseguiva operazioni di prelievo dai libretti postali intestati alle ignare vittime.

L’infedele dipendente, in violazione anche di disposizioni interne all’ufficio consistenti nella mancata comunicazione al direttore dell’ufficio postale di prelievi di notevole entità, in occasione di ciascuna delle operazioni della titolare, dirottava, ad insaputa dell’anziana intestataria e a più riprese, per importi variabili, parte delle somme su altro libretto postale acceso a nome della citata anziana, per poi prelevarne gli importi ed in un caso depositarli su un libretto postale intestato propria figlia. Naturalmente, tali prelievi, avvenivano grazie ai moduli in bianco che venivano fatti firmare alla povera vittima, così come l’apertura del nuovo conto corrente di cui l’anziana non era a conoscenza.

È stato accertato, che tutte le operazioni fraudolente sul libretto postale di risparmio erano state effettuate, ad eccezione di una soltanto, dalla stessa dipendente e che le somme abusivamente prelevate ammontavano ad euro 123.000,00.

I Carabinieri hanno già recuperato alcune migliaglia di euro dal conto corrente intestato alla truffatrice e stanno ultimando gli accertamenti per reperire la rimanete somma.

I prelievi sono stati effettuati da febbraio ad agosto dell’anno in corso ed i  reati contestati sono aggravati sia perché è stato cagionato alle persone offese un danno patrimoniale di rilevante gravità sia perché  è stato commesso con abuso di prestazione d’opera.

Alla luce di ciò il G.I.P. del Tribunale di Taranto dott. Giuseppe Tommasino, condividendo le risultanze investigative della Polizia Giudiziarie, dirette dal sostituto procuratore Lelio Festa, ha emesso un’ordinanza di misura cautelare che dispone la custodia cautelare degli arresti domiciliari eseguita ieri sera dai militari di Palagianello.

Sono al vaglio degli investigatori ulteriori accertamenti intesi a verificare altre operazioni illecite effettuate dall’arrestata in danno di altri correntisti.

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Fonte: Arma dei Carabinieri

Sgominato dalla polizia falso giro di polizze auto

Taranto, 20 novembre 2014 – Questa mattina, la Polizia di Stato di Taranto, ha dato esecuzione a a cinque ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti soggetti residenti nelle provincie di Taranto, di Lecce e di Milano. I citati, unitamente ad altri otto soggetti, sedenti sul territorio nazionale, sono indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa a danno di ignari cittadini e di numerosissime compagnie assicurative quali: ITALIANA ASSICURAZIONI, DIRECT LINE, ZURICH ASSICURAZIONI, AUGUSTA ASSICURAZIONI, VITTORIA ASSICURAZIONI, SARA ASSICURAZIONI, GROUPAMA ASSICURAZIONI, ENTERPRICE INSURANCE COMPANY ASSICURAZIONI, CATTOLICA ASSICURAZIONI, FONDIARIA SAI ASSICURAZIONI, FATA ASSICURAZIONI, UNIQA ASSICURAZIONI, LINEAR ASSICURAZIONI. In tale circostanza, è emerso che il veicolo responsabile dell’evento infortunistico risultava provvisto di una polizza assicurativa provvisoria falsa, compromettendo di fatto il buon esito del risarcimento civile ed aggravando gli effetti del sinistro stesso.

La laboriosità dell’indagine ha messo in luce le capacità criminali del sodalizio, in grado di creare, promuovere e commercializzare, su tutto il territorio nazionale, attraverso alcuni siti internet quali http://www.playitalia.it, http://www.playitalia.eu, www.siamosicuri.net, false polizze assicurative temporanee della durata di 5 giorni.

Gli stessi siti internet, per aumentarne la credibilità agli occhi dell’opinione pubblica, venivano pubblicizzati attraverso gli organi di stampa e mediante bunner pubblicitari ubicati all’interno degli stadi di calcio, anche in occasione di eventi sportivi riguardanti squadre di serie A quali il Bologna FC e l’Inter FC, nonché della nazionale italiana di calcio (partita Italia – Armenia del 27/09/2012).

La commercializzazione “al dettaglio” delle false polizze assicurative avveniva con la collaborazione di consapevoli, o in talune circostanze ignare, agenzie di pratiche automobilistiche.

L’organizzazione si avvaleva di una vera e propria struttura parallela alle reali compagnie assicurative, attraverso la creazione di un call center telefonico, in grado di dissimulare la verifica sulla polizza assicurativa e quindi sterilizzare eventuali controlli delle forze dell’ordine.

Le regioni italiane interessate dalla truffa, emerse durante la fase investigativa,sono state in particolar modo la Sicilia, la Calabria, la Puglia, il Friuli Venezia Giulia, la Campania e la Toscana.

L’analisi del numeroso materiale informatico sequestrato, tra cui personal computer, tablet e smart phone, ha permesso di appurare la commercializzazione di oltre seicento polizze false, con il conseguente introito di ingenti somme di denaro illegalmente acquisite.

L’ammontare della truffa, rappresentata dalla sommatoria delle singole polizze false smerciate e dal mancato “ristoro” dei cittadini in caso di sinistro stradale, può quantificarsi quindi nell’ordine di milioni di euro.

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Fonte: Polizia di Stato

Le truffe romantiche: attenzione ai falsi soldati americani che “per amore” chiedono soldi su Internet

di Monica Palermo 

Quantico, Virginia 4 agosto 2014 – Gli agenti speciali della US Army Criminal Investigation Command, (Comando di investigazione criminale delle forze armate americane) comunemente noto come CID, mettono in guardia gli utenti di Internet di tutto il mondo circa i cyber criminali coinvolte in crimini online che il CID ha soprannominato Romance Scams “le truffe romantiche”.

Sono numerose le segnalazioni che gli agenti speciali del CID continuano a ricevere da parte delle vittime, che si trovano in tutto il mondo, a proposito di truffe commesse da persone che si fingono soldati americani online. Le vittime sono di solito le donne ignare, 30-55 anni, che credono di essere sentimentalmente coinvolte con un soldato americano, ma vengono sfruttate ed infine derubate da soggetti che colpiscono da migliaia di chilometri di distanza.

Non possiamo fare a meno di sottolineare a oltranza che la gente deve interrompere l’invio di denaro a persone incontrate su internet che sostengono di essere nelle Forze Armate degli Stati Uniti – ha detto Chris Grey, portavoce del CID delle Forze Armate americane, aggiungendo che – è molto preoccupante sentire queste storie più e più volte di persone che hanno inviato migliaia di dollari a qualcuno che non hanno mai incontrato e, talvolta, con cui non hanno mai anche parlato al telefono“.

La maggior parte delle truffe romantiche, avvengono sui social media e siti web di appuntamento, dove il bersaglio principale sono le donne. I criminali fanno finta di essere dei militari degli Stati Uniti, in regolare servizio. Gli autori spesso usano il vero grado e nome di un soldato americano reale, che sta in missione a servire la Patria con onore, o l’ha già servita ed è stato congedato con onore, poi postano alcune fotografie del soldato su internet creandosi così una falsa identità per iniziare a trovare le vittime.

Gli agenti speciali del CID delle Forze Armate americane continuano ad avvertire la gente di essere molto sospettosa se si comincia una relazione su internet con qualcuno che dichiara di essere un soldato americano e se nel giro di poche settimane, oltre a discutere di matrimonio, il presunto soldato chiede soldi. Le truffe spesso sono camuffate da richieste romantiche di denaro, dicendo alla vittima che servono affinché il loro rapporto (falso) possa continuare.

Ecco alcuni dei pretesti utilizzati dai finti soldati: 

  • richiesta di soldi per comprare un computer portatile perché a loro non è consentito di usare quello dell’unità dove operano;
  • richiesta di soldi per comprare un telefono speciale internazionale, perché la loro unità non è dotata di telefono;
  • richiesta di soldi per comprare per le carte per il congedo militare e quindi le spese di trasporto per rientrare;
  • spesso dicono che sono vedovi e che stanno in difficoltà con il mantenimento dei figli;
  • richiesta di soldi per contribuire a pagare le spese mediche di ferite da combattimento;
  • richiesta di soldi perché l’esercito non gli consente di accedere al suo conto bancario e/o alla sua carta di credito;
  • richiesta di soldi per rientrare in patria.

Spesso la richiesta è di migliaia di dollari, da inviare poi a un indirizzo di un’altra persona. Una volta che le vittime sono agganciate, i criminali continuano il loro stratagemma. Queste truffe sono vero e proprio furto, anche a danno della reputazione delle Forze Armate americane. Per i militari che operano all’estero, sono gia previsti programmi di sostegno.

Questi autori, spesso provenienti da altri paesi, in particolare dall’Africa dell’Ovest, sono bravi in ​​quello che fanno e hanno abbastanza familiarità con la cultura americana, ma le affermazioni sull’esercito e sui relativi regolamenti sono ridicole e – prosegue Grey – fanno leva sulle emozioni e il patriottismo delle loro vittime“. Sono molti tra gli alti ufficiali e i soldati ad aver segnalato il furto della loro identità. Ad oggi, non vi sono state segnalazioni da parte del CID di membri che abbiano subito alcuna perdita finanziaria a causa di questi attacchi. Le uniche cose finora utilizzate sono stati i nomi reali e le fotografie.

Una vittima ha rivelato di aver inviato più di $ 60.000 al truffatore. Un’altra vittima dalla Gran Bretagna ha detto ai funzionari CID che nel corso di un anno, aveva inviato più di 75 mila dollari.

Gli Stati Uniti hanno istituito numerose task force per affrontare questo e altri problemi in crescita; purtroppo chi commette queste truffe, usa indirizzi di posta elettronica non rintracciabili su Gmail, Yahoo, Hotmail, ecc, routing account con sedi in tutto il mondo, e utilizzando le postazioni degli Internet cyber caffè, che spesso non hanno nessuna responsabilità sull’utilizzo del computer. La capacità delle forze dell’ordine di  identificare questi autori è molto limitata, quindi gli individui devono stare in allerta ed essere personalmente responsabile per proteggersi. “Un altro punto critico è che non vogliamo vittime che non denunciano questo tipo di reato, pensando magari che un militare americano le abbia circuite portando via soldi da loro. In realtà il militare sta servendo i paese con onore e non è consapevole che qualcuno ha rubato la loro identità“, ha detto Grey.

A cosa prestare attenzione per evitare le truffe romantiche:

  • NON MAI INVIARE SOLDI! Essere estremamente sospettosi se vi vengono chiesti dei soldi per le spese di trasporto, spese di comunicazione o per il matrimonio,spese mediche e tasse.
  • Controllare attentamente le storie che vengono raccontate. Se suona sospetto, vi è una ragione, è ordinariamente false – fidatevi del vostro istinto.
  • Se si inizia un rapporto basato su internet con qualcuno, VERIFICATE ciò che vi dicono con qualcuno che sa, come ad esempio un militare in servizio o ex.
  • Essere molto sospettosi se non si arriva a parlare effettivamente con la persona al telefono o se vi viene detto che non è possibile scrivere o ricevere lettere per posta. I militari in servizio all’estero, uomini e donne, spesso hanno un indirizzo di posta APO o FPO. Internet o no, i militari in servizio apprezzano sempre una lettera per posta.
  • I militari americani hanno una mail che termina per .mil Se la persona con cui parlate non può inviare almeno una mail da un “. mil” (che è l’ultima parte dell’indirizzo e nulla dopo), allora c’è un’alta probabilità che non sia in campo militare.
  • Molte delle affermazioni negative fatte circa la presunta mancanza di militari e supporto e servizi forniti alle truppe all’estero sono lontano dalla realtà – verificare i fatti.
  • Essere molto sospettosi se vi viene chiesto di inviare denaro o beni da inviare a terzi o a un’azienda. Spesso la società esiste, ma non ha idea o non è una parte della truffa.
  • Essere consapevoli di ortografia comune, di errori grammaticali o di lingua nei messaggi di posta elettronica.
  • Essere consapevoli di accenti stranieri e regionali che non corrispondono storia della persona.
  • Sospettare sempre di qualcuno che, non avendo mai incontrato, impegna il suo amore alla velocità della luce.

A chi rivolgersi per aiuto: Segnalare il furto a Internet Crime Complaint Center (IC3) (FBI-NW3C Partnership). Online: http://www.ic3.gov/default.aspx Segnalare il furto alla Federal Trade Commission. Il tuo rapporto aiuta la legge e i funzionari di polizia negli Stati Uniti nelle loro indagini. Online: http://www.ftc.gov/idtheft Per telefono: 1-877-ID-THEFT (438-4338) o TTY 1-866-653-4261 Per posta: furto di identità Clearinghouse, Federal Trade Commission, Washington, DC 20580

Segnala la frode alla Federal Trade Commission sulle truffe nigeriane
E-mail: spam@uce.gov

Per maggiori informazioni visita il sito CID www.cid.army.mil

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Fonte: United States Army - CID Criminal Investigation Command
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Cautela a cosa si compra sul web. Venduta macchina con fermo amministrativo. Arrestato il venditore dai carabinieri

Narcao (CA), 29 luglio 2014 –  Dopo accurate indagini i carabinieri sono venuti a capo di una truffa. Una donna di 45 anni aveva messo in vendita la sua auto con un annuncio sul sito subito.it, al prezzo di 1.250 euro. L’auto è stata comprata da una signora di un paese li vicino, ignara che sull’auto gravava un provvedimento di fermo amministrativo con creditore Equitalia Sardegna SPA per un importo di circa 1700 euro. Una volta accorta di essere stata truffata la signora si è rivolta ai militari dell’Arma che, a conclusione delle indagini hanno arrestato la 45enne per truffa. (MNFI)

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Cagliari)

Roma. Truffe online: fingevano di vendere imbarcazioni ed accessori per la nautica, denunciate dalla polizia postale 2 persone

Roma, 31 marzo 2014 – Truffa. Questo il reato contestato dagli agenti della Polizia Postale che hanno denunciato una coppia di coniugi, lui di 44 anni, meccanico nautico, e la moglie di 43, che avevano messo piedi una vera e propria attività finalizzata alla realizzazione delle “truffe stagionali”.

In 5 mesi, l’illecita attività, da quanto emerso dalle indagini, avrebbe fruttato alla coppia la cospicua somma di circa 130.000 euro.

Nella perquisizione dei locali nella disponibilità dei due, i poliziotti hanno sequestrato schede telefoniche utilizzate per i contatti con i clienti, materiale informatico, e documentazione bancaria riguardante conti correnti bancari e postali e carte di credito prepagate dove confluivano le somme inviate dalle vittime, residenti in tutto il territorio nazionale.

È stato grazie al monitoraggio costante effettuato dai cyber-poliziotti che, l’analisi delle denunce, ma anche delle semplici lamentele comparse ed amplificate dai vari blog del settore, hanno  “indirizzato”  gli investigatori della Polizia Postale proprio verso la coppia.

Un moltiplicarsi fisiologico dei casi di quei numerosi internauti che, con l’inizio della stagione estiva, su siti specializzati, dopo aver inviato anticipi, anche cospicui, non ricevono le imbarcazioni, i motori nautici e gli accessori pattuiti.

Consigli della Polizia Postale per evitare truffe

La Polizia Postale pertanto consiglia di seguire alcuni semplici suggerimenti per evitare di esporsi al rischio di truffe, in alcuni casi anche piuttosto grossolane, che comportano per le vittime la perdita di somme di denaro che non sempre è possibile riuscire a recuperare.

È quindi necessario acquisire preventivamente informazioni sul venditore, attraverso una ricerca nominativa sui motori di ricerca, social network e blog di settore.

Diffidare di prezzi assolutamente incompatibili con quelli di mercato e diffidare di venditori che intendano mantenere i contatti soltanto attraverso telefoni cellulari. È importante anche pretendere spedizioni tracciate ed assicurate che a fronte di una maggiore spesa, consentono di seguire la posizione del bene spedito, ed assicurano in taluni casi il rimborso per  eventuali problemi.

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Fonte: Polizia di Stato

 

 


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