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Carabinieri del ROS individuano sequestratori dell’italiano Federico Motka nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico (IS) per 14 mesi (video)

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Roma, 12 dicembre 2018 – Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Roma su richiesta del “Gruppo antiterrorismo“ della locale procura distrettuale, nei confronti di alcuni appartenenti all’organizzazione terroristica Stato Islamico (IS), gravemente indiziati di associazione con finalità di terrorismo internazionale e sequestro di persona a scopo di terrorismo.

Le indagini hanno consentito di individuare il gruppo criminale autore del sequestro del cittadino italiano Federico Motka, rapito in Siria nel marzo 2013 e rimasto nelle mani dei terroristi dello Stato Islamico (IS) per 14 mesi.

MOTKA Federico, unitamente al cittadino britannico HAINES Cawthorne David, entrambi dipendenti dell’ONG francese ACTED (Acronimo di “Agence d’Aide à la Coopération Technique et au Développement”, organizzazione non governativa francese, con sede a Parigi), fu sequestrato nei pressi del campo profughi di Atmeh, in Siria, non distante dal confine con la Turchia, mentre, a bordo di un veicolo dell’ONG (condotto da un dipendente locale di ACTED, loro interprete), si dirigeva presso la sede di quest’ultima, ubicata in una guest-house di Atmeh, provenienti da una località a sud-est di Aleppo.

Il connazionale, giunto in Siria l’8 marzo 2013, fu sequestrato intorno alle 17:00 del 12 marzo 2013 da un gruppo di jihadisti, armati di fucili mitragliatori, i quali, dopo aver bloccato il mezzo su cui viaggiavano il MOTKA ed il HAINES, li aveva caricati nel bagagliaio di un fuoristrada, trasportandoli presso il primo dei luoghi di detenzione, ubicato a circa due ore di viaggio dalla località del rapimento.

Nel corso della lunga prigionia, MOTKA Federico fu in contatto con numerosi ostaggi provenienti da svariati Paesi europei ed extracomunitari, condividendo periodi di detenzione con alcuni rapiti assurti tragicamente agli onori della cronaca, come i giornalisti statunitensi FOLEY James Wright e SOTLOFF Steven Joel, trucidati nel corso di barbare esecuzioni pubblicate da Stato Islamico e diffuse sui media internazionali, nonché il fotografo e corrispondente di guerra britannico John CANTLIE, noto per essere stato costretto a svolgere il ruolo di reporter dello Stato Islamico, tutt’ora irreperibile.

David HAINES, rapito insieme al MOTKA, venne decapitato a settembre 2014 da EMWAZI Mohamed.

I 14 mesi di detenzione, durante i quali tutti gli ostaggi vennero sottoposti ad un regime detentivo durissimo con episodi di crudeltà disumana, furono scanditi da 11 trasferimenti in altrettanti luoghi di prigionia distribuiti nella parte settentrionale della Siria all’epoca sotto il progressivo controllo di Stato Islamico (si vedano le cartografie e le immagini riportato nel video allegato).

Le indagini hanno consentito la completa ricostruzione delle fasi del sequestro e l’identificazione di molti carcerieri, anche attraverso una estesissima cooperazione giudiziaria e di polizia attivata tra i Paesi europei interessati, il tutto arricchito dal contributo dall’Intelligence italiana.

Il provvedimento è stato emesso nei confronti delle seguenti persone:

  • DAVIS Aine Leslie (nome di battaglia – n.d.b. – Abu Saleh), nato nel Regno Unito nel 1984;
  • KOTEY Alexanda Amon (n.d.b. Abu Seed), nato nel Regno Unito nel 1983;
  • ELSHEIKH El Shafee (n.d.b. Abu Aisha), nato in Sudan nel 1988, cresciuto nel Regno Unito;
  • NEMMOUCHE Mehdi (n.d.b. Abu Omar), nato in Francia nel 1985, detenuto in Belgio;
  • ALILOU Soufiane (n.d.b. Abu Jihad), nato in Belgio nel 1993, detenuto in Belgio;
  • BENGHALEM Salim (d.b. Abu Mohamed), nato in Francia nel 1980; di costui si sono perse le tracce mesi addietro ed è verosimile che egli abbia trovato la morte in quel Paese nel corso delle operazioni belliche.

In particolare nell’ampio gruppo di rapitori, è stata identificata una cellula formata da jihadisti anglofoni, soprannominati dagli ostaggi “the Beatles” (composta da DAVIS Aine Leslie, KOTEY Alexanda Amon, ELSHEIKH El Shafee e EMWAZI Mohamed), i più violenti tra i sequestratori, autori di torture e violenze immotivate, ed un gruppo di jihadisti francofoni costituito, tra gli altri, da NEMMOUCHE Mehdi (Autore della strage compiuta al Museo Ebraico di Bruxelles il 24 maggio 2014.), LAACHRAOUI Najim (Uno dei suicidi dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles, in Belgio) il 22 marzo 2016.), BENGHALEM Salim e ALILOU Soufiane. EMWAZI, nome di battaglia Abu Mughareb, è noto alle cronache internazioni come l’autore di numerose decapitazioni, soprannominati “Jihadi John”, di origini Kuwaitiane, deceduto in Siria il 12.11.2015.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Capo di SMD, generale Graziano: necessaria una risposta globale e coordinata per contrastare il terrorismo

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Venezia, 20 ottobre 2017 – “Occasioni come questo simposio indicano chiaramente una significativa volontà di scambio in un mondo globalizzato in cui le singole organizzazioni, da sole,  non possono risolvere i problemi.” Il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha così introdotto il proprio intervento alla chiusura del simposio delle Marine Militari all’arsenale di Venezia. “I problemi internazionali – ha proseguito – sono evidentemente globali, basti pensare al terrorismo, e si rende quindi necessaria una maggior cooperazione e un più efficace sistema di relazioni“.

Tra le nostre principali aree di interesse strategico  – ha sottolineato il generale  Graziano – c’è la regione Mediterranea dove confluiscono fattori destabilizzanti per l’Europa e per gli altri continenti”.

“Uno di questi fenomeni – ha continuato il capo di SMD – è certamente quello dell’immigrazione clandestina che ha registrato una diminuzione proprio grazie alla risposta collettiva e coordinata del sistema Paese, alla cooperazione tra i Ministeri e all’addestramento e alla formazione della guardia costiera libica.

Parlando dell’attuale quadro geostrategico interazione “caratterizzato da una minaccia multiforme” il generale Graziano ha evidenziato quanto sia “fondamentale una sempre migliore coordinazione e una risposta generale che superi l’approccio single service e porti ad un approccio interforze veramente efficace per contrastare il terrorismo”.

Nell’intervento conclusivo il generale ha evidenziato che “Negli ultimi anni c’è stata sicuramente una crescita e un miglioramento ma ora è necessario costruire un sistema di risposta credibile che risulti efficace per i prossimi anni.” 

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Terrorismo, Iraq: atterrati in Kuwait i tornado italiani

Kuwait, 22 novembre 2014 – Sono atterrati da pochi minuti in Kuwait i quattro Tornado IDS dell’Aeronautica Militare messi a disposizione dall’Italia a supporto della coalizione internazionale nata per fare fronte alla crisi mediorientale in corso. I quattro caccia si aggiungono ai Predator e al KC767 per il rifornimento in volo già schierati dall’Aeronautica Militare.

I quattro caccia erano decollati questa mattina dalla base stanziale di Ghedi, sede del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare. La missione dei Tornado si aggiunge a quello che l’Italia ha già avviato con i velivoli a pilotaggio remoto Predator e con il velivolo da rifornimento in volo KC 767, per rafforzare la capacità nazionale di ricognizione ISR espressa in termini di Ricognizione, Sorveglianza e Intelligence, tutti contributi essenziali e ad alta valenza strategica nel contesto della coalizione.

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Fonte: Aeronautica Militare
(Ufficio Pubblica Informazione)


Terrorismo e immigrazione clandestina: nascono le squadre investigative comuni


Roma, 4 ottobre 2014 – Il capo della polizia, prefetto Alessandro Pansa, insieme al vice capo della polizia, direttore centrale della polizia criminale, prefetto Francesco Cirillo, ha partecipato a Monaco di Baviera (Germania) ad una riunione informale con i capi della polizia dell’Austria, Germania e Svizzera.

Per la Germania erano presenti il presidente del Bundeskriminalamt/BKA, Jörg Ziercke e il presidente della polizia bavarese, Wilhelm Schidbauer, per l’Austria il direttore generale della polizia austriaca, Konrad Kogler, e per la Svizzera il direttore dell’ufficio federale di polizia (Fedpol), Nicoletta Della Valle.

Durante il quadrilaterale, denominato “Alpentressen”,  sono stati affrontati i temi dell’immigrazione clandestina e del terrorismo.

Dall’incontro è nata la iniziativa di creare una squadra investigativa comune per lo scambio di informazioni sulle organizzazioni che gestiscono i flussi di immigrazione versi i Paesi europei e sul fenomeno e dei così detti “foreign fighters”, (estremisti islamici, spesso appartenenti alla seconda generazione di immigrati, che combattono all’estero).

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Fonte: Polizia di Stato

 

 


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