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Operazione Atalanta: la fregata Marceglia è flagship della missione

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Taranto, 24 luglio 2019 – La fregata Antonio Marceglia della Marina Militare da ieri è alla guida della Operazione Atalanta per il contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa. Partita da Taranto il 13 luglio e inserita dallo scorso 20 luglio nel dispositivo navale europeo ha assunto in porto a Gibuti il compito di flagship della Task Force aeronavale.

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Ad esercitare il comando tattico dell’operazione, da bordo della fregata italiana, il contrammiraglio Armando Simi, che ha assunto il ruolo di Force Commander della forza navale. Sotto il suo comando le unità navali assegnate assicureranno il pattugliamento nelle aree di interesse e nei corridoi di transito delle unità mercantili e la lotta alla pirateria, in collaborazione con le altre forze navali presenti in area.

Operazione Atalanta

Operazione Atalanta è di fatto la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea e fu decisa dal consiglio europeo nel novembre del 2008. E’ nata per contrastare la pirateria nell’area del Corno d’Africa (Golfo di Aden e bacino Somalo), che tutt’oggi rappresenta una minaccia per la libertà di navigazione del traffico mercantile e in particolare, per il trasporto degli aiuti umanitari del World Food Programme. All’operazione partecipano unità navali e velivoli dislocati in area per la sorveglianza ed il riconoscimento di attività sospette riconducibili al fenomeno della pirateria.
Nave Marceglia sarà impegnata nel Golfo di Aden e nell’oceano Indiano fino al prossimo mese di dicembre.

Fregata Antonio Marceglia

1ea8c449-5636-442e-b5ed-2fbc318ecb13imgp0591MediumVarata il 3 febbraio 2018 presso i cantieri navali Fincantieri di Riva Trigoso (GE), è la quarta FREMM in configurazione General Purpose (GP). L’unità è intitolata al tenente colonnello del genio navale Antonio Marceglia, decorato in vita con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’impresa di Alessandria d’Egitto, da quella d’argento e dalla Croce di Guerra per le missioni compiute a Gibilterra. La nave, al comando del capitano di fregata Francesco Fagnani, ha un equipaggio di 168 tra uomini e donne, è lunga 144 metri di lunghezza e ha un dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate. È una fregata polivalente, progettata all’insegna dell’innovazione e della flessibilità, in modo da operare attivamente nella tutela degli interessi nazionali e poter rispondere con successo agli scenari futuri.

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Paesi Baltici: conclusa la missione aerea “Frontiera Baltica”

Dal primo gennaio 2015, quattro Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare hanno contribuito a garantire l’integrità dello spazio aereo NATO sui Paesi Baltici.

Šiauliai (Lituania), 27 agosto 2015 – Con la cerimonia di ammaina Bandiera, si è conclusa oggi, presso la base aerea di Šiauliai in Lituania, sede della TFA (Task Force Air) italiana, la missione Frontiera Baltica, svolta nell’ambito dell’operazione “Baltic Air Policing” della NATO sui cieli di Lituania, Lettonia ed Estonia.

Dal 1° gennaio 2015, quattro Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare con relativi piloti, tecnici e specialisti (in tutto circa 100 militari del 4° Stormo di Grosseto, del 36° Stormo di Gioia del Colle e del 37° Stormo di Trapani, con il contributo di altri reparti di Forza Armata ed Interforze) hanno infatti garantito, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, la difesa dello spazio aereo delle tre repubbliche baltiche.

Inoltre sono stati distaccati controllori della difesa aerea italiani presso il Centro di Riporto e Controllo (CRC) lituano di Karmelava, al fine di fornire addestramento, assistenza e supervisione ai colleghi baltici.

In otto mesi, la Task Force Air ha svolto in totale circa 900 ore di volo, con 40 Alpha-Scramble (reali interventi di Difesa Aerea) e oltre 160 Tango-Scramble (eventi simulati per l’addestramento alla prontezza operativa), e molte missioni addestrative per il mantenimento della piena operatività della TFA e degli operatori del CRC di Karmelava.

L’alto livello di affidabilità ed efficienza garantito dagli uomini e donne della TFA è stato riconosciuto anche dalla NATO, che ha valutato il dispositivo italiano con la massima qualifica di “Excellent”, per la prontezza dei piloti e di tutto il sistema di supporto a terra, nonché per la validità delle procedure operative poste in atto.

Tra le tante autorità civili e militari presenti alla cerimonia di chiusura, erano presenti il generale di squadra aerea Maurizio Lodovisi (comandante la squadra aerea), l’ambasciatore italiano in Lituania Stefano Taliani De Marchio, l’addetto militare per la Polonia e i Paesi Baltici, generale di brigata (EI) Filippo Camporesi. La Lituania è stata rappresentata dal vice ministro della Difesa, Marijus Velička, e dal capo di Stato Maggiore del comando interforze lituano, Brigadier Generale Vilmantas Tamošaitis.

Nel suo intervento, il generale di squadra aerea Maurizio Lodovisi, oltre a ringraziare il comandante della TFA, colonnello Vito Cracas, per il lavoro svolto, ha sottolineato come “questa operazione, sebbene prettamente aeronautica, rappresenta un indubbio successo dal punto di vista operativo e addestrativo per l’intero comparto militare nazionale. Le capacità espresse, le competenze maturate ed i risultati conseguiti hanno dimostrato ancora una volta l’eccellente livello di efficienza ed efficacia dell’Aeronautica Militare nelle operazioni oltre confine, come ampiamente riconosciuto in ogni consesso, sia esso nazionale che all’estero”.

Il colonnello Cracas, comandante della Task Force, ha ringraziato tutto il personale evidenziando come i risultati dell’operazione ‘Frontiera Baltica’ siano “la dimostrazione della grande professionalità ed il frutto di un continuo e costante addestramento, sia in Patria che all’estero degli uomini e donne in azzurro, ma anche prova di responsabilità, sensibilità e consapevolezza del delicato compito in un difficile contesto internazionale”.

La TFA in Lituania ha interagito molto anche con la comunità locale, con frequenti e ripetute relazioni con le autorità nazionali e locali, ricevendo visite di autorità, delegazioni e scolaresche e con iniziative di cooperazione civile e militare (CIMIC), che hanno contribuito a creare e rafforzare quel rapporto di reciproca fiducia e stima, caratteristica del “comprehensive approach” italiano nelle Operazioni militari Fuori dai Confini Nazionali (OFCN). Sono state attivate, inoltre, iniziative a scopo umanitario con vari orfanotrofi di Šiauliai e Vilnius, che hanno visto il coinvolgimento del personale della TFA e delle loro famiglie a casa, come anche di realtà produttive e “no-profit” nazionali, nel dare loro un segno tangibile della presenza italiana in Lituania con raccolte di beni di prima necessità e di sostegno per quei bambini più sfortunati, anche offrendo loro una finestra sulla cultura e le tradizioni del nostro Paese.

Negli otto mesi della missione “Frontiera Baltica” più di 1.200 persone hanno visitato la TFA, di cui circa 800 studenti tra i 6 ed i 18 anni e 400 visitatori, tra autorità nazionali e locali, delegazioni parlamentari, associazioni militari e del tessuto civile lituano.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

Lituania: secondo scramble supersonico per i Typhoon italiani

I due caccia della Task Force Air NATO, rischierata a Šiaulai (Lituania)  sono decollati in pochissimi minuti raggiungendo ed identificando prontamente i velivoli sconosciuti

Šiauliai, 24, marzo 2015 –  Scramble per i caccia Eurofighter Typhoon italiani della Task Force Air NATO in Šiauliai. Nel pomeriggio, dopo l’intervento fatto in mattinata, i velivoli italiani si sono nuovamente alzati in volo a velocità supersonica per intercettare velivoli cacciabombardieri della Federazione Russa. I velivoli in questione attraversavano lo spazio aereo baltico senza aver ottenuto le dovute autorizzazioni. I velivoli intercettori sono stati attivati con un ordine di scramble dal sovraordinato Centro di Comando e Controllo delle Operazioni aeree (CAOC) della NATO con sede ad Uedem (Germania).

I due Typhoon hanno quindi, in pochissimi minuti, intercettato ed indentificato i velivoli secondo le procedure previste dalla NATO. Lo scramble, infatti, è proprio l’attività operativa consistente nel far decollare in maniera rapida una coppia di velivoli caccia al fine di intercettare e identificare un aereo sconosciuto che viola lo spazio aereo dell’Alleanza,  al fine di garantire la sicurezza dei cieli da qualsiasi eventuale e/o potenziale minaccia. I caccia italiani, rischieratisi il 27 dicembre 2014 sull’aeroporto di Šiauliai, stanno, infatti, assicurando dallo scorso primo gennaio l’integrità dello spazio aereo sui cieli di Lituania, Estonia e Lettonia, nella turnazione n° 37 stabilita dall’Alleanza.

L’Italia, al momento, è  l’unica nazione dell’Alleanza che partecipa a tutte e quattro le attività di Interim Air Policing richieste dalla NATO:  opera, infatti, con continuità  sui cieli dell’Albania, a partire dal 2009, della Slovenia, a partire dal 2004, ed ha svolto la prima rotazione in Islanda nel 2013.

L’Air Policing è svolta nell’ambito dell’area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation – ACO) di stanza a Bruxelles (Bel) e viene coordinato dal Comando Aereo (Air Command) di Ramstein (Germania).

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Fonte e immagine: Aeronautica Militare

Emirati arabi: il capo di SMA in visita alla Task Force Air Al Bateen

Al Bateen, 24 febbraio 2015 – Ieri il generale di squadra aerea Pasquale Preziosa si è recato in visita ad Al Bateen in occasione dell’edizione 2015 della IDEX (International Defence Exhibition and Conference), il salone internazionale dedicato al settore dell’industria della Difesa, che si terrà ad Abu Dhabi, fino al 26 Febbraio. Contestualmente il capo di SMA ha incontrato gli uomini della Task Force Air, unità interforze a forte connotazione aeronautica, transitando presso l’Executive Airport di Al Bateen.

A fare gli onori di casa il colonnello Stefano Tessaro con la tradizionale firma dell’albo d’onore e con lo scambio di crest e oggetti ricordo. Durante l’incontro con il personale della TFA schierato il generale Preziosa ha ribadito “Per la nostra Forza Armata questa missione è strategica, considerati gli impegni che l’Italia ha assunto ed i nuovi scenari operativi all’orizzonte“.

La Task Force Air di Al Bateen (Emirati Arabi Uniti) opera ininterrottamente dal 2002 per garantire l’afflusso del personale, mezzi e materiali diretti ai contingenti nazionali in teatro di operazioni, assicurare l’efficienza dei velivoli e dei mezzi tecnici impiegati per il trasporto, mantenere in esercizio le comunicazioni con la Patria e i contingenti schierati e gestire le evacuazioni sanitarie.

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FonteTask Force Air Al Bateen - EAU
(Cap. Cristoforo Russo)

 


Al Bateen: cambio comando della Task Force Air, il colonnello Tessaro è subentrato al colonnello Iannone

Al Bateen, 18 dicembre 2014 – ​​Nei giorni scorsi, ad Al Bateen (Emirati Arabi Uniti), si è svolta la cerimonia di passaggio di consegne della Task Force Air tra il colonnello Antonio Maria Iannone, comandante uscente, ed il colonnello Stefano Tessaro, comandante subentrante.

Alla cerimonia, presieduta dal generale di divisione aerea Settimo Caputo, capo di stato maggiore del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), hanno partecipato l’ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti, dott. Giorgio Starace, e l’addetto militare per la difesa, colonnello Vincenzo Romano, unitamente ad autorità locali.
Nel saluto di ringraziamento rivolto al personale, il colonnello Iannone, ha sottolineato come “la Task Force Air rappresenti un modello Interforze a connotazione Aeronautica che dal 2002 opera con successo a supporto delle attività dei contingenti nazionali impegnati nei Teatri operativi dell’Afghanistan e del Corno d’Africa, a cui si sono recentemente aggiunti quelli dell’Iraq e del Kuwait”.
Al termine della cerimonia, durante il suo intervento, il generale Caputo, in rappresentanza del comandante del COI, ha rivolto il più vivo apprezzamento al colonnello Iannone e alla Task Force per l’operatività raggiunta, quale esempio di un’eccellenza dello Stato Italiano lontano dai confini nazionali, facendo espresso riferimento all’attività umanitaria in supporto alle popolazioni dell’Iraq svolta senza preavviso nel mese di agosto, e a quella di ripiegamento delle unità e dei materiali dall’Afghanistan per la chiusura della Missione ISAF ed il conseguente passaggio alla resolute Support Mission.
Il generale Caputo, infine, ha rivolto al colonnello Tessaro il più sincero augurio affinché possa proseguire l’ottimo lavoro fin qui realizzato, certo del sostegno e dell’impegno che il personale assegnato continuerà a fornire per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
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Fonte: Aeronautica Militare

Afghanistan: cambio al vertice della Task Force “Fenice” del contingente italiano di ISAF

Herat (Afghanistan), 3 agosto 2014 – Con la resa degli onori agli stendardi di combattimento del 7° reggimento AVES Vega di Rimini e del 5° reggimento AVES Rigel di Casarsa della Delizia (PN), ha avuto luogo a Herat la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello pilota Giuseppe Potenza e il parigrado Giuliano Innecco al comando della Task Force Fenice, la componente ad ala rotante del Train Advise Assist Command West, il comando NATO a guida italiana su base brigata Sassari che opera nella regione ovest dell’Afghanistan.

«Se la “Fenice” ha operato con successo lo si deve alla coesione e all’altissima professionalità di tutto il personale», ha affermato il colonnello Potenza nel suo discorso di commiato.

Dal 2005, anno di impiego dell’Aviazione dell’Esercito in Afghanistan, la Task Force Fenice ha varcato la soglia delle 20.000 ore di volo ed effettuato più di 7.000 missioni a favore delle unità della coalizione ed in supporto alle forze di sicurezza afghane.

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Durante i sei mesi di missione trascorsi agli ordini del colonnello Potenza i “baschi azzurri” hanno operato con elicotteri CH-47 Chinook (assetto indispensabile nelle missioni di supporto logistico, di infiltrazione ed esfiltrazione delle forze speciali della coalizione e nelle attività di rifornimento d’urgenza ai posti di controllo delle forze di sicurezza afghane), elicotteri A 129 Mangusta (con compiti di esplorazione e scorta ai convogli terrestri di Isaf e ai MI-17 afghani, gli elicotteri impiegati per il trasporto delle urne e dei rappresentanti delle commissioni elettorali nei distretti più remoti e a rischio del paese) ed elicotteri multiruolo NH-90 (unico assetto nazionale in teatro preposto all’evacuazione medica di feriti).

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa


Libano: i caschi blu italiani si addestrano con le forze armate libanesi


Poligono ITALBATT con le LAF (3)

Shama (Libano), 2 agosto 2014 – Nei giorni scorsi i caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon, appartenenti all’11° reggimento bersaglieri, che in teatro operano nell’ambito della Task Force di ITALBATT, unità di manovra del contingente italiano, su base reggimento Lancieri di Novara, alle dipendenze del colonnello Elio Babbo, hanno svolto un’esercitazione a fuoco presso il poligono di Ebel Es Saqi, nel sud del Libano, cui hanno preso parte i colleghi dell’esercito libanese.

Oltre all’attività in poligono, i programmi addestrativi predisposti dai militari italiani a beneficio di quelli libanesi comprendono corsi sul riconoscimento degli ordigni e delle mine (UXO and Mine Awareness), sulle tecniche di controllo della folla (Anti Riot and Crowd Control Techniques) e sul Primo Soccorso (Basic Life Support).

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Il supporto alle Forze Armate Libanesi è uno dei compiti principali assegnati al contingente UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all’assistenza alla popolazione locale; attività per le quali i militari della Brigata Ariete, di cui i “Lancieri di Novara” fanno parte, si sono a lungo preparati in patria e svolgono qui con professionalità, trasparenza e imparzialità.

 

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Fonte: contingente italiano nel Libano del Sud


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