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Beirut: il capo di SMD incontra il comandante delle forze armate libanesi

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Beirut (Libano), 7 agosto 2018 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha incontrato oggi a Beirut il comandante delle Forze Armate della Repubblica del Libano, il generale Joseph Aoun.

Nel corso dei colloqui i due alti ufficiali si sono confrontati sulla situazione della sicurezza nella regione e sui rapporti bilaterali tra le forze armate dei due Paesi.

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“Le Forze armate libanesi – ha sottolineato il generale Graziano -rivestono un ruolo fondamentale per garantire il quadro istituzionale e la stabilità del Libano sia sul fronte interno sia nei confronti di minacce esterne.”

“Per questo motivo – ha continuato il capo di Stato Maggiore della Difesa – oltre alla consistente partecipazione all’operazione UNIFIL, l’Italia schiera la missione bilaterale MIBIL rivolta all’implementazione di programmi di formazione ed addestramento a favore delle “Lebanese Armed Forces”.

Il generale Graziano ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare ad operare con la massima sinergia per conseguire il comune obiettivo di preservare la stabilità nell’area.

Il generale Aoun ha ringraziato il prezioso apporto della Difesa per il Paese ed in particolare ha rimarcato l’elevata professionalità dei militari italiani che svolgono, nell’ambito della missione bilaterale, compiti di formazione ed addestramento a favore delle Forze Armate libanesi con ottimi risultati.

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Il capo di SMD sta accompagnando il ministro Elisabetta Trenta nella sua prima visita ufficiale in Libano durante la quale stanno incontrando i massimi vertici politici del Paese.

Domani la visita proseguirà a Sud dove il ministro Trenta e il generale Graziano assisteranno alla cerimonia di cambio del Force Commander di UNIFIL e saluteranno il contingente italiano.

Il generale Graziano è stato già Force Commander e Head of Mission di UNIFIL per un mandato di tre anni dal 2007 al 2010. Oggi, sono circa 1100 gli uomini e le donne impegnati nel sud del Libano nella missione UNIFIL e 25 quelli che operano nell’ambito della Missione Bilaterale (MIBIL).

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: “Triveneto 2018” impegno italiano alla presidenza dell’Osce del 2018, presentati nuovi sistemi d’arma

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Istrana (TV)/Palmanova (UD), 21 aprile 2018 –  Si è conclusa ieri, 20 aprile, l’attività “Triveneto 2018” organizzata dall’Ufficio Controllo e Verifica Armamenti e Controproliferazione dello Stato Maggiore della Difesa, sotto l’egida dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), all’insegna della trasparenza e della cooperazione militare allo scopo di incrementare la fiducia e la sicurezza reciproche, nonché di adoperarsi per il conseguimento del disarmo, in linea con il Documento di Vienna del 2011, di cui il nostro Paese è firmatario.

L’evento, cominciato lo scorso lunedì 16 aprile, ha visto la partecipazione di 61 delegati, provenienti da 33 Stati membri dell’OSCE e Nazioni partner per la Cooperazione asiatica e del Mediterraneo, nonché da una rappresentanza del NATO Head Quarters di Bruxelles e del Conflict Prevention Center (CPC) OSCE di Vienna.

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L’attività, gestita dal Comando delle Forze Operative Nord dell’Esercito, si è sviluppata attraverso la visita a un reparto operativo dell’Esercito e ad una base aerea dell’Aeronautica, per presentare, per la prima volta sul continente europeo, nuovi sistemi d’arma “multinazionali”, soddisfacendo appieno l’applicazione delle misure di confidence building dell’OSCE.

Durante la settimana di visite i delegati hanno infatti avuto l’opportunità di essere ospitati presso il reggimento “Genova Cavalleria” (4°), inquadrato nella Brigata dell’Esercito “Pozzuolo del Friuli” e di stanza a Palmanova (UD), e presso il 51° Stormo, appartenente al Comando delle Forze da Combattimento (CFC) dell’Aeronautica Militare e di base a Istrana (TV). In particolare, proprio in quest’ultimo Ente, i delegati hanno potuto prendere visione, per la prima volta in assoluto in Europa, dell’elicottero HH-101-A “Ceasar” e del velivolo F-35A “Joint Strike Fighter”, entrambi di recente introduzione in servizio.

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A testimonianza dell’attenzione conferita a questa particolare attività, le delegazioni, ricevute dal comandante della brigata “Pozzuolo del Friuli”, generale di brigata Giovanni Parmiggiani, e dal comandante del CFC, generale D.A. Silvano Frigerio, hanno potuto assistere anche ad attività dimostrative delle capacità operative esprimibili dai due reparti visitati, hanno acquisito importanti elementi di informazione afferenti all’organizzazione, all’impiego, al funzionamento delle Forze Armate italiane, nonché al processo di trasformazione in atto sulla base delle linee guida tracciate dal Libro Bianco.

Le parole di apprezzamento del delegato canadese, spokesperson della delegazione, che ha elogiato l’apertura, la trasparenza e l’efficacia dell’organizzazione da parte delle Forze Armate italiane, sono la migliore attestazione della perfetta rispondenza di quanto posto in essere ai requisiti e allo spirito del Documento di Vienna.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa 
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Qatar: il generale Graziano fa visita al generale Al Ghanim

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Qatar, 19 aprile 2018 – È terminata oggi la visita del generale Claudio Graziano in Qatar. Due giorni durante i quali il capo di Stato Maggiore della Difesa ha incontrato il suo omologo, il generale Ghanim Bin Shaeen Al-Ghanim, e accompagnato dall’ambasciatore d’Italia a Doha, Pasquale Salzano, ha visitato il National Security Shield ed ha incontrato vertici politici e militari.

La visita di oggi segue l’incontro avvenuto a Roma nel marzo 2016. Al termine il generale Graziano ha sottolineato “tra Italia e Qatar esistono rapporti di amicizia e fiducia, stiamo incrementando la cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza, specialmente in questo momento attuale dove viviamo un momento di profonda instabilità e dobbiamo affrontare crisi complesse, multidisciplinari e globali che necessariamente devono coinvolgere tutti gli attori della comunità internazionale”

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Nei colloqui i due generali hanno analizzato la situazione geostrategica di comune interesse, specialmente nella zona medio-orientale, e possibili ambiti futuri di collaborazione tecnica-militare tra le Forze Armate italiane e quelle qatariote. 

Il Qatar è alleato con l’Italia nella lotta contro Daesh e ospita il “Combined Air Operations Center” (CAOC) delle forze americane, “fondamentale per il successo nelle operazioni condotte nella lotta contro il terrorismo internazionale” ha aggiunto il generale Graziano.

 

Tra Italia e Qatar è in atto sin dal 2002 una cooperazione bilaterale militare strutturata con riunioni periodiche, l’ultima è stata nel febbraio scorso, e la firma di Piani di Cooperazione a cadenza annuale, in particolari settori ad alto valore tecnico-operativo, come l’addestramento congiunto dei paracadutisti dell’esercito, dei piloti dell’aviazione qatariota e la formazione e l’addestramento dei Carabinieri, per costituire in Qatar una forza di polizia a status militare per attività di ordine pubblico, protezione VIP e antiterrorismo. Frequenti sono gli incontri tra i due Paesi, l’ultima visita risale allo scorso marzo quando una delegazione qatariota si è recata nella sede del Comando dell’Aviazione dell’Esercito a Viterbo. I militari qatarioti, inoltre, sono regolarmente ammessi agli istituti di formazione nazionali (ISSMI, IASD, Accademia Navale). “La cooperazione bilaterale che esiste da anni tra i due Paesi è ormai solida e ben strutturata. particolarmente importante per la Difesa italiana è il rapporto tra le forze armate di Italia e Qatar”.

Il centro National Security Shield è gestito dal Qatar Border Guards and Coast Guards e dal 2014 è a disposizione del Ministero dell’Interno e delle Forze Armate, con capacità di monitorizzare e controllare tutte le acque territoriali ed i confini terrestri del Qatar. Ora il suo direttore è il Generale pilota Muhammad Abdul Latif Al Manai.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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OSCE: l’Italia presenta due nuovi sistemi d’arma, l’elicottero HH101A e il caccia F35A

(di Monica Palermo) – Istrana (TV), 18 aprile 2018 – L’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), quest’anno a presidenza italiana, ha presentato due nuovi sistemi d’arma  per l’Aeronautica Militare: l’elicottero HH101A e il caccia F-35A “Joint Strike Fighter”. L’Italia è stato il primo paese a mostrare il velivolo di 5^ generazione.

La presentazione è avvenuta in un clima di trasparenza e cooperazione, durante la terza giornata della manifestazione “Triveneto 2018” sotto l’egida dell’OSCE, dove sono intervenute, oltre alle rappresentanze dell’OSCE e della NATO, delegazioni militari di: Austria, Belgio, Canada, Cipro, Croazia, Egitto, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Kazakhstan, Lituania, Montenegro, Marocco, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Tajikistan, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria. 

Durante la manifestazione, ubicata da Treviso a Udine, le delegazioni hanno visitato il reggimento Genova Cavalleria di Palmanova e il 51° stormo di Istrana.

L’evento, che si è svolto dal 16 aprile e che terminerà il 20,  è stato organizzato dall’ufficio Controllo e Verifica Armamenti e Controproliferazione dello Stato Maggiore della Difesa.

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L’HH-101A, indicato con la denominazione “Caesar” nella versione dell’Aeronautica Militare, è un elicottero di ultimissima generazione che espleta più ruoli tra i quali quello di supporto aereo alle operazioni speciali, quello di Slow Mover Interceptor (intercettazione di aeromobili lenti) nonché di Personnel Recovery, ossia del recupero di persone, civili e militari, in situazione di difficoltà in aree di crisi.

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​Il caccia Joint Strike Fighter è un sistema d’arma aeronautico di quinta generazione, dotato di uno spettro di capacità operative tale da consentire lo svolgimento contemporaneo ed autonomo di tutte le missioni della dottrina aerotattica. 

Le elevate capacità di scoperta, identificazione e precisione d’ingaggio, conferiscono al velivolo un potenziale di assoluto rilievo che, unito ad innovative capacità di comunicazione e condivisione real-time delle informazioni essenziali (capacità Net-Centric), fornisce al pilota una gestione del teatro d’operazione senza eguali, rendendo il JSF un assetto pregiato che s’inserisce perfettamente nel moderno contesto operativo.
Per queste sue peculiari caratteristiche, il velivolo JSF è stato scelto come il sistema d’arma più idoneo per le prime linee operative di molte nazioni alleate.
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Immagini: Stato Maggiore Difesa
Fonte: riservata / Twitter di SMD
(le descrizioni dei velivoli prese dal sito dell'Aeronautica)
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Praga: il generale Graziano incontra i vertici politici e militari della Repubblica Ceca

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Praga, 1 marzo 2018 – Su invito delle autorità ceche, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha fatto visita al suo omologo, generale Josef Becvar, a Praga. Nel corso della visita, accompagnato dall’ambasciatore italiano in Repubblica Ceca, dott. Aldo Amati, ha incontrato il primo ministro, Andrej Babis, e il ministro della Difesa, Karla Slechtova.

Al centro dei colloqui, l’impegno comune delle Forze Armate italiane e ceche al servizio della collettività internazionale, in differenti operazioni, sotto l’egida di diverse organizzazioni: con l’Unione Europea nell’operazione “Sophia” nel Mediterraneo; con la NATO nelle operazioni “Atalanta” nell’Oceano Indiano, “Resolute Support” in Afganistan e “KFOR” in Kosovo; con la coalizione internazionale nell’operazione “Inherent Resolve” in Iraq, dove personale della polizia ceca coadiuva i Carabinieri italiani nelle attività di addestramento a favore delle forze di sicurezza e di polizia irachene.

“Alla luce del complesso e mutevole scenario internazionale, nessun Paese può pensare di agire autonomamente, ma è invece imprescindibile adottare un approccio globale e integrato, su scala regionale e transregionale, al fine di garantire la massima efficacia allo sforzo posto in essere dalla comunità internazionale nella sua interezza” così il generale Claudio Graziano a margine della visita in conferenza stampa. “In questo contesto, un pilastro fondamentale è la cooperazione tra NATO–UE, anche per spingere i diversi Paesi dell’Unione a una più sinergica azione nel campo della difesa e, di conseguenza, a fare dell’Europa un interlocutore più forte e più affidabile per la stessa NATO. Questa sinergia deve continuare in modo complementare ed inclusivo. In tal senso, riveste una particolare rilevanza la “Joint Declaration NATO-UE” del 2016”.

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“L’Unione Europea – ha concluso il generale Graziano – ha bisogno di rafforzare il collegamento con la NATO anche per evitare duplicazioni: solo uniti tra Paesi membri, come l’Italia e la Repubblica Ceca, possiamo costruire un’Europa più forte e sicura”.

Molte espressioni di auguri ed apprezzamento sono state rivolte al Generale Graziano, per il prossimo mandato di Presidente del Comitato militare dell’Unione europea, con il compito di dirigere tutte le attività militari nel quadro dell’UE, con particolare riferimento alla pianificazione e all’esecuzione delle missioni, che assumerà a novembre 2018.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il presidente Mattarella ringrazia le Forze Armate

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Roma, 2 dicembre 2017 – Lo Stato Maggiore Difesa ha ringraziato su twitter il presidente per aver ricordato nel le che operano quotidianamente in e all’estero per garantire la sicurezza.

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Il generale Graziano riceve la visita del capo di Stato Maggiore della Difesa libico

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Roma, 24 settembre 2017 – Ieri mattina, il generale Claudio Graziano ha ricevuto la visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa del Governo di Accordo Nazionale della Libia, generale Abdulrahman al Tawil, nominato nell’incarico dal premier al Serraj alla fine di agosto scorso.

Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, la visita è poi proseguita con l’incontro tra i due capi di Stato Maggiore e le rispettive delegazioni. Tale attività, che rientra nel quadro dei consueti colloqui bilaterali di livello tecnico-militare tra i vertici militari di Paesi alleati e amici, si è sviluppata attraverso la discussione di vari argomenti per esplorare le possibili future forme di collaborazione, in ambito militare, tra i due Paesi.

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Principale argomento dei colloqui è stato, infatti, quello relativo alla cooperazione tra Forze Armate italiane e libiche e alla comune volontà di rafforzarla con l’obiettivo di incrementare e corroborare le capacità operative delle forze libiche, ponendole in condizione di operare in piena autonomia e di contribuire fattivamente alla piena stabilizzazione dell’entità statuale, contrastando l’azione delle organizzazioni criminali, delle reti terroristiche e dei trafficanti di esseri umani. In tal senso, le Forze Armate italiane sono pronte a supportare quelle libiche, laddove vi siano richieste ufficiali da parte delle stesse autorità libiche e, comunque, dopo la prevista autorizzazione del governo e del parlamento.

Nell’ambito dell’incontro è stato proposto anche un punto di situazione sulle collaborazioni già in atto, con particolare riferimento all’attività dell’operazione “Ippocrate” – l’ospedale militare da campo italiano – presente in Libia da settembre dello scorso anno, per il quale il generale al Tawil ha ringraziato i militari italiani. Altrettanta gratitudine è stata rappresentata per la disponibilità italiana a curare, presso le strutture ospedaliere militari del nostro Paese, quei pazienti con patologie e ferite più gravi, non trattabili con altrettanta efficacia presso i nosocomi libici.

Si è affrontato poi il tema delle attività di supporto tecnico-logistico e operativo alle unità della Marina e della Guardia Costiera libiche per il contrasto ai traffici illeciti, primo tra tutti quello di esseri umani, cercando di definire, per questa prima fase, le esigenze complessive di intervenenti manutentivi e di riparazione sulla flotta libica, che, in parte, vengono già eseguiti dall’equipaggio di Nave Tremiti della Marina Militare italiana, presente nel porto di Tripoli dall’agosto scorso.

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La visita, svoltasi in un clima di piena intesa e cordialità, si è quindi conclusa con l’invito ad effettuare con periodicità questi incontri, al fine di avere la opportunità di focalizzare con immediatezza i possibili futuri settori di collaborazione e cooperazione.

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