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Convegno sugli incursori dell’Esercito italiano, il capo di SME annuncia il nuovo basco per il 9° reggimento d’assalto “Col Moschin”

Il saluto al Presidente dell'Ass. Naz. Incursori Esercito

Roma, 30 novembre 2018 – Convegno sul 40° anniversario della costituzione delle unità di intervento speciale del 9° reggimento d’assalto “Col Moschin” è stato ospitato ieri presso la biblioteca centrale militare dello Stato Maggiore dell’Esercito.

L’attività è stata organizzata e diretta dall’Associazione Nazionale Incursori dell’Esercito. Hanno presenziato il sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Raffaele Volpi ed il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina.

Nel convegno sono stati trattati vari temi riguardanti la realtà degli incursori e i moderni contesti e scenari che ne vedono l’impiego, per poi delinearne le potenziali linee evolutive per il prossimo futuro.

Il sottosegretario Volpi ha rivolto un indirizzo di saluto sottolineando la vicinanza del dicastero e del governo alla Forza Armata e al comparto delle Forze Speciali e al 9° reggimento incursori che, con le sue eccelse qualità e la elevatissima competenza, rappresenta una delle eccellenze delle nostre Forze Armate.

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Il generale Farina ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dagli eredi degli Arditi della 1^ Guerra Mondiale ed in particolare la loro versatilità delle loro capacità derivanti da un addestramento e preparazione sempre al passo con i tempi per operare nei moderni scenari. Il discorso è stato rivolto agli ospiti intervenuti, tra cui diversi ex comandanti del 9° reggimento e personale facente parte del comparto operazioni speciali.

Con l’occasione il capo di SME, a voler dimostrare l’importanza che gli incursori rivestono per l’Esercito, ha annunciato di aver autorizzato l’introduzione del nuovo basco che il personale del 9° reggimento potrà indossare a breve e che simboleggia, nella fattura, il legame con gli Arditi del Maggiore Messe che compirono l’impresa del Col Moschin nella Grande Guerra, ma che non deve sciogliere il sodalizio forte di 50 di storia con la Brigata paracadutisti Folgore. Legame che deve racchiudersi unendo, ai passi successivi, al grido “Arditi” quello di “Folgore”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Operazione Strade Sicure: il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo incontra i vertici dell’Esercito

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Roma, 1 ottobre 2018 – Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha incontrato il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, per conoscere ed approfondire aspetti tecnici e risultati dell’operazione “Strade Sicure”.

Guardando ai risultati ottenuti, il sottosegretario Tofalo ha evidenziato i “numeri significativi in termini di interventi, arresti, controlli, denunce e sequestri di armi e veicoli”.

Nel corso dell’incontro – svolto a Palazzo Esercito – si è parlato anche del trattamento economico e delle indennità al personale militare, dei turni di servizio, della necessità di migliorare le strutture alloggiative, di un ripianamento dei mezzi “sempre più inefficienti a causa dell’impiego in ambienti diversi dalla natura tattica e fuoristrada per la quale sono stati progettati”.

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Il sottosegretario ha poi avuto modo di indossare l’equipaggiamento in dotazione ai militari impiegati in concorso alle Forze di Polizia. Sono disponibili quattro diverse tipologie: “tipo 0” (4,5 kg) adottata dall’11% del personale, “tipo 1” (7,5 kg) in dotazione al 21% delle unità, “tipo 2” (10 kg) assegnata al 62% dei militari e il “tipo 3” (15 kg) distribuita al 6% dei soldati, ciascuna con caratteristiche modulari, dal livello minimo a quello massimo di mobilità e protezione, inversamente proporzionali tra di loro.

Per quanto riguarda i lineamenti operativi di Strade Sicure, tra le possibili varianti, si sta valutando la riduzione del numero di siti fissi a favore dell’impiego di pattuglie mobili, garantendo o migliorando il grado di performance di sicurezza”, ha detto il Sottosegretario Tofalo.

“Secondo uno dei grafici che mi è stato illustrato, circa la metà dei servizi attuali è costituito da un’attività statica in prossimità di luoghi sensibili. L’Esercito è predisposto e formato per un’operazione dinamica, d’impatto grazie all’incremento del pattugliamento appiedato nelle aree centrali pedonali, supportato da quello motorizzato più in periferia”.

Sono più di settemila le unità, principalmente dell’Esercito Italiano, distribuite in quasi tutte le regioni italiane in tre macro aree: nord, centro-nord e sud. Lo spettro dell’operazione “Strade Sicure” comprende anche la sicurezza delle zone rosse nelle aree colpite dal sisma in centro Italia, di Genova nei quartieri isolati per il crollo del ponte Morandi; in Campania nella Terra dei Fuochi.

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“Ritengo doveroso intervenire subito e bene perché questa operazione sia sempre più in linea con l’esigenza di sicurezza della collettività a difesa dall’attuale minaccia. Bisogna fare in modo che “Strade Sicure” sia l’espressione massima del potenziale degli oltre settemila professionisti in uniforme che giorno e notte sono al servizio della collettività”, ha concluso il sottosegretario Tofalo, “Questo lo dobbiamo, me ne faccio carico personalmente in virtù delle deleghe assegnatemi dal Ministro Trenta, ai nostri ragazzi in divisa, per metterli nelle migliori condizioni di fare e fare bene a tutela dei contribuenti”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Le cinque sfide dell’Esercito: il capo di SME illustra alle commissioni Difesa riunite le sue linee programmatiche

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Roma, 20 settembre 2018 –Siamo una Istituzione solida, sana e capace e una risorsa dalle componenti altamente specialistiche, sempre presente in Italia e all’estero vicina ai cittadini…”, con queste parole il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha aperto l’audizione di fronte alle commissioni Difesa di Camera e Senato in cui sono state illustrate le sue cinque linee programmatiche:

       Ringiovanimento, valorizzazione e benessere del personale;

       Capacità e sistemi all’avanguardia;

       Razionalizzazione ed efficientamento dello strumento;

       Addestramento e approntamento sostenibili;

       Caserme e basi moderne.

La Forza Armata che vede impiegati ogni giorno circa 19.000 soldati in attività di carattere operativo, necessita per quanto riguarda il personale, assoluta priorità della Forza Armata, di adottare una serie di misure finalizzate al ringiovanimento, possibilmente con l’immissione di ulteriori 10.000 giovani leve, valorizzandone e curandone il benessere individuale e familiare rispettando sempre la centralità della componente umana . In tale direzione sono da intendersi alcune misure adottate negli ultimi mesi come ad esempio l’incremento della disponibilità di alloggi di servizio, quale elemento essenziale per accrescere il livello di benessere del personale. 

Un’ulteriore priorità consiste nel poter disporre di progetti che sviluppino sistemi d’arma tecnologicamente avanzati e competitivi. In tal senso, occorre ridurre il grave gap capacitivo che compromette l’interoperabilità a livello interforze e multinazionale dell’Esercito. “Tenuto conto che il divario prestazionale, tanto nel contesto interforze quanto in quello internazionale, penalizza non solo l’output operativo dell’Esercito ma dell’intera Difesa – ha evidenziato il Generale Farina – ho chiesto in sede interforze che la quasi totalità delle risorse disponibili nel breve termine sul Bilancio Ordinario e sul “Fondo Investimenti” siano destinate all’Esercito. Questa condizione è necessaria se si vuole dare allo strumento militare terrestre lo stesso impulso ricevuto dalle componenti Marina e Aeronautica e, in tal modo, poterlo bilanciare e farlo ripartire. Peraltro, evidenzio che tali progetti sono tutti pronti alla produzione e sono stati sviluppati dal comparto industriale nazionale e la loro realizzazione porterebbe enorme beneficio sia in termini di prodotto interno lordo sia dal punto di vista occupazionale”.

Il processo di razionalizzazione ed efficientamento dello strumento, è stato indirizzato a preservare la componente operativa che oggi comprende oltre il 75% degli effettivi. “Pur continuando nello snellimento della struttura organizzativa – ha sottolineato il Generale Farina – l’elevato livello di impegno nelle missioni fuori area e in territorio nazionale richiede un potenziamento degli organici per alleviare il pesante  tournover”.

Altra linea programmatica è rappresentata dall’addestramento e dall’approntamento che costituiscono le attività necessarie ad assicurare un elevato standard di “prontezza operativa”, per le quali occorrono più risorse, mentre sono già in atto soluzioni volte a minimizzare l’impatto ambientale.

L’ultima linea programmatica riguarda la disponibilità di caserme verdi e basi moderne. Questa tematica è di estrema rilevanza e presenta notevoli criticità, in quanto impatta direttamente sulla sicurezza e il benessere del personale. Sul tema il Generale Farina ha poi aggiunto “stiamo perseguendo due linee d’azione; la prima volta ad alleggerire il patrimonio immobiliare … e la seconda realizzando grandi infrastrutture, caserme verdi, moderne, a basso impatto ambientale ed elevata efficienza energetica con aree servizi e sportive aperte alle popolazioni locali.”

Sono consapevole che le citate sfide non si potranno realizzare tutte nel breve termine, ma è altrettanto vero che occorre intervenire sin da subito se si vogliono ottenere gli effetti desiderati anche in futuro, dando vita a progetti di ampio respiro, assolutamente vitali per garantire la funzionalità e l’efficienza della componente terrestre. L’Esercito – conclude il Generale Farina – continuerà a operare, come ha sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese, tra la gente e per la gente nella piena aderenza ai principi e ai valori che contraddistinguono la sua azione, rispondendo, con gli strumenti di cui potrà disporre, agli impegni che sarà chiamata a sostenere. Perché, come il nostro motto cita, “Noi ci siamo sempre”, certi che saremo sempre in grado di migliorarci facendo “Di più insieme”.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Esercito
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Il capo di SME generale Danilo Errico in visita alla LUISS

Roma, 15 novembre 2016 – Nella giornata odierna, il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, ha tenuto presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali LUISS Guido Carli, su invito del dott. Giovanni Lo Storto, direttore generale dell’Ateneo, e del prof. Raffaele Marchetti, Professore associato di Relazioni Internazionali e titolare del corso di Relazioni Internazionali, una lezione a docenti e studenti sul tema ”Le attuali minacce alla sicurezza del continente europeo”.

Dopo una breve introduzione, il gen. Errico ha esposto il proprio personale punto di vista su quello che è l’attuale scenario strategico-militare nell’area Euro-Mediterranea, in particolare sui “fianchi” Est e Sud, e le conseguenti implicazioni in termini di sicurezza. Un’analisi, quella del generale Errico, partita da un approccio di tipo olistico tendente a considerare le attuali minacce alla sicurezza europea contestualmente, e non in modo separato come spesso avviene in virtù di molti luoghi comuni, dimostrandone il collegamento e superando l’attuale visione che vorrebbe addirittura una frammentazione in fronte Est e fronte Sud a seconda dei Paesi coinvolti.

Nel corso dell’incontro, a premessa del dibattito finale, il capo di stato maggiore dell’Esercito, ha evidenziato poi gli attuali sforzi e azioni che, soprattutto la NATO, sta compiendo per affrontare le situazioni di crisi derivanti dallo scenario prospettato.

L’attività ha contribuito ad accrescere la “cultura della Difesa” nel nostro Paese e la collaborazione già avviata tra le due Istituzioni che vede la partecipazione di studenti della LUISS nei principali Teatri in cui i nostri soldati operano.

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Fonte: Stato Maggiore dell'Esercito
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Piacenza, emergenza maltempo: interviene l’Esercito

Intervento in una fabbrica

Intervento in una fabbrica

Piacenza, 15 settembre 2015 – Ieri sera intorno alle 23.30, su richiesta della Prefettura di Piacenza, l’Esercito con 25 militari del 2° reggimento Genio Pontieri è intervenuto in località Roncaglia in Valnure in una frazione nel comune di Piacenza, per rimuovere detriti, fango ed acqua.

L’Esercito ancora all’opera sta intervenendo con mezzi speciali tra i quali 2 autocarri pesanti ribaltabili, 1 pala caricatrice di grande capacità, 2 motopompe, 1 autocarro con torre d’illuminazione. L’impegno dei militari andrà avanti per tutta la giornata odierna fino al completo ripristino della normalità.

L’Esercito grazie alla connotazione “dual-use” dei reparti del genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire in ogni momento, su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale in caso di pubbliche calamità. @Esercito #noicisiamosempre

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito

Esercito: artificieri a Turbigo (MI) per bonificare bomba d’aereo del secondo conflitto mondiale

L’attività inizierà alle ore 04:30 con l’evacuazione di circa 200 persone residenti nel raggio di 1000 mt. dal luogo di ritrovamento della bomba.

Alle 05:30 si procederà con il trasbordo dell’ordigno dal punto di rinvenimento, un sedimento al centro del fiume, alla sponda vicina nella zona chiamata “ex lido”. L’ordigno, successivamente sarà trasportato in una cava (zona di sicurezza) nel comune di Nosate (MI) dove sarà fatta brillare nel pomeriggio.

Durante le operazioni di bonifica della bomba verrà interdetto lo spazio aereo dell’aeroporto internazionale di Malpensa dalle ore 05:30 alle 07:30 e dalle 17:00 alle 18:00 (orario di previsto termine delle operazioni di brillamento) come stabilito dall’ordinanza della Prefettura di Milano.

Il 10° reggimento genio guastatori di Cremona è una delle 12 unità dell’Esercito preposta per la bonifica dei residuati bellici sull’intero territorio nazionale. In particolare, nel 2014 il reggimento ha effettuato 138 interventi, bonificando 2522 ordigni di cui 613 bombe d’aereo.

La Forza Armata complessivamente negli ultimi 10 anni ha bonificato oltre 30.000 ordigni.

La Forza Armata, grazie alla capacità ‘dual-use’ dei propri reparti, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di intervenire nei casi di pubbliche calamità e, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, per garantire la sicurezza della collettività, dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese.​

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito

Bologna: artificieri Esercito pronti per operazioni di brillamento di un ordigno bellico

Bologna, 21 agosto 2015 – Cominceranno alle ore 09:00 di domenica 23 agosto le operazioni di brillamento dell’ordigno ritrovato sul greto del fiume Reno, in prossimità del “Pontelungo” sito lungo la via Emilia Ponente, vicino al centro abitato di Bologna, nella zona di confine tra i quartieri Borgo Panigale e Reno, durante i lavori di consolidamento del ponte ivi presente. 

L’ordigno, una bomba d’aereo del secondo conflitto mondiale del peso di 100 libbre di fabbricazione americana, in cattivo stato di conservazione ma ancora attivo e caricato con circa 30 kg. di tritolo, è stato subito posto in sicurezza dagli artificieri dell’Esercito effettivi al Reggimento genio ferrovieri.

L’operazione, diretta e coordinata dalla Prefettura di Bologna si svolgerà in due fasi. La prima, ad opera dei militari dell’Esercito, prevede la realizzazione di alcuni trinceramenti e di una speciale struttura di contenimento alta 6 mt che sarà conclusa domani; entrambe le misure sono state predisposte per ridurre il raggio di sgombero da 1500 mt. a 500 mt. e nel contempo il numero di cittadini da evacuare dai previsti circa 38.000 a poco più di 4.700. Tali lavori consentiranno di contenere quasi totalmente gli effetti dell’onda d’urto e l’effetto schegge derivanti dall’esplosione dell’ordigno, che avverrà sul greto del fiume, luogo del ritrovamento (seconda e ultima fase).

Nella mattinata di domenica gli artificieri dell’Esercito provvederanno a scoprire l’ordigno, attualmente ricoperto per sicurezza da un cumulo di terreno e successivamente, all’innesco delle cariche di tritolo predisposte per garantire la distruzione dell’ordigno. Terminate queste prime operazioni provvederanno alla chiusura della struttura di contenimento e si allontaneranno in sicurezza per procedere infine al brillamento a distanza della bomba.

Per garantire l’incolumità delle persone e delle infrastrutture circostanti, il Comune di Bologna ha stabilito, con apposita ordinanza, l’evacuazione di circa 4700 persone residenti nel raggio di 500 metri dal luogo del ritrovamento nonchè l’interdizione della circolazione veicolare e pedonale sino al termine delle operazioni.     

L’esperienza degli specialisti dell’Esercito di Castel Maggiore è ben testimoniata dagli oltre 100 interventi svolti dall’inizio dell’anno nella propria area di competenza (Regione Marche, province di Bologna, Prato, Firenze ed Arezzo).

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito

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