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L’Arma dei Carabinieri da oggi è presente anche su Instagram

Roma, 4 aprile 2016 – L’Arma dei Carabinieri, da oggi, è presente anche su Instagram: un ulteriore strumento per essere ancora più vicini ai cittadini e dare loro la possibilità di conoscerci meglio.

Direttamente dal profilo Instagram “ArmaDeiCarabinieri” (https://www.instagram.com/ArmaDeiCarabinieri) o dal sito www.carabinieri.it (http://www.carabinieri.it/Social), gli utenti potranno diventare seguaci e ricevere costantemente foto pubblicate relative a eventi, operazioni di servizio e altro ancora.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
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In cambio di carriera da fotomodella adescano minorenne su social network

Genova, 2 marzo 2015 – Operazione MET ART della polizia di stato: fermato un gruppo di professionisti della fotografia che in cambio di una carriera da fotomodella aveva adescato sul social network una minorenne inducendola a compiere atti sessuali per la produzione di materiale pedopornografico.

Dalle prime ore del mattino la Polizia di Stato di Genova sta portando avanti l’operazione in 6 province del nord e centro Italia (Genova, Savona, Alessandria, Milano, Brescia e Roma).

Gli uomini della Polizia Postale stanno eseguendo 5 arresti, 2 arresti domiciliari, 1 obbligo di dimora e 13 perquisizioni personali e domiciliari.

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Fonte: Polizia di Stato
(Questura di Genova)

Venezia: investigatori informatici intercettano giro di materiale pedopornografico. I pedofili si fingevano bambini per scambiarsi le foto sui social network.

Venezia, 11 luglio 2014 – Decine di pedofili individuati in giro per il mondo dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia che, coordinata del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-line (C.N.C.P.O.) presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, nei giorni scorsi ha eseguito ben 26 perquisizioni grazie al concorso di dieci Compartimenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana). Centinaia e centinaia di Gigabyte passati al setaccio dagli investigatori informatici.

Sequestrate migliaia di immagini e video di natura pedopornografica e e una richiesta di custodia cautelare in carcere. Sono stati inoltre individuati 26 soggetti stranieri che sono stati deferiti per il tramite del C.N.C.P.O. alle autorità di: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Polonia, Messico, Argentina, Russia, Spagna, Repubblica Ceca.

Le indagini, hanno avuto inizio con una perquisizione effettuata nell’ambito di un’altra operazione di contrasto alla pedopornografia, condotta nel 2013 dagli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia. Nel corso dell’analisi delle caselle di posta elettronica di un pedofilo sono emersi decine di contatti con utenti della rete, recanti nickname riconducibili a bambini e bambine (sono state ben 75 le caselle di posta elettronica oggetto di indagine).

L’approfondita attività di analisi della corrispondenza dell’indagato ha fatto emergere una allarmante realtà. Il soggetto in questione frequentava diversi social network (quali Facebook, Netlog, MSN Spaces, Badoo ed altri) dove si spacciava per una bambina alla ricerca di foto di altri bambini. E nel corso della ricerca si era imbattuto in decine e decine di “fake” (ovvero di utenti del web che si nascondono dietro ad una falsa identità digitale) che si fingevano loro stessi dei bambini. Nasceva così una scellerata amicizia nella quale questi pedofili sotto mentite spoglie si scambiavano materiale pedopornografico. In qualche caso, addirittura, i due pedofili si palesavano gettando via la maschera e continuavano il loro scambio di materiale illecito. La rete di questi “fake” è stata per fortuna disarticolata.

Le perquisizioni, di esito ampiamente positivo, hanno portato al sequestro di copioso materiale pedopornografico. Inoltre, dall’analisi del materiale sequestrato, sarà possibile sviluppare ulteriori piste investigative sull’allarmante fenomeno della pedopornografia digitale.

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Fonte: Polizia di Stato
(Polizia Postale di Venezia)


Enna: nuova tappa per il truck di “Una vita da social”

Roma, 1 marzo 2014 – Ha lasciato la Sardegna per raggiungere la Sicilia il truck di Una vita da social, campagna educativa itinerante della Polizia di Stato, oggi  ad Enna in Piazza Umberto dalle 11,30 alle 19,00. Giovani, genitori e insegnanti saranno accolti dagli operatori della Polizia postale pronti a dare risposte a dubbi e problematiche per rendere più sicura la navigazione in internet sui temi dei social network, cyber bullismo, adescamento, sicurezza e violazione della privacy online.

L’iniziativa è presente anche sui social network ai seguenti link: www.facebook.com/unavitadasocial e twitter@unavitadasocial, all’interno dei quali si potranno trovare le attività, i consigli per l’uso e i contributi di testimonial, una sorta di diario di bordo con le impressioni degli internauti che hanno visitato il truck.

Nella stessa piazza alle 17,00 al Teatro Garibaldi verrà conferita la cittadinanza onoraria a due siciliani illustri: il Prefetto Santi Giuffré a capo della Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, che per 14 anni ha prestato servizio alla Questura di Enna come capo della Squadra Mobile e lo scrittore Andrea Camilleri, penna del Commissario Montalbano, che ha vissuto ad Enna per tre anni dal 1946 al 1948. La cerimonia sarà preceduta alle 10,30 da una conferenza sul tema “Legalità tra finzione e realtà”.

Il sindaco di Enna Paolo Garofalo ritiene che per il Prefetto Santi Giuffrè questo sia “il giusto coronamento per quello che ha saputo rappresentare e per l’esempio di leale rapporto con la comunità ennese”. Il Questore Ferdinando Guarino aggiunge che il conferimento della cittadinanza rappresenta anche “un gesto di affetto ed un riconoscimento a tutti i poliziotti che svolgono la loro attività in questo territorio, al fianco e al servizio dei cittadini, con dedizione, serietà e passione”.

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Fonte: Polizia di Stato
Foto: ph. Monica Palermo


Mostravano la refurtiva su facebook: arrestati!

Novara, 28 gennaio 2014 – Dopo un’intensa attività investigativa della Squadra Mobile di Novara, 5 cittadini rumeni, domiciliati nell’hinterland torinese, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Novara, coadiuvata dalla Squadra Mobile di Torino. Sono stati accusati di associazione a delinquere.

Certi di non essere individuati, i giovani rumeni mostravano sul social network il denaro proveniente dalle loro scorribande. Le vittime erano tutte donne, alcune anziane, verso le quali gli autori si rivolgevano con comportamenti anche esageratamente violenti.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati diversi telefoni cellulari sottratti alle vittime durante le rapine e alcuni capi d’abbigliamento che gli arrestati indossavano durante gli episodi criminosi.

Fonte: Polizia di Stato


Una vita da social, la nuova campagna della Polizia di Stato a protezione dei giovani

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Roma, 22 gennaio 2014 – Cyber bullismo, adescamento, sicurezza e violazione della privacy online sono gli argomenti della nuova campagna educativa itinerante Una vita da social, realizzata dalla Polizia di Stato sui temi del social network. Stamane presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione sulla campagna, presenziata dal Capo della Polizia Alessandro Pansa, dal Prefetto Santi Giuffré, direttore centrale delle Specialità della Polizia e dal Dr. Roberto Sgalla direttore della Scuola superiore di Polizia.

Da sinistra:  il Prefetto Santi Giuffré, il Capo della Polizia Alessandro Pansa e il Dr. Roberto Sgalla

Da sinistra: il Prefetto Santi Giuffré, il Capo della Polizia Alessandro Pansa e il Dr. Roberto Sgalla

L’iniziativa, afferma il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Alessandro Pansa, vuole fare in modo che Internet possa essere vissuto da tutti, a partire dai banchi di scuola, come un’opportunità e non come un pericolo. Prevenzione e formazione –  continua il Capo della Polizia – sono gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.

Durante la presentazione sono intervenuti artisti del mondo dello spettacolo e testimonial del progetto: il presentatore Amadeus che ha illustrato, ai giovani presenti, l’importanza delle cautele da usare nella rete. Sul truck, in linea diretta dall’esterno, il comico Maurizio Battista mostrava ai ragazzi l’interno facendo loro domande su come utilizavano la rete. Presente in sala anche il conduttore/giornalista Massimo Giletti. Sono stati  inoltre proiettati i trailer del film Disconnect e un video-contributo di Fiorello.

Una vita da social è un progetto dinamico, innovativo e decisamente al passo con i tempi, che si avvicina alle nuove generazioni attraverso i social network, evidenziando sia le opportunità del web, sia i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio “manuale d’uso”. Ovviamente non poteva mancare la pagina Facebook della campagna.

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Un truck multimediale, allestito dal consorzio Gruppo Eventi come un’aula didattica, andrà in giro per l’Italia, isole comprese, dove gli operatori della Polizia di Stato del territorio e delle aziende partner, incontreranno in oltre 30 città italiane, studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito, adatto a tutte le fasce di età.

Per la prima volta in assoluto Aziende come Facebook, Fastweb, Google, 3, Libero, Microsoft, Poste italiane, Telecom Italia, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Virgilio, Wind e Youtube insieme alla Polizia di Stato per un solo grande obiettivo: rendere la rete sempre più  sicura dopo i gravissimi recenti episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti, ed arginare il dilagante fenomeno del cyber bullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione  connesse ad un uso distorto delle tecnologie.

Da uno studio svolto da skuola.net, su un campione di 2000 ragazzi, si evince che 1 ragazzo su 3 è sempre connesso ai social network, il 27% degli intervistati ha incontrato una persona conosciuta sul web e il 23% di quest’ultimi li ha incontrati da soli senza informare nessuno, mentre il 35% degli intervistati ha informato genitori o amici. 1 ragazzo su 4 si presta occasionalmente a comportamenti da cyber bullo, mentre il 6% dei ragazzi lo fa in via sistematica. Il 13% dei ragazzi confessa di aver inviato foto e video di se stesso in atteggiamenti provocatori, mentre il 17% ha rivelato di averlo fatto in cambio di regali, denaro o ricariche telefoniche.

Con questo progetto la Polizia di Stato si conferma sempre più insieme ai giovani, sempre più trasparente, sempre proiettata al futuro.

di Monica Palermo

 

 


Monica Palermo

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