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Conferenza a Varsavia dei capi di SMD NATO, il generale Graziano “necessaria Cooperazione Nato – Unione Europea per garantire sicurezza e stabilità”

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Varsavia, 29 settembre 2018 – Svolta oggi la conferenza dei capi di Stato Maggiore della Difesa della NATO. Ultima riunione per il generale Claudio Graziano in qualità di capo di SMD, che ha salutato i colleghi dell’Alleanza atlantica sottolineando di aver “molto apprezzato i risultati raggiunti dal comitato militare della Nato in un contesto, come quello attuale, così fluido e imprevedibile per la sicurezza internazionale in generale e per la regione euro Atlantica ed euro mediterranea in particolare”. 

“In questi anni – ha continuato il generale – ho riconosciuto il profondo valore del nostro approccio olistico, con una prospettiva a 360 gradi, che ha tenuto conto delle minacce provenienti da tutte le direzioni strategiche.”

Il capo di SMD ha poi evidenziato che il comitato militare ha sempre assicurato un approccio bilanciato in grado di soddisfare tutti i compiti della NATO contribuendo simultaneamente a rafforzare l’unità e la coesione dell’Alleanza.

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“Nel mio futuro ruolo di presidente del comitato militare dell’Unione Europea – ha aggiunto – lavorerò per rinforzare e migliorare la sinergia e la cooperazione tra le due organizzazioni internazionali per garantire la sicurezza ai nostri cittadini e promuovere la stabilità“.

Concludendo il suo intervento il generale Graziano ha rivolto un affettuoso pensiero ai militari italiani di cui per molti anni è stato comandante. “Voglio ringraziare – ha detto – le donne e gli uomini delle Forze Armate italiane che con il loro operato quotidiano contribuiscono ad accrescere il prestigio della Nazione. Il loro straordinario impegno è molto apprezzato e il loro valore è unanimemente riconosciuto a livello internazionale”.

La conferenza del comitato militare della NATO consente ai capi della Difesa di incontrarsi e discutere questioni importanti  per l’Alleanza.

Tra gli argomenti trattati oggi a Varsavia, le operazioni internazionali in atto, l’importanza di poter disporre di truppe ad alta prontezza, la modernizzazione delle strutture dell’Alleanza e la necessità di una sempre più stretta cooperazione con le altre organizzazioni internazionali, in particolare con l’Unione europea. 

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Il comitato militare si riunisce due volte l’anno per discutere operazioni e missioni della NATO e fornire consigli militari su come l’Alleanza può meglio rispondere alle sfide della sicurezza globale.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercitazione “Global Capacity” alla presenza del capo di SMD e del presidente del comitato dei capi di Stato Maggiore pakistano

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Roma, 22 maggio 2018 – L’alto ufficiale ha assistito, con il sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, gen. s.a. Roberto Nordio, all’esercitazione delle specifiche capacità delle forze speciali e per le operazioni speciali 

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha ricevuto ieri a Roma presso Palazzo Esercito il presidente del comitato dei capi di Stato Maggiore (CJCSC), generale Zubair Mahmood Hayat.

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Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, presso il cortile di Palazzo Esercito, la visita è proseguita con l’approfondimento dei temi della cooperazione militare e condividendo alcune riflessioni sulla situazione internazionale, con specifico riferimento alla minaccia terroristica. 

La visita è proseguita presso l’ippodromo militare di Tor di Quinto dove il generale Hayat ha assistito allo storico carosello del gruppo squadroni a cavallo dei Lancieri di Montebello e alla rievocazione della carica.

Oggi il presidente del CJCSC e la delegazione pakistana, accompagnati dal generale s.a. Roberto Nordio, sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, si è recato presso la Base Addestrativa Incursori (BAI) di Marina di Pisa per assistere all’esercitazione “Global Capacity” 2018. L’esercitazione delle Forze Speciali e delle Forze per Operazioni Speciali ha visto impegnati diversi reparti delle Forze speciali e per le operazioni speciali dell’Esercito sotto la guida del Comparto Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE).

In particolare, ad addestrarsi nella base toscana sono stati il 9° reggimento d’assalto paracadutista “Col Moschin” e il 185° reggimento paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi (RAO) entrambi con sede a Livorno, il 4° reggimento alpini paracadutisti “Rangers” (Verona), il 28° reggimento “Pavia” (Pesaro) e il 3° reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) “Aldebaran” (Viterbo).

L’esercitazione si è articolata in una successione di atti tattici, svolti congiuntamente da tutte le unità coinvolte e appartenenti a tutti i domini, terrestre, marittimo e aereo. Un team di operatori delle Forze Speciali ha, infatti, raggiunto la terra ferma dopo essere stato aviolanciato da un elicottero CH47 insieme ai battelli commando (Rigid Hull Inflatable Boat – RHIB).

Tra le varie attività addestrative, è stato possibile osservare anche come gli operatori delle Forze Speciali siano in grado di portare in salvo, attraverso la condotta di una cosiddetta “operazione di evacuazione di non combattenti”, quei connazionali che dovessero trovarsi in situazioni di rischio all’estero.

L’assalto ad un edificio in cui erano detenuti cittadini italiani, con il supporto dell’assetto cinofilo e le tecniche di arresto di un veicolo sospetto , hanno infine concretizzato la capacità del Comparto Forze Speciali dell’Esercito di operare efficacemente anche in un contesto di lotta al terrorismo tipico dello scenario di sicurezza internazionale che attualmente siamo chiamati ad affrontare.

“Le Forze Speciali – ha dichiarato il Generale Nordio – sono un assetto strategico per la tipologia degli obiettivi che riescono a conseguire e assumono una connotazione intrinsecamente inter-forze quale massima espressione dell’interoperabilità e dell’integrazione.  Le competenze e le tecniche delle Forze Speciali sono state messe a disposizione anche della collettività come dimostrato dagli interventi avvenuti in occasione delle zone terremotate in cui è stato possibile per esempio raggiungere popolazioni isolate. La capacità “dual use” delle forze speciali è un’ulteriore motivazione per investire in questo settore”.

Il comando delle forze speciali dell’Esercito è un comando a livello di brigata dell’Esercito Italiano che si occupa di gestire tutte le unità di forze speciali, forze per operazioni speciali e di supporto operativo per le operazioni speciali della forza armata. Operativo dal 19 settembre 2014.

Il COMFOSE non ha la responsabilità dell’impiego operativo dei propri reparti, ruolo che resta di competenza del comando interforze per le operazioni delle Forze Speciali (COFS) alle dirette dipendenze del capo di Stato Maggiore della Difesa e la cui attuale articolazione rispecchia appieno l’esigenza sancita dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” di rafforzare e di rendere le capacità esprimibili da parte di forze speciali e di forze per operazioni speciali più integrate e idonee a operare in sinergia con le forze convenzionali, potenziando i sistemi di supporto alle stesse in termini di efficienza, efficacia e numero, anche attraverso l’acquisizione di specifici sistemi tecnologici d’avanguardia, specie nel campo della mobilità.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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OSCE: l’Italia presenta due nuovi sistemi d’arma, l’elicottero HH101A e il caccia F35A

(di Monica Palermo) – Istrana (TV), 18 aprile 2018 – L’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), quest’anno a presidenza italiana, ha presentato due nuovi sistemi d’arma  per l’Aeronautica Militare: l’elicottero HH101A e il caccia F-35A “Joint Strike Fighter”. L’Italia è stato il primo paese a mostrare il velivolo di 5^ generazione.

La presentazione è avvenuta in un clima di trasparenza e cooperazione, durante la terza giornata della manifestazione “Triveneto 2018” sotto l’egida dell’OSCE, dove sono intervenute, oltre alle rappresentanze dell’OSCE e della NATO, delegazioni militari di: Austria, Belgio, Canada, Cipro, Croazia, Egitto, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Kazakhstan, Lituania, Montenegro, Marocco, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Tajikistan, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria. 

Durante la manifestazione, ubicata da Treviso a Udine, le delegazioni hanno visitato il reggimento Genova Cavalleria di Palmanova e il 51° stormo di Istrana.

L’evento, che si è svolto dal 16 aprile e che terminerà il 20,  è stato organizzato dall’ufficio Controllo e Verifica Armamenti e Controproliferazione dello Stato Maggiore della Difesa.

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L’HH-101A, indicato con la denominazione “Caesar” nella versione dell’Aeronautica Militare, è un elicottero di ultimissima generazione che espleta più ruoli tra i quali quello di supporto aereo alle operazioni speciali, quello di Slow Mover Interceptor (intercettazione di aeromobili lenti) nonché di Personnel Recovery, ossia del recupero di persone, civili e militari, in situazione di difficoltà in aree di crisi.

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​Il caccia Joint Strike Fighter è un sistema d’arma aeronautico di quinta generazione, dotato di uno spettro di capacità operative tale da consentire lo svolgimento contemporaneo ed autonomo di tutte le missioni della dottrina aerotattica. 

Le elevate capacità di scoperta, identificazione e precisione d’ingaggio, conferiscono al velivolo un potenziale di assoluto rilievo che, unito ad innovative capacità di comunicazione e condivisione real-time delle informazioni essenziali (capacità Net-Centric), fornisce al pilota una gestione del teatro d’operazione senza eguali, rendendo il JSF un assetto pregiato che s’inserisce perfettamente nel moderno contesto operativo.
Per queste sue peculiari caratteristiche, il velivolo JSF è stato scelto come il sistema d’arma più idoneo per le prime linee operative di molte nazioni alleate.
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Immagini: Stato Maggiore Difesa
Fonte: riservata / Twitter di SMD
(le descrizioni dei velivoli prese dal sito dell'Aeronautica)
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Il generale Graziano riceve il ministro della Difesa afghano generale Bahramee

Il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, ha ricevuto il ministro della Difesa della Repubblica Islamica di Afghanistan, generale Tariq Shah Bahramee. Al centro dei colloqui sono stati evidenziati i progressi compiuti dalla forze di sicurezza afgane.

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Roma, 20 febbraio 2018 – Questa mattina, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha accolto il ministro della Difesa della repubblica islamica dell’Afghanistan, generale Tariq Shah Bahramee, in visita nel nostro Paese.

Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, presso il cortile di Palazzo Esercito, la visita è proseguita con l’incontro tra le due autorità, successivamente allargato anche alle rispettive delegazioni.

Il generale Graziano ha voluto rimarcare che “l’impegno delle Forze Armate italiane in Afghanistan è stato e resta rilevante, anche in considerazione del fatto che siamo i secondi contributori di truppe dopo gli Stati Uniti. In Afghanistan – ha proseguito il capo di Stato Maggiore della Difesa – si è scritta una pagina importante della nostra storia militare e ancora oggi i nostri militari sono lì per sostenere, con l’addestramento e con l’assistenza, le forze di sicurezza afgane affinché siano in grado di riprendere il pieno controllo del proprio territorio e possano garantire adeguatamente la sicurezza dei propri cittadini”. Il generale Graziano si è poi complimentato con il ministro Bahramee per i risultati conseguiti dalle forze di sicurezza afgane in termini di accrescimento della capacità operative oggi esprimibili e di professionalità.

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Il ministro Bahramee ha ringraziato la Difesa italiana per quanto finora fatto per il suo paese, riferendosi alle attività svolte e ai risultati ottenuti dai militari italiani nella provincia di Herat, come un modello da seguire e da applicare in tutto l’Afghanistan. Ha poi elogiato la capacità, tutta italiana, di dare complementarità e sinergia tra attività militari e quelle di cooperazione civile ed ha avuto parole di profondo apprezzamento per l’alta funzione formativa e addestrativa che i militari italiani svolgono, soprattutto a favore del 207° corpo d’armata dell’Esercito afghano. In particolare, ha lodato l’impegno nell’addestramento del personale femminile, tanto dell’Esercito quanto delle forze di polizia afgane, e nel contrasto degli ordigni esplosivi. Il ministro ha quindi concluso rammentando gli storici e solidi legami tra i due Paesi, definendo l’Italia un partner strategico per la crescita e lo sviluppo sociale dell’Afghanistan.

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Oggi, sono circa 900 militari italiani impiegati tra Herat e Kabul, nell’ambito della missione NATO “Resolute Support”, per sostenere l’Afghanistan e continuare a supportarlo in questo delicato momento di lotta al terrorismo.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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L’onorevole Manciulli incontra il generale Graziano

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Roma, 8 febbraio 2018 – L’onorevole Andrea Manciulli, fondatore dell’intergruppo parlamentare “Uniti contro il terrorismo” e presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’assemblea parlamentare della NATO, ha incontrato oggi il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

Con l’occasione, il capo di SMD ha tracciato il punto della situazione generale sulle Forze Armate, anche alla luce dei nuovi impegni operativi internazionali. Particolarmente, interessante, poi, il confronto sugli attuali temi del terrorismo internazionale e dell’impiego delle Forze Armate in compiti di sicurezza interna, in concorso alle Forze di Polizia per il presidio e controllo del territorio.

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Congratulazioni del generale Graziano per le nomine del capo di SME e del comandante generale dei Carabinieri

Roma, 22 dicembre 2017 – Il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa si è congratulato per le nomine del capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, e per il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri.

23471898_10212330604673441_5475175317232066074_nA nome mio e di tutto il personale, militare e civile, delle Forze Armate voglio esprimere le più vive congratulazioni per le nomine del Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina a Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri a Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri”. Con queste parole il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, ha voluto salutare la decisione assunta oggi dal Consiglio dei Ministri per la designazione dei nuovi vertici dell’Esercito e dei Carabinieri.

Queste nomine sono il giusto riconoscimento dell’eccezionale percorso professionale dei due alti Ufficiali. La loro esperienza e professionalità – ha continuato il Generale Graziano – li rende particolarmente idonei per proseguire nell’attività ormai indispensabile di riorganizzazione e ottimizzazione dello strumento militare italiano”.


Il capo di SMD conclude oggi il seminario del gruppo speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM)

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Roma, 24 novembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha concluso oggi il seminario del Gruppo Speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM), promosso dalla delegazione italiana dell’assemblea parlamentare della NATO e organizzato presso l’aula della Camera. 

Nel corso del suo intervento, il generale Graziano ha illustrato il contributo delle Forze Armate italiane nel contrasto a Daesh e, partendo da una sintetica analisi del quadro di sicurezza internazionale, ha affermato che “da una prospettiva Euro-centrica, siamo chiamati ad affrontare sfide provenienti da due archi di crisi e instabilità, uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nord-africana e la fascia sub-sahariana, ed uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero ed il Mediterraneo orientale”.

In particolare, focalizzando l’attenzione al fianco a sud, all’interno della regione Nord africana e Mediorientale “il contrasto a Daesh – ha aggiunto il capo di Stato Maggiore della Difesa – riveste una questione di prioritario interesse nazionale, perché riguarda sia la sicurezza interna contro eventuali attacchi terroristici perpetrati dai suoi affiliati, sia la stabilità internazionale in aree di interesse strategico dell’Italia, con connesse ripercussioni sociali, non ultime le migrazioni”. Analizzando lo scenario internazionale nella sua complessità il generale Graziano ha poi illustrato la sussistenza di una “relazione triangolare” tra l’instabilità di alcuni Paesi, il terrorismo internazionale e i traffici illeciti. “Questa tridimensionalità – ha affermato il capo di Stato Maggiore – implica che è necessario giungere rapidamente a una condizione di stabilità, poiché questa rappresenta un requisito essenziale per la prevenzione del terrorismo e del fenomeno dei traffici illegali, compreso quello più odioso di esseri umani”.

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Il contrasto agli attuali fenomeni di instabilità costituisce quindi una complessa questione di sicurezza sia internazionale che nazionale e riguarda tutti gli attori del Sistema Paese, imponendo approccio multi-disciplinare e la consapevolezza che lo strumento militare è solo uno dei mezzi a disposizione della comunità internazionale. Per poter cooperare ed essere credibili a livello internazionale è necessario essere competitivi e bisogna esserlo ad ogni livello: economico, militare e industriale”.

In questo contesto globale molto complesso, la minaccia di Daesh e la sua rapida espansione ha evidenziato la complessità dei meccanismi decisionali delle Organizzazioni Internazionali nell’articolare una risposta tempestiva in grado di fronteggiare nell’immediato nuovi focali di crisi, richiedendone una meno strutturata ma più efficace, quale quella garantita dalla Coalition of the Willings.L’Italia – ha affermato il capo di Stato Maggiore – rappresenta il secondo contributore in termini di forze terrestri impiegate. Svolgiamo attività di training, advising, and assistance a favore delle forze di sicurezza irachene e dei Peshmerga curdi, abbiamo la leadership della formazione delle forze di polizia destinate a controllare i territori liberati da Daesh con i nostri Carabinieri e svolgiamo attività con una componente di forze speciali a favore delle forze speciali curde e del governo federale di Baghdad. Nell’area di intervento abbiamo 1.500 militari coinvolti nei diversi contingenti ed abbiamo formato, tra forze di sicurezza e di difesa, ben 32.000 unità, che rappresenta oltre un quarto di quelle addestrate dall’intera coalizione.

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Sebbene l’eradicazione territoriale dell’organizzazione terroristica rappresenti un grande successo per la Comunità Internazionale, è forte la consapevolezza che tale fase non determinerà anche il suo smantellamento virtuale e l’annullamento della sua identità, resta fondamentale – ha concluso il generale Graziano – concentrare gli sforzi sul potenziamento del processo di stabilizzazione dell’area siro-irachena per non vanificare i risultati militari conseguiti e ciò potrà avvenire solo mantenendo la presenza nel teatro con interventi omnicomprensivi, che coinvolgano anche le Organizzazioni Internazionali, fino a quando non sarà consolidato il processo di ricostruzione e stabilizzazione del Paese”.

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