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Esiti dell’attività investigativa della polizia di stato contro il traffico di migranti

 

Catania, 19 dicembre 2014 – Si è tenuta oggi a Catania una conferenza stampa nell’aula delle adunanze del palazzo di giustizia, alla presenza del Procuratore della Repubblica preso il Tribunale di Catania, dott. Salvi, del direttore del servizio centrale operativo della Polizia di Stato, dott. Raffaele Grassi e i dirigenti delle squadre mobili di Catania, Siracusa e Ragusa, durante la quale sono stati comunicati i dati relativi all’attività investigativa di contrasto al fenomeno del traffico di migranti. Nel corso degli ultimi 18 mesi, (1.6.2013 ad oggi) la Polizia di Stato, avvalendosi anche di gruppi di lavoro interforze, ha sottoposto a provvedimento restrittivo 705 soggetti, di cui 593 considerati scafisti e 112 trafficanti.

Quattro sono le operazioni investigative che in collaborazione con la procura distrettuale di Catania hanno trovato la conclusione.

Operazione MARKEB EL KHEBIR

Il 12 settembre 2013, in provincia di Siracusa, investigatori delle squadre mobili di Siracusa e Catania e del Servizio Centrale Operativo, hanno eseguito 20 fermi di indiziati di delitto nei confronti di altrettanti cittadini egiziani ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tratta di esseri umani, aggravati dal carattere transnazionale. Nel corso dell’operazione, in acque internazionali, è stata sottoposta a sequestro una “nave madre; il 14.9.2013, in provincia di Siracusa, sono sati eseguiti 3 ulteriori decreti di fermo nei confronti di altrettanti referenti dell’organizzazione criminale egiziana, operanti a Siracusa.      

Nel medesimo contesto investigativo, il 10 novembre 2013, a Catania, investigatori di quella squadra mobile e del servizio centrale operativo hanno eseguito 16 fermi di indiziato di delitto, nei confronti di altrettanti cittadini egiziani, ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I predetti sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di una seconda nave madre, con a bordo 176 migranti.
Inoltre, il 31 gennaio 2014, gli investigatori della squadra mobile di Catania e del servizio centrale operativo hanno eseguito un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto, emesso dalla D.D.A. di Catania, nei confronti di 14 membri dell’equipaggio della nave madre sequestrata, il giorno precedente, a sud di Capo Passero, nel siracusano.      
Infine, nel corso dell’inchiesta, è stato identificato l’organizzatore di numerosissimi viaggi di clandestini attraverso il Mediterraneo, grazie anche a una proficua attività di cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria con l’Egitto, il cittadino egiziano HANAFY Farrag, destinatario di una misura restrittiva estesa in ambito internazionale e tuttora ricercato.

L’HANAFY, peraltro, è ritenuto dalle autorità egiziane uno dei più pericolosi criminali di quel Paese. ricercato dalla polizia egiziana in quanto trafficante internazionale di stupefacenti e di armi, oltre che favoreggiatore dell’immigrazione clandestina e vertice del sodalizio incriminato.

Il 18 marzo 2014, nell’ambito della medesima operazione, investigatori delle squadre mobili di Siracusa, Catania e del servizio centrale operativo hanno dato esecuzione a 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Operazione TESSA

Il 29 gennaio 2013, a Catania, Siracusa e Milano, sono state eseguite 11 misure cautelari, nei confronti di altrettanti cittadini eritrei, responsabili di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e alla permanenza illegale di clandestini nel territorio nazionale. La complessa indagine, in particolare, ha consentito di individuare, nelle province menzionate, una rete criminale di cittadini eritrei dediti, dietro compenso, a fornire assistenza logistica ai connazionali giunti, con imbarcazioni provenienti dalle coste del Nord Africa. I destinatari delle misure restrittive accoglievano i migranti irregolari – fuggiti da strutture di accoglienza o sottrattisi alla individuazione delle Forze dell’ordine al momento dello sbarco – presso abitazioni o strutture fatiscenti nella loro disponibilità, provvedendo, dopo aver ricevuto somme di denaro, al loro trasferimento verso le destinazioni finali, solitamente individuati in Paesi del Nord Europa.

Operazione TOKHLA

Il 25 novembre 2014, nelle province di Catania, Milano, Roma e Trapani, investigatori della Polizia di Stato hanno eseguito 9 fermi di indiziati di delitto, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini, hanno consentito di ricostruire, anche attraverso l’esperimento di mirate attività tecniche, la struttura organizzativa e le dinamiche criminali di un pericoloso network malavitoso transnazionale, composto da soggetti eritrei, che ha favorito, traendone ingenti profitti economici, l’immigrazione illegale di alcune migliaia di connazionali.

In particolare, le investigazioni, hanno evidenziato che alcuni dei trasferimenti via mare si sono conclusi con numerosi naufragi in cui hanno perso la vita centinaia di persone. Sono stati ricondotti al sodalizio menzionato 2 naufragi avvenuti, al largo delle coste libiche, il 13 maggio e il 28 giugno scorsi, a seguito dei quali sarebbero morti oltre 300 migranti.

Tra i soggetti appartenenti al sodalizio malavitoso in argomento figurano ulteriori 3 persone, sempre di origine eritrea, che operano stabilmente in Libia, nei confronti dei quali è tuttora in corso l’attività tesa alla compiuta identificazione.         
Durante l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, peraltro, all’interno della base logistica catanese del sodalizio criminale, è stato rinvenuto il “libro mastro”, dell’associazione, e sono stati liberati 9 cittadini somali, di cui 8 minorenni, reclusi all’interno di una mansarda. Per tale motivo, si è provveduto all’arresto di un ulteriore complice, incriminato anche per sequestro di persona.
Infine, il 2 dicembre 2014, a Muncheberg, investigatori della “Bundespolizei”, del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Catania e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia è stato eseguito un mandato di arresto europeo nei confronti del cittadino eritreo TESFAMARIAM Measho, oggetto di due articoli sull’ESPRESSO, coinvolto in un naufragio in cui hanno perso la vita oltre 200 persone, e ritenuto uno degli elementi verticistici dell’associazione criminale in argomento.

Naufragio del 9 settembre 2014

A seguito del naufragio del 9.9.2014, quando è affondato un barcone partito da Damietta, in Egitto, con a bordo centinaia di clandestini, prevalentemente palestinesi,  sono state avviate indagini dal servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dalla squadra mobile di Ragusa, coordinati dalla Procura Distrettuale di Catania, finalizzate all’individuazione dei responsabili dell’organizzazione criminale che ha organizzato il viaggio clandestino e i responsabili dell’affondamento del citato barcone.

In particolare, l’inchiesta presenta evidenti profili transnazionali, per cui tramite una proficua attività di cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria, con la Palestina e con l’Egitto, si è pervenuti all’identificazione di due trafficanti, organizzatori del viaggio conclusosi tragicamente e operanti in Egitto, nei confronti dei quali è stato emesso un provvedimento restrittivo dalla competente autorità giudiziaria, esteso in ambito internazionale. Sono tuttora in corso indagini, finalizzate all’individuazione di ulteriori complici e in ordine alle responsabilità per l’affondamento del barcone in argomento.

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Fonte: Polizia di Stato
(Questura di Catania)

 

 

 

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Fiumicino: Domenico Loiaconi, latitante dal 1992, è ora scortato dall’Interpol italiana e dominicana.

Fiumicino, 23 luglio 2014 – Ore 18,00, è appena giunto presso l’aeroporto di Fiumicino, scortato da personale dell’Interpol italiana e dominicana, il latitante Domenico Loiaconi, che sarà preso in consegna dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Palmi (RC) e del Servizio Centrale Operativo (S.C.O.), e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria italiana.

Loiaconi, irreperibile dal novembre 1992 è stato rintracciato e catturato nel pomeriggio di domenica 20 luglio 2014, presso l’Aeroporto di Santo Domingo – Santo Domingo Las Americas airport. Dapprima ricercato sul territorio nazionale e poi  anche all’estero, è stato individuato dall’INTERPOL di Washington (USA) mentre si imbarcava sul volo Fort Launderdale (USA) / Santo Domingo (Repubblica Dominicana), lo scorso 15 luglio. Aveva prenotato, a suo nome, il volo di ritorno verso gli Stati Uniti d’America proprio per il 20 luglio 2014.

Nello stato caraibico, la localizzazione del ricercato è stata possibile solo grazie a prolungati servizi di osservazione e pedinamento svolti da apposito team investigativo allestito dal collaterale organo di Polizia del luogo, sotto il coordinamento dell’INTERPOL, specializzato nella ricerca di latitanti, sulla base delle risultanze dell’attività investigativa, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, dalla Squadra MobileSez. Catturandi di  Reggio Calabria e dal Commissariato di Palmi.

L’uomo, che secondo quanto emerso avrebbe trascorso la sua latitanza negli Stati Uniti d’America, in Florida, deve scontare una pena di 9 anni e 7 mesi di reclusione, rideterminata a seguito di condono, in 6 anni e 7 mesi di reclusione, 41.000 euro di multa con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per traffico illecito di sostanze stupefacenti, per fatti risalenti al 1992.

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Fonte: Polizia di Stato


Operazione Apache: Polizia smantella sistema di consegna droga e cellulari all’interno del carcere. Coinvolti anche agenti della penitenziaria

polizia

Padova, 8 luglio 2014 – La Polizia di Stato di Padova con la collaborazione della Polizia Penitenziaria, sta eseguendo 15 arresti e 22 perquisizioni per spaccio di sostanze stupefacenti e corruzione di pubblici ufficiali.

Le indagini degli uomini della squadra mobile, coordinati dal Servizio Centrale Operativo e dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, con l’ausilio delle Squadre Mobili di Belluno, Lecce, Matera, Napoli, Rovigo, Salerno, Torino, Trieste,Venezia, Varese, Verona, Vicenza e del Commissariato di Porto Tolle (RO), hanno permesso di smantellare un sistema di consegne di droga, cellulari ed altre utilità all’interno del carcere.

Tra gli arrestati anche 6 agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso la locale Casa di Reclusione, che, in concorso con familiari ed ex detenuti, introducevano  in carcere droga (eroina, cocaina, hashish, metadone) e materiale tecnologico (telefonini, schede sim, chiavette usb) ai detenuti.

Oltre 100 gli uomini della polizia di stato impegnati nell’operazione.

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Fonte: Polizia di Stato (Squadra mobile di Padova)


Traffico di migranti (video): indagati dalla DDA di Palermo cittadini africani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

 

Palermo, 1 luglio 2014 – La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito, nelle province di Agrigento, Catania, Milano, Roma e Torino, 9 decreti di fermo e notificato 5 informazioni di garanzia, in stato di libertà, emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 14 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, nonché di favoreggiamento dell’immigrazione e della permanenza clandestina, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio malavitoso.

Le indagini, condotte dalle Squadre Mobili di Palermo ed Agrigento coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, furono avviate dopo il tragico naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013, nei pressi di Lampedusa e nel quale persero la vita almeno 366 migranti, hanno consentito di ricostruire, anche attraverso mirate attività tecniche, la struttura organizzativa e le dinamiche criminali di un pericoloso sodalizio malavitoso transnazionale, composto da soggetti eritrei, etiopi e sudanesi, che ha favorito, traendone ingenti profitti economici, l’immigrazione illegale di diverse centinaia di connazionali.


(nel video il testo delle intercettazioni telefoniche)

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano un cittadino etiope e uno cittadino sudanese, ritenuti, da tempo, tra i più pericolosi e importanti trafficanti di migranti. In particolare, è emerso che quest’ultimo aveva il ruolo di raccogliere a Khartoum (Sudan), una consistente parte di migranti che venivano trasferiti, spesso con modalità vessatorie, a Tripoli (Libia), dove l’altro, dopo averli tenuti “segregati” in diverse abitazioni, di cui ha la disponibilità, li faceva imbarcare su natanti fatiscenti diretti verso le coste siciliane.

Le investigazioni hanno consentito, altresì, di individuare una cellula della medesima associazione criminale, composta da cittadini eritrei operanti in Italia, in particolare nelle province di Agrigento e Roma, che favoriva la permanenza illegale di migranti clandestini sul territorio nazionale e ne agevolava il successivo espatrio, sempre illegalmente, verso altri Paesi dell’Unione Europea, in particolare Norvegia e Germania, o del continente americano, tra tutti il Canada.

Nel corso delle indagini sono emersi, inoltre, precisi riferimenti alle continue violenze fisiche e alle reiterate torture che hanno subito numerosi migranti, nonché ai ripetuti stupri, anche di gruppo, cui sono state sottoposte diverse donne.

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Fonte: Polizia di Stato

 


Traffico di esseri umani: la Polizia esegue dieci arresti in Nord Italia

Trieste, 12 maggio 2014 – La Polizia di Stato di Trieste ha sgominato un’organizzazione criminale di afghani/pakistani dedita alla tratta di esseri umani che aveva come base l’Italia ed in particolare le province di Trieste, Brescia e Bergamo.

Le indagini, durate un anno e mezzo, sono state condotte dagli uomini della squadra mobile e della Polizia di Frontiera, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, e delegate dal pubblico ministero Montrone della D.D.A. di Trieste. 10 gli arresti in flagranza sia in Italia che all’estero e 14 le perquisizioni, fra il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia e la Campania. Sono state interessate le città  di Trieste, Udine, Bergamo, Brescia e Napoli ed è stata sequestrata una notevole quantità di documentazione sull’attività illecita. Il sodalizio criminale organizzava il traffico di esseri umani, per lo più afghani e pakistani, che aveva come punto di raccolta e di partenza la Turchia, mentre la destinazione finale era la Germania ed altri Paesi del Nord Europa.

Circa un centinaio i clandestini entrati illegalmente. Pagavano all’organizzazione tra i 5 e i 10 mila dollari ciascuno. Partivano dalla Grecia a bordo di navi o percorrevano la rotta balcanica, nascosti all’interno di furgoni, e arrivavano a Trieste, da qui l’organizzazione li dirottava verso l’Austria attraverso gli ex valichi confinari di Tarvisio (UD) e del Brennero (BZ) per raggiungere la meta finale della Germania. L’operazione si è avvalsa della preziosa collaborazione degli organismi di Polizia di Croazia, Slovenia, Austria e Germania.

Il blitz ha visto impegnati anche uomini della Squadra Mobile di Bergamo, Brescia, Udine e Napoli.

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Fonte: Polizia di Stato


Prosegue l’operazione New Bridge, sequestrati alla ‘ndrangheta beni per 2 milioni di euro (video)

Reggio Calabria, 6 maggio 2014 – La Polizia di Stato di Reggio Calabria e il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con la collaborazione delle Questure di Benevento e Catanzaro, hanno eseguito, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, un’ordinanza di sequestro di beni per un valore di 2 milioni di euro. I beni appartenevano a soggetti già colpiti da provvedimento di fermo eseguito nell’ambito della nota operazione di Polizia Giudiziaria denominata New Bridge, svolta nell’ambito del protocollo d’intesa fra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano ed il Federal Bureau of Investigation degli U.S.A. Questa operazione aveva consentito di individuare un’organizzazione transazionale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina tra la Calabria e l’America, che aveva come riferimento una nota famiglia di ‘ndrangheta di Gioiosa Jonica (RC) e una appartenente alla mafia siciliana di New York City, a sua volta collegata ad un altro gruppo mafioso armato insediatosi nel territorio della provincia di Benevento.

Le indagini di natura patrimoniale, partite dall’operazione dell’11 febbraio, hanno consentito di svelare un quadro abbastanza chiaro formato da redditi inadeguati rispetto alle primarie esigenze familiari ed agli investimenti effettuati, da ritenersi sproporzionati rispetto alle entrate dichiarate al Fisco, tanto da determinare il sequestro secondo quanto disposto dall’art. 12 sexies della Legge nr. 356 del 1992 di beni ed attività commerciali, tra cui un bar, un ristorante, un autosalone e vari terreni.

Nell’operazione New Bridge, svolta tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, l’FBI, su disposizione della Magistratura statunitense, aveva arrestato, in contemporanea con la Polizia italiana, altre 7 persone.

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Fonte: Polizia di Stato


Nel foggiano 5 arresti per associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

Foggia 28 marzo 2014 – La Polizia di Stato di Foggia, insieme a personale del Servizio Centrale Operativo (SCO), ha eseguito un controllo all’interno di un’area privata, sita tra i Comuni di Cerignola e di San Ferdinando di Puglia, al fine di accertare lo sfruttamento di lavoratori irregolari. L’attività è stata svolta anche con il concorso della Direzione Provinciale del Lavoro di Foggia e della A.S.L. competente. All’interno di un autoparco situato in c.da Valle di Riso, più precisamente in un capannone fatiscente, sono stati effettivamente trovati 54 cittadini comunitari di nazionalità Bulgara e Rumena intenti alla lavorazione di carciofi, destinati alla successiva trasformazione.

Alcuni di questi operai avevano tra le braccia dei bambini e le attività lavorative si svolgevano in un ambiente malsano e in condizioni igieniche pessime (in aperto contrasto con ogni regolamento igienico-sanitario). Nessuno dei lavoratori era in regola con le disposizioni in materia. Al termine degli accertamenti 5 elementi responsabili del lavoro sono stati tratti in arresto per associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Altri due soggetti, sono stati denunciati in stato di libertà per i medesimi delitti mentre un’altra persona è stata denunciata per favoreggiamento.

La ricostruzione dei fatti ha consentito di accertare che gli operai, che si recavano al lavoro in quel capannone da oltre cinque giorni, erano caricati a bordo di quattro veicoli (di cui un furgone) e trasportati sul luogo di lavoro ove prestavano attività lavorativa per oltre dodici ore al giorno, con un compenso giornaliero massimo di circa 15 Euro (pari a 1,5 centesimi per ogni carciofo defoliato). L’area e i veicoli sono stati sequestrati.

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Fonte: Polizia di Stato


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