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Bari: Carabinieri del NOE denunciano 13 persone per gestione illecita di rifiuti bituminosi

Cerignola (FG), 8 ottobre 2019 – Prosegue l’azione di monitoraggio del territorio da parte dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale. Con il prezioso ausilio dell’Arma territoriale, per contrastare il fenomeno degli accumuli di rifiuti di ogni tipologia (solidi urbani, speciali, pericolosi ecc.) che avvelenano le terre della capitanata come di altre aree della Puglia, i militari hanno sequestrato terreni e mezzi per 2,3 milioni di euro utilizzati per la gestione illecita di rifiuti bituminosi a Cerignola.

Nello specifico, nei giorni scorsi, erano stati notati accumuli di rifiuti bituminosi, in tre zone di Cerignola (FG). Pertanto, i Carabinieri del N.O.E. di Bari, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria di Foggia e coadiuvati da militari della Compagnia Carabinieri di Cerignola, hanno effettuato un blitz nei tre siti individuati, trovandosi innanzi a vere e proprie colline nere, alcune anche poste in prossimità di oliveti e vigneti, con ogni probabilità, scarto di attività di rifacimento del manto stradale, con tanto di autocarri ed escavatori all’opera.

L’intervento, sotto il coordinamento d’indagine della locale Procura della Repubblica, ha consentito di:

  • denunciare complessivamente 13 persone, tutte residenti nelle province di Foggia e BAT – di cui tre già censurati per le medesime condotte – per concorso nel reato di gestione illecita di rifiuti speciali, nonché per avere effettuato un deposito incontrollato degli stessi;
  • sequestrare terreni e mezzi per un valore stimato di 2,3 milioni di euro.

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Fonte e immagini
: Comando generale dell’Arma
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Controlli ambientali dei Carabinieri del NOE di Udine: denunciati due imprenditori, sequestri di aree ed impianti.

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Udine, 25 maggio 2019 – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Udine, disposti dal Comando Carabinieri Tutela Ambientale, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia, nell’ambito di una mirata serie di controlli di carattere ambientale e di ispezioni finalizzate al monitoraggio delle attività impegnate nel “ciclo del cemento” nell’ambito della provincia Isontina, hanno accertato nei giorni scorsi – unitamente al personale della sezione di P.G. della Procura di Gorizia – violazioni penali nei confronti di due società operanti nel settore dell’escavazione e del trattamento inerti.

Nello specifico, in un caso, i Carabinieri hanno riscontrato che all’interno di una società sita in Romans d’Isonzo (GO), erano stoccati 30.000 mc di rifiuti inerti in un’aerea di circa 20.000 mq, sottoposta a vincolo paesaggistico. L’area e quanto depositato, veniva quindi posta sotto sequestro probatorio come disposto dall’Autorità Giudiziaria procedente e deferito in stato di libertà il legale rappresentante della ditta per violazioni ai sensi del D.P.R. 380/2001 (assenza autorizzazione paesaggistica) e del D. L.vo 152/06 (gestione illecita di rifiuti).

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In un altro caso, invece, i militari davano esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Gorizia – Ufficio del GIP, presso una società di Fogliano Redipuglia (GO), operante nella produzione di micronizzati calcarei, sottoponendo a sequestro preventivo un impianto di macinazione calcarei ed un impianto di aspirazione polveri, risultati essere privi di autorizzazioni ambientali alle emissioni in atmosfera (valore degli impianti sottoposti a sequestro circa 400 mila euro). Nel contempo, veniva deferito in stato di libertà all’A.G. di Gorizia il legale rappresentante della società per il reato previsto dal D. L.vo 152/06 (mancanza atto autorizzativo emissioni in atmosfera).

I Carabinieri del NOE di Udine – competenti su tutta la Regione FVG – stanno proseguendo accertamenti e controlli su altre aziende operanti nel settore del “ciclo del cemento”.

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Fonte e immagini: Comando Generale Carabinieri
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Messina, operazione Beta: i carabinieri del R.O.S. sequestrano società e beni per otto milioni di euro

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Messina, 8 novembre 2017 – I carabinieri del R.O.S., con il supporto del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. di Messina su richiesta del procuratore aggiunto, dr. Sebastiano Ardita, e dei sostituti, dr.ssa Liliana Todaro, dr.ssa Maria Pellegrino e dr. Antonio Carchietti.

Il provvedimento – che s’inquadra nella complessiva strategia di contrasto della Procura di Messina, guidata dal dr. Maurizio De Lucia – colpisce assetti societari e beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa otto milioni di euro ed è stato notificato a Romeo Vincenzo, Romeo Pasquale e Grasso Biagio, tutti raggiunti nel luglio scorso dall’ordinanza di custodia cautelare cd. Beta, a carico di 30 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, turbata libertà degli incanti, esercizio abusivo dell’attività di giochi e scommesse, riciclaggio, reati in materia di armi ed altro.

Dalle attività svolte dai militari del R.O.S. era emerso un grave quadro indiziario relativo all’operatività (mai documentata in precedenza) nel capoluogo peloritano di una cellula di cosa nostra catanese, diretta emanazione della più nota famiglia mafiosa dei Santapaola e sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini. Al vertice del sodalizio, la figura di Romeo Vincenzo, che operava sotto la supervisione del padre, Francesco (cognato del noto Santapaola Benedetto, inteso Nitto), e con la collaborazione dei fratelli, Pasquale, Benedetto e Gianluca. L’attività investigativa aveva tracciato l’esistenza di un’entità criminale ancorata alle tradizioni mafiose ma, al tempo stesso, capace di relazionarsi proficuamente con professionisti locali ed esponenti della amministrazioni locali, proiettando i propri interessi in diversi settori dell’imprenditoria, che aveva pesantemente infiltrato e finanziato.

Il sequestro rappresenta il naturale sviluppo di quell’attività investigativa, di cui richiama nella sostanza il compendio indiziario, con particolare riferimento all’appartenenza degli indagati a cosa nostra ed a numerosi episodi di trasferimento fraudolento delle quote societarie per sottrarle ad eventuali misure di prevenzione patrimoniali.

Esso colpisce imprese attive nei settori di maggiore interesse del sodalizio criminale, controllate – totalmente o pro quota – dagli indagati, perlopiù attraverso compiacenti “prestanome”, ed in particolare:

  • 7 società del settore immobiliare e dei lavori edili in genere, alcune delle quali interessate a rilevanti interventi di edilizia abitativa, pubblica e privata, nel capoluogo (riqualificazione di Fondo Fucile e realizzazione di un complesso immobiliare in zona Torrente Trapani);
  • 2 società del settore degli apparecchi da intrattenimento, su cui si stanno concentrando gli interessi delle organizzazioni criminali a livello nazionale.

Sono state, infine, sequestrate, tre autovetture, tre immobili siti in Messina e 17 conti correnti.

Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa 8 milioni di euro.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Carabinieri, operazione Racoon II, sequestrate pellicce di orsetto lavatore importate illegalmente dalla Cina

Pellicce di orsetto lavatore importate illegalmente dalla Cina per il mercato italiano degli accessori di abbigliamento.  

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Sesto Fiorentino (FI), 13 ottobre 2017 – I Carabinieri Forestali Raggruppamento Servizio CITES (Convention on International Trade of endangered Species of Wild Fauna and Flora) hanno sequestrato a Sesto Fiorentino (FI) oltre 5.500 capi di abbigliamento, tra cappelli, sciarpe e guanti realizzati con pelliccia di procioni (orsetto lavatore o Procyon lotor) allevati e provenienti dalla Cina, in violazione della normativa comunitaria che regolamenta il commercio di pelli e pellicce (Regolamento (CEE) n. 3254/91, per la cui violazione è previsto in Italia l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 10 a 100mila euro). Il regolamento vieta l’introduzione e l’uso nella Unione Europea di pellicce e prodotti con queste ottenuti, di animali da pelliccia, come il procione, il coyote, la lince ed altri, che provengano da paesi che non assicurino che per la loro cattura, allevamento e abbattimento non siano usate tagliole o metodi cruenti che producano gravi sofferenze. E’ per questo che l’introduzione di pellicce di procione è illegale se non proviene da Paesi riconosciuti, a garanzia che gli animali non siano stati sottoposti ad uccisioni illegali, maltrattamento e sevizie. I capi in questione infatti erano stati importati illegalmente dalla Cina, paese in cui non esistono allevamenti autorizzati, e per questo i Carabinieri  CITES, specializzati in questo settore, hanno provveduto a deferire all’A.G. il proprietario di una ditta e hanno sequestrato la merce illegale.

Allertati da un caso di importazione di dubbia provenienza di un ingente quantitativo di caratteristici pon-pon, realizzati con pelli di procione (Procyon lotor), gli investigatori del raggruppamento Carabinieri CITES di Roma, coadiuvati dal Nucleo Carabinieri CITES Firenze, hanno provveduto ad eseguire un immediato controllo presso i magazzini e la sede della ditta importatrice sita nella zona industriale fiorentina. Tra le migliaia di prodotti in esposizione, costituiti da semilavorati, giubbotti, giacche, abiti, accessori di abbigliamento etc., i militari hanno individuato la merce illegalmente introdotta e pronta per essere alienata sul mercato italiano ai rivenditori al dettaglio.

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Non è la prima volta che il settore della moda viene sottoposto a controlli mirati da parte del Servizio CITES. Già nel 2010, con le operazioni “Racoon” e “Rascal”, furono circa mille i capi di abbigliamento griffati e Made in Italy sequestrati ad una nota catena di moda romana presso numerose boutique della capitale dagli agenti CITES e 600 i “colli” realizzati con procione provenienti da Pechino e sottoposti a sequestro.

Il fenomeno del traffico di esemplari animali, vivi, morti o parti derivate, anche appartenenti a specie protette, destinati all’industria della moda, ancora registra numeri elevati. La merce sequestrata dai Carabinieri Forestali, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato cifre sino  a 200.000 euro. I controlli si estenderanno ad altri centri di importazione e vendita di pelli e pellicce animali.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Trapani: polizia sequestra nave Juventa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

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Trapani, 2 agosto 2017 – Questa mattina, presso il porto di Lampedusa (AG), investigatori del servizio centrale operativo della Polizia di Stato, della squadra mobile di Trapani e del nucleo speciale d’intervento – sezione operazioni della Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo della motonave “Iuventa”, battente bandiera olandese ed operante per conto dell’organizzazione non governativa tedesca “Jugend Rettet”, disposto dal GIP del tribunale di Trapani, dr. Emanuele Certosimo, su richiesta del dr. Andrea Tarondo, sostituto procuratore della Repubblica di Trapani.

Le indagini, avviate nell’ottobre del 2016 e condotte con l’utilizzo di sofisticate tecniche e tecnologie investigative, hanno consentito di raccogliere elementi indiziari in ordine all’utilizzo della motonave “Iuventa” per condotte di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La predetta motonave è stabilmente dedita al soccorso di migranti in prossimità delle coste libiche ed al loro trasbordo su altre navi sempre in acque internazionali, permanendo abitualmente nel Mar Libico, in prossimità delle acque territoriali del Paese africano.

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Fonte e immagine: Polizia di Stato
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Napoli e Caserta: controllo dei NAS nel settore agroalimentare, sequestrate numerose aziende. MNFI

Napoli, 12 marzo 2016 – Nei mesi di febbraio e marzo 2016, i Carabinieri del NAS di Napoli e Caserta, collaborati da personale medico delle rispettive Aziende Sanitarie Provinciali, nell’ambito delle attività di controllo predisposte dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute volte al contrasto degli illeciti nel settore agroalimentare e a garantire la salubrità degli alimenti, nell’area geografica compresa tra i comuni dell’area nord di Napoli e del casertano, hanno svolto una serie di verifiche presso aziende dello specifico settore, elencate qui sotto.

Frattaminore (NA): è stata individuata e posto sotto sequestro un’industria di lavorazioni carni avicole che operava senza le previste autorizzazioni ambientali (scarichi delle acque reflue di lavorazione ed emissioni in atmosfera). Nel corso della verifica, estesa al processo industriale di lavorazione e trasformazione delle carni, i militari del N.A.S. hanno inoltre sequestrato circa una tonnellata di carni avicole prive di qualsivoglia indicazioni utili a garantirne la tracciabilità e, quindi, la provenienza. Il giorno successivo i medesimi militari, nel verificare ulteriori attività, sono dovuti intervenire nuovamente presso la citata industria che, nonostante il sequestro, violando i sigilli apposti alla linea produttiva ed agli scarichi, continuava la propria illecita attività. In tale circostanza veniva operato nuovamente il sequestro dell’intera struttura nonché di 400 Kg di carni avicole rinvenute in fase avanzata di lavorazione;

Cancello ed Arnone (CE): presso un allevamento, si è proceduto al sequestro sanitario di 61 capi bufalini sprovvisti di marche auricolari con il contestuale divieto di conferimento del latte prodotto in ragione delle gravi carenze igienico sanitarie rilevate nella sala mungitura;

Baia e Latina (CE): presso un allevamento bufalino, è stato accertato lo smaltimento dei liquami in maniera incontrollata e direttamente sui terreni circostanti con potenziale pericolo di contaminazione delle falde acquifere. E’ stata sottoposta a sequestro l’azienda e 318 capi bufalini con il contestuale divieto di conferimento del latte prodotto;

Alife (CE): presso un allevamento bovino, è stato accertato:

  • lo smaltimento dei liquami in maniera incontrollata e direttamente sui terreni circostanti con potenziale pericolo di contaminazione delle falde acquifere;
  • la numerosa presenza di materiali ferrosi e plastici abbandonati (carcasse di auto, mezzi agricoli, pneumatici) e carcasse di animali;
  • il maltrattamento degli animali, per l’evidente stato di malnutrizione in cui gli stessi versavano, per cui si è proceduto al sequestro sanitario dell’intera struttura e di 25 capi bovini privi peraltro di marche auricolari.

Il valore immobiliare delle strutture e delle carni avicole sottoposte a sequestro ammonta ad oltre 7.000.000,00 di euro. Deferiti alle autorità giudiziarie ed amministrative i rispettivi titolari.    

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Fonte e immagine: Arma dei Carabinieri 
(Gruppo CC per la tutela della salute di Napoli)
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Latina: carabinieri sequestrano 5 quintali di materiale pirotecnico artigianale altamente esplosivo (video)

Latina, 30 dicembre 2014 – Ieri sera i Carabinieri del NORM (Nucleo Operativo Radio Mobile) del locale comando compagnia, a seguito di specifica attività investigativa finalizzata alla prevenzione e repressione della produzione e vendita di materiale pirotecnico e materiale esplodente, hanno arrestato un 27enne del luogo per detenzione illegale di manufatti pirotecnici e materiale esplodente di genere vietato.

L’uomo, già conosciuto dai Carabinieri per la sua passione per i fuochi d’artificio, nel corso di un controllo effettuato all’interno del suo box auto, ubicato in una palazzina residenziale del centro, e abitato da una ventina di famiglie, è stato trovato in possesso di manufatti pirotecnici artigianali illegali unitamente ad altri di IV e V categoria illegalmente detenuti, per un quantitativo di circa 5 quintali. Tra questi pericolosissimi botti ad alto potere di deflagrazione e vere e proprie “bombe” per la cui esplosione occorre un mortaio. Tutto il materiale con l’ausilio del personale specializzato degli artificieri dell’Arma e stato portato in località sicura in attesa della distruzione. L’arrestato è stato associato presso il carcere di Latina.

L’intervento dei Carabinieri del comando provinciale di Latina coordinati dal comandante colonnello Giovanni De Chiara, ha scongiurato possibili pericoli per la palazzina dove erano sistemati i botti che, qualora esplosi avrebbero potuto causare seri danni sia alle persone che alle infrastrutture. Inoltre, qualora immessi sul mercato, sarebbero risultati altamente pericolosi.




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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Latina)

 


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