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UE: a Vienna la riunione informale dei ministri della Difesa

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Vienna 30 agosto 2018 – Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha preso parte ieri e oggi alla riunione informale dei ministri della Difesa dell’Unione Europea, svolta a Vienna in occasione del semestre di presidenza austriaca dell’UE. missione EUNAVFORMED Sophia, Mediterraneo, Libia. Questi i temi principali che il Ministro Elisabetta Trenta ha portato all’attenzione della riunione informale dei ministri della Difesa dell’Unione Europea.

Il meeting – svolto a Vienna – è stato infatti l’occasione per proporre una modifica nell’ambito della missione europea Eunavformed Sophia: introdurre una rotazione dei porti di sbarco.

Cardine principale della proposta del Ministro Trenta è che per i salvataggi delle navi militari dei Paesi Ue in EUNAVFORMED il porto di sbarco non debba essere più quello italiano. A tal proposito, la titolare del Dicastero ha chiesto di introdurre il principio di rotazione dei porti, principio connesso ovviamente alla successiva ripartizione dei migranti tra i Paesi membri.

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Un meccanismo da attuare per ogni evento Search and Rescue (SAR), a prescindere dalla zona geografica in cui avviene il soccorso.

La proposta di modifica della missione Sophia prevede inoltre l’istituzione di una Unità di coordinamento, composta da un rappresentante di ciascun Stato membro partecipante al meccanismo, gestita da Frontex. Tra le ipotesi portate dal ministro Elisabetta Trenta, quella che tale unità sia localizzata direttamente a Catania, dove c’è già una sede Frontex.

“Per certi versi Sophia dimostra che l’Europa sa essere un security provider, ma penso che su Sophia si giochi l’immagine dell’Europa” ha detto il Ministro Trenta nel suo discorso alla riunione di Vienna in cui ha chiesto condivisione degli oneri ed ha illustrato la proposta italiana per le modifiche delle regole della missione.

“Siamo aperti a tutti i suggerimenti, che riflettano il concetto secondo cui l’Europa è pronta a rispondere alle sfide che la riguardano. La nostra proposta mira ad introdurre una rotazione dei porti di sbarco e una unità di coordinamento che assegni il porto al Paese competente. L’auspicio è che oggi venga aperto un dibattito su questo fronte, noi siamo qui per questo”.

Nel suo intervento il ministro Trenta ha sottolineato la necessità di una condivisione degli oneri tra i paesi membri: “se tutti traggono beneficio dalla missione Eunavformed Sophia è naturale che anche gli oneri vengano condivisi equamente. Sin dall’avvio il nostro Paese ne sopporta invece gli oneri maggiori, ad iniziare da quello per cui tutte le persone salvate in mare vengono sbarcate in Italia e non vi è alcun meccanismo di redistribuzione degli stessi tra Stati Membri”.

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A margine della riunione – che nel semestre di presidenza austriaca, si è svolto a Vienna alla presenza dell’alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e Politica di Sicurezza e vice presidente della commissione europea, Federica Mogherini, e del ministro della Difesa della Repubblica di Austria, Mario Kunasek – il ministro Trenta ha avuto anche diversi colloqui bilaterali.

Ha incontrati i collegi di Francia, Florence Parly, Germania, Ursula von Der Leyen, Spagna, Margarita Robles Fernández, e Malta, Michael Farrugia.

Ha avuto inoltre un colloquio con il sottosegretario generale per le peace-keeping operations dell’Onu, Jean-Pierre Lacroix, al quale ha ribadito la volontà del Governo italiano di consolidare e sviluppare ulteriormente il già eccellente partenariato in atto tra l’Italia e le Nazioni Unite, facendo leva sull’importante contributo tradizionalmente apportato dal nostro Paese ai principali settori di attività dell’organizzazione.

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa
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Joint Stars 2018: delegazione delle forze armate tunisine e giordane osservano la pianificazione di alcune operazioni di recupero personale

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Poggio Renatico (FE), 22 giugno 2018 – La delegazione è in visita al comando europeo del recupero del personale di Poggio Renatico dove ha sede il comando operazioni aeree.

Martedì 19 e mercoledì 20 giugno la delegazione composta da ufficiali delle Forze Armate tunisine e giordane ha visitato l’European Personnel Recovery Centre (EPRC) che ha sede presso il Comando Operazioni Aeree (COA) dell’Aeronautica Militare a Poggio Renatico (FE) dove è in corso l’esercitazione interforze Joint Stars 2018.

Le delegazioni, in visita in Italia a seguito di accordi bilaterali tra le nazioni, hanno svolto un’attività focalizzata, in particolare, sullo sviluppo di eventi correlati alla pianificazione di operazioni di Joint Personnel Recovery (JPR), ossia di recupero di personale isolato, sia civile che militare, in territorio ostile.

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Gli ufficiali stranieri hanno avuto modo di visitare la sede dell’EPRC (European Personnel Recovery Centre), dove sono state accolti dal vice comandante, tenente colonnello dell’Aeronautica Militare Tedesca Uwe Schleimer e dal suo staff, che ha introdotto i principi di base del Personnel Recovery spiegando come questo concetto si sia evoluto a livello europeo fino a giungere, 3 anni fa, alla costituzione del comando EPRC; la nascita del comando europeo, avvenuta a seguito di un accordo tra 7 nazioni fondatrici (Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio e Gran Bretagna) ha visto la sua realizzazione proprio sul sedime di Poggio Renatico.

Dopo questo incontro le delegazioni hanno continuato la visita presso le strutture dove si sta svolgendo l’esercitazione Joint Stars 2018 e così hanno potuto assistere alla pianificazione e all’esecuzione, in maniera virtuale e simulata, di un’operazione di JPR all’interno di una campagna interforze complessa.

La visita è poi proseguita al 15° stormo Combat SAR (Search And Rescue) di Cervia dove, accolti dal capo ufficio operazioni, gli ospiti sono saliti a bordo degli elicotteri HH139 e HH101 in forza allo Stormo, aeromobili con i quali viene anche assicurata l’attività di Personnel Recovery.

Gli ufficiali tunisini e giordani hanno mostrato particolare interesse verso le capacità degli assetti dello Stormo ed al modo in cui gli equipaggi del reparto dell’Aeronautica Militare si addestrano quotidianamente nelle operazioni di ricerca e soccorso in scenari più o meno complessi, anche in situazioni di crisi.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Aeronautica Militare: un anno fa i soccorsi al traghetto Norman Atlantic

Roma, 28 dicembre 2015 – Era l’alba del 28 dicembre 2014 quando il traghetto italiano Norman Atlantic in navigazione nel Mar Adriatico, ha dichiarato emergenza a causa di un incendio divampato a bordo.

Era l’inizio di un dramma che avrebbe tenuto con il fiato sospeso l’intera nazione.  Uno dei soccorsi più lunghi e complessi che gli uomini dell’Aeronautica Militare, i primi ad intervenire sul posto, abbiano dovuto affrontare.

E’ passato un anno, ma negli occhi e nelle parole degli equipaggi di volo intervenuti, è ancora estremamente vivo il ricordo di quei momenti.

Allertati dal Comando Operazioni Aeree – Rescue Coordination Center di Poggio Renatico (Ferrara), due elicotteri del’84° Centro C/SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) di Gioia del Colle (Bari), sono immediatamente decollati per poi essere raggiunti da un terzo HH-139 dell’85° Centro C/SAR di Pratica di Mare.

Le condizioni meteo e le alte colonne di fumo hanno reso i soccorsi particolarmente difficili “Il vento a raffiche, le onde alte diversi metri che facevano rollare e beccheggiare la nave, le colonne di fumo che impedivano la vista dell’obiettivo per calare il verricello aumentavano le difficoltà in maniera quasi proibitiva per i soccorsi che invece sono stati effettuati senza tregua e ai limiti delle possibilità” racconta uno degli aero-soccorritori intervenuti.

Il personale azzurro ha lavorato giorno e notte senza soste. Grazie all’utilizzo dei visori notturni (NVG – Night Vision Goggles), di cui è dotata l’Aeronautica Militare, gli equipaggi di volo hanno potuto infatti continuare il recupero dei passeggeri anche durante la notte.

Il traghetto in fiamme con un elicottero che tenta un recupero

Il traghetto in fiamme con un elicottero che tenta un recupero

Gli elicotteri SAR dell’Aeronautica Militare oltre alle attività di soccorso hanno effettuato, a turno, anche da “On Site Commander”, per coordinare in volo tutte le attività di soccorso e gli assetti impiegati. La figura dell’On Site Commander dell’Aeronautica Militare fu utilizzata, per esempio, anche durante i soccorsi ai passeggeri della Costa Concordia.

I soccorsi dell’Aeronautica Militare al traghetto “Norman Atlantic” si sono chiusi con 25 ore di volo in condizioni estreme, 56 naufraghi recuperati e tratti in salvo e cinque aeroporti mobilitati (Pratica di Mare, Gioia del Colle, Lecce, Brindisi, Sigonella).

La notte del primo gennaio, gli elicotteri dell’AM erano di nuovo in volo per soccorrere un altro traghetto, la New Ezadeen.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare

Oristano: un elicottero AB-212 dell’80° Centro Combat SAR ha soccorso un uomo a bordo di una nave cisterna

Decimomannu (CA), 5 dicembre 2014 – Un elicottero AB-212 dell’80° Centro Combat SAR (Search and Rescue), del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, ha effettuato questa mattina il trasporto sanitario d’urgenza di un uomo in imminente pericolo di vita che si trovava a bordo di una nave cisterna al largo della costa occidentale sarda.

L’equipaggio in prontezza d’allarme è stato attivato dal comando delle operazioni aeree di Poggio Renatico (FE) che ha disposto l’intervento dell’elicottero dell’80° Centro Combat SAR di Decimomannu (Ca).

L’elicottero, dopo aver imbarcato un medico del 118, è decollato dall’aeroporto militare sardo e si è diretto alla volta della nave Genmar Defiance, che si trovava a circa 50 Km al largo del golfo di Oristano. Una volta raggiunta la nave, grazie all’ausilio del verricello, è stato calato l’aerosoccorritore che ha effettuato le previste procedure di recupero. Completate tutte le operazioni, l’uomo è stato trasferito presso l’ospedale Marino di Cagliari.

L’80° Centro Combat SAR è uno dei reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi.
Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7000 persone in pericolo di vita. 

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Fonte: Aeronautica MilitareFonte: 15° Stormo
(80° Centro Combat SAR- Decimomannu - T.Col. Raffaele Malafronte)

 


L’Aeronautica Militare soccorre una donna in pericolo di vita, a bordo di una nave da crociera, con un elicottero AB-212

Decimomannu (CA), 17 agosto 2014 – Una vacanza che poteva finire al peggio, se non fosse intervenuta l’aeronautica militare, per una donna che si trovava a bordo della nave da crociera Serenade of the Seas, in navigazione a largo dell’isola di Sant’Antioco, a sud-ovest della costa sarda. Ieri mattina la donna, in imminente pericolo di vita, è stata soccorsa da un elicottero AB-212 dell’80° Centro SAR (Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare, decollato dall’aeroporto militare di Decimomannu (Cagliari).

Elicottero AB-212

Ricevuto l’ordine dal Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico (FE), responsabile del coordinamento per il servizio di ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare, l’elicottero è decollato alla volta dell’ospedale “Brotzu” di Cagliari dove ha imbarcato un’equipe medica specializzata. Successivamente l’elicottero militare ha raggiunto la nave da crociera dove è atterrato per imbarcare la donna assicurata ad una barella.

Completate le operazioni di imbarco, l’AB-212 è decollato nuovamente alla volta dell’ospedale “Brotzu” di Cagliari, dove ha trasferito la paziente per le necessarie cure mediche.

L’80° Centro SAR di Decimomannu è alle dipendenze del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, il quale, con i suoi Gruppi/Centri SAR dislocati sul territorio nazionale, garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo di velivoli militari in difficoltà.

Lo Stormo concorre, come in questa occasione, ad attività di pubblica utilità quali, il soccorso di traumatizzati gravi, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita e la ricerca di dispersi in mare o in montagna. Il 15° Stormo, dalla sua costituzione ad oggi, ha salvato circa 7.000 persone in pericolo di vita.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
(UCOM – Ufficio Pubblica Informazione – Roma – Ten. Simone Antonetti)


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