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Alluvione Sardegna: Aeronautica Militare interviene in soccorso di una famiglia travolta da torrente in piena

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Decimomannu (CA), 11 ottobre 2018 – Nelle prime ore di questa mattina, a seguito dell’alluvione che ha colpito il versante sudorientale della Sardegna, un elicottero HH-212 dell’80° Centro Combat SAR di Decimomannu (CA) è stato impiegato nella ricerca di una famiglia di 5 persone dispersa nelle campagne di Assemini (CA).

L’equipaggio, allertato dal Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico su richiesta della Prefettura, è decollato alle 2:10 del mattino dalla base aerea di Decimomannu per dirigersi nelle vicine campagne di Assemini, dove le squadre di soccorso a terra erano già impegnate nella ricerca dei 5 membri di una famiglia che si trovava su un’auto travolta dalle acque di un torrente in piena.

L’utilizzo degli speciali visori notturni (NVG – night vision goggles) in dotazione all’equipaggio ha consentito, nonostante le pessime condizioni del tempo e di visibilità, ha consentito di individuare uno dei componenti della famiglia, un uomo di circa 55 anni, che è stato prontamente recuperato calando l’aero-soccorritore tramite il verricello di soccorso. L’uomo è stato immediatamente messo in salvo e la missione è proseguita per la ricerca della moglie, ricerca che per ora ha dato esito negativo, mentre nel frattempo le tre figlie erano state ritrovate dalle squadre a terra.

L’80° Centro è uno dei reparti del 15° stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, inoltre concorre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7.300 persone in pericolo di vita.

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Fonte e immagine: Aeronautica Militare
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Elicottero dell’Aeronautica Militare soccorre infartuato da peschereccio a sud della Sardegna

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Cagliari, 14 maggio 2018 – Un elicottero HH-212 dell’80° centro SAR dell’Aeronautica Militare è intervenuto oggi pomeriggio per recuperare d’urgenza un marinaio colpito da infarto a bordo di un peschereccio in navigazione a circa sessanta miglia a sud di Cagliari.

La missione, richiesta dal 13° MRSC (Maritime Rescue Sub Center) di Cagliari al Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico (FE), si è resa necessaria viste le critiche condizioni di salute dell’uomo, un trentenne membro dell’equipaggio dell’imbarcazione.

L’elicottero dell’80° centro SAR (Search and Rescue) di Decimomannu (CA), uno degli assetti dell’Aeronautica Militare in prontezza h24 sul territorio nazionale per attività di ricerca e soccorso, pochi minuti dopo l’attivazione, era sulla verticale del peschereccio per il recupero dell’infartuato; l’intervento, nonostante le avverse condizioni di vento e mare forte,  è stato condotto in tempi brevissimi dal personale aero-soccorritore AM grazie ad una speciale barella calata tramite verricello sul peschereccio. L’uomo è stato trasportato all’ospedale Brotzu di Cagliari.

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L’80° Centro è uno dei reparti del 15° stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, inoltre concorre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi.

Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° stormo hanno salvato circa 7.300 persone in pericolo di vita. Solo nel 2017 sono state oltre 450 le ore di volo effettuate dai velivoli dell’Aeronautica Militare per prestare soccorso a più di 200 persone in difficoltà o in imminente pericolo di vita:  equipaggi appartenenti appunto al 15° stormo di Cervia e ai centri SAR (Search and Rescue) dipendenti, così come al 31° Stormo di Ciampino,  alla 46^ Brigata Aerea di Pisa e al 14° stormo di Pratica di Mare, sempre pronti  a decollare in brevissimo tempo per qualsiasi destinazione in Italia e all’estero su richiesta di ospedali, prefetture e nel caso di missioni all’estero di rappresentanze diplomatiche.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Aeronautica
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Sardegna: elicottero dell’Aeronautica Militare soccorre turista in pericolo di vita, a bordo di una nave da crociera

Il passeggero di nazionalità coreana si trovava a bordo di una nave da crociera a circa 160 km a sud ovest a largo della Sardegna

Poggio Renatico (FE), 13 dicembre 2017 – Nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 13 dicembre, un elicottero AB 212 dell’80° centro combat SAR (Search And Rescue) di Decimomannu, dipendente dal 15° stormo dell’Aeronautica Militare, è intervenuto in soccorso di un passeggero di nazionalità coreana colpito da ischemia a bordo di una nave da crociera che si trovava a circa 160 km a sud ovest della costa sarda.

20171213_AB212OspedaleBrotzuL’elicottero militare, a seguito dell’attivazione da parte del Comando delle Operazioni Aeree di Poggio Renatico (FE) e dopo aver caricato a bordo un medico del 118, è decollato dalla base militare di Decimomannu. L’equipaggio, dopo aver raggiunto la nave, ha effettuato il recupero del paziente assicurandolo all’interno di una barella verricellabile.

Al termine delle operazioni di recupero, l’elicottero ha trasportato l’uomo in pericolo di vita presso l’ospedale Brotzu di Cagliari per le necessarie cure mediche.

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L’80° centro C/SAR è uno dei reparti del 15° stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, inoltre concorre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Emergenza neve: elicottero dell’Aeronautica salva due operatori del Corpo Forestale in Sardegna

Un elicottero AB-212 dell’80° Centro Combat SAR di Decimomannu (Ca) ha soccorso due operatori del Corpo Forestale isolati nella zona del Monte Mamone – Bitti a causa delle abbondanti nevicate di questi giorni

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Decimomannu, 20 gennaio 2017 – Nella tarda mattinata di oggi, un elicottero AB 212 dell’80° Centro Combat SAR (Search And Rescue) di Decimomannu, del 15°Stormo dell’Aeronautica Militare, è stato nuovamente chiamato per intervenire in soccorso a due operatori del Corpo Forestale isolati in una zona non raggiungibile dai mezzi terrestri a causa delle abbondanti nevicate.

A seguito dell’attivazione da parte del Comando delle Operazioni Aeree di Poggio Renatico (FE), l’elicottero è decollato dalla base aerea di Decimomannu alle ore 12:00 con a bordo una squadra del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico per raggiungere l’area d’operazioni nella zona del Monte Mamone – Bitti (NU).

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Una volta raggiunti e soccorsi i due tecnici, l’equipaggio si è diretto presso il campo sportivo di Bitti dove ha sbarcato i soccorsi. 

L’attività svolta oggi rientra anch’essa nell’ambito del più ampio dispositivo della Difesa che sta lavorando in stretto coordinamento con la Protezione Civile su tutto il territorio nazionale per far fronte all’emergenza neve che sta interessando tutta l’Italia.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Maltempo Sardegna: l’Esercito Italiano interviene a Olbia

Intervento del 5° rgt genio guastatori e 152 ° rgt fanteria Brigata ''Sassari''

Intervento del 5° rgt genio guastatori e 152 ° rgt fanteria Brigata ”Sassari”

Olbia, 2 ottobre 2015 – Ieri sera intono alle 22.00, su richiesta della Prefettura di Sassari, l’Esercito è intervenuto a Olbia, in soccorso alla popolazione locale del capoluogo gallurese particolarmente colpito dal maltempo e dalle pesanti piogge che hanno fatto esondare in più punti il rio Siligheddu e il rio San Nicola.

In particolare, soldati, mezzi speciali e materiali del 5° reggimento genio guastatori e del 152° reggimento fanteria della Brigata “Sassari”, in concorso alle altre forze in campo hanno effettuato nella notte ricognizioni a Olbia e in particolare, dei luoghi più critici effettuando un attento monitoraggio dei livelli dell’acqua in prossimità dei principali canali che attraversano la città.

Alle 2 del mattino i militari del 5° reggimento genio guastatori di Macomer sono intervenuti in via Ogliastra per trarre in salvo una famiglia di otto persone che aveva chiesto soccorso a causa del preoccupante innalzarsi del livello dell’acqua raggiunto dal rio Siligheddu.

La famiglia è stata evacuata dalla propria abitazione e trasferita in una struttura idonea di viale Aldo Moro.

Grazie alla capacità “dual-use” dei propri reparti genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, la Forza Armata è in grado d’intervenire in ogni momento a supporto della comunità nazionale nei casi di pubbliche calamità ed utilità, come recentemente avvenuto in occasione dell’emergenza maltempo in Liguria e a Piacenza.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito

Scoperta nave romana dai sommozzatori della polizia

 

Sassari, 21  giugno 2015 – La Polizia di Stato di Sassari, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Sardegna, nei giorni scorsi, nelle acque della Gallura ha effettuato un’importante scoperta archeologica.

I poliziotti del Nucleo Sommozzatori, a  meno 50 metri di profondità, hanno rinvenuto un relitto di età romana che per il suo carico e il suo posizionamento sui fondali del mare, rappresenta un unicum dal grande valore scientifico.

Si tratta infatti di una nave lunga 18 metri e larga 7 carica di laterizi di età romana imperiale, prodotti nelle officine intorno Roma. Visto il luogo del ritrovamento, gli archeologici ritengono che l’imbarcazione fosse destinata alla Spagna o alla costa occidentale della Sardegna. L’eccezionalità del ritrovamento attiene allo stato di conservazione del carico che risulta intatto e ad oggi stivato come al momento della partenza. Pare pertanto che la nave sia affondata con un semplice movimento verticale dalla superficie fino al fondale. 

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Fonte: Polizia di Stato

 

 


Sospetto caso Ebola in Sardegna: C130 aeronautica militare trasporta il paziente a Roma

Roma, 13 maggio 2015 – È atterrato alle 2:50 di questa notte all’aeroporto militare di Pratica di mare il C130 della 46^ Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare con a bordo l’infermiere sardo affetto dal virus Ebola.

IN VOLO CONTRO EBOLA 

Il 24 novembre 2014 si diffonde la notizia che Fabrizio Pulvirenti, medico italiano di Emergency  che opera in Sierra Leone, è contagiato dal virus Ebola. La paura che una minaccia, fino a quel momento lontana, possa arrivare anche in Italia inizia a propagarsi. Nella notte il medico italiano viene rimpatriato dalla Sierra Leone con un velivolo dell’Aeronautica Militare appositamente allestito per il trasporto sanitario aeromedico in biocontenimento. Dopo 32 ore di missione viene trasferito all’ospedale Spallanzani di Roma, dove il medico italiano potrà essere curato e salvarsi.

Il trasporto aereo in biocontenimento rientra nel più ampio ambito del trasporto sanitario di urgenza ed è la capacità di trasportare di pazienti altamente infettivi, con contenimento fisico di batteri o virus, al fine di evitare infezioni accidentali e il conseguente contagio nella comunità circostante.

Nel trasporto sanitario d’urgenza, l’Aeronautica Militare mette a servizio della collettività, 24 ore su 24, la possibilità di trasferire in tempi brevissimi un paziente in pericolo di vita o un’equipe medica, con una preavviso di sole due ore. È un servizio fornito in coordinamento con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli Enti del Sistema Sanitario Nazionale e le Prefetture. Rientra nel trasporto sanitario di urgenza anche l’attività di Ricerca e Soccorso, tragicamente balzata alle cronache con l’incendio al traghetto Norman Atlantic del 28 dicembre 2014. Sono migliaia le ore di volo e le missioni svolte ogni anno dall’Aeronautica Militare per questo genere di attività; nel 2014 sono state oltre 977,30 le ore di volo e più di 673 le sortite nell’ambito del trasporto sanitario d’urgenza.

L’aumento dei viaggiatori intercontinentali che possono essere esposti a malattie contagiose endemiche in determinate aree geografiche, l’emergenza o il ripresentarsi di malattie infettive altamente trasmissibili e l’impiego di contingenti militari in aree a rischio sanitario, ha determinato l’esigenza di avere un sistema sicuro di evacuazione aeromedica che possa garantire la massima sicurezza del paziente, dei membri dell’equipaggio e del personale sanitario. L’Aeronautica Militare ha sviluppato dal 2005 tale capacità, acquisendo sistemi specifici di produzione britannica. Medici ed infermieri della Forza Armata sono stati inviati presso l’Istituto di Malattie Infettive dell’esercito americano per la specifica formazione, cui sono seguite numerose esercitazioni e la certificazione dei velivoli destinati al trasporto.

Il Team di Bio-contenimento AM – L’unità di biocontenimento è stata attivata presso l’aeroporto di Pratica di Mare (Pomezia). Il team che assicura una evacuazione sanitaria in biocontenimento è costituito da un Capo Team – il medico responsabile – un medico anestesista, almeno sei operatori tecnici di sanità ed una unità logistica. Il personale di queste unità, nella misura di circa 30 elementi, viene periodicamente addestrato e formato attraverso corsi ed esercitazioni cui partecipano, vista la valenza e la specificità di tali attività, anche operatori del Ministero della Salute. Gli ospedali di riferimento sul territorio nazionale ad alta competenza specialistica sono l’Istituto di Ricerca e Cura per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e l’Ospedale Luigi Sacco di Milano. La scelta di ricovero e destinazione del paziente è di competenza del Ministero della Salute. Il trasporto in biocontenimento prevede l’isolamento del paziente infettivo in specifici “isolatori” a pressione negativa6 ed il trasporto su velivoli appositamente allestiti. Di seguito gli equipaggiamenti impiegabili per il trasporto aereo in biocontenimento.

Gli isolatori in senso lato sono costituiti da un telaio (rigido o semi rigido), da un involucro in PVC che permette l’osservazione e trattamento del paziente in isolamento, da un motore alimentato a batterie che consente di mantenere all’interno una pressione negativa e da filtri ad alta efficienza che impediscono in entrata ed uscita il passaggio di microparticelle potenzialmente infette.

Gli isolatori per il trasporto aeromedico in biocontenimento, detti ATI ed N36, sono certificati per i velivoli militari C-30J, C-27J e KC-767 ed è in corso l’iter di certificazione per l’AIRBUS A-319 CJ. Gli isolatori N36 sono certificati per gli elicotteri militari AB-212 e AW-139. Al momento è tecnicamente possibile effettuare il trasporto a lungo raggio di due pazienti sullo stesso velivolo con i sistemi ATI, ma si tratta di una eventualità remota, per la complessità del sistema e la disponibilità di personale specializzato.

Dal mese di novembre è attivato presso l’aeroporto di Pratica di Mare un campo di isolamento temporaneo per la gestione di militari provenienti da aree a rischio Ebola. Il campo definito “Castrum” è costituito da tenda in alto isolamento, alloggi per i contatti in sorveglianza sanitaria sino a 200 persone ed una stazione di decontaminazione per uomini e materiali. Il 18 e il 19 dicembre 2014, si è tenuto presso l’Infermeria Principale dell’Aeronautica Militare di Villafranca (Verona) il primo corso rivolto a medici e operatori sanitari del Servizio Sanitario Nazionale che vengono chiamati ad effettuare i trasporti a breve raggio dei pazienti ad alto rischio infettivo (ebola o da altre malattie diffusibili). Nei primi mesi del 2015 si è tenuto il primo corso per la gestione ed il trasporto dei pazienti altamente infettivi a favore di una delegazione straniera, la Royal Netherlands Air Force, che ha manifestato l’intenzione di acquisire le competenze e le capacità necessarie per gestire situazioni di trasporto in alto biocontenimento.

Prima del caso del medico italiano di Emergency affetto da Ebola, il sistema di trasporto aeromedico in biocontenimento è stato impiegato in almeno 10 missioni operative di trasporto di pazienti altamente contagiosi, tutti in ambito nazionale. Tra questi il primo caso di un paziente affetto da tubercolosi cavitaria contagiosa resistente ad ogni trattamento farmacologico risale al gennaio 2006. Successivamente sono stati trasportati altri pazienti, alcuni affetti dallo stesso tipo di tubercolosi, un paziente affetto da sospetto caso di febbre emorragica di Congo-Crimea, un caso di febbre di Dengue, sino all’ultimo caso sospetto di Monkeypox nel giugno 2014.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare


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