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Libano: contingente militare italiano patrocina gemellaggio tra Sant’Antioco e Tiro

Contingente militare italiano patrocina gemellaggio tra comune di Sant’Antioco e municipalità Tiro

Donazione del crest del Comune di Sant'Antioco alla Signora Berri

Tiro (Libano), 23 Agosto 2017 – Promozione della cultura mediterranea e delle radici comuni tra il comune di Sant’Antioco e Tiro: con questi intenti, ieri è stato firmato un protocollo di gemellaggio tra una delegazione del comune sardo e le autorità locali della municipalità di Tiro.

L’accordo è stato patrocinato dal contingente militare italiano impiegato nella missione UNIFIL, ed è finalizzato all’accrescimento dei rapporti tra i due Paesi mediterranei e alla promozione di progetti dedicati al territorio che possano garantire un duraturo sviluppo sociale, economico e culturale.

Il generale di brigata Francesco Olla, antiochese e attuale comandante della Joint Task Force – Lebanon Sector West, nel suo discorso di apertura della cerimonia ha dichiarato: “Abbiamo idealmente ricostruito le rotte dei nostri antenati, ripercorrendo le fasi di un legame mai interrotto che ci ha portato fin qui, oggi. Abbiamo molte cose in comune: la creazione di un ponte culturale tra Italia e Libano, tra Tiro e Sant’Antioco, ci ricorda chi siamo: siamo cittadini del mondo, siamo mediterranei, siamo fenici”.

La delegazione nazionale è stata composta dall’avv. Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco, dalla dottoressa Rosalba Cossu, assessore della cultura, dal dottor Piero Bartoloni, già professore ordinario di archeologia fenicio-punica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Sassari e direttore del museo archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco, e dalla dottoressa Sara Mancuso, curatrice del museo.

In rappresentanza della municipalità di Tiro, l’ing. Dbouk sindaco di Tiro, il prof. Hassan Baddahui, docente all’Universita di Beirut e la dottoressa Helen Sader, docente di archeologia presso l’American University of Beirut, che hanno offerto una visita ai siti archeologici – fenici e romani – locali: un percorso che evidenzia le similitudini culturali e architettoniche tra le due città: furono infatti i fenici, provenienti da Tiro, tra la fine del IX e dell’VIII secolo a.C., a fondare la città di Sulky, l’attuale Sant’Antioco.

La Dottoressa Cossu, assessore alla cultura del Comune di Sant'Antioco

La dott.ssa Cossu, assessore alla cultura del comune di Sant’Antioco

Presente alla firma anche Randa Assi Berri, moglie dello speaker della camera libanese Nabih Berri e promotrice di innumerevoli iniziative culturali e sociali per i libanesi: “Questo protocollo mira a rafforzare i legami di amicizia tra i due Paesi attraverso la cooperazione per attuare progetti, programmi e attività volti a preservare e proteggere l’eredità culturale, incoraggiare la ricerca scientifica e l’innovazione”, ha dichiarato la Berri al termine della firma del protocollo.

Il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dopo aver ringraziato gli intervenuti, ha sottolineato come “il comune sardo e la municipalità libanese abbiano finalità comuni, in funzione delle quali, anche grazie a questo protocollo, avviare collaborazioni istituzionali che sviluppino la “conoscenza” e incentivino la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico oltre che del capitale umano, mettendo in giusta luce la qualità dei beni culturali locali”.

Il Dottor Bartoloni durante la sua presentazione sul confronto dei reperti archeologici italiani e libanesi

La missione UNIFIL, svolta in armonia con i dettami della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701, annovera, tra i suoi compiti principali, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line; il supporto alla popolazione locale, attraverso la funzione operativa di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC); il supporto alle Forze Armate libanesi (LAF) dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Sant’Antioco: i carabinieri indagano i responsabili di truffa aggravata dell’autogestita di caccia

Sant’Antioco (CI), 9 luglio 2014 – Nelle prime ore della mattina i carabinieri della locale stazione, coadiuvati anche dal Nucleo Elicotteri CC di Cagliari Elmas, hanno eseguito, nell’ambito di un’indagine a più ampio raggio, alcune perquisizioni all’interno dell’autogestita di caccia “Isola di Sant’Antioco”, su ordine della Procura della Repubblica di Cagliari.

I carabinieri, hanno perquisito le abitazioni del presidente e del segretario dell’autogestita, oltre alla sede sociale di Sant’Antioco.  Entrambi sono indagati dalla Procura della Repubblica di Cagliari per truffa aggravata e violenza privata in concorso con altre 11 persone, che fanno parte del comitato di gestione dell’autogestita di caccia. 

Gli inquirenti, che in passato hanno acquisito documenti contabili e bancari, ritengono di aver trovato con le perquisizioni odierne, ulteriori riscontri utili per dimostrare quanto denunciato da alcuni soci dell’autogestita di Sant’Antioco/Calasetta, successivamente espulsi dall’autogestita.

I militari stanno indagando anche su una serie di danneggiamenti a mezzo fuoco subiti da alcuni dei soci espulsi. Nel corso delle indagini è emersa la presenza di un’utilitaria (sempre la stessa) aggirarsi nei pressi di alcuni luoghi ove poco dopo si sono verificati gli incendi, con il conseguente danneggiamento di alcuni casolari di campagna.

Le indagini continuano e non è escluso che nelle prossime settimane si possa arrivare all’identificazione dei mandanti e degli esecutori materiali. I carabinieri di Sant’Antioco hanno acquisito forti elementi probatori contro i responsabili e si ritiene di poter chiudere a breve tutta l’attività.

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Fonte: Arma dei Carabinieri (Comand provinciale Cagliari)


Il forte odore non tradisce il “fiuto” dei carabinieri. Arrestato giovane coltivatore

Sant’Antioco (CI), 1 luglio 2014 – Ieri sera i militari della stazione locale, al comando del maresciallo Antonio Manicone, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti D.P., un 27enne di S. Antioco, celibe, operaio, coltivatore diretto a tempo perso.

Durante un normale servizio di perlustrazione effettuato da una pattuglia dei locali carabinieri il giovane è stato fermato a bordo della sua macchina nei pressi del ponte d’accesso a S. Antioco.

Il ragazzo, che era molto tranquillo e non esternava alcun segno di nervosismo, è stato sottoposto alla normale attività di controllo con verifica dei documenti. Ma appena i militari hanno messo il “naso” all’interno della vettura, hanno subito sentito un fortisissimo odore di marijuana che li ha subito convinti a portare il ragazzo in caserma, dove è stato sottoposto a perquisizione.

Il giovane, nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente tipo marijuana suddivisa in 2 buste di cellophane del peso complessivo di gr. 114, nascosta nel cassetto della macchina, 1 coltello con evidenti tracce di stupefacente sulla lama, 1 bilancino di precisione, 1 rotolo di carta argentata utilizzata per il confezionamento delle dosi di stupefacente e 200,00 euro suddivisi in banconote di piccolo taglio, ritenute provento della pregressa attività di spaccio.

La sostanza stupefacente, il denaro e il materiale utilizzato per l’attività di spaccio sono stati sequestrati.

L’uomo, dopo essere stato trattenuto presso le camere di sicurezza della compagnia, questa mattina è stato portato presso il tribunale di Cagliari dove sarà giudicato con rito per direttissima, come disposto dall’autorità giudiziaria. (MNFI)

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale carabinieri di Cagliari)


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