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Nunziatella: giuramento di fedeltà alla Patria per 84 giovani allievi

Giuramento degli allievi del 231 corso HP

Napoli, 17 novembre 2018 – Cerimonia di giuramento del 231° corso della Scuola Militare “Nunziatella” si è svolta questa mattina a Napoli, nella storica cornice di piazza del Plebiscito. Presenza alla cerimonia il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Enzo Vecciarelli e il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina.

A giurare 84 allievi, di cui 30 erano donne.

Numerose le autorità civili, religiose e militari hanno preso parte all’evento, tra cui il presidente della Regione Campania dott. Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli dottor Luigi De Magistris, il prefetto dottoressa Carmela Pagano e il tenente colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valor militare.

Hanno fatto da cornice numerosi labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, i gonfaloni della città metropolitana di Napoli e della Regione Campania e le migliaia di ex-allievi accorsi per stringersi intorno ai giovani giuranti.

Il Ministro della DIfesa Elisabetta Trenta durante il suo discorso

Nel corso della cerimonia il ministro della Difesa, rivolgendosi ai giovani allievi e allieve del 231° corso, subito dopo aver prestato il solenne giuramento di fedeltà alla Repubblica, ha affermato che “la Nunziatella e le altre scuole militari hanno lo scopo principale di formare gli uomini e le donne alla vita militare, ma anche quello di prepararli alla vita e farne dei buoni cittadini che sappiano comprendere le esigenze della gente. Il vostro è un grande privilegio di cui spero vi rendiate conto – ha aggiunto il Ministro – perché la Nunziatella è la scuola militare per eccellenza, nelle cui aule, in 231 anni di storia, sono cresciuti e si sono formati grandi personalità, che hanno contribuito fortemente al progresso del nostro Paese, distinguendosi nei settori più disparati della nostra società“.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vecciarelli nel corso del suo intervento

Il capo di SMD generale Vecciarelli, durante il suo intervento rivolgendosi agli allievi ha sottolineato “cari Allievi quella che vi accoglie non è una community fatta di like, hashtag e solitudine digitale, è una comunità fatta di uomini e donne animati da sentimenti di autentica fratellanza, coraggio, onore e abnegazione rispetto per le istituzioni. Il giuramento è il momento nel quale ci impegniamo a servire il nostro Paese e la nostra comunità nazionale a cui siamo pronti a donare la Vita”.

Il Generale di Corpo d'Armata Salvatore Farina durante il suo discorso

Il generale di corpo d’armata Farina – capo di Stato Maggiore dell’Esercito – dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi ha affermato “la cerimonia odierna consacra una scelta maturata in voi quando, varcando la soglia del Rosso Maniero, vi siete impegnati a dedicare alcuni degli anni più fervidi della vostra vita all’amor di Patria e alla fedeltà verso le Istituzioni. Col percorso appena intrapreso vi accingete a perseguire valori come onore, disciplina e senso del dovere. Quegli stessi principi che hanno ispirato e forgiato innumerevoli schiere di allievi, così come la consapevole scelta di allontanarvi dalle comodità della vita dei vostri coetanei e dagli affetti dei vostri cari. Proprio ai familiari esprimo la mia più profonda riconoscenza poiché, nel sostenere le vostre aspirazioni, hanno affidato alla “Nunziatella” la responsabilità della vostra formazione scolastica ed etica, in una fase cruciale della vita. Vi ringrazio per la fiducia che avete riposto nella Scuola e nell’Esercito, e posso dirvi con orgoglio che profonderemo il massimo impegno per dare il meglio”.

Durante la manifestazione si è svolto il rito della “consegna dello spadino”, gesto con il quale l’allievo maturando investe tradizionalmente della qualifica di “allievo” il neo giunto alla Scuola.

Quest’anno il giuramento ha assunto particolare rilevanza nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Vittoria della Grande Guerra che, conquistata agli ordini del Generale Armando Diaz, di origini napoletane, vide tra i protagonisti di quelle vicende storiche anche numerosi ex-allievi della Nunziatella a cui furono conferite ben otto medaglie d’oro al Valor Militare. All’ingresso della scuola fu posizionata, nel 1920, una roccia del Monte Grappa – “Monte Sacro alla Patria” – sormontata da un’aquila e da una bandiera, in memoria dei 150 ex-allievi caduti durante il I° conflitto mondiale.

La Scuola Militare “Nunziatella”, fondata il 18 novembre 1787 come Reale Accademia Militare, con sede sulla collina di Pizzofalcone a Napoli, nello storico edificio che la ospitò fin dalla sua fondazione, è uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia e del mondo.

Per il ruolo svolto nei tre secoli di attività “nel settore dell’alta formazione, quale motore accademico, sociale ed economico per l’Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati”, è stata dichiarata “Patrimonio storico e culturale dei Paese del Mediterraneo”, da parte dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo. La scuola fin dalle origini è stata luogo di elevata formazione militare e civile, da cui il motto “Preparo alla vita e alle armi”, e ha avuto tra i suoi professori ed alunni personalità di elevato valore, riconosciuti sia a livello nazionale sia internazionale.

consegna dello spadino

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Operazione Strade Sicure: il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo incontra i vertici dell’Esercito

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Roma, 1 ottobre 2018 – Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha incontrato il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, per conoscere ed approfondire aspetti tecnici e risultati dell’operazione “Strade Sicure”.

Guardando ai risultati ottenuti, il sottosegretario Tofalo ha evidenziato i “numeri significativi in termini di interventi, arresti, controlli, denunce e sequestri di armi e veicoli”.

Nel corso dell’incontro – svolto a Palazzo Esercito – si è parlato anche del trattamento economico e delle indennità al personale militare, dei turni di servizio, della necessità di migliorare le strutture alloggiative, di un ripianamento dei mezzi “sempre più inefficienti a causa dell’impiego in ambienti diversi dalla natura tattica e fuoristrada per la quale sono stati progettati”.

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Il sottosegretario ha poi avuto modo di indossare l’equipaggiamento in dotazione ai militari impiegati in concorso alle Forze di Polizia. Sono disponibili quattro diverse tipologie: “tipo 0” (4,5 kg) adottata dall’11% del personale, “tipo 1” (7,5 kg) in dotazione al 21% delle unità, “tipo 2” (10 kg) assegnata al 62% dei militari e il “tipo 3” (15 kg) distribuita al 6% dei soldati, ciascuna con caratteristiche modulari, dal livello minimo a quello massimo di mobilità e protezione, inversamente proporzionali tra di loro.

Per quanto riguarda i lineamenti operativi di Strade Sicure, tra le possibili varianti, si sta valutando la riduzione del numero di siti fissi a favore dell’impiego di pattuglie mobili, garantendo o migliorando il grado di performance di sicurezza”, ha detto il Sottosegretario Tofalo.

“Secondo uno dei grafici che mi è stato illustrato, circa la metà dei servizi attuali è costituito da un’attività statica in prossimità di luoghi sensibili. L’Esercito è predisposto e formato per un’operazione dinamica, d’impatto grazie all’incremento del pattugliamento appiedato nelle aree centrali pedonali, supportato da quello motorizzato più in periferia”.

Sono più di settemila le unità, principalmente dell’Esercito Italiano, distribuite in quasi tutte le regioni italiane in tre macro aree: nord, centro-nord e sud. Lo spettro dell’operazione “Strade Sicure” comprende anche la sicurezza delle zone rosse nelle aree colpite dal sisma in centro Italia, di Genova nei quartieri isolati per il crollo del ponte Morandi; in Campania nella Terra dei Fuochi.

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“Ritengo doveroso intervenire subito e bene perché questa operazione sia sempre più in linea con l’esigenza di sicurezza della collettività a difesa dall’attuale minaccia. Bisogna fare in modo che “Strade Sicure” sia l’espressione massima del potenziale degli oltre settemila professionisti in uniforme che giorno e notte sono al servizio della collettività”, ha concluso il sottosegretario Tofalo, “Questo lo dobbiamo, me ne faccio carico personalmente in virtù delle deleghe assegnatemi dal Ministro Trenta, ai nostri ragazzi in divisa, per metterli nelle migliori condizioni di fare e fare bene a tutela dei contribuenti”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il capo di SME, generale di corpo d’armata Salvatore Farina ha visitato la brigata “Garibaldi”

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Caserta, 30 settembre 2018 – Venerdi mattina il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina ha visitato la caserma “Federico Ferrari Orsi”, sede del comando brigata bersaglieri “Garibaldi”, dell’8° reggimento bersaglieri e del reparto comando e supporti tattici “Garibaldi”.

Accolto dal comandante della “Garibaldi”, generale di brigata Diodato Abagnara, dopo aver ricevuto gli onori da una compagnia dell’8° Bersaglieri, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha presenziato alla cerimonia dell’alzabandiera con i reparti schierati e con spirito “bersaglieresco” ha partecipato alla tradizionale “corsa dei Bersaglieri”.

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Il generale Farina rivolgendosi al personale militare e civile in servizio alla “Ferrari Orsi”, ha sottolineato la preparazione e l’esperienza della Garibaldi maturata in particolare all’estero, e ha aggiunto: “La Brigata Garibaldi rappresenta l’anima dell’Esercito professionale ed è una componente fondamentale dell’Esercito italiano, e di questo dovete essere orgogliosi e fieri”. Inoltre nell’esortare tutti alla partecipazione attiva nella ricerca di soluzioni che possano migliorare l’organizzazione militare ha concluso il suo intervento affermando che “noi ci siamo sempre e di più insieme per fare sempre meglio”.

Il generale Farina ha poi partecipato a un briefing alla presenza di tutti i comandanti delle unità e dello staff del comando brigata, durante il quale gli sono state illustrate le principali attività pianificate e quelle in corso della Brigata. Durante la riunione il capo di SME ha ribadito l’assoluta priorità che egli attribuisce alla cura e al benessere del personale.

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Nel corso della visita il generale Farina ha incontrato il prefetto di Caserta, dottor Raffaele Ruberto e il sindaco della città, avvocato Carlo Marino e ha partecipato all’inaugurazione della sala convegno “Salvatore Pontieri” intitolata al valoroso colonnello dei bersaglieri. 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Le cinque sfide dell’Esercito: il capo di SME illustra alle commissioni Difesa riunite le sue linee programmatiche

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Roma, 20 settembre 2018 –Siamo una Istituzione solida, sana e capace e una risorsa dalle componenti altamente specialistiche, sempre presente in Italia e all’estero vicina ai cittadini…”, con queste parole il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha aperto l’audizione di fronte alle commissioni Difesa di Camera e Senato in cui sono state illustrate le sue cinque linee programmatiche:

       Ringiovanimento, valorizzazione e benessere del personale;

       Capacità e sistemi all’avanguardia;

       Razionalizzazione ed efficientamento dello strumento;

       Addestramento e approntamento sostenibili;

       Caserme e basi moderne.

La Forza Armata che vede impiegati ogni giorno circa 19.000 soldati in attività di carattere operativo, necessita per quanto riguarda il personale, assoluta priorità della Forza Armata, di adottare una serie di misure finalizzate al ringiovanimento, possibilmente con l’immissione di ulteriori 10.000 giovani leve, valorizzandone e curandone il benessere individuale e familiare rispettando sempre la centralità della componente umana . In tale direzione sono da intendersi alcune misure adottate negli ultimi mesi come ad esempio l’incremento della disponibilità di alloggi di servizio, quale elemento essenziale per accrescere il livello di benessere del personale. 

Un’ulteriore priorità consiste nel poter disporre di progetti che sviluppino sistemi d’arma tecnologicamente avanzati e competitivi. In tal senso, occorre ridurre il grave gap capacitivo che compromette l’interoperabilità a livello interforze e multinazionale dell’Esercito. “Tenuto conto che il divario prestazionale, tanto nel contesto interforze quanto in quello internazionale, penalizza non solo l’output operativo dell’Esercito ma dell’intera Difesa – ha evidenziato il Generale Farina – ho chiesto in sede interforze che la quasi totalità delle risorse disponibili nel breve termine sul Bilancio Ordinario e sul “Fondo Investimenti” siano destinate all’Esercito. Questa condizione è necessaria se si vuole dare allo strumento militare terrestre lo stesso impulso ricevuto dalle componenti Marina e Aeronautica e, in tal modo, poterlo bilanciare e farlo ripartire. Peraltro, evidenzio che tali progetti sono tutti pronti alla produzione e sono stati sviluppati dal comparto industriale nazionale e la loro realizzazione porterebbe enorme beneficio sia in termini di prodotto interno lordo sia dal punto di vista occupazionale”.

Il processo di razionalizzazione ed efficientamento dello strumento, è stato indirizzato a preservare la componente operativa che oggi comprende oltre il 75% degli effettivi. “Pur continuando nello snellimento della struttura organizzativa – ha sottolineato il Generale Farina – l’elevato livello di impegno nelle missioni fuori area e in territorio nazionale richiede un potenziamento degli organici per alleviare il pesante  tournover”.

Altra linea programmatica è rappresentata dall’addestramento e dall’approntamento che costituiscono le attività necessarie ad assicurare un elevato standard di “prontezza operativa”, per le quali occorrono più risorse, mentre sono già in atto soluzioni volte a minimizzare l’impatto ambientale.

L’ultima linea programmatica riguarda la disponibilità di caserme verdi e basi moderne. Questa tematica è di estrema rilevanza e presenta notevoli criticità, in quanto impatta direttamente sulla sicurezza e il benessere del personale. Sul tema il Generale Farina ha poi aggiunto “stiamo perseguendo due linee d’azione; la prima volta ad alleggerire il patrimonio immobiliare … e la seconda realizzando grandi infrastrutture, caserme verdi, moderne, a basso impatto ambientale ed elevata efficienza energetica con aree servizi e sportive aperte alle popolazioni locali.”

Sono consapevole che le citate sfide non si potranno realizzare tutte nel breve termine, ma è altrettanto vero che occorre intervenire sin da subito se si vogliono ottenere gli effetti desiderati anche in futuro, dando vita a progetti di ampio respiro, assolutamente vitali per garantire la funzionalità e l’efficienza della componente terrestre. L’Esercito – conclude il Generale Farina – continuerà a operare, come ha sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese, tra la gente e per la gente nella piena aderenza ai principi e ai valori che contraddistinguono la sua azione, rispondendo, con gli strumenti di cui potrà disporre, agli impegni che sarà chiamata a sostenere. Perché, come il nostro motto cita, “Noi ci siamo sempre”, certi che saremo sempre in grado di migliorarci facendo “Di più insieme”.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Esercito
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Il capo di SME torna in Kosovo dopo cinque anni dal suo comando della missione KFOR

Il generale di corpo d’armata Salvatore Farina incontra i militari italiani impegnati nell’Operazione Joint Enterprise

La visita al Comando di Kfor

Kosovo, 8 settembre 2018 – La visita del 5 settembre in Kosovo ha rappresentato per il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, un ritorno carico di una forte componente emotiva nei luoghi che lo hanno visto comandante dal 6 settembre 2013 al 3 settembre 2014.

L’incontro con i militari italiani impiegati in Kosovo, è stata l’occasione per esprimere la propria soddisfazione nei confronti dell’operato svolto dagli uomini e dalle donne dell’Esercito e anche di Aeronautica, Marina e Carabinieri; “More Togheter” così come recitava il motto scelto dallo stesso generale Farina nel suo periodo di comando in questa missione, al fine di esaltare la collaborazione e il dialogo tra tutti gli attori responsabili della sicurezza e del progresso del Kosovo.

Il generale Farina è stato a Camp Film City – Priština/Prishtinë, dove ha incontrato il generale D. Salvatore Cuoci – attuale comandante della missione a guida NATO KFOR – e il personale italiano impiegato presso il quartier generale di KFOR.

Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito accolto dal Comandante di KFOR

Il capo di SME ha inoltre avuto l’opportunità di incontrare il presidente e il primo ministro del Kosovo, Hashim THAÇI e Ramush HARADINAJ, oltre a Rustem BERISHA e al Gen. D. Rrahman RAMA, rispettivamente ministro e comandante delle KSF (Kosovo Security Forces).

Nel pomeriggio ha invece salutato il personale del Multinational Battle Group West – unità multinazionale a guida italiana composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nel settore occidentale del Kosovo – nella base denominata Camp Villaggio Italia presso Peć/Peja, per poi recarsi, assieme al comandante di KFOR ed al comandante del MNBG-W, Col. Ruggero Cucchini, in visita presso il monastero di Visoki Dečani dove ha avuto un breve colloquio con l’abate padre Sava JANJIC.     

L’operazione KFOR a guida NATO, denominata “Joint Enterprise” vede la partecipazione di circa 4000 soldati di 28 Paesi differenti; il contingente italiano consta di poco più di 500 militari delle varie forze armate, attualmente impiegati in diverse unità multinazionali a guida italiana – Multinational Battle Group West (MNBG-W), Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE) – oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Oltre 18.000 soldati dell’Esercito impegnati a Ferragosto in attività operative, in Italia e all’estero

L’Esercito anche a Ferragosto in campo per il supporto alla popolazione e alla sicurezza del Paese.

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Roma, 15 agosto 2018 – Circa 4.000 militari operano all’estero, in 14 Paesi, in missioni sotto egida ONU, UE e NATO, in attività di assistenza alle Forze Armate e di sicurezza locali, volte alla stabilizzazione delle aree di crisi e a fornire una maggiore cornice di sicurezza al nostro Paese.

Sul territorio nazionale, continua anche in questi giorni l’attività di rimozione macerie nei comuni del cratere sismico del centro Italia dove, ad oggi, sono state demolite oltre 600 strutture e rimosse oltre 150.000 tonnellate di macerie.

Quasi 7.000 uomini e donne dell’Esercito sono dislocati in Italia, in concorso alle Forze dell’Ordine, nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, contribuendo direttamente alla sicurezza della popolazione. Ad oggi, il costante impegno dei nostri soldati ha consentito il controllo e l’identificazione di circa 3.200.000 persone, l’arresto di circa 16.000 individui e il sequestro di oltre 2,3 tonnellate di sostanze stupefacenti.

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Agli oltre 11.000 impegnati nelle operazioni in corso, si aggiungono altri 7.000 soldati che si trovano in stato di prontezza per esigenze nazionali e internazionali, per un totale di circa 18.000 militari. Tra questi, particolarmente attivi in questo periodo, sono gli assetti dell’Aviazione dell’Esercito che, in concorso alla Protezione Civile, sono impegnati nella campagna antincendio boschiva.

Agli uomini e alle donne dell’Esercito, alle loro famiglie e in particolare ai soldati in servizio, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, rivolge con orgoglio il proprio ringraziamento e plauso per la dedizione, il senso di responsabilità e la professionalità con cui affrontano, anche in questi giorni, il proprio delicato compito.

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Esercito: firmato il contratto per l’acquisizione delle prime 10 unità del nuovo veicolo blindato “Centauro II”

Il modello in scala della nuova blindo Centauro II

Roma, 24 luglio 2018 – Oggi pomeriggio, alla presenza del segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, generale di squadra aerea Carlo Magrassi e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina,  è stato firmato il contratto tra i rappresentanti della Società Consortile Iveco – Oto Melara (CIO) e il direttore degli armamenti terrestri, tenente generale Francesco Castrataro, che prevede la consegna all’Esercito di una prima tranche di 10 blindo “Centauro II”.

Il nuovo mezzo, evoluzione moderna della blindo “Centauro I”, in servizio nei reparti di Cavalleria di linea dell’Esercito, acquisita alla fine degli anni ’80 e molto apprezzata anche dagli eserciti stranieri, rappresenta uno dei più ambiziosi programmi militari della Difesa, che consentirà all’Esercito Italiano di dotarsi di piattaforme con più alti livelli di mobilità, sopravvivenza, oltre ad un elevato indice di digitalizzazione e protezione degli equipaggi. 

5 Firma del contratto

La fornitura completa di 136 veicoli permetterà alla Forza Armata di rispondere alle esigenze operative e di avere mezzi all’avanguardia e più performanti rispetto alla prima versione.

Questo risultato è il frutto di una sinergia di sforzi tra i rappresentanti della Forza Armata, del segretariato generale e del mondo dell’Industria, che consentirà di disporre di un veicolo dalle prestazioni elevate, in grado di operare nei moderni scenari operativi, per l’assolvimento delle missioni a difesa della sicurezza nazionale e nelle operazioni di supporto e mantenimento della pace.

6 I rappresentanti delle Forze armate e della Società Consortile Iveco Oto Melara

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