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Esercito: gridano “lo giuro” gli allievi della scuola miitare Teuliè

schieramento reggimento allievi

Milano, 23 marzo 2019 – Si è svolta ieri mattina, in piazza Duomo, la cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana degli 86 allievi del 1° anno della Scuola Militare “Teuliè”.

L’atto solenne, suggellato con la tradizionale formula del “Lo giuro”, è stato rimarcato dalla  presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, del comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito generale di corpo d’armata Giovanni Fungo e del comandante di NRDC-IT generale di corpo d’armata Roberto Perretti, ma soprattutto dai tanti familiari e amici dei giovani cadetti accorsi per questo significativo evento.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose nonché i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e i gonfaloni della città metropolitana di Milano e della regione Lombardia. Presente anche il sergente Andrea Adorno, decorato di medaglia d’oro al valore militare ed esempio prezioso di elevate virtù militari e umane che ha formulato un indirizzo di saluto agli allievi.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Farina, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi del corso MUSSO III ha sottolineato “è stata grande l’emozione che ho provato al vostro grido con cui avete appena prestato il giuramento al cospetto del tricolore, il vessillo che racchiude tutti i valori fondanti della nostra identità. Con questo gesto avete suggellato la vostra fedeltà alla Patria, divenendo servitori dello Stato, delle sue Istituzioni e del Popolo Italiano. Nel rivolgersi ai genitori ha poi aggiunto “la strada intrapresa dai vostri figli è sicuramente non comune e comporta il sacrificio della vicinanza fisica, a volte dell’apprensione, che da genitore ben conosco, e che si concretizza nell’impossibilità di condividere la quotidianità cui eravamo abituati fino a ieri”.

Gli allievi del 1 anno mentre pronunciano la formula del giuramento

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalla musica della fanfara dell’11° reggimento bersaglieri,  il comandante della Scuola Militare Teulié, colonnello Daniele Pepe ha riconsegnato al sindaco del comune di Milano, dottor Sala, il primo tricolore simbolo delle “Cinque Giornate” di Milano che quest’anno celebra il 171° anniversario.

La scuola militare “Teuliè”, liceo d’elite dell’Esercito, offre mediante un concorso pubblico la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei Licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi. Peraltro, è di questi giorni la pubblicazione del bando di concorso per l’ammissione all’anno scolastico 2019 – 2020.

L’istituto garantisce una vasta e profonda preparazione particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisica degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari. La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto. Negli oltre 200 anni di vita si è confermata un’indiscussa eccellenza che ha formato e continua a formare centinaia di giovani sia nell’ambito militare sia nel mondo civile quali politici, uomini di cultura, industriali, diplomatici, ma, sempre e comunque, cittadini esemplari.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Convegno sulla Difesa collettiva: l’Esercito Italiano

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Roma, 16 marzo 2019 – Difesa Collettiva: l’Esercito Italiano, il secondo di una serie di eventi divulgativi, tesi a spiegare fino in fondo i ruoli e le funzioni di tutte le personalità che compongono il comparto Difesa in Italia, si è tenuto ieri presso la Biblioteca Nazionale centrale di Roma.

Quali sono i compiti dell’Esercito Italiano? Come è cambiato l’approccio tecnologico in relazione alla sostanziale mutazione delle principali minacce? Che poteri ha il capo di Stato Maggiore e quali sono le nuove sfide dell’Esercito Italiano?

A queste e a tante altre domande ha risposto chi ogni giorno lavora per raggiungere un obiettivo ormai considerato indispensabile: far aderire maggiormente i compiti delle nostre Forze Armate alle esigenze dei cittadini italiani.

Relatori dell’incontro sono stati:

  • Dott.sa Elisabetta Trenta 
    Ministro della Difesa
  • Generale Enzo Vecciarelli
    Capo di Stato Maggiore della Difesa
  • Generale Salvatore Farina 
    Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano
  • Generale di brigata Fulvio Poli 
    Vice Capo V Reparto SME
  • On. Raffaele Volpi 
    Sottosegretario di Stato alla Difesa 
  • Dott.sa Barbara Schiavulli 
    Giornalista e corrispondente di guerra

Ha moderato l’on. Angelo Tofalo, sottosegretario di Stato alla Difesa.

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Durante il suo intervento il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha sottolineato che “Non si può fare a meno della professionalità e della forza del nostro Esercito, che ha dimostrato innumerevoli volte le migliori qualità dei militari italiani”, aggiungendo che che “ad oggi vi è una consapevolezza diffusa di quanto l’Esercito sia necessario per garantire la nostra difesa e la sicurezza internazionale. Questo grazie alla capacità di rinnovamento che le Forze Armate, in continua trasformazione e proiettate verso il futuro, hanno dimostrato nel corso degli anni”. Il ministro ha poi evidenziato che la formazione degli ufficiali e dei soldati è costantemente adeguata ai tempi, alle nuove tecnologie, con un addestramento sempre più aderente agli scenari emergenti che fornisce un contributo enorme al rafforzamento delle capacità e delle competenze che vengono sempre poi riversate sul personale più giovane.

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Il capo di SMD, generale Enzo Vecciarelli ha evidenziato l’importanza dell’elemento umano, evidenziando come “i nostri soldati rappresentano il sistema d’arma fondamentale – il fulcro, il cuore e l’anima dell’organizzazione” e pertanto “deve essere sempre valorizzato, sostenuto e continuamente preparato per essere pronto ad assolvere i compiti presenti e futuri”.

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L’on. Angelo Tofalo, promotore del seminario ha voluto enfatizzare come “Difesa Collettiva è un percorso condiviso con i cittadini per spiegare a ogni livello quali sono i principali compiti delle Forze Armate in relazione alle attuali esigenze e agli scenari globali in continua evoluzione. Il convegno di oggi è stato dedicato all’Esercito, uno dei pilastri essenziali su cui regge il Sistema Paese. Le nostre donne e uomini con le stellette che hanno giurato di difendere le Istituzioni anche al costo della propria vita, sono la risorsa più preziosa e specializzata, sempre presenti in Italia e all’estero vicina ai cittadini”.

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Il sottosegretario Raffaele Volpi ha rimarcato la necessità di “capire il nostro ruolo e il nostro spazio come Paese all’interno delle organizzazioni internazionali, sapendo due cose: che noi abbiamo una grande storia, che rappresenta all’interno della comunità internazionale, un esempio di come si opera, non solo dal punto di vista militare e della qualità dell’intervento che noi svolgiamo, ma anche della qualità umana delle nostre Forze Armate; e di individuare una forma di condivisione che rappresenti la nostra di essere nelle organizzazioni internazionali non unicamente legati ad un fatto finanziario. Penso che la strategicità dell’Italia, anche come posizione geografica, non possa essere derubricata in una posizione di secondo piano in quanto noi continuiamo ad essere strategici a livello geografico. Le grandi politiche si fanno con la capacità degli uomini e delle donne e si fanno anche con la capacità di essere presenti geograficamente e geo-politicamente all’interno di un contesto”.

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La dott.ssa Schiavulli, forte della esperienza maturata nelle aree di crisi come inviata di guerra, ha evidenziato lo sviluppo tecnologico osservato nei venti anni a seguito dell’Esercito nelle missioni internazionali, che costituisce sicurezza e garanzia per il personale impegnato nei vari teatri, e la necessità di continuare a incrementare capacità e sistemi all’avanguardia.

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Il capo di SME, generale Salvatore Farina, nel suo intervento ha posto in evidenza come il contributo italiano alla pace, alla sicurezza e alla stabilità internazionale è notevolissimo. I soldati italiani hanno sempre mostrato vicinanza e comprensione nei confronti della popolazione, andando oltre quelli che sono gli obiettivi primari della loro missione e dimostrando nelle operazioni in cui sono impegnati quali Libano, Kosovo, Somalia e Afghanistan, il coraggio, l’umanità e l’altruismo delle nostre Forze Armate. Successivamente ha aggiunto: “Per continuare ad essere rilevanti, abbiamo bisogno di uno strumento militare che sia flessibile e dinamico, in grado di condurre operazioni ad alta intensità. Vogliamo investire sempre di più sul nostro personale, in modo da arrivare ad essere più preparati per assolvere quei compiti di difesa collettiva che sono tanto importanti a livello internazionale”. 

Concludendo, nell’evidenziare il contributo dell’Esercito negli interventi a favore della popolazione a seguito di eventi calamitosi il capo di SME ha voluto salutare i sindaci, o i loro delegati, delle diverse municipalità colpite negli ultimi anni da vari eventi tra cui, il consigliere regionale Pirozzi, ex sindaco di Amatrice, il dott. Terrani, delegato del comune di Palermo, avv. De Antoniis, sindaco di Castel Castagna, dott. Petraccia, sindaco di Pietra Camela, dott. Marinelli delegato del comune di Castel Sant’Angelo sul Nera ed infine la dott.ssa Gatta, delegata del sindaco di Roma dove è impegnata una numerosa componente dell’operazione Strade Sicure.  

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In chiusura del suo intervento, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha delineato le nuove sfide che l’Esercito si trova ad affrontare anche in funzione della mutazione delle principali minacce. Sfide che richiedono una Forza Armata snella, flessibile e in grado di agire anche in conflitti ad alta intensità, con soldati sempre più preparati e sempre meglio equipaggiati con componenti leggere, medie, reparti carri e corazzati integrati a livello interforze e internazionale. Una Forza Armata che vede la sua istantanea ben delineata nel Rapporto Esercito 2018 di recente pubblicazione.  

Numeroso il pubblico che è venuto ad assistere al convegno: politici, parlamentari, industriali, rappresentanti della difesa, militari e due scolaresche.

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Esercito, CaSTA 2019: da subito la fatica protagonista dei campionati alpini

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San Candido (BZ) 18 febbraio 2019 – Sette giorni, 2100 militari, migliaia di chilometri percorsi sulle piste della Pusteria e del Cadore sono i numeri che riassumono in estrema sintesi i campionati sciistici delle truppe Alpine, giunti alla 71^ edizione, aperti, nella giornata di ieri, dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta che nel suo intervento ha sottolineato come: “Oggi, come ieri, uomini e donne in uniforme si ergono a baluardo della salvaguardia degli irrinunciabili valori di democrazia e libertà; i CaSTA sono una competizione che dimostra i valori collettivi riferiti alle capacità di sopravvivenza, mobilità ed efficienza operativa di intere unità in ambiente montano”.

A suggellare il valore dell’ambiente alpino come palestra di efficienza fisica e di carattere il generale di corpo di armata Salvatore Farina, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha ricordato che essere alpini trova la sua essenza nell’affrontare le sfide del soldato in un ambiente altamente proibitivo, ed è vera scuola di vita in grado di temprare il fisico e carattere del singolo combattente.

L’accensione del tripode a San Candido domenica pomeriggio ha dato ufficialmente avvio ai campionati ma oggi la parola passa già agli atleti.

Cerimonia di apertura - CaSTA 2019

Questa mattina, poco dopo l’alba, da passo di Monte Croce Comelico al confine tra il Veneto e l’altro Adige è partita la pattuglia sci-alpinistica che ha visto darsi battaglia oltre 150 militari impegnati in un percorso tecnico particolarmente impegnativo con 30 km da coprire in tecnica scialpinistica ed oltre 1000 metri di dislivello da superare con l’equipaggiamento militare che si aggira attorno ai 25 kg di peso. 

Una prima selezione in vista della più intensa e completa tre giorni che decreterà il miglior plotone dei soldati da montagna. 

Nella prima giornata, a gara ancora in corso, si contendono la vittoria gli uomini del 7° alpini di Belluno e del 2° alpini di Cuneo.  

I CaSTA, nati nel 1931, sono da sempre terreno di caccia dei Reparti che ambiscono alla vittoria per “l’Onor del battaglion”.

Cerimonia di apertura - CaSTA 2019

Sono previste nella settimana di competizione diverse gare ed esercitazioni che, come ha sottolineato il comandante delle Truppe Alpine “sintetizzano l’addestramento delle diverse unità e le capacità acquisite ad operare in fase di soccorso, come parte di un sistema per la  salvaguardia della collettività in situazioni emergenziali. in difficoltà”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Esercito: inaugurati a San Candido i campionati sciistici delle Truppe Alpine 2019

Cerimonia di apertura - CaSTA 2019

San Candido (BZ), 18 febbraio 2019 – Avviata ufficialmente la 71^ edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine con l’accensione del tripode, ieri in piazza del Magistrato a San Candido in Pusteria. Presenti alla cerimonia il ministro della Difesa, dott.ssa Elisabetta Trenta, accompagnata dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher, il commissario di Governo di Bolzano dott. Vito Cusumano e i sindaci dei quattro comuni ospitanti la manifestazione.

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Nati nel 1931 per valutare l’addestramento dei soldati da montagna, i CaSTA si sono evoluti nel tempo fino a diventare un importantissimo momento addestrativo e un’occasione di condivisione di tecniche alpinistiche con uno sguardo sempre più attento alla sicurezza che, nell’edizione 2019, vedrà impegnati oltre 2000 militari; in tale contesto il plotone del 7° reggimento Alpini di Belluno ambisce a vincere per il terzo anno consecutivo il prestigioso Trofeo Buffa.

“Oggi, come ieri, uomini e donne in uniforme si ergono a baluardo della salvaguardia degli irrinunciabili valori di democrazia e libertà; i CaSTA sono una competizione che dimostra i valori collettivi riferiti alle capacità di sopravvivenza, mobilità ed efficienza operativa di intere unità in ambiente montano, coniugandoli alla componente sportiva e del mantenimento della forma fisica, che sono princìpi fondamentali della vita di un militare”, ha sottolineato il Ministro della Difesa nel suo intervento.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel parlare ai militari schierati ha ricordato che essere alpini trova la sua essenza nell’affrontare le sfide del soldato in un ambiente altamente proibitivo, ma allo stesso tempo vera scuola di vita in grado di temprare il fisico e soprattutto il carattere. Il singolo combattente, l’uomo, è il centro della Forza Armata e questo trova conferma qui, tra le montagne, dove le innovazioni tecnologiche e dei materiali possono costituire un valido ausilio, come lo è il progetto “soldato sicuro” a cui, insieme al Vertice della Difesa, l’Esercito sta dedicando energie e risorse per implementare sempre di più le capacità e la sicurezza del singolo uomo e delle Unità in chiave duale.

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“Le diverse gare e le due esercitazioni in programma – ha evidenziato il comandante delle Truppe Alpine nel suo intervento – sintetizzano l’addestramento delle diverse unità alpine e le capacità acquisite di operare in fase di soccorso, come parte di un sistema che impiega strumenti e soggetti diversi in uno sforzo comune sempre ispirato alla salvaguardia della popolazione in difficoltà”.

A gareggiare nelle montagne venete e altoatesine non solo soldati italiani, sono 10 infatti le delegazioni straniere presenti ai campionati, alcune presenti da anni, altre affluite per la prima volta come il Kazakistan. 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Il ministro Trenta in visita agli alloggi ristrutturati della Cecchignola, infrastrutture moderne, sostenibili e a basso impatto finanziario

alcuni momenti della visita del ministro della difesa homepage(1)

Roma, 29 gennaio 2019 – Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accompagnata dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha visitato ieri mattina gli alloggi appena ristrutturati presso alcune caserme della Città Militare “Cecchignola” finalizzati a migliorare le condizioni alloggiative del personale impiegato nell’operazione “Strade Sicure” a Roma.

gli onori resi al ministro della difesa elisabetta trenta

Il ministro Trenta, durante l’incontro con il personale militare e civile del comando comprensorio, ha sottolineato che “l’intervento rientra nell’attuazione del più ampio e ambizioso studio “Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi”, presentato dallo Stato Maggiore dell’Esercito e voluto dalla Difesa per mettere a disposizione del personale infrastrutture di nuova generazione, efficienti, funzionali, pienamente rispondenti alle normative vigenti, comprensive di aree addestrative, poli alloggiativi per il personale militare e relative famiglie e strutture sportive e socio ricreative aperte anche alla collettività”.

I lavori, eseguiti dal Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale (ROGI), hanno visto la messa in opera di interventi di manutenzione di alcune palazzine che hanno consentito di incrementare la capacità alloggiativa con ulteriori 460 posti letto. Questo intervento fa seguito a quelli già realizzati negli ultimi mesi a Roma, Milano e Cesana Torinese (TO) che hanno consentito l’ammodernamento di oltre 100 alloggi.

Infrastrutture moderne, sostenibili e a basso impatto finanziario per i militari. Misure che si inseriscono nell’attuazione delle linee programmatiche illustrate dal generale Farina alle Commissioni Difesa riunite di Camera e Senato ed in particolare per quanto riguarda gli aspetti legati al benessere e alla sicurezza del personale. In tale contesto, sono state avviate anche le attività propedeutiche per la realizzazione di alcuni progetti pilota al Nord, Centro e Sud Italia.

L’avvio di questo innovativo e moderno studio, dal basso impatto finanziario trattandosi di un piano ad ampio respiro e concepito per rinnovare un parco infrastrutturale costituito da immobili realizzati da più di 70 anni, consentirà di intervenire con risolutezza e senza indugi avviando un processo “virtuoso” che permetta di poter disporre di un parco infrastrutturale completamente rinnovato con conseguenti ridotti costi di manutenzione, ad alto efficientamento energetico e con materiali ecosostenibili. Il progetto, peraltro, risulta costo-efficace dal punto di vista economico, anche in relazione al contenimento, in prospettiva, dei costi di funzionamento e dei vantaggi  per il personale insiti nell’utilizzo di standard qualitativamente superiori.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il Capo di SME in visita a Bracciano alle unità di artiglieria

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Bracciano (RM), 17 Gennaio 2019 – Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha visitato il Comando Artiglieria e il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”.

Accolto al suo arrivo dal generale di brigata Fabio Giambartolomei, comandante del Comando Artiglieria, e dal colonnello Mauro Bruschi, comandante del 185° reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore”, il generale Farina ha visitato le principali infrastrutture delle due unità incontrando successivamente tutto il personale congratulandosi con loro per i risultati conseguiti nelle numerose attività addestrative e nelle operazioni condotte in Patria, come “Strade Sicure” sulle piazze di Fiumicino e Civitavecchia e nei vari teatri operativi che hanno visto operare gli artiglieri in Kosovo e Libano.

Il capo di SME ha evidenziato come ancora oggi l’Artiglieria rappresenti un elemento fondamentale per l’Esercito e che questa al pari delle altre Armi trova piena integrazione nelle “cinque sfide” attorno alle quali gravita l’evoluzione dell’Esercito.

Ai “Diavoli gialli” del 185° ha enfatizzato la peculiarità del reparto che riunisce un mix di virtù militari che comprendono lo spirito di corpo e la preparazione al combattimento dei paracadutisti, con la metodica precisione e puntuale applicazione tipica dell’“Arma Dotta” Artiglieria. Infine, il generale Farina ha illustrato alcuni dei principali eventi addestrativi che vedranno gli artiglieri protagonisti sia in Italia che all’estero, sottolineando che il successo di ogni attività della Forza Armata ha come elemento fondamentale il “gioco di squadra” per fare sempre di più insieme.

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Al termine della visita presso le unità, il generale Farina ha incontrato il sindaco di Bracciano, dott. Armando Tondinelli, con il quale ha condiviso la piena sinergia e integrazione tra i militari e la comunità cittadina prospettando ulteriori future collaborazioni. 

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Il capo di SME insieme ai Diavoli Gialli

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Esercito, inaugurazione anno accademico/scolastico 2018-2019

Passaggio in rassegna

Torino, 30 novembre 2018 – Al via l’anno accademico e scolastico degli istituti di formazione e avvicendamento al vertice del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Questa mattina, presso il Palazzo dell’Arsenale di Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito alla presenza del sottosegretario alla Difesa, on. Raffaele Volpi, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, e di numerose altre autorità civili, militari e religiose è stato inaugurato l’Anno Accademico/Scolastico 2018 – 2019.

Dopo l’indirizzo di saluto del generale di corpo d’armata Giovanni Fungo, comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, il prof. Gianmaria Ajani, rettore dell’università di Torino, ha tenuto una  Lectio Magistralis sul tema “L’Università nell’Europa”. A seguire sono stati premiati gli ufficiali e gli allievi frequentatori, primi classificati nel merito complessivo al termine del 1° anno di corso.

Discorso del Capo di SME 

Il generale Farina, rivolgendosi agli allievi, ha evidenziato che “le sfide di oggi ci richiedono un ampio spettro di risposte che devono risiedere su due pilastri fondamentali: i nostri specifici valori  istituzionali e la capacità di anticipare e adeguarsi ai cambiamenti. Abbiamo, perciò il dovere di preparare Comandanti, e leader a tutti i livelli, che sia capaci nel campo cognitivo, fisico e soprattutto etico-morale.

Successivamente, il capo di SME ha dichiarato ufficialmente aperto l’Anno Accademico/Scolastico 2018-2019 in collegamento video con tutti gli Istituti militari dell’Esercito: la Scuola di Applicazione di Torino, l’Accademia Militare di Modena, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito di Perugia e le due Scuole militari, “Nunziatella” di Napoli e “Teulié” di Milano. I suggestivi rintocchi della “Campana del Dovere” hanno suggellato il momento solenne, richiamando tutti i frequentatori alla responsabilità e all’impegno assunto nei confronti dell’Istituzione e quale motivo di deferente ricordo per tutti coloro che, nel rispetto del giuramento prestato e del dovere assunto, hanno sacrificato la propria vita per il bene dell’Italia. 

I frequentatori degli Istituti dell'Esercito suonano i rintocchi

A seguire ha avuto luogo l’avvicendamento al vertice del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito tra il generale di corpo d’armata Giovanni Fungo, cedente ed il generale di divisione Salvatore Cuoci, subentrante. L’evento è avvenuto dinanzi alla Bandiera d’Istituto decorata di medaglia d’argento al Valore Militare, al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, al reparto di ufficiali frequentatori ed al personale militare e civile del Comando. Il generale Cuoci proviene dal Kosovo dove ha comandato la missione KFOR dal 16 novembre 2017 al 28 novembre 2018. il generale Fungo guiderà il Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina in Roma (incarico ricoperto ad interim dal 7 novembre scorso).

La Campana del Dovere

Gli istituti di formazione dell’Esercito hanno il compito di preparare, accrescere e consolidare, nei frequentatori, i valori che caratterizzano il militare, quali onore, lealtà, coraggio, senso del dovere, fedeltà alle istituzioni.

Ogni anno i corsi svolti negli Istituti di Formazione dell’Esercito sono frequentati da oltre 1000 ufficiali, 400 allievi ufficiali, circa 600 sottufficiali e 400 studenti allievi delle scuole militari. Ad essi si aggiungono gli oltre 2500 frequentatori dei corsi di lingue straniere presso la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito. Si tratta di un onere notevole e di una altissima responsabilità, per assolvere i quali un significativo contributo è assicurato anche dal prezioso, consolidato e proficuo rapporto di collaborazione con i prestigiosi Atenei universitari di Torino, Modena e Reggio Emilia, Viterbo e Perugia, unitamente agli Uffici Scolastici delle città di Napoli e Milano.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Antonella Lallo

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