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Spagna, esercitazione Toro 2019, attività tattiche di combattimento congiunte tra i soldati italiani e spagnoli

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Saragozza (ES), 18 novembre 2019 – L’esercitazione Toro 2019 è entrata nella fase più importante: la condotta di attività tattiche di combattimento congiunte tra i soldati della brigata Pinerolo e la brigata spagnola Aragon I.

Le due unità dopo un’intensa attività di amalgama e preparazione dei giorni scorsi, sono pronte a testare l’interoperabilità dei sistemi di comando e controllo e le procedure attuative che verranno impiegate nell’ambito dell’assolvimento dei diversi compiti tattici, impiegando “a fuoco” tutte le piattaforme e sistemi d’arma schierati per questo fondamentale momento addestrativo.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, durante la sua visita nell’area addestrativa di San Gregorio, si è rivolto ai soldati della Pinerolo sottolineando come le attività esercitative congiunte, quali l’esercitazione Toro 2019, rappresentino “un’occasione essenziale per accrescere il bagaglio professionale di tutti noi, e siano da stimolo per fare sempre meglio, esprimendo potenzialità peculiari della componente terrestre della Difesa uniche ed attuabili solamente dall’Esercito. Per questo motivo abbiamo il dovere di essere sempre pronti a operare per la Difesa dell’Italia e per la sicurezza internazionale.”

La Toro 2019 vedrà nei prossimi giorni lo sviluppo di attività di combattimento in cui, secondo un approccio inter-arma, tutte le tipologie di unità schierate verranno impiegate in maniera sinergica e combinata, consentendo a soldati italiani e spagnoli di accrescere la loro interoperabilità ma anche la conoscenza reciproca di capacità procedure e sistemi d’arma.

La collaborazione tra la brigata Pinerolo e la Aragon I, nasce dalla firma di una lettera d’intenti tra l’Esercito Italiano e l’Ejercito de Tierra siglata il 25 settembre 2017 nel corso del 4° Forum dei comandanti delle forze terrestri europee, che prevedeva la forte volontà di rafforzare le attività esercitative tra le parti, al fine di implementare l’interoperabilità di procedure e sistemi tra le due forze armate attraverso la stretta collaborazione e affiliazione tra due unità di livello Brigata.

La brigata Pinerolo si è schierata presso l’area addestrativa “San Gregorio” di Saragozza con il posto comando di Brigata, l’82° reggimento Fanteria “Torino” e assetti del 21° Reggimento Artiglieria Terrestre “Trieste”, 11° reggimento genio guastatori e 232° Reggimento Trasmissioni, al fianco dei colleghi della brigata “Aragon I” dell’ Esercito Spagnolo.

Scopo principale di questo importante evento addestrativo è stato quello di perfezionare il livello d’integrazione delle Unità e testare l’interoperabilità dei servizi e sistemi di comando e controllo italiano (SIACCON ADV) e spagnolo (SIMACET) affinando sia le procedure da attuare nei posti Comando che le procedure d’impiego delle unità impegnate.

L’attività esercitativa a fuoco, condotta in maniera integrata tra le unità italiane e spagnole, ha visto il suo momento culminante, durante le fasi della manovra, nell’azione combinata dei vari sistemi d’arma italiani tra cui il VBM “FRECCIA” (in versione combat e porta mortaio da 120 mm), VTLM “LINCE”, VTMM “ORSO”, OBICI FH70 con quelli in dotazione alle unità spagnole.

La “TORO 2019”, che vede operare sul terreno 400 militari dell’Esercito Italiano, terminerà nei prossimi giorni con una Livex di 72H che rafforzerà l’integrazione dei due Paesi alleati.

14_ TORO 2019_ MILITARE ITALIANO E SPAGNOLO A FINE ESERCITAZIONE

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Giurano 88 allievi del 232° corso della scuola militare “Nunziatella”

allievi che cantano l'inno

Napoli, 16 novembre 2019 – Giuramento di 88 allievi del 232° corso della Scuola Militare “Nunziatella” questa mattina in piazza del Plebiscito. La cerimonia si è svolta alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa on. Angelo Tofalo e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, dinanzi alla gloriosa bandiera d’istituto, decorata con la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito.

All’evento hanno preso parte numerose autorità civili, religiose e militari tra cui il presidente della Regione Campania dott. Vincenzo De Luca, il prefetto dottoressa Carmela Pagano, il generale Rolando Mosca Moschini e la Medaglia d’Oro al Valor Militare, generale di corpo d’armata dei Carabinieri Rosario Aiosa, ex allievo della scuola e padrino del 232° corso. Hanno fatto da cornice agli 88 allievi, di cui 25 donne, numerosi labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, i gonfaloni della città metropolitana di Napoli e della Regione Campania e le migliaia di ex-allievi accorsi per stringersi intorno ai giovani giuranti.

Il Sottosegretario Tofalo durante il suo intervento

Nel corso del suo intervento il sottosegretario di Stato alla Difesa Tofalo ha sottolineato “Le Scuole militari sono una realtà portante della Difesa. È qui che nasce la classe dirigente del futuro. Cari ragazzi, avete fatto una scelta che vi impegnerà per tutta la vita. Onoratela. Giurando fedeltà alla Repubblica, siete cittadini italiani ancora più consapevoli e la vostra stella polare resterà sempre l’interesse nazionale e il bene del Paese. Ai familiari dico di esser orgogliosi dei propri figli per la scelta che hanno fatto. La Difesa lo è. Io lo sono”.

il Gen farina durante il discorso

Il generale Farina durante il suo discorso,  ha ringraziato i familiari degli allievi, gli ex allievi e tutta la cittadinanza napoletana e successivamente, rivolgendosi ai giurandi, ha ricordato che “le parole del giuramento pronunciate poco fa saranno da oggi la stella polare che guideranno il vostro cammino. Il loro significato è quello di affrontare lo studio, il lavoro e la vita, di petto, con coraggio e determinazione ma anche con generosità, abnegazione e altruismo”.

Il capo di SME ha poi evidenziato il progetto sulla Grande Nunziatella Europea volto a promuovere il ruolo del Rosso Maniero anche nel futuro trasformando l’istituto secondo le più moderne concezioni, tanto dal punto di vista didattico quanto da quello infrastrutturale e funzionale, facendolo diventare un polo innovativo e al passo con i tempi, aperto anche ad altre nazioni.

consegna dello spadino

Momento saliente della cerimonia è stata la simbolica consegna dello spadino ad un Allievo del primo anno da parte di un Allievo del terzo anno; lo spadino, emblema di appartenenza alla Scuola Militare “Nunziatella”, rappresenta l’importante passaggio di consegne, tradizioni e valori che vengono tramandati alle nuove generazioni.

Cornice unica dell’evento è stata la monumentale Piazza del Plebiscito, gremita da familiari, parenti ed ex-allievi, giunti per l’occasione da ogni parte d’Italia per assistere alla cerimonia, rimarcando così la solennità del momento e accompagnando, idealmente quasi per mano, gli Allievi in questo momento di crescita.

Il reggimento di formazione, così costituito, agli ordini del comandante della scuola militare “Nunziatella”, colonnello Amedeo Cristofaro, ha visto tra le proprie fila la Banda dell’Esercito e la Batteria Tamburi della Scuola.

gruppo bandieraLa scuola militare “Nunziatella”, fondata il 18 novembre 1787 come Reale Accademia Militare, con sede sulla collina di Pizzofalcone a Napoli, nello storico edificio che la ospitò fin dalla sua fondazione, è uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia e del mondo. 

Per il ruolo svolto nei tre secoli di attività nel settore dell’alta formazione, quale motore accademico, sociale ed economico per l’Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati, è stata dichiarata “Patrimonio storico e culturale dei Paese del Mediterraneo”, da parte dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo. 

La scuola fin dalle origini è stata luogo di elevata formazione militare e civile, da cui il motto “Preparo alla vita e alle armi”, e ha avuto tra i suoi professori ed alunni personalità di elevato valore, riconosciuti sia a livello nazionale sia internazionale.  

familiari e allievi dopo la cerimonia

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Presentato a Napoli il progetto “Caserme Verdi”

Presentazione Caserme Verdi -Napoli (2)

Napoli, 16 novembre 2019 – Il progetto di riammodernamento delle infrastrutture militari è stato presentato a Napoli durante il convegno “Caserme Verdi – per un Esercito all’avanguardia in un Paese moderno” che si è svolto ieri a Palazzo Salerno di Napoli sede del comando delle Forze Operative Sud. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina e il prefetto di Napoli Carmela Pagano hanno presenziato la manifestazione, insieme alle numerose altre autorità e qualificati esponenti del mondo universitario, industriale, della ricerca e dei media.

Il generale di divisione Vasco Angelotti, capo dipartimento infrastrutture dello Stato Maggiore Esercito ha aperto i lavori illustrando i lineamenti progettuali dello “Studio Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi”. Successivamente sono intervenuti il prof. Gaetano Manfredi, rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il prof. arch. Renata Picone, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archittetonici e del Paesaggio dell’Università degli studi di Napoli “Federico II”, il brigadier generale Giancarlo Gambardella, direttore della task force Dismissioni immobiliari del Ministero della Difesa, moderati dal giornalista Gianni Molinari de “Il Mattino”.

La collaborazione tra Esercito-Difesa e l’amministrazione comunale di Napoli e con l’assessorato alle infrastrutture della regione Campania è stata sottolineata anche dall’assessore Fucito e dall’assessore Discepolo che hanno apprezzato molto il progetto ed assicurato pieno contributo delle rispettive amministrazioni.

Nel proprio intervento, il generale Farina ha evidenziato l’importanza di ammodernamento del parco infrastrutturale attraverso la realizzazione di basi militari di nuova generazione, che risultino efficienti, funzionali, ispirate a criteri costruttivi innovativi con basso impatto ambientale (in linea con l’attenzione nazionale e internazionale verso l’attuazione di green policy) e ridotti costi di manutenzione, necessari sia per la sicurezza e il benessere dei soldati sia per aumentare l’integrazione sociale attraverso l’apertura di strutture ricreative anche alla popolazione civile residente nelle zone contermini.

“Anche qui in Campania”, ha aggiunto il capo di SME: “vogliamo arricchire questo nostro progetto, operando in modo condiviso con le istituzioni ai vari livelli, con le imprese, con le università e con tutti coloro che credono in questo progetto. In particolare, abbiamo previsto di implementare al massimo le potenzialità offerte dai poli di Capua, Persano e Nocera Inferiore per consentire notevoli opportunità per il tessuto urbano e la sua cittadinanza, laddove la razionalizzazione delle infrastrutture esistenti e la loro apertura alla popolazione permetteranno di rendere disponibili nuovi spazi, aree migliorate dal punto di vista della sostenibilità ambientale e della vivibilità.

A Napoli “Caserme Verdi” riguarderà lo studio sulla Grande Nunziatella Europea, ambizioso progetto volto a promuovere il ruolo del Rosso Maniero anche nel futuro trasformando l’istituto secondo le più moderne concezioni, tanto dal punto di vista didattico quanto da quello infrastrutturale e funzionale, facendolo diventare un polo innovativo e al passo con i tempi, aperto anche ad altre nazioni.

Nel meridione il progetto coinvolgerà anche la caserma “Briscese” a Bari, “Floriani” a Torre Veneri (Le), “Sernia-Pedone” a Foggia, la “Crisafulli Zuccarello” di Messina, la “Mereu-Riva di Villasanta-Monfenera” di Cagliari, il poligono, la caserma “Pisano” di Capo Teulada (Ca) e alcune infrastrutture di Palermo.

Presentazione Caserme Verdi -Napoli (4)

Lo “Studio Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi” coinvolge al momento 26 caserme dislocate su tutto il territorio nazionale e prevedrà cinque diverse aree funzionali: area comando, addestrativa, logistica, sportiva ricreativa, alloggiativa. Il progetto, partendo da inderogabili necessità di sicurezza e benessere del personale – inteso sia come persona sia come soldato che rappresenta un’importante risorsa operativa da addestrare e rendere efficiente – è stato sviluppato su direttrici quali rispetto dell’ambiente, bassi consumi energetici e basso impatto finanziario con indiscutibili ricadute sul tessuto economico e sociale delle aree interessate prossime alle caserme.

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Presentato alla Luiss “Soldati”, il CalendEsercito 2020 (acquistabile online)

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Roma, 9 novembre 2019 – Presentato il nuovo calendario dell’Esercito italiano nell’aula magna Mario Arcelli della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli. Il CalendEsercito 2020, quest’anno è intitolato “Soldati” e il tema è l’identità del soaldato italiano.

L’evento si è tenuto alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, di alte autorità militari tra cui il generale Rolando Mosca Moschini, autorità civili e religiose oltre che di numerosi studenti dell’ateneo e dell’Istituto Magistrale Statale di Roma.

L’edizione 2020 del CalendEsercito è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con la società Leonardo, sponsor principale dell’opera e rappresentata per l’occasione dall’amministratore delegato di Leonardo dott. Alessandro Profumo.

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Il calendario è stato illustrato dai moderatori dott.ssa Benedetta Rinaldi e dott. Francesco Giorgino che, insieme al generale Farina e al direttore generale della Luiss, dott. Giovanni Lo Storto, hanno spiegato il significato dell’opera editoriale dedicata al tema “l’Essere Soldati”, quale fondamentale pilastro dell’Esercito Italiano: essere Soldati vuol dire servire in armi la Patria con lealtà e orgoglio, onorare e rafforzare i valori, le tradizioni e le virtù militari, essere fedeli sempre al proprio giuramento, dimostrare coraggio e altruismo, essere pronti a sacrificare la vita per la difesa del nostro Paese e il bene della collettività.

Il generale Salvatore Farina, nel corso del suo intervento, ha sottolineato che l’Esercito è un’istituzione moderna, pronta ed efficiente, basata sull’elemento umano e supportata da moderne tecnologie, elemento cardine del sistema di difesa per la sicurezza interna ed esterna del Paese, costantemente proiettata al futuro e contraddistinta da principi e ideali di eccezionale portata, racchiusi in un passato glorioso.

“Armi, corpi e specialità differenti, legate a tradizioni, esperienze e prerogative spesso uniche, vengono coltivate e mantenute vive con grande attenzione e orgoglio”, ha successivamente aggiunto il capo di SME evidenziando inoltre che “tradizioni radicate e antiche delineano i molti volti dei nostri soldati e costituiscono il valore aggiunto di un esercito che, nella sua diversità, costituisce un’unica grande famiglia salda e coesa”.

“Siamo orgogliosi che l’Esercito Italiano abbia scelto la Luiss per presentare l’edizione 2020 del suo calendario” ha dichiarato il direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto: “Questa iniziativa si inserisce nell’ambito di una stretta collaborazione tra la Luiss e lo Stato Maggiore dell’Esercito tesa a migliorare la conoscenza reciproca tra i nostri studenti, i professionisti di domani, e le Forze Armate. La collaborazione con l’Esercito Italiano risponde alla domanda di esperienza pratica da parte degli studenti, utile per loro e per il loro inserimento nel mondo del lavoro. Guardare con i propri occhi quello che leggono sui libri è per i ragazzi un importante passo di crescita e una possibilità unica di capire la loro effettiva vocazione professionale”.

“L’industria della Difesa svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo del Paese, in quanto pone le condizioni per la sua sicurezza, stabilità e crescita. Con responsabilità e orgoglio Leonardo rappresenta la punta di diamante dell’industria nazionale che, anche grazie alla stretta partnership con le Forze Armate nella definizione di nuove capacità e prodotti, riesce ad affermarsi con successo sui mercati internazionali”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Leonardo dott. Alessandro Profumo. “Il nostro compito è quello di sviluppare le migliori tecnologie per la sicurezza e l’operatività dell’Esercito, con particolare attenzione all’utilizzatore finale, il soldato, al quale questo calendario è dedicato”.

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Il “CalendEsercito 2020” intende, quindi, esaltare l’inestimabile patrimonio di ogni Arma, Corpo e specialità narrandone, una a una, le principali vicende di ieri e di oggi e mettendo in evidenza l’operato dei Soldati, di ogni ordine e grado, quotidianamente impegnati al servizio del Paese. Sono proprio loro a rappresentare la vera ricchezza dell’Esercito, a renderlo unico e impareggiabile e che, nel servire il Tricolore animati da valori quali l’altruismo, l’abnegazione e la dedizione, possono affermare con orgoglio, noi siamo SOLDATI!

Ulteriore novità dell’edizione 2020, è rappresentata da “Noi Siamo l’Esercito” il calendario fotografico, inserto del CalendEsercito che scandirà i mesi del prossimo anno con dodici scatti e altrettanti valori identitari della Forza Armata.

L’edizione di quest’anno, disponibile sia nella versione classica tradizionale “da muro” sia in quella “fotografica”, contribuirà a sostenere l’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani ed i Militari di Carriera dell’Esercito (O.N.A.O.M.C.E.) alla quale sarà devoluta una quota del ricavato delle vendite. L’Opera Nazionale assiste, attualmente, circa 500 orfani di Ufficiali, Sottufficiali, Graduati nonché dei militari di truppa, a ciascuno dei quali eroga sussidi annuali per la formazione scolastica e per particolari necessità di carattere economico-familiare.

 

 

“CalendEsercito 2020” è un progetto editoriale, realizzato e prodotto dallo Stato Maggiore dell’Esercito e può essere acquistato online sul sito esercito.difesa.it 

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A sei bandiere di guerra la medaglia dell’Ordine Militare d’Italia durante la cerimonia del 4 novembre a Napoli (video)

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Napoli, 8 novembre 2019 – Le Forze Armate quest’anno hanno celebrato la loro festa e l’unita d’Italia a Napoli sotto richiesta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per donare ulteriore lustro alla città. Mezzi militari, sfilamento di reparti interforze, associazioni d’arma, hanno “invaso” la città, da largo Diaz a Piazza del Plebiscito, dando cosi possibilità ai napoletani di avvicinarsi alla Marina Militare, Aeronautica, Esercito, Carabinieri e alla Guardia di Finanza, l’unica forza di polizia adibita al controllo Marittimo.

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Una cerimonia ufficiale per commemorare la giornata si è svolta tra lungomare Caracciolo e largo Diaz dove militari uomini e donne delle quattro Forze Armate, Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, la Guardia di Finanza si sono ammassati di fronte alle numerose autorità militari, civili e religiose.

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La cerimonia è stata presenziata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini e da capo di Stato Maggiore generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli. Presenti i capi di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, della Marina Militare ammiraglio ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, dell’Aeronautica Militare generale di squadra aerea Alberto Rosso, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri generale Giovanni Nistri e il comandante della Guardia di Finanza generale di corpo d’armata Giuseppe Zafarana.

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Nel corso della cerimonia 6 bandiere di guerra sono state onorificate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la medaglia dell’Ordine Militare d’Italia:

  • Bandiera di guerra della Marina Militare e delle Forze Navali,
  • Bandiera di guerra del 151° reggimento Fanteria “Sassari”
  • Bandiera di guerra del 4° reggimento Alpini Paracadutisti,
  • Bandiera di guerra del 51° stormo dell’Aeronautica Militare,
  • Bandiera di guerra del 7° reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige”,
  • Bandiera di guerra del 13° reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.

Nel dettaglio le motivazioni dell’onorificenza:

Bandiera di guerra della Marina Militare e delle Forze Navali, 
Mar Mediterraneo, 12 marzo 2015 – 31 dicembre 2018

Gli equipaggi delle Forze Navali della Marina Militare, impegnati nell’Operazione “Mare Sicuro”, conducevano con abnegazione, elevata professionalità, perizia marinaresca, ed eccezionale umanità e spirito di servizio, una meritoria missione di contrasto all’uso illegittimo dell’alto mare.

Hanno assicurato il necessario livello di sicurezza marittima per la tutela dei molteplici interessi nazionali esposti a crescenti rischi e incertezze causati dall’aggravarsi della minaccia terroristica.

Sovente esponevano la propria vita a manifesto pericolo per la cattura di unità ed il fermo degli equipaggi appartenenti a organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti, raccogliendo, altresì, informazioni utili a comprendere l’andamento della crisi mediterranea. In tale ambito gli equipaggi delle Forze Navali della Marina Militare hanno meritato il plauso della Nazione tutta e della Comunità Internazionale, dando lustro e prestigio alla Forza Armata.

Bandiera di guerra del 151° reggimento fanteria “Sassari”
Afghanistan, Libano e Iraq, 2007 – 2018 

Prestigiosa unità che per oltre un decennio ha condotto molteplici attività di elevata valenza per la sicurezza e la stabilizzazione di territori caratterizzati da diffusa violenza interetnica e significativa minaccia terroristica.

Nel solco delle più fulgide tradizioni della Fanteria italiana, il 151°, costantemente animato da abnegazione e saldezza morale, ha dato prova di audacia e altissimo senso del dovere conducendo con magistrale perizia operazioni ad elevato rischio in contesti impervi quali l’Afghanistan, il Libano e l’Iraq. In questa ultima regione i fanti della Sassari, a presidio della strategica diga di Mosul, hanno dato ennesima prova di perizia e dedizione al dovere.

Reggimento da sempre riconosciuto quale unità d’eccellenza della nostra Fanteria, fedele al proprio motto “sa vida pro sa patria”, ha contribuito a dare lustro all’Esercito e all’Italia in ambito internazionale.

Bandiera di guerra del 4° reggimento Alpini Paracadutisti
Mozambico, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Afghanistan, Libano, Iraq, Libia e Somalia, 2002 – 2018

Unità delle Forze Speciali, impiegata in molteplici e rischiosi Teatri Operativi, si prodigava con altissima professionalità e indiscusso coraggio nel compimento delle ardue missioni assegnate, esercitando con straordinaria efficacia la propria limpida, ardita e intelligente azione militare in ogni situazione operativa di particolare complessità e delicatezza.

Animati da abnegazione, valore e ardimento, spesso schierati in condizioni operative e ambientali di elevato rischio, gli Alpini del 4°, fedeli al proprio motto “in adversa ultra adversa”, hanno ottenuto importanti risultati operativi consentendo il raggiungimento di obiettivi di rilevanza strategica.

Ammirevole esempio di Reparto che, per audacia e altissimo senso del dovere, ha contribuito ad accrescere il prestigio dell’Esercito Italiano in contesti internazionali dando lustro alla Nazione.

Bandiera di guerra del 51° stormo dell’Aeronautica Militare
Cieli dell’Afghanistan, della Libia e dell’Iraq, 2015 – 2019

Prestigiosa unità di volo dell’Aeronautica Militare, dalle gloriose tradizioni, impiegata senza soluzione di continuità, nei vari teatri di crisi al servizio della comunità internazionale.

Dopo aver operato nell’ambito dell’operazione ISAF in Afghanistan e aver partecipato all’operazione UNIFIED PROTECTOR in Libia, il 51° Stormo, a brevissima distanza dal proprio rientro, è stato dapprima rischierato sulla base di Trapani, per oltre un anno, per il monitoraggio della delicata e contingente situazione politica nel Mediterraneo. Successivamente ha sostenuto con i propri velivoli, in totale autonomia e con ingenti sacrifici da parte del proprio personale, l’operazione PRIMA PARTHICA, per contrastare la minaccia del terrorismo islamico in terra irachena.

Il valore, le spiccate virtù militari, l’amor Patrio, lo straordinario spirito di sacrificio e l’esemplare efficienza che da sempre contraddistinguono questo glorioso Reparto, hanno permesso di totalizzare oltre 11000 ore di volo in operazioni reali e di pervenire a risultati di grande rilievo, oggetto di numerosi riconoscimenti in ambito internazionale.

Bandiera di guerra del 7° reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige”
Territorio estero, 1982 – 2018

Reggimento Carabinieri di spiccata preparazione ed efficienza, impiegato in numerose missioni all’estero per il mantenimento della pace e per la protezione delle sedi diplomatiche nazionali nelle aree di maggiore instabilità, dava prova di perizia e di ardimento, nel solco delle più fulgide e gloriose tradizioni militari dell’Arma.

Dalle martoriate terre balcaniche ai remoti territori iracheni e afgani, conduceva molteplici attività per ristabilire condizioni di sicurezza, operando con fermezza e determinazione, non disgiunte da eccezionale umanità. Ovunque necessario, agiva a salvaguardia degli interessi nazionali, tutelando l’esercizio delle funzioni del Corpo diplomatico.

L’instancabile e meritorio impegno rendeva testimonianza dell’ammirevole tenacia e della straordinaria capacità del Reparto, che guadagnavano il plauso degli alleati e della comunità internazionale, accrescendo il lustro delle Forze Armate italiane e della Nazione.

Bandiera di guerra del 13° reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”
Territorio estero, 1991 – 2018

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Reggimento Carabinieri di spiccata preparazione ed efficienza, nel solco delle gloriose tradizioni militari dell’Arma, offriva reiterate prove di ammirevole valore e lodevole determinazione in molteplici missioni condotte all’estero per il mantenimento della pace e nella protezione delle sedi diplomatiche nazionali nelle aree di maggiore instabilità.

Dalle martoriate terre balcaniche ai remoti territori iracheni e afgani, assolveva ai compiti assegnati con risoluta fermezza e ammirevole capacità, non disgiunte da eccezionale umanità, operando in contesti ambientali, sempre caratterizzati da elevato rischio. Ovunque necessario, agiva a salvaguardia degli interessi nazionali tutelando l’esercizio delle funzioni del Corpo diplomatico.

Il tenace impegno e l’appassionata dedizione del Reparto, uniti agli straordinari risultati operativi conseguiti, riscuotevano il plauso degli alleati e della comunità internazionale, accrescendo il lustro delle Forze Armate italiane e della Nazione.

Nel video le sei bandiere di guerra di posizionano davanti al palco d’onore

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Immagini di Monica Palermo
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La Folgore commemora il 77° anniversario della battaglia di El Alamein

consegna del basco

Pisa, 25 ottobre 2019 – Una cerimonia di commemorazione dei fatti d’arme di El Alamein si è svolta oggi presso la Caserma “Gamerra” di Pisa, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina.

La battaglia rappresentò uno dei momenti più epici della storia dell’Esercito e dei suoi soldati il cui valore e gesta furono riconosciute anche dall’avversario dell’epoca. Infatti, lo stesso Winston Churchill rese onore all’eroico sacrificio dei soldati italiani ad El Alamein in un discorso alla Camera dei Comuni di Londra, usando queste parole: “Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore…”

A lui fecero eco, il corrispondente di Radio Cairo, Heartbrington che, l’8 novembre 1942, sintetizzo quei giorni drammatici sottolineando come “La Divisione Folgore ha resistito al di là di ogni possibile speranza”, e la BBC di Londra che commentò come “Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno”.

Nel corso del suo intervento il generale Farina ha dapprima ringraziato le associazioni combattentistiche e d’arma ed in particolare l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia custodi della memoria e delle tradizioni delle armi e specialità dell’Esercito, per poi rivolgersi agli uomini e donne della Folgore presenti a Pisa, evidenziando come i paracadutisti di oggi siano animati dagli stessi ideali che mossero “i ragazzi della Folgore di allora” e che fanno di questa Unità, insieme agli operatori delle Forze Speciali, “la punta di diamante delle Forze Armate”. 

discorso del Gen Farina

Nel proseguo del suo intervento, il capo di SME ha evidenziato i costanti eccellenti risultati ottenuti dalla Folgore nei vari teatri operativi che l’hanno vista protagonista dal 1982 sino ai giorni nostri, così come l’impegno nel garantire la sicurezza dei cittadini con l’operazione “Strade Sicure” e le molteplici e complesse attività addestrative nazionali e internazionali come ad esempio la Mangusta, la Swift Response 2019, la Muflone o la Gazza Ladra del Comparto Operazioni Speciali, solo per citarne alcune, condotte con paritetiche unità come la 173^ Airborne Brigade. 

Risultati questi “frutto di una forma mentis vincente e improntata sempre all’azione” che fa dei paracadutisti “una salda compagine di donne e uomini addestrati e preparati secondo standard elevatissimi ed alla continua ricerca di innovazioni e aggiornamenti” e che rappresentano “per la Forza Armata e per l’intera comunità nazionale un modello di riferimento, fonte di ispirazione e motivo di orgoglio”. In tal senso, ha elogiato tutti i paracadutisti, volontari, graduati, sottufficiali, ufficiali e catena di comando, esprimendo apprezzamento per la Brigata Folgore, il Comando Forze Operative Nord e i rispettivi comandanti, generale di brigata Beniamino Vergori e il generale di corpo d’armata Amedeo Sperotto.

Il comandante della Folgore, nel rivolgersi ai paracadutisti e agli ospiti intervenuti ha evidenziato come la Brigata Paracadutisti  sia costituita da donne e uomini in cui risiedono valori come spirito di sacrificio, senso del dovere e rispetto per il prossimo e per i più deboli e che servono la Patria con slancio e passione dalle città italiane, nel corso dell’impiego nell’Operazione Strade Sicure, ai diversi scenari di crisi internazionali in cui contribuiscono alla sicurezza e stabilità.  

La Folgore infatti, proprio per la particolarità e le caratteristiche dei propri paracadutisti, è impegnata costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in tutte le missioni internazionali dove sono presenti le Forze Armate Italiane, nonché nelle operazioni in ambito nazionale, quali Strade Sicure, per concorrere alla sicurezza di diverse aree sensibili del Paese e nelle attività di soccorso alla popolazione colpita dalle recenti calamità naturali.

Capacità queste, che dopo 77 anni, traggono ancora forza e volontà dai valori e dalle tradizioni ricevute dai “Leoni” di allora, e che si tramandano verso i tantissimi giovani che aspirano oggi a indossare il basco amaranto.

lancio del tricolore

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Esercito, attività tattica in Qatar, esercitazione NASR 19, bersaglieri della Garibaldi e soldati qatarini, 2000 soldati e 250 mezzi

Il Capo di SME incontra un tiratore scelto

Qatar, 21 ottobre 2019 – Questa mattina il contingente italiano, a guida Brigata Bersaglieri “Garibaldi” ha condotto, congiuntamente al personale della 2^ Brigata dell’Esercito del Qatar, la fase principale dell’esercitazione NASR 19. La complessa attività tattica, svolta alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina e delle massime autorità militari locali, ha visto l’impiego di circa 800 soldati italiani, 1200 militari qatarini e di oltre 250 veicoli da combattimento e logistici.

A partire dallo scorso 12 settembre, a seguito di un’attenta pianificazione coordinata tra le due nazioni e attraverso una complessa operazione logistica, l’assetto nazionale esercitato si è schierato a 3.800 Km dall’Italia, nell’area addestrativa del poligono di Al-Galail, località a sud della capitale Doha. Una zona con caratteristiche idonee allo svolgimento di attività che, per numero di veicoli cingolati e ruotati impiegati e per volume di fuoco, non sarebbe possibile sviluppare presso aree addestrative presenti sul territorio italiano.

In tal modo le forze, di livello battle group e organizzate secondo l’approccio pluriarma, hanno espresso diverse capacità operative riuscendo così a massimizzare il combat power esprimibile nelle attività tattiche e a verificare il livello di cooperazione e di interoperabilità dei sistemi di comando e controllo tra i due eserciti. Inoltre, nell’ambito delle attività addestrative sviluppate dal personale italiano, sono state altresì testate alcune delle capacità che verranno poste in alta prontezza a favore della NATO.

L’esercitazione conclusiva, svolta a termine di un ciclo addestrativo congiunto della durata di circa un mese, ha previsto una dimostrazione a fuoco di tutti i sistemi d’arma impiegati. In particolare, la compagine di fanteria pesante italiana della Task Force, su base 1° reggimento bersaglieri, composta da circa 300 soldati, ha impiegato cingolati VCC 80 Dardo, carri armati C1 Ariete, VBM Freccia, mortai da 120 mm e da 81 mm e Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo (VTLM) Lince.

Un momento dello schieramento finale

Presenti sul terreno anche assetti di tiratori scelti, un team Raven, sistemi contro carro Milan e Spike, un team di acquisitori obiettivi delle Forze Speciali dell’Esercito, personale del Genio e relativi veicoli medi di ultima generazione come il VTMM ORSO (in differenti configurazioni), mezzi per il supporto logistico, carri pioniere e veicoli per l’assistenza sanitaria. A completare lo schieramento, obici FH70, lanciatori G-MLRS (Guided Multiple Launch Rocket System) e PZH 2000, artiglierie di ultima generazione con possibilità d’impiego di munizionamento a guida GPS e a lunga gittata, capaci di colpire obiettivi di dimensioni ridotte limitando i possibili danni collaterali.

In tale contesto è stata confermata la versatilità professionale degli uomini e delle donne dell’Esercito, pronti ad operare in situazioni caratterizzate da fattori ambientali estremi e capaci di impiegare i moderni sistemi di comando e controllo anche in condizioni tecnologicamente degradate.

La NASR 19, che si concluderà il prossimo 27 ottobre, rappresenta un’importante occasione addestrativa in chiave multinazionale, consentendo il consolidamento delle procedure tecnico-tattiche delle unità schierate dall’Esercito italiano e dall’Esercito qatarino e si inquadra in uno scenario strategico di riferimento sempre più influenzato da molteplici dinamiche ed in continua evoluzione.

La fanfara del 1° reggimento Bersaglieri

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