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Il capo di SME torna in Kosovo dopo cinque anni dal suo comando della missione KFOR

Il generale di corpo d’armata Salvatore Farina incontra i militari italiani impegnati nell’Operazione Joint Enterprise

La visita al Comando di Kfor

Kosovo, 8 settembre 2018 – La visita del 5 settembre in Kosovo ha rappresentato per il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, un ritorno carico di una forte componente emotiva nei luoghi che lo hanno visto comandante dal 6 settembre 2013 al 3 settembre 2014.

L’incontro con i militari italiani impiegati in Kosovo, è stata l’occasione per esprimere la propria soddisfazione nei confronti dell’operato svolto dagli uomini e dalle donne dell’Esercito e anche di Aeronautica, Marina e Carabinieri; “More Togheter” così come recitava il motto scelto dallo stesso generale Farina nel suo periodo di comando in questa missione, al fine di esaltare la collaborazione e il dialogo tra tutti gli attori responsabili della sicurezza e del progresso del Kosovo.

Il generale Farina è stato a Camp Film City – Priština/Prishtinë, dove ha incontrato il generale D. Salvatore Cuoci – attuale comandante della missione a guida NATO KFOR – e il personale italiano impiegato presso il quartier generale di KFOR.

Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito accolto dal Comandante di KFOR

Il capo di SME ha inoltre avuto l’opportunità di incontrare il presidente e il primo ministro del Kosovo, Hashim THAÇI e Ramush HARADINAJ, oltre a Rustem BERISHA e al Gen. D. Rrahman RAMA, rispettivamente ministro e comandante delle KSF (Kosovo Security Forces).

Nel pomeriggio ha invece salutato il personale del Multinational Battle Group West – unità multinazionale a guida italiana composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nel settore occidentale del Kosovo – nella base denominata Camp Villaggio Italia presso Peć/Peja, per poi recarsi, assieme al comandante di KFOR ed al comandante del MNBG-W, Col. Ruggero Cucchini, in visita presso il monastero di Visoki Dečani dove ha avuto un breve colloquio con l’abate padre Sava JANJIC.     

L’operazione KFOR a guida NATO, denominata “Joint Enterprise” vede la partecipazione di circa 4000 soldati di 28 Paesi differenti; il contingente italiano consta di poco più di 500 militari delle varie forze armate, attualmente impiegati in diverse unità multinazionali a guida italiana – Multinational Battle Group West (MNBG-W), Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE) – oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Oltre 18.000 soldati dell’Esercito impegnati a Ferragosto in attività operative, in Italia e all’estero

L’Esercito anche a Ferragosto in campo per il supporto alla popolazione e alla sicurezza del Paese.

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Roma, 15 agosto 2018 – Circa 4.000 militari operano all’estero, in 14 Paesi, in missioni sotto egida ONU, UE e NATO, in attività di assistenza alle Forze Armate e di sicurezza locali, volte alla stabilizzazione delle aree di crisi e a fornire una maggiore cornice di sicurezza al nostro Paese.

Sul territorio nazionale, continua anche in questi giorni l’attività di rimozione macerie nei comuni del cratere sismico del centro Italia dove, ad oggi, sono state demolite oltre 600 strutture e rimosse oltre 150.000 tonnellate di macerie.

Quasi 7.000 uomini e donne dell’Esercito sono dislocati in Italia, in concorso alle Forze dell’Ordine, nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, contribuendo direttamente alla sicurezza della popolazione. Ad oggi, il costante impegno dei nostri soldati ha consentito il controllo e l’identificazione di circa 3.200.000 persone, l’arresto di circa 16.000 individui e il sequestro di oltre 2,3 tonnellate di sostanze stupefacenti.

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Agli oltre 11.000 impegnati nelle operazioni in corso, si aggiungono altri 7.000 soldati che si trovano in stato di prontezza per esigenze nazionali e internazionali, per un totale di circa 18.000 militari. Tra questi, particolarmente attivi in questo periodo, sono gli assetti dell’Aviazione dell’Esercito che, in concorso alla Protezione Civile, sono impegnati nella campagna antincendio boschiva.

Agli uomini e alle donne dell’Esercito, alle loro famiglie e in particolare ai soldati in servizio, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, rivolge con orgoglio il proprio ringraziamento e plauso per la dedizione, il senso di responsabilità e la professionalità con cui affrontano, anche in questi giorni, il proprio delicato compito.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Esercito: firmato il contratto per l’acquisizione delle prime 10 unità del nuovo veicolo blindato “Centauro II”

Il modello in scala della nuova blindo Centauro II

Roma, 24 luglio 2018 – Oggi pomeriggio, alla presenza del segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, generale di squadra aerea Carlo Magrassi e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina,  è stato firmato il contratto tra i rappresentanti della Società Consortile Iveco – Oto Melara (CIO) e il direttore degli armamenti terrestri, tenente generale Francesco Castrataro, che prevede la consegna all’Esercito di una prima tranche di 10 blindo “Centauro II”.

Il nuovo mezzo, evoluzione moderna della blindo “Centauro I”, in servizio nei reparti di Cavalleria di linea dell’Esercito, acquisita alla fine degli anni ’80 e molto apprezzata anche dagli eserciti stranieri, rappresenta uno dei più ambiziosi programmi militari della Difesa, che consentirà all’Esercito Italiano di dotarsi di piattaforme con più alti livelli di mobilità, sopravvivenza, oltre ad un elevato indice di digitalizzazione e protezione degli equipaggi. 

5 Firma del contratto

La fornitura completa di 136 veicoli permetterà alla Forza Armata di rispondere alle esigenze operative e di avere mezzi all’avanguardia e più performanti rispetto alla prima versione.

Questo risultato è il frutto di una sinergia di sforzi tra i rappresentanti della Forza Armata, del segretariato generale e del mondo dell’Industria, che consentirà di disporre di un veicolo dalle prestazioni elevate, in grado di operare nei moderni scenari operativi, per l’assolvimento delle missioni a difesa della sicurezza nazionale e nelle operazioni di supporto e mantenimento della pace.

6 I rappresentanti delle Forze armate e della Società Consortile Iveco Oto Melara

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Conclusa l’esercitazione “5 Torri 2018”

“Palestra naturale per operare in un mondo moderno e a quattro dimensioni”, ha sottolineato il generale Claudio Graziano in apertura dell’esercitazione.

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Cortina, 4 luglio 2018 – Si è svolta oggi nell’omonimo comprensorio montano – cuore delle Dolomiti bellunesi e patrimonio dell’umanità – l’esercitazione 5 Torri 2018 che, assieme alle Truppe Alpine dell’Esercito, ha visto impegnati soldati di 14 Paesi alleati ed amici, assetti di tutte le Forze Armate nazionali e personale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini. L’esercitazione ha avuto luogo alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina e del comandante delle truppe alpine, generale di corpo d’armata Claudio Berto.

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“Esercitazione tradizionale e moderna in cui hanno operato 14 Paesi amici e alleati alle nostre Forze Armate che si sono addestrati insieme per prepararsi ad intervenire in qualsiasi condizione climatica e ambientale. Gran parte della terra è composta da montagne e gran parte delle operazioni in questo momento in atto si sviluppano in aree compartimentate e montuose” ha affermato il generale Claudio Graziano, capo di SMD, intervenuto all’avvio dell’Esercitazione.

Su queste vette dove 100 anni fa era posizionato il comando dell’artiglieria italiana, le truppe alpine – eredi dei leggendari soldati di montagna che durante il primo conflitto mondiale scrissero epiche pagine di storia militare ed alpinistica – hanno dato dimostrazione delle proprie capacità di sviluppare in modo efficace il moderno concetto di “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento ad alta quota.

“Bisogna imparare ad operare in un mondo moderno ed a quattro dimensioni, compreso lo spazio cibernetico e dobbiamo continuare ad addestrare i nostri uomini e donne nel modo migliore. La palestra naturale di oggi ne è un esempio, perché là dove l’ambiente è severo si cimenta la fratellanza in armi, in amicizia, la solidarietà, la capacità di sapersi relazionare ed operare in sinergia con la società e le componenti civili e quindi ad essere soldati della montagna ed alpini. Cento anni fa su queste montagne si combatté in un modo violento e spaventoso, anche con odio, perché nell’ultimo anno della Grande Guerra l’Italia comprese che una sconfitta militare avrebbe significato il tracollo di tutta la Nazione. Ma gli stessi nemici di allora sono adesso i nostri amici più forti, con gli sloveni, con i croati, con gli austriaci siamo oggi impegnati nelle operazioni internazionali, come in Libano e in Kosovo. Dobbiamo perciò tutelare quanto costruito finora, non dare nulla per scontato, tutelando in particolare quel patrimonio di valori comuni e condivisi anche con gli altri paesi, tramandati dai nostri nonni, e fare in modo che il valore più importante da custodire sia quello di un’Europa unita.”

Salutando tutte le autorità intervenute ed il tanto pubblico presente, il comandante delle truppe alpine ha ricordato come “oggi, dopo oltre 100 anni, i nomi delle montagne intorno riportano alla memoria cruente battaglie, gesta eroiche ed episodi legati alla dura vita dei soldati tra i monti di cui rimangono evidenti e ben visibili tracce in tutta la zona circostante”.

Proprio per ricordare tutti quei giovani che sui monti donarono la propria vita alla Patria, personale della sezione militare di alta montagna del Reparto Attività Sportive del Centro Addestramento Alpino ha aperto nei giorni scorsi una nuova via alpinistica di decimo grado sulla Torre Grande denominata “I ragazzi del ’99”, da loro risalita oggi per la prima volta in modo integrale.

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La sezione di alta montagna è formata da alcuni tra i migliori elementi del panorama alpinistico italiano e dalle più qualificate Guide Alpine Militari dell’Esercito e rappresenta oggi la migliore e più elevata espressione delle capacità tecniche del Centro Addestramento Alpino nell’alpinismo e nell’arrampicata sportiva di altissimo livello.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il capo di SME alla cerimonia per i caduti a Nervesa, assieme agli artiglieri d’Italia

Le Autorità Militari, il sindaco di Nervesa e il Prefetto di Treviso

Nervesa della battaglia (TV), 26 giugno 2018 – Una solenne cerimonia in onore dei caduti che riposano nell’ossario, si è tenuta ieri alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore FarinaIl sacrificio di questi caduti, cento anni fa, ha permesso di completare l’Unità d’Italia.

Nel suo intervento, il generale Farina ha rivolto un pensiero commosso anche ai caduti stranieri, e ha ricordato il ruolo determinante svolto dall’artiglieria italiana nel conseguire la vittoria nella Battaglia del Solstizio, che condusse poi alla vittoria del 4 novembre. In quel momento, ha ricordato ancora il generale Farina, l’Italia è diventata una nazione europea. La cerimonia, alla quale per la prima volta c’erano tutte le 17 bandiere di guerra dei reparti d’artiglieria, è stata voluta dal generale di corpo di armata Amedeo Sperotto, comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto insieme al sindaco di Nervesa, ed è stata organizzata dal comando artiglieria di Bracciano”

I rappresentanti delle delegazioni straniere presenti a Nerevsa

Agli onori ai caduti ha preso parte anche l’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, che in questi giorni tiene a Montebelluna il XXX Raduno Nazionale, che cade in concomitanza del centenario della Battaglia del Solstizio. Erano presenti il generale di brigata Rocco Viglietta, presidente dell’associazione, il decano dell’artiglieria, generale di corpo d’armata Paolo Ruggero, e numerose sezioni, fra cui quelle comunali di Nervesa, Corinaldo, L’Aquila, Samassi, oltre alle delegazioni regionali di Toscana e Campania. Nello spirito di omaggio alla memoria di tutti i caduti della Grande Guerra, hanno partecipato alla cerimonia anche delegazioni di associazioni di artiglieri da Francia, Germania, San Marino, Inghilterra, oltre un rappresentante dell’artiglieria Svizzera, Paese all’epoca neutrale ma oggi impegnato al fianco degli ex belligeranti, nel mantenimento della pace. Pur con l’obiettivo della pacifica convivenza fra popoli, è doveroso tramandare la memoria dei fatti d’armi di cento anni orsono, che videro il sacrificio di migliaia di giovani immolatisi per la Patria.

La Batteria del IV Reggimento Artiglieria schierata a Nervesa

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Fonte e immagini: Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia
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Probabili profili fake del generale Salvatore Farina su Facebook

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Roma, 18 maggio 2018 – Scrive un lettore alla nostra redazione segnalandoci due probabili profili fake del generale Salvatore Farina, capo di SME. Il lettore ha provato a segnalarli al social e ha scritto all’ufficio comunicazione di SME.

I link ai profili sono questi:
https://www.facebook.com/salvatore.farina.1466
https://www.facebook.com/salvatore.farina.18659

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Ci scrive inoltre così il lettore “Essendo io PRO Esercito, mi sembra giusto per la tutela della figura del generale Farina, sottoporre a voi questi profili fake
Grazie di cuore per la considerazione che vorrete accordarmi e porgo cordialissimi saluti”. Tino Scuri. 

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Esercito: a San Donà del Piave il 66° raduno dei bersaglieri

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San Donà di Piave (VE), 14 Maggio 2018 – Una domenica di forti emozioni nella città di San Donà di Piave dove si è concluso il 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri, alla presenza di diverse autorità civili e militari, a cominciare dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, che sabato sera ha voluto partecipare al Festival di bande militari “Military Tattoo: la musica unisce i popoli” e al saggio ginnico dei bersaglieri dell’11° reggimento.

A salutare le decine di migliaia di bersaglieri in servizio e in congedo e le tantissime famiglie che hanno assistito al raduno, il decano in servizio del corpo e comandante del NATO Joint Force Command di Brunssum, generale di corpo d’armata Riccardo Marchiò, il presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri (A.N.B.) generale di brigata Ottavio Renzi, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser, e il sindaco della città di Matera, Raffaello Giulio De Ruggieri, dove si svolgerà il raduno il prossimo anno.

Momento della cerimonia

Questo 66° raduno nazionale è intitolato “Piave 2018”, nome con cui, quest’anno, si vogliono ricordare e commemorare tutti i caduti della Grande Guerra. La manifestazione coincide, infatti, con l’anno della chiusura delle celebrazioni del centenario del primo grande conflitto mondiale. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel salutare tutti i Bersaglieri in servizio e in congedo, ha detto: “una continuità tra passato e presente, i Bersaglieri sono stati sempre protagonisti dal Risorgimento ai giorni nostri nella storia d’Italia, uomini e donne che quotidianamente ancora oggi assolvono il proprio dovere in ogni luogo per garantire stabilità e sicurezza.”

Oltre 60 fanfare si sono esibite per giorni nelle piazze della città suonando e cantando brani storici del corpo: la “ricciolina”, “il reggimento di papà”, “arrivederci Roma”, “la corsa di resistenza” e tante altre.

La Bandiera dell'11° reggimento Bersaglieri

Ieri mattina la Bandiera di Guerra, la fanfara e una compagnia dell’11° reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN) hanno aperto lo sfilamento finale, seguiti da decine di sezioni dell’A.N.B. provenienti da ogni regione d’Italia. Hanno sfilato tutti di corsa – 180 passi al minuto come stabilivano i regolamenti militari del 1836 e come vuole ancora oggi la tradizione – su un percorso di circa 4 chilometri. Percorso che, per la prima volta, ha previsto l’attraversamento dei comuni di San Donà di Piave e Musile di Piave, legati da un fiume sacro che i radunisti, tutti rigorosamente muniti di cappello piumato, hanno percorso per ben due volte, uno dei quali a pochi centimetri dalla superficie dell’acqua, grazie al contributo del 2° reggimento Genio Pontieri dell’Esercito che ha effettuato il gittamento di un ponte galleggiante motorizzato.

Il Ponte del 2° reggimento Genio Pontieri sul fiume Piave

Attualmente sono circa 4.000 gli uomini e le donne dell’Esercito impiegati all’estero in 14 diversi paesi e più di 7.000 quelli che operano giornalmente all’interno dei nostri confini per interventi di pubblica utilità. Parte di questi uomini e donne sono bersaglieri. 

#Piave2018 il tema del 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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