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Esercito: rafforzata la capacità di intervento nelle zone sismiche dell centro Italia

Il Ministro della Difesa arriva al 9° reggimento Alpini di L'Aquila

L’Aquila, 29 maggio 2017 – Si è tenuta oggi, nella caserma Pasquali – Campomizzi, sede del 9° reggimento alpini e del Comando Militare Esercito “Abruzzo”, la visita del ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti che, accompagnata dal capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, dal capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico e dal comandante delle truppe alpine, generale di corpo d’armata Federico Bonato, ha tenuto a battesimo il neo costituito battaglione “Orta” posto alle dipendenze del 9° reggimento alpini.

Tra le autorità civili presenti il senatore Franco Marini, e il sindaco della città de L’Aquila, dottor Massimo Cialente.

Il Ministro della Difesa Pinotti

Il ministro della Difesa, rivolgendosi al personale militare e alle autorità civili intervenute, ha evidenziato l’importanza della nuova unità, affermando che “il battaglione “Orta” avrà delle specifiche capacità duali che sono per noi fondamentali quando ci proiettiamo all’esterno, ma allo stesso tempo importanti in caso di pubblica utilità e di calamità naturali”.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Graziano

A seguire, il generale Graziano nel suo discorso ha affermato che “L’esperienza maturata dal tragico evento che ha colpito le nostre regioni centrali ha dimostrato quanto le Forze armate siano una capacitá duale al servizio del Paese … ancora una volta è emersa la necessità di affrontare le attuali sfide mediante sforzi comuni e sinergici. L’output di qualsiasi processo che coinvolge il comparto Difesa, per essere efficace, deve configurarsi come prodotto del Sistema Paese, frutto cioè di una strategia unitaria e condivisa tra tutti gli attori coinvolti, ognuno in funzione delle proprie peculiarità”. “Così come già avviene in ambito internazionale in cui ormai da tempo perseguiamo un approccio multidisciplinare nei confronti delle sfide alla sicurezza al fine di creare un “continuum” virtuoso fra l’azione militare e quella non-militare, anche in ambito nazionale la Difesa ha la necessità di standardizzare, sviluppare e sostenere un approccio inter-agenzia per garantire un meccanismo sempre pronto e capace di reagire di fronte ad ogni tipologia di attivazione”.

Il Capo di Stato Maggiore Esercito Gen. C.A. Errico

Il generale di corpo d’armata Danilo Errico, rivolgendosi al personale del 9° reggimento Alpini, ha evidenziato che “il battaglione “Orta” permette alla Nazione di avere a disposizione un reparto multifunzionale orientato ad assicurare capacità duali attraverso unità specialistiche nel settore emergenziale … si tratta di assetti moderni ed efficienti a disposizione di tutti i cittadini del Centro Italia a suggello di quei sentimenti di vicinanza e fraterna condivisione che si sono instaurati tra l’Esercito e le comunità locali”.

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Il battaglione sarà in grado di intervenire nel campo della pubblica utilità e nei casi di calamità naturali nell’area appenninica centrale. In particolare, questa Unità dell’Esercito dislocata in una zona altamente sismica, garantirà la pronta disponibilità di risorse idonee a svolgere attività come il rifornimento idrico, la produzione e distribuzione di energia, la costruzione, riparazione e mantenimento di strade, di ponti e di strutture alloggiative temporanee, oltre ad assicurare la mobilità in ambiente innevato.

L’Esercito, è stato impegnato nei luoghi colpiti dal sisma, dal 24 agosto del 2016 fino agli inizi di maggio di quest’anno con una media di 1500 militari e 550 mezzi (tattici, speciali del genio e commerciali) e con un picco massimo – durante l’emergenza neve – di 2500 militari e circa 950 mezzi. In questi mesi, gli uomini e le donne dell’Esercito sono intervenuti per soccorrere, in coordinamento con la Protezione Civile, la popolazione, sgomberare le macerie, ripristinare la viabilità e permettere di raggiungere i luoghi più colpiti, consentendo così il flusso degli aiuti e il recupero delle persone isolate con mezzi ruotati e cingolati dei reparti alpini e del Genio.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Nascono i Cacciatori di Sicilia, lo squadrone Carabinieri ha sede a Sigonella

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Sigonella (CT), 13 maggio 2017 – Questa mattina, a Sigonella, presso l’aeroporto “Cosimo di Palma”, ha avuto luogo la cerimonia di istituzione dello squadrone Carabinieri eliportato “Cacciatori Sicilia”, alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del ministro dell’Interno Marco Minniti, del capo di stato maggiore della Difesa generale Claudio Graziano e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.

Il nuovo reparto dislocato all’interno della base dell’Aeronautica Militare viene istituito, su autorizzazione del Ministero della Difesa, dal comando generale dell’Arma, con lo scopo di concorrere con i Carabinieri dell’organizzazione territoriale della Sicilia alle attività sul terreno, forti dell’esperienza maturata in Sardegna e Calabria dove i reparti dei cacciatori perlustrano la Barbagia e l’Aspromonte.

Lo Squadrone istituito in Sicilia batterà le zone più impervie dell’isola in cerca dei grandi latitanti di Cosa Nostra ed eserciterà una capillare azione di controllo del territorio mediante perlustrazioni e appiattamenti, battute e rastrellamenti, posti di blocco, posti di ascolto e controllo, vigilanza e pattugliamenti eliportati.

Inoltre, per particolari esigenze operative, lo Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori Sicilia” potrà efficacemente concorrere ad integrare temporaneamente il dispositivo dell’Arma in altre regioni e a rafforzare i servizi svolti dai comandi territoriali, con aliquote di forza di entità variabile.

Ulteriore concorso potrà essere dato nelle operazioni di soccorso in caso di pubbliche calamità, come primo e tempestivo intervento, e nelle attività di ricerca e soccorso di persone disperse in zone impervie.

Il reparto, che ha una forza organica di circa 60 unità, opererà alle dirette dipendenze del vice comandante della Legione Carabinieri “Sicilia” e si articolerà su 2 plotoni “Cacciatori”, ciascuno con 5 squadriglie composte da 6 unità.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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4 maggio, 156° anniversario costituzione Esercito

11.000 uomini e donne giornalmente al servizio del Paese

 

Roma, 4 maggio 2017 –  Sono iniziate questa mattina con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti nel cortile d’onore di Palazzo Esercito, le celebrazioni per il 156° Anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano.

Successivamente, all’ippodromo militare “generale Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, si è svolta la cerimonia militare alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico. Presenti anche le più alte autorità civili, religiose e militari dello Stato.

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Nel corso della cerimonia il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Esercito, per il sacrificio e l’impegno profusi da migliaia di uomini e donne della Forza Armata che con il loro operato hanno contribuito a salvare vite umane e a ripristinare la sicurezza in quelle aree dell’Italia centrale colpite dalle nevicate e dal terremoto dello scorso anno.

Il presidente Mattarella ha inoltre insignito di decorazioni e riconoscimenti alcuni militari dell’Esercito particolarmente distintisi in operazioni all’estero e sul territorio nazionale.

Presenti del parterre ammassamenti dei vari corpi che poi ritroviamo nell’operazione di Sstrade Sicure: Eserciti, granatieri diSardegna, Lancieri di Montebello, Alpini, Bersaglieri, Lagunari, Paracadutisti, Aviazione, reggimento San Marco e brigata Sassari.

Dopo lo sfilamento i militari si sono esibiti in uno spettacolo che riportava lo spettatore al tempo passati, alpini e bersaglieri combattevano il nemico, con armi rigorosamente a salve, Il carosello si è concluso con la carica comandata dal colonnello Ettore Sarli comandante dello squadrone a cavallo dei Lancieri di Montebello.

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Parole di elogio ai caschi blu italiani UNIFIL Libano dal generale Graziano

Il generale Graziano ai caschi blu italiani della Missione UNIFIL in Libano “l’Italia orgogliosa di voi e il Libano riconoscente per vostro servizio”

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Beirut, 3 aprile 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano che ha accompagnato il ministro della Difesa Roberta Pinotti in visita ufficiale in Libano, ha incontrato il personale delle forze armate italiane che opera nell’ambito dell’Operazione UNIFIL. 

Prima di raggiungere la base – ha detto il generale Graziano parlando al personale – abbiamo incontrato i massimi vertici politici e militari del Paese e da ciascuno di loro abbiamo ricevuto parole di profonda riconoscenza per il lavoro che svolgete per la sicurezza e la stabilità di questa Terra“. 

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Nello specifico – ha continuato il generale Graziano – il Ministro della Difesa libanese ha tenuto ad evidenziare come la cooperazione tra Italia e Libano passi proprio attraverso la cooperazione tra le due forze armate” sottolineando che il lavoro svolto dai caschi blu italiani è molto apprezzato. 

Stesse attestazioni di stima sono state fatte dal presidente della repubblica libanese generale Michael Aoun e dal portavoce del parlamento Nabih Berri che hanno ringraziato il vertice civile e quello militare della Difesa italiana per il prezioso supporto al Libano. 

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Nella mattinata il generale Graziano ha incontrato anche il nuovo capo delle forze armate libanesi, generale Joseph Aoun “Le Forze Armate italiane e libanesi sono legate da un rapporto solido e antico” questo, in sintesi, il messaggio emerso dall’incontro durante il quale i due alti ufficiali hanno discusso del contesto di sicurezza in Libano e delle nuove minacce alla sicurezza internazionale.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa libanese, ha voluto poi ringraziare il generale Graziano per l’eccellente lavoro di addestramento che i militari italiani stanno conducendo a favore delle Forze Armate libanesi nell’ambito della missione italiana bilaterale in Libano (MIBIL) auspicando una sempre maggiore collaborazione. 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il ministro Pinotti da il via al nuovo anno accademico della scuola ufficiali dei Carabinieri

di Monica Palermo

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Roma, 14 febbraio 2017 – Scuola ufficiali dei Carabinieri, oggi l’inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017. Una bella giornata di sole, via vai di macchine, militari in attesa che arrivino le personalità civili e militari. Lungo il viale il 4° Reggimento carabinieri a cavallo comandati dal colonnello Paolo Galvaligi e la fanfara a cavallo diretta dal capo fanfara MAsUPS Fabio Tassinari.

Dall’altro lato la stampa, giornalisti, fotografi e cameramen.

Il comandante generale dell’Arma, generale Tullio Del Sette fa gli onori di casa e accoglie il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il presidente dei consiglio, on. Claudio Gentiloni e il consigliere militare di palazzo Chigi, generale Carmine Masiello. Insieme passano in rassegna il 4° reggimento a cavallo ed entrano nella scuola per raggiungere l’aula magna.

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Gli studenti accolgono le personalità intonando sul palco il canto degli italiani.

L’aula è gremita, tra le tante personalità presenti ci sono vice presidente della corte costituzionale Giorgio Lattanzi, il vice presidente del senato Maurizio Gasparri, il ministro dell’interno Marco Minniti, il vice ministro dell’interno Filippo Bubbico, il sottosegretario di Stato al ministero degli interni Gianpiero Bocci e quello al ministero della giustizia Cosimo Maria Ferri, il presidente della commissione parlamentare difesa Nicola Latorre, il rettore della LUISS Paola Severino, il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, il segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti, i capi delle forze armate e il segretario generale della Difesa, il comandante generale della guardia di finanza Giorgio Toschi, il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo, il presidente del gruppo medaglie d’oro al V.M. generale Umberto Rocca, il presidente dell’associazione nazionale carabinieri generale di c.a. Libero Lo Sardo ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.  

La cerimonia è stata aperta dal comandante della scuola, generale di divisione Vittorio Tomasone, che ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto.

Ha quindi preso la parola il comandante generale Tullio Del Sette che, dopo aver sottolineato come l’assorbimento del corpo forestale nell’Arma sia stato un “passaggio storico” che ha consentito al paese di costituire “una forza di polizia ambientale senza precedenti, non solo in Europa, per ampiezza e potenzialità”, ha illustrato quanto fatto dall’Arma nel settore addestrativo, logistico e operativo per continuare a mantenere efficiente il modello operativo dell’Arma, “un modello costruito, in oltre duecento anni di storia, sul valore della vicinanza alla gente”.

CC_inaug_scuola_uff_DSC_2411.jpgEmblema ne sono le 4.641 stazioni e tenenze Carabinieri: presidi di legalità, ma anche luoghi di ascolto, di rassicurazione e di accoglienza, come avvenuto durante l’emergenza neve in Abruzzo, “veri erogatori del servizio di prossimità”. Presidi arricchiti dalle quasi 1000 stazioni Carabinieri forestali e parco.

Il generale Del Sette ha illustrato il contributo operativo dell’Arma nel sistema di Sicurezza nazionale, dagli interventi contro la criminalità organizzata a quelli contro l’eversione interna e il terrorismo internazionale, in sinergia con le altre forze di polizia e le agenzie di informazione, e quanto fatto per potenziare i settori investigativi e delle indagini scientifiche.

Sono stati citati l’impegno internazionale in 11 teatri operativi con oltre 400 Carabinieri impiegati in compiti di addestramento e di consulenza a sostegno delle polizie locali in Iraq, Gibuti, Palestina e Somalia e i tanti accordi tecnici di collaborazione con Paesi che “guardano con interesse al modello di sicurezza rappresentato dall’Arma per sostenere il proprio percorso di sviluppo”, nonchè i 450 Carabinieri impiegati a tutela delle sedi diplomatiche italiane. Nel settore della cooperazione internazionale si inseriscono anche i  Caschi blu per la cultura” dedicati alla tutela del patrimonio culturale in caso di calamità naturali, crisi internazionali o conflitti armati.

  E’ stato delineato in sostanza il quadro di una “Forza di polizia a competenza generale, a statuto militare, a vocazione territoriale, con proiezione internazionale. Un’istituzione che si innova attraverso il confronto con la realtà quotidiana anche nella comunicazione”, ad esempio con l’apertura alle principali piattaforme Social, Facebook, Instagram, Twitter e Youtube.

Il generale Del Sette, in ultimo, prima di invitare il ministro della Difesa a dichiarare aperto l’Anno Accademico, ha ricordato che la scuola ufficiali è innanzitutto una scuola di valori, declinati nel calendario storico di quest’anno: etica, onore, integrità, rispetto, competenza, impegno, efficienza, coesione, serenità, tradizione, fedeltà e fede.  “Una Fede che deve essere, senza retorica, incrollabile, contagiosa di legalità e di fiducia per tutti i cittadini, testimoniata dall’esempio di chi ci ha preceduti e ricordata nelle parole del generale Carlo Alberto dalla Chiesa: “si sceglie di fare l’ufficiale dei Carabinieri perché si crede”.

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Ha preso quindi la parola il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha dichiarato aperto l’anno accademico 2016 – 2017 rivolgendosi ai giovani ufficiali, a cui  ha ribadito l’importanza della formazione e la qualità della formazione militare, sottolineando che “carabiniere si è, non si fa”. E’ una formazione alla leadership, e il leader è colui che “sa decidere assumendosi la responsabilità”. “Per voi saranno stelle polari i valori ricordati nel calendario. I carabinieri – ha proseguito – “sono sempre stati e continuano a essere insieme e intorno al nostro popolo ed è li che dovete essere”.

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La mattinata si è conclusa con l’intervento del presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni che ha ribadito la gratitudine della Nazione per l’Arma, componente essenziale del sistema Paese. Oggi i Carabinieri sono chiamati a rispondere a una diffusa domanda di legalità che nasce dall’incertezza del presente: “è per questo che io chiedo a voi di fare uno sforzo per essere sempre più elemento di sicurezza nel Paese. Io so che possiamo contare su di voi, che l’Italia, l’Europa possono contare sui nostri Carabinieri”.

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Esercito: presentato il libro a fumetti “Da Caporetto alla vittoria. Storia di un alpino”

PRESENTATO A PALAZZO ESERCITO  IL VOLUME “DA CAPORETTO ALLA VITTORIA. STORIA DI UN ALPINO”.

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Roma, 17 novembre 2016 – Presentato oggi a Roma nella biblioteca militare centrale di Palazzo Esercito, alla presenza del ministro Roberta Pinotti, del capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano e del capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, il volume “Da Caporetto alla Vittoria. Storia di un alpino”, libro a fumetti interamente a colori, che racconta la storia di un Alpino della classe 1898, al fronte nel 1917 – 18.

Il libro di 80 pagine di cui 65 pagine di storia a fumetti, racconta la vita di un giovane di 17 anni, piemontese, un certo Michele Pellegrino, chiamato alle armi. Michele, ormai anziano, davanti a una tomba del Monte Grappa ripercorre con la mente la sua esperienza di guerra. Improvvisamente si ritrova con una maschera antigas, mentre il nemico austriaco sta uccidendo gli ultimi sopravvissuti. E’ la sconfitta di Caporetto. Lui riesce a sfuggire, a riprendersi dalle ferite, e a tornare al fronte: è il momento della riscossa. Disegnatore del volume è Luigi Piccatto, molto noto per le molte avventure di Dylan Dog, che lo ha realizzato in collaborazione con il suo staff: Walter Ricci che ha scritto le sceneggiature, Giulia F. Massaglia che ha lavorato a matita, Aldo Mola che ha fornito la sua consulenza storica, Francesco Scrimaglio per l’impaginazione grafica. Nel suo intervento il ministro Pinotti ha sottolineato l’impegno della Difesa nel far conoscere ai giovani la storia in modo che diventi non solo memoria ma anche vissuto che fa crescere le singole persone.

Il generale Claudio Graziano, grande appassionato di storia ed entusiasta dell’iniziativa, promossa e ideata dall’Associazione Nazionale Alpini, ha ribadito come questo volume avvicini i giovani lettori alla dimensione di gloria, valore e impegno dei nostri militari che combatterono sul Grappa e in tutta la Prima Guerra Mondiale.

Il generale Errico ringraziando tutti i presenti e in particolare gli studenti di alcune classi di liceo, nel suo intervento ha detto “Questo volume e le sue immagini con dovizia di particolari, portano a meditare e a immedesimarsi nel contesto di quegli anni e della tragedia della guerra”.

All’evento sono intervenuti Michele d’Andrea, in qualità di moderatore, Walter Ricci, ideatore del libro, Luigi Piccatto, disegnatore e il vice presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Luigi Cailotto.

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Fonte: Stato Maggiore dell'Esercito
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Presentazione del calendario storico e dell’agenda 2017 dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 9 novembre 2016 – Nella mattinata, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano e del comandante generale dell’Arma Tullio del Sette, si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico 2017 dell’Arma dei Carabinieri.

Le tavole del Calendario, ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, sono state presentate al pubblico insieme, ai temi della nuova edizione dell’Agenda, dal conduttore televisivo Massimo Giletti.

Il Calendario, divenuto ormai un oggetto di culto, ha raggiunto una tiratura di 1.300.000 copie, di cui quasi 10.000 in altre lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco e arabo), indice sia dell’affetto di cui gode la Benemerita, sia del valore dei suoi contenuti, che ne fanno un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.

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Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora è stato puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dei Carabinieri e della stessa Storia d’Italia.

La pubblicazione ha una rilevanza particolare per la famiglia dell’Arma, costituendo motivo di coesione attorno a un oggetto semplice eppure significativo, poiché ispirato ai valori nei quali si riconosce ogni carabiniere, da un capo all’altro d’Italia.

Il tema del Calendario 2017 è incentrato sui “Simboli dell’Arma”, che sono la rappresentazione visiva dell’essenza dell’Istituzione. Essi si susseguono nelle tavole mostrandoci i diversi stili con cui l’arte grafica si è evoluta nel tempo, a partire dall’anno di fondazione dei Carabinieri, il 1814.

L’Agenda 2017, in un formato moderno e funzionale e con l’inserto dedicato alla “Musica nell’Arma”, ci presenta un dettagliato excursus storico sui complessi musicali dell’Arma, dalla mitica Banda alle varie Fanfare.

Ne hanno parlato sul palco, con Giletti, il critico d’arte Philippe Louis Daverio, il grafico Armando Milani e il direttore – sovrintendente dell’accademia nazionale di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro.

Il designer Armando Milani

Il graphic designer Armando Milani

La mattinata è iniziata con la proiezione di un primo video di presentazione del Calendario, seguito da un secondo contributo dedicato alla prefazione scritta dall’artista e filosofo Gillo Dorfles che, non potendo intervenire di persona, ha voluto portare così il proprio saluto agli intervenuti.

Massimo Giletti ha quindi aperto la discussione coinvolgendo Philippe Louis Daverio, Silvia Di Paolo e Armando Milani in un commento a più voci riguardo alle tavole del calendario.

L’evento è andato avanti con la proiezione di due videoclip, il primo sull’agenda e il secondo sul testo introduttivo firmato da sir Antonio Pappano, direttore musicale dell’Accademia di Santa Cecilia.

Giletti ha poi invitato Michele Dall’Ongaro a illustrare i contenuti dell’agenda.

Al termine il comandante generale Tullio Del Sette ha rivolto il proprio saluto alle autorità e agli ospiti presenti e ha parlato delle opere presentate.

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Egli ha dapprima evidenziato il rinnovamento “estetico e funzionale” della nuova agenda, con uno “stile moderno, attento alle innovazioni tecnologiche”, per la prima volta disponibile anche in lingua inglese.

È poi passato a descrivere il calendario, che anche quest’anno è “…frutto di una accurata e innovativa ricerca estetica su aspetti culturali che uniscono l’attenzione alla Storia dell’Arte ai segni distintivi e alla storia dell’Arma”, sottolineando il richiamo “ai valori morali che da sempre sostengono e contraddistinguono la sua opera al servizio delle nostre comunità, di ogni cittadino e specie di chi ha più bisogno. Valori che devono essere perpetuati e riaffermati nel tempo perché costituiscono la base morale di un modo di sentire fondante e insopprimibile, che fa dell’Arma una forza coesa, affidabile ed efficiente”, un’istituzione “…moderna e dinamica, protesa al futuro che guarda con giustificato ottimismo e rinnovato vigore”.

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Ha preso poi la parola il capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano, il quale ha evidenziato la capacità continua di rinnovarsi del calendario, che tramite i simboli rappresentati nelle tavole restituisce l’essenza dell’Arma dei Carabinieri, una Forza Armata che svolge servizio permanente di Pubblica Sicurezza.

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L’incontro si è concluso con l’intervento del Ministro Pinotti che ha sottolineato come “…non è stata soltanto la presentazione del calendario e dell’agenda, è stato un momento culturale… per nulla retorico e molto significativo per condividere… e maturare dei pensieri nuovi… Un percorso che consente di recuperare i simboli e i segni più significativi della storia dei carabinieri e allo stesso tempo di collegare questo con la modernità”. Un’Arma antica e insieme moderna.

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