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Marina militare: il relitto Polluce continua a restituire i suoi tesori

Elba, 26 settembre 2014 – Ieri la Marina Militare, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), ha recuperato una serie di monete provenienti dal “tesoro” del relitto del piroscafo Polluce nelle acque dell’Isola d’Elba.

L’operazione è stata condotta da nave Anteo e dal Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) Teseo Tesei, ad una profondità di oltre 100 metri.

Il piroscafo Polluce, noto per il suo leggendario tesoro, affondò il 17 giugno 1841, speronato dal piroscafo Mongibello.

La scoperta è stata possibile grazie all’impiego del nuovo ROV (Remoted Operative Vehicle) PEGASO, in dotazione a COMSUBIN, un sofisticato sistema robotico dotato di potenti bracci manipolatori, telecamere ad alta definizione e sonar di ultima generazione, che può raggiungere i 2.000  metri di profondità.

Le monete recuperate – colonnati spagnoli  d’argento da 8 reali – sono di grande interesse storico e numismatico e vanno ad aggiungersi alle oltre cento monete riportate alla luce da nave Anteo e dai suoi palombari  nelle precedenti missioni del 2007 e 2008.

La Marina Militare esprime le proprie capacità ed impiega i propri uomini e mezzi su una gamma di attività ed operazioni che spaziano dal sociale, all’umanitario, all’ambientale, allo scientifico ed in tutti i settori d’interesse della collettività che unitamente alla funzione prettamente militare delineano le capacità dual–use in senso più ampio.

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Fonte: Marina Militare

Incidente Tornado, aggiornamento: ritrovata la seconda scatola nera

tornado

Ascoli, 23 agosto 2014 Aggiornamento delle ore 12,40 Poco dopo il ritrovamento del corpo del quarto pilota, l’areonautica militare comunica che è stata recuperata anche la seconda scatola nera, individuata a circa 700 metri a sud della fusoliera di uno dei due velivoli Tornado del 6° Stormo di Ghedi (BS), coinvolti nell’incidente aereo del 19 agosto.

La Forza Armata, rivolge a tutta la popolazione un sentito ringraziamento per la collaborazione ricevuta ed esorta a rivolgersi subito e direttamente alle Autorità di Pubblica Sicurezza e alle forze dell’ordine affinché ogni elemento utile alle indagini in corso sia quanto prima disponibile all’Autorità Giudiziaria. 

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Fonte: Aeronautica Militare
(Ufficio Generale per la Comunicazione - Pubblica Informazione)


Carabinieri recuperano importante opera d’arte dei Bersaglieri, era stata trafugata dai nazisti nel 1943

Caserta, 13 agosto 2014 – A conclusione parziale di un’appassionata indagine, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, hanno recuperato e sequestrato una pregevole opera pittorica (olio su tela), che fa parte della più vasta composizione del dipinto intitolato Carica dei Bersaglieri (cm. 300 x 200) realizzato dal pittore Michele Cammarano (Napoli 1835 – 1920), artista affermato della stagione pittorica risorgimentale. Il quadro fu trafugato dalle truppe, dalla Caserma “Catena” di Verona, durante le tragiche giornate che seguirono l’8 settembre 1943. L’opera originale pare sia stata divisa in almeno tre parti, le altre due, se non di più sono ancora da trovare.


La sezione ritagliata dall’opera originaria, è stata ritrovata dai militari presso una casa d’aste di Napoli, grazie alle preziose informazioni contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti, il più grande database del mondo gestito dal reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri, che ha reso possibile i riscontri ed il riconoscimento del dipinto. L’opera da ricercare era anche inserita nel famoso catalogo “dell’opera da ritrovare – repertorio del patrimonio artistico italiano disperso all’epoca della Seconda Guerra Mondiale” (pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1995). La realizzazione di questo catalogo fu opera del famoso Rodolfo Siviero, già ministro plenipotenziario della Repubblica Italiana, detective dell’arte che riuscì, nei difficili anni del dopoguerra, a recuperare molte importanti opere d’arte trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale.

I Carabinieri del Tutela Patrimonio Culturale questa mattina hanno restituito il dipinto all’8° RGT Bersaglieri di Caserta, che nel 1943 era stanziato appunto presso la caserma Catena di Verona, luogo dove l’oera era stata trafugata.

Il Reggimento, protagonista prestigioso di passati gloriosi fatti d’arme, e, più recentemente, di impegnative missioni in Iraq e Afghanistan, è oggi dislocato a Caserta, presso la caserma Ferrari Orsi.

Cos’è Comando Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale?

Il Comando Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale, è una struttura specializzata dell’Arma dei Carabinieri, composta anche da 12 Nuclei ed 1 Sezione TPC distribuiti sul territorio nazionale. A loro è affidata, in via prevalente e prioritaria, la competenza nello specifico comparto di specialità e ora ha formalmente assunto, nel settore, anche la funzione di polo di gravitazione informativa e di analisi a favore di tutte le Forze di Polizia, con particolare riferimento all’alimentazione della banca dati specializzata, composta da più di 5 milioni di immagini. Oggi come in passato il Comando opera sul territorio nazionale d’intesa con tutte le componenti dell’Arma dei Carabinieri, con le altre Forze dell’Ordine ed in sinergia con le Soprintendenze e svolge la propria attività in campo internazionale tramite INTERPOL secondo le convenzioni.

Cosa fare in caso di acquisto di beni di interesse culturale?

  • Diffidate dei “facili acquisti”: un prezzo non congruo può essere indice di una provenienza sospetta o di dubbia autenticità. Inoltre l’acquisto di oggetti compiuto in modo troppo “disinvolto” può configurare il reato previsto e punito dall’articolo 712 del Codice Penale (“Acquisto di cose di sospetta provenienza“).
  • Una volta individuata l’opera d’interesse, consultate possibilmente gli archivi dell’autore per rendervi conto delle quotazioni di mercato.
  • Pretendete, ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 – “Nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio“, il rilascio da parte del venditore della copia fotografica dell’opera o dell’oggetto, con retroscritta dichiarazione di autenticità e indicazione della provenienza, recanti la sua firma.
  • Valutate l’opportunità di adottare idonee misure di sicurezza nel luogo ove vengono custoditi i beni.
  • Custodite le riproduzioni fotografiche in luogo diverso dalle opere.
  • Compilate il “Documento dell’opera d’arte – Object ID“. È un modulo concepito dall’UNESCO ed elaborato in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, nel quale si devono riportare i dati identificativi essenziali di qualsiasi bene d’arte (oggetto, autore, epoca, tecnica e materiale, dimensioni, titolo e descrizione, fotografia). Con esso il possessore di oggetti d’arte può costituirsi un proprio “archivio fotografico – descrittivo”. È bene che sia custodito in luogo sicuro perché in caso di furto può essere d’ausilio alle Forze dell’Ordine per il suo successivo recupero.
  • Effettuate il pagamento servendovi possibilmente dei servizi bancari (come bonifico o assegno circolare non trasferibile) e non a mezzo di denaro contante, per conservare documentazione della transazione effettuata.

Decalogo per l’acquisto di opere d’arte contemporanea

La commissione nazionale italiana per l’Unesco invita a far tesoro del decalogo contro l’incauto acquisto messo a punto dai Carabinieri dei Beni Culturali e dagli esperti della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Si tratta di semplici consigli da tener presente quando si desidera comperare un’opera d’arte contemporanea.

Verificate sempre che l’opera sia corredata da certificati di autenticità o provenienza.
Acquistate con fattura o scontrino con descrizione dell’opera.
• Prima dell’acquisto, verificate l’autenticità del certificato presso l’artista, l’archivio o il soggetto autorizzato ad archiviare le opere.
Controllate la corrispondenza tra foto autenticata ed opera originale.
Rivolgetevi a venditori inseriti da anni sul mercato, preferibilmente che abbiano avuto rapporti stretti con l’artista.
• Diffidate di expertise fornite da persone che non abbino titolo a farlo e rivolgetevi pertanto a Fondazioni, Archivi ed Esperti con titoli accademici.
Diffidate dell’affare.
Informatevi sull’opera dell’artista e sui riferimenti accreditati di quell’artista.
Seguite il mercato e le quotazioni.
Evitate intermediari non facenti parte del settore ufficiale.

Per informazioni più approfondite consultare il sito www.carabinieri.it sezione patrimonio culturale e attenzione all’incauto acquisto!!!

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)


Agenti di Polizia del reparto volanti trovano una tartaruga azzannatrice. Pericolosa per l’uomo, è stata consegnata al Corpo Forestale dello Stato

di Monica Palermo

Livorno, 8 agosto 2014 – Singolare ritrovamento quello di questa mattina per gli agenti della Polizia di Stato di Livorno. Allertati da una chiamata al 113, gli agenti del Reparto Volanti hanno trovato una tartaruga azzannatrice nei giardinetti davanti allo stabilimento Bagni Fiume di Livorno.

La tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina), originaria del Nord America, è una delle tartarughe d’acqua dolce più grandi insieme alla tartaruga alligatore. Quella ritrovata questa mattina, è lunga cm 33 e del peso di kg 2,8, ma può raggiungere anche i 50 cm e il peso variare dai 4,5 ai 6 kg.

L’animale passa la maggior parte del tempo immersa nutrendosi di pesci, anfibi, rettili e piante, ma è aggressivo quando sta fuori dall’acqua.

Il corpo del rettile è robusto, con il carapace increspato e una lunga coda e sferra abili morsi dai movimenti che ricordano quelli di un serpente. È per questo motivo che il Ministero dell’Ambiente l’ha inserita nell’elenco degli animali pericolosi e a sua detenzione o vendita in Italia è vietata, appunto perché ritenuta pericolosa per l’incolumità e la salute pubblica.

La tartaruga è stata consegnata al Corpo Forestale dello Stato, corpo di polizia al quale va fatta la segnalazione in caso di eventuali detenzioni illegali o avvistamenti di questo tipo di tartaruga. Il numero del Corpo Forestale dello Stato per qualsiasi tipo di emergenza ambientale è il 1515.

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Fonte: Polizia di Stato


Carabinieri ritrovano auto rubata in tempo da record

In meno di 24 ore dalla prima segnalazione di un furto d’auto avvenuto in zona Marconi, i Carabinieri ritrovano la macchina in un campo nomadi sulla Pontina.

Roma, 10 marzo 2014 – I Carabinieri del Comando di Tor de Cenci, della Centrale Operativa di Pomezia, ritrovano un auto rubata a sole tre ore dalla formale denuncia di furto, che viene diramata alle 19,35 dal Commissariato di Polizia di Ponte Milvio. Nel frattempo il Centro Operativo Compartimentale (COC) della Polizia Stradale, già dalla prima segnalazione, aveva diramato note di ricerca dell’auto. Il furto era avvenuto ore prima in zona Marconi. Subito dopo la diramazione della denuncia i Carabinieri si sono attivati per la ricerca dell’autovettura, pattugliando zone dove sapevano che avrebbero potuto ritrovarla. In meno di tre ore l’auto viene rinvenuta in un campo nomadi sulla Pontina.
Si ringrazia l’Arma dei CC, il Centro Operativo Compartimentale della Polizia Stradale e il Commissariato di Ponte Milvio.

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L’Aquila: la Polizia di Stato ritrova parte della reliquia di Papa Wojtyla trafugata dal Santuario San Pietro della Ienca

L’Aquila, 31 gennaio 2014 – Ritrovata dalla Polizia di Stato dell’Aquila parte della stoffa del reliquiario di papa Karol Wojtyla. La scorsa settimana ignoti, dopo aver segato l’inferriata che proteggeva la finestra laterale del Santuario di Giovanni Paolo II in San Pietro della Ienca, rotto il vetro e aperta la finestra, sono entrarono nel Santuario rubando il reliquario con la Reliquia del Sangue di Giovanni Paolo II e un piccolo crocifisso posto sull’altare. Il tessuto, intriso del sangue del Beato Giovanni Paolo II, era attaccato all’interno di un’ampolla. Per il furto sono stati denunciati tre giovani aquilani, che hanno confessato il fatto.

Una conferenza stampa è stata tenuta presso la Questura dell’Aquila per darne la notizia. Il Questore Vittorio Rizzi ha aperto la conferenza dando atto che un risultato investigativo così importante e rapido è la conferma della sintonia operativa che sussiste in città tra la magistratura e le forze di polizia tutte. “Tale esito – ha detto il Questore – è anche un segnale alla città dell’attenzione che la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno verso i reati contro il patrimonio. In questo caso, l’atto criminoso era anche un sacrilegio. E se l’azione congiunta ha portato ad una così brillante soluzione lo si deve anche al fatto che i riflettori sono sempre accesi su questo tipo di reati.”.

Ha quindi lasciato la notizia più importante della mattinata al Vescovo Vicario di L’Aquila Monsignor Giovanni D’Ercole, che, dopo essersi recato stamane in Questura, ha riconosciuto gran parte dei frammenti della reliquia di Papa Giovanni Paolo II, provando gran commozione alla loro vista. Ha aggiunto che il sacro resto, pur non essendo nella sua totalità, è comunque ricostruibile, e questo rappresenta una grande gioia per il mondo cristiano. La reliquia è infatti composta da una teca, da un supporto, da un drappeggio rosso e da frammenti rossi e bianchi, di cui è presente ancora una buona parte. Mancano solo alcune particelle che erano legate a due fili d’oro, e che evidentemente sono andate perse nella rottura del vetro che le proteggeva.

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Fonte
: Polizia di Stato, Questura dell’Aquila


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