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Esercito: a San Donà del Piave il 66° raduno dei bersaglieri

Momento della Sfilata 2

San Donà di Piave (VE), 14 Maggio 2018 – Una domenica di forti emozioni nella città di San Donà di Piave dove si è concluso il 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri, alla presenza di diverse autorità civili e militari, a cominciare dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, che sabato sera ha voluto partecipare al Festival di bande militari “Military Tattoo: la musica unisce i popoli” e al saggio ginnico dei bersaglieri dell’11° reggimento.

A salutare le decine di migliaia di bersaglieri in servizio e in congedo e le tantissime famiglie che hanno assistito al raduno, il decano in servizio del corpo e comandante del NATO Joint Force Command di Brunssum, generale di corpo d’armata Riccardo Marchiò, il presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri (A.N.B.) generale di brigata Ottavio Renzi, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser, e il sindaco della città di Matera, Raffaello Giulio De Ruggieri, dove si svolgerà il raduno il prossimo anno.

Momento della cerimonia

Questo 66° raduno nazionale è intitolato “Piave 2018”, nome con cui, quest’anno, si vogliono ricordare e commemorare tutti i caduti della Grande Guerra. La manifestazione coincide, infatti, con l’anno della chiusura delle celebrazioni del centenario del primo grande conflitto mondiale. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel salutare tutti i Bersaglieri in servizio e in congedo, ha detto: “una continuità tra passato e presente, i Bersaglieri sono stati sempre protagonisti dal Risorgimento ai giorni nostri nella storia d’Italia, uomini e donne che quotidianamente ancora oggi assolvono il proprio dovere in ogni luogo per garantire stabilità e sicurezza.”

Oltre 60 fanfare si sono esibite per giorni nelle piazze della città suonando e cantando brani storici del corpo: la “ricciolina”, “il reggimento di papà”, “arrivederci Roma”, “la corsa di resistenza” e tante altre.

La Bandiera dell'11° reggimento Bersaglieri

Ieri mattina la Bandiera di Guerra, la fanfara e una compagnia dell’11° reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN) hanno aperto lo sfilamento finale, seguiti da decine di sezioni dell’A.N.B. provenienti da ogni regione d’Italia. Hanno sfilato tutti di corsa – 180 passi al minuto come stabilivano i regolamenti militari del 1836 e come vuole ancora oggi la tradizione – su un percorso di circa 4 chilometri. Percorso che, per la prima volta, ha previsto l’attraversamento dei comuni di San Donà di Piave e Musile di Piave, legati da un fiume sacro che i radunisti, tutti rigorosamente muniti di cappello piumato, hanno percorso per ben due volte, uno dei quali a pochi centimetri dalla superficie dell’acqua, grazie al contributo del 2° reggimento Genio Pontieri dell’Esercito che ha effettuato il gittamento di un ponte galleggiante motorizzato.

Il Ponte del 2° reggimento Genio Pontieri sul fiume Piave

Attualmente sono circa 4.000 gli uomini e le donne dell’Esercito impiegati all’estero in 14 diversi paesi e più di 7.000 quelli che operano giornalmente all’interno dei nostri confini per interventi di pubblica utilità. Parte di questi uomini e donne sono bersaglieri. 

#Piave2018 il tema del 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Cambio di comandante al NATO Joint Force Command, alla guida un generale italiano

Il generale Riccardo Marchiò subentra al generale Salvatore Farina. Per la seconda volta un generale italiano è chiamato alla guida del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum. 

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Brunssum – Paesi Bassi, 21 febbraio 2018 – Si è svolta questa mattina la cerimonia di cambio al comando del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum tra il generale Salvatore Farina, cedente, e il generale Riccardo Marchiò subentrante.

Oltre al generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, erano presenti numerose autorità militari e civili dell’Alleanza Atlantica, tra cui il generale Curtis Scaparotti, comandante supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), e l’ammiraglio Rob Bauer, capo di Stato Maggiore della Difesa olandese.

A margine della cerimonia, il generale Claudio Graziano ha rimarcato che il generale Salvatore Farina, alla guida del JFC da marzo del 2016, e destinato ad assumere, tra pochi giorni, l’incarico di capo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato il primo comandante italiano di questo importante comando della NATO. Il fatto che a succedergli sia un altro generale italiano è “testimonianza e riconoscimento della professionalità espressa e dell’impegno profuso in questi anni dalle nostre Forze Armate, in ogni teatro operativo in cui la NATO è stata chiamata ad operare, nonché dell’indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode all’interno dell’Alleanza”.

Schermata 2018-02-21 alle 21.16.05 

Il capo di Stato Maggiore ha poi affermato che “di fronte alle attuali minacce alla sicurezza internazionale, nessun Paese ha la capacità e i mezzi per poter agire efficacemente da solo e, quindi, il ruolo delle organizzazioni internazionali, come la NATO e l’Unione Europea, assume una rilevanza senza precedenti e ci è richiesto di parteciparvi con un ruolo da protagonisti”.

Il generale Claudio Graziano ha poi concluso ringraziando calorosamente, anche a nome delle Forze Armate, il generale Farina per gli importanti traguardi conseguiti nel suo periodo di comando. Infatti, ha ricordato che “il JFC di Brunssum è stato un interprete importante nel processo di irrobustimento delle misure di deterrenza e difesa collettiva dell’Alleanza, attraverso lo schieramento di quattro battlegroups multinazionali; l’enhanced Forward Presence (eFP) nei tre Stati baltici e in Polonia; il rafforzamento delle attività di protezione dello spazio aereo; l’Air Policing, nonché nelle attività di sostegno e supporto alle forze di sicurezza dell’Afghanistan, teatro operativo di cui Brunssum è direttamente responsabile”. Un particolare augurio è andato al generale Marchiò, di cui ha ricordato l’ampia esperienza internazionale (è stato infatti vice comandante del Corpo di Reazione Rapida britannico e comandante di quello italiano), per un proficuo periodo al comando del JFC di Brunssum.

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Il NATO JFC di Brunssum è un comando di livello operativo della componente militare dell’Alleanza Atlantica che ha, tra i suoi principali compiti, il comando e controllo della missione “Resolute Support” in Afghanistan, il comando operativo della NATO Responce Force (a rotazione con il “comando gemello” di Napoli), nonché la gestione delle attività di presenza e deterrenza sul fianco est della NATO.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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L’aviazione dell’Esercito compie 66 anni

Lo stendardo del Centro Addestrativo AVES

Viterbo, 10 maggio 2017 – Si è tenuta, oggi, all’interno dell’Aeroporto Militare “Tommaso Fabbri” di Viterbo, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Danilo Errico e del comandante delle Forze Operative Terrestri e del Comando Operativo Esercito, generale di corpo d’armata Riccardo Marchiò, la cerimonia di commemorazione del 66° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito.

Il capo di Stato Maggiore, anche lui pilota dall’Aviazione dell’Esercito, dopo aver salutato tutte le autorità militari e civili presenti, tra cui anche il ten. col. Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare e la signora Maria Concetta Micheli, prima donna pilota italiana di elicottero, che su proposta dello stesso generale Errico ha recentemente conseguito il brevetto di pilota di elicottero militare ad honorem, nel suo discorso, ha sottolineato “l’impegno costante dell’Aviazione dell’Esercito che si fonda su una perizia tecnica e su una professionalità che sono state ammirate sia nelle molteplici situazioni di emergenza sul territorio nazionale a favore delle popolazioni dell’Abruzzo, sia nei diversi teatri di impiego all’estero”.

Il Gen. Errico e lo stendardo del Centro Addestrativo

Era il 1951 quando, dall’aeroporto militare “Oscar Savini” di Bracciano, si levarono in volo i primi Piper L-18, meglio conosciuti come “gialloni” per l’inconfondibile colore, aerei da ricognizione ed osservazione che segnarono la nascita della neo costituita “Aviazione Leggera dell’Esercito”.

Numerosi sono stati i cambiamenti che hanno segnato l’evoluzione della specialità nella componente che oggi conosciamo, a cominciare dall’introduzione dell’elicottero, rivelatosi nel tempo strumento indispensabile sia in operazioni militari che nel supporto alla popolazione; lo sviluppo delle Operazioni “aeromobili” che hanno visto proprio nell’elicottero, un assetto pregiato di indispensabile valenza nella condotta delle operazioni.

Conferimento dei riconoscimenti

E’ in questa cornice che il generale di brigata Paolo Riccò, comandante dell’Aviazione dell’Esercito, nel suo discorso, ha voluto ricordare i numerosi traguardi raggiunti dalla specialità in questi anni. Molteplici sono gli impegni che vedono la componente quale assetto di riferimento, sia all’estero che in Patria: a partire dalle unità di volo dell’Esercito che partecipano alle operazioni “Resolute Support Mission” in Afghanistan, “Prima Parthica” in Iraq e “United Nations Interim Force in Lebanon – UNIFIL” in Libano, dove gli equipaggi dell’Aviazione dell’Esercito sono impegnati fin dal lontano 1979. Di analogo spessore sono stati i recenti impegni in territorio nazionale, quale il supporto nelle campagne di lotta agli incendi boschivi e i concorsi a favore del Dipartimento della Protezione Civile in occasione dei noti eventi sismici del Centro Italia e di emergenza neve in Abruzzo.

Discorso del Capo di SME

Un impiego vasto e diversificato che esprime in maniera significativa le potenzialità e lo spirito duale della componente dal “Basco Azzurro”. La cerimonia si è conclusa con il conferimento di importanti riconoscimenti a ufficiali e sottufficiali dell’Aviazione dell’Esercito che si sono distinti nel loro operato sia in Patria che in territorio estero.

l'Hangar del 28° Tucano luogo della Cerimonia

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Comfoter: il generale Battisti cede il comando al generale Marchiò

 

Solbiate Olona (VA), 24 novembre 2014 – Sì è svolta oggi, presso la caserma Ugo Mara di Solbiate Olona (VA), sede del comando del Nato Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), la cerimonia di passaggio di consegne fra il generale di corpo d’armata Giorgio Battisti, cedente, e il generale di corpo d’armata Riccardo Marchiò, subentrante, alla presenza del comandante delle forze operative terrestri, generale di corpo d’armata Alberto Primicerj.

Nel suo discorso di commiato il generale Battisti ha evidenziato come NRDC-ITA sia una realtà multinazionale e interforze, costituita da personale proveniente da 15 nazioni che contribuiscono al suo staff. E proprio l’eterogeneità rappresenta un valore aggiunto e un fondamentale punto di forza per NRDC-ITA in quanto dimostra la capacità di coesione e di risposta collettiva che le nazioni partecipanti vogliono esprimere. A riprova di questo, a breve, altre nazioni contribuiranno ad accrescere l’eccellenza di questo Comando. È infatti previsto che, a partire dal 2016, ne facciano parte anche Croazia ed Albania.

Il generale Battisti ha poi ricordato quanto la comunità di NRDC-ITA sia pienamente integrata nella realtà locale e nel territorio della provincia di Varese e dei comuni della Valle Olona. Ha evidenziamo anche come le famiglie del personale dello staff vengano incoraggiate a prendere parte a numerose iniziative attraverso apposite associazioni dedicate e che il personale di NRDC-ITA spesso rivesta parte attiva nelle varie comunità locali, collaborando con le scuole, club ed organizzazioni comunali.

Il generale Battisti, ufficiale degli alpini, ha comandato NRDC-ITA per oltre tre anni, a partire dal 30 giugno 2011. Sotto il suo comando, NRDC-ITA ha condotto numerose attività operative ed addestrative, fra le quali spicca il contributo che il comando NATO di Solbiate ha fornito alla International Security Assistance Force in Afghanistan nel 2013, durante la quale il generale ha ricoperto il prestigioso incarico di capo di stato maggiore.

Il generale Battisti che ha ceduto il comando al generale Riccardo Marchiò, andrà ora a ricoprire l’incarico di ispettore delle infrastrutture dell’esercito.

La presenza dei gonfaloni della regione Lombardia, delle province di Milano e Varese, dei Comuni di Busto Arsizio e Solbiate Olona e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, ha conferito la giusta solennità all’evento.

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Fonte: COMFOTER

Monica Palermo

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