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Violenza sessuale a una donna romana sulla “spiaggia di Montalbano” da un tunisino. La polizia lo arresta

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Ragusa, 5 agosto 2014 – Violentata la scorsa notte una turista romana di 37 anni sulla spiaggia delle Anticaglie, località Punta Secca, chiamata la “spiaggia di Montalbano” perché ci sta la villetta, dimora del commissario, della fiction ispirata ai romanzi di Andrea Camilleri. La squadra mobile di Ragusa ha fermato un tunisino, responsabile dell’aggressione.

La 37enne romana, insieme a due amiche si erano accampate con una tenda proprio davanti alla “casa di Montalbano”. Una di loro, mentre dormiva, si è sentita palpeggiare e ha urlato. Le amiche allora si sono svegliate e una di loro ha impugnato il bastone dell’ombrellone e ha iniziato a colpire il maniaco, che ha reagito schiaffeggiandola con violenza.

In loro aiuto sono arrivati dei venditori ambulanti del Bangladesh, mentre l’aggressore approfittando della situazione è fuggito. Il tunisino, di 33 anni, è stato subito rintracciato dagli agenti della Polizia di Stato di Ragusa, in un casolare della zona mentre stava facendo le valigie per prepararsi a fuggire. Arrestato è stato portato al carcere di Ragusa e dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata e lesioni personali.

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Fonte: Polizia di Stato
(Questura di Ragusa)


Ragusa: arrestati due scafisti. Fino a 3.000 euro per arrivare in Italia, compreso il giubbotto di salvataggio

Ragusa, 3 agosto 2014 – Arrestati altri 2 scafisti dalla Polizia di Stato di Ragusa. Sono ritenuti responsabili di aver favorito l’ingresso in Italia di 355 migranti provenienti dal Bangladesh, dalla Siria e dal Centro Africa, tra cui numerosi minori e neonati.

Le indagini della Squadra Mobile di Ragusa e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno permesso di individuare i due scafisti, un tunisino e un marocchino, che avevano anche realizzato un video con un telefonino.

Gli investigatori hanno anche ricostruito il prezzario dei migranti: 3000 dollari per i siriani, dotati di giubbotto salvagente, 900 dollari per gli altri migranti senza alcuna dotazione di sicurezza.

Gli arresti di oggi si aggiungono ai numerosi scafisti arrestati, 89 dall’inizio dell’anno, dalla Questura di Ragusa che ha avviato una preziosa collaborazione con gli investigatori di tutta la Sicilia, supportata dal Servizio Centrale Operativo, al fine di permettere scambi informativi utili per gestire le indagini sui traffici di migranti dal coste del Nord Africa.

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Fonte: Polizia di Stato
(Questura di Ragusa)


Ragusa: rimpatriati 50 egiziani e arrestati 7 scafisti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. (video)

di Monica Palermo

Ragusa, 2 agosto 2014 – La Polizia di Stato di Ragusa ha arrestato 7 cittadini egiziani, responsabili di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Da indagini effettuate la polizia ha accertato che i fermati hanno fatto entrare illegalmente in Italia, eludendo i controlli di frontiera, complessivamente 295 migranti, di origini siriane, egiziane e del centro africa, di cui quasi 100 i minori molti dei quali neonati.

Un migrante intervistato ha così affermato: “Tramite Facebook, e precisamente su una pagina dedicata ai rifugiati siriani nel mondo, ho saputo che ci stava la possibilità di raggiungere l’Europa, illegalmente, pertanto tramite il social network, ho chiesto il numero di telefono per contattarli, e mi è stato fornito. Il 12 luglio ho chiamato quel numero e alla persona che ha risposto ho chiesto le modalità per la traversata: occorrevano 2,700 dollari Usa a persona e che i bambini erano compresi nel prezzo. Lo stesso uomo mi ha detto che i controlli da parte della Polizia egiziana erano pressanti e che si sarebbe fatto sentire lui al momento opportuno“.

Dopo l’arresto dei 7 scafisti, durante la notte, in previsione di un possibile rimpatrio, c’è stata una rivolta degli egiziani al CPSA (Centro di Primo Soccorso e Accoglienza) di Pozzallo (RA), distruggendo vetrate e compiendo atti vandalici alla struttura. Nelle prime ore di oggi le forze dell’ordine sono riuscite a rimettere la situazione sotto controllo e 50 egiziani, compresi gli scafisti, sono stati rimpatriati e saranno consegnati alla polizia egiziana.

Sino ad oggi, solo nel 2014 la Polizia di Stato ha arrestato 87 scafisti e sono in corso numerose attività di collaborazione con le altre questure siciliane (coordinate dal Servizio Centrale Operativo), al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste del nord Africa a quelle Italiane.

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Fonte: Polizia di Stato
(Questura di Ragusa)


Ragusa: scafista tunisino arrestato dalla polizia, aveva portato 250 migranti sulle coste siciliane

I MIGRANTI HANNO PAGATO UN “BIGLIETTO” DI 1.500$, ALL’ORGANIZZAZIONE NE SONO ANDATI 375.000$.

Lo scafista: “il compenso per un viaggio sono due anni del mio lavoro. Ho sistemato la famiglia”.

Ragusa, 20 luglio 2014 – Nei giorni scorsi, gli uomini della Polizia di Stato di Ragusa hanno arrestato un cittadino tunisino di 27 anni che, insieme da altri cittadini libici ancora in corso di identificazione, perché responsabile del reato di introduzione illegale di immigrazione clandestina.

Nella notte del 16 luglio il pattugliatore della Guardia Costiera A. Peluso di Messina ha intercettato nelle acque davanti le coste quelle libiche un barcone clandestino che versava in precarie condizioni di stabilità. Assicurato e messo in sicurezza dagli uomini della Guardia Costiera, il barcone è stato condotto nel porto di Pozzallo dove sono stati fatti sbarcare 251 persone di diversa nazionalità (224 uomini, 27 donne, di cui molti bambini).

Dopo le immediate attività di soccorso della Polizia di Stato, della Croce Rossa e della Protezione civile, gli uomini della Squadra mobile hanno identificato il cittadino tunisino quale scafista che aveva condotto l’imbarcazione lungo l’intera rotta.

L’arresto è stato possibile dalle testimonianze di alcuni migranti.

COME VENGONO ORGANIZZATI I VIAGGI

Particolarmente cruente ed emotivamente coinvolgenti, sono le modalità con cui vengono organizzati i viaggi, così come raccontato da un giovane migrante marocchino di appena 20 anni che ha riferito: ho atteso il mio turno insieme ai miei amici ed anche io ho preso posto su uno dei due gommoni per poi salire sull’imbarcazione di legno. Una volta sopra il natante fu un libico ad indicarmi il posto che mi era stato assegnato, ovvero in coperta nella parte centrale. I gommoni facevano altri tre o quattro viaggi, tra la terraferma e la barca, e durante tale attività non facevano altro che fare minacce e picchiare tutti coloro che non eseguivano alla lettera le loro disposizioni. Gli stessi libici erano particolarmente duri con le persone di colore che stavano imbarcando e talvolta usavano i lunghi coltelli, di cui erano in possesso, proprio per picchiarli. Il sovraffollamento sulla barca era tale che veniva difficoltoso anche sedersi e quando qualcuno lo faceva doveva necessariamente sopportare il peso di altri soggetti che, per mancanza di spazio, si ci sedevano di sopra. Alle persone, esclusivamente di colore, che si trovavano all’interno della stiva dell’imbarcazione, non veniva assolutamente permesso di salire in coperta, nemmeno per prendere una boccata d’aria e ciò nel timore che un ulteriore sovraffollamento su tale locale avrebbe pregiudicato la stabilità dell’imbarcazione e, conseguentemente, il suo ribaltamento.

Dopo l’arresto lo scafista tunisino ha dichiarato:“sapevo che in Libia cercavano scafisti, sono andato li e mi sono arruolato con loro per guadagnare soldi; faccio il pescatore ma quello che prendo in un solo viaggio per portare persone è lo stesso che guadagno in 2 anni”.

Dalle indagini effettuate è stato possibile accertare che i migranti pagavano per il viaggio un “biglietto” di 1.500 dollari per cui l’organizzazione avrebbe avuto un guadagno totale di 375.000 dollari.

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Fonte: Polizia di Stato (Questura di Ragusa)
Le immagini sono tratte dal video


Operazione “agnellino”: dediti alla pastorizia importavano stupefacenti dall’Albania, la polizia interrompe il traffico (video)



Ragusa, 2 aprile 2014 – La Polizia di Stato di Ragusa ha eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti inseriti in un’articolata organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, tipo cocaina e marijuana.
L’associazione, composta sia da cittadini italiani che da albanesi, importava dall’Albania ingenti quantitativi di sostanza stupefacente per poi rivenderli nella provincia ragusana.
In particolare, l’organizzazione aveva la propria base logistica nella cittadina di Comiso, ma operava anche nei comuni di Scicli e Santa Croce di Camerina.
Tra i membri dell’associazione, vi sono diversi soggetti, dediti alla pastorizia, che utilizzavano espressioni in codice nelle conversazioni con i sodali; in particolare la parola “agnello” corrispondeva ad un kilogrammo di sostanza stupefacente.
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Ragusa con la collaborazione del Commissariato di P.S. di Comiso ed hanno interessato un periodo di tempo che va dal  giugno 2011 al luglio 2012.


Le  intercettazioni sia telefoniche che ambientali e i servizi di video ripresa hanno consentito di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione, composta non solo da uomini ma anche da due donne (mogli di due degli indagati), nonché il modus operandi; nello specifico il gruppo  si riforniva  di droga in Albania e poi, disponendo  di una vasta rete di rivenditori al  dettaglio, la  immetteva sul mercato della provincia iblea.
Le modalità dello spaccio prevedevano la consegna, in piccole dosi, ai “clienti” direttamente presso le loro abitazioni o il ritiro della sostanza presso le abitazioni di alcuni degli indagati.
Addette alla consegna erano proprio le due donne che simulavano di consegnare ai clienti delle buste della spesa, che invece contenevano marijuana.
Le indagini hanno anche fatto emergere singolari espedienti per eludere i controlli della Polizia: infatti, in alcuni casi, le partite di droga, provenienti dall’Albania, sono state occultate all’ interno di veicoli, che erano stati appositamente danneggiati dai componenti del gruppo e trasportati, tramite carro attrezzi, nei luoghi deputati a  custodire la sostanza.
Nel corso delle indagini la Polizia di Stato, in particolare nel 2011, ha sequestrato oltre 130 Kg di marijuana.

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Fonte: Polizia di Stato


Ragusa: derubavano a casa di persone anziane, arrestati dalla Polizia

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Ragusa, 25 marzo 2014 – La Polizia di Stato di Ragusa unitamente al Commissariato di Vittoria, ha arrestato i componenti di un’associazione a delinquere finalizzata a commettere rapine in abitazione e furti di ogni genere.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. di Vittoria hanno permesso di appurare che dal mese di gennaio 2013 i membri dell’associazione arrestati, decisero di passare dai furti ad esercizi commerciali ed abitazioni alle rapine in casa ai danni di anziani picchiandoli e legandoli per agire indisturbati.

Non temevano nulla, entravano in casa degli anziani, li immobilizzavano e si facevano consegnare soldi ed oggetti in oro. Se le vittime opponevano resistenza le picchiavano con schiaffi e calci per farsi dire dove tenevano il denaro; in alcuni casi li hanno legati al letto costringendoli ad aprire la cassaforte ed a consegnare tutto.

Il modus operandi messo in atto dagli associati era particolarmente grave e poteva di sicuro condurre anche alla morte delle vittime considerata la loro età e le sevizie alle quali erano sottoposte.

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Fonte: Polizia di Stato

 


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