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Campagna estiva antincendio boschivo 2019, le Forze Armate in campo contro l’emergenza roghi

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Roma, 19 giugno 2019 – La Difesa rinnova il suo impegno a sostegno della Campagna Antincendio Boschivo (AIB) 2019. Anche per quest’anno continua senza sosta l’attività degli uomini e delle donne delle Forze Armate per contrastare gli incendi a tutela della popolazione e dell’ambiente.

La campagna AIB, iniziata il 15 giugno, si protrarrà fino al 30 settembre e consolida la collaborazione, in atto già da diversi anni, tra Forze Armate, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile (PROCIV) per rendere più efficace ed incisiva la lotta agli incendi boschivi.

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Lo scopo è quello mettere a disposizione della Protezione Civile una adeguata flotta aerea e alcune basi per il concorso al contrasto degli incendi boschivi su scala nazionale.

Per la stagione estiva 2019, la flotta nazionale nel periodo di massimo impegno potrà contare su 31 mezzi aerei, di cui 22 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e 9 delle Forze Armate.

L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna AIB, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

L’antincendio rientra tra le capacità che la Difesa mette quotidianamente a disposizione per la collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità, dove capacità nate per scopi prettamente militari, sono impiegabili proficuamente anche per esigenze civili, operando in questo caso in stretta sinergia e a supporto delle diverse Agenzie e Corpi dello Stato.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Brigata Taurinense e Protezione Civile in addestramento congiunto in simulazioni di pubbliche calamità

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Roma, 1 maggio 2019Diverse attività in simulazioni di pubbliche calamità si sono da poco concluse. Le unità della brigata Alpina Taurinense dell’Esercito Italiano in addestramento in Abruzzo e in Piemonte, si sono esercitate per testare le procedure da attuare congiuntamente alla Protezione Civile, al fine di elevare il livello di interoperabilità tra i reparti coinvolti.

A Sulmona, si è svolta l’Elliot The Dragon, esercitazione a cura del 9° reggimento Alpini, una simulazione sul Monte Morrone, della ricerca di un disperso durante un incendio boschivo, domato dagli specialisti del battaglione Vicenza. Oltre 160 gli alpini del 9° coinvolti nell’esercitazione che hanno dimostrato una non comune capacità di intervento, consolidata dalle esperienze sul campo, in occasione di alluvioni, terremoti, incendi boschivi ed emergenze idriche. 

Sempre nel contesto dell’impiego duale, in Piemonte, il 32° reggimento Genio Guastatori ha effettuato un’esercitazione con la Protezione Civile in stretto coordinamento col Comune di Revello, simulando due scenari causati da forti piogge, verosimilmente quelli che la comunità locale si potrebbe trovare ad affrontare in situazione di emergenza. La gestione operativa, seguita dal Centro Operativo Comunale (COC) allestito presso il Comune di Revello, ha visto la simulazione dell’ingrossamento del fiume Po che ha minacciato il ponte che connette l’abitato col comune limitrofo. Un nucleo di esperti, provenienti dall’Università di Genova ha partecipato monitorando la situazione tramite fotogrammetria e l’utilizzo di droni per verificare le condizioni delle sponde del Po. Il nucleo di ricognizione del 32° reggimento Genio Guastatori ha verificato quindi la fattibilità del gittamento di un ponte Bailey in caso di crollo parziale o totale del ponte principale. Le squadre di soccorso del 2° reggimento Alpini hanno provveduto a calarsi dalle pareti rocciose, assieme ai volontari della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) per verificare la presenza di civili, nella zona colpita da una possibile frana.

L’attività di cooperazione è terminata con la cerimonia di concessione della Cittadinanza Onoraria alla Brigata alpina Taurinense da parte del Sindaco di Revello al comandante, generale di brigata Davide Scalabrin.

L’Esercito Italiano, grazie alla sua capacità dual use, opera costantemente con gli assetti della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini e le istituzioni locali; un impegno a 360 gradi reso possibile grazie alle capacità acquisite all’estero, ai mezzi e alle tecnologie impiegabili sia nelle operazioni militari sia in supporto alla popolazione in caso di pubbliche calamità.

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Fonte e immagini: Ministero Difesa
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Presentata Vardirex 2018, l’esercitazione per testare il sistema operativo sia militare che civile, in caso di calamità naturali

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Verona, 12 ottobre 2018 – Presentata oggi a Verona, nella Sala Rossa di Palazzo Scaligero, la Various Disaster Relief Management Exercise (“Vardirex”), a fare gli onori di casa, il presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello. Valdirex 2018 è un’esercitazione di protezione civile che vedrà schierati sul campo, per la prima volta con questi assetti, circa 800 uomini espressione delle professionalità delle Forze Armate e dell’Associazione Nazionale Alpini con il supporto del dipartimento di Protezione Civile.

Le aree operative in tre Regioni (Veneto, Piemonte e Abruzzo) prevedono un intervento all’unisono in situazioni di emergenza diverse, con l’intento di verificare le procedure e l’interoperabilità tra le componenti coinvolte nelle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità.

Nel corso dell’esercitazione, che si svolgerà dal 17 al 21 ottobre, sarà testato il sistema operativo di una organizzazione complessa dove opera personale sia militare, sia civile, in relazione alle esigenze di coordinamento a livello locale e nazionale, al fine di rendere sempre più efficienti le capacità di intervento in emergenza. 

L’evento è stato presentato da Roberto Giarola direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del Dipartimento di Protezione Civile, dal generale di corpo d’armata Claudio Berto comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito e da Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione Nazionale Alpini.

“Una grande sfida – sottolinea il direttore Giarola – finalizzata a testare l’operatività comune delle strutture civile e militare due componenti importanti della struttura di Protezione Civile. Andremo a testare sul terreno un nuovo modello d’intervento, una formula stabile di collaborazione civile e militare.”

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“Sinergia, questo sarà il tema del lavoro degli ottocento uomini in esercitazione, lavorare assieme per trovare delle risposte migliori alle situazioni di emergenza – spiega il generale di corpo d’armata Claudio Berto comandante delle Truppe Alpine. Integrazione sarà la parola d’ordine, integrazione delle capacità duali della Foza Armata con la componente di protezione civile dell’ANA e con i tanti attori del sistema nazionale di Protezione Civile

“16000 sono gli alpini della componente di Protezione Civile dell’Associazione – sottolinea Sebastiano Favero presidente dell’Associazione Nazionale Alpini – associazione che ha nella sua tradizione la disponibilità all’intervento. Due i suoi punti di forza: la sanità che qui vedremo con l’ospedale da campo operativo e la logistica”.

LE OPERAZIONI 

Sarà simulato l’intervento e la gestione delle emergenze conseguenti in occasione di un’alluvione nella zona di Fossano, dove, assetti del 32° reggimento genio guastatori, del reggimento logistico “Taurinense”, del 2° reggimento alpini e del 34° gruppo Squadroni “Toro” interverranno sul terreno accanto a squadre espresse dalla ANA e gestite dalla locale struttura di protezione civile.

In Veneto, nella zona del Monte Baldo, si interverrà in occasione di un evento sismico.

L’esercito con personale del 2° reggimento genio guastatori e del reggimento logistico “Julia”; l’Associazione Nazionale Alpini con una squadra alpinistica e con il suo ospedale da campo. Il Field Hospital sarà in loco trasportato da assetti aeronautici del 34 stormo.

In Veneto verrà installata anche la sala operativa che gestirà, simultaneamente i tre scenari emergenziali e le decine di interventi sul terreno. 

In Abruzzo, a Coppito in prossimità dell’Aquila, personale del 9° reggimento alpini, del battaglione “Vicenza” opererà con il personale dell’ANA nell’intervento per un sisma che porterà alla gestione di sfollati.

Parteciperanno all’esercitazione oltre al Dipartimento di Protezione Civile, aliquote delle organizzazioni di Protezione Civile territoriali e delle Prefetture assieme alle amministrazioni comunali interessate dall’evento. 

Il verificarsi di tre diversi eventi calamitosi, in tre aree e quasi simultaneamente, accrescerà enormemente le difficoltà di gestione rappresentando, se non un unicum, una rarità. 

In particolare, a Fossano, sarà allestito un campo di accoglienza e gittato un  ponte “Bailey”, su corso d’acqua per il ripristino della viabilità. In tale contesto interverrà una squadra del soccorso alpino per il ritrovamento dei dispersi. Verrà quindi allestito un centro accoglienza, dotato di posto di medicazione avanzato. 

In Veneto, nei comuni di Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo, i soccorritori interverranno nel recupero di personale disperso e nella gestione di un’emergenza con decine di feriti nella quale l’ospedale da campo supporta la struttura locale di sanità nazionale lesionata dal sisma. Anche assetti delle Forze Speciali dell’Esercito saranno impiegati in questo scenario.

In Abruzzo sarà allestito un campo di prima accoglienza con un posto medico e le squadre soccorso civili e militari gestiranno il supporto all’evacuazione di una scuola. Nell’area di Coppito saranno impiegati anche assetti antincendio con l’impiego di aeromobili dell’Aeronautica Militare.

La Protezione Civile regionale, le prefetture, le province e i comuni interessati saranno parte dell’emergenza con l’attivazione dei centri operativi comunali e dei centri di soccorso con l’apertura delle sale operative locali. 

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Fonte e immagini: Comando truppe alpine
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Potenziato in Abruzzo il servizio Meteomont dell’Esercito

Installata una nuova stazione automatica per il rilevamento e il monitoraggio delle condizioni meteonivologiche a Campo Imperatore (AQ)

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Il comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito, generale di corpo d’armata Federico Bonato, ha presentato questa mattina una nuova stazione automatica per il rilevamento dei dati meteonivologici installata dal servizio Meteomont dell’Esercito a Campo Imperatore. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta alla presenza del Sottosegretario della Regione Abruzzo con delega alla Protezione Civile, dott. Mario Mazzocca, del Sindaco de L’Aquila, dott. Luigi Biondi, del presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, ing. Sebastiano Favero e di numerose altre autorità militari e civili.

La stazione, ubicata in una zona significativa per lo studio dei principali fenomeni meteonivologici, consentirà di potenziare la locale rete di monitoraggio e con essa la capacità di prevenzione e previsione valanghe di tutta l’area. Grazie all’apprezzabile contributo ingegneristico e tecnologico offerto dal Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI S.p.A.),  leader mondiale nel campo dell’ingegneria civile e ambientale e della consulenza per il settore elettrico, la stazione è stata anche potenziata con una videocamera, un sensore per la radiazione solare netta e un nuovissimo sistema di acquisizione dati, strumenti che consentiranno una migliore e più completa gestione delle informazioni, che in tempo reale saranno rese disponibili alla collettività e alla comunità scientifica sul sito www.meteomont.org.

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L’iniziativa, che fa seguito a una richiesta di collaborazione avanzata dalla Regione Abruzzo e finalizzata alla realizzazione di un profilo climatico regionale, si inquadra tra le molteplici attività duali al servizio del Paese messe in atto dall’Esercito che, già nello scorso mese di maggio, avevano portato alla creazione in seno al 9° Reggimento Alpini di un battaglione “multifunzione” specializzato per intervenire, in maniera rapida e in supporto alla Protezione Civile, in situazioni di emergenza e di pubbliche calamità, come peraltro recentemente fatto nell’ambito delle operazioni di contenimento e spegnimento degli incendi divampati nell’area del Monte Morrone.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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La Difesa rafforza la propria presenza nelle zone del sisma e del maltempo

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Roma, 21 gennaio 2017 – Il dispositivo della Difesa si è ulteriormente rafforzato in queste ultime ore, portando il contributo di donne e uomini delle Forze Armate a oltre 3.300 unità, con 1370 mezzi – tra speciali del genio, cingolati e ruotati – e ben 36 elicotteri. Si incrementa anche il contributo della Marina Militare, che nella notte ha fatto giungere in zona circa 60 fucilieri di Marina della Brigata San Marco, per dare maggior impulso alle attività di sgombero della neve dai centri abitati.

Procede quindi l’attività di concorso delle Forze Armate alla Protezione Civile nel tentativo di portare soccorso alla popolazione e alleviare i disagi causati dall’eccezionale concomitanza dello sciame sismico e del maltempo in Italia Centrale. Unità militari continuano ad operare nell’area del cratere – e lo stanno facendo ininterrottamente dal 24 agosto scorso – ed altre se ne sono aggiunte, tra Teramo e Chieti, per eseguire gli interventi più diversificati, come da richiesta della Protezione Civile.

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Il personale delle Forze Armate sta operando, fianco a fianco con i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, i volontari e la Protezione Civile, in condizioni di estrema difficoltà e senza sosta: nel teramano è stato effettuato un intervento di recupero e evacuazione di una persona disabile rimasta isolata e sono state raggiunte alcune frazioni dove si è provveduto ad assistere la popolazione per le esigenze immediate.

In particolare, una squadra di Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti ha raggiunto l’abitato di Coronella, nella Valle Castellana, completamente isolato da giorni. È stato necessario utilizzare gli elicotteri e, vista l’impossibilità di atterrare, il personale è stato sbarcato con la tecnica del fast rope, cioè calandosi con una fune dall’elicottero in volo stazionario. Sono così stati presi i contatti con gli abitanti e si sta organizzando la consegna di generi di prima necessità e medicinali. La squadra di soccorso è quindi rimasta tutta la notte in zona, per cercare di raggiungere altre abitazioni isolate. Analoga attività è condotta, in queste ore, nelle frazione di Vallefara e Ceraso, sempre nella Valle Castellana, con l’obiettivo di raggiungere un centinaio di persone che risultano totalmente isolate.

Continua, inoltre, l’attività delle squadre di ricerca e soccorso del 9° reggimento alpini presso l’hotel Rigopiano.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

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Terremoto: gli aiuti della Polizia di Stato

Roma, 24 agosto 2016 – Anche la Polizia di Stato sta contribuendo a rafforzare la macchina dei soccorsi coordinata dalla Protezione Civile nelle province e nei comuni colpiti dal forte sisma questa notte.

Così come accaduto nel 2009 a L’Aquila, la Polizia Stradale sta effettuando una ricognizione della viabilità per garantire ed agevolare l’arrivo dei soccorsi e tutti i poliziotti a disposizione delle Questure interessate sono stati inviati in prima linea, dai rispetti Questori, per garantire i primi immediati soccorsi.

Sono giunti e continuano ad arrivare anche i poliziotti dei Reparti Mobili di Roma e Senigallia, dotati di mezzi speciali, quali bende e ruspe, utili per liberare le strade dai detriti e dai massi che impediscono i collegamenti con i comuni più piccoli e per facilitare le ricerche di persone rimaste sotto le macerie.

A tale scopo sono state convogliate sul posto anche le cinque unità cinofile specializzate per la ricerca ed il soccorso di esseri umani.

L’intera attività, sempre in stretto raccordo con la Protezione Civile e con le altre forze di polizia e civili coinvolte, è monitorata dall’alto grazie all’impiego di due elicotteri provenienti dai reparti volo della Polizia di Stato di Pratica di Mare e Pescara.

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La Marina Militare supporta le popolazioni alluvionate nei comuni di Sarzana e Aulla

La Spezia, 6 novembre 2014 – La Marina Militare, su richiesta dei comuni di Sarzana e Aulla, è intervenuta con team di soccorso e specifici mezzi nell’ambito delle operazioni di supporto finalizzate ad assistere la popolazione civile colpita dagli allagamenti. L’azione è stata condotta in stretto coordinamento con le autorità locali e la protezione civile.

In particolare, sono intervenute squadre formate da personale della Stazione Elicotteri di Luni e del C.I.M.A. (Centro Interforze Munizionamento Avanzato) Aulla, addestrate ad intervenire anche in circostanze legate a calamità naturali, contribuendo, con apparecchiature dedicate, al prosciugamento di sedi stradali, abitazioni e proprietà private.

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Fonte: Marina Militare

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