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Carabinieri scoprono giro di prostituzione a Pomezia con ragazze anche sposate, 5 gli arrestati

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Pomezia (RM), 16 marzo 2018 – Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno arrestato 5 persone, di nazionalità italiana e domiciliate nel comune di Pomezia, ritenute responsabili dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Gli arrestati, quattro uomini e una donna, sono accusati di aver trasformato due abitazioni prese in affitto, una a Pomezia l’altra a Roma, in centri massaggi e pubblicizzati come tali, mentre in realtà erano luoghi dove giovani donne si prostituivano, sia italiane che dell’est Europa, alcune anche sposate e all’insaputa dei loro mariti. I clienti potevano richiedere, oltre ai massaggi, che venissero eseguite dalle donne anche delle prestazioni sessuali.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Pomezia, è scaturita dalla denuncia presentata da una giovane ragazza che, dopo aver risposto ad un’offerta di lavoro online come “segretaria”, recatasi all’appuntamento con i gestori dei centri massaggi, aveva scoperto che in realtà sarebbe stata assunta per eseguire delle prestazioni sessuali.

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L’indagine ha permesso di dimostrare l’attività di sfruttamento della prostituzione per i gestori dei centri massaggi, due uomini di 42 e 32 anni entrambi residenti a Pomezia che sono stati tradotti presso il carcere di Velletri. I due si facevano consegnare dalle giovani donne il 60% di quello che guadagnavano ed organizzavano la loro attività. Gli altri tre arrestati invece, due uomini di 50 e 65 anni ed una donna di 41 anni, favorivano l’attività di prostituzione delle giovani, portando nelle abitazioni quello di cui avevano bisogno e gestendo gli appuntamenti e la contabilità, sono stati portati presso i loro domicili in regime di arresti domiciliari.

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Fonte e immagini: Legione carabinieri “Lazio” / Compagnia di Pomezia
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Polizia, operazione El Flaco: sgominate due bande dedite alla prostituzione

Ancona, 21 gennaio 2016 – La Polizia di Stato di Ancona ha concluso due indagini antiprostituzione, sgominando altrettanti sodalizi criminali dediti con sistematicità alla sfruttamento ovvero al favoreggiamento della prostituzione indoor in alcuni comuni della riviera marchigiana, da parte di almeno 30 giovani ed avvenenti prostitute.

Il primo gruppo criminale, composto da cinque italiani ed una colombiana, sfruttava giovani centro e sudamericane che, dopo un periodo di “iniziazione” in Spagna e la acquisizione del permesso di soggiorno valido in Europa, si recavano in Italia dove ambivano a maggiori guadagni.

La colombiana 33enne, a sua volta già prostituta, si preoccupava di persuadere le colleghe a venire in Italia, a volte pagando loro il biglietto aereo, e di controllarne il “lavoro” una volta giunte nelle Marche.

Un italiano si preoccupava di andarle a prendere all’aeroporto di Bologna, accompagnarle nelle alcove, fornire loro schede telefoniche e carte di debito dove versare le somme dovute agli sfruttatori (ogni prostituta era costretta a versare minimo 50 euro al giorno, dunque almeno 1.500 euro al mese), pubblicare annunci hot sui siti specializzati, assicurare il periodico spostamento delle ragazze per diversificare l’ offerta ed eludere i controlli della Polizia, minacciare le prostitute che lamentavano l’ esosità delle somme pagate alla organizzazione.

Gli altri 4 italiani mettevano a disposizione i loro appartamenti, mono od al massimo bilocali, dove avveniva la prostituzione. Anche il secondo gruppo, composto da 13 soggetti tra italiani, albanesi e rumeni tra loro consorziati, sfruttava giovani prostitute stavolta prevalentemente dell’Est Europa, che venivano sistemate negli appartamenti degli italiani, in due casi ultrasettantenni che così si assicuravano elevati introiti.

L’indagine della Squadra Mobile della Questura di Ancona, iniziata su segnalazione di alcuni condomini esasperati, vede in totale denunciate 18 persone, un arrestato, 6 appartamenti ubicati tra Senigallia, Falconara Marittima, Marina di Montemarciano (Ancona) e Porto S. Elpidio (Fermo) sequestrati, per un valore di circa 1,5 milioni di euro.

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Fonte: Polizia di Stato

Polizia arresta 4 nigeriani per tratta di giovani donne da avviare alla prostituzione

Milano, 05, novembre 2015 – La Polizia di Stato, dopo un anno di indagini, ha arrestato quattro nigeriani che avevano messo in piedi una rete criminale, operante tra la Nigeria e l’Italia, dedita alla tratta di giovani donne da avviare alla prostituzione in provincia di Milano.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Milano hanno permesso prima alla Procura della Repubblica di Lodi, poi alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, cui il fascicolo è stato trasmesso per competenza, di ipotizzare per alcuni degli arrestati, come poche volte era accaduto in passato, i delitti di tratta degli esseri umani e riduzione in schiavitù.


Le donne vittime di tratta, almeno 9 quelle individuate dagli inquirenti, 4 delle quali collocate in comunità grazie all’Ufficio Tratta della Casa dei diritti del Comune di Milano, venivano prima sottoposte in Nigeria ad una variante del rito voodoo per sottometterle psicologicamente; poi fatte partire per l’Italia, in alcuni casi attraverso il deserto e poi a bordo di barconi dalla Libia a Lampedusa; giunte infine in Lombardia, erano costrette a prostituirsi sulla Strada Provinciale 40 a Carpiano (MI) fino all’estinzione di un debito che poteva raggiungere i 70 mila Euro.

Nel corso dell’operazione la Squadra Mobile è riuscita a individuare a San Giuliano Milanese la contabilità, tenuta dalla “madame”, delle somme corrisposte dalle ragazze e del loro debito residuo.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato

Cuneo: operazione Brasil 2, carabinieri mettono fine a un fiorente giro di prostituzione

Cuneo, 23 gennaio 2015 – È stata portata a termine, nei giorni scorsi, dai Carabinieri della Compagnia di Cuneo una mirata attività d’indagine, durata sette mesi, da cui è emerso un fiorente giro di prostituzione, che aveva come base principale un’abitazione ubicata in pieno centro cittadino, ben organizzato e che ha interessato l’intera provincia di Cuneo. L’operazione è stata denominata Brasil 2 in quanto è la prosecuzione di un’altra indagine analoga conclusasi lo scorso anno.

Della redditizia attività di prostituzione facevano parte una decina tra donne ed uomini, tutti giovani sudamericani, tenuto da una donna brasiliana di 53 anni, raggiunta da un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cuneo, su richiesta del P.M. dr.ssa Chiara Canepa che ha coordinato le indagini, ed una coppia, lui italiano 59enne e lei sudamericana 35enne, indagati a piede libero, per i reati di favoreggiamento e sfruttamento aggravato della prostituzione.

I militari, analizzando alcuni siti on line di annunci, hanno individuato un’abitazione sita nel centro cittadino di Cuneo in cui, come è poi emerso dagli appostamenti e pedinamenti, c’era un intenso viavai sia di prostitute che di loro clienti ad ogni ora del giorno e della notte. Le indagini hanno successivamente consentito di individuare altre case d’appuntamento nel quartiere Monviso a Cuneo, ma anche a Mondovì e Bra.

Dall’attività investigativa è emerso che ai clienti veniva fornita ogni tipo di prestazione sessuale in base ad un vero e proprio tariffario e che buona parte dei guadagni finiva in tasca agli sfruttatori.

Molto variegata l’età e la fascia sociale dei clienti. Si va dal 25enne al 70enne, dall’operaio al professionista od al pensionato, spesso provenienti anche dalle vicine province di Torino, Asti, Imperia e Savona, molto probabilmente per non essere visti o comunque riconosciuti da qualcuno.

Nel corso delle perquisizioni, eseguite dai Carabinieri su ordine dell’A.G., all’interno delle case d’appuntamento sono stati trovati libri contabili con i rendiconti giornalieri dell’attività di meretricio, computer portatili, videocamere, hard disk e diversi telefoni cellulari usati per la gestione degli annunci e degli appuntamenti con i clienti.

Un appartamento signorile, sito nel centralissimo corso Giolitti a Cuneo, è stato sottoposto a sequestro preventivo.

Nel corso del 2014, a livello provinciale, l’Arma dei Carabinieri ha arrestato 5 persone per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione denunciandone altre 19 per lo stesso reato, in massima parte si tratta di uomini e donne straniere (cinesi, sud americane, albanesi, etc.).

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Cuneo)

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