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Aeronautica Militare, consegnate le Aquile ai piloti delle scuole di volo del 72° e 61° stormo

Il sottosegretario Angelo Tofalo appunta un Aquila al pilota

Pratica di Mare (RM), 2 ottobre 2020 – Cerimonia di consegna delle “Aquile” a 29 piloti ed un navigatore provenienti dalle Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare questa mattina presso l’aeroporto militare “Mario de Bernardi” di Pratica di Mare.

Le scuole di volo interessate sono il 72° stormo di Frosinone per le linee elicottero, il Centro Addestramento Equipaggi Multi Crew per le linee di trasporto aereo e il 61° stormo di Lecce per le linee jet.

Hanno presenziato alla cerimonia il sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Angelo Tofalo, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Alberto Rosso e il comandante del comando delle scuole AM/3a Regione Aerea di Bari, generale di squadra aerea Aurelio Colagrande.

Il culmine della cerimonia è stato quando le massime autorità presenti hanno appuntato le aquile distintive sulle divise dei 18 brevettati a Frosinone a cui se ne sonoaggiunti altri 12 provenienti dalle altre scuole di volo del Comando Scuole.

Quindici ufficiali dell’Aeronautica Militare saranno destinati rispettivamente alle linee “caccia”, “plurimotore” ed “ala rotante”; gli altri piloti dell’Esercito Italiano, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che hanno frequentato il corso presso il 72° stormo di Frosinone, scuola di addestramento per l’ala rotante, saranno quindi impiegati sugli elicotteri. A margine della cerimonia è stata consegnata una targa di riconoscimento a tre istruttori di volo provenienti da ciascuna delle tre scuole di volo dell’Aeronautica che si sono particolarmente distinti durante il periodo di formazione dei brevettandi.


Il sottosegretario Angelo Tofalo rivolgendosi ai piloti ha sottolineato ai piloti che “Il Paese è orgoglioso di voi. Fate parte di Forze armate e Corpi differenti, piloterete aeromobili diversi ma, da oggi, avete in comune l’aquila sul petto ed entrate così a far parte della famiglia dei piloti militari“, e ha inoltre espresso parole di apprezzamento per l’Aeronautica Militare, le Forze Armate e i Corpi dello Stato che hanno impiegato i propri assetti durante l’emergenza Covid-19. “Un contributo prezioso che ha consentito di riportare a casa i nostri connazionali, trasportare i contagiati in bio-contenimento, oltre ai presidi sanitari, operando in grande sinergia con la Protezione Civile“. Infine, evidenziando il ruolo importante e fondamentale degli istruttori, l’onorevole Angelo Tofalo ha aggiunto: “Il modello addestrativo italiano è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, grazie alla professionalità ed alla generosa dedizione degli istruttori. L’Italia, grazie all’Arma Azzurra, è un riferimento importante per le aeronautiche delle altre nazioni perché offre un sistema di addestramento al volo tra i più tecnologici e moderni che punta a standard qualitativi sempre più elevati“.


Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Alberto Rosso, rivolgendosi ai piloti ha rimarcato che “Quella di oggi è una tappa importante perché sottolinea una doppia sfida che l’Aeronautica Militare ha portato a termine: suggellare un percorso di formazione complesso e molto selettivo, uno dei compiti più importanti che la Difesa ci assegna ed un esempio di concreta ed efficace integrazione e cooperazione interforze ed interministeriale, il tutto in un periodo estremamente difficile a causa della situazione di emergenza sanitaria“. aggiungendo poi che: “Le Scuole dell’Aeronautica Militare, come tutte le forze armate, non si sono mai fermate. Un traguardo conseguito dopo aver superato una selezione severa, un periodo intenso di studio ed una serie continua di esami in volo, che idealmente unisce questi ragazzi a tutti i loro predecessori, del presente e del passato, e a tutti coloro che fanno del volo la propria ragione di vita. Questi giovani alimenteranno i Reparti volo delle nostre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato a supporto delle varie missioni assegnate, sia in ambito nazionale che internazionale“.


Il comandante delle scuole dell’AM/3^ R.A., generale di squadra aerea Aurelio Colagrande rivolgendosi ai giovani piloti, ha voluto sottolineare come “il brevetto di pilota e navigatore militare e il brevetto militare di pilota di elicottero vogliono dire professionalità, responsabilità, senso del dovere, coraggio, altruismo. Essere pronti a dare tutto sé stessi per il proprio leader o per il proprio gregario, per il proprio capo equipaggio, per il proprio copilota in caso di difficoltà. Essere pronti a tutto per svolgere la propria missione, anche al limite delle proprie possibilità, al servizio della collettività e per salvare vite umane quando necessario. Entusiasmanti attività operative vi attendono. – ha aggiunto il comandante generale Colagrande – Vi auguro di vivere da protagonisti la meravigliosa avventura del volo militare

Il 72° stormo ai tempi del CoViD

Attraverso le opportune rimodulazioni delle procedure interne, che hanno consentito di operare nel pieno rispetto delle disposizioni per la tutela della salute del personale, sono stati effettuati tutti i corsi previsti dall’offerta formativa della scuola senza soluzione di continuità e nel pieno rispetto delle tempistiche previste dai singoli iter.

Nell’intero anno 2020 solo il 72° stormo riuscirà a brevettare 30 militari:

  • 10 dell’Aeronautica di cui 8 piloti e 2 istruttori,
  • 6 piloti dell’Esercito,
  • 1 pilota della Capitaneria di Porto,
  • 4 piloti dei Carabinieri,
  • 5 piloti della Guardia di Finanza
  • 4 piloti dei Vigili del Fuoco.

Grazie alla razionalizzazione delle procedure e dei mezzi in linea volo si è riusciti a contenere, a parità di offerta formativa, la durata del periodo istruzionale a favore dell’aumento dell’output della scuola in termini di piloti brevettati. Basti pensare che nel solo anno 2020 saranno brevettati complessivamente 8 nuovi piloti AM a fronte di 9 piloti AM in totale brevettati negli scorsi 3 anni.

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La NATO invia ingente quantità di materiale sanitario all’Italia, a riceverlo il generale Vecciarelli capo SMD

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Pratica di Mare (RM), 1 aprile 2020 – Il generale Enzo Vecciarelli, capo di Stato Maggiore della Difesa, si è recato presso l’Aeroporto Militare di Pratica di Mare dove ha assistito, in presenza del ministro degli Esteri Luigi di Maio e dell’ambasciatore della Turchia in Italia, all’arrivo di una ingente quantità di materiale sanitario, come mascherine, tute e liquidi antibatterici, trasportato da un aereo messo a disposizione dal Ministero della Difesa Turca, che rientra nell’ambito delle iniziative intraprese da altri Paesi membri della NATO e della Comunità Internazionale.

In questo momento di difficoltà, legato ad una emergenza sanitaria globale che sta modificando la vita delle persone in tutto il mondo, è quanto mai necessaria e, in questo momento molto apprezzata, una risposta collettiva caratterizzata da sentimenti di profonda solidarietà che si stanno manifestando con il trasporto di personale esperto, medici, infermieri e di materiali sanitari necessari per conseguire tutti insieme una vittoria fondamentale per il futuro di tutti noi”.

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Finora hanno dato sostegno all’Italia per affrontare insieme una crisi sanitaria senza precedenti anche:

  • Stati Uniti
  • Germania
  • Francia
  • Cina
  • Russia
  • Cuba
  • Polonia
  • Albania

Dall’inizio dell’emergenza, la Sanità Militare ha fornito supporto con 216 militari specializzati, impiegando 104 Ufficiali Medici e 112 Sottufficiali Infermieri, su specifica richiesta e messi a disposizione della Sanità civile, oltre a strutture sanitarie militari e ai trasporti aerei in bio-contenimento di pazienti in Italia e dall’estero, con anche voli da regione a regione per il trasporto di personale e materiale sanitario.

Ad oggi 33 missioni di volo militari, effettuati con aerei ed elicotteri dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito e gestiti e coordinati dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI), hanno permesso non solo il rientro dei nostri connazionali dall’estero, ma anche il trasporto di personale civile e militare, a volte anche in biocontimento, e il trasferimento di materiale sanitario, come attrezzature per assistenza respiratoria e Dispositivi di Protezione Individuale, ricevuti dalla Cina, Giappone, Russia, Germania, Inghilterra e Turchia. Anche nei prossimi giorni proseguirà l’attività di trasporto aereo e terrestre in supporto della Protezione Civile su tutto il territorio nazionale.

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Inoltre, sono stati forniti supporti logistici, trasporto materiale e personale per la realizzazione dell’ospedale da campo a Cremona fornito dal Samaritan’s Purse International Disaster Relief (USA), e i necessari supporti logistici per i medici e materiali inviati dalla Russia e dall’Albania.

Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha risposto alle richieste del Governo rendendo disponibili fino a oggi quasi 18.000 uomini e donne delle Forze Armate, impegnati nell’attuazione delle misure di contrasto al COVID19, in concorso al Dipartimento della Protezione Civile e agli altri dicasteri impegnati.

Sempre in questi giorni, a Jesi nelle Marche, è in via di allestimento un ospedale da campo della Marina Militare in cui, il personale militare in sinergia con il personale sanitario individuato dalla PROCIV, garantirà 40 posti di degenza ordinaria.

All’impegno del personale nelle zone più esposte si è aggiunto anche l’importante sforzo logistico che fino ad oggi ha visto l’impiego complessivo di circa 1.650 mezzi, alloggi per un totale di 2.291 stanze e circa 5.840 posti letto, distribuiti nelle strutture militari su tutto il territorio nazionale e a favore dei cittadini che debbano sottoporsi al periodo di sorveglianza.

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La Difesa al servizio del Paese: evento dimostrativo sul duplice uso sistemico delle Forze Armate

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Pratica di Mare (RM), 6 maggio 2019 – Uno tsunami che colpisce il litorale romano. Questo l’evento calamitoso che sarà simulato martedì 7 maggio presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare (Rm) nel corso dell’evento dimostrativo “Duplice uso sistemico: impiego innovativo delle Forze Armate al servizio del Paese”.

Dalla costituzione su nave Etna di una sala operativa interforze e interagenzia per la gestione dell’evento, al soccorso aereo, alla tutela del patrimonio culturale, passando per il trasporto di malati altamente infettivi e le attività di decontaminazione da sostanze chimico-batteriologiche e radioattive.

Tramite questi scenari addestrativi, la Difesa mostrerà agli studenti delle scuole romane le capacità con cui le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri supportano la Protezione Civile in caso di emergenze nazionali. Capacità queste che discendono dal continuo e capillare addestramento del personale militare per mantenere e migliorare continuamente le capacità di difesa della Patria, salvaguardia dello spazio aereo nazionale e per assolvere i compiti assegnati nelle missioni all’estero in cooperazione con altri attori della comunità internazionale.

Gli eventi sismici e il maltempo che hanno più volte colpito l’Italia, la lotta al terrorismo e il rafforzamento della sicurezza interna, hanno comportato un progressivo coinvolgimento delle Forze Armate che hanno messo a disposizione dei cittadini le proprie capacità, il proprio addestramento e i propri mezzi in un quadro di attività sinergiche svolte dalle diverse Amministrazioni dello Stato e coordinate dal Dipartimento della Protezione Civile.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Le 4 missioni delle #ForzeArmate 1. Difesa dello Stato 2. Difesa spazi euro-atlantici ed euro-mediterranei 3. Contributo a pace e sicurezza internazionali 4. Concorso a salvaguardia libere istituzioni e compiti per pubblica calamità e casi di straordinaria necessità e urgenza


Libia: intervento umanitario Italia, salvi 15 feriti

Pratica di Mare, 11 gennaio 2016 – Intervento umanitario dell’Italia dopo l’attacco terroristico del 7 gennaio contro il centro di addestramento della polizia costiera libica a Zliten, il Consiglio di Presidenza libico ha chiesto aiuto al Governo italiano per i feriti gravi. E’ stato così deciso l’intervento umanitario italiano che è consistito nel trasporto di 15 libici da Misurata a Roma presso il policlinico del Celio e successivamente potranno essere assegnati ad altre strutture sanitarie specializzate in Italia.

Un velivolo C130, partito all’alba dall’aeroporto di Pratica di Mare, è atterrato presso l’aeroporto di Misurata dove il personale sanitario militare italiano ha provveduto all’imbarco dei feriti a bordo del velivolo che è ripartito per l’Italia.

 

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Fonte e immagini: Polizia di Stato

Aeronautica militare: velivolo C130 effettua trasporto in bio-contenimento di un paziente affetto da tubercolosi

Roma, 17 giugno 2015 – L’Aeronautica Militare, su richiesta del Ministero della Salute, ha attivato le procedure per trasportare in alto bio-contenimento un cittadino italiano affetto da Tubercolosi multifarmaco resistente. Un velivolo C-130 della 46^ Brigata Aerea di Pisa è in volo verso l’aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma), dove preleverà una speciale barella aviotrasportabile “A.T.I.” (Aircraft Transport Isolator) e il  personale medico dell’Aeronautica Militare, specializzato nella gestione e nel trasporto di malati altamente infettivi.

Il velivolo ripartirà immediatamente alla volta del distaccamento aeroportuale di Alghero (SS), dove il paziente sarà imbarcato. Ultimate le operazioni di imbarco, il C130 decollerà alla volta dell’aeroporto di Orio al Serio. Il paziente proseguirà, poi, per la destinazione finale, l’ospedale di tisiologia di Sondalo (SO).

La capacità di effettuare trasporti di malati altamente infettivi attraverso l’utilizzo di speciali barelle isolate è una peculiarità dell’Aeronautica Militare che, lo scorso novembre ha riportato in Italia, dalla Sierra Leone, il medico di Emergency malato d’ebola. L’Aeronautica Militare ha sviluppato la capacità di evacuazione aeromedica in bio-contenimento fin dal 2005, operando uno stretto coordinamento sia con il Ministero della Salute, sia con il Dipartimento della Protezione Civile; tale capacità si basa sull’utilizzo di speciali barelle aviotrasportabili “A.T.I.” (Aircraft Transport Isolator) e dei più piccoli sistemi terrestri “S.T.I.” (Stretcher Transit Isolator), indispensabili al momento del trasbordo del paziente dall’aeromobile all’ambulanza. Il trasporto aereo in “bio-contenimento” su lunga tratta viene attualmente svolto su velivoli C-130 J “Hercules”, C-27 J “Spartan” e KC-767.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
(Ufficio Pubblica Informazione)

Sisma Nepal: l’aeronautica militare rimpatria un gruppo di connazionali

Roma, 30 aprile 2015 – È atterrato sull’aeroporto militare di Pratica di Mare alle ore 21:00 circa il KC-767 dell’Aeronautica Militare che ha rimpatriato un gruppo di connazionali provenienti dal Nepal. Il velivolo era partito poco dopo le 14 (ora italiana) dalla base di Al Bateen, negli Emirati Arabi Uniti, dove il gruppo di connazionali era giunto qualche ora prima con un C-130J dell’Aeronautica Militare proveniente da Kathmandu.

Altri velivoli da trasporto dell’Aeronautica Militare sono in queste ore impegnati per il trasferimento verso il paese asiatico dei primi aiuti inviati dal Governo italiano per assistere la popolazione del Nepal colpita dal drammatico terremoto del 25 aprile.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare


Aeronautica militare: HH.139A soccorre una donna in pericolo di vita

Il trasporto è avvenuto in piena notte da Ponza a Latina

Ponza, 6 aprile 2015 – La notte di sabato 4 aprile un elicottero HH-139 dell’85° centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) del 15° stormo dell’Aeronautica Militare ha effettuato il trasporto di una anziana donna, affetta da una grave crisi respiratoria, dall’isola di Ponza a Latina.

L’elicottero è decollato su ordine del Rescue Coordination Center del comando operazioni aeree di Poggio Renatico (FE) a seguito della richiesta della prefettura di Latina. L’HH.139A dell’Aeronautica Militare si è alzato in volo da Pratica di Mare e si è diretto a Latina per imbarcare un’equipe medica specializzata. Successivamente si è diretto verso l’isola pontina dove la donna è stata caricata a bordo. Terminate le operazioni di imbarco, l’equipaggio si è diretto nuovamente a Latina dove la donna e l’equipe medica sono state sbarcate.

Terminate le operazioni di trasporto, l’elicottero militare ha fatto rotta verso l’aeroporto militare di Pratica Militare dove è atterrato alle prime luci dell’alba concludendo la missione in poco più di due ore.

L’85° Centro C/SAR è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7000 persone in pericolo di vita.

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Fonte e immagine: Aeronautica Militare

Italiani rimpatriati a bordo del C-130 dell’aeronautica militare

Roma, 16 febbraio 2015 – Alle ore 12:15 di questa mattina, è atterrato presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma), il velivolo C-130 dell’Aeronautica Militare che ha portato a Roma i cittadini italiani rimpatriati dalla Libia. A bordo del velivolo anche l’ambasciatore Giuseppe Maria Buccino Grimaldi.

I connazionali erano arrivati ieri notte con un’imbarcazione sorvegliata dall’alto da un velivolo a pilotaggio remoto (Predator) dell’Aeronautica Militare. Arrivati al porto di Augusta, alcuni passeggeri sono stati portati all’aeroporto militare di Sigonella (Catania), da dove il velivolo militare li ha trasportati a Pratica di Mare.

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Fonte: Aeronautica militare

Trapianto d’urgenza per ragazza umbra, interviene l’aeronautica militare

 

Ciampino (RM), 5 febbraio 2015 – Un Falcon 50 dell’Aeronautica Militare è appena decollato dall’aeroporto di Ciampino alla volta di Falconara con a bordo una giovane donna in attesa di un’operazione d’urgenza presso il Centro Trapianti di Ancona.

La ragazza, 18 anni, originaria di Terni, era stata prelevata intorno alle ore 16.00 dall’avio-superficie della cittadina umbra con un elicottero HH-139 decollato poco prima dall’85° Centro SAR (Searchand Rescue  -Ricerca e Soccorso) di Pratica di Mare. A causa delle proibitive condizioni metereologiche in atto sulla dorsale appenninica, si è resa necessaria una staffetta con un altro dei velivoli dell’Aeronautica Militare in prontezza per trasporti sanitari di urgenza, in questo caso un Falcon 50 del 31° stormo di Ciampino.

La richiesta di intervento, giunta dalla prefettura di Terni, è stata gestita dalla sala situazioni del comando della squadra aerea di Roma in coordinamento con l’ufficio voli della presidenza del consiglio dei ministri e il comando operazioni aeree di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, che ha dato l’ordine di decollo agli aeromobili.

Esperienza, professionalità e addestramento: un lavoro di squadra per salvare una vita umana, un servizio che viene svolto su tutto il territorio nazionale, isole comprese, ventiquattr’ore al giorno, 365 giorni all’anno.

Gli aeromobili del 31° Stormo di Ciampino sono utilizzati per il trasporto di Stato e per missioni di pubblica utilità, quali il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati, di traumatizzati gravi e di organi per trapianti, nonché per interventi a favore di persone comunque in situazioni di rischio.

L’85° Gruppo è uno dei Reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce, 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7000 persone in pericolo di vita. Negli ultimi anni il 15° Stormo è anche impegnato in missioni umanitarie internazionali

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Fonte: Aeronautica Militare

Aeronautica, concluso corso aereo su malati infettivi. Qualificati tredici militari olandesi

Pratica di Mare, 22 gennaio 2015 – Si è concluso oggi, presso l’infermeria principale dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, un corso sulla gestione dell’evacuazione aero-medica di pazienti affetti da malattie altamente infettive, per la prima volta aperto ad appartenenti di forze armate straniere. È la prima attività di formazione a favore di forze armate straniere. A Pratica di Mare sono state riprodotte le stesse procedure utilizzate per il rimpatrio del medico di Emergency dalla Sierra Leone.

Tredici operatori sanitari della Royal Netherlands Air Force (RNLAF), la forza aerea olandese, hanno infatti preso parte all’attività di formazione organizzata dall’Aeronautica Militare, leader in ambito nazionale ed europeo nella capacità di trasporto in bio-contenimento.

Il corso, richiesto dalle stesse forze armate olandesi, rientra in un programma di addestramento che il servizio sanitario dell’Aeronautica Militare ha da tempo avviato in ambito nazionale. Il programma prevede una serie di corsi ed esercitazioni già svolte in collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Roma e l’ospedale Sacco di Milano, per condividere le esperienze maturate in circa un decennio di studi ed operazioni reali nonché consolidare un processo di standardizzazione sulle procedure legate alla gestione di malattie emergenti tra tutte le principali realtà, sia civili che militari, che a vario titolo operano nel settore, in particolare in ambito aeroportuale. L’attività di formazione più recente risale ai primi giorni di gennaio, svolta a favore di personale sanitario della Marina Militare; in precedenza, invece, i corsi erano stati rivolti a rappresentanti dello stesso ministero della salute, 118 e Croce Rossa Italiana, e di altre forze armate, corpi armati dello Stato e rappresentanti delle forze dell’ordine.

I membri del Team di Bio-contenimento dell’Aeronautica Militare, molti dei quali erano a bordo del Boeing KC-767 che lo scorso 25 novembre ha riportato in Italia Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency contagiato dal virus ebola in Sierra Leone, hanno fornito ai colleghi olandesi le conoscenze tecniche e le procedure per l’uso dei sistemi di trasporto isolati in dotazione all’Italia, speciali barelle a pressione negativa che permettono il trasporto e la gestione dei pazienti in totale sicurezza durante il volo.

Durante il corso – oltre a cenni di natura teorica sul concetto di bio-contenimento e sulle modalità di trasmissione di particolari agenti biologici e malattie altamente infettive quali appunto ebola, antrace, vaiolo – sono state riprodotte fedelmente tutte le fasi di imbarco/sbarco dal velivolo degli speciali isolatori avio-trasportabili e le procedure di isolamento e decontaminazione utilizzate in area aeroportuale.

Sperimentati, inoltre – in anteprima assoluta – nuovi ed evoluti sistemi di rilevazione della temperatura corporea attraverso speciali telecamere termiche, una delle tecnologie su cui tutti i maggiori Paesi sviluppati stanno puntando quale strumento di scoperta precoce e gestione di potenziali casi infetti in situazioni ad alta concentrazione di persone (quali ad esempio gli aeroporti). L’iniziativa è il frutto di una cooperazione in atto tra l’Aeronautica Militare e l’Istituto di ricerca in tecnologie biomediche avanzate (IBAT) e il dipartimento di neuroscienze dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti.

L’Aeronautica Militare ha sviluppato tale capacità di evacuazione aeromedica sin dal 2005, attraverso l’acquisizione di speciali sistemi detti ATI – Aircraft Transit Isolators (di brevetto britannico). La capacità di trasporto aereo in bio-contenimento è una capacità militare, disponibile ad uso e finalità civili. Essa è stata, infatti, sviluppata dall’Aeronautica Militare in coordinamento sia con il Ministero della Salute, sia con la Protezione Civile, responsabili del trasporto di terra del paziente e della gestione delle operazioni di emergenza sanitaria in ambito nazionale. Il personale deputato alle attività di trasporto in bio-contenimento assicura un servizio di reperibilità che consente, in qualsiasi momento – 24 ore su 24, 365 giorni all’anno – di avviare la procedura in tempi ristrettissimi. L’unità d’isolamento aereo impiegabile per una evacuazione sanitaria in bio-contenimento è costituita da un numero di specialisti che può variare in ragione del tipo di velivolo impiegato e del tipo e livello di minaccia presente.

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