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Fiumicino: giornalista RAI perde il portafoglio, la polizia di frontiera lo ritrova, fermato un addetto alle pulizie

polizia fiumicino

Fiumicino (RM), 19 agosto 2014 – Poche ore fa, un giornalista RAI, di ritorno da un viaggio di lavoro, perde portafogli con documenti, carte di credito, tesserino RAI e abbastanza contante a bordo aereo.

Subito sporge denuncia e nel giro di 20 minuti gli agenti della Polizia di Frontiera, fatti gli accurati controlli a bordo dell’aeromobile, dopo che tutti i passeggeri erano scesi, ritrovano i soldi, nascosti nella paratia dello sportello di un furgone in uso agli addetti alle pulizie, e  il portafogli con i documenti in uno dei contenitore per i rifiuti. Fermato un addetto alle pulizie e portafogli restituito alla vittima. 

La Polizia di Stato ha previsto un incremento dei servizi di prevenzione nell’aeroporto di Fiumicino, anche nei giorni del rientro dalle vacanze. Moltissime le pattuglie impegnate a garantire la sicurezza dei passeggeri in transito e, proprio per questo, la brutta disavventura capitata al giornalista RAI si è risolta in pochissimo tempo.

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Fonte: Polizia di Stato


Intervista a Alessandro Di Tolla, della direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere


Roma, 5 luglio 2014 – Questa settimana la tv web della Polizia di Stato è entrata nella sala operativa del centro nazionale di coordinamento per l’immigrazione Roberto Iavarone presso la direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle Frontiere, una vera e propria cabina di regia di tutte le operazioni di monitoraggio e soccorso in mare, come ad esempio “Mare nostrum”, dove operano i rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto.

Gli eventi vengono seguiti e gestiti fino alla fine, dalla segnalazione al supporto per le azioni operative in mare, dalla gestione dei migranti a terra, fino all’attività di analisi dei dati per effettuare previsioni e orientare meglio il pattugliamento in mare.
In particolare, le informazioni indirizzate al centro riguardano gli alert relativi alla possibile partenza di migranti; la possibile presenza o l’avvistamento di unità navali  sospettate di essere coinvolte nel  traffico o nel trasporto di migranti; i dispositivi aeronavali di pattugliamento in funzione del controllo dei flussi migratori; gli eventi operativi in corso, nonché quelli che attengono alla ricerca ed al soccorso della vita umana in mare; il fermo nelle acque territoriali, lo sbarco e il rintraccio sul territorio nazionale di immigrati clandestini.
Il centro nazionale “Roberto Iavarone” collabora anche con le agenzie internazionali Europol, Frontex e Interpol per lo sviluppo di singole o specifiche iniziative informative o investigative.

Il Centro Nazionale di Coordinamento per l’immigrazione è dedicato alla memoria dell’agente ausiliario della polizia di stato Roberto Iavarone, medaglia d’oro alla memoria in servizio presso la Polizia di Frontiera di Fiumicino deceduto nel 1984 a causa di un’aggressione da parte di un cittadino slavo che minacciava i passeggeri in transito.

Nel video l’intervista al dr. Alessandro Di Tolla, funzionario della Polizia di Stato, della direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere.

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Fonte: Polizia di Stato


Un dirigente scout in manette per abusi sessuali su minori

Civitavecchia, 6 giugno 2014 – Un dirigente sessantunenne di un’associazione scoutistica di Civitavecchia è stato arrestato due sere fa gli agenti della polizia di frontiera presso scalo marittimo di Civitavecchia, diretti dalla dott.ssa Lorenza Ripamonti. L’uomo è stato arrestato per aver compiuto nel tempo e reiteratamente, approfittando della posizione di cui godeva, atti sessuali su ragazze minorenni giovanissime.

Le indagini iniziarono in seguito a una denuncia fatta pochi mesi fa da una ragazza, ormai ventenne.  Da quando compì dieci anni, ha raccontato alla polizia, iniziò a subire veri e propri abusi sessuali da parte dell’uomo e, per sette lunghi anni fatti di angoscia, paura, sensi di colpa, questi atti sessuali continuarono approfittando di ogni scusa e momento propizio.

Finalmente un giorno la ragazza trovò il coraggio di lasciare gli scouts e di raccontare tutto alla madre. Con l’aiuto di una psicologa la ragazza iniziò un lungo percorso di cura, per rimarginare le sue “ferite”.

Intuita la fondatezza delle accuse gli inquirenti iniziarono una capillare indagine, coordinata dal sostituto procuratore dott.ssa Alessandra d’Amore. Le audizioni protette di altre ragazzine, in presenza di personale specializzato, ha fatto scoprire che anche un’altra ragazzina, ormai adolescente, dall’età 8 ai 12 anni fu oggetto di palpeggiamenti nelle parti intime.

Le intercettazioni video ambientali, fatte dove lavorava il dirigente scout, hanno anche consentito di scoprire che l’arrestato continuava ad avere lo stesso comportamento, denunciato dalle ragazze, nei confronti di un’altra ragazzina di circa 13 anni, atti confermati poi dalla minore agli inquirenti. In occasione di quest’ultimo episodio è scattato quindi per l’uomo l’arresto in flagranza di reato.

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Fonte: Polizia di Stato


Traffico di esseri umani: la Polizia esegue dieci arresti in Nord Italia

Trieste, 12 maggio 2014 – La Polizia di Stato di Trieste ha sgominato un’organizzazione criminale di afghani/pakistani dedita alla tratta di esseri umani che aveva come base l’Italia ed in particolare le province di Trieste, Brescia e Bergamo.

Le indagini, durate un anno e mezzo, sono state condotte dagli uomini della squadra mobile e della Polizia di Frontiera, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, e delegate dal pubblico ministero Montrone della D.D.A. di Trieste. 10 gli arresti in flagranza sia in Italia che all’estero e 14 le perquisizioni, fra il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia e la Campania. Sono state interessate le città  di Trieste, Udine, Bergamo, Brescia e Napoli ed è stata sequestrata una notevole quantità di documentazione sull’attività illecita. Il sodalizio criminale organizzava il traffico di esseri umani, per lo più afghani e pakistani, che aveva come punto di raccolta e di partenza la Turchia, mentre la destinazione finale era la Germania ed altri Paesi del Nord Europa.

Circa un centinaio i clandestini entrati illegalmente. Pagavano all’organizzazione tra i 5 e i 10 mila dollari ciascuno. Partivano dalla Grecia a bordo di navi o percorrevano la rotta balcanica, nascosti all’interno di furgoni, e arrivavano a Trieste, da qui l’organizzazione li dirottava verso l’Austria attraverso gli ex valichi confinari di Tarvisio (UD) e del Brennero (BZ) per raggiungere la meta finale della Germania. L’operazione si è avvalsa della preziosa collaborazione degli organismi di Polizia di Croazia, Slovenia, Austria e Germania.

Il blitz ha visto impegnati anche uomini della Squadra Mobile di Bergamo, Brescia, Udine e Napoli.

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Fonte: Polizia di Stato


Libia: i carabinieri completano l’addestramento della polizia di confine

Tripoli, 27 marzo 2014 – Nell’ambito della Missione Militare Italiana in Libia, gli istruttori dell’Arma dei Carabinieri hanno di recente portato a termine, presso il centro di formazione di Tripoli, l’addestramento di trentuno militari libici della Border Guard, la polizia di frontiera libica.

Al termine dell’intenso addestramento i militari libici hanno svolto un’esercitazione per verificare il livello la preparazione raggiunta. I poliziotti libici hanno conseguito la qualifica di “operatori” attraverso un percorso formativo che li ha visti impegnati in attività di pattugliamento di un centro abitato, nelle tecniche di reazione ad una imboscata e nella gestione e coordinamento delle attività di  evacuazione di feriti. La preparazione raggiunta in pochi mesi permetterà ai militari libici di svolgere compiti di sorveglianza dei confini della Libia e di protezione dei pozzi di petrolio.

Nel 2014 sono previsti altri corsi in vari settori di impiego dell’ordine pubblico. L’Italia, nell’ambito del G8 Compact, fornisce una collaborazione alla Libia nel settore della formazione delle forze di sicurezza locali per consolidarne le capacità e per garantire la difesa dei cittadini e la stabilità della nuova democrazia.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa


Rubavano bagagli griffati gettando mostarda sui passeggeri dell’aeroporto di Fiumicino

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Roma, 17 gennaio 2014 – Arrestata una banda di borseggiatori algerini dalla Polizia di Frontiera di Fiumicino nell’ambito di una mirata attività di contrasto al fenomeno dei furti di bagagli dei passeggeri in partenza dall’aeroporto Leonardo da Vinci. Gli agenti, dopo aver visionato i filmati delle telecamere di sorveglianza, sono riusciti a rintracciare gli autori di alcuni furti perpetrati ai danni di viaggiatori, in prevalenza passeggeri di origine russa. La tecnica della banda era semplice e collaudata: uno dei tre borseggiatori, una volta individuato il malcapitato, quasi sempre un viaggiatore con borse da viaggio griffate, gli si avvicinava alle spalle e con un dosatore contenente mostarda gli imbrattava i vestiti. Un altro complice poi si avvicinava alla vittima, distraendola con la scusa di offrirgli aiuto, per permettere così al terzo complice di impossessarsi indisturbato del prezioso bagaglio.

Attraverso un’articolata attività d’indagine gli agenti sono riusciti ad accertare che i borseggiatori, due cittadini algerini di 38 e 37 anni e un cittadino francese di 33 anni, alloggiavano in un Bed and Breakfast di Trastevere e che uno di loro era in procinto di imbarcarsi per un volo diretto a Parigi. Un’ingente somma di denaro è stata trovata dagli agenti, durante la perquisizione: 65.000 euro, dollari e rubli cuciti nei risvolti dei vestiti e nei doppifondi sotto la suola delle scarpe. Allo straniero fermato all’aeroporto è stato trovato addosso, oltre a una cospicua somma di denaro, il costoso portadocumenti descritto dal derubato.

Gli accertamenti, effettuati in collaborazione con forze di polizia europea, hanno inoltre portato a conoscenza delle Forze dell’Ordine che il cittadino francese, usando un’alias, era già stato arrestato dalla polizia inglese anni addietro per lo stesso tipo di reato.

 Fonte: Polizia di Stato


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