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“Da sbirro a investigatore”  il nuovo libro dello storico Giulio Quintavalli alla fiera nazionale della piccola e media editoria

Più libri più liberi
Fiera nazionale della piccola e media editoria
6  / 10 dicembre 2017
a La Nuvola EUR/Roma

“Da sbirro a investigatore”
il nuovo libro dello storico Giulio Quintavalli

l’8 dicembre presso lo stand di PoliziaModerna

– una giornata con l’autore –

 

Il LIBRO

Lo studio affronta il processo di affermazione della cultura professionale della Polizia di Stato sullo sfondo del positivismo a cavallo tra ‘800 e ‘900, che si conclude con la crisi dello stato liberale nei mesi successivi alla Grande guerra.

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E’ il momento in cui il termine “sbirro”, grondante della cultura del sospetto e della prevaricazione, è affiancato da “agente e ispettore d’investigazione”, che sottende il proficuo utilizzo delle nuove tecniche di intelligence e di detection (dovute ai progressi della Scuola di Polizia scientifica di Salvatore Ottolenghi) rapidamente maturate durante la Guerra per il contrasto al nemico interno, la caccia alle spie, disertori, sobillatori, affaristi. Aspetti questi su cui l’Autore si sofferma con particolare puntualità ricostruendo aspetti inediti della Guerra 1915-’18.

La crisi dello stato liberale è anche crisi di norme e di uomini chiamati a contrastare l’eversione politica di diversa natura ma, prima di tutto, crisi di metodi di indagine, antiquati ed empirici. Il governo né è pienamente consapevole tanto che, volendo ridisegnare radicalmente la detection e le indagini di polizia giudiziaria (delle quali l’Autore propone una panoramica molto particolareggiata), nell’agosto 1919 decide di istituire il Corpo degli Agenti d’Investigazione «per il sevizio della prevenzione e della repressione dei reati e per la ricerca dei delinquenti».

Un Corpo dello Stato dalla brevissima vita (verrà soppresso con il Corpo della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza dal governo Mussolini il 31 dicembre 1922) a cui si devono, per conclusioni dell’Autore, le vere origini di una Polizia moderna ed efficace: la Polizia di Stato.

Chi è Giulio Quintavalli

Ha conseguito la Laurea Magistrale le in Storia e Società presso l’Università Roma Tre con una tesi in Storia contemporanea dal titolo “Investigatori. La professionalizzazione della Polizia del Regno nell’Italia Liberale (1880-1919)”. Sostituto commissario coordinatore della Polizia di Stato, in servizio all’Ufficio Storico della Polizia di Stato, ha avuto modo di approfondire i molteplici aspetti della storia istituzionale della Polizia e di maturare specifiche competenze in materia di comunicazione storico-iconografia, raccogliendo nel corso degli anni un’amplissima collezione di cartoline postali sulla Polizia, parte della quale oggetto della tesi di laurea di I livello in Storia e comunicazione nel medesimo Ateneo.

Professionalmente autore e coautore di articoli tematici pubblicati su: Polizia Moderna (official magazin della Polizia di Stato); Fiamme d’oro (Rivista dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato); Il Nastro Azzurro (Periodico dell’Istituto del Nastro Azzurro fra i decorati e i combattenti decorati al valor militare); Cronaca Filatelica (Mensile di storia postale annulli e interi postali). Coautore di La storia e le uniformi della Polizia italiana, a cura di Antonio Laurito, Ed. Promo Police, Roma, 2007 (ii e d. 2008); In Nome della Legge. Tracce Satiriche della Polizia Italiana tra Otto e Novecento (a cura di Fabio Santilli), Roma, Ufficio Storico della Polizia di Stato e Centro Studi Gabriele Galantara, 2009 (ii ed. 2011); 70° Anniversario della Polizia Stradale. Dalla Costituzione… al terzo millennio, a cura di Raffaele Camposano, Roma, 2017. Sempre per la Polizia di Stato ha curato la grafica e i testi delle rubriche Polizia Ieri e Polizia in uniforme contenute in: Polizia di Stato. Ieri e oggi al servizio della gente, De Agostini Editore, pubblicazione quattordicinale, 2004. Ha effettuate le ricerche iconografiche e ha curato la grafica di: Guida alla collezione dell’Ufficio Storico della Polizia di Stato, 2014.

Ha anche collaborato con Gigi Simeoni per la realizzazione del romanzo a fumetti Gli occhi e il buio, Bonelli editore, 2007.

 

 

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Polizia: prefetto Sgalla nominato ambasciatore della sicurezza nel ciclismo

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Bologna, 26 novembre 2017 – Si è svolta oggi a Bologna, presso il Palazzo delle Federazioni, la 26esima edizione del “Giorno della scorta” organizzato da G.S. Progetti Scorta per la promozione del ciclismo su strada.

All’evento ha partecipato il prefetto Roberto Sgalla, direttore delle specialità della Polizia di Stato,  che  è intervenuto sul tema “sicurezza nel ciclismo, tra presente e futuro”.

Nell’occasione G.S. Progetti Scorta ha attribuito la nomina di “Ambasciatore della sicurezza nel ciclismo” al prefetto Roberto Sgalla, direttore centrale  delle specialità della Polizia di Stato e presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della FCI.

Persona di prestigio per i suoi incarichi in ambito ministeriali ed in quello sportivo, pedalatore lui stesso, l’uomo che meglio di altri può sommare autorevolezza e competenza in fatto di sicurezza stradale e sicurezza del ciclismo” questa la motivazione di questo importantissimo riconoscimento attribuito al prefetto Roberto Sgalla.

Questo prestigioso premio giunto alla sua 8^ edizione, ricade su persone alle quali è affidato il compito morale di testimoniare l’impegno di tutto il movimento ciclistico sui temi della sicurezza, utilizzando ogni circostanza possibile. Infatti negli anni hanno ricevuto il riconoscimento personaggi come Pier Augusto Stagi, Felice Gimondi, Alfredo Martini, Vittorio Adorni, Riccardo Magrini, Mario Amadori, Silvio Martinello e Adriano Malori.

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Fonte e immagine: Polizia di Stato
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Convegno della Polizia “Questo non è amore” a l’università La Sapienza di Roma

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Roma, 24 novembre 2017 – Alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, oggi, venerdì 24 novembre, la Polizia di Stato e la “Sapienza” Università di Roma, hanno organizzato, presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere, il convegno “Questo non è amore”, per contribuire, con testimonianze e statistiche, al dibattito su di un fenomeno che oggi viene considerato un indice per misurare la civiltà di una società.

Alla presenza del capo della Polizia, Franco Gabrielli, e del magnifico rettore, Eugenio Gaudio, è stata presentata la prima pubblicazione, che avrà cadenza annuale e porterà il titolo della campagna “Questo non è amore”, con i dati sulla violenza di genere in possesso delle forze di polizia,  gli strumenti operativi,  le iniziative d’informazione e una serie di testimonianze di poliziotte che lavorano tutti i giorni con le donne per supportarle nella prima fase della denuncia e in quelle successive.

Sotto il profilo dei dati, a fronte di una diminuzione degli omicidi volontari negli ultimi 10 anni, quelli delle donne rimangono sostanzialmente invariati (le vittime erano 150 nel 2007 e 149 nel 2016) passando dal 24% rispetto al totale nel 2007, alla percentuale ben più grave del 37% nel 2016.

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In questo quadro, il femminicidio (termine non giuridico, ma di uso comune) è una sottocategoria degli omicidi volontari e rappresenta l’uccisione di una donna da parte di un uomo proprio in quanto donna, come atto estremo di prevaricazione e superiorità.

Comunemente si pensa che il femminicidio sia l’omicidio avvenuto in ambito familiare o affettivo e, infatti, il 73% delle uccisioni di donne avvengono tra le mura domestiche e nel 56% dei casi il carnefice è il partner o l’ex partner. Non tutti gli omicidi di donne in ambito familiare o affettivo sono, però, da considerare femminicidi, nel senso di uccisioni di donne in ragione del proprio genere. Degli 84 omicidi di donne nei primi nove mesi del 2017 (erano stati 109 nello stesso periodo del 2016), 61 si sono verificati in ambito familiare, ma l’esame puntuale di tutte le drammatiche vicende fa sì che in 31 casi si possa propriamente parlare di femminicidio, dovendosi escludere i casi in cui, ad esempio, il marito uccide la moglie malata terminale per porre fine alla sua sofferenza o quella del figlio che uccide la madre per motivi meramente economici.

Passando ai c.d. reati spia, che rappresentano degli indici importanti di un rapporto uomo-donna malato, che può pericolosamente degenerare, questi sono i dati operativi in possesso delle forze di polizia:

  • atti persecutori (di cui oltre il 72% in danno delle donne): 8.480 nel periodo gennaio/settembre 2017, a fronte di 10.067 nello stesso periodo del 2016 (-15,76 %);
  • maltrattamenti in famiglia (di cui circa il 79% in danno delle donne) 9.818 nel periodo gennaio/settembre 2017, a fronte di 10.876 nello stesso periodo del 2016 (-9,73%);
  • violenze sessuali (di cui oltre il 90% in danno delle donne) 3.059 nel periodo gennaio/settembre 2017, a fronte di 3.095 nello stesso periodo del  2106 (-1,16%).

Dati tutti in leggera flessione che, se da un lato può essere il segno di un embrionale miglioramento in materia di discriminazioni legate al genere, dall’altro non autorizza alcuna soddisfazione perché, al di là della gravità del numero assoluto di reati, esiste la seria preoccupazione che la riduzione delle denunce nasconda in realtà un sommerso fatto di angoscia e solitudine.

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Spesso il primo passo è, infatti, il più difficilela paura di essere giudicate, la vergogna di raccontare dettagli della propria vita privata, il timore di rimanere sole. A volte però basta solo una spalla a cui appoggiarsi, qualcuno con cui parlare senza il timore di essere giudicati, una rete di sostegno indispensabile per iniziare un nuovo percorso di vita libero dalla violenza e dal dolore.

Diventa, dunque, fondamentale l’azione di prevenzione e di informazione, che la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato realizza a livello nazionale attraverso il progetto Camper, in cui équipe multidisciplinari fatte di funzionari di polizia, medici, psicologi, rappresentanti di centri antiviolenza e ad altre istituzioni e associazioni impegnate su questi temi, mettono a disposizione le proprie competenze per aiutare le donne a sentirsi meno sole e a liberarsi di violenze e sopraffazioni sempre nascoste. Campagna che nel corso di un anno ha portato ad oltre 45.000 contatti che in 450 casi si sono tradotti in segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Da un punto di vista strettamente operativo, in tutte le Questure d’Italia è stato adottato dall’inizio dell’anno il protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite), uno strumento che codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia (SDI) – indipendentemente dalla proposizione di una denuncia o querela – una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare. Protocollo E.V.A. che ha consentito finora di gestire ed analizzare 3.607 segnalazioni portando in 62 casi all’arresto in flagranza ed in 104 casi alla denuncia.

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Nell’ambito della ricerca e della formazione, si segnala anche l’attività realizzata all’interno del Progetto HASP – Honour Ambassadors against Shame Practices (JUST/2014/RDAP/AG/HARM/7973), sovvenzionato dall’Unione Europea nel quadro del programma DAPHNE III, coordinato dalla Facoltà di Medicina e Psicologia, “Sapienza” Università di Roma, in partneriato con la Direzione Centrale Anticrimine e la Direzione Centrale per le Specialità della Polizia di Stato, unitamente ad Enti ed Istituzioni di altri quattro Paesi europei (Spagna, Grecia, Bulgaria e Regno Unito). Il progetto HASP (www.hasp-project.eu) ha come principale obiettivo l’informazione, la formazione ed il contrasto di un fenomeno definito violenza fondata sull’onore (HRV), un insieme di pratiche impiegate per affermare un potere maschile e controllare l’autonomia e la sessualità femminile, come anche per esercitare un potere entro le famiglie allo scopo di proteggere i valori culturali e religiosi e/o l’onore.

“Non basta applicare la legge, è necessario assicurare alla donna l’accoglienza, informazioni e sostegno necessari ad uscire dalla condizione di soggezione e isolamento che sta vivendo…perché ogni episodio di violenza contro una donna è una sconfitta per tutti” le parole del capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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I “droni in divisa” sul nuovo numero di PoliziaModerna

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Roma, 18 novembre 2017 – Questo mese Poliziamoderna, rivista ufficiale della Polizia di Stato,  dedica la propria apertura ai cosiddetti “droni in divisa”, i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto impiegati dalla Polizia di Stato che hanno aperto nuove frontiere alle attività investigative e di ordine pubblico.

L’articolo, oltre a ripercorrere le principali tappe normative che hanno portato le forze dell’ordine ad “arruolare” i droni nei propri reparti operativi, illustra le tecnologie, i diversi modelli e gli scenari in cui questi nuovi strumenti di controllo del territorio sono già stati impiegati in fase sperimentale dalla Polizia di Stato: dalle riunioni del G7 al 67° festival della canzone di Sanremo. Attraverso questi  veri e propri occhi elettronici, in grado di sorvolare anche i luoghi più nascosti, la polizia italiana potrà raggiungere la piena “gestione dell’aria” in occasione di eventi a rischio o di posti di blocco e pattugliamenti, aumentando l’efficacia operativa e la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori.

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Nel numero di novembre di Poliziamoderna  anche un focus sull’attività giudiziaria della Polizia Ferroviaria che conclude l’approfondimento sulla Specialità in occasione dei 110 anni della sua fondazione. I responsabili delle squadre giudiziarie di Milano e Roma raccontano il lavoro degli operatori di polizia quotidianamente impegnati nel lavoro di prevenzione e repressione dei reati  predatori, ma anche nei servizi di vigilanza e di ordine pubblico particolarmente serrati in epoca di allarmi antiterroristici, nelle scorte ai treni, nelle pattuglie lungo le linee ferroviarie e nella lotta ai furti di rame, anche grazie al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza.

Altro importante fronte è il Nucleo operativo incidenti ferroviari (Noif): un team ristretto di pochi uomini con elevate competenze professionali specialistiche che ci spiegano in che modo si sono svolte le delicate indagini che hanno riguardato i disastri di Viareggio e di Andria. Mentre il prof. Enrico Menduni, docente di cinema, fotografia e televisione all’Università di Roma Tre, rievoca un pezzo di storia del nostro Paese partendo dalla prima ferrovia che univa Napoli a Portici; una rivoluzione nel sistema dei trasporti, in grado di mettere in contatto le tante realtà diverse della nostra nazione.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Mondiali di scherma paralimpici: 5 ori e 2 argenti per le Fiamme Oro della Polizia di Stato

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Roma, 12 novembre 2017 – Scende il sipario sui mondiali di scherma paralimpica di Roma 2017. Bottino pieno per gli atleti del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato con 5 ori e 2 argenti.

Durante la competizione sono stati molteplici e prestigiosi i risultati conseguiti dagli atleti “cremisi”. Di fatti, alle medaglie conquistate da Bebe Vio (Oro) e da Alessio Sarri (un oro ed un argento) nelle competizioni singole, si sono aggiunte, nel weekend, ben 4 medaglie a squadre.

La storica prima medaglia d’oro nel fioretto maschile a squadre, conquistata grazie alle stoccate messe a segno dai due sportivi Fiamme Oro Marco Cima ed Emanuele Lambertini, il più giovane degli azzurri, la medaglia d’oro nella sciabola maschile a squadre, giunta grazie al contributo fondamentale di Alessio Sarri, la medaglia d’oro nel fioretto femminile a squadre dove il terzetto di atlete Fiamme Oro composto da Bebe VioAndreea Mogos e Loredana Trigilia si è imposto in finale contro la Russia per 45-23 e la medaglia d’argento nella sciabola femminile a squadre, ancora una volta con Andreea Mogos e Loredana Trigilia protagoniste.

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All’intera spedizione del Gruppo Sportivo della Polizia di Stato vanno le congratulazioni del Capo della Polizia Franco Gabrielli: “Attraverso i fantastici risultati conseguiti, avete dato dimostrazione per l’ennesima volta che con grinta e decisione posso essere superati anche i più grandi ostacoli che la vita ci presenta. Queste medaglie dimostrano quanto giusta sia stata la scelta di investire, ormai da tempo, anche sugli sport paralimpici, attraverso i quali è possibile diffondere i più alti valori di sacrificio, abnegazione e rispetto delle regole”.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Domenica al Museo a vedere le auto della Polizia

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Roma, 5 novembre 2017 – Oggi 5 novembre la Polizia di Stato partecipa al progetto “Domenica al Museo” con l’apertura straordinaria del Museo delle Auto della Polizia di Stato sito in Via dellArcadia 20 all’ex Fiera di Roma. Durante tutta la giornata di oggi dalle 10 alle 18, i visitatori  potranno gratuitamente ammirare le auto e le moto che hanno fatto la storia della Polizia dagli anni trenta a oggi.

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Nel percorso che mette in mostra circa 70 esemplari tra auto, moto, scooter, bici e persino un “gatto delle nevi”, si potranno apprezzare da vicino veicoli diventati famosi, come le jeep del dopoguerra o le Moto Guzzi della Stradale o la mitica “Pantera” del maresciallo Armando Spatafora, una Ferrari 250 GTE nera del ’62, o per arrivare ai giorni nostri, in bella mostra ci sarà anche la Lamborghini Gallardo.

Nel Museo, per l’occasione, sarà allestita anche una mostra fotografica dal titolo “Orizzonti d’Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato” realizzata con gli scatti del fotoreporter Massimo Sestini.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Esercitazione antiterrorismo Polizia di Stato e Carabinieri (video)

Esercitazione congiunta tra le unità di primo intervento antiterrorismo della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri a Roma, Bologna e Genova.

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Roma, 14 settembre 2017  – Dopo l’attentato terroristico di Barcellona, secondo le direttive del ministro dell’Interno, è stata predisposta l’intensificazione dell’attività di prevenzione in sinergia operativa tra le Forze di Polizia.

In tale prospettiva, è stata pianificata una esercitazione congiunta tra le unità di primo intervento antiterrorismo della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, contemporaneamente in tre diverse città e in scenari operativi complessi e differenziati.

Al termine dell’attività di pianificazione ed individuazione degli obbiettivi, l’esercitazione si è svolta nella scorsa notte simulando attacchi terroristici in tre diversi contesti operativi: a Roma in una stazione della metropolitana, a Bologna nel parcheggio sotterraneo della stazione ferroviaria dell’alta velocità e a Genova in una zona d’imbarco del porto.

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In ciascuna città all’esercitazione hanno partecipato unità UOPI della Polizia di Stato congiuntamente a SOS o API dell’Arma dei Carabinieri, unitamente a equipaggi delle volanti, dei reparti prevenzione crimine della Polizia di Stato e radiomobili dei Carabinieri per la “cinturazione” degli obbiettivi, per un totale di oltre 150 uomini.

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Le esercitazioni, realizzate con lo scopo di testare la capacità e velocità di reazione ad una notizia di attentato, o possibile attentato, in corso e la sinergia operativa tra le Unità di primo intervento delle due Forze di Polizia, hanno avuto esito positivo.

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Fonte: Polizia di Stato e Carabinieri - Immagini tratte dal video
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