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Kurdistan: il 187° reggimento addestra le forze di sicurezza curde


Kurdistan, 21 gennaio 2016 – I paracadutisti del 187 Reggimento inquadrati nel Mobile Training Teams (MTTs*) hanno iniziato un nuovo corso addestrativo a favore degli Zeravani, unità delle Forze di Sicurezza Curde impegnata in prima linea nella lotta contro i tagliagole, sull’impiego del sistema d’arma controcarro “Folgore” su esplicita richiesta del loro comandante.

In una settimana verranno istruiti 10 militari Zeravani, per un “ripasso” di quanto già effettuato lo scorso anno dagli addestratori italiani sul sistema d’arma controcarro, Attualmente la dotazione curda è di 50 pezzi controcarro “Folgore”, completi di munizionamento .

Il comandante degli Zeravani, il generale Dler, ha ringraziato i paracadutitsi, sottolineandone la capacità addestrativa. Il sistema anticarro “Folgore” ha consentito alle Forze curde di neutralizzare numerosi attacchi suicida che hanno coinvolto i suoi uomini nelle ultime operazioni militari nell’area di Sinjar.
Il controcarro “Folgore” fa parte degli armamenti donati alle Forze di Sicurezza curde dalle nazioni della coalizione internazionale.

Il 9° ciclo addestrativo, che include la settimana di “ripasso” sul sistema controcarro, comprende l’addestramento per proteggersi dagli ordigni esplosivi improvvisati, il primo soccorso sanitario, le tecniche di tiro di precisione contro l’attività il cecchinaggio, l’impiego dei sistemi d’arma a tiro indiretto ed il movimento tattico diurno e notturno in contesti urbani e in campo aperto.

(*) Il 9° ciclo addestrativo, condotto dagli istruttori delle 7 nazioni presenti ad Erbil (Italia, Germania, Olanda, Ungheria, Finlandia, Norvegia e Gran Bretagna), è iniziato la scorsa settimana e si concluderà alla fine della prima decade del prossimo febbraio. Con la conclusione di questo corso saranno oltre 6000 militari curdi addestrati dei quali quasi 3000 dagli istruttori italiani.

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Fonte e immagini: congedatifolgore.com
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Muore alpino paracadutista. Cordoglio del capo di SMD

Il cordoglio del capo di Stato Maggiore della Difesa per il decesso del caporal maggiore Fabio Comini

Tassignano, 21 maggio 2015 – E’ morto questa mattina il caporal maggiore Fabio Comini, 26 anni appena compiuti, del 4° reggimento alpini paracadutisti, di stanza a Verona ma in addestramento alla Folgore di Pisa. 

Il militare è precipitato a terra da un’altezza di lancio di 1.300 metri, pari a circa 4.500 piedi. Stava partecipando ad un corso del centro di addestramento paracadutismo del Capar di Pisa all’aeroporto di Tassignano.

Claudio GrazianoAppresa la triste notizia del decesso, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha espresso ai familiari del militare e al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

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Immagine di repertorio

La goliardia della Folgore. Ognuno ha una sua chiave di lettura in ciò che osserva o ascolta

di Monica Palermo

Roma, 31 luglio 2014 – Onore, rispetto, regole e disciplina sono i valori su cui è basata la vita militare. Ed è a questo che si deve pensare quando si incontra qualcuno in divisa. Ultimamente l’attenzione è focalizzata su un video che gira sul web, di un canto dei fratelli della Folgore, corpo di élite dell’Esercito Italiano, una delle Grandi Unità che la Forza Armata annovera fra le sue forze di proiezione.

Forse ci saranno inchieste, forse ci saranno provvedimenti, quello che succederà sarà comunque competenza solo dello Stato Maggiore. Non credo inoltre sia opportuno fare parallelismi con la situazione dei Fucilieri della Marina ancora in India, sono due situazioni collocate in ambiti diversi, una è una questione prettamente di pertinenza militare, nell’altra ci sta anche un coinvolgimento a livello di diritto internazionale.

Ciò che ritengo invece utile focalizzare è su come si interpretano le notizie e, in questo caso, su cosa si sa di un mondo che, se non se ne fa parte, o non lo si è vissuto, è di difficile interpretazione.

Ognuno si fa idee secondo il proprio vissuto, basandosi sulla propria cultura ed esperienze personali, difficilmente spaziando o approfondendo con ciò che è diverso. Ho chiesto in giro a persone di diverse ambienti che cosa rappresenta per loro il rosso. Per il pompiere il rosso è il colore del fuoco, dell’incendio, per il bagnino è segnale di pericolo in mare, di divieto di balneazione, per il vigile è il colore del semaforo, per un chirurgo il colore del sangue, nel settore bancario il rosso è il colore dello scoperto, per un militare rosso è il colore della fanteria, per chi si occupa di politica è il colore del comunismo, etc etc. Quindi ogni notizia può essere diversamente interpretata e mediata a seconda del proprio know how, da ognuno con una sua diversa chiave di lettura.

Ora, la mia interpretazione ascoltando la canzone, quasi verso la fine, i militari dicono “paraca e fantone giocavano a scopone…” dove paraca sta per paracadutista e fantone per militare della fanteria, può tornare utile sapere che il colore della fanteria, delle mostreggiature in particolare, è rosso, mentre quello delle mostreggiature dei paracadutisti è azzurro, insomma rientra nelle “rivalità” goliardiche tra reparti. Perché politicizzare sempre tutto?

Tornando ai valori militari, riporto le parole del giuramento che fanno gli uomini e le donne in divisa, parole in cui credono fermamente:

«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana,
di osservarne la Costituzione e le leggi e di
adempiere con disciplina ed onore tutti i
doveri del mio stato per la difesa della Patria e la
salvaguardia delle libere istituzioni»

Santo Pelliccia, reduce El Alamein

Insomma il militare ha una posizione super partes rispetto alla politica, ne sta al di fuori. Ovviamenete poi ognuno ha il suo credo, ma quello rientra nella sua vita privata. Trovo sia giusto evidenziare cosa vuol dire il giuramento, quali sono i valori su cui il militare basa tutta la sua vita, mentre presta servizio e anche una volta congedato.

“Con il giuramento, il militare di ogni grado si impegna ad agire sempre animato da una elevata idealità del dovere, con spirito di abnegazione e sacrificio tale da sopportare i necessari disagi e privazioni, affrontare con coraggio i pericoli e dimostrandosi generoso in ogni contingenza. Il militare deve avere elevato il senso dell’onore militare che costituisce il bene più prezioso del patrimonio ideale delle forze armate. Egli nel culto del dovere, nella fedeltà alla Patria, nel ricordo delle tradizioni militari, vive rettamente e generosamente la vita militare, dando prova in ogni occasione, di lealtà e fermezza di carattere. La lealtà determina la massima chiarezza nei rapporti tra i militari di qualsiasi grado, a mezzo di essa la disciplina si rafforza nella stima e nella fiducia reciproche”.*

Chiudo pubblicando il parere del colonnello Ennio Druda, ufficiale paracadutista in congedo, che ha prestato 34 anni di servizio nella Folgore, una sua considerazione per i lettori di MNFI.

Colonnello Druda, che ne pensa di cio che sta succedendo intorno al video dei militari della folgore che gira sul web? “Penso che sia solo una goliardata imprevedibile fra paracadutisti in congedo (raduni del genere se ne fanno molti e di solito non accade nulla di strano); penso altresì – prosegue il colonnello – che giornalai (l’errore è voluto e chiedo scusa agli edicolanti…) e soprattutto vertici militari, debbano occuparsi di problemi ben più gravi visto quello che sta succedendo al Paese…”

* (così l’art. 8 del Manuale di disciplina militare redatto a seguito dell’entrata in vigore della legge 382/78 vigente nelle more dell’entrata in vigore del Regolamento di disciplina militare del 1986)

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