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Al CoESPU la cerimonia di apertura della sessione LIVEX dell’esercitazione OSCE per il contrasto alla tratta degli esseri umani

 

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260px-Logo_CoESPUVicenza, 10 dicembre 2018 – Cerimonia di apertura della 4^ esercitazione internazionale OSCE questa mattina presso il Centro di Eccellenza dei Carabinieri per le Stability Police Units (CoESPU).

Esercitazione per contrastare la tratta di esseri umani lungo le rotte migratorie.

L’iniziativa è rivolta a una platea costituita da Signori Procuratori della Repubblica, Forze di Polizia, Giornalisti, Ispettori del Lavoro, appartenenti alle Organizzazioni Non Governative (NGO) e funzionari dei Servizi Sociali provenienti da 26 diversi Paesi.

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L’obiettivo dell’esercitazione OSCE è di rafforzare le loro capacità nella tempestiva individuazione delle vittime di tratta lungo le diverse direttrici migratorie, con particolare enfasi nei confronti dello sfruttamento sessuale e quello lavorativo, promuovendo in particolare un approccio multi-agenzia, fondato sul rispetto dei diritti umani.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
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Difesa: “Triveneto 2018” impegno italiano alla presidenza dell’Osce del 2018, presentati nuovi sistemi d’arma

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Istrana (TV)/Palmanova (UD), 21 aprile 2018 –  Si è conclusa ieri, 20 aprile, l’attività “Triveneto 2018” organizzata dall’Ufficio Controllo e Verifica Armamenti e Controproliferazione dello Stato Maggiore della Difesa, sotto l’egida dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), all’insegna della trasparenza e della cooperazione militare allo scopo di incrementare la fiducia e la sicurezza reciproche, nonché di adoperarsi per il conseguimento del disarmo, in linea con il Documento di Vienna del 2011, di cui il nostro Paese è firmatario.

L’evento, cominciato lo scorso lunedì 16 aprile, ha visto la partecipazione di 61 delegati, provenienti da 33 Stati membri dell’OSCE e Nazioni partner per la Cooperazione asiatica e del Mediterraneo, nonché da una rappresentanza del NATO Head Quarters di Bruxelles e del Conflict Prevention Center (CPC) OSCE di Vienna.

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L’attività, gestita dal Comando delle Forze Operative Nord dell’Esercito, si è sviluppata attraverso la visita a un reparto operativo dell’Esercito e ad una base aerea dell’Aeronautica, per presentare, per la prima volta sul continente europeo, nuovi sistemi d’arma “multinazionali”, soddisfacendo appieno l’applicazione delle misure di confidence building dell’OSCE.

Durante la settimana di visite i delegati hanno infatti avuto l’opportunità di essere ospitati presso il reggimento “Genova Cavalleria” (4°), inquadrato nella Brigata dell’Esercito “Pozzuolo del Friuli” e di stanza a Palmanova (UD), e presso il 51° Stormo, appartenente al Comando delle Forze da Combattimento (CFC) dell’Aeronautica Militare e di base a Istrana (TV). In particolare, proprio in quest’ultimo Ente, i delegati hanno potuto prendere visione, per la prima volta in assoluto in Europa, dell’elicottero HH-101-A “Ceasar” e del velivolo F-35A “Joint Strike Fighter”, entrambi di recente introduzione in servizio.

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A testimonianza dell’attenzione conferita a questa particolare attività, le delegazioni, ricevute dal comandante della brigata “Pozzuolo del Friuli”, generale di brigata Giovanni Parmiggiani, e dal comandante del CFC, generale D.A. Silvano Frigerio, hanno potuto assistere anche ad attività dimostrative delle capacità operative esprimibili dai due reparti visitati, hanno acquisito importanti elementi di informazione afferenti all’organizzazione, all’impiego, al funzionamento delle Forze Armate italiane, nonché al processo di trasformazione in atto sulla base delle linee guida tracciate dal Libro Bianco.

Le parole di apprezzamento del delegato canadese, spokesperson della delegazione, che ha elogiato l’apertura, la trasparenza e l’efficacia dell’organizzazione da parte delle Forze Armate italiane, sono la migliore attestazione della perfetta rispondenza di quanto posto in essere ai requisiti e allo spirito del Documento di Vienna.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa 
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OSCE: l’Italia presenta due nuovi sistemi d’arma, l’elicottero HH101A e il caccia F35A

(di Monica Palermo) – Istrana (TV), 18 aprile 2018 – L’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), quest’anno a presidenza italiana, ha presentato due nuovi sistemi d’arma  per l’Aeronautica Militare: l’elicottero HH101A e il caccia F-35A “Joint Strike Fighter”. L’Italia è stato il primo paese a mostrare il velivolo di 5^ generazione.

La presentazione è avvenuta in un clima di trasparenza e cooperazione, durante la terza giornata della manifestazione “Triveneto 2018” sotto l’egida dell’OSCE, dove sono intervenute, oltre alle rappresentanze dell’OSCE e della NATO, delegazioni militari di: Austria, Belgio, Canada, Cipro, Croazia, Egitto, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Kazakhstan, Lituania, Montenegro, Marocco, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Tajikistan, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria. 

Durante la manifestazione, ubicata da Treviso a Udine, le delegazioni hanno visitato il reggimento Genova Cavalleria di Palmanova e il 51° stormo di Istrana.

L’evento, che si è svolto dal 16 aprile e che terminerà il 20,  è stato organizzato dall’ufficio Controllo e Verifica Armamenti e Controproliferazione dello Stato Maggiore della Difesa.

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L’HH-101A, indicato con la denominazione “Caesar” nella versione dell’Aeronautica Militare, è un elicottero di ultimissima generazione che espleta più ruoli tra i quali quello di supporto aereo alle operazioni speciali, quello di Slow Mover Interceptor (intercettazione di aeromobili lenti) nonché di Personnel Recovery, ossia del recupero di persone, civili e militari, in situazione di difficoltà in aree di crisi.

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​Il caccia Joint Strike Fighter è un sistema d’arma aeronautico di quinta generazione, dotato di uno spettro di capacità operative tale da consentire lo svolgimento contemporaneo ed autonomo di tutte le missioni della dottrina aerotattica. 

Le elevate capacità di scoperta, identificazione e precisione d’ingaggio, conferiscono al velivolo un potenziale di assoluto rilievo che, unito ad innovative capacità di comunicazione e condivisione real-time delle informazioni essenziali (capacità Net-Centric), fornisce al pilota una gestione del teatro d’operazione senza eguali, rendendo il JSF un assetto pregiato che s’inserisce perfettamente nel moderno contesto operativo.
Per queste sue peculiari caratteristiche, il velivolo JSF è stato scelto come il sistema d’arma più idoneo per le prime linee operative di molte nazioni alleate.
© All rights reserved
Immagini: Stato Maggiore Difesa
Fonte: riservata / Twitter di SMD
(le descrizioni dei velivoli prese dal sito dell'Aeronautica)
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Contro i crimini d’odio un master per le Forze di Polizia

Workshop su progetto TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement) a cura dell’OSCE/ODIHR e OSCAD

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Roma, 10 febbraio 2014 – I reati ispirati dall’odio – hate crimes – costituiscono un aspetto recente, ma assai importante, dei rapporti tra tutela dei diritti umani e sicurezza (interna ed internazionale) essi, infatti, non sono solo una grave violazione delle libertà individuali ma rappresentano una minaccia al diritto di sicurezza del singolo e della società tutta.

I fenomeni di violenza non emergono dal nulla. Essi sono spesso il tragico atto finale di un processo che comincia con la deviazione e l’intolleranza sociale, passa attraverso la discriminazione e si conclude con la violenza.

La violenza motivata dall’odio produce un impatto devastante sulle vittime, incrementando un clima di paura, un senso di sfiducia e il fenomeno della mancata denuncia da parte della vittima. L’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha promosso un importante progetto formativo, realizzato con l’OSCEODIHR su “La prevenzione e il contrasto dei crimini d’odio” – un ciclo di seminari specificamente dedicati alla realtà italiana, arricchiti da una preziosa componente europea del progetto.

A partire da questa mattina, presso la Scuola Superiore di Polizia e presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, gli allievi approfondiranno i diversi aspetti della questione grazie alle competenze e all’autorevolezza dei docenti dell’ODIHR. Il progetto formativo, denominato “Training Against Hate Crimes for Law Enforcement” (TAHCLE) consentirà lo sviluppo delle conoscenze e dell’expertise degli operatori attraverso l’apprendimento dei metodi più efficaci per far fronte ai crimini d’odio.

Si tratta di un programma che mira ad approfondire ogni aspetto dei crimini ispirati dall’odio, ad aumentare le competenze di Polizia e Carabinieri, ad incrementare le capacità di interazione con le comunità delle vittime e a creare fiducia reciproca tra i diversi attori.

Un ruolo cruciale, in questo contesto, è quello delle Forze dell’Ordine che devono possedere una formazione specifica e approfondita.

Il Prefetto Francesco Cirillo

Il Prefetto Francesco Cirillo

È questa la strada intrapresa dall’Osservatorio quando, il 29 maggio 2013, il Prefetto Francesco Cirillo – Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, in qualità di presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) – ha siglato, con l’Ambasciatore Janez LENARČIČ, Direttore dell’ufficio ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights) dell’OSCE, un protocollo di intesa per la partecipazione del Dipartimento della P.S. al programma formativo, finanziato dall’OSCE, denominato TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement).

Il Prefetto Cirillo ha dichiarato: “Le discriminazioni non hanno confini e dovunque impediscono alle vittime di vivere! Un’efficace attività di prevenzione e di contrasto di ogni forma di discriminazione e di incitamento alla violenza necessita di  un approccio globale e di forme di cooperazione che consentano lo scambio di buone prassi e la condivisione di esperienze e competenze delle principali organizzazioni internazionali “di settore” come l’OSCE e, in particolare, l’ODIHR.”.

Secondo una logica formativa del tutto innovativa, sono stati organizzati incontri, preparatori e propedeutici all’avvio dell’attività formativa, tra i docenti dell’ODIHR e gli investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nonché organizzazioni della società civile, necessari per acquisire maggiori elementi di conoscenza in merito ai vari casi concreti, alle  “buone prassi” adottate e alle criticità riscontrate.

Ciò è stato indispensabile per valutare la portata dei fenomeni di violenza motivati dall’odio, conoscere più approfonditamente le attività poste in essere per far fronte al fenomeno , individuare i possibili margini di miglioramento e, in tal modo, “personalizzare” il modulo formativo.

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Fonte: Polizia di Stato
Foto: © Monica Palermo


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