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Capo di SME presenta alla camera dei deputati un quadro sulle condizioni dei militari impiegati nell’operazione “Strade Sicure”

Identità visiva dell'Operazione Strade Sicure

Roma, 26 giugno 2019 – Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina è stato ascoltato ieri, presso la IV commissione Difesa della Camera dei Deputati, per presentare un quadro di situazione sulle condizioni del personale militare impiegato nell’Operazione “Strade Sicure”.

L’alto ufficiale, nello specifico, ha esposto le misure approvate e quelle in itinere, volte soprattutto a migliorare la condizione psico-fisica del personale e a coniugare l’operatività dell’Istituzione con le esigenze di carattere individuale e familiare.

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Come sottolineato dal capo di Stato Maggiore “…Se si considera che a un militare schierato ne corrisponde uno in approntamento e uno in ricondizionamento post-impiego, si deduce come il numero complessivo di forze dedicate all’Operazione “Strade Sicure” è pari a circa 22.000 unità. Alla stessa stregua, considerando: che il personale impegnato all’estero richiede, a sua volta, un bacino costituito da almeno 10.000 unità; che gli impegni assunti in ambito internazionale e per fronteggiare imprevedibili situazioni emergenziali richiedono circa 10.000 soldati in stand-by, il numerico di forze effettive dell’Esercito mediamente impegnate si avvicina alla quasi totalità della componente operativa. Ulteriori incrementi di personale, così come l’eventuale prolungato mantenimento del livello d’impegno corrente renderebbe difficoltoso il completo svolgimento dei cicli addestrativi e di approntamento per le altre missioni assegnate alla Forza Armata”.

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Per quanto attiene al settore dell’organizzazione”, sottolinea ancora il Generale Farina, “ritengo opportuno rappresentare una forte criticità legata all’accumulo pro-capite di oltre 60 giorni lavorativi di assenza dal servizio al termine di un turno semestrale di impiego. Di fatto, tale situazione limita il quotidiano e fondamentale svolgimento di quelle attività addestrative ed esercitative che sono indispensabili per garantire l’operatività complessiva dello Strumento”.

“…In tale quadro, risulta necessario l’adeguamento del trattamento economico spettante e, in particolare, della c.d. “indennità onnicomprensiva”. Al riguardo, lo scorso anno è stata proposta alle Superiori Autorità l’adozione di un provvedimento ad hoc teso a recuperare l’originaria ratio istitutiva dell’indennità prevedendo che detto istituto economico, incrementato rispetto a quello attuale, costituisca l’unico emolumento accessorio da corrispondere al personale, al quale sarà comunque garantito un adeguato recupero psicofisico… in alternativa… resta al vaglio l’elevazione dell’attuale tetto massimo di ore pro-capite di straordinario remunerabile passando dalle attuali 14,5 alle 38 ore”.

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Altro tema”, prosegue nel suo intervento, “riguarda il ricorso a specifiche capacità e sistemi della Forza Armata e l’impiego di sofisticati sistemi di sorveglianza ad alta connotazione tecnologica… È il caso della già citata «Terra dei Fuochi» dove, a partire dall’8 marzo u.s., sono operativi due velivoli a pilotaggio remoto – i c.d. mini-droni – che coadiuvano il lavoro delle unità di terra nell’identificazione dei siti di sversamento e nelle attività di ricognizione a premessa dei delicati interventi svolti congiuntamente alle Forze di Polizia”.

Centro di gravità per l’Esercito è il personale e, proprio per questo, il generale Farina ha voluto evidenziare alcune considerazioni sugli aspetti infrastrutturali, “colgo l’occasione anzitutto per sottolineare i numerosi e ineludibili interventi fatti o in corso per migliorare la situazione in atto e per richiamare altresì l’attenzione per dare il più ampio e deciso impulso all’importante progetto – già evidenziato anche nell’ambito dell’audizione conoscitiva dello scorso 20 settembre – che va sotto il nome di “Caserme Verdi”. Tale piano, su ben più ampia scala e maggiormente risolutivo, consentirebbe difatti di affrontare, in modo concreto, razionale e radicale, la problematica relativa alle condizioni del parco infrastrutturale di Forza Armata”.  Nel concludere il suo intervento, il Capo di SME ha affermato che “al fine di migliorare le condizioni del personale e, di pari passo, ottimizzare l’output operativo di “Strade Sicure”, è indispensabile implementare e sviluppare le iniziative illustrate nell’intervento odierno…”. Tra le principali evidenzia:

  • l’ottimizzazione delle turnazioni del servizio per salvaguardare le primarie esigenze addestrative e operative della Forza Armata;
  • la ricerca di un impiego più dinamico tale da rendere più efficace, meno routinario e meno gravoso il contributo dell’Esercito;
  • l’adeguamento del trattamento economico;
  • l’assegnazione delle risorse necessarie  per il miglioramento infrastrutturale e per compensare il continuo logorio dei mezzi e dei materiali.

L'Esercito impegnato nell'Operazione Strade Sicure a Palermo (2)

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Fonte: Stato Maggiore Esercito - Immagini: di repertorio
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Gli auguri del capo di SMD generale Vecciarelli ai militari in servizio in Italia e all’estero

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Roma, 25 dicembre 2018 – Il capo di SMD generale Enzo Vecciarelli ha incontrato la sera della vigilia di Natale il personale dell’Operazione Strade Sicure in servizio nella Capitale, nei siti della Stazione Tiburtina e via della Conciliazione.

Il generale, durante l’incontro con i militari ha sottolineato che “Nessun paese può sentirsi immune dal rischio di queste forme di terrorismo, ma l’Italia ha dato una risposta di grande sinergia e professionalità e la vostra presenza nelle strade delle città italiane ne è l’evidente dimostrazione”.

A tutti voi – ha aggiunto il capo di Stato Maggiore della Difesa –  e agli oltre 6.000 militari impegnati in 33 missioni internazionali in 25 Paesi e alle vostre famiglie, che più degli altri giorni avvertiranno la vostra mancanza, rivolgo i più sentiti auguri di Buon Natale”.

Circa 7.200 uomini e donne delle Forze Armate anche in questa serata di festa, come ogni giorno dell’anno, garantiscono la difesa e la sicurezza degli italiani presidiando, in concorso alle forze di polizia, gli obiettivi sensibili e le città italiane. 

L’operazione “Strade Sicure” è iniziata il 4 agosto 2008 e prevede l’impiego dei militari dell’Esercito con le funzioni di agente di pubblica sicurezza, posto a disposizione dei Prefetti delle Province. I circa 7200 militari hanno come compiti quello di garantire la vigilanza a “obiettivi sensibili” (comprese le zone della “Terra dei Fuochi” e quelle evacuate a seguito degli eventi sismici di agosto e ottobre 2016, nel Centro Italia, e di agosto 2017, ad Ischia) e ai “Centri per l’immigrazione”.

Il dispositivo è articolato su 12 Comandi di raggruppamento (livello interprovinciale/interregionale) suddivisi in un totale di 53 “Piazze” (livello provinciale).

Dall’inizio dell’Operazione sono stati effettuati circa 16.000 arresti e 3.300.000 controlli/identificazioni di persone e sono stati sequestrate 1.200 armi, 13.000 veicoli e circa  2.300 Kg di sostanze stupefacenti.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Pasqua: uomini e donne dell’Esercito al lavoro per la sicurezza della collettività

Capo di SME incontra i soldati impegnati nell'operazione strade sicure a Venezia (23) 

Roma, 01 aprile 2018 – Anche durante le festività pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono a lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane. In 7000 sono impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principale aree metropolitane con l’operazione “Strade Sicure”, in concorso alle forze dell’ordine.

Circa 4000 sono schierati all’estero, nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, vale a dire quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).

L’Esercito, con 4000 soldati, continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq, i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, incontrando oggi gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito: “il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate, 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli. Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti. Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Roma: i militari dell’Esercito in servizio anche all’Epifania

Il raggruppamento “Lazio Umbria Abruzzo” nei centri commerciali e nelle vie del centro

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Roma, 5 gennaio 2018 – In occasione dell’Epifania e dell’inizio dei saldi, i militari dell’Esercito saranno impiegati nelle vie dello shopping e presso alcuni centri commerciali quali Porta di Roma, EUR Roma 2 e Roma Est. Nei centri commerciali il servizio sarà articolato su un pattugliamento all’interno del sito, mentre nelle vie dello shopping come piazza Re di Roma, Viale Marconi e via Cola di Rienzo i soldati avranno il compito di presidio del territorio con gli assetti normalmente adoperati per l’operazione “Strade Sicure”. Il servizio è stato disposto dalla Questura di Roma.

Rimane inalterato, invece, il dispositivo della Forza Armata presente abitualmente in piazza Navona e via del Corso.  

Sempre a partire da oggi il raggruppamento “Lazio Umbria Abruzzo”, a guida della brigata Granatieri di Sardegna e agli ordini del generale di brigata Paolo Raudino, ha incrementato il suo dispositivo assumendo il comando della task force Roma 3 con la responsabilità delle zone colpite dal terremoto nell’Italia centrale nel 2016 – 2017 e le sedi giudiziarie dell’Umbria in Perugia e Spoleto.  

Nel tempo la presenza capillare e costante dei soldati impiegati con le funzioni di agente di pubblica sicurezza, anche se limitatamente all’espletamento del servizio, ha costituito un fattore di deterrenza nei confronti della microcriminalità aumentando la  percezione della sicurezza nella popolazione. Prova ne sono le continue richieste da più parti di impiego dei militari in tali compiti e le unanimi attestazioni di stima per l’operato svolto. 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Il capo di SMD in visita al personale di Strade Sicure a Roma per gli auguri natalizi

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Roma, 25 dicembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha fatto visita al comando del raggruppamento ‘Lazio-Umbria-Abruzzo’ del dispositivo di ‘Strade Sicure’, per portare l’augurio di tutte le Forze Armate in occasione delle prossime festività.

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L’impiego di militari nelle città, in supporto alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio, è stata una formula vincente. Lo dimostrano non soltanto i risultati delle attività svolte in oltre nove anni di ‘Strade Sicure’, ma anche il fatto che altri paesi europei – Francia, Belgio e Regno Unito – ci hanno imitato“. Queste le parole del generale Graziano rivolgendosi al personale della sala operativa del raggruppamento, da cui vengono monitorati e coordinati tutti i siti presidiati dal personale militare.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi voluto recarsi a rivolgere personalmente gli auguri ai militari presenti sui siti di piazza Venezia, dell’arco di Costantino e della stazione della metropolitana di piazza della Repubblica.

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L’operazione ‘Strade Sicure’ vede oggi impegnati circa 7.100 militari, ma – come ricordato anche dal Generale Graziano – si è raggiunto l’apice di 10.000 militari con il contemporaneo impiego per il G7 di Taormina.

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Fonte e immaginiOperazione Strade Sicure 
raggruppamento Lazio-Umbria-Abruzzo 
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Strade Sicure a Roma, parla lo psicologo

Il “sesto senso del comandante”, la percezione psicologica del soldato dell’Operazione “Strade Sicure. I militari di “Strade Sicure” si addestrano costantemente.

1. Lezione di psicologia

Roma, 29 novembre 2017 – Da quando la brigata “Granatieri di Sardegna” ha assunto la responsabilità dell’operazione “Strade Sicure” nella capitale e nelle regioni Lazio, Umbria ed Abruzzo, sono state portate avanti costantemente una serie di attività formative – esperenziali sul morale ed il benessere psico-fisico dei militari impegnati in questa particolare tipologia di servizio.

L’attività, voluta dal comandante della brigata “Granatieri di Sardegna” e del raggruppamento “Lazio Umbria Abruzzo”, generale di brigata Paolo Raudino, è stata illustrata dal consulente medico, colonnello Domenico Russo e dall’ufficiale psicologo, tenente Salvatore Poccia.

Gli incontri formativi hanno visto la partecipazione dei comandanti a tutti i livelli ordinativi del raggruppamento. 

Militari del 151° reggimento a presidio di un sito

Il morale e il benessere psico-fisico sono stati esaminati attraverso la conoscenza dei segnali non verbali. A tale riguardo è stato evidenziato come il corpo mandi segnali, messaggi, avvisi, percepiti generalmente a livello subcosciente. L’essere umano è in grado di controllare la comunicazione verbale, ma non riesce, solitamente, a controllare i propri gesti e i propri movimenti involontari, gesti che confermano emozioni che il corpo non può nascondere.

Il progetto di lavoro vuole valorizzare la risorsa umana in quanto elemento centrale del suo fare operativo e fornire, alla linea di Comando gli strumenti di comprensione del benessere al fine di incrementare la carica emozionale, elemento imprescindibile per assicurare la tenuta e la gestione dello stress.

Questo lavoro è orientato, pertanto, alla prevenzione del disagio e alla promozione della salute nel termine più ampio. 

ok_2. Lezione di psicologia

La gestione dello stress, intesa come capacità di tenuta prestazionale ed attentiva del militare (sia sul piano individuale che dell’unità/team in cui esso opera), va sostenuta durante l’intero ciclo operativo d’impiego e consente ai quasi duemila soldati impiegati nell’area di responsabilità del raggruppamento di essere un sicuro punto di riferimento per i cittadini.

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Fonte e immagini: SME (COMFOP Sud)
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Operazione Strade Sicure: nella caserma Gandin di Roma una sessione di metodo di combattimento militare (MCM)

1. Granatieri in MCM

Roma, 21 settembre 2017 – I militari del raggruppamento Lazio Umbria e Abruzzo, a guida brigata Granatieri di Sardegna, come tutto il personale dell’Esercito Italiano che partecipa all’operazione “Strade Sicure”, vengono formati per i compiti previsti nelle operazioni di concorso alle Autorità di Pubblica Sicurezza.

Nell’iter formativo una grande attenzione è rivolta al Metodo di Combattimento Militare (MCM) e, nei giorni scorsi presso la caserma “Gandin” di Roma, sede della brigata Granatieri di Sardegna e del 1° Reggimento Granatieri, si è svolta una sessione propedeutica agli interventi che i militari potrebbero essere chiamati a svolgere durante il servizio. 

2. Granatieri in MCM

Il Metodo di Combattimento Militare è un sistema di combattimento a distanza ravvicinata che risponde alle peculiari esigenze operative ed utilizza tecniche mutuate da altri sistemi di combattimento militari impiegati da Forze Armate di diversi Paesi, dalle arti marziali e sport di combattimento, prediligendone l’efficacia all’estetica. 

E’ un sistema aperto, ovvero in continua evoluzione e pertanto in grado di recepire nuove tecniche, soluzioni od accorgimenti qualora ritenuti funzionali ad elevare il livello addestrativo dei militari. 

La pratica costante del MCM, inserita nel programma addestrativo delle unità, favorisce lo sviluppo del coraggio del singolo soldato, ne accresce la fiducia nelle proprie capacità fisiche, aumenta il senso della disciplina e incrementa lo spirito di corpo. 

Non ultimo migliora la capacità di assumere decisioni in condizioni di stress dovute alla fatica fisica.

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Fonte e immagini: operazione Strade Sicure
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Monica Palermo

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