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Rieti: intercettati più di due chili di stupefacente destinati al mercato locale. Arrestati quattro spacciatori

 

carabinieri

Rieti, 8 novembre 2014 – Si è chiuso il cerchio attorno alla banda di spacciatori composta da quattro pregiudicati di Fara Sabina (due di essi domiciliati a Roma). L’attività investigativa, è stata condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Poggio Mirteto. I quattro erano da tempo sotto osservazione da parte dei militari. Numerosi servizi di pedinamento intrapresi da alcuni giorni, avevano fatto intendere che sulla piazza di questa provincia, stava per arrivare un grosso carico di stupefacente. 

L’attività di pedinamento si è protratta nella provincia di Roma, dove due di essi dimoravano e da dove di presumeva che la sostanza stupefacente potesse arrivare già confezionata. L’altra notte, avendo avuto la certezza che il carico era stato fatto e stava per essere suddiviso in dosi, è scattato il blitz da parte dei militari, nell’abitazione di Roma. Nello stesso venivano sorpresi tre dei quattro arrestati i quali non hanno avuto scampo dalla fulminea irruzione dei militari.

Nell’appartamento sono stati rinvenuti circa 2 chili di hashish e circa 200 grammi di cocaina, il tutto contornato da 4 bilancini di precisione, un ingente quantitativo di materiale da taglio e per il confezionamento nonché 33.500,00 euro in contanti provento di precedente spaccio.

Nel contesto della prosecuzione investigativa, tesa al controllo di soggetti individuati quali spacciatori al minuto, i militari dello stesso NORM, coadiuvati da quelli della stazione di Passo Corese e dal nucleo carabinieri cinofili di Roma, hanno eseguito  un’altra perquisizione nell’abitazione di Fara Sabina del quarto della banda e anche lui è stato colto con le mani nel sacco, con oltre 20 grammi di hashish e del necessario per il confezionamento.

Tutto quanto rinvenuto, è stato sequestrato e la sostanza stupefacente, inviata ai competenti laboratori del RIS di Roma per gli accertamenti qualitativi.

Per i tre arrestati a Roma, si sono aperte le porte della casa circondariale di Regina Coeli mentre il quarto, è stato posto in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione di Fara in Sabina, a disposizione delle competenti autorità giudiziarie di Roma e Rieti.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Rieti)

Napoli: carabinieri arrestano “l’ingegnere” e sequestrano 11.000 euro in banconote false

soldi falsi

NORMNapoli, 18 agosto 2014 – Arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) della compagnia di Marcianise, il pluripregiudicato calabrese Vittorio Lo Monaco di anni 74.

L’arresto è avvenuto a seguito del controllo della vettura su cui viaggiava Lo Monaco, presenza precedentemente segnalata a Marcianise. All’interno di una scatola aveva nascosto la somma in contanti di 11.000 euro, in banconote da 50 euro e 20 euro. L’arrestato, all’atto del fermo, ha cercato di eludere il controllo affermando di svolgere la funzione di ingegnere elettronico e di trovarsi a Napoli per motivi di lavoro. L’uomo è stato portato nella casa circondariale di Napoli Poggioreale.

I numerosi precedenti di polizia hanno indotto gli operanti ad effettuare ulteriori accertamenti che hanno permesso di rinvenire l’ingente quantitativo di soldi falsi. Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di verificare che l’uomo, è gravato da numerosi precedenti di polizia in materia di truffe elettroniche e di falso in genere. Come emerge da precedenti attività svolte dalla Procura della Repubblica di Napoli, il 74enne è noto nel settore con il soprannome di “ingegnere” poiché ritenuto il capo di una associazione per delinquere, che clonava le carte di credito da utilizzare per puntate al casinò.

Dopo alcune segnalazioni pervenute dai commercianti cittadini, che indicavano alcuni tentativi di spendita di banconote false, la compagnia di Marcianise ha intensificato i controlli. Alcuni giorni prima dell’arresto di Lo Monaco, i  Carabinieri della compagnia di Marcianise, hanno arrestato tre persone sorprese in possesso di 81.000 euro nascosti in un furgone, adibito al trasporto di animali vivi, che percorreva l’autostrada del sole (A1) verso Roma.

Al momento sono in corso accertamenti tesi a verificare la destinazione dei soldi sequestrati oggi, molto probabilmente destinati alle località di villeggiatura calabresi.

Il Comando Provinciale Carabinieri di Caserta è da sempre particolarmente attivo verso il contrasto ti tale tipologia delittuosa. I risultati conseguiti nell’ultimo bimestre del 2013 e i primi mesi del 2014ad oggi hanno permesso di sequestrare circa 300.000 euro in banconote false, arrestare 30 persone e scoprire una stamperia di monete contraffatte nonché un laboratorio per la falsificazione di valori bollati.

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Cosa fare in caso di soldi Falsi? Ecco alcuni consigli utili:

Per fornire al cittadino idonee misure di prevenzione contro la spendita di monete e banconote false un vademecum informativo è visionabile sul sito istituzionale dei carabinieri, al seguente link: 
www.carabinieri.it/Internet/Cittadino/Consigli/Tematici/Banconote+e+monete+false 

È possibile verificare l’originalità delle banconote attraverso una apposita sezione del sito internet del Ministero dell’Interno al seguente link: coordinamento.mininterno.it/servpub/ver2/Banconote/cerca_banco.htm dove l’utente potrà inserire il numero seriale della banconota sospetta per verificarne l’originalità.

Si ricorda che, in ogni caso, il cittadino che entra in possesso di una banconota che pensa possa essere contraffatta dovrà andare agli sportelli di una banca, di un ufficio postale o di una filiale della Banca d’Italia e farla esaminare. Qualora vi siano i presupposti per ritenere la falsità del titolo, lo stesso verrà ritirato dalla circolazione e trasmesso all’amministrazione centrale della Banca d’Italia a Roma, dove il nucleo di analisi per le banconote sospette di falsità (Nac) la esaminerà per accertarne la falsità.
Alla persona che ha presentato la banconota dovrà essere rilasciata una ricevuta ed una copia del titolo ritirato. Se il Nac della Banca d’Italia accerterà la legittimità della banconota, l’importo sarà rimborsato, senza alcuna trattenuta, con vaglia cambiario della Banca d’Italia. In caso contrario nulla è dovuto. Chi ha consegnato la banconota potrà chiedere informazioni sull’esito dell’accertamento Nac tramite le filiali della Banca d’Italia.
Si ricorda che anche il solo tentativo di spendere una banconota falsa rappresenta una ipotesi di reato.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando Provinciale di Caserta)


Latina: carabinieri arrestano un 40enne, era in possesso di circa 500gr di sostenze stupefacenti

Latina, 10 agosto 2014 – Intense le attività di controllo del territorio nel secondo finesettimana di agosto dei Carabinieri dei vari Reparti del Comando Provinciale di Latina.

Oggi durante un controllo stradale i Carabinieri della Stazione di Borgo Grappa fermano un uomo, 40enne di Latina, che viene perquisito e viene poi controllata anche la sua auto. All’interno i militari hanno rinvenuto 12 dosi di cocaina per un peso complessivo di 17,1 gr., 2 tavolette di hashish del peso complessivo di 198,8 grammi, nonché un ulteriore pezzo di hashish di circa 3 grammi.

Il 40enne è stato quindi arrestato dai militari dell’Arma per “per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente“. Successivamente i carabinieri, durante la perquisizione della sua abitazione, hanno trovato altra sostanza stupefacente: 2 panetti di hashish del peso complessivo di 184,43 grammi e 46,8 grammi di cocaina. Trovato nell’abitazione anche della sostanza per il taglio e vari strumenti atti al confezionamento. Dopo le formalità di rito l’uomo è stato portato nella locale Casa Circondariale dove sarà a disposizione dell’autorità giudiziaria inquirente.

Inoltre nel tardo pomeriggio di ieri, i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile (NORM) di Latina hanno arrestato due uomini di nazionalità rumena per il reato di tentato furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. I due dopo aver forzato il cancello d’ingresso, si sono introdotti in una società di allestimenti di veicoli industriali. Sorpresi dai militari e hanno opposto energica resistenza all’arresto. I due rumeni, dopo le formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza in attesa del rito per direttissima.

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Fonte e immagine: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Latina)


Casal di Principe: carabinieri arrestano uno dei rapinatori della gioielleria Coppola

Caserta, 9 agosto 2014 – Nel mese di maggio due uomini irrompono in una gioielleria di Casal di Principe, minacciano il proprietario con un fucile e riescono a farsi consegnare numerosi monili in oro e preziosi, per un valore di migliaia di euro. 

I due uomini, ripresi dalle telecamere di sorveglianza della gioielleria, prima di fuggire dall’ingresso secondario della gioielleria, sono riusciti, con elevata efferatezza, a immobilizzare nel retrobottega i due gestori, una donna e un uomo, colpendo quest’ultimo alla testa, abbandonandolo in una pozza di sangue; il gioielliere ferito ha riportato un trauma cranico e facciale con un’ampia ferita lacero contusa.

carabinieri casal di principe

Dopo accurate indagini gli investigatori sono riusciti a raccogliere numerosi indizi di colpevolezza a carico dei due rapinatori, e in base agli elementi raccolti, nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito dell’articolata indagine, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di uno dei due rapinatori, un 33enne di San Marcellino (CE), indagato per “rapina, porto illegale di arma da fuoco e lesioni personali aggravate, in concorso”.

Le immagini del sistema di videosorveglianza, hanno ripreso in maniera nitida sia il volto dei due rapinatori, che l’autovettura utilizzata per la fuga, una Fiat Punto di colore blu, alla quale era stata sostituita la targa, consentendo così ai militari dell’Arma di individuare l’autore della rapina nella gioielleria. Il veicolo è risultato di proprietà della madre dell’arrestato e utilizzata dal rapinatore. 

Sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad identificare il secondo rapinatore.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)


Carabinieri: interventi operativi delle compagnie di Alatri e Pontecorvo

Frosinone, 6 agosto 2014 – Operazioni finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, in attività info-investigativa tesa a contrastare il fenomeno dei reati ambientali e in attività finalizzate al controllo della circolazione stradale.

COMPAGNIA DI ALATRI

Nel tardo pomeriggio di ieri, a Trevi, i militari della locale Stazione hanno controllato e identificato un 40enne ciociaro, sorpreso ad aggirarsi con fare sospetto in prossimità di locali attività commerciali. Ricorrendone i presupposti, nei confronti dell’uomo, è stata inoltrata proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune di Trevi per tre anni.


Sempre nel pomeriggio di ieri, ma ad Alatri, i carabinieri del locale nucleo operativo, hanno arrestato un 41enne di origine rumena, da anni domiciliato nella cittadina ciociara. I militari dell’Arma sono riusciti ad appurare che l’uomo, in uno stabile già sottoposto a sequestro nel settembre 2013 utilizzato come officina meccanica abusiva, noncurante dei provvedimenti a suo carico, aveva violato i sigilli dello stabile e della attrezzature, riprendendo ad esercitare abusivamente l’attività di meccanico. I militari, inoltre, unitamente a personale dell’ARPA LAZIO (Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio) intervenuto sul posto, hanno accertato che l’individuo smaltiva copiose quantità di oli combusti di vario tipo riversandoli direttamente sul terreno. Edificio, attrezzatura e parti meccaniche di autovettura (paraurti, pneumatici e batterie) sottoposti a sequestro. 

Inoltre, sempre ad Alatri nel pomeriggio, i carabinieri del reparto radiomobile hanno arrestato due persone di origini campane, per il reato di falsità in scrittura privata, sorprese alla guida di un autocarro con il contrassegno assicurativo palesemente contraffatto. Sia l’’autocarro che  il tagliando assicurativo venivano posti sottoposto a sequestro.

COMPAGNIA DI PONTECORVO

Ieri sera a Ceprano i carabinieri hanno arrestato un 61enne, residente a Pastena, responsabile di “guida in stato di ebbrezza alcolica”. L’uomo, coinvolto con la sua auto in un incidente stradale avvenuto a Ceprano, con feriti, è risultato positivo al test dell’etilometro. I militari dell’Arma hanno quindi proceduto al ritiro della patente di guida.

Nel comune di Roccasecca i militari dell’Arma hanno arrestato un 33enne della zona, perché evaso dagli arresti domiciliari, pena che gli era stata data a novembre dello scorso anno per furto e tentata rapina. Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della compagnia di Pontecorvo, in attesa del rito per direttissima.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Frosinone)


Fano: scoperti gli autori e i mandanti dell’incendio del ristorante “Pesce Azzurro”

Fano (PU), 26 luglio 2014 – Quattro anni fa a Fano, un incendio di vaste proporzioni e di difficile spegnimento aveva provocato la completa distruzione del ristorante all’insegna Pesce Azzurro, circa 1.600 mq di superficie, causando danni alla Coomarpesca per almeno 500.000 euro. Una grande perdita per l’attività, in aggiunta pure al mancato guadagno: circa 1.000 pasti al giorno a 10 euro l’uno. Per questo motivo la Coomarpesca ha cercato di riaprire una ventina di giorni dopo, anche se in maniera provvisoria.

Clamore e allarme tra la popolazione, e non solo a Fano, perché il Pesce Azzurro un tipico locale della marineria fanese, frequentatissimo sia dalla popolazione locale che dai numerosissimi forestieri di passaggio per turismo o lavoro. Caratteristica del locale era di servire specialità di pesce fresco, pescato nel mare della zona, dalla marineria fanese e offerto a buon mercato, per questo motivo, negli orari di apertura, si potevano notare all’ingresso del ristorante grandi file di persone.

Sul posto sono intervenuti subito i militari del Nucleo Operativo della Compagnia CC di Fano e di quelli del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Pesaro e Urbino. Facile intuire che l’incendio era di origine dolosa. A protezione dell’attività erano installate delle telecamere, i cui filmati sono stati subito sequestrati. Dalle immagini si potevano notare due figure scavalcare la recinzione per entrare nell’area, e pochi minuti dopo il bagliore dell’incendio e, quasi contemporaneamente, le stesse due figure saltare velocemente la recinzione e allontanarsi per la stessa via dalla quale si erano introdotte.

In quello stesso punto, a ridosso del muro di recinzione, nella parte esterna, è stata trovata una tanica di plastica da 5 litri, contenente circa 4 litri di benzina verde, anch’essa sequestrata. Come già noto agli inquirenti, alcuni ristoranti della zona della Sassonia di Fano non navigavano in buone acque, scarsamente frequentati causa l’elevatissimo numero di persone richiamate dalla concorrenza, costituita dal limitrofo locale “Pesce azzurro”.

Questo è stato senza dubbio un valido movente per l’incendio doloso, la distruzione del locale sarebbe stata certamente risolutiva per le sorti commerciali della concorrenza. Altra considerazione degli inquirenti è stata a proposito della tanica di carburante, che poteva avere un un forte collegamento con un personaggio di origini pugliesi, da tempo residente a Fano e altri personaggi collegati al suo entourage. Gli investigatori hanno quindi avviato, con carattere d’urgenza, una serie di attività info-investigative coordinate dalla Locale Procura della Repubblica riferibili alle persone sottoposte ad indagini.

Le successive complesse e articolate indagini hanno permesso di appurare che i responsabili di tale barbaro gesto facevano parte di un sodalizio criminoso incardinato in Puglia. Per questo motivo per cui, nel mese di febbraio 2011, la locale Procura della Repubblica ha trasmesso gli atti per competenza alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Del fascicolo trasmesso a Bari facevano parte anche gli atti e i risultati delle indagini sull’incendio del noto locale ristorante “Pesce azzurro”, la direzione dell’attività quindi veniva assunta dalla suddetta Autorità Giudiziaria.

Nel successivo mese di maggio 2012, a seguito dello stralcio della posizione riguardante l’incendio del ristorante Pesce azzurro, gli atti pertinenti a quell’episodio sono stati restituiti all’Autorità Giudiziaria di Pesaro che ha iscritto il nuovo procedimento penale, delegando i Carabinieri della Compagnia di Fano e quelli del Nucleo Investigativo di Pesaro ad eseguire delle indagini supplementari. Nel corso delle indagini sono state raccolti inconfutabili indizi di colpevolezza, che hanno reso i soggetti sopradescritti responsabili dell’incendio.

In particolare è emerso che una coppia, di origine pugliese e residente a Fano, proprietaria di un ristorante, aveva ideato il piano per eliminare la concorrenza. A tal proposito i coniugi si sono rivolti a un malavitoso della zona di Barletta, affinché li supportasse nel loro intento, individuando soggetti capaci di eseguirlo materialmente. Dalle indagini è emerso che i due erano socialmente pericolosi, grazie anche da indicazioni fornite da persone a conoscenza dei fatti. A finanziare il reato è stato un imprenditore fanese, anche lui intenzionato ad eliminare la concorrenza. Due pluripregiudicati pugliesi si sono adoperati per ingaggiare gli autori materiali dell’incendio, individuati nel territorio di loro influenza, supportandoli e mantenendo contatti con loro per tutta la durata della trasferta, finalizzata ad eseguire l’azione delittuosa. Inoltre due pluripregiudicati, che hanno eseguito materialmente l’azione, con lo scopo di eludere qualsiasi controllo, hanno utilizzato come mezzo di spostamento il treno dalla stazione ferroviaria di Rimini, due ore dopo l’incendio. Località quest’ultima raggiunta in macchina per il tramite dei mandanti.

L’azione, che ha provocato un ingentissimo danno economico alle vittime, e grave pericolo causato dalla vastità dell’incendio prodotto, e che ha distrutto un’area di notevoli dimensioni, ha visto coinvolti soggetti che sono inseriti in un ambiente criminale consolidato, nell’ambito del quale si sono dimostrati profondamente introdotti ed operanti. Il locale imprenditore, che inizialmente sembrava estraneo dell’ambiente, aveva tuttavia dimostrato di sapersi destreggiare bene con certe dinamiche tipiche della malavita pugliese. È quindi emerso il suo coinvolgimento diretto, che, unita alle prove raccolte che lo avevano fatto ritenere un favoreggiatore, lo inseriscono pienamente nel ruolo di concorrente nel reato.

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Font: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Pesaro e Urbino)


Carabinieri, controllo del territorio e contrasto al fenomeno dello spaccio e del consumo di stupefacenti, nel frosinate

Frosinone, 21 luglio 2014 – Operazioni dei militari del Nucleo Operativo Radiomobile delle compagnie locali, nel corso di predisposti servizi tesi a contrastare il fenomeno dello spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nella provincia di Frosinone.

COMPAGNIA DI ALATRI

La scorsa notte i militari hanno segnalato alla Prefettura di Frosinone ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 309/1990 due giovani del luogo, trovati in possesso di 1,30 gr. di marijuana, che sono stati sequestrati.

Nella mattinata di oggi, a Vico Nel Lazio, i  militari del NORM coadiuvati da personale del Reparto Cinofili di Roma e della locale stazione Carabinieri, hanno arrestato in flagranza reato, un 26enne del luogo, responsabile di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il ragazzo, durante la perquisizione domiciliare operata con l’ausilio di un’unità cinofila, è stato trovato in possesso di 9 gr. di stupefacente del tipo cocaina già suddivisi in singole dosi e grammi, 134 gr. di hashish suddivisi in quattro involucri, di un bilancino di precisione, di materiale vario per confezionamento e la somma in contante di € 105,00 ritenuta provento dell’attività illecita. Il tutto è stato sequestrato dai militari (foto).

Inoltre, ad Alatri, la notte scorsa i militari hanno arrestato in flagranza di reato, un 23enne di nazionalità romena senza fissa dimora, responsabile di “concorso in tentata rapina impropria, violenza e resistenza” a pubblico ufficiale. L’uomo, insieme ad un complice, al momento sconosciuto, dopo aver forzato la porta d’emergenza, si è introdotto nei locali di un locale centro commerciale allo scopo di impossessarsi di materiale vario. Sorpresi dagli agenti dell’istituto di vigilanza privata “Metropol”, al fine di assicurarsi l’impunità hanno aggredito gli addetti alla vigilanza, scaricandogli addosso il contenuto di un grosso estintore, riuscendo a darsi alla fuga.

Nel frattempo sono intervenuti i carabinieri, che sono riusciti a rintracciare e a bloccare uno dei malfattori, che si era nascosto dietro una siepe nei pressi dell’ipermercato. Nel tentativo di sottrarsi all’arresto l’uomo ha aggredito i militari in servizio, che però ben presto sono riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo.

COMPAGNIA DI CASSINO

A Cassino i militari del comando di Vallerotonda, in seguito a controlli di giovani residenti nel piccolo comune sospettati di far uso di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, coadiuvati dal personale della Stazione di Cassino, ha arrestato, per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio, un 20enne di Cassino.

Durante una perquisizione personale e locale dai militari dell’arma, il ragazzo è stato trovato in possesso di 10 gr. circa di foglie di marijuana già essiccate e frantumate, materiale vario per il confezionamento e inoltre 40 piante di cannabis, che coltivava nell’orto adiacente l’abitazione. Il tutto è stato posto sotto sequestro (foto). Espletate formalità di rito, l’arrestato è stato messo agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che sarà celebrata nelle prossime 48 ore.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Frosinone)


Rieti: i carabinieri intervengono in una rissa tra parenti e sventano furto in casa di un’anziana signora

Rieti, 30 giugno 2014 – Lo scorso pomeriggio a Rieti, durante una passeggiata lungo il centro storico della città, una parola di troppo tra parenti già in contrasto fra di loro, è bastato per generare una violenta rissa riconducibile a rancori familiari. L’intervento di una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile (NORM), ha interrotto l’inaudito e paradossale scenario di violenza. I militari intervenuti, dopo aver ricostruito le dinamiche dell’intera vicenda, hanno arrestato per rissa aggravata tre reatini di età compresa tra i 50 e i 60 anni che, per le lesioni subite, sono dovuti ricorrere a prestazioni mediche per le lesioni subite. Gli arrestati, su disposizione dell’autorità giudiziaria inquirente, sono stanno ora agli arresti domiciliari.

Ad Ascrea (RI) i carabinieri della locale stazione, nel corso di quotidiani servizi per contrastare i reati contro il patrimonio, hanno denunciato, per il reato di tentato furto in abitazione, un cittadino romeno del 1976, pregiudicato nullafacente e un reatino del 1934, entrambi residenti nell’hinterland romano. I militari operanti, a seguito di segnalazione pervenuta tramite 112, hanno sorpreso i due uomini intenti a forzare la porta di ingresso di un’abitazione privata sita a Collegiove (RI), di proprietà di un’anziana signora.

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Fonte: Arma dei Carabinieri (Comando di Rieti)


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