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Carabinieri del NOE di Treviso sequestrano 300 tonnellate di rifiuti illegalmente stoccati in un capannone

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Verona – 11 Giugno 2019 – Continua senza soste l’azione di prevenzione e contrasto dei Carabinieri del Comando Tutela Ambientale per arginare il fenomeno dello stoccaggio illecito di rifiuti in aree e siti dismessi.

In provincia di Verona, a Cologna Veneta, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini, i militari del NOE di Treviso, in collaborazione con Carabinieri della stazione locale, hanno rinvenuto abbandonati in un capannone oltre 300 tonnellate di rifiuti speciali, in gran parte scarti di lavorazione tessile, del valore complessivo di circa 80 mila euro.

L’immobile è risultato essere, nel passato, sede di una ditta fallita, ma attualmente di proprietà di un’impresa risultata invece del tutto estranea all’attività delittuosa.

La Procura della Repubblica, che ha coordinato l’azione dei Carabinieri del NOE, ha emesso un decreto di sequestro del capannone, mentre proseguono le indagini per individuare i responsabili dello smaltimento e la provenienza dei rifiuti.

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FonteComando Generale Arma Carabinieri
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Controlli ambientali dei Carabinieri del NOE di Udine: denunciati due imprenditori, sequestri di aree ed impianti.

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Udine, 25 maggio 2019 – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Udine, disposti dal Comando Carabinieri Tutela Ambientale, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia, nell’ambito di una mirata serie di controlli di carattere ambientale e di ispezioni finalizzate al monitoraggio delle attività impegnate nel “ciclo del cemento” nell’ambito della provincia Isontina, hanno accertato nei giorni scorsi – unitamente al personale della sezione di P.G. della Procura di Gorizia – violazioni penali nei confronti di due società operanti nel settore dell’escavazione e del trattamento inerti.

Nello specifico, in un caso, i Carabinieri hanno riscontrato che all’interno di una società sita in Romans d’Isonzo (GO), erano stoccati 30.000 mc di rifiuti inerti in un’aerea di circa 20.000 mq, sottoposta a vincolo paesaggistico. L’area e quanto depositato, veniva quindi posta sotto sequestro probatorio come disposto dall’Autorità Giudiziaria procedente e deferito in stato di libertà il legale rappresentante della ditta per violazioni ai sensi del D.P.R. 380/2001 (assenza autorizzazione paesaggistica) e del D. L.vo 152/06 (gestione illecita di rifiuti).

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In un altro caso, invece, i militari davano esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Gorizia – Ufficio del GIP, presso una società di Fogliano Redipuglia (GO), operante nella produzione di micronizzati calcarei, sottoponendo a sequestro preventivo un impianto di macinazione calcarei ed un impianto di aspirazione polveri, risultati essere privi di autorizzazioni ambientali alle emissioni in atmosfera (valore degli impianti sottoposti a sequestro circa 400 mila euro). Nel contempo, veniva deferito in stato di libertà all’A.G. di Gorizia il legale rappresentante della società per il reato previsto dal D. L.vo 152/06 (mancanza atto autorizzativo emissioni in atmosfera).

I Carabinieri del NOE di Udine – competenti su tutta la Regione FVG – stanno proseguendo accertamenti e controlli su altre aziende operanti nel settore del “ciclo del cemento”.

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Fonte e immagini: Comando Generale Carabinieri
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Carabinieri NOE di Catania sequestrano cava abusiva in area sottoposta a vincolo archeologico

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Comiso (RG), 29 aprile 2019 – I Carabinieri del NOE di Catania, coadiuvati da personale del 12° Elinucleo Carabinieri Elicotteristi e da militari della stazione di Comiso hanno riscontrato ed interrotto, all’interno di una vasta area ubicata nelle campagne di Comiso (RG), attività di estrazione, vagliatura e trasporto di materiale calcareo (calcarenite), destinato verosimilmente ad alimentare il ciclo del calcestruzzo e le attività edilizie del territorio siciliano.

L’operazione si è svolta a conclusione di una mirata attività ispettiva nel settore delle attività estrattive, pianificata a livello nazionale del Comando Carabinieri Tutela Ambientale.

La cava, situata in un’area sottoposta a vincolo archeologico apposto dalla regione siciliana – assessorato ai beni culturali, secondo le prime stime è risultata avere un’estensione di ben 90.000,00 mq e profonda, in alcuni punti, oltre 20 mt rispetto al piano originario.

Durante le ispezioni, sono stati controllati e bloccati alcuni autocarri, un escavatore cingolato munito di martello pneumatico, una pala gommata da cava, intenti ad effettuare operazioni di estrazione che, da verifiche documentali, venivano condotte in maniera totalmente abusiva, in assenza di qualsiasi autorizzazione in materia.

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Gli automezzi, una griglia di vagliatura nonché un quantitativo di centinaia di migliaia di mc di materiale precedentemente estratto (non meglio stimabile), pronto per la commercializzazione, del valore complessivo di oltre 1 milione di euro, sono stati sequestrati. Il provvedimento è stato convalidato dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa su parallela richiesta da parte del magistrato titolare del fascicolo d’indagine.

Il danno al patrimonio ambientale, per l’ingente quantitativo di materiale estratto e l’irreversibile compromissione della matrice suolo, risulta non calcolabile.

I responsabili delle abusive attività estrattive di un’azienda del luogo, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per inquinamento ambientale aggravato, esecuzione di opere su beni con vincolo paesaggistico senza la prescritta autorizzazione nonché di deturpamento e distruzione di bellezze naturali.

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Fonte e immagini: Comando Generale dei Carabinieri
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Carabinieri del NOE di Trento sequestrano centro abusivo per gestione illecita di rifiuti cimiteriali

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Trento, 19 aprile 2019 – Nei giorni scorsi Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico – NOE di Trento, congiuntamente ai colleghi della compagnia di Borgo Valsugana e alla Polizia Locale della Valsugana e Tesino, hanno rinvenuto in Scurelle (TN) località Asola, all’interno di un capannone dell’area artigianale “ex Samatex”, n. 27 bare contenenti resti di persone estumulate / esumulate da numerosi cimiteri del Veneto.

In particolare il personale della Polizia Locale, dopo aver notato che all’interno del capannone, apparentemente in stato di abbandono, si trovavano delle persone intente in attività lavorative, non avendo ricevuto da queste esaustive spiegazioni su quanto stavano effettuando e considerato anche che dall’interno dello stabile provenivano emissioni odorigine sgradevoli, ha allertato i Carabinieri del NOE di Trento e della compagnia di Borgo Valsugana per gli accertamenti del caso.

I Carabinieri del NOE, appena giunti sul posto unitamente ai colleghi dell’Arma Territoriale, hanno immediatamente verificato che all’interno del capannone si trovavano delle salme umane e dunque richiedevano l’intervento di personale dell’Ufficio di Igiene e Sanità pubblica provinciale, con il quale accedevano ai locali.

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In una condizione di generale degrado, sono state così individuate, accatastate una sopra l’altra, n. 24 bare contenenti le spoglie di defunti provenienti da differenti aree cimiteriali del Veneto, mentre altre 3 casse in zinco si trovavano aperte sul pavimento.

Accertamenti successivi hanno permesso di stabilire che una cooperativa sociale della Valsugana, in possesso delle autorizzazioni per il trasporto dei defunti, anziché portare come previsto le salme dai cimiteri ai forni crematori, le depositava presso il capannone di Scurelle ove provvedeva a separare le spoglie dei defunti dalla casse funebri in legno/zinco, ricollocandole quindi in sacchi di nylon che venivano successivamente riposti in scatole di cartone che, una volta sigillate, venivano inviate al forno crematorio. Le casse funebri, invece, dopo essere state sezionate e separate dalle parti metalliche venivano avviate a smaltimento in centri della zona. Tale modalità di gestione permetteva di ottenere alla cooperativa dell’alta Valsugana un vantaggio economico dovuto dai minori costi di cremazione, stimato in circa 400 euro a salma.

Il sindaco del Comune di Scurelle ha autorizzato lo spostamento delle salme nella locale area cimiteriale in attesa del loro trasferimento presso i forni crematori.

E’ al vaglio degli inquirenti la documentazione amministrativa – ambientale acquisita nel corso delle attività dalle quale, al primo esame, si ritiene che negli ultimi mesi siano transitate dal capannone di Scurelle più di 300 salme.

Della vicenda è stato immediatamente avvisato anche il Procuratore Distrettuale dott. Sandro Raimondi e il PM di turno, dott.ssa Licia Scagliarini, che hanno disposto il sequestro del capannone.

Le ipotesi di reato, al vaglio della Procura della Repubblica di Trento, sono di vilipendio di cadavere e gestione illecita di rifiuti.

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Fonte e immagini: Comando Generale Carabinieri
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Carabinieri Tutela Ambiente: il NOE di Firenze smantella attività illecita di smaltimento rifiuti nel pratese

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Firenze, 12 aprile 2019 – Una serie di perquisizioni locali e personali condotte dai militari del NOE di Firenze e gli agenti della Polizia Locale di Prato, in collaborazione con il NOE di Brescia e Caserta hanno condotto a un’attività illecita di smaltimento dei rifiuti nel distretto tessile pratese. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Comando Tutela Ambientale e ha coinvolto nell’attività di smantellamento decine di militari.

Le operazioni, scattate oggi all’alba, hanno interessato obiettivi nelle province di Caserta, Pistoia e Lucca, nonché appartamenti e studi di professionisti ubicati nei quartieri “VIP” di Prato e Bergamo, dove risiedono alcuni degli indagati e dove le aziende monitorate hanno le rispettive sedi legali.

Una capillare ricerca e successivo ritrovamento di documenti, atti amministrativi, fatture, ma anche di e-mail e dati telematici ha consentito agli inquirenti di ricostruire la complessa ed occulta rete di contatti che, dall’agosto 2018 al gennaio 2019 avrebbe consentito agli indagati si smaltire illecitamente, in Italia e all’estero, centinaia di tonnellate di rifiuti tessili.

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I militari dell’Arma sono riusciti ad intercettare due container che dai documenti di trasporto avrebbero dovuto contenere materiale tessile recuperato, mentre erano di fatto pieni di cascami tessili frammisti a plastica, carta ed altre tipologie di rifiuti nell’ordine di circa 50 tonnellate.

I container sono stati posti sotto sequestro, unitamente a materiale informatico e alla copiosa documentazione rinvenuta, dalla quale emergono elementi per ritenere che parte dell’attività illecita si svolgesse anche in Polonia e Bulgaria.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Catania: Carabinieri sequestrano cava abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico del “parco dell’etna”

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Belpasso (CT), 2 febbraio 2019 – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania (NOE) di Catania hanno sequestrato una cava abusiva ed impianto di frantumazione in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico del “Parco dell’Etna”. Denunciata la titolare della società.

Dopo un’attività di controllo avviate già da tempo nel territorio di alcuni comuni che fanno parte dell’estensione del parco dell’Etna, i militari hanno proceduto al sequestro d’iniziativa di una cava di materiale basaltico-lavico posta in località contrada Fra Diavolo del comune di Belpasso.

La cava, dove erano in corso manovre di lavorazione di materiale basaltico, ricade all’interno della cosiddetta zona “D” del parco dell’Etna, zona sottoposta a speciale vincolo naturalistico e paesaggistico, dove è assolutamente vietato condurre alcuna attività che ne possa modificare o alterare l’aspetto, men che meno quella estrattiva.

La verifica della documentazione dell’azienda operante nel sito ha consentito di rilevare l’assenza di un’autorizzazione valida ad effettuare tali lavori. La titolare della cava è stata quindi denunciata per aver condotto dei lavori di sbancamento all’interno di un’area sottoposta a vincolo in assenza della prescritta concessione estrattiva, di competenza del distretto minerario, oltre che per violazione dell’art. 734 del codice penale, per aver causato il deturpamento dei luoghi sottoposti a speciale tutela di tipo paesaggistico, con altre responsabilità di carattere penale per quanto attiene l’impianto di frantumazione dell’azienda, sequestrato, in quanto risultato sprovvisto della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Sequestrato inoltre un escavatore munito di martello pneumatico.

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Nel corso dell’ultimo anno, i Carabinieri del NOE di Catania nell’area Etnea hanno posto sotto sequestro 5 aziende, 9 cave abusive, 4 impianti di frantumazione e produzione di calcestruzzi trovati privi delle necessarie autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, nonché decine di escavatori, pale meccaniche e camion utilizzati per le illecite attività.

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Fonte e immagini: Comando Generale dei Carabinieri
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Grosseto: i carabinieri del NOE sequestrano 460 tonnellate di terra e roccia contaminata da amianto

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Grosseto, 19 dicembre 2018 – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Grosseto hanno controllato nei giorni scorsi alcune società operanti nel settore delle bonifiche ambientali da amianto nell’area nord della provincia.

Durante le ispezioni i militari hanno individuato due distinti siti nei quali altrettante imprese avevano allestito stoccaggi di rifiuti costituiti da terre e rocce contenenti sostanze pericolose (amianto), provenienti dalle attività di bonifica eseguite su terreni dell’area geotermica compresa tra le provincie di Grosseto e Pisa.

Dai controlli è emerso che i rifiuti, contenuti in n. 460 big bags del volume complessivo di 460 metri cubi, per un peso stimato in 460 tonnellate, erano stati stoccati da oltre un anno e con volumi di gran lunga superiori ai limiti massimi consentiti, in violazione delle norme di legge che disciplinano il deposito temporaneo.

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I carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro probatorio di quanto rinvenuto in relazione al reato di “deposito incontrollato di rifiuti pericolosi”, previsto dall’art.256 comma 2 del Testo Unico Ambientale.

A seguito di quanto accertato, 4 persone, tra amministratori e tecnici delle due società responsabili delle attività di bonifica e del conseguente deposito dei rifiuti in questione, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria di Grosseto per il suddetto reato.

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Fonte e immagini: Arma dei carabinieri
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Antonella Lallo

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