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La Polizia di Stato celebra il 40° anniversario di istituzione del N.O.C.S. (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza)

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Spinaceto, 11 ottobre 2018 – Il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) della Polizia di Stato ha festeggiato ieri 40 anni dalla sua fondazione, nel suggestivo Centro Polifunzionale – Scuola Tecnica di Spinaceto- dove il nucleo di assalto si addestra ogni giorno.

Presenti il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Franco Gabrielli, il direttore centrale della Polizia di Prevenzione, Lamberto Giannini e il comandante del N.O.C.S., Andrea Mainardi.

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini

Per celebrare l’evento, il personale del N.O.C.S. si esibirà, eccezionalmente, in spettacolari dimostrazioni pratiche, volte a dimostrare la peculiarità delle attività demandate al nucleo; seguirà una breve esibizione della Banda musicale della Polizia di Stato. 

La Polizia di Stato, attraverso il N.O.C.S., articolazione della direzione centrale della Polizia di Prevenzione, forma da sempre personale particolarmente addestrato, anche all’utilizzo di materiali e tecnologie all’avanguardia, per la risoluzione di situazioni operative ad alto rischio, come la liberazione di ostaggi, l’irruzione in ambito urbano ed extraurbano per la cattura di terroristi e criminali e la protezione di alte personalità istituzionali italiane o straniere ad alto rischio.

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Il comandante del N.O.C.S., Andrea Mainardi

Dal 1978, anno della sua costituzione e sino alla fine degli anni ’80, il N.O.C.S. ha compiuto numerose operazioni contro organizzazioni terroristiche interne, conclusesi con l’arresto di noti esponenti di gruppi eversivi attivi all’epoca, quali i Nuclei Armati Proletari, le Brigate Rosse e Prima Linea.

Emblematico in tale contesto fu il fulmineo blitz, condotto il 28 gennaio 1982 a Padova, che consentì la liberazione del generale americano James Lee Dozier, tenuto “prigioniero” in un covo dalle Brigate Rosse, e la contestuale cattura di tutti i brigatisti presenti.

Negli anni ’90, il N.O.C.S. è stato chiamato a portare a termine numerose operazioni contro la criminalità organizzata, con interventi ad alto rischio per la liberazione di ostaggi sequestrati a scopo di estorsione.

Dal 2000, poi, il N.O.C.S. si è sempre più specializzato in determinati settori strategici, tanto che è stata implementata la Sezione di Intervento Speciale, dotata di incursori subacquei, artificieri, breacher, unità cinofile e tiratori scelti.

Il N.O.C.S., collaborando costantemente con gli organi investigativi della Polizia di Stato impegnati in operazioni di contrasto al terrorismo internazionale ed interno, ha avviato e successivamente intensificato i servizi di pronto impiego, con particolare attenzione alla capitale e alla Città del Vaticano, assicurando nel contempo un’importante aliquota di personale pronta a fronteggiare eventuali emergenze su tutto il territorio nazionale.

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Il capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli

Dal 2015, il N.O.C.S. partecipa alla formazione e all’aggiornamento degli operatori della Polizia di Stato assegnati Unità Operative di Pronto Intervento (UOPI) in servizio presso i principali Reparti Prevenzione Crimine, qualificati per un primo intervento in situazioni di alto rischio.

Dalla sua nascita, il N.O.C.S. conta 253 arresti, tra cui 41 sequestratori e 329 ostaggi liberati. Il valore della peculiare attività svolta dal nucleo è attestata anche dal numero dei riconoscimenti ottenuti: una medaglia d’oro, 26 medaglie d’argento e 5 medaglie di bronzo al valor civile, 52 promozioni per merito straordinario e 690 encomi.

Il N.O.C.S. conta attualmente circa 150 unità ed ha un ruolo importante anche all’interno dell’organizzazione ATLAS, formata dalle Unità Speciali di polizia dei 28 Paesi dell’Unione Europea. Il reparto è impegnato in molteplici appuntamenti in tutta Europa per la partecipazione a stage addestrativi utili alla definizione di comuni metodologie operative e per un eventuale impiego congiunto volto alla risoluzione di gravi emergenze.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Polizia: la storia del NOCS, come interviene, come avvengono le selezioni

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Il NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) è un gruppo speciale della Polizia di Stato addestrato per portare a termine operazioni ad alto rischio, come la liberazione di ostaggi, le irruzioni in ogni ambiente per la cattura di criminali e terroristi, la protezione di alte personalità istituzionali italiane in particolari situazioni di pericolo e la tutela di personalità straniere in visita in Italia.
Gli operatori del reparto speciale, dunque, intervengono soltanto come unità di assalto, al termine dell’attività definita in gergo “info-operativa” svolta da altri uffici della Polizia.

Dotato di equipaggiamento speciale, il NOCS è articolato in team di pronto impiego in grado di intervenire, con il supporto di mezzi terrestri, aerei e navali, su tutto il territorio nazionale nell’arco delle 24 ore.

Le selezioni

Gli operatori della Polizia di Stato che vogliono entrare a far parte del reparto speciale devono avere, oltre al coraggio, la prontezza, il sangue freddo e una straordinaria preparazione atletica. Queste le doti indispensabili.

Pronti ad affrontare tempestivamente ogni situazione di emergenza, i NOCS devono dimostrare di possedere innanzitutto eccezionali requisiti dal punto di vista fisico. Prima di diventare combat ready, infatti, i candidati devono superare numerose prove tecniche. Qualche esempio? 5000 metri in 20 minuti e 100 metri in 14 secondi; 100 metri a nuoto; salto in alto di almeno 135 cm e salto in lungo di almeno 4 metri e mezzo; salita alla fune con la sola forza delle braccia e, naturalmente, una prova di tiro con la pistola a 15 e 25 metri.

Soltanto così è possibile resistere al duro addestramento giornaliero, impegnativo e diversificato, che consente di migliorare costantemente le tecniche di intervento.

Gli operatori del NOCS fanno della flessibilità la loro prima arma per superare le situazioni estreme. Abili tiratori scelti, conoscono perfettamente tutti i tipi di armi e di esplosivi, sono in grado di arrampicarsi sia sulla roccia che con le corde e sono pronti a lanciarsi in volo con il paracadute. Oltre ad essere esperti subacquei, vengono anche addestrati alla guida di diversi tipi di veicoli.

Irruzioni nella notte

È la notte la migliore amica dei poliziotti del NOCS. Fedeli al loro motto Silenziosi come la notte, i commandos si avvicinano all’obiettivo al segnale di assalto go, go, go.
Le squadre operative, dopo una lunga e paziente pianificazione della missione, possono entrare in azione con una fulminea discesa dal mezzo per l’assalto d’urgenza o tramite un avvicinamento silenzioso. Molto poco in questo tipo di operazioni può essere lasciato al caso. Senza dubbio esistono procedure operative standard per lo svolgimento delle attività, ma in genere vengono eseguite in caso di emergenza, quando non si ha il tempo per organizzare un piano di intervento complessivo. Altrimenti si elaborano ogni volta tutti i dettagli dell’intervento, perché nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata la metodologia operativa di ogni missione non può essere replicata una seconda volta.

Come si diventa un operatore del NOCS

Per entrare a far parte di questo reparto è necessario prima diventare un poliziotto attraverso un concorso pubblico.
I vincitori del concorso vengono assegnati presso i vari istituti d’istruzione, dislocati in diverse regioni italiane, per la frequenza del corso di formazione. Al termine del corso di formazione si procede all’assegnazione presso i vari reparti e specialità, secondo le necessità delle sedi sul territorio. Dopo aver acquisito la necessaria esperienza ed aver ampliato il proprio bagaglio professionale è possibile entrare a far parte di questo reparto, superando delle selezioni e partecipando a numerosi corsi di addestramento e specializzazione.

LA STORIA DEL NOCS

Gli anni di piombo

Negli anni ’70, i cosiddetti “anni di piombo”, quando l’emergenza del terrorismo cominciava a dilagare, ogni governo europeo decise di dotarsi di unità specializzate nella lotta all’eversione.

La polizia italiana, in seguito ad alcuni attentati avvenuti nel paese, tra cui l’attacco all’aeroporto di Fiumicino nel 1974, decise di costituire una squadra appositamente addestrata per il contrasto operativo ai terroristi.

Sotto la guida dell’allora questore di Roma Emilio Santillo venne così creato, proprio nel 1974, l’Ispettorato Generale per l’Azione contro il Terrorismo, sostituito l’anno seguente dal Servizio di Sicurezza (S.D.S.) nel 1975.

Le competenze di questo nuovo ufficio, però, rendevano necessario che oltre al supporto di intelligence si dovesse disporre anche di una squadra operativa. Per questa ragione venne decisa la nascita del “Nucleo Anticommando”, il primo embrione di reparto di intervento della Polizia.

Negli anni che vanno dal 1975 al 1977, l’Anticommando, il primo nucleo di personale ad altissima specializzazione, diede un fondamentale apporto alla lotta al terrorismo, rendendosi da subito protagonista di rilevanti azioni, prevalentemente contro i Nuclei Armati Proletari e gli estremisti di destra appartenenti ad “Ordine Nuovo”.

La riorganizzazione della sicurezza nazionale

La crescente pressione rivoluzionaria ed eversiva rese necessaria nel 1978 una completa revisione delle Organizzazioni di Sicurezza Nazionale.

L’unico Servizio di Informazione, il militare SIFAr (Servizio Informazioni Forze Armate) venne sostituito da due strutture, una con le “stellette”, il SISMi (Servizio Informazioni Sicurezza Militare) che di fatto ne raccolse l’eredità, ed il civile SISDe (Servizio Informazioni Sicurezza Democratica), affiancati da un organismo di coordinamento, il CESIS (Comitato Esecutivo Servizi di Informazione e Sicurezza). Un numero rilevante di funzionari del Servizio di Sicurezza fu inserito nel SISDe, mentre una componente più esigua del personale diede vita all’UCIGOS (Ufficio Centrale per le Investigazioni e le Operazioni Speciali) strutturato in quattro divisioni.

La nascita del NOCS

Il 24 ottobre 1977, l’allora ministro dell’interno, Francesco Cossiga, emanò una direttiva che prevedeva la costituzione di unità speciali antiterrorismo e potenziava le strutture nazionali anticommando, creando le “Teste di cuoio” nell’ambito delle forze di polizia.

È così, dunque, che nascono parallelamente il Gruppo d’Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri ed il Nucleo Operativa Centrale di Sicurezza (NOCS) della Polizia di Stato.

Il NOCS per il quale lo stesso ministro conia il motto Sicut nox silentes, è organicamente inserito nell’UCIGOS con il compito di intervenire a supporto dell’operatività delle DIGOS, rendendo così l’azione antiterrorismo più efficace e maggiormente adeguata agli scenari di quel particolare momento storico.

Nei suoi primi quattro anni di vita il NOCS, benché appena costituito, effettua centinaia di interventi e di irruzioni nei covi brigatisti ed in ogni situazione critica che richiede al fianco di abili investigatori anche uomini preparati ad affrontare qualsiasi difficoltà, nelle condizioni più imprevedibili di tempo e di luogo.

Sono sempre gli uomini del NOCS che aprono la strada e coprono le spalle agli agenti antiterrorismo delle DIGOS quando devono affrontare e catturare i più pericolosi latitanti di prima linea, dei NAR e delle brigate rosse.

Memorabile ed ormai una pagina di storia conosciuta anche a livello internazionale il blitz del NOCS che nel 1982 liberò a Padova il generale americano Dozier, rapito dai brigatisti rossi.

Chiusa la prima stagione del terrorismo con la vittoria dello Stato, l’UCIGOS che aveva contribuito al risultato con un ruolo di primo piano, perse il suo connotato di operatività diretta e fu trasformato nell’attuale direzione centrale della polizia di prevenzione. Non perse però il NOCS, il suo fiore all’occhiello, che rimane inserito nel servizio antiterrorismo, ma, ormai forte di una lunga e consolidata esperienza, continuò ad offrire il suo supporto specialistico a tutti i reparti investigativi della Polizia di Stato, raccogliendo brillanti successi anche sul fronte della lotta nei sequestri di persona.

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Fonte: Polizia di Stato

Esercitazione del NOCS alla presenza di Giovanni Malagò, presidente del CONI

Roma, 6 settembre 2014 – Il Presidente del CONI Giovanni Malagò ha fatto visita alla base del NOCS della Polizia di Stato, insieme all’amministratore delegato di CONI Servizi Alberto Miglietta ed il presidente della Federazione Italiana Pesistica (FIPe) Antonio Urso.

La visita è nata in seguito alla realizzazione di un corso F.I.Pe. (Federazione Italiana Pesistica) di I° livello per la qualifica di allenatore-personal trainer riservato al personale del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) durante il quale si è realizzata l’esigenza di una maggiore e proficua collaborazione con il CONI per effettuare alcuni studi specialistici attraverso, l’Istituto di Medicina e Istituto di Scienza dello Sport, indirizzati a realizzare l’allenamento psico-fisico più adatto a garantire il massimo della prestazione per le specifiche esigenze tecnico operative del NOCS.

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Ad attendere il presidente del CONI oltre il comandante del NOCS Andrea Mainardi, il direttore della scuola tecnica della Polizia di Stato dott. Domenico Scali ed il dott. Flavio D’Ambrosi delle Fiamme Oro.

Durante la visita è stata presentata una simulazione di reazione a seguito di un attacco ad un dispositivo di scorta.

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Fonte: Polizia di Stato

Operazione Blue Marlin: NOCS, Aeronautica e Capitaneria di porto in esercitazione congiunta per sventare minaccia terroristica (video)

Civitavecchia, 28 giugno 2014 – Si è conclusa a largo di Civitavecchia l’esercitazione del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) della Polizia di Stato, in collaborazione con l’Aeronautica Militare ed il Corpo delle Capitaneria di Porto, a bordo di un traghetto della Società Tirrenia in navigazione verso Cagliari.

L’esercitazione prevedeva che un commando armato riusciva a salire a bordo del traghetto prendendo possesso della plancia di comando ed in ostaggio l’equipaggio ed i passeggeri.

Ricevuta la notizia del dirottamento della nave, la Sala Crisi del Ministero dell’Interno ha allertato il NOCS della Polizia di Stato, chiedendo il concorso dell’Aeronautica Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto.

I reparti speciali della Polizia di Stato hanno immediatamente allestito una Sala Operativa presso la Direzione Marittima di Civitavecchia, con i rappresentanti del Nucleo Protezione Operativa dell’Aeronautica Militare e della Capitaneria di Porto per la gestione della situazione di crisi e la pianificazione dell’intervento ed il coordinamento della forze in campo. La ripresa del controllo della nave e la liberazione degli ostaggi è stata eseguita con l’abbordaggio durante la navigazione di due Squadre Operative del NOCS una delle quali è sbarcata sulla poppa da un gommone d’assalto e l’altra, a bordo di elicottero dell’Aeronautica Militare è discesa tramite fast rope sulla tolda del ponte di comando.

Due elicotteri del Reparto Volo della Polizia di Stato con a bordo due Sniper NOCS hanno assicurato la copertura del personale che operava sul traghetto ed unità navali della Polizia di Stato e del Corpo delle Capitanerie di Porto hanno garantito la sicurezza in mare durante tutte le fasi dell’operazione.

Nell’operazione sono state impegnate tre motovedette della Capitaneria di porto con operatori altamente specializzati nella sicurezza della navigazione e con a bordo personale medico.

Una motovedetta della Guardia Costiera è stata impegnata nella delicata fase di trasbordo del personale specializzato al fine di verificare le condizioni di navigabilità della nave a seguito del finto attacco terroristico.

L’attività addestrativa ha evidenziato le potenzialità della sinergia operativa tra Polizia di Stato, Aereonautica Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto per fronteggiare una eventuale minaccia terroristica.

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Fonte: Polizia di Stato


Il Presidente Barack Obama lascia l’italia. Prima di partire ha ringraziato il capo della polizia Alessandro Pansa

Roma, 28 marzo 2014 – È ripartito alle 11,00 a bordo dell’Air Force One, il Presidente USA Barack Obama.

Particolarmente complessa è stata la gestione sul campo dei servizi di ordine pubblico, coordinati dal Questore di Roma Massimo Maria Mazza, che hanno visto impegnati oltre 3200 operatori delle Forze di Polizia a protezione di numerosi obiettivi sensibili e delle oltre 300 persone, compreso il nutrito seguito di giornalisti provenienti dagli USA, che hanno accompagnato a Roma il Presidente Obama e il Segretario di Stato John Kerry.

Molto apprezzato anche il contributo dell’Ufficio Ordine Pubblico del Viminale, diretto da Armando Forgione, che ha garantito il coordinamento strategico tra le strutture centrali e territoriali delle Forze di Polizia, ed ha assicurato il costante collegamento operativo con la Farnesina e gli altri enti coinvolti nella visita del Presidente Obama.

Sul sito della Polizia di Stato www.poliziadistato.it i dettagli e le foto della complessa macchina organizzativa dedicata alla sicurezza del Presidente Obama in questi due giorni.

Al termine della sua visita nella Capitale, il Presidente degli Stati Uniti ha espresso il proprio apprezzamento per la professionalità dimostrata dalla Polizia italiana e la sua personale gratitudine per i servizi di sicurezza predisposti in occasione della sua due giorni romana.

Prima di lasciare Villa Taverna, residenza dell’Ambasciatore USA in Italia, Barack Obama ha ricevuto il Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa, per un personale ringraziamento sottolineato da una stretta di mano.

La tutela ravvicinata del Presidente degli Stati Uniti, infatti, è stata assicurata da un dispositivo integrato composto da personale del reparto speciale NOCS della Polizia di Stato e dagli agenti del Secret Service statunitense.

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Fonte: Polizia di Stato
Foto: © Polizia di Stato


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