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Soave ricorda i caduti della campagna di Russia con una cerimonia

Soave (VR), 01 febbraio 2020 – La battaglia di Nikolajewka, una delle pagine più dolorose, ma anche più eroiche della storia, è stata ricordata oggi con una cerimonia per commemorare il 77° anniversario di tanti giovani che in condizioni estreme, il 26 gennaio 1943, dopo il crollo del fronte italiano sul fiume Don, riuscirono eroicamente a rompere l’accerchiamento dell’esercito sovietico e a ritirarsi, uscendo dalla morsa dell’Armata Rossa.

2. Un momento della cerimonia all'Isola della MemoriaDavanti al monumento nazionale dedicato ai caduti di tutte le patrie nella campagna di Russia, numerose autorità civili e militari, le associazioni combattentistiche e d’arma, la sezione ANA di Verona, le delegazioni estere e circa un centinaio di studenti provenienti dagli Istituti scolastici di Soave e San Bonifacio hanno ricordato, commossi, gli oltre 40mila caduti che, nel gennaio di 77 anni fa, combatterono valorosamente nei pressi dell’allora città russa di Nikolajewka, oggi Livenka, ai confini con l’Ucraina.

1. Sfilata per le vie della città di Soave

La cerimonia ha avuto inizio con una sfilata, partita dal Municipio di Soave e con la deposizione di una corona all’Isola della Memoria, proseguendo poi con la resa degli onori ai caduti di Germania, Italia, Romania, Russia e Ungheria, nazioni coinvolte in quella cruenta battaglia. A sugellare il toccante momento, la cerimonia dell’Alza Bandiera con il sottofondo dei 5 inni nazionali e l’accensione della Lampada Votiva ai piedi del Monumento che riproduce il sottopasso ferroviario di Nikolajewka, teatro dell’eccidio e punto d’inizio della storica ritirata.

I partecipanti si sono poi ritrovati all’auditorium della Cantina Rocca Sveva di Soave per leggere alcuni passi delle testimonianze di chi quella guerra l’ha vissuta davvero.

6. Gli studenti leggono alcuni passi delle testimonianze dei reduci

Dopo i saluti iniziali del senatore Gastone Savio, fra i promotori del pellegrinaggio, del sindaco di Soave Gaetano Tebaldi, del vice presidente del Consiglio Regionale del Veneto Massimo Giorgetti, del governatore distrettuale 2060 del Rotary Stefano Campanella e del presidente di Assoarma di Verona Roberto Pellegrini, è stata la volta degli studenti dell’ISISS Dal CERO e del Liceo GUARINI di San Bonifacio che hanno letto alcuni passi delle straordinarie testimonianze dei reduci di quella sanguinosa guerra: “…Eravamo allo sbaraglio, senza vestiti, senza mangiare, con 45-47 gradi sotto lo zero. Nevicava, quanta neve, sotto ogni mucchio c’era un morto…tutti i giorni moriva qualcuno…”. Ed ancora: “…Nel lungo viaggio verso casa, ci fu anche chi fu costretto a rubare ai morti stivali e indumenti: i nostri non bastavano a respingere il freddo della steppa…”.

8. Il Generale TOTA e gli studenti intonano il Canto degli Italiani

In una sala gremita, avvolta da un surreale e rispettoso silenzio, infine, le toccanti parole del generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto che si è rivolto ai proprio ai giovani studenti, esortandoli a studiare la storia, a difendere le nostre tradizioni e a cantare il nostro Inno: “Mameli aveva 20 anni quando compose i versi del Canto degli Italiani, ha sottolineato commosso il generale Tota, e morì poco dopo difendendo la repubblica romana, sono stati i giovani a volere fortemente l’unità d’Italia. Cantare l’inno non è, e non deve essere una moda, ma è sentirsi insieme figli nonni, padri, madri, è sentirsi una sola cosa perché rappresenta la nostra identità nazionale nella quale sono racchiuse tutte le nostre tradizioni. La nostra Patria, rappresenta una sintesi meravigliosa di unità. Vi auguro di avere coscienza di quei valori che vale la pena difendere. Vale certamente la pena battersi per un amico, perché l’amicizia è dovere di responsabilità, vale certamente la pena difendere e battersi per un’idea. Siate custodi di questi valori”.

Il generale Tota, con un inaspettato fuori programma, ha quindi invitato sul palco i giovani studenti intonando insieme a loro il Canto degli Italiani, cantato a gran voce e con un’emozione quasi palpabile da tutti i partecipanti alla manifestazione.

7. La consegna degli attestati ai reduci Ambrosi e Pippa

Piena di commozione, infine, anche la consegna degli attestati di riconoscenza e benemerenza concessi dall’amministrazione comunale ai due reduci testimoni viventi di quei drammatici episodi della nostra storia: Marino Ambrosi e Giuseppe Pippa, rispettivamente classe 1920 e 1922, che hanno voluto fortemente presenziare all’intera cerimonia. A Marino Ambrosi, che proprio domenica, 2 febbraio compie 100 anni, vanno i migliori auguri di buon compleanno!

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Fonte e immagini: Forze Operative Terrestri di Supporto
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Roma, celebrato il 77 anniversario della battaglia di Nikolajewka (video)

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(di Monica Palermo) Roma, 26 gennaio 2020 – Domenica 26 gennaio, l’aria è pungente, c’è movimento, emozione, su via Cassia nel Giardino dei Caduti sul Fronte Russo, all’altezza della tomba di Nerone. Associazioni d’arma con labari, colonnelle e stendardi percorrono su mezzi militari e a piedi la via, chiusa momentaneamente al traffico per l’occorrenza, per poi ammassarsi davanti al monumento ai Caduti per rendere gli onori  nel 77 anniversario della battaglia in suolo russo di Nikolajewka.

Un picchetto d’onore della scuola di fanteria dell’Esercito ha presenziato la cerimonia per rendere omaggio ai fatti d’arme del 26 gennaio del 1943. 

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Fu una battaglia allo stremo, dove alla 2ª divisione alpina “Tridentina”, l’unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere, fu assegnato il compito di iniziare l’assalto al villaggio. Particolarmente significative durante questo attacco furono le azioni dei battaglioni “Vestone”, “Verona”, “Valchiese” e “Tirano”. Malgrado lo sbandamento che sarebbe stato comprensibile per delle truppe in ritirata, gli italiani riuscirono a sostenere lo scontro con i sovietici, maggiormente dotati di armi pesanti ed artiglieria.

Da allora ogni anno gli alpini (e non solo) celebrano quel giorno dove migliaia di uomini, con valore, persero la vita. 

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera mentre la banda della Regione Lazio suonava l’inno d’Italia, a seguire dieci rintocchi della Martinella sulle note del Silenzio.

Una corona d’alloro, portata dalla Polizia di Roma Capitale, è stata deposta sul monumento ai caduti e rappresentati dello Stato hanno reso gli onori, il presidente del Municipio Stefano Simonelli, in rappresentanza del sindaco, e il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

DSC_9936_Nikolayewka2020A conclusione della cerimonia una messa celebrata da monsignor Giacomino Feminò, concelebrata anche dal parroco della vicina chiesa di Sant’Andrea Apostolo.

Presenti numerose Associazioni d’Arma: alpini (ANA di Roma), paracadutisti della Folgore, autieri (TRAMAT), bersaglieri, granatieri, crocerossine, croce rossa, artiglieri, fanti, carabinieri, reduci di guerra, medaglie d’oro al valor militare, marina militare. Autorità civili, rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Armate in servizio e in congedo, delle Associazioni di Volontariato, e delle Associazioni storiche e culturali ritrovate per condividere ricordi di una battaglia così cruenta. Presenti forze dell’ordine, polizia, carabinieri e polizia municipale, a tutelare che ogni cosa filasse liscio. 

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Brunico: gli alpini commemorano il 77° anniversario della battaglia di Nikolajewka

Resa degli onori ai Caduti

Brunico,  23 gennaio 2020 – Il 26 gennaio 1943, a Nikolajewka, gli alpini della Divisione Tridentina scrissero l’ultimo capitolo di una delle storie militari più conosciute dell’Esercito Italiano, l’eroico ripiegamento dal fronte russo durante la 2^ Guerra Mondiale. Un’ultima battaglia per uscire dopo giorni di estenuanti combattimenti dalla sacca dentro cui erano stati chiusi i soldati dell’Asse in ritirata, che vide gli Alpini del 6° reggimento – giunti  per primi  alle porte del paese ucraino – compiere un ennesimo determinante sforzo per consentire il ritorno a casa dei superstiti dell’Armata Militare Italiana in Russia e degli eserciti alleati.

Il loro sacrificio – e quello più in generale di tutti i caduti – è stato ricordato nella caserma “Lugramani” di Brunico, sede del comando del 6° reggimento Alpini, con una breve cerimonia commemorativa alla presenza del generale Ignazio Gamba, vice comandante delle Truppe Alpine per il territorio, delle Autorità civili locali, dei rappresentanti delle altre Forze Armate e dei Corpi militari dello Stato insistenti sul territorio e delle tante Associazioni combattentistiche e d’Arma da sempre vicine al reggimento.

Per quei fatti d’arme alla Bandiera di Guerra del 6° reggimento Alpini fu conferita una Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

In sette mesi di durissima campagna sul fronte russo si dimostrava granitica e potente unità di guerra, saldissimo fascio di indomite energie, di ferrea volontà e di leggendario ardimento. Durante la difficilissima manovra di ripiegamento dal fronte del Don sempre vittoriosamente tenuto, i suoi battaglioni Vestone, Verona, Val Chiese, malgrado le eccezionali avverse condizioni di clima e di elementi, la mancanza assoluta di ogni rifornimento, davano continue fulgidissime prove delle loro fiere qualità guerriere. Operando con rara abilità in territorio insidiosissimo, pur spossati dalle più aspre fatiche e privazioni, superando ogni umana possibilità di resistenza fisica e morale, a Posto jalyj, e Scheljakino, a Maiakeiewa, a Arnautowo, a Nikolajewka ed in altri numerosi durissimi combattimenti stroncavano sempre nuove e soverchianti forze nemiche appoggiate da potenti mezzi corazzati, e con furore leonino rompevano il cerchio di ferro e di fuoco in cui l’avversario, rabbiosamente deciso ad annientarli, si illudeva di averli ormai chiusi. Col loro intrepido valore e con la loro travolgente irruenza, in nobile gara di abnegazione, di arditezza e di irresistibile slancio coi battaglioni del reggimento gemello, travolgevano le agguerrite e impetuose truppe nemiche, ne contenevano e ne arginavano la irruente avanzata, creando la indispensabile premessa alla ripresa ed aprivano la via della salvezza a numerose unità italiane ed alleate. Primi nell’offerta, nella sofferenza e nel sacrificio, i tre ferrei battaglioni, sempre fedeli alla loro antica tradizione, hanno superato con più che leggendario valore il loro eroico vittorioso passato di guerra.

Significativa anche la presenza all’evento del sig. Dante Pocchiesa, classe 1920, reduce della Campagna di Russia che da diversi decenni vive nella cittadina pusterese.

Il Comandante del 6° reggimento Alpini accoglie il Sig. Pocchiesa

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Bersaglieri e alpini commemorano la battaglia di Nikolajewka

Roma, 26 gennaio 2014 – Nel Giardino dei Caduti sul Fronte Russo, via Cassia, si è svolta la Manifestazione per il 71 Anniversario della battaglia di Nikolajewka. Molta la gente presente ad assistere alla commemorazione. A ritmo del Passo di corsa dei Bersaglieri è arrivata la fanfara “Nulli Secundus, diretta dal capofanfara Renzo Tomò, ed è quindi iniziata la cerimonia.

Il Bersagliere Massimo Flumeri, in rappresentanza del Gruppo Medaglie d’oro al Valor Militare, ha presentato man mano i vari momenti dell’evento. L’Inno d’Italia, suonato dalla fanfara, ha accompagnato il momento solenne dell’alzabandiera.
I rappresentanti della Polizia di Roma Capitale hanno poi portato e deposto sul cippo le corone di alloro inviate dal Sindaco di Roma e dal Presidente della XV circoscrizione Daniele Torquati, che ha poi preso la parola, seguito dal consigliere comunale Athos De Luca in rappresentanza del sindaco di Roma, entrambi hanno evidenziato come sia significativo e importante il ricordo dei caduti. È stata poi deposta la corona di alloro di Commemorazione ai Caduti dal Bersagliere Sandro Bari e dall’alpino Silvano Leonardi, del Comitato per Nikolajewka (UNIRR). Monsignor Giacomino Ferminò, come consueto ha quindi benedetto le corone e i presenti. Il bersagliere Antonio Abbadessa ha letto la Preghiera del disperso in Russia dopo la quale la fanfara Nulli Secundus ha suonato il brano Il Silenzio, dedicato ai caduti.

L’attore Angelo Blasetti ha poi letto delle poesie, tra cui una di Trilussa, e l’Alpino Silvano Leonardi ha ricordato alcuni momenti della campagna di Russia. Alla commemorazione molti i labari presenti e molti i rappresentanti delle associazioni d’Arma: la Folgore con l’ANPdI di Velletri, i Carabinieri, gli Alpini, il battaglione San Marco, la Marina, la X flottiglia MAS, i Vigili del fuoco, la Croce Rossa Italiana, la Polizia di Roma Capitale, nonché i volontari della Protezione Civile e del Comitato di quartiere Cassia Grottarossa. Terminata la manifestazione la fanfara ha intrattenuto per un po il pubblico presente con alcuni famosi brani del repertorio dei Bersaglieri tra cui l’Inno del I Reggimento Bersaglieri, 20 anni allegramente, la ricciolina e altre.

di Monica Palermo

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