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Il ministro Trenta inaugura monumento in ricordo dei Carabinieri siciliani caduti durante la strage di Nassirya

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Messina, 24 gennaio 2019 – Quindici anni sono trascorsi dalle stragi di Nassiriya, attacco terroristico in cui persero la vita 19 italiani (di cui 12 Carabinieri, 5 soldati e due civili). In ricordo delle vittime il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha inaugurato – presso la caserma A. Bonsignore di Messina, sede del comando interregionale Carabinieri Culqualber – il monumento dedicato ai 5 Carabinieri siciliani caduti a Nassiriya. Durante la cerimonia, che si è svolta alla presenza dei familiari dei caduti di Nassiriya, hanno partecipato anche Giovanni Nistri, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e il comandante interregionale Luigi Robusto oltre alle massime autorità civili, militari e religiose della Sicilia.

Il monumento inaugurato alla presenza del ministro, è stato realizzato dagli alunni dell’istituto artistico Ernesto Basile di Messina: si tratta di un piano d’altare in pietra siciliana lavorata a mano, che poggia su 4 gambi di rose realizzati in acciaio, sorretti da 4 pietre provenienti delle Terre di origine di ciascun caduto siciliano, che circondano una roccia rossa giunta direttamente da Nassiriya. Le quattro pietre italiane abbracciano la pietra irachena e rappresentano – in modo simbolico – il sangue sgorgato dai caduti che ha dato vita ad una rosa. Dalle 4 pietre affiorano 5 rose in ferro battuto, in ricordo di ciascuno dei caduti di Nassiriya siciliani, sovrastate da un ripiano in pietra tipica siciliana.

Sul piano dell’altare, il sacrificio dei nostri caduti viene ricordato attraverso una commovente iscrizione:
La nostra Pietra
Il rosso naturale della dura pietra irachena cela il sangue di un italico martirio e, da cornice i colori della sicula Patria d’origine. Tu che, silenzioso volgi verso di me il tuo sguardo e la tua prece fa di questi sassi un’unica pietra, per schiacciare odi e rancori e, solo allora, da quel sangue potrà sbocciare un fiore.
S. Ten. Giovanni Cavallaro
M.llo A. Alfio Ragazzi
Brig. Giuseppe Coletta
V. Brig. Domenico Intravaia
App. Horacio Maiorana
Terra irachena, 12/XI/2003
Terra di Sicilia 17/I/2019

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa
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Incidente Tornado: l’AM ricorda i colleghi scomparsi

Per il primo anniversario dell’incidente di volo dei Tornado è stato inaugurato un Monumento ai Caduti, in collaborazione con la comunità di Venarotta e l’Associazione Arma Aeronautica

Roma, 21 agosto 2015 – ​​​Ad un anno dall’incidente del 19 agosto 2014, l’Aeronautica Militare (A.M.), l’amministrazione comunale di Venarotta e l’Associazione Arma Aeronautica (A.A.A.) hanno voluto commemorare il primo anniversario della scomparsa dei quattro giovani Ufficiali del 6° Stormo Ghedi (Brescia), i maggiori Alessandro Dotto, Paolo Piero Franzese, Giuseppe Palminteri e Mariangela Valentini.  

Alle celebrazioni commemorative, organizzate con il patrocinio dello Stato Maggiore Difesa, hanno preso parte i familiari dei quattro giovani aviatori, il vice presidente della Regione Marche, dott.ssa Anna Casini, il generale di squadra aerea Maurizio Lodovisi, comandante la squadra aerea, il generale di squadra aerea (in congedo) Giovanni Sciandra, presidente nazionale A.A.A. ed una rappresentanza del 6° Stormo Ghedi “Diavoli Rossi”.  

Dettaglio del Monumento realizzato dal Maestro Campanelli

Dettaglio del Monumento realizzato dal Maestro Campanelli

In ricordo dei quattro militari è stato inaugurato nel pomeriggio un monumento realizzato dallo scultore Teodosio Campanelli di San Benedetto del Tronto. L’opera è stata collocata sul piazzale dell’Addolorata, a Gimigliano, a dominio della valle interessata dall’evento. Il monumento, raffigura un Icaro in posizione di raccoglimento, circondato da quattro steli che puntano verso le stelle a simboleggiare i quattro aviatori che anelano con valore verso le stelle (Virtute Siderum Tenus – Testo riportato sul cartiglio dello stemma della Forza Armata).

L’inaugurazione del monumento è stata preceduta da una funziona religiosa riservata ai familiari ed ai colleghi del 6° Stormo, celebrata da mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno presso la chiesa SS. Quirico e Giulitta di Gimigliano. A seguire, è stata deposta una corona e scoperta una targa commemorativa riportante i nomi dei colleghi scomparsi, presso il monumento ai caduti di Venarotta, riqualificato per l’occasione con il contributo dell’A.A.A.

In serata, la banda musicale dell’Aeronautica Militare si è esibita presso il teatro comunale di Venarotta per la cittadinanza venarottese con un quintetto di clarinetti, diretti dal Maestro tenente colonnello Patrizio Esposito.

Il generale Lodovisi, massima autorità A.M. intervenuta, ha dichiarato: “le celebrazioni commemorative di oggi vogliono essere un segno tangibile del ricordo che la Forza Armata conserva di queste quattro giovani vite, spese al servizio e per la difesa del Paese. Vorrei ringraziare quanti hanno reso possibile tutto ciò, dal personale militare a vario titolo impegnato, alle Istituzioni locali e regionali, all’A.A.A., ai tanti cittadini che mai hanno fatto venire meno la propria vicinanza in tutto questo tempo ai familiari e all’Aeronautica. Oggi, è semplicemente il momento di ricordare Paolo Piero, Giuseppe, Mariangela ed Alessandro. La Forza Armata ha da subito sentito il supporto della comunità locale che ha inteso organizzare queste celebrazioni a testimonianza del forte legame che, seppur in occasione di un evento così doloroso, si è instaurato con le famiglie dei giovani e l’A.M.. Inoltre, l’Aeronautica ha accolto con plauso l’iniziativafinanziata dall’A.A.A., con il libero contributo di colleghi e cittadini, volta alla realizzazione di un’opera che ricordasse i 4 aviatori ma che, al contempo, raccontasse la passione di un sogno, condotto con dedizione ed ardore, sacrificio ed impegno, il volo. Il volo che spicchiamo ogni giorno con i nostri velivoli per assicurare la difesa del nostro Paese, per portare speranza a chi versa in difficoltà o salvare vite umane con trasporti sanitari d’urgenza. Questa è la nostra essenza e non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo l’obbligo morale di continuare a farlo con la massima professionalità anche per loro.”  

Onori ai caduti presso il Monumento di Gimigliano

Onori ai caduti presso il Monumento di Gimigliano

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
(Comando Squadra Aerea - Roma)

 


Terracina: il generale Ugo Zottin inaugura il monumento al carabiniere

Latina, 27 settembre 2014 – Il generale c.a. Ugo Zottin, vice comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, nonché Comandante dell’Interregionale “Podgora”, ha avuto una serie di impegni istituzionali nella provincia pontina, culminati nel tardo pomeriggio, con la visita al Comando Provinciale di Latina, ove è stato accolto dal Comandante Provinciale, dagli Ufficiali della sede e dei Comandi territoriali esterni, da una rappresentanza di Comandanti di Stazione, di Carabinieri di ogni grado, degli organi di rappresentanza e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Nella mattinata l’alto Ufficiale, nell’ambito delle varie cerimonie per la ricorrenza del bicentenario dell’Arma, dopo aver fatto visita alla Compagnia CC di Terracina, dallo stesso comandata dal 1981 al 1986, ha presenziato alla celebrazione della Santa Messa, alla deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, nonché all’inaugurazione del monumento dedicato, dalla città di Terracina, al Carabiniere, una statua in bronzo eretta presso la locale Villa Tomassini, che rappresenta un giovane Carabiniere nell’atto di accendere la fiamma che simbolicamente vuole rappresentare, come un novello Prometeo, il portatore di nuova energia e di luce.

La cerimonia ha visto la sentita partecipazione di tanti cittadini della città balneare e di numerose autorità civili e militari, nonché del Prefetto della Provincia di Latina, dott. Antonio D’Acunto.

Il Generale Zottin, all’esito della visita presso il Comando Provinciale, si è particolarmente complimentato per l’attività svolta con diuturno impegno dai reparti dipendenti e per i brillanti risultati conseguiti, evidenziando l’importanza delle unità di base che da due secoli sono rappresentate dalle Stazioni Carabinieri, insostituibile presidio sul territorio che assolve, oltre ai tradizionale compiti di polizia, soprattutto una funzione sociale attraverso la vicinanza ai più bisognosi.

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 Fonte: Arma dei Carabinieri
 (Comando provinciale di Latina)

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