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Archivi tag: militari

Somalia: esercitazione a favore del personale della polizia marittima somala

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Mogadiscio (Somalia), 28 marzo 2018 – L’European Union Training Mission Somalia e alle forze dell’African Mission, hanno svolto un’esercitazione a fuoco a favore del personale della polizia marittima somala.

Ieri a Mogadiscio, per la prima volta la missione militare di addestramento dell’Unione Europea in Somalia (European Training Mission Somalia, EUTM-S) ha svolto attività addestrativa insieme al personale della missione europea EU Capacity Building Mission Somalia (EUCAP), che è deputata a fornire un’opera di consulenza e di addestramento per il controllo marittimo.

In particolare, EUTM ha condotto con EUCAP un’esercitazione a fuoco volta a migliorare la capacità operativa della polizia marittima somala e l’attività ha visto il coinvolgimento anche del personale della missione dell’Unione africana in Somalia (African Union Mission to Somalia – AMISOM). L’esercitazione pratica è stata preceduta dalle lezioni teoriche a cura degli istruttori italiani della EUTM, che hanno permesso ai tirocinanti di apprendere le corrette procedure connesse al tiro con armi da fuoco.

L’attività mette in luce i vantaggi dell’approccio globale della UE alla Somalia e al Corno d’Africa che coinvolge  allo stesso tempo diversi attori della comunità internazionale, come l’AMISOM.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercito: rientro in Patria della squadra a contatto del Polmanteo

un momento dell'attività

Roma, 9 marzo 2018 – E’ rientrata in Patria, nei giorni scorsi, la squadra a contatto composta da personale civile e militare del Polo di Mantenimento dei Mezzi di Telecomunicazioni, Elettronici ed Optoelettronici (POLMANTEO), inviata nel teatro operativo afgano per attività di riparazione e installazione di apparati TLC.

In particolare, il personale tecnico è intervenuto per la rimessa in efficienza e la successiva installazione di sistemi elettro-ottici di osservazione (VOSS) su alcuni mezzi Cougar 6×6 in uso alla Forza Armata.

Il sistema VOSS, dotato di Tv camera a colori diurna, camera notturna IL e IR, consente un maggiore controllo del territorio durante le fasi di spostamento diurno e notturno dei mezzi, aumentando il livello di sicurezza e incolumità del personale operante a bordo.

cougar 6X6

Il Polmanteo, dipendente dal Comando dei trasporti e materiali, è l’unico ente dell’Esercito italiano deputato alla manutenzione di tali apparati e svolge un ruolo determinante nel settore “Logistic Information Technology”.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Donne con le stellette: conquiste e traguardi (video)

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Roma, 08 marzo 2018 – Sono 14.600 le donne militari che oggi fanno parte dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri. Il 5% del totale relativo ai quattro corpi. Sono questi i numeri che si registrano a distanza di 18 anni da quando è uscito, sulla Gazzetta Ufficiale, il primo bando di concorso per il reclutamento nelle accademie a cui hanno potuto partecipare anche le donne.

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Stesse selezioni, stessi corsi addestrativi e stesse possibilità di impiego e di raggiungimento del grado apicale. Nessuna differenza quindi tra uomini e donne che insieme sono in prima linea nei teatri operativi impegnati in 35 missioni di cui 33 internazionali in 23 Paesi del mondo.  Sono presenti sulle navi, negli aeroporti o per le strade a garantire la sicurezza dei cittadini. Nell’ambito delle operazioni di mantenimento della pace, la componente femminile ha consentito un incremento dell’attività dei nostri militari ed una più efficace azione locale in quanto, soprattutto in contesti differenti per cultura e religione, la presenza delle donne ha permesso in maniera più adeguata il rispetto delle usanze locali ed il perseguimento dei fini delle missioni.

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Dal mare al cielo, fino alle stelle con la prima donna italiana nello spazio, il capitano dell’Aeronautica Militare Samantha Cristoforetti. Nessun limite per le donne che continuano a conquistare posizioni grazie alle loro capacità professionali.  Si dovrà attendere il 2022 per vedere il grado di colonnello sulle uniformi del personale femminile mentre l’Arma dei Carabinieri può già vantare la prima donna generale proveniente dal Corpo Forestale.

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Sono mamme, mogli, fidanzate, sorelle e colleghe. Le donne militari sono la dimostrazione che vita privata e carriera possono essere conciliate. E le frasi secondo cui ‘Le donne sono più brave degli uomini’ o “gli uomini siano più bravi delle donne’ non sono corrette, come in ogni settore è la squadra che vince ed è l’integrazione del personale maschile e femminile che genera valore aggiunto. Rita Levi Montalcini insegna che “le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”.

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Fonte, immagini e video: Stato Maggiore Difesa
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Libano: 100.000 km percorsi in due mesi di operazione dal Combat service support battalion

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Shama (Libano), 08 febbraio 2018 Il Combat Service Support Battalion della Joint Task Force Lebanon, su base reggimento logistico “Folgore”, con i suoi assetti trasporti e rifornimenti, ha percorso oltre 100.000 Km in due mesi di attività operative, nell’ambito della missione UNIFIL nel sud del Libano, per assicurare rifornimenti, mantenimento ed il trasferimento di materiali, mezzi e del personale da e per l’Italia.

L’unità logistica dell’Esercito, inquadrata nella brigata paracadutisti “Folgore”, ha provveduto anche alla movimentazione di oltre 110.000 litri d’acqua e 154.000 Kg di materiali per il rifornimento di tutte le basi italiane del Sector West  effettuando anche più di 5.500 ore di lavorazione per il ripristino dell’efficienza dei mezzi e degli equipaggiamenti. 

Le riparazioni, i costanti controlli di affidabilità e gli interventi programmati effettuati, hanno consentito di mantenere al massimo il livello di efficienza dei mezzi e materiali nel corso della Operational Readiness Inspection, attività ispettiva svolta da team delle Nazioni Unite e finalizzata a verificare la prontezza e l’efficienza dei reparti impiegati nelle missioni delle Nazioni Unite.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Le Forze Armate respingono con decisione le accuse della commissione uranio impoverito

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Roma, 8 febbraio 2018 – In merito alla “Relazione finale” presentata ieri dalla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, lo Stato Maggiore della Difesa ribadisce che le Forze Armate italiane mai hanno acquistato o impiegato munizionamento contenente uranio impoverito. 

Questa verità è emersa ed è stata confermata anche dalle commissioni tecnico-scientifiche ingaggiate dalle quattro commissioni parlamentari che, dal 2005 ad oggi, hanno indagato su tale aspetto. Centinaia di ispezioni in siti militari, in aree addestrative e poligoni, con decine e decine di analisi dei suoli e delle acque, hanno concordemente escluso la presenza di uranio impoverito proveniente da munizionamento e dispiace che questo dato, oggettivo e inoppugnabile, sia stato omesso nelle dichiarazioni pubbliche della commissione.

Le Forze Armate sottolineano inoltre che la salute del proprio personale viene tutelata adottando tutte le cautele e controlli sanitari periodici previsti. Questa attenzione è dedicata non solo al personale ma anche all’ambiente in cui si trova ad operare, tanto in Italia quanto all’estero. I vertici delle Forze Armate ad ogni livello, assolutamente consapevoli dei rischi insiti nella condizione militare, avvertono come prima responsabilità e dovere quello di preservare e difendere la salute del proprio personale in ogni circostanza.

Le Forze Armate respingono, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal professor Trenta, le inaccettabili accuse mosse dalla quarta commissione parlamentare d’inchiesta, ribadendo la totale disponibilità alla collaborazione, come dimostrato anche in sede di tavolo tecnico negoziale con la commissione, e sottolineano la assoluta trasparenza di tutte le loro attività.

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Fonte: Stato Maggiore Dufesa
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KFOR:  continua l’impegno per la stabilità e la sicurezza in Kosovo 

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Mitrovica (Kosovo), 5 febbraio 2018 – L’ammiraglio James Foggo III, comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli, e il generale di divisione Salvatore Cuoci, comandante di KFOR, si sono recati a Mitrovica ed hanno incontrato entrambi i sindaci del nord e del sud della città, rispettivamente il signor Goran Rakic e il signor Agim Bahtiri.

Il ponte principale di Mitrovica, conosciuto come “Austerlitz”, ha rappresentato negli anni il simbolo di una città divisa, ma la visita dell’ammiraglio Foggo III ha dimostrato che la NATO, specie dopo i recenti eventi in Mitrovica nord, è e resterà impegnata per la sicurezza e la stabilità del Kosovo e che i ponti non dividono ma uniscono. 

Il comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli, dopo aver attraversato il ponte insieme al generale Cuoci ed il sindaco di Mitrovica sud, Agim Bahtiri, hanno incontrato il sindaco della parte nord, Goran Rakic al quale hanno espresso le più sentite condoglianze per la recente perdita del padre.

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La presenza di entrambi i sindaci è stata di fondamentale importanza in quanto il mantenere buone relazioni è funzionale alla cooperazione e alla stabilità dell’area, specie dopo i recenti avvenimenti che hanno creato qualche preoccupazione tra la popolazione del Kosovo in merito a possibili tensioni. KFOR è sempre impegnata a preservare la sicurezza e ad assicurare la libertà di movimento per tutti i cittadini del Kosovo e svolge quotidianamente la sua missione per assicurare un futuro migliore con particolare riguardo ai giovani.

Il tempo del conflitto è ormai passato ed i ponti rappresentano il simbolo più forte del legame, della cooperazione e dell’armonia tra le genti, collegano i popoli e portano prosperità e tolleranza.

L’ammiraglio Foggo III ha espresso il suo profondo apprezzamento ad entrambi i sindaci per la loro significativa presenza ed ha assicurato il supporto della NATO, attraverso KFOR, al fine di implementare sempre di più le relazioni tra il nord ed il sud della città. L’ammiraglio ha inoltre rivolto al generale di divisione Salvatore Cuoci il suo ringraziamento per l’importante e delicato lavoro che sta svolgendo per la popolazione del Kosovo ed il futuro della regione attraverso il quotidiano e costante impegno di KFOR, nel nome del motto “Enduring Commitment” che lo caratterizza in qualità di 22° comandante di KFOR.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Kosovo
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Iraq: militari italiani coadiuvano le forze di sicurezza irachene, riaperta la strada principale tra Mosul e Duhok

TF Praesidium - La movimentazione dei Check-point per garantire la compl...

Mosul (Iraq), 19 gennaio 2018 – Le forze di sicurezza irachene hanno permesso la riapertura, dopo oltre tre anni, della principale strada che collega la città di Mosul con la vicina provincia di Duhok, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Nell’ambito del processo di normalizzazione dell’area della diga di Mosul, i militari italiani hanno coadiuvato le forze di sicurezza irachene e curde nella realizzazione di una cornice di sicurezza che consentisse alla popolazione di potersi nuovamente muovere liberamente attraverso le due province. Con la riapertura dei check point lungo il confine della regione autonoma del Kurdistan, infatti, migliaia di famiglie potranno ritrovarsi, dopo diversi anni di separazione, e il processo di stabilizzazione potrà svilupparsi anche su una delle principali direttrici del nord dell’Iraq.

Nel corso della prima fase, i mezzi della TF hanno scortato quasi 1200 v...

Chiusa alla fine del 2014, dopo che le forze irachene e curde avevano limitato l’espansione di Daesh, dalla provincia di Ninewa (Mosul) a quella di Duhok, la strada era rimasta inaccessibile al transito attraverso la Kurdish Defence Line che segnava il principale fronte difensivo dalle forze del sedicente stato islamico. La sua chiusura aveva tuttavia impedito, per anni, di poter mantenere le relazioni tra le due aree ed in molti casi, non aveva più permesso alle famiglie di mantenere rapporti, influenzando anche l’economia dell’area.

TF Praesidium - La riarticolazione dei Check-point è stata accompagnata ...

La riapertura dell’importante arteria stradale rappresenta un altro rilevante indicatore del miglioramento della situazione della sicurezza nell’area della diga di Mosul e raffigura concretamente l’importante lavoro svolto dai militari italiani che, in coordinamento con le forze di sicurezza irachene e curde, hanno tangibilmente favorito il processo di normalizzazione. In tale contesto, fondamentale si è rivelata sia la presenza sul terreno dei nostri militari presso la diga sia il lavoro svolto dagli addestratori dell’Esercito che, in questi ultimi anni, hanno trasferito alle forze dell’esercito e della polizia irachene e curde le capacità operative necessarie per sconfiggere ISIS e per ritornare verso una situazione di normalità.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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