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Difesa: la fregata Espero si unisce all’operazione NATO Sea Guardian

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Souda (Creta), 27 giugno 2018 – Partita lo scorso 25 giugno dal porto di Taranto, oggi la fregata Espero della Marina Militare ha raggiunto il porto di Souda, nell’isola greca di Creta, per partecipare all’Operazione Sea Guardian della NATO.

L’unità della Marina, dopo una fase di integrazione e addestramento con le altre navi alleate, lascerà il porto greco il 29 giugno, per iniziare le operazioni di pattugliamento nel Mediterraneo orientale sotto il controllo operativo dell’Allied Maritime Command (MARCOM) di Northwood.

Nata dopo il summit NATO di Varsavia del luglio 2016, l’operazione Sea Guardian continua le attività svolte nella precedente operazione Active Endeavour, istituita in risposta agli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti dell’11 settembre 2001.

Sea Guardian è una operazione altamente flessibile che è in grado di garantire un ampio spettro di compiti operativi di sicurezza marittima che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse (Maritime Situational Awareness) e il contrasto al terrorismo marittimo, assicurando nel contempo la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime Security Capacity-Building). Oltre a queste attività le forze navali assegnate all’operazione possono esercitare l’interdizione marittima, la tutela della libertà di navigazione, la protezione delle infrastrutture marittime sensibili e il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa.

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La fregata Espero, al comando del capitano di fregata Alberto Fiorentino, è un’unità missilistica e anti sommergibile appartenente alla Classe Maestrale. Costruita a Riva Trigoso la nave è stata varata il 19 novembre 1983 ed è entrata in servizio il 4 maggio 1985. La nave ha un equipaggio di circa 160 uomini e donne, comprensivo dei team specialistici della Brigata Marina San Marco e della componente aerea della Marina Militare con un elicottero AB212 imbarcato.

La nave rimarrà nel gruppo navale NATO fino al prossimo 17 luglio.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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I militari della brigata Marina San Marco addestrano le forze speciali della Marina libica

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Brindisi, 17 maggio 2018 Il 15 maggio è terminata presso la Caserma Ermanno Carlotto di Brindisi la seconda edizione del corso di indottrinamento anfibio per il personale della Marina libica. 

Durante la cerimonia conclusiva presieduta dal comandante del 1° reggimento San Marco, capitano di vascello Francesco Marino, ed alla presenza del capo della sezione militare dell’ambasciata libica in Roma sono stati consegnati a dieci militari appartenenti alle Forze Speciali della Marina libica gli attestati di frequenza quale riconoscimento del traguardo professionale raggiunto.

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Il corso, svolto presso la brigata Marina San Marco della Marina Militare italiana, ha visto per sei settimane i militari libici impegnati in un intenso addestramento tattico in ambiente anfibio ed in numerose attività formative a difficoltà crescente, con l’obiettivo di incrementare le capacità operative dello stesso personale straniero giunto in Italia lo scorso 5 aprile.

I militari della Marina libica hanno suggellato il momento formativo con una esercitazione finale anfibia, della durata di 48 ore, pianificata e condotta presso il polo addestrativo anfibio della Marina Militare dell’isola delle Pedagne, sotto la supervisione del personale Istruttore della Brigata Marina San Marco.

Il corso di indottrinamento anfibio rappresenta una preziosa occasione di cooperazione tra il personale appartenente alle Marine italiana e libica, e costituisce un valore aggiunto nel dialogo tra i due Paesi.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Nave Alghero termina l’esercitazione multinazionale “Spanish minex 2018”

Dopo una sosta nel porto di Palma di Maiorca le unità navali del gruppo NATO proseguono l’attività in Mediterraneo.

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Palma di Maiorca, 15 maggio 2018Il cacciamine della Marina Militare Alghero ha terminato l’esercitazione multinazionale “Spanish Minex 2018” e dopo una breve sosta nel porto di Palma di Maiorca è ripartito oggi per proseguire le attività in mare insieme all’unità inglese Enterprise, al cacciamine turco Anamur e al cacciamine spagnolo Segura che costituiscono lo Standing Nato Mine Counter Measures Group 2 (SNMCMG2).

La “Spanish Minex” è un’esercitazione multinazionale con cadenza annuale che si svolge nelle acque antistanti le Isole Baleari e che quest’anno, oltre alle unità navali inserite nel gruppo NATO, ha visto la partecipazione dei cacciamine della marina spagnola, dell’unità della marina greca Evropi e del dispositivo europeo COMEUROMARFOR, composto dalla corvetta portoghese Viana do Castello e dal cacciamine spagnolo Duero.

L’esercitazione, iniziata lunedì 30 aprile con la partenza delle unità navali dal porto di Mahon, ha permesso agli equipaggi di addestrarsi nella ricerca e neutralizzazione di mine navali, rappresentate da simulacri inerti, ed è stata condotta simulando una situazione di crisi internazionale tra due Paesi, con un alto livello di minaccia nemica di superficie e aerea per le navi della coalizione.

Inoltre, ha visto la presenza eccezionale del Centre for Maritime Research and Experimentation (C.M.R.E.), imbarcato a bordo dell’Enterprise con l’obiettivo di testare le capacità degli Autonomous Underwater Vehicles (AUVs) in supporto alle operazioni di contromisure mine.

Il dispositivo NATO, che fornisce all’alleanza una capacità operativa indispensabile per assicurare in tempo di crisi il libero accesso ai porti e la sicurezza della navigazione, proseguirà in questi giorni la navigazione verso le coste siciliane per partecipare all’esercitazione nazionale Mare Aperto e Italian Minex svolgendo attività di sorveglianza marittima, controllo del traffico mercantile ed esercitazioni con l’obiettivo di mantenere un adeguato livello addestrativo e conseguire una migliore interazione tra gli equipaggi delle diverse nazionalità.

 

Approfondimenti:

Nave Alghero, al comando del tenente di vascello Davide E. Tamborini, è la terza unità cacciamine della classe Gaeta consegnata alla Marina Militare nel marzo 1993. L’unità, composta da un equipaggio di 44 militari, è in grado di svolgere attività di localizzazione, identificazione, neutralizzazione di mine navali, residuati bellici e di ordigni per garantire la sicurezza della navigazione. Per effettuare queste operazioni l’unità è dotata di veicoli subacquei filoguidati Remotely Operated Vehicle (ROV) e si avvale di operatori del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare. Nel 2015 ha terminato importanti lavori che hanno interessato l’apparato sonar, la camera iperbarica e modifiche strutturali al fine di rendere ancor più performante l’Unità. Il sonar e la camera iperbarica sono apparecchiature peculiari e indispensabili alle attività operative della nave per la  localizzazione, identificazione e neutralizzazione di mine navali, residuati bellici e di ordigni che possono essere presenti in mare mettendo a rischio la sicurezza delle navi in transito. L’unita, nel corso delle sue attività, viene inoltre impiegata  per la protezione degli interessi della nazione come il controllo delle frontiere marittime, la salvaguardia ed il soccorso delle vite umane in mare e la sorveglianza del rispetto dell’ecosistema marino con finalità antinquinamento. 

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Il gruppo SNMCMG2 è uno dei quattro gruppi navali permanenti che compongono la forza marittima di reazione rapida della NATO. Il gruppo di contromisure mine, infatti, fornisce all’alleanza una capacità operativa indispensabile per assicurare, in tempo di crisi, il libero accesso ai porti e la sicurezza della navigazione. La forza marittima multinazionale, attualmente comandata dal Commander Justin HAINS della Royal Navy imbarcato sull’Unità multi-ruolo HMS Enterprise, è composta, oltre che dal cacciamine della Marina Militare italiana, dal cacciamine della Marina Militare turca TCG ANAMUR e dal cacciamine della Marina Militare spagnola ESPS SEGURA.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa / Marina Militare
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Termina l’impegno della fregata Espero nell’operazione NATO Sea Guardian

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Souda (Creta), 14 maggio 2018 – Da oggi a mercoledì 16 maggio, la fregata Espero della Marina Militare sosterà nel porto di Souda, nell’isola di Creta (Grecia), al termine del suo impegno nell’ambito dell’operazione NATO Sea Guardian.

Nave Espero è partita lo scorso 23 aprile dalla base navale di Taranto e dopo una fase di integrazione e addestramento con le altre navi alleate, il 28 aprile ha iniziato le operazioni di pattugliamento nel Mediterraneo orientale.

La Sea Guardian è una operazione altamente flessibile in grado di assolvere un ampio spettro di compiti nell’ambito della sicurezza marittima che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse (Maritime Situational Awareness) e il contrasto al terrorismo marittimo, assicurando nel contempo la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime Security Capacity-Building).

Oltre a queste attività, le forze navali assegnate all’operazione, quando specificatamente autorizzate, possono effettuare attività di interdizione marittima, di tutela della libertà di navigazione, di protezione delle infrastrutture marittime sensibili e il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Nave Espero al comando del capitano di fregata Giorgio Occhetto, è una fregata anti sommergibile appartenente alla Classe Maestrale. Varata il 19 novembre 1983 ed entrata in servizio il 4 maggio 1985, la nave ha un equipaggio di circa 160 militari, tra uomini e donne, comprensivo dei team specialistici della brigata Marina San Marco e della componente aerea della Marina Militare con un elicottero AB212 imbarcato.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Marina Militare: la fregata Espero si unisce all’operazione Sea Guardian della NATO

L’unità navale è partita da Taranto il 23 aprile e sarà inserita nel gruppo NATO fino a metà maggio

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Taranto, 24 aprile 2018 – La fregata Espero della Marina Militare è partita il 23 aprile dalla base navale di Taranto, per partecipare all’operazione Sea Guardian della NATO.

La nave raggiungerà nei prossimi giorni il porto di Aksaz, in Turchia, per ricongiungersi al gruppo navale della NATO. Nave Espero dopo una fase di integrazione e addestramento con le altre navi alleate, lascerà il porto turco lunedì 28 aprile, per iniziare le operazioni di pattugliamento nel Mediterraneo orientale, che termineranno il prossimo 13 maggio.

Nata dopo il summit NATO di Varsavia del luglio 2016, l’operazione Sea Guardian sostituisce la precedente operazione Active Endeavour, che era stata istituita in risposta agli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti dell’11 settembre 2001. Sea Guardian è una operazione altamente flessibile che è in grado di garantire un ampio spettro di compiti operativi di sicurezza marittima che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse (Maritime situational awareness) e il contrasto al terrorismo marittimo, assicurando nel contempo la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime security capacity-building). Oltre a queste attività le forze navali assegnate all’operazione possono esercitare l’interdizione marittima, la tutela della libertà di navigazione, la protezione delle infrastrutture marittime sensibili e il contrasto alla proliferazione delle armi di distruzione di massa.

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La fregata Espero, al comando del capitano di fregata Giorgio Ochetto è un’unità missilistica e anti sommergibile appartenente alla classe maestrale. Costruita nei cantieri navali di Riva Trigoso, la nave è stata varata il 19 novembre 1983 ed è entrata in servizio il 4 maggio 1985. La nave ha un equipaggio di circa 160 uomini e donne, comprensivo dei team specialistici della brigata Marina San Marco e della componente aerea della Marina Militare con un elicottero AB212 imbarcato.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Marina Militare: il cacciamine Alghero si unisce alla forza contro misure mine della NATO

Nave Alghero navigherà fino a Port Mahon con le altre navi della forza NATO, per unirsi ufficialmente al gruppo di contromisure mine il 27 aprile.

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Roma, 23 aprile 2018 – Il cacciamine Alghero della Marina Militare è partito oggi dalla base navale della Spezia con destinazione Port Mahon (isola di Minorca, Spagna) per ricongiungersi dal prossimo 27 aprile alle unità del Secondo Gruppo di Contromisure Mine della NATO (NATO – SNMCMG2), la forza marittima multinazionale integrata che opera per garantire la salvaguardia delle vie di comunicazione marittime e gli accessi ai porti dalla minaccia di mine navali.

Il gruppo navale SNMCMG2, alle dipendenze dell’Allied Maritime Command con sede a Northwood (UK), è attualmente composto oltre che dalla nave della Marina Militare, dall’unità inglese Enterprise, con a bordo lo staff di comando del gruppo navale, dal cacciamine spagnolo Segura e dal cacciamine turco Anamur, che navigheranno insieme a nave Alghero prima di far ingresso a Port Mahon.

Durante il periodo di aggregazione, le unità della SNMCMG2 svolgeranno l’esercitazione annuale Spanish Minex prima di fare sosta a Palma di Majorca e successivamente dirigeranno verso le coste siciliane per partecipare all’esercitazione nazionale Mare Aperto e Italian Minex.

La SNMCMG2 è uno dei quattro gruppi navali permanenti che compongono la forza marittima di reazione rapida della NATO. Il gruppo di contromisure mine fornisce all’alleanza una capacità operativa indispensabile per assicurare, in tempo di crisi, il libero accesso ai porti e la sicurezza della navigazione. I gruppi permanenti si addestrano continuamente con i paesi alleati e partner, partecipando ad esercitazioni nazionali o multinazionali, in modo da incrementare l’interoperabilità e mantenere alto il livello di addestramento.

Nave Alghero, al comando del tenente di vascello Davide Tamborini, è un cacciamine costiero (Mine Hunter Coastal – MHC) della classe Gaeta, consegnata alla Marina Militare nel marzo 1993, e assegnato alla 54ª squadriglia dragamine costieri (COMSQUADRAG 54) con sede a La Spezia. L’unità ha un equipaggio di 44 militari ed è in grado di svolgere attività di localizzazione, identificazione, neutralizzazione di mine navali, residuati bellici e di ordigni, per garantire la sicurezza della navigazione. Per effettuare queste operazioni l’unità è dotata di veicoli subacquei filoguidati Remotely Operated Vehicle (ROV) e si avvale di operatori del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare.

Nave Alghero lascerà il gruppo NATO ai primi di giugno 2018, per fare rientro nel porto di La Spezia.

  

NAVE ALGHERO

7c231a3b-ca6b-499c-9d56-79a6e6985d57nave algheroMediumNave Alghero è un’unità tipo Mine Hunter Coastal (Cacciamine Costiero) dotata di un sofisticato sistema sonar che può essere filato sino a 50 metri, e di due veicoli filoguidati (ROV – Remote Operated Vehicle), tramite i quali è possibile rilevare e investigare ogni oggetto che giace sui fondali marini sino a profondità di circa 600 metri.

L’8 luglio del 1994 l’unità ha fatto il suo ingresso nel porto di Alghero e dopo due giorni le è stata consegnata la bandiera di combattimento, offerta dalla Associazione Nazionale Marinai d’Italia, sezione di Alghero.

Attività di nave Algero:

  • Nel 1995 campagna addestrativa in Nord Europa, durante la quale ha ottenuto la certificazione NATO presso il centro MCM di Ostenda, esercitazione Ariadmi 95 ed esercitazione Damsel Fair 95 in Turchia.
  • 1995/1996 operazione IFOR in Mar Adriatico, per lo sminamento delle acque interessate dal conflitto dell’ex Jugoslavia, esercitazioni multinazionali Destined Glory 96 e Matador 96.  
  • Nel 1999 è tornata in Mar Adriatico per le operazioni di sminamento in seguito alla guerra nel Kosovo. 
  • Nel 2000 ha preso parte per la prima volta al dispositivo NATO di Contromisure Mine operante in Mar Mediterraneo, allora denominato MCMFORMED, dislocando prevalentemente in Mediterraneo Centro-Orientale e Mar Adriatico, ove ha partecipato all’Operazione Allied Harvest II. 
  • Nel 2001 dislocata in Mar Adriatico insieme ad altre unità della componente MCM.  
  • Nel 2005 dispositivo NATO di contromisure mine, ora denominato SNMCMG2, svolgendo attività multinazionale in Mar Balearico, Mediterraneo Orientale, Mar Nero e Mar Rosso.  
  • Nel 2007 campagne Route Survey in porti nazionali ed una bonifica ordigni nelle acque del Mar Ligure svolte.
  • Nel 2008 attività addestrativa specialistica in Mar Ligure, effettuando successivamente una lunga sosta lavori. 
  • Negli anni 2010 e 2011, oltre ad una serie di esercitazioni specialistiche, è stato condotto il previsto iter di addestramento, valutazione dell’efficienza bellica e certificazione dell’Unità, peraltro effettuato anche in presenza di personale valutatore del Centro Addestramento NATO di EGUERMIN (Ecole de Guerre des Mines).

Acquisita la certificazione NATO, nel primo quadrimestre del 2012 l’Unità ha preso nuovamente parte al dispositivo multinazionale di contromisure mine SNMCMG2, solcando le acque del Mediterraneo centrale, occidentale e Oceano Atlantico.

Nonostante il principale impiego operativo sia orientato ad operazioni di bonifica di aree marine con presenza di ordigni, per le peculiarità che la caratterizzano, l’unità si presta anche ad attività complementari.

Queste ultime si sono concretizzate nel tempo in collaborazioni con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con la Magistratura nazionale e con altri Enti e Dicasteri dello Stato, tutti a vario titolo interessati ad esplorare le profondità marine con lo scopo di ricercare e investigare relitti di navi o aeromobili, reperti di interesse storico o qualunque altro oggetto giacente sui fondali, anche per scopi legati alla preservazione dell’ecosistema marino, sovente con finalità scientifiche. Inoltre, disponendo di camera iperbarica multiposto, e personale sanitario specializzato in fisiopatologia subacquea, l’unità può essere utilmente impiegata in supporto di operazioni di subacquei operanti anche a quote profonde. Allo scopo la Nave, all’evenienza, dispone di personale palombaro che consente la possibilità di immersione sino a 60 metri.

L’unita, nel corso delle sue attività, viene inoltre impiegata per la protezione degli interessi della nazione come il controllo delle frontiere marittime, la salvaguardia ed il soccorso delle vite umane in mare e la sorveglianza del rispetto dell’ecosistema marino con finalità antinquinamento.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Marina: elicottero cade in mare, morto un membro dell’equipaggio, cordoglio del generale Graziano e del generale Vecciarelli

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Roma, 6 aprile 2018 – Un elicottero della Marina Militare imbarcato su nave Borsini, unità impegnata nell’operazione “Mare Sicuro” nel Mediterraneo centrale, ha impattato sull’acqua durante un’attività addestrativa notturna programmata, nel Mediterraneo. Morto un membro dell’equipaggio, il capo di 1ª classe Andrea Fazio. 

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano ha espresso cordoglio alla famiglia del sottufficiale Andrea Fazio, a nome delle Forze Armate e suo personale. Il maresciallo Andrea Fazio era specialista di volo. Il generale Graziano augura pronta guarigione agli altri quattro componenti dell’equipaggio tratti in salvo, ora in prognosi riservata ed esprime vicinanza a tutta la Marina Militare per la triste notizia.

Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, ha espresso il profondo cordoglio suo personale e degli uomini e le donne della Forza Armata per la notizia del decesso.

Il generale Vecciarelli si dice “profondamente addolorato per il tragico incidente. La commossa vicinanza mia e dell’Aeronautica Militare va alla famiglia del giovane sottufficiale e a tutta la Marina Militare.”

Le attività di soccorso per il recupero dell’equipaggio sono scattate con immediatezza.

In corso gli accertamenti per appurare i motivi dell’incidente.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa - Immagine: Marina Militare
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