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La Difesa rafforza la propria presenza nelle zone del sisma e del maltempo

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Roma, 21 gennaio 2017 – Il dispositivo della Difesa si è ulteriormente rafforzato in queste ultime ore, portando il contributo di donne e uomini delle Forze Armate a oltre 3.300 unità, con 1370 mezzi – tra speciali del genio, cingolati e ruotati – e ben 36 elicotteri. Si incrementa anche il contributo della Marina Militare, che nella notte ha fatto giungere in zona circa 60 fucilieri di Marina della Brigata San Marco, per dare maggior impulso alle attività di sgombero della neve dai centri abitati.

Procede quindi l’attività di concorso delle Forze Armate alla Protezione Civile nel tentativo di portare soccorso alla popolazione e alleviare i disagi causati dall’eccezionale concomitanza dello sciame sismico e del maltempo in Italia Centrale. Unità militari continuano ad operare nell’area del cratere – e lo stanno facendo ininterrottamente dal 24 agosto scorso – ed altre se ne sono aggiunte, tra Teramo e Chieti, per eseguire gli interventi più diversificati, come da richiesta della Protezione Civile.

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Il personale delle Forze Armate sta operando, fianco a fianco con i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, i volontari e la Protezione Civile, in condizioni di estrema difficoltà e senza sosta: nel teramano è stato effettuato un intervento di recupero e evacuazione di una persona disabile rimasta isolata e sono state raggiunte alcune frazioni dove si è provveduto ad assistere la popolazione per le esigenze immediate.

In particolare, una squadra di Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti ha raggiunto l’abitato di Coronella, nella Valle Castellana, completamente isolato da giorni. È stato necessario utilizzare gli elicotteri e, vista l’impossibilità di atterrare, il personale è stato sbarcato con la tecnica del fast rope, cioè calandosi con una fune dall’elicottero in volo stazionario. Sono così stati presi i contatti con gli abitanti e si sta organizzando la consegna di generi di prima necessità e medicinali. La squadra di soccorso è quindi rimasta tutta la notte in zona, per cercare di raggiungere altre abitazioni isolate. Analoga attività è condotta, in queste ore, nelle frazione di Vallefara e Ceraso, sempre nella Valle Castellana, con l’obiettivo di raggiungere un centinaio di persone che risultano totalmente isolate.

Continua, inoltre, l’attività delle squadre di ricerca e soccorso del 9° reggimento alpini presso l’hotel Rigopiano.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

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L’ammiraglio Valter Girardelli è il nuovo capo di Stato Maggiore della Marina

Cambio al vertice della Marina: questa mattina, alla presenza di ministro della Difesa, Roberta Pinotti, si è svolta la cerimonia di avvicendamento.

Roma, 22 giugno 2016 – Cambio al vertice della Marina Militare tra gli ammiragli Giuseppe De Giorgi e Valter Girardelli.

L’avvicendamento, sancito simbolicamente dal passaggio della Bandiera di Guerra della Marina, questa mattina a Palazzo Marina alla presenza del ministro Pinotti. L’ammiraglio Girardelli assume l’incarico dopo aver ricoperto, dal 10 marzo 2015, quello di capo di Gabinetto del ministro della Difesa.
 
Questi passaggi di testimone e di responsabilità sono dovuti all’inevitabile scorrere del tempo, ma ritengo anche che siano proficui, a tutti i livelli, per la vita e la crescita delle organizzazioni” ha detto il ministro Pinotti nel suo discorso, in quanto permettono “alle energie e alle potenzialità di nuovi leader militari di esprimersi compiutamente, fino al livello dei massimi vertici”.

Alla cerimonia erano presenti anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, i sottosegretari di Stato alla Difesa, Domenico Rossi e Gioacchino Alfano, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano,  oltre a numerose altre autorità delle Forze Armate e civili.  

Questo il discorso del nuovo capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Valter Girardelli: 

Signor Ministro della Difesa, Onorevoli Rappresentanti del Parlamento, autorità di Governo, signor capo di Stato Maggiore della Difesa, autorità civili, religiose e militari, signore e signori, ma, soprattutto, ufficiali, sottufficiali, graduati, marinai e personale civile della Marina, mi risuonano alla mente, alte nella loro semplicità e nel loro valore perenne, le parole del giuramento, fatto oltre quaranta anni fa nel Piazzale dell’Accademia navale, parole di dovere e disciplina, di Patria e onore.

Sento fortissima, in questo momento, la presenza, persistente, radicata e ispiratrice, di questi valori, nell’assumere il Comando della Marina Militare. In questi valori, ho sempre creduto, credo e in essi continuerò a trovare vocazione.

 Esprimo, con la solennità del caso, questo mio impegno, indirizzandolo a tutti gli appartenenti alla Marina, alle altre Forze Armate ai Corpi Armati e non armati dello Stato , al vertice militare della Difesa, al Ministro della Difesa, al Governo e a tutte le istituzioni repubblicane, autorevolmente rappresentate in questo piazzale e alle quali la Forza Armata è da sempre al servizio.

Mi sento onorato di questa presenza che mi conferisce testimonianza di fiducia e sostegno. Il mio primo pensiero deferente va alle istituzioni repubblicane, innanzitutto al capo dello Stato, comandante supremo delle Forze Armate.

Esprimo la mia gratitudine al Governo, che ha deliberato la mia nomina a questo incarico, in particolare al Presidente del Consiglio e, soprattutto, per la fiducia accordatami e la stima manifestatami, al Ministro della Difesa, al cui fianco ho avuto il privilegio di vivere una straordinaria esperienza professionale e umana, non ultimo nel periodo in cui ho ricoperto l’incarico di Capo di Gabinetto.

Al capo di Stato Maggiore della Difesa assicuro piena condivisione di intenti, con a mente comunque il superiore bene della Marina, componente fondamentale di uno strumento nazionale di difesa e sicurezza sempre più integrato, efficace, interoperabile, interforze, multidisciplinare, sempre più proteso verso impieghi ben oltre la dimensione prettamente militare delle capacità operative possedute.

Ho visto la nostra Forza Armata, nel corso della mia, quasi quindicennale esperienza interforze, progressivamente trasformarsi in una ottica di sempre maggiore competenza e professionalità, ho seguito lo sviluppo delle principali tematiche ad essa afferenti, sino ad avere la certezza che quella di oggi è una Marina di qualità, di primo livello, nei mezzi ma soprattutto nel personale, in tutte le componenti operative, di supporto, di formazione, di sostegno e di esecuzione amministrativa.

Le esigenze fondamentali di difesa e di sicurezza della Nazione, così come le essenziali necessità di presenza, di sorveglianza, di proiezione, di intervento, di flessibilità operativa, di incisione capacitiva, non solo conseguenti a obblighi internazionali, ma, soprattutto, a supporto di una “robusta” e ambiziosa agenda italiana di salvaguardia degli interessi nazionali, laddove gli stessi debbono essere protetti e consolidati, poggiano e debbono essere soddisfatte da questa Marina.

Una Marina che si colloca fra le migliori istituzioni del Paese, molto stimata e apprezzata fra le Marine del mondo: una grande Marina. Ad essa sono stati riservati e sono in corso interventi, di ampia portata, tesi al fine di continuare a rendere disponibile allo Stato assetti e capacità, in tutte e tre (e non tralascio di evocare la quarta, quella cibernetica) le dimensioni di impiego, sotto, sulla e sopra la superficie dei mari.

Lo sforzo e l’attenzione che il Governo, sotto le indicazioni e certo anche la direzione del Ministro della Difesa – a cui rivolgo il sentito apprezzamento e ringraziamento di tutta la Forza Armata -, ha riservato alla Marina, trovano tangibile segno nel programma di rinnovamento della linea delle fregate, nel programma di sostituzione delle linee più obsolete, nell’ammodernamento delle linee subacquee e di quelle elicotteristiche, nel mantenimento e rinnovo di quelle aeree, negli interventi per ripristinare l’efficienza lavorativa degli arsenali e degli stabilimenti di lavoro e in altri molteplici settori.

Non va sottaciuto che gli auspici sono superiori alle aspettative, che le aspettative sono superiori alle concrete possibilità e percorribilità nell’attuale contesto nazionale di riferimento.

Certo vi sono tematiche generali di sistema da superare, compressioni finanziarie da contenere, criticità da governare, ma credo che con pragmatismo, serietà, chiarezza di intenti, consapevolezza, umiltà e consapevole determinazione, si sapranno affrontare, in forma collegiale e condivisa, secondo un percorso coerente e proiettato in una ottica di risultato di medio-lungo termine.

Quello di oggi è un patrimonio di una Marina in evoluzione verso il futuro, basato sui saldi e sui migliori principi del passato, di cui siamo, di cui sarò, di cui saremo custodi fedeli e gelosi.

 Mi sento di rendere omaggio:

  •  a questa Marina;
  •  alla sua bandiera, simbolo delle più elette virtù militari e dei principi su cui si fonda la realtà comunità nazionale.
  • ai suoi caduti nell’adempimento del dovere, che guidano con il loro luminoso esempio di eroismo il nostro senso di emulazione, dando forza e certezza al nostro presente;
  • alle Associazioni d’Arma, che preservano tradizioni marinare intergenerazionali e risaldano legami e sentimenti tra personale in servizio e in congedo, oltre il grado e l’età;
  • a tutti coloro che sono stati per me “precettori emeriti”, colleghi, collaboratori, essi con i loro esempi, insegnamenti, consigli, incitamenti e impegni, mi hanno accompagnato e incoraggiato nel corso del mio lungo cammino professionale.

Tra i collaboratori desidero ricordare tutto il personale, militare e civile, con cui sono entrato in relazione nel corso degli anni. Riguardo il più recente passato, desidero esprimere un cenno specifico al personale dello Stato Maggiore della Difesa, del segretariato generale della Difesa e degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa, nonché al personale dirigenziale e di vertice della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio e degli altri Dicasteri che ringrazio per l’attenzione e perché no, anche, per la pazienza che ci hanno riservato.

Tra i colleghi desidero ricordare i compagni di accademia del corso Eleutheros e della 53^ Sessione Ordinaria/1^ sessione speciale  dell’Istituto Alti Studi Difesa, oggi presenti e ai quali va tutto il mio affetto e la mia riconoscenza.

Tra i “precettori emeriti”, meglio sarebbe chiamarli “maestri”, i miei predecessori che considero preziosi riferimenti e guide esperte.

Tra di loro l’Ammiraglio De Giorgi, che lascia oggi il servizio attivo a conclusione di una lunga e prestigiosa carriera e al quale porgo il saluto di tutta la Forza Armata e l’augurio per un futuro luminoso e ricco di ogni soddisfazione, bene e serenità. Ogni bene a te e alle persone a cui tieni, caro Giuseppe.

 Rivolgo ora il mio pensiero direttamente al “grande equipaggio della Marina Militare”:

  • agli ufficiali, ai sottufficiali, ai marinai, di bordo e di terra, a quanti di loro sono ora in mare, in cielo, o operano nell’ambito delle missioni loro assegnate, in patria e all’estero, con specifico cenno anche al personale del Corpo delle Capitanerie di Porto;
  • al personale civile, parte integrante e irrinunciabile della grande comunità marinara,
  • alle nostre famiglie e ai nostri affetti – che con noi condividono disagi e difficoltà, pronti a sacrificarsi giornalmente per consentirci di assolvere i nostri compiti, la nostra missione,
  • alle rappresentanze militari, che esercitano una funzione essenziale per migliorare la condizione militare,
  • alle organizzazioni sindacali, elementi di puntuale riflessione e stimolo verso l’arricchimento organizzativo, 

per stringerli tutti in un unico simbolico, caloroso, forte, grato e fraterno saluto.

Saluto, con l’occasione, il mondo dell’informazione e quello dell’industria per la vicinanza dimostrata e il sostegno che ci riservano.

Il tempo sarà galantuomo per tracciare e definire programmi, dare attuazione concreta al pensiero, realizzare gli intendimenti. Affronteremo le tematiche del presente nel segno della linearità con grande propensione alla innovazione.

Dobbiamo, infatti, volgere lo sguardo al futuro con fiducia, ottimismo, disponibilità al cambiamento, recependo appieno le esigenze dettate dal contesto che ci circonda: il futuro va governato, anticipato, trasformato in fattore di miglioramento e di progresso. Consolidamento, linearità e cambiamento, per assicurare alla Marina un domani  basato sul coraggio e sulla coerenza.

In ciò ci sosterranno e rappresenteranno guida e riferimento i contenuti del “Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”, laddove espone e rimarca l’ineludibile funzione abilitante, a livello interforze, intergovernativo e internazionale dello strumento marittimo, in tutte le sue componenti ed evidenzia l’importante ufficio delle relative capacità operative interforze, a cui lo stesso è chiamato a contribuire.

Con spirito innovativo e scevro da pregiudizi, soprattutto ideologici e settoriali, tracceremo il percorso di un programma di Forza Armata perfettamente innestato nel più ampio disegno della Difesa, apportando a quest’ultimo il nostro irrinunciabile bagaglio di cultura, di identità, di intelligenza e di buon senso marinaro.

Sarà posta la massima attenzione alle aspettative del personale, che so essere preparato, disponibile, serio, competente, pronto ad ogni sacrificio e applicazione, purché abbia e sia ben chiaro e definito il disegno strategico a cui tendere.

Perseguiremo l’efficienza e il rinnovamento dello strumento aeronavale, certi che una flotta moderna e addestrata, non è solo una esigenza di difesa e sicurezza, ma un forte fattore propulsivo nel campo tecnologico, delle capacità industriali, di posizionamento competitivo del sistema nazionale, di lavoro qualificato e di sostegno alla creazione e consolidamento di forti e amichevoli relazioni internazionali. Tale azione nel rispetto dei superiori indirizzi.

Dedicheremo pari e altrettanta attenzione, sempre ricercando la massima sinergia a livello integrato, interforze, interagenzia e con le realtà socio-economiche locali, alle strutture di supporto, alle aree in cui insistono basi aeronavali, logistiche, enti tecnici, centri di formazione.

 Desidero sintetizzare in una frase chiave i profili della mia futura azione di comando, richiamando un detto che proviene da lontano e che mi ha sempre ispirato “Solo chi non ha idee non le cambia”.

Sarà mia cura coinvolgere Voi, uomini e donne della Marina Militare, nelle scelte più importanti e strategiche per la Forza Armata, ascoltare i vostri contributi che so, già da ora, saranno propositivi e disinteressati, farvi partecipi delle decisioni di vertice e percorrere, insieme, il difficile, e non scevro di ostacoli, percorso per attuarle, con sempre a mente il detto che ho appena richiamato, che, in altra chiave di lettura, sottende autorevolezza e non autoritarismo.

(L’autorevolezza è anche contraddistinta dal silenzio, dalla riflessione, dalla mancanza di clamori, dalla consapevole appartenenza, dalla difesa dei diritti dei più deboli, dalla fedeltà agli impegni e alla parola data, da tutti gli altri valori che da sempre sono bagaglio incorruttibile dei Marinai).

E non lo faremo in una aurea e perfetta solitudine, ma insieme, sinergicamente e sistemicamente con il  capo di Stato Maggiore della Difesa, con i comandanti dell’Esercito, dell’Aeronautica, dei Carabinieri, con i comandanti di tutti i corpi armati e non dello Stato, con segretario generale della difesa/DNA, sotto l’attenta e lungimirante azione di indirizzo del Ministro della Difesa, certo che ci riserverà, Signor Ministro, la benevolenza e l’accompagno che voi, personale militare e civile della Marina, meritate per quanto avete sempre dimostrato i poter, di saper e di voler fare con totale dedizione e spiccato senso di servizio.

Sono certo che la Marina è in grado di raccogliere tutte queste impegnative sfide e, soprattutto di vincerle, per la grande tensione morale, lo spirito di attaccamento al dovere, l’abnegazione e perché no il soffio vitale “di genialità corsara”, l’iniziativa, lo spirito di indipendente applicazione, che da sempre contraddistingue chi va per mare.

Chi va per mare deve essere capace di guardare oltre l’orizzonte, di immaginare quanto accadrà, di premunirsi per assicurare risultati di primo livello, di avere doti quasi propiziatorie, queste le qualità e capacità che avrò modo in Voi di sollecitare, indirizzare e consolidare, e che vi chiedo di riservarmi. Ci attende un lavoro duro, impegnativo, coinvolgente.

Non ci dobbiamo nascondere le avversità e le difficoltà: per chi va per mare, non rappresentano una sorpresa.

Le affronteremo con animo sereno, sicuri di svolgere il nostro dovere, fiduciosi perché tutti noi possiamo contare, con certezza e rigore, sugli uomini e sulle donne della Marina, sulle loro menti, ma soprattutto sui loro cuori, cuori leali, incondizionati, tenaci, perseveranti, di onore, in Patria e sui mari del mondo.

Ho piena fiducia e come comandante sono fiero di voi. Non vi farò mancare il mio sostegno, la assidua presenza e la costante attenzione alle vostre esigenze. Dedicherò tutto me stesso con l’orgoglio, la determinazione, la passione di chi continuerà, ogni giorno, a prendere il mare con voi per il superiore interesse dell’Italia.

Viva la Marina. Viva l’Italia.

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Fonte: Ministero della Difesa, Marina Militare - Immagini: Ministero della Difesa

 

 

 

 

 


Marina Militare: dossier anonimo riferito al capo di Stato Maggiore della Marina

 Roma, 12 aprile 2016 – In merito al dossier di provenienza anonima pubblicato senza verifica delle fonti da parte di alcuni media, l’ammiraglio De Giorgi dichiara: “I fatti riportati sui giornali e nei servizi televisivi, attribuiti alla mia persona, sono del tutto infondati e ledono l’onore ed il decoro del sottoscritto. Sentito il mio avvocato, non ho potuto esimermi, per la mia posizione pubblica, dal querelare gli autori. La cosa personalmente mi amareggia, per il mio ben noto rispetto verso gli organi di stampa e verso la libertà di informazione. Auspico altresì che l’autorità giudiziaria possa individuare i calunniatori.

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Fonte: Marina Militare
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Marina Militare, operazione Mare Sicuro: soccorsi altri 700 migranti in poche ore

Palermo, 23 febbraio 2016 – Sono 731 i migranti soccorsi stamattina dalle navi della Marina Militare durante il pattugliamento dello Stretto di Sicilia nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro.

Nave Cigala Fulgosi intervenuta in soccorso a tre natanti, ha recuperato un totale di 407 migranti  tra cui 4 cadaveri.

Nave Bettica è intervenuta in assistenza a due imbarcazioni recuperando 219 migranti.

Nave Scirocco ha assunto il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso di un ulteriore gommone in precarie condizioni di galleggiamento, recuperando 105 migranti successivamente trasferiti sulla CP 941.

Le navi della Marina Militare sono inserite nel dispositivo aeronavale “Mare Sicuro” che svolge attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo Centrale al fine di assicurare la tutela degli interessi nazionali mediante la protezione delle linee di comunicazione, delle navi commerciali e delle piattaforme off-shore d’interesse nazionale.  

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Fonte e immagini: Marina Militare
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Marina Militare: le navi Bettica e Cigala Fulgosi soccorrono quasi 600 migranti nel fine settimana (video)

Nave Fulgosi, 21 febbraio: inizio soccorsi imbarcazioni

Nave Fulgosi, 21 febbraio: inizio soccorsi imbarcazioni

Palermo, 22 febbraio 2016 – Sono 599 i migranti soccorsi tra sabato e domenica dai pattugliatori Bettica e Cigala Fulgosi della Marina Militare durante il pattugliamento dello Stretto di Sicilia nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro.

Nave Fulgosi sabato 20 febbraio ha soccorso un gommone recuperando 122 migranti trasbordati successivamente sulla nave tedesca FGS Frankfurt impegnata nell’Operazione “Sophia” di Eunavfor Med. Ieri ha soccorso altre due imbarcazioni imbarcando 236 migranti che sono stati trasferiti sulla nave delle Capitanerie di Porto Dattilo.

Nave Bettica, 21 febbraio: screening sanitario

Nave Bettica, 21 febbraio: screening sanitario

Nave Bettica è intervenuta ieri in assistenza a due imbarcazioni in precarie condizioni di galleggiamento recuperando 241 migranti con donne e bambini. Tutti i migranti sono stati trasferiti sulla nave battente bandiera rumena MAI 0201.

I due pattugliatori della Marina Militare, al termine delle operazioni SAR, hanno ripreso il pattugliamento nell’ambito del dispositivo aeronavale “Mare Sicuro” che svolge attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo Centrale al fine di assicurare la tutela degli interessi nazionali mediante la protezione delle linee di comunicazione, delle navi commerciali e delle piattaforme off-shore d’interesse nazionale.

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Fonte e immagini: Marina Militare
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Marina Militare: nave Aliseo soccorre 290 migranti nello stretto di Sicilia

Roma,28 gennaio 2016 – Nave Aliseo della Marina Militare, inserita nel dispositivo aeronavale Mare Sicuro per la sicurezza delle acque del Mediterraneo centrale, ha soccorso 290 migranti da tre gommoni alla deriva al largo delle coste libiche.

Il terzo intervento di “Search and Rescue” (SaR), ancora in corso, ha visto l’equipaggio di nave Aliseo salvare 74 migranti da un gommone in affondamento, recuperando 6 salme.

L’elicottero di nave Margottini continua la ricerca di eventuali dispersi.

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Fonte e immagini: Marina Militare

Marina Militare: nave Aliseo e nave Spica soccorrono 453 migranti

Roma, 13 gennaio 2016 – Nella giornata di oggi la fregata Aliseo e il pattugliatore Spica della Marina Militare, inseriti nel dispositivo Mare Sicuro, hanno individuato e soccorso quattro gommoni in difficoltà, recuperando 453 migranti, di cui 44 minori.

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Fonte, immagini e video: Marina Militare

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