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Marina Militare, la portaerei Cavour esce dal bacino di carenaggio di Taranto

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Taranto, 26 novembre 2019 – La portaerei Cavour è uscita dal bacino di carenaggio “Edgardo Ferrati” dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, dopo aver ultimato i lavori di carenaggio iniziati lo scorso 20 luglio. Con le sue 27.000 tonnellate di stazza è la nave più grande a essere entrata nel bacino Ferrati dal secondo dopo guerra.

Dal dicembre 2018 l’unità della Marina Militare sta proseguendo la sosta in bacino per effettuare una serie di lavorazioni di ammodernamento e ristrutturazione, tra cui l’importante intervento di carenaggio periodico oltre alla metallizzazione del ponte di volo per contenere gli impatti termodinamici dei velivoli F 35B. I lavori allo scafo sono stati svolti attraverso l’applicazione di un ciclo di verniciatura all’avanguardia in termini di tutela dell’ambiente marino.

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Le opere di ammodernamento termineranno nella primavera del 2020 e sono stati eseguiti a cura del personale delle principali industrie nazionali di riferimento in ambito navale militare, come la Fincantieri e la Leonardo, ma anche grazie alla piccola-media impresa tarantina, oltre al concorso delle maestranze arsenalizie.

La scelta operata dalla Marina Militare di eseguire i lavori di trasformazione della portaerei Cavour nell’Arsenale di Taranto è espressione dell’impegno che la Forza Armata mette a sostegno della città in considerazione della ricaduta, in termini economici, sull’indotto del territorio. Inoltre, grazie all’acquisizione di nuove conoscenze e competenze tecniche, tecnologiche e di ingegneria logistica, si è mirato a valorizzare la locale cantieristica navale e a fronteggiare le future esigenze delle unità della flotta per il prossimo quadriennio come le nuove Fregate e i nuovi pattugliatori polivalenti d’Altura.

L’Arsenale Militare Marittimo si conferma quindi la più importante realtà produttiva della Difesa, fortemente integrato nel tessuto produttivo della città dei due mari e volano di prospettive di sviluppo e crescita per l’industria nazionale e locale.

Al termine delle attività manutentive, la portaerei Cavour dovrà affrontare un periodo di addestramento propedeutico alla successiva partenza per gli Stati Uniti, dove condurrà alcuni test con i velivoli F 35B a bordo.

La nave e la sua componente aeronavale imbarcata sono capacità specialistiche della Marina Militare, determinanti per la sicurezza del Paese, quali strumenti flessibili e proiettabili a distanza e in grado di assicurare la difesa degli interessi nazionali “sul mare e dal mare”.

Con l’ingresso in linea dei nuovi velivoli, la Marina Militare, la US Navy e la Royal Navy britannica saranno le uniche marine al mondo a disporre di portaerei in grado di operare con i velivoli F 35.

Scheda tecnica di Nave Cavour

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Nave Cavour (CVH 550) è una portaerei STOVL (Short Take Off and Vertical Landing) italiana, costruita da Fincantieri, ed entrata in servizio per la Marina Militare italiana nel 2009.

È la nave sede dell’insegna del comandante in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) da cui dipende organicamente: è pertanto la nave ammiraglia della Marina Militare e il suo comandante prende l’appellativo di “Comandante di Bandiera”.

La portaerei Cavour prende vita da un progetto degli anni 90, sancito tramite un contratto tra la Direzione Generale degli Armamenti Navali (NAVARM) e la Fincantieri, firmato nel novembre del 2000, nato per dotare la Marina Militare di una vera e propria Portaerei.

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La Cavour, un progetto interamente italiano, rappresenta l’investimento tecnologico più importante del sistema industria difesa nazionale; la nave è stata impostata nel cantiere di Riva Trigoso (GE) il 17 luglio del 2001.

Per le sue dimensioni, è stata realizzata in due distinti tronconi: il varo, della sola parte poppiera, è avvenuto il 20 luglio del 2004 nel cantiere navale genovese alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; successivamente, lo scafo varato è stato trasferito a Muggiano (SP) per essere unito alla parte prodiera. Il 15 settembre 2004, con il congiungimento della prora è terminata la prima fase di impostazione della nuova ammiraglia della Marina Militare.

Ha ricevuto, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche militari e civili dello stato, la Bandiera di Combattimento il 10 giugno 2009.

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La costruzione di Nave Cavour ha tenuto conto della necessità dell’impiego dual use. Da un lato l’unità riveste un ruolo centrale nelle missioni di proiezione, sul mare e dal mare, nei vari contesti organizzativi, tanto a carattere interforze che multinazionale.

La nave risponde all’interesse di disporre di uno strumento navale con elevate capacità di Comando e Controllo, da impiegare quale strumento operativo per la gestione di qualsiasi tipo di operazione necessaria per la sicurezza globale e la tutela degli interessi del Paese nel mondo. Dall’altro la capacità di portare, con tempestività e grande autonomia logistica, un potenziale di intervento in zone in cui si sia verificato un disastro ambientale o in aree in cui si richiede un soccorso umanitario, con una spinta versatilità e flessibilità. In tale contesto si inquadra la missione umanitaria White Crane a favore alla popolazione di Haiti a seguito del rovinoso terremoto del gennaio 2010. L’intervento ha fornito un eloquente esempio delle potenzialità del Cavour: con la moderna area ospedaliera e le elevate caratteristiche di autonomia logistica, mobilità e flessibilità, sono stati raggiunti risultati importanti in termini di assistenza e benefici per la popolazione haitiana.

Arsenale Militare Marittimo Taranto

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L’Arsenale Militare Marittimo di Taranto è un arsenale di grande potenzialità per la quantità e la qualità del personale impiegato, per la consistenza e la funzionalità delle infrastrutture, degli impianti e dei mezzi ed attrezzature di lavoro in dotazione. Fa parte dell’area tecnica-industriale della Difesa (di cui rappresenta, con i quasi 2400 dipendenti civili, l’Ente anche numericamente più importante) e i suoi compiti consistono principalmente nell’assicurare il supporto e l’efficienza delle unità navali, secondo un programma annuale di soste lavori e di interventi che viene proposto dallo Stato Maggiore, concordato ed approvato dall’Ispettorato Navale Logistico, previo esame congiunto con lo Stabilimento.

Schermata 2019-11-26 alle 23.41.15L’arsenale, per i particolari compiti ad esso devoluti, oltre a rappresentare uno stabilimento di lavoro vero e proprio, costituisce una struttura tecnico-logistica di grande rilievo. Infatti, dovendo assicurare la disponibilità e la prontezza operativa delle Navi della M.M., non solo interviene per la manutenzione e la riparazione di apparati ed impianti dal contenuto tecnologicamente elevato, ma provvede anche al complesso e significativo supporto necessario ad una nave ai lavori (erogazione di aria compressa, acqua, energia elettrica, disponibilità di mezzi di trasporto e di sollevamento, bacini di carenaggio, ecc.); al controllo delle lavorazioni eseguite a bordo dall’industria privata (assicurando che le stesse rispondano ai requisiti di qualità previsti dagli standard M.M.), all’acquisto di materiali e componenti non a controllo centralizzato destinati direttamente alle Unità Navali.

In aggiunta ai compiti istituzionali, l’Arsenale è chiamato a svolgere, nei limiti e con le modalità previste dai regolamenti e dalle leggi in vigore, attività che, seppure di carattere secondario sono altrettanto importanti e significative: assistenza alla Protezione Civile, interventi nelle calamità naturali, supporto alle Unità Navali appartenenti ad altre Forze Armate ed alla Marina Mercantile, assistenza ai barotraumatizzati.

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Marina Militare: inaugurato l’anno accademico 2019/2020 degli istituti di formazione

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Livorno, 21 novembre 2019 – L’anno accademico 2019-2020 degli Istituti di Formazione della Marina Militare è stato inaugurato con una cerimonia alla presenza del capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone.  Presenti all’evento numerosi esponenti del mondo universitario, a testimonianza sia dell’importanza che la formazione riveste per la Marina Militare che della collaborazione avviata tra la Forza Armata e i diversi atenei italiani, tra i quali Pisa: Genova, Napoli, Venezia, Trieste e Bari.

L’inaugurazione dell’Anno Accademico ha coinvolto tutti gli istituti di formazione della Marina Militare e i loro frequentatori: Accademia Navale di Livorno, Scuole Sottufficiali di Taranto e La Maddalena, Scuola Navale Francesco Morosini, dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia e Scuola Telecomunicazione delle Forze Armate di Chiavari.

Gli ambiti formativi della Marina Militare si sono evoluti di pari passo con lo sviluppo tecnologico delle nuove costruzioni navali, da quelli tecnico-professionali connessi alla formazione di base a quelli di livello universitario d’eccellenza. La formazione della Marina militare è fondata sui valori etico-morali che da sempre contraddistinguono gli uomini e le donne dei suoi equipaggi di ogni ordine e grado. Al termine della cerimonia verranno consegnati i premi e i distintivi d’onore agli allievi risultati meritevoli nel corso del precedente anno accademico per attitudine professionale e rendimento negli studi.

LE SCUOLE

Accademia Navale

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L’Accademia Navale di Livorno forma dal 1881 i futuri dirigenti della Marina Militare. Tutti gli Ufficiali frequentano i corsi di addestramento e istruzione, per essere pronti a raccogliere le sfide che la vita professionale riserverà loro. I percorsi di selezione e di formazione sono impegnativi ed estremamente selettivi, sono necessarie qualità come motivazione, dedizione, spirito di sacrificio, capacità di applicazione, resistenza fisica e mentale. All’istituto di formazione è assegnato quindi il compito di selezionare, istruire ed educare i giovani Allievi affinché assimilino i più alti valori morali e principi etici della Marina Militare per diventare dei leader capaci di guidare i propri uomini con l’esempio e la professionalità, secondo le più alte tradizioni della Forza Armata.

Mariscuola Taranto

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Le origini di Mariscuola Taranto risalgono al secondo dopo-guerra del secolo scorso. Il Comando Scuole C.E.M.M. di Taranto viene costituito ufficialmente nel 1947, anno che vedeva corsi presso sedi terrestri e sull’incrociatore Luigi Cadorna, ormeggiato in Mar Piccolo. Nel 1949 la Scuola Cannonieri lascia Nave Cadorna per trasferirsi a Capo San Vito. Successivamente, la Marina Militare raggruppa le varie Scuole alle dipendenze di un unico Comando e nel 1952 nasce il “Gruppo Scuole C.E.M.M.”. Il 17 maggio 1957 il Gruppo Scuole C.E.M.M., fino a quel momento individuato solo dal nome della città di Taranto che l’ospita, viene intitolato alla Medaglia d’Oro al Valore Militare alla memoria Capitano di Corvetta Lorenzo Bezzi. La scuola opera per sviluppare le attitudini necessarie ad assolvere i compiti previsti per ruolo, categoria e specialità di appartenenza formando gli Allievi Marescialli del Corso Normale e Complementare, con percorsi formativi di livello universitario e addestramento formale e militare, per fornire solidi basi professionali ed eticomilitari, arricchite anche dalla campagna addestrativa estiva su Nave Palinuro. L’Istituto forma inoltre i Sergenti tramite corsi di aggiornamento e formazione professionale, ed i Volontari in Ferma Prefissata di 4 ed 1 anno.

Scuola sottufficiali di La Maddalena

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La Scuola sottufficiali di La Maddalena è stata istituita nel 1949, con la denominazione “Gruppo Scuole CEMM”. Nel 1957 fu intitolata alla Medaglia d’oro al valor militare Domenico Bastianini, tenente colonnello del Genio Navale. Nel 1978 ha assunto la denominazione di “Scuola Allievi Sottufficiali”, per giungere nel 1982 all’attuale denominazione di “Scuola Sottufficiali della Marina Militare”. Il compito d’istituto della Scuola Sottufficiali di La Maddalena è quello di provvedere alla formazione etico-militare e tecnico-professionale del personale non direttivo della Marina Militare appartenente alle seguenti categorie: nocchieri; tecnici di macchina e nocchieri di porto. A favore del suddetto personale vengono attivati i seguenti corsi:

  • corso Sergenti; corsi VFP4; corsi per abilitazione alla condotta costiera di motovedette delle Capitanerie di Porto;
  • corsi di abilitazione alla condotta d’altura di motovedette della Capitaneria di Porto;
  • corsi di condotta motori endotermici
  • guardia in plancia per sottufficiali nocchieri.

Unitamente al personale della Marina Militare, presso la Scuola Sottufficiali di La Maddalena viene addestrato anche il personale appartenente ad altre Forze Armate, Corpi ed Enti Armati dello Stato (Carabinieri, Esercito, Corpo Forestale dello Stato) per il conseguimento di abilitazioni alla condotta di Unità Navali d’altura e costiera e per la condotta di motori installati sulle medesime unità. Il panorama dell’attività didattica della Scuola Sottufficiali di La Maddalena è completato dall’organizzazione di due Corsi Velici Estivi che vengono svolti ogni anno nel mese di luglio, presso il Centro d’Eccellenza Velico della Scuola Sottufficiali di La Maddalena, a favore di studenti delle Scuole Medie Superiori di tutto il paese particolarmente meritevoli di aver avuto un rendimento scolastico costante ed elevato.

Scuola Navale “Francesco Morosini”

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La Scuola Navale “Francesco Morosini” è depositaria della secolare eredità educativa della Serenissima Repubblica di San Marco che avviava i giovani patrizi veneziani alla mercatura marittima. La storia più recente dell’Istituto ha inizio il 1° ottobre 1937 quando, nell’attuale complesso edilizio di Sant’Elena, iniziarono i corsi del “Collegio Navale della Gioventù Italiana del Littorio”, che avevano il compito di preparare i giovani liceali al servizio nella Regia Marina. Dal 1946 gli edifici di Sant’Elena ospitarono corsi professionali per il personale della Marina Militare e dal 1952 il Gruppo Scuole CEMM “Ugo Botti”, Istituto per la formazione dei Sottufficiali. Il 6 settembre 1961 fu istituito il Collegio Navale “Francesco Morosini”, che aprì i suoi corsi il 2 ottobre dello stesso anno, con lo scopo di suscitare nei giovani l’interesse alla vita sul mare, orientandoli verso le attività ad essa connesse. Il nuovo Istituto venne intitolato, in omaggio a Venezia, a Francesco Morosini (1619-1694) preminente figura storica della Serenissima Repubblica che, con le sua gesta, ben incarna quei valori culturali, morali, fisici e militari che la Scuola si prefigge di trasmettere ai propri Allievi frequentatori per consentire loro di affrontare con successo i futuri impegni sociali e professionali. L’offerta formativa della Scuola Navale si articola sui tradizionali corsi di studio ad indirizzo classico e scientifico per gli Istituti d’Istruzione secondaria superiore congiuntamente all’attività a carattere etico-militare. Dal 5 gennaio 1998 il Collegio Navale ha assunto lo status di Scuola Militare.

Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia

L’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia venne fondato nel 1921 col nome di Istituto di Guerra Marittima, nel 1999 l’Istituto di Studi Militari Marittimi è stato trasferito nella sede dell’Antico Arsenale di Venezia, dove continua ad assicurare la formazione avanzata degli Ufficiali di tutti i Corpi della Forza Armata mediante l’effettuazione del Corso Normale di Stato Maggiore. Dal 2014 tale corso è stato riconosciuto anche come Master post-universitario executive di 2° livello in “Studi Strategici e Sicurezza Internazionale” dalla prestigiosa Università Ca’ Foscari e, per tale ragione, esso è stato aperto anche agli studenti civili. La collaborazione con l’Ateneo veneziano si completa con il contributo fornito ai corsi della Summer School in Global Studies, tenuti in lingua inglese presso le sistemazioni dell’Istituto a favore di studenti civili, in maggioranza provenienti dall’estero. Dal 2019 il Corso Normale di S.M. sarà modificato con l’attivazione di un modulo di quattro settimane, interamente in lingua inglese, al quale potranno essere ammessi anche Ufficiali delle Marine di Paesi alleati ed amici. In aggiunta a ciò, l’Istituto organizza seminari, convegni, cicli di conferenze e riunioni su molteplici argomenti di interesse della Marina Militare, impiegando a tal fine il suo Centro Studi Militari Marittimi, il quale, oltre a costituire un prezioso centro di documentazione, aperto anche a qualificati studiosi e ricercatori esterni, assicura altresì la redazione e diffusione di pubblicazioni periodiche, contribuendo efficacemente a sostanziare il ruolo di Polo Culturale che la Forza Armata ha assegnato all’Istituto di Studi Militari Marittimi. Ogni due anni, inoltre, il Comando ospita, nella cornice della sala Squadratori, il “Regional Seapower Simposium” forum marittimo internazionale delle marine del Mediterraneo e di altre aree del mondo.

Scuola Telecomunicazione delle Forze Armate

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La Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate rappresenta, da oltre 65 anni, il punto di riferimento della Difesa per la formazione avanzata nel settore delle Telecomunicazioni, dell’Informatica e della Sicurezza delle Informazioni, nonché Istituto preposto in ambito Difesa, per la Formazione nel settore della Cyber Defence. La Scuola ha dipendenza funzionale, per gli aspetti connessi con l’attività di formazione, con lo Stato Maggiore della Difesa. Ogni anno l’Istituto ospita più di un migliaio di frequentatori per la frequenza di corsi di vario livello, da quello basico a quello avanzato, fino al più elevato di alta Formazione Universitaria. I Corsi sono svolti a favore di frequentatori militari e civili, di vario grado e categoria, provenienti dalle Forze Armate ma anche di personale non militare che può accedere tramite specifiche modalità.

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Napoli: eccellenze militari italiane per la Festa delle Forze Armate a disposizione della cittadinanza partenopea

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Napoli, 9 novembre 2019 – Le eccellenze delle quattro Forze Armate, Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, e della Guardia di Finanza sono state in mostra nel capoluogo partenopeo per quattro giorni nella splendida location di piazza del Plebiscito. Molti i cittadini che sono stati attirati dall’evento e hanno curiosato tra gli stand, facendo domande  e testando “sul campo” le diverse discipline.

Per l’Esercito i militari della Folgore, Bersaglieri e Alpini hanno illustrato a grandi e piccini le attività sportive quali combattimento militare, arrampicata, e ginnastica, attrezzature per disinnescare IED e ordigni chimici; mezzi militari quali il Lince in versione non tattica e la blindo utilizzata delle missioni di pace, mentre i piloti dell’Aves presenti con un simulatore aereo, dopo aver fatto provare l’ebbrezza di un decollo o un atterraggio, rilasciavano un attestato di partecipazione.

La Marina era presente con il personale del reggimento San Marco che in uno stand illustrava l’equipaggiamento bellico in dotazione ai militari, e uno stand del reparto speciale del COMSUBIN la cui eccellenza era un equipaggiamento da palombaro per perlustrare fondali marini, fino a 12 ore di autonomia per un peso di circa 300 kg.

L’Aeronautica era presente con un velivolo delle Frecce Tricolori, dove a turno i visitatori potevano salire per osservare la strumentazione e un drone Predator in dotazione al 32° stormo di Amendola (FG).

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Stand dell’Arma dei Carabinieri con militari e mezzi di trasporto da antichi a contemporanei, una sezione dedicata all’investigazione scientifica e una dedicata alla tutela del patrimonio, al contrasto alla contraffazione di banconote e monete, e una rappresentanza della forza speciale d’assalto dell’Arma.

Infine, last but not least, uno stand esplicativo della Guardia di Finanza, per illustrare attività collegata agli illeciti marittimi (la GdF è l’unica forza di Polizia per contrastare crimini in mare), un elicottero di search and rescue e il fiore all’occhiello del drone Colibrì, pilotabile fino a un km di distanza, sempre per il contrasto all’illegalità.

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La redazione di MNFI ringrazia i responsabili della pubblica informazione: il maresciallo Matera, il capitano Bellusci e il capitano Giampietro per il supporto dato per il tour e per la loro disponibilità.

(di Monica Palermo)

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Roma: palazzo Marina apre le porte al pubblico, il 4 novembre, festa delle Forze Armate, giornata della trasparenza

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Roma, 1 novembre 2019 – In occasione della “Giornata della Trasparenza” la Marina Militare parteciperà all’iniziativa aprendo le porte alla cittadinanza con visite guidate gratuite dello storico Palazzo Marina. 

Il personale della Forza Armata, accompagnerà i visitatori all’interno del Palazzo, sede dello Stato Maggiore Marina, in cui predominano elementi metaforici legati al mare, come se l’intera struttura dovesse essere il palcoscenico decorato della vita marittima della Nazione.

La visita rappresenta, infatti, un’occasione per immergersi nella storia dell’Italia marittima, attraverso un percorso che permette di visitare il cortile interno, il monumentale Scalone d’Onore che porta al Salone dei Marmi, i lunghi corridoi screziati dai marmi, l’elegante Biblioteca Storica con gli oltre 40 mila volumi molti dei quali manoscritti rari, e diverse stanze raramente aperte al pubblico.

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L’ingresso avverrà dall’entrata di Lungotevere delle Navi 15/17 dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 18.00.

Il 4 novembre sarà celebrato il giorno dell’Unità Nazionale e Giornata della Forze Armate, in cui 35 città italiane saranno coinvolte nelle manifestazioni dedicate ad una ricorrenza particolarmente significativa per il nostro Paese. Il 4 novembre, infatti, l’Italia ricorda l’Armistizio di Villa Giusti – entrato in vigore il 4 novembre 1918 – che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale.

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Storia del palazzo Marina: 

“… L’Amministrazione da me presieduta deve provvedere alla costruzione di un fabbricato per la sede dei suoi uffici centrali. Tale fabbricato, oltre che rispondere alle esigenze dei vari servizi di questa Amministrazione, dovrà anche soddisfare quelle dell’estetica in relazione alla specie degli uffici che vi si devono sistemare, e in armonia agli importanti edifici pubblici della capitale..”.

Schermata 2019-11-01 alle 12.51.18Così scriveva il 18 dicembre 1911 l’allora Ministro della Marina al Consigliere per l’edilizia del Presidente del Consiglio di quell’epoca, Antonio Giolitti, ed è così che la nuova sede ministeriale della Marina Militare trova la sua locazione fuori della seicentesca Porta del Popolo, sull’attuale Lungotevere delle Navi.

L’Opera è tra le più significative dell’architetto Giulio Magni (Velletri 1859 – Roma 1930), nipote del Valadier, collaboratore di Giuseppe Sacconi alla realizzazione del Vittoriano. Il progetto, iniziato nel 1912 e inaugurato il 26 ottobre 1928, attinge al repertorio Liberty romano, con decisa impronta di “michelangiolismo eclettico” con assonanze proprie del “barocchetto”. Il Palazzo si estende per un area complessiva di 31 mila mq di cui 11.500 coperti e 4.580 a cortili e giardini. Alto 28 e lungo 142 metri, 6 piani e sotto tetto per l’allocazione di circa 750 ambienti ufficio. Diceva Michele Vocino nel giorno dell’Inaugurazione: “La Marina, bisogna pur dirlo a suo vanto, dovunque pone piede, a bordo o a terra, sa subito lasciare, come può, una certa impronta di signorilità e di eleganza…”.

Schermata 2019-11-01 alle 12.51.18A conferma di quanto asserito negli anni 30 si trova riscontro nel propileo d’ingresso arricchito dalle ancore di due corazzate austriache la “Viribus Unitis” affondata durante la Prima Guerra Mondiale e la “Tegetthoff” preda bellica consegnata all’Italia nel 1919 e smantellata, nel 1925, a La Spezia. Il prospetto posteriore (Via Flaminia) oltre al giardino all’italiana si arricchisce di un’artistica cancellata, opera della Società Ciangottini. La precedente sede era posta nel settecentesco convento di Sant’Agostino, in Via della Scrofa, espropriato nel 1871.

Segui le novità #MarinaMilitare su Twitter @ItalianNavy #ProfessionistiDelMare e sul sito: www.marina.difesa.it

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Giornata di chiusura lavori del XII Simposio delle Marine del Mediterraneo e Mar Nero (diretta streaming)

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Venezia, 18 ottobre 2019 – Altra giornata ricca di interventi e attività per l’ultima giornata del Simposio, a cui stanno partecipando circa 60 Marine mondiali di cui 34 rappresentate dai capi di Stato Maggiore. I partecipanti, collegati tutti in wi-fi, possono fruire di audio con traduzione simultanea in diverse lingue: inglese, italiano, francese, spagnolo, arabo, portoghese, cinese e russo. Qualora la lingua parlata sia diversa dall’inglese la traduzione avviene solo in inglese.

A chiudere il Simposio sarà il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone.

Il prossimo appuntamento sarà alla convention nella base navale di La Spezia, Sea Future, dal 23 al 27 giugno nel 2020 con 54 delegazioni.

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La diretta streaming (sarà poi possibile guardare in differita).

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L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone dichiara ufficialmente aperto il XII Simposio delle Marine (intervista)

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Venezia, 16 ottobre 2016 – Il capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone questa mattina ha dichiarato ufficialmente aperto il 12th Regional Seapower Symposium a cui sono presenti circa 60 Marine di tutto il mondo, di cui ben 34 rappresentate dal proprio capo di Stato Maggiore. Il Simposio, in svolgimento a Venezia, durerà fino al 18 ottobre.

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Shaping our Navies for the Blue Century è il tema del convegno che si propone di delineare il possibile futuro delle Marine moderne e di mettere in evidenza la necessità di sviluppare un approccio più inclusivo ed equilibrato all’interno della più ampia comunità marittima: mari più sicuri significa maggiori progressi e prosperità per il mondo intero.

Ad aprire i lavori l’intervento del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli e del capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone.
Schermata 2019-10-16 alle 10.08.50Il generale Vecciarelli nel suo discorso ha sottolineato che: “Allo scopo di mantenere l’intero bacino del Mediterraneo libero e stabile, dovremo condividere informazioni, sviluppare interoperabilità e diffondere le best practices di ciascuno. Il tutto, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo strategico di questi bacini e salvaguardare le linee di comunicazione marittime interne e circostanti i mari, facilitando quindi il collegamento tra nazioni e culture”, aggiungendo poi che “Allargando il nostro orizzonte, appare evidente che il dominio marittimo, nella sua globalità, sia elemento decisivo per il conseguimento di un benessere inclusivo, esteso al mondo intero.
Mari e oceani aperti, sicuri e liberi, restano la condizione necessaria per uno sviluppo sostenibile e legittimo delle nostre nazioni, delle nostre comunità e delle nostre economie”.

Il capo di SMD ha proseguito riferendosi al tema di questa edizione “Credo che l’ammodernamento e l’innovazione tecnologica siano fattori decisivi per tutti, nell’identificare i migliori percorsi tesi a definire e modellare le future piattaforme. A mio avviso, i sistemi multi-ruolo, a pilotaggio remoto, lo sfruttamento ragionato di nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale per la gestione dei “big data” offrono tutti opportunità sconfinate nel dominio marittimo”.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa ha concluso il suo intervento precisando che “Le nostre marine militari dovranno mantenere la loro tradizionale flessibilità, preservando il loro ampio ventaglio di strumenti – dalla diplomazia navale alla proiezione del potere marittimo – in modo da garantire ai decisori politici tutte le opzioni più utili alla risoluzione delle crisi emergenti”.

Il capo di Stato Maggiore della Marina Militare ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone rilascia un’intervista

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Venezia, la diretta streaming del XII Simposio delle Marine del Mediterraneo e del Mar Nero

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Venezia, 16 ottobre 2019 – E’ iniziato il 12 Simposio internazionale delle Marine del Mediterraneo e Mar Nero.

Al forum marittimo internazionale biennale partecipano circa 60 marine, 34 delle quali rappresentate dai rispettivi capi di Stato Maggiore, oltre a numerose organizzazioni internazionali, industriali, culturali, accademiche e dell’informazione interessate ai temi di carattere marittimo.

Il capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, apre il simposio.

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Di seguito il link per seguire la diretta streaming

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