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Archivi tag: Marco Bertolini

Libano: il generale Bertolini, comandante del COI, in visita a UNIFIL

 

Il comandante del COI in visita al quartier generale di UNIFIL

Il comandante del COI in visita al quartier generale di UNIFIL

Naqoura (Libano), 20 gennaio 2016 – Con un indirizzo di saluto al personale italiano impiegato nella missione UNIFIL, si è conclusa oggi la visita di due giorni in Libano del generale di corpo d’armata Marco Bertolini, comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).

Giunto nel pomeriggio di martedi presso il quartier generale di UNIFIL, il generale Bertolini è stato accolto dall’Head of Mission e Force Commander, generale di divisione Luciano Portolano con il quale si è intrattenuto per un colloquio ristretto.

In particolare, il generale Portolano, nel fare il punto della situazione, ha tracciato un’analisi del quadro operativo in cui si muove la missione con uno sguardo attento ai recenti sviluppi dei delicati equilibri interni e regionali.

La visita è proseguita, l’indomani, con un sorvolo in elicottero della Blue Line e con sopralluogo presso l’area di Sheeba, crocevia tra Siria, Libano e Israele, e spesso focolaio di tensioni all’interno dell’area di operazione di UNIFIL.

Successivamente, il comandante del COI si è recato a Shama, presso il comando della forza nazionale – attualmente su base Brigata Alpina “Taurinense” – per incontrare i milItari italiani che operano agli ordini del generale di brigata Franco Federici, cui è affidata la guida del settore ovest di UNIFIL.

Il generale Bertolini saluta i caschi blu italiani

Il generale Bertolini saluta i caschi blu italiani

Al termine della visita, il generale Bertolini si è detto molto soddisfatto del lavoro svolto dai caschi blu italiani che con la loro presenza contribuiscono al processo di stabilizzazione dell’area creando i presupposti per una pace stabile e duratura.

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Fonte e immagini: UNIFIL Headquarters

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Il comandante del comando operativo di vertice interforze in visita al contingente Italiano

Visita del comandante del COMCOI alla base operativa di Shama del contingente italiano.

Shama, 10 marzo 2015 – Nei giorni scorsi ​il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COMCOI), generale di corpo d’armata Marco Bertolini, è giunto presso la base di Shama, nel Libano del Sud, per una visita al contingente italiano.

Il COMCOI, è stato ricevuto dal generale di brigata Stefano Del Col, comandante del settore ovest e del contingente italiano su base brigata “Pinerolo”, il quale ha fornito un aggiornamento “operativo” sulla situazione in corso e sulle principali attività svolte, presso il Tactical Operation Center (TOC), rinnovato nelle dimensioni e nell’utilizzo di nuovi supporti informatici per avvicinarsi, nell’immediato futuro, alla completa digitalizzazione degli strumenti di comando e controllo.

Nel corso dell’aggiornamento delle attività addestrative sono stati mostrati i positivi risultati dell’esercitazione multinazionale, denominata “STEEL STORM”, che ha interessato il contingente italiano, tutti i contingenti militari stranieri costituenti le unità di manovra di UNIFIL e le Forze Armate Libanesi (LAF) impiegate nel sud del Libano.

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Fonte: Ministero della Difesa

Afghanistan: il generale Marco Bertolini ha fatto visita al Train Advise Assist Command West

Herat, 14 gennaio 2015 – ​​​​​​​A pochi giorni dall’avvio della nuova Missione Resolute Support (RS), il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), generale di corpo d’armata Marco Bertolini, ha fatto visita al Train Advise Assist Command West (TAAC-W), comando multinazionale a guida italiana su base brigata bersaglieri Garibaldi, di stanza ad Herat.

Il comandante del COI ha ricevuto un aggiornamento sulla situazione operativa e sull’andamento della missione da parte del comandante del TAAC W, generale di brigata Maurizio Angelo Scardino, che ha inoltre illustrato la nuova configurazione delle forze e le fasi fondamentali del passaggio da ISAF a RS. Un momento delicato, che i militari italiani stanno affrontando nel migliore dei modi. “Dopo circa 13 anni – ha dichiarato il generale Bertolini – stiamo concludendo il nostro impegno in questa terra, alla quale abbiamo dato molto e dalla quale abbiamo ricevuto molto“.

Rivolgendo infine un pensiero ai 54 caduti in Afghanistan nell’assolvimento del dovere, il comandante del COI ha affermato che “è proprio grazie al sacrificio di chi ha donato la propria vita che noi siamo oggi una Patria e questo sacrificio continua col vostro impegno di tutti i giorni“.

Il TAAC W è nel contempo impegnato nell’operazione Itaca 2, che ha già portato in Italia oltre 13.000 metri lineari di mezzi e materiali attraverso un complesso ponte aereo e navale; l’operazione logistica più imponente dopo la fine della seconda guerra mondiale.​

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Fonte: contingente italiano in Afghanistan

Esercitazione Multi-Layer 2014 nello scenario di Serunia. Il VIP Day e le conclusioni

di Monica Palermo


Roma, 22 ottobre 2014 – A conclusione dell’esercitazione interforze dell’Unione Europea denominata Multi-Layer 2014 si è svolto oggi il VIP Day presso l’aeroporto di Centocelle di Roma, dove è ubicata una delle sedi del comando generale operativo dell’Unione Europea, oltre a Francia, Germania, Inghilterra e Grecia.

Colonnello Giovanni Rossitto

Colonnello Giovanni Rossitto

L’obiettivo dell’esercitazione era stabilizzare una nazione “immaginaria” chiamata Serunia, del continente Anek, in uno scenario che spaziava dal traffico di esseri umani, ad attacchi dai Paesi vicini quali Ranua e Celego, agli attacchi cibernetici e agli attacchi di pirateria a danno di una petroliera nel Mar Viola. Tali situazioni di emergenza hanno fatto si che Serunia chiedesse l’intervento delle forze militari dell’Unione Europea. All’esercitazione hanno partecipato 12 nazioni, con circa 230 unità che hanno coperto le diverse esigenze operative, l’intelligence, la logistica, le telecomunicazioni, i punti di raccolta informazioni, in sinergia per sfruttare al meglio la cooperazione di interforze europea.

Come ha illustrato il colonnello Giovanni Rossitto, capo di stato maggiore dell’OHQ, lo spirito dell’esercitazione è quello di “arrivare tutti insieme a raggiungere l’obiettivo. Se si operasse in maniera settoriale la situazione diventerebbe più difficile e ci vorrebbe troppo tempo.”

La giornata del VIP Day è stata introdotta dall generale di corpo d’armata Marco Bertolini che ha dato il benvenuto agli ospiti intervenuti e ha portato i saluti del capo di SMD. A seguire il generale di brigata Hanz Krieb, EUMS, ha focalizzato il contesto globale dell’operazione, il comprehensive approach (approccio globale) e lo scopo della gestione della crisi dell’UE nell’esercitazione Multilayer 2014.

Il tenente colonnello Mikael Siklosi, CMPD, ha poi descritto i processi militari e civili, e gli obiettivi raggiunti durante il ML 2014 e la dott.ssa Birgit Loeser, CPCC ha poi concluso la presentazione soffermandosi sulla cooperazione civile e sui risultati ottenuti durante l’esercitazione Multi-Layer 2014.

Al termine della conferenza alla stampa è stato consentito visitare una simulazione di come effettivamente sarebbe il compound italiano del comando generale in sede di operazione, l’ITA-JFHQ (Italian Joint Force Head Quarter).

L’esercitazione Multilayer 2014

L’esercitazione Multylayer 2014 è iniziata il 30 settembre, ed è stata organizzata dall’European External Action Service (EEAS) per valutare la capacità della gestione di situazioni di crisi utilizzando, in modo congiunto, tutti gli strumenti in possesso alla UE, sia civili che militari. Un “approccio globale” (comprehensive approach) che mette in campo tutte le capacità disponibili per il conseguimento dell’obiettivo finale valutando, tra l’altro, la modalità decisionale d’urgenza fast track, prevista dalle procedure di gestione delle crisi approvate a luglio 2013.

Nel corso della ML14, l’Italia gioca un ruolo fondamentale tramite l’attivazione, presso l’aeroporto di Centocelle, del Quartier Generale dell’Unione Europea (IT EU OHQ), che, per l’occasione, a partire dal 10 ottobre ha visto confluire presso la sua struttura, per partecipare attivamente al processo di pianificazione, personale proveniente da 12 diverse nazioni.

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Immagini: Ph. Monica Palermo

 

 

 


Libano: la brigata Pinerolo subentra alla brigata Ariete al comando del Sector West di Unifil

Arrivo dell'on. Alfano

Arrivo dell’on. Alfano

Shama (Libano), 13 ottobre 2014 – Il sottosegretario alla difesa, onorevole Gioacchino Alfano, accompagnato dal comandante del comando operativo di Vertice Interforze (COI), generale Marco Bertolini, ha presenziato alla cerimonia di avvicendamento alla guida del Sector West di UNIFIL che si è svolta questa mattina presso la base Millevoi di Shama, sede del contingente nazionale, tra la brigata Ariete, cedente, e la brigata Pinerolo, subentrante.

All’evento hanno partecipato i rappresentanti delle autorità politiche, religiose e militari locali, nonché delegazioni di diverse nazionalità presenti in UNIFIL.

L’onorevole Alfano, nel suo intervento, ha voluto rimarcare l’importanza di UNIFIL considerata la principale forza di stabilizzazione della regione, ma ha anche evidenziato i legami tra l’Italia e il Libano, e la crescente cooperazione tra i due Paesi “che porterà, presto, a raggiungere un nuovo traguardo, con l’apertura del Centro di Addestramento delle Forze Armate libanesi”.

Il generale Portolano passa in rassegna lo schieramento

Il generale Portolano passa in rassegna lo schieramento

L’occasione è stata propizia per tracciare, alla presenza del Force Commander and Head of Mission di UNIFIL, generale Luciano Portolano, un punto di situazione sulle numerose iniziative di stabilizzazione portate a termine negli ultimi sei mesi dal contingente italiano, in stretto coordinamento con le Forze Armate Libanesi (LAF). Tali attività, condotte anche a supporto della popolazione e delle istituzioni locali, hanno certamente contribuito a mantenere e ad accrescere la stabilità e la sicurezza nel sud del Libano e, di riflesso, nell’intero Paese e nell’area medio – orientale.

A testimonianza degli ottimi risultati conseguiti durante il suo mandato, il comandante cedente del Sector West, generale Fabio Polli, è stato insignito della prestigiosa Lebanese Honor Medal.

Il gen. Polli riceve la Lebanese Honor Medal

Il generale Polli riceve la Lebanese Honor Medal

A guidare gli oltre tremila peacekeepers che operano nel Sector West di UNIFIL sarà ora il generale Stefano Del Col, che ritorna in Libano dopo l’esperienza maturata nel 2008 quale comandante della Task Force ITALBATT.

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Fonte: contingente italiano nel Libano del sud

Kosovo: terminato l’impegno del 52° reggimento Torino al comando del Multinational Battle Group West

Kosovo, 10 giugno 2014 – Oggi presso il Villaggio Italia c’è stato il passaggio di responsabilità alla guida del contingente italiano e del Multinational Battle Group West della Kosovo Force (KFOR). Il reggimento Lancieri di Montebello (8°) di stanza a Roma, agli ordini del colonnello Angelo Minelli, ha dato il cambio al 52° reggimento Artiglieria Terrestre Torino, comandato dal colonnello Antonio Sgobba. La cerimonia si è svolta alla presenza del comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), generale di corpo d’armata Marco Bertolini, e del generale di divisione Salvatore Farina, comandante di KFOR.

All’evento era presente l’ambasciatore d’Italia in Kosovo SE Andreas Ferrarese, e numerose autorità religiose, militari e civili. Nel corso dell’operazione, gli artiglieri di Vercelli hanno contribuito al mantenimento di un ambiente sicuro nella propria area di responsabilità, garantendo, tra l’altro, la sicurezza del sito religioso del monastero di Visoki Decani, patrimonio UNESCO dal 2004.

Di rilevante importanza è stato inoltre il concorso fornito nell’assicurare la regolarità del processo elettorale, nelle diverse tornate svoltesi in Kosovo nei mesi di gennaio, marzo e, di recente, per le consultazioni politiche dello scorso 8 giugno. Nel suo intervento, il generale Bertolini ha evidenziato come “il lavoro svolto dai militari italiani per la stabilità e la sicurezza del Kosovo sia importante per il nostro Paese prima ancora che per l’Europa dove le tensioni nell’area balcanica hanno i loro riflessi immediati. È per questo che lo strumento militare serve alla politica estera”.

Il comandante di KFOR ha voluto sottolineare “il qualificato contributo alla sicurezza offerto dal Multinational Battle Group West proprio in occasione delle recenti elezioni politiche durante le quali i militari italiani e stranieri agli ordini del Colonnello Sgobba hanno lavorato gomito a gomito con la Kosovo Police, gli agenti di EULEX, ed i rappresentanti e gli operatori dell’OSCE, dell’Unione Europea e delle altre Organizzazioni Internazionali e le Autorità locali del Kosovo per la perfetta riuscita di questa importante ed impegnativa operazione”. Il 52° reggimento “Torino” e il personale del 1° Reggimento Trasmissioni di Milano rientrano in Patria dopo aver promosso nei sei mesi di mandato anche diverse iniziative CIMIC destinate a migliore le condizioni di disagio della popolazione ed offrire ad essa nuove opportunità per il futuro, con attenzione particolare alle giovani generazioni. Lo Stendardo del subentrante Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), insignito di una medaglia d’argento al Valor Militare, ha varcato per la prima volta i confini nazionali dopo 155 anni di storia.

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Fonte: KFOR


Afghanistan: chiude il Provincial Reconstruction Team di Herat

L’inaugurazione del campo sportivo del villaggio di Mongolan e Now

Herat, 25 marzo 2014 – Dopo 9 anni e 1288 progetti realizzati, il Provincial Reconstruction Team (PRT), la componente civile e militare del Contingente italiano di ISAF, ha concluso il suo mandato. Quarantaquattro poliambulatori, un ospedale pediatrico ed uno per tossicodipendenti, un centro di medicina legale, 105 scuole, 60 chilometri di rete idrica e 16 per acque reflue, circa 800 pozzi per l’acqua, 3 ponti, 130 chilometri di strade, 17 edifici pubblici e governativi, 34 infrastrutture militari, due centri di aggregazione per sole donne ed uno di arti visive, un carcere femminile, un istituto penale per minori ed il terminal passeggeri dell’aeroporto di Herat.

Sono stati complessivamente 1288 i progetti realizzati a favore della popolazione della provincia di Herat nei settori della sanità, dell’istruzione, dell’agricoltura, dei lavori pubblici e della giustizia, dal Provincial Reconstruction Team (PRT) – la componente civile e militare del Contingente italiano di ISAF – che dopo 9 anni ha concluso oggi il suo mandato.

Il simbolico passaggio di un progetto del PRT al Ministro Affari Esteri afghano

Alla cerimonia di chiusura, che si è svolta a Herat, hanno preso parte il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale Marco Bertolini, l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan Luciano Pezzotti, l’Italian Senior Rappresentative, Generale Antonio Satta, il Comandante del Regional Command West, Generale Manlio Scopigno, il Comandante del PRT, Colonnello Vincenzo Grasso ed il Governatore della provincia di Herat Sayed Fazullah Wahidi.

Nel sottolineare l’operato del PRT, il Generale Bertolini ha ricordato che “la chiusura del PRT, un processo concordato e condiviso quasi 3 anni fa dalle nazioni contributrici ai PRT stessi, è l’espressione del contestuale, progressivo e definitivo trasferimento alle autorità afgane della responsabilità di tutte le province del Paese”.

Nel tracciare un bilancio dei progetti realizzati, è stata evidenziata l’importanza dei significativi progressi compiuti nel campo della scolarizzazione, che è aumentata del 40% (studenti e studentesse sono circa 130.000), e quelli relativi al miglioramento della condizione della donna: le donne diplomate nel 2014 sono il 50% e quelle laureate il 38%. Molte infrastrutture sono state progettate e realizzate per garantire alle donne afghane punti di aggregazione, di formazione e di crescita culturale.

Al termine della cerimonia è stato ricordato il Capitano di Vascello Bruno Vianini – ufficiale degli incursori della Marina Militare, vittima nel febbraio 2005 di un incidente aereo presso Kabul – alla cui memoria è stata dedicata la targa di “Camp Vianini”.

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Fonte: Ministero della Difesa


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