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Esercito: cambio al vertice del CESIVA, il generale Maurizio Boni lascia il comando

Il generale di divisione Maurizio Boni lascia il comando del Ce.Si.Va. per assumere l’incarico di vice comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps UK (ARRC UK) della NATO.

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Civitavecchia, 10 marzo 2018 – Cerimonia di avvicendamento del vertice del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.). si è svolta giovedì 8 marzo nella caserma “Giorgi” di Civitavecchia.

Alla presenza del comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino, il generale di divisione Maurizio Boni, dopo oltre due anni, ha lasciato il comando per assumere l’incarico di vice comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps UK (ARRC UK), il corpo d’armata di reazione rapida della NATO, a guida inglese, con sede a Innsworth nel Regno Unito. E’ subentrato, ad interim, il generale di brigata Manlio Scopigno già vice comandante del centro.

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Il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale. L’attività del centro è focalizzata soprattutto sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come “fondamentali” per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati. 

Al Ce.Si.Va. è stata anche assegnata la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, in funzione dell’ammodernamento di settore, nonché i sistemi per la digitalizzazione delle piattaforme operative dell’Esercito, nel contesto del più ampio programma della Difesa denominato “Forza NEC” (Network Enabled Capability).

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Fonte e immagini: Centro Simulazione e Validazione dell'Esercito (CESIVA)
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Afghanistan: cambio al comando del contingente italiano di ISAF, il testimone passa alla brigata bersaglieri Garibaldi

Herat, 23 agosto 2014 – La brigata Sassari cede il testimone alla brigata bersaglieri Garibaldi alla guida del Train Advise Assist Command West, il comando Nato multinazionale e interforze a guida italiana responsabile della missione ISAF.

Con la resa degli onori alla Bandiera di Guerra del 1° reggimento bersaglieri e allo stendardo di combattimento del 5° Reggimento AVES Rigel, si è svolta a Herat la cerimonia di avvicendamento tra la brigata Sassari e la brigata bersaglieri Garibaldi alla guida del Contingente italiano di ISAF (International Security Assistance Force).

Alla cerimonia, che ha sancito il passaggio del testimone tra il generale Manlio Scopigno e il parigrado Maurizio Angelo Scardino, erano presenti, tra gli altri, il capo di stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, l’attuale comandante delle forze NATO in Afghanistan, il generale statunitense Joseph F. Dunford accompagnato dal suo successore, generale Donald M. Campbell, il comandante del comando interforze di Isaf, generale Joseph Anderson.

Il mandato della brigata Sassari è stato caratterizzato da un duplice impegno: da un lato, consolidare il processo di transizione del potere dalle forze NATO al governo afghano nel settore della sicurezza attraverso i compiti assegnati al Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), la nuova articolazione degli assetti del contingente italiano che il 16 giugno scorso, a distanza di poco più di otto anni dalla sua originaria configurazione, ha perso la denominazione di Regional Command West (RC-W).

Dall’altro, sviluppare il piano di rientro in Italia degli uomini ed il ripiegamento dei mezzi e dei materiali utilizzati dal contingente italiano in oltre 10 anni di missione.

Durante i sei mesi del proprio mandato, la brigata Sassari ha inoltre garantito l’addestramento, la consulenza ed il supporto alle forze di sicurezza afghane, specialmente in occasione delle elezioni presidenziali del 5 aprile e del turno di ballottaggio del 14 giugno scorso.

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Fonte: Ministero della Difesa

 


Herat: il ministro della difesa visita il contingente italiano

Herat (Afghanistan), 5 agosto 2014 – Ieri il ministro Pinotti ha fatto visita al contingente italiano dislocato nell’aeroporto di Herat (Afghanistan), sede del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) e della Base di Supporto Avanzata.

Al suo arrivo è stato ricevuto da Luciano Pezzotti, ambasciatore italiano in Afghanistan, e dal generale di brigata Manlio Scopigno, comandante del TTAAC-W, il nuovo assetto assunto dal contingente italiano alla vigilia della chiusura della missione ISAF in Afghanistan.

Il comando NATO a guida italiana, infatti, in vista del progressivo rientro del nostro contingente, continuerà ad operare nella regione di Herat solo con compiti di addestramento e di supporto dell’esercito e delle forze di polizia afghane, al fine di renderli autonomi nel garantire la sicurezza e la difesa del Paese.
 
La senatrice Pinotti, inoltre, per la prima volta in Afghanistan da ministro della Difesa, ha voluto significativamente incontrare il contingente italiano proprio dopo il ballottaggio elettorale che porterà all’elezione del  nuovo presidente.


 
“Il 2014 è un anno cruciale – ha detto il ministro Pinotti – da adesso in poi si gioca la grande scommessa del Paese e di tutti gli attori internazionali che vi hanno  preso parte: rendere l’Afghanistan indipendente, capace di affrontare il futuro camminando con le proprie gambe.”
 
La visita del ministro ha rappresentato, inoltre, l’occasione per fare il punto sullo “straordinario impegno, professionale ed umano, profuso dal nostro Paese negli oltre dieci anni di missione in Afghanistan. Grazie alla sensibilità dei Comandanti e alla collaborazione con la componente civile-militare, sono quasi 1.300 i progetti realizzati dal 2005 nei settori della salute, dell’istruzione, dell’agricoltura, dei lavori pubblici e della giustizia”.


 
Il Ministro Pinotti, infine, ha incontrato anche Maria Bashir, procuratore generale del distretto giudiziario di Herat e personaggio simbolo della lotta per la giustizia e la libertà delle donne in Afghanistan.

Attenzione particolare è stata rivolta anche alla sede di Bayan West, l’emittente radiofonica gestita da personale militare italiano che da anni “dialoga” con gli afghani, svolgendo un fondamentale ruolo di informazione e scolarizzazione a favore della popolazione.

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa


Afghanistan: militari italiani realizzano area addestrativa “C-IED” per la lotta agli ordigni esplosivi

Un Geniere dell'Esercito afgano in azione nell'area addestrativa “C-IED”

Un Geniere dell’Esercito afghano in azione nell’area addestrativa “C-IED”

I militari del Contingente italiano in Afghanistan hanno realizzato a Camp Zafar un’area addestrativa C-IED (Counter Improvised Explosive Device) nella quale le Forze di sicurezza afghane potranno esercitarsi nel contrasto agli ordigni esplosivi improvvisati.

Esercitazione di primo soccorso

Il progetto rientra nell’ambito delle iniziative promosse dal contingente italiano per lo sviluppo delle capacità militari delle Forze di Sicurezza Afghane (ANSF) e finalizzate all’acquisizione della loro piena autonomia, processo che sarà completato entro la fine del 2014.

In particolare, nell’area Counter IED i militari afghani potranno acquisire e perfezionare le conoscenze teorico-pratiche in materia di lotta agli ordigni esplosivi improvvisati.

L’area addestrativa comprende, infatti, una moderna aula multimediale in cui i militari afghani svolgeranno lezioni teoriche finalizzate all’acquisizione delle conoscenze necessarie per operare in sicurezza in un contesto caratterizzato dalla minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati.

Militari italiani e afghani dopo l'esercitazione

Le attività pratiche saranno invece svolte nella Striscia addestrativa C-IED (Counter Improvised Explosive Device): un’area appositamente allestita per l’individuazione e il riconoscimento delle varie tipologie di ordigni e per le esercitazioni di primo soccorso e sgombero di eventuali feriti.

Alla cerimonia di inaugurazione dell’area addestrativa erano presenti il comandante del contingente italiano in Afghanistan, generale Manlio Scopigno, e il comandante del 207° corpo d’armata dell’esercito afghano, generale Taj Mohammad Jahed.

L'inaugurazione dell'aula "C-IED"

L’inaugurazione dell’aula “C-IED”

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan

 

 


Afghanistan: due AMX italiani distruggono ripetitore per le comunicazioni radio dei talebani

Velivolo AMX

Caccia AMX

Herat, 20 maggio 2014 – Un potente ripetitore per le comunicazioni radio dei talebani è stato distrutto ieri da due caccia AMX italiani levatisi in volo dall’aeroporto militare di Herat e diretti sopra le alture del distretto di Bakwa.

L’esatta posizione del ripetitore, individuato dagli assetti intelligence del Regional Command West, era stata confermata dalle immagini ad alta definizione “catturate” dai velivoli a pilotaggio remoto Predator B.

UAV Predator

UAV Predator

L’attività rientra nella controffensiva condotta nella regione ovest dell’Afghanistan dall’esercito e dalle forze di polizia afghane, con il supporto del Contingente italiano.

Da giorni le forze di sicurezza afghane sono concentrate nel distretto di Shindand dove stanno conducendo una serie di operazioni volte a garantire la libertà di movimento lungo le principali vie di comunicazione e a contrastare la presenza di pericolosi esponenti dell’insorgenza talebana presenti nell’area.

L’azione congiunta di ieri è una risposta del legittimo governo afghano e di ISAF alla stagione dei combattimenti annunciata dai talebani”, ha detto il comandante del Regional Command West, generale Manlio Scopigno, riferendosi alla strategia utilizzata dall’insorgenza, ancora una volta orientata verso azioni dal forte impatto mediatico ed emotivo particolarmente concentrate contro le forze di sicurezza locali, soprattutto ora che si avvicina la data del ballottaggio per l’elezione del nuovo successore del presidente Karzai.

Forze speciali afghane

Forze speciali afghane

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Fonte: Ministero della Difesa
Foto: © Ministero della Difesa


Afghanistan: chiude il Provincial Reconstruction Team di Herat

L’inaugurazione del campo sportivo del villaggio di Mongolan e Now

Herat, 25 marzo 2014 – Dopo 9 anni e 1288 progetti realizzati, il Provincial Reconstruction Team (PRT), la componente civile e militare del Contingente italiano di ISAF, ha concluso il suo mandato. Quarantaquattro poliambulatori, un ospedale pediatrico ed uno per tossicodipendenti, un centro di medicina legale, 105 scuole, 60 chilometri di rete idrica e 16 per acque reflue, circa 800 pozzi per l’acqua, 3 ponti, 130 chilometri di strade, 17 edifici pubblici e governativi, 34 infrastrutture militari, due centri di aggregazione per sole donne ed uno di arti visive, un carcere femminile, un istituto penale per minori ed il terminal passeggeri dell’aeroporto di Herat.

Sono stati complessivamente 1288 i progetti realizzati a favore della popolazione della provincia di Herat nei settori della sanità, dell’istruzione, dell’agricoltura, dei lavori pubblici e della giustizia, dal Provincial Reconstruction Team (PRT) – la componente civile e militare del Contingente italiano di ISAF – che dopo 9 anni ha concluso oggi il suo mandato.

Il simbolico passaggio di un progetto del PRT al Ministro Affari Esteri afghano

Alla cerimonia di chiusura, che si è svolta a Herat, hanno preso parte il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale Marco Bertolini, l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan Luciano Pezzotti, l’Italian Senior Rappresentative, Generale Antonio Satta, il Comandante del Regional Command West, Generale Manlio Scopigno, il Comandante del PRT, Colonnello Vincenzo Grasso ed il Governatore della provincia di Herat Sayed Fazullah Wahidi.

Nel sottolineare l’operato del PRT, il Generale Bertolini ha ricordato che “la chiusura del PRT, un processo concordato e condiviso quasi 3 anni fa dalle nazioni contributrici ai PRT stessi, è l’espressione del contestuale, progressivo e definitivo trasferimento alle autorità afgane della responsabilità di tutte le province del Paese”.

Nel tracciare un bilancio dei progetti realizzati, è stata evidenziata l’importanza dei significativi progressi compiuti nel campo della scolarizzazione, che è aumentata del 40% (studenti e studentesse sono circa 130.000), e quelli relativi al miglioramento della condizione della donna: le donne diplomate nel 2014 sono il 50% e quelle laureate il 38%. Molte infrastrutture sono state progettate e realizzate per garantire alle donne afghane punti di aggregazione, di formazione e di crescita culturale.

Al termine della cerimonia è stato ricordato il Capitano di Vascello Bruno Vianini – ufficiale degli incursori della Marina Militare, vittima nel febbraio 2005 di un incidente aereo presso Kabul – alla cui memoria è stata dedicata la targa di “Camp Vianini”.

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Fonte: Ministero della Difesa


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