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Presentazione del libro “L’arma dei Carabinieri nel Veneto”

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Trebaseleghe (PD), 19 dicembre 2017 – Nella mattinata di oggi, in alla presenza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e del presidente di Grafica Veneta dott. Fabio Franceschi, si è tenuta la presentazione del libro “L’Arma dei Carabinieri nel Veneto”, moderata dal direttore del Corriere del Veneto, dott. Alessandro Russello.

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L’opera monografica, risultato della collaborazione fra il luogotenente Giorgio Gerardini ed il direttore responsabile di “Le Tre Venezie”, cavaliere Tonino Bortoletto, racconta la storia dell’Arma dei Carabinieri nel Veneto, chiamata sin dai primi passi dell’unità d’Italia a proteggere la popolazione veneta con la sua presenza, costante e certa in ogni contingenza. Le gesta eroiche, i grandi ideali ed il quotidiano sacrificio in oltre 150 pagine di immagini e testo.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Francesca Polimeno presenta il suo nuovo libro sulla lotta alla mafia, ricordando tragici giorni del passato

di Antonio Grilletto

Microsoft Word - Locandina_Presentazione-10 Marzo.docx

Roma, 4 marzo 2017 – Il 10 marzo alle ore 9.00 verrà presentato il libro della giovane scrittrice Francesca Polimeno, “Storia di una ciambella senza buco”, presso l’aula magna dell’istituto San Giuseppe del Caburlotto, in via Rabbello n. 15 a Roma.

Il libro nasce come segno di ringraziamento, da parte dell’autrice, a tutti coloro che hanno reso il viaggio in Sicilia nell’estate del 2015 un’esperienza irripetibile di vita che ha consentito di approfondire alcuni tra gli eventi più importanti che hanno segnato tragicamente la recente storia nazionale (copertina del libro in Annesso “2”).

In particolare il viaggio, iniziato da Calimera, un piccolo paese in provincia di Lecce che ha dato i natali ad Antonio Montinaro, capo della scorta del giudice Giovanni Falcone il giorno del tragico eccidio di Capaci, si è andato dipanando nei luoghi che hanno visto scuotere le fondamenta della “civiltà della vita” cui ha fatto riferimento il santo padre Giovanni Paolo II nel suo intervento nella Valle dei Templi, Agrigento, il 9 Maggio 1993.

Gli undici luoghi e gli undici istanti sono quelli in cui sono stati perpetrati tra i più orrendi crimini contro l’uomo e sono (in ordine cronologico): Ciaculli, 30/6/1963 (strage in cui persero la vita sette vittime del dovere), Cinisi, località Feudo, notte 8, 9/5/1978 (uccisione di Giuseppe Impastato), Palermo, via di Blasi, bar Lux, h. 7,55, 21/7/1979 (uccisione di Boris Giuliano), Palermo, Via Isidoro Carini, h. 21,00 circa, 3/9/1982 (uccisione del generale Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo), Palermo, via Pipitone Federico, h. 8,05, 29/7/1983 (uccisione del Magistrato Rocco Chinnici, dei Carabinieri della scorta Trapassi e Bartolotta e del portiere dello stabile Stefano Li Sacchi), Porticello, santa Flavia, h. 21,00 circa, 28/7/1985 (uccisione del commissario Beppe Montana), Palermo, viale Croce Rossa, h. 15,00 circa, 6/8/1985 (uccisione del vice dirigente della squadra mobile Ninni Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia), Palermo, Via Alfieri, h. 08,00, 29/8/1991 (uccisione dell’imprenditore Libero Grassi), Capaci, h. 17,58, 23/5/1991 (uccisione del giudice Falcone e della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Montinaro, Schifani e Dicillo), Palermo, via Mariano D’Amelio, h. 16,58, 19/7/1992 (uccisione del giudice Borsellino e degli agenti della scorta Catalano, Traina, Li Muli, Cusina ed Emanuela Loi), Palermo, Brancaccio, piazzale Anita Garibaldi, h. 22,00 circa, 15/9/1993 (uccisione di Don Pino Puglisi).

Non solo viaggio della memoria però, il libro è anche frutto degli approfondimenti svolti da Francesca presso il “Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”, presso il reparto scorte della Polizia di Stato a Palermo e presso le case museo di “Peppe Impastato” a Cinisi e di don Pino Puglisi a Palermo oltre che della condivisione di momenti di forte commozione quali la commemorazione dell’imprenditore Libero Grassi alla presenza del presidente del senato, presente la signora Pina Maisano Grassi a cui è dedicato anche un pensiero a seguito del suo decesso l’anno successivo e la partecipazione a dei dibattiti con dei sopravvissuti della mafia insieme ad altri giovani, volontari di Libera.

Ma non solo… anche momenti di crescita al contatto di grandi persone come la sorella e la moglie di Antonio Montinaro, rispettivamente Tilde e Tina, Alessandro Chiolo, autore del libro “Nome in codice: Quarto Savona 15 Km 100287 e oltre”, Umberto Santino ed Anna Puglisi che conservano la memoria di Peppe Impastato, Giovanni Paparcuri sopravvissuto alla strage di Rocco Chinnici senza dimenticare la scoperta di grandi artisti che perpetuano la memoria di questi tristi momenti come Gaetano Porcasi e tantissimi altri che in silenzio servono lo stato quotidianamente mettendo a repentaglio la propria vita.

copertina

Nel libro della scrittrice Francesca Polimeno è riportato anche tanto altro, come le canzoni degli Stadio (Per la bandiera), dei Dinastia (Chi gliel’ha fatto fare) e di Fabrizio Moro (Pensa), i dipinti di Gaetano Porcasi, le poesie di Peppino Impastato e l’ode di Francesco Billeci “A un omu curaggiusu”…o i versi su Palermo del poeta Mario Luzi.

Da dove il titolo? Il lettore lo scoprirà solo alla fine se avrà la pazienza di leggere la lettera del papà di Francesca alla preside dell’istituto di San Giuseppe del Caburlotto.

Ma questa non è la sola sorpresa, il libro infatti porta la prefazione del magistrato DDA Catello Maresca che negli ultimi anni ha, tra le altre, coordinato importanti indagini contro il clan dei Casalesi, come le operazioni Zenit e Caccia al Tesoro sul gruppo Zagaria ed ha diretto le attività di ricerca che hanno condotto nel dicembre 2011 all’arresto del superlatitante Michele Zagaria.

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di Antonio Grilletto
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L’esercito racconta l’esercito con le immagini di Giuseppe Tarantino

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Roma, 10 febbraio 2017 – ‘ReportagEsercito’ di Giuseppe Tarantino è un saggio fotografico sullo strumento terrestre il cui punto di forza è proprio lo sguardo dell’autore, militare come i soggetti ritratti nelle immagini che illustrano l’impegno dell’Esercito Italiano quale risorsa per il Paese.

Il focus della narrazione non sono (solo) le missioni ma (soprattutto) quella che ne è l’indispensabile premessa, cioè l’identità militare che guida l’agire dei soldati, fissata oltre l’istante da “ritratti d’azione”, ovvero fotografie talvolta “catturate” talvolta studiate nei particolari, che mostrano da un preciso punto di vista, quello dei protagonisti stessi, cosa significa scegliere di servire in armi la Patria oggi come ieri indossando l’uniforme dell’Esercito Italiano.

Conclude il volume una breve analisi del rapporto tra organizzazione militare e narrazioni visuali, ovvero come le Forze Armate, e in particolare l’Esercito, utilizzano la fotografia per raccontare se stesse sia ai loro effettivi sia all’opinione pubblica, per favorire senso e consenso da parte, rispettivamente, degli uni e degli altri.

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Presentato il volume “La grande guerra italiana. Le battaglie” di Gaspari editore

Il moderatore generale di divisione Giuseppenicola Tota

Il moderatore generale di divisione Giuseppenicola Tota

Roma, 11 febbraio 2016 – È stato presentato oggi, nella Biblioteca Militare Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito il volume “La grande guerra italiana. Le battaglie” di Gaspari editore.

Il libro, scritto dal dott. Paolo Gaspari, storico ed editore, dal dott. Marco Pascoli, uno dei maggiori esperti di graffiti e vestigia della Grande Guerra e dal dott. Paolo Pozzato, storico militare, racconta le maggiori battaglie della Grande Guerra italiana esaltando la straordinaria prova di resistenza e il sacrificio collettivo pagato da tutte le famiglie di tutte le regioni e culminato nella sconfitta e distruzione dell’impero austro-ungarico,  contro cui si era lottato per settant’anni per raggiungere la nostra unità e indipendenza.

Il generale Danilo Errico

Il generale Danilo Errico

Tra le autorità politiche e militari presenti all’evento, il senatore Nicola Latorre, presidente della Commissione Difesa del Senato della Repubblica, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico che nel suo intervento ha evidenziato la chiarezza e l’agevole lettura dell’opera, pur nella professionalità e rigore storico dei contenuti. Il gen. Errico ha poi sottolineato come “questo libro ci aiuti a capire quelli che erano i principi ispiratori e le motivazioni dei soldati di allora e che ancora oggi animano gli uomini e le donne dell’Esercito che operano in Afghanistan, Kosovo, Libano, in Iraq e in tante altre missioni”.

Il progetto è stato introdotto dal generale di divisione Giuseppenicola Tota, capo del Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore dell’Esercito e moderatore dell’evento, a cui ha partecipato anche il generale di corpo d’armata in quiescenza Alberto Ficuciello, promotore dell’intero progetto.

Il volume si compone di oltre 500 titoli di cui una grandissima parte sulla Grande Guerra che vanno dalla ricostruzione delle battaglie ai combattimenti minori, illustra le guide storico-turistiche sui luoghi dei 600 chilometri del fronte, e racconta le biografie e la guerra delle donne nonché la diaristica.

Il generale Graziano il generale Errico e gli autori del libro

Il generale Graziano il generale Errico e gli autori del libro

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito
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W la Naja, il libro di Sebastiano Genovese, per ricordare un anno di goliardia e di fratellanza

 
Roma, 10 dicembre 2015 – E’ uscito nei giorni scorsi il libro in formato e-book (kindle) di Sebastiano Genovese, W la Naja (Cavinato Editore).
Avete mai visto qualche foto raffigurante giovani durante il servizio militare obbligatorio? Noterete sicuramente le espressioni di gioia e divertimento nei volti, non si vedono mai facce buie o visi rattristati.
W la Naja è un diario dell’anno di servizio militare obbligatorio di Sebastiano Genovese, un diario di ricordi, dove tutti coloro che hanno fatto la naja ci si possono identificare, ricordare e sorridere.
Ricordare la vestizione, il servizio di guardia, gli scherzi, i personaggi strani o meno strani che gravitavano in caserma.
 
Il libro è rivolto a tutti coloro che hanno amato quel periodo, a tutti quelli che lo ricordano con nostalgia, senza rancore. Non è stato un anno sprecato, un anno buttato via, forse l’ultimo anno in cui un uomo è stato veramente spensierato, i veri problemi della vita sono cominciati dopo. Son sempre più le persone che tramite i social network si ritrovano, o semplicemente ricordano con gioia quell’anno, le associazioni d’arma aumentano gli iscritti.
Il libro vuole risaltare l’aspetto goliardico, le grandi amicizie che si si sono formate durante quel periodo, così come pure l’aspetto educativo mai riconosciuto da parte di alcuni mass media e da parte di quella società che ha sempre contrastato l’anno di militare.
 
L’autore
Sebastiano Genovese è nato a Palermo il 16/10/1959, è residente a Segrate e di professione fa il fisioterapista. Ha fatto il militare nell’82/83 nel 2 btg Granatieri meccanizzato Cengio.
Il libro, di 114 pagine, è in vendita a 5,99 euro su Amazon, per comprarlo cliccare la copertina.
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“Dalla Sicilia a El Alamein” il nuovo libro di Carlo Palermo, intervista all’autore

di Monica Palermo

Agrigento, 29 settembre 2015 – È uscito in libreria a luglio 2015 il volume Dalla Sicilia a El Alamein, (Edizioni Momenti), dello storico Carlo Palermo, nato ad Agrigento, classe ’66, laureato in legge e scienze politiche, appassionato studioso di storia militare, bibliotecario del comune di Realmonte (AG). E’ un volume di circa cento pagine con foto d’epoca di Ribera, la cittadina agrigentina natale di Emanuele e di Francesco Crispi, con foto d’epoca dei bersaglieri in Libia, e foto del sacrario e del loculo dove riposa Emanuele Macaluso.

Lo abbiamo intervistato.

Dott. Palermo ci parli di lei, di come è nata questa sua passione per la storia.

Ho un curriculm scolastico normale: scuole superiori, università, con la passione per la storia militare. Ho letto molto Petacco, De Felice,ecc. Come narrativa storica: Bedeschi, Dominioni, Rigoni Stern ed altri reduci. Ho letto libri acquistati presso l’ufficio storico Esercito italiano. Insomma ho letto tanto e ho 35 anni alle spalle di studi storici. Il primo libro che ho letto è stato “La pista della volpe” di David Irving, avevo solo 12 anni. Ho libri scritti da Rommel, Guderian ecc. Per anni ho ascoltato i racconti dei reduci di guerra. La storia è stata una passione che ho coltivato fin da bambino. Ero curioso di conoscere la vita dei grandi condottieri del passato come Annibale, Cesare, Napoleone, ecc. mi appassionavano i racconti dei reduci di guerra, stavo ore intere ad ascoltarli.

Come mai questo suo interesse per El Alamein?

Una volta un reduce di Alamein mi ha raccontato di aver conosciuto personalmente il generale Rommel. Sono rimasto affascinato dalla figura di questo condottiero tedesco, abile e astuto, che aveva fatto ammattire le truppe inglesi nel deserto africano. Da lì sono iniziate le mie ricerche sulla guerra nel deserto.

Come è nata l’idea di questo libro?

Con la lettura del libro “Alamein” scritto dal colonnello Paolo Caccia Dominioni, dove l’autore racconta l’episodio, avvenuto nel 1954, del ritrovamento della salma di Emanuele Macaluso, siciliano di Ribera (AG), bersagliere dell’8° reggimento bersaglieri divisione Ariete, morto ai primi di luglio durante la prima battaglia di Alamein. Questo fatto mi ha incuriosito, si trattava di un soldato nato nella cittadina agrigentina, non molto distante dal luogo dove abito io, circa una ventina di chilometri. Da allora ho avuto in mente sempre l’idea di andare ad Alamein a rendere omaggio ad Emanuele e conoscere la sua vicenda umana.

Quanto tempo ha impiegato per scrivere Dalla Sicilia a El Alamein?

Ho impiegato due anni tra ricerche, testimonianze e stesura della bozza. Attività svolta sempre nei momenti e nei giorni liberi.

E’ mai stato ad Alamein?

Si, ci sono stato. Sono stato più volte ad Alamein perché socio di ARIDO (Associazione Ricercatori Indipendenti Deserto Occidentale), Un’associazione di ricercatori storici che si occupano delle ricerche sulla battaglia di El Alamein.

La prima volta ci sono andato con i parà della Folgore in congedo. Lì ho conosciuto il leone della Folgore Santo Pelliccia.

Durante i miei viaggi a El Alamein ho visitato l’antica linea del fronte e il sacrario militare italiano. Quando sono entrato in quel “Olimpo degli Eroi” ho provato una forte emozione. Lì c’erano 5000 ragazzi che ci aspettavano, che mi hanno insegnato e ci insegnano tuttora, a tutti noi italiani, come si serve veramente l’Italia.

Per la prima volta in vita mia mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Una volta entrato, come se fossi guidato da una mano, da un’entità, non so spiegarlo bene, mi sono ritrovato davanti al loculo dove riposano i resti del bersagliere Emanuele Macaluso e istintivamente ho detto: “caro Emanuele, finalmente sono venuto a trovarti”.

Ma chi era il bersagliere Emanuele Macaluso?

Il bersagliere Emanuele Macaluso era un ragazzo sveglio ed intelligente, educato secondo i valori di una volta, “Dio, Patria, famiglia”, e i canoni rigidi delle famiglie siciliane del secolo scorso. Allo scoppio della guerra aveva rinunciato agli studi universitari per poter servire la Patria in armi. Sul fronte africano, col suo reggimento, aveva partecipato alle operazioni militari che vanno dal novembre del 41 fino al 6 luglio 1942, giorno della sua morte, comportandosi da vero bersagliere. Un testimone oculare ha raccontato che, Emanuele, assieme a pochi altri bersaglieri, si mimetizzava su un telo ricoperto di sabbia e al passaggio di un carro armato inglese, agganciava una mina sotto il mezzo nemico.

Ideali, senso del dovere, amore per la Patria, cosa rappresentano per lei? Al giorno d’oggi esistono ancora?

A mio avviso questi ideali sono i pilastri fondamentali di una nazione. Quando un popolo non crede più a questi valori è destinato alla deriva. Fortunatamente in Italia c’è tanta gente onesta, che però ha bisogno di certezze da chi guida la nostra nazione. Ci sono tanti cittadini italiani che servono l’Italia in armi e non, con abnegazione e professionalità. Dobbiamo prendere esempio da loro e fare bene ognuno la nostra parte.

Può farci un’anticipazione sul prossimo libro che scriverà?

Ho dei progetti in cantiere ma è presto per parlare di un prossimo libro.

Il libro si puo acquistare tramite librerie interne Ibs, Amazon. Oppure rivolgendosi alla Casa Editrice edizioni Momenti, di Ribera (AG).

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 Immagini fornite dall'autore

Squadrone «Folgore» 1943-1945, un libro che racconta la storia del 1° Squadrone da ricognizione

Roma, 21 giugno 2015 – È in libreria il libro SQUADRONE «FOLGORE» 1943 – 1945 del Gruppo Mursia Editore. Un volume di 224 pagine che racconta la storia del I Squadrone da ricognizione «Folgore», una delle formazioni maggiormente decorate dell’Esercito Italiano.

Sicuramente di stampo apolitico, è un raro esempio di unità «regolarizzata» e autonoma operante durante la guerra di Liberazione. Costituitosi nei giorni successivi all’8 settembre 1943, lo Squadrone risale la penisola al fianco degli Alleati fino alla Linea Gotica, con scopi di sabotaggio, rilievo oltre le linee nemiche e reperimento di dati necessari all’avanzata.

L’attività dello Squadrone culmina con l’operazione Herring, l’unico lancio di guerra svolto da paracadutisti italiani sul suolo metropolitano avvenuto il 20 aprile 1945 nell’area compresa tra Mantova e Ferrara.

Archivio Gen. C. F. Gay - Nucleo Squadrone "F"

Archivio Gen. C. F. Gay – Nucleo Squadrone “F”

Il libro è stato scritto dall’architetto Daniel Battistella, classe 1979, autore di saggi e articoli sull’architettura italiana, a cavallo tra la ricostruzione e il boom economico. Si interessa di storia locale e militare, svolgendo un’attività di ricerca inerente ai combattenti regolari durante la guerra di Liberazione.

Il volume è stato presentato a maggio a Bologna, nella sede del circolo ufficiali dell’Esercito di Palazzo Grassi.

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