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Esercito, cambio al vertice del 1 rgt Granatieri di Sardegna, il colonnello Domenico Pisapia subentra al parigrado Giuseppe Diotallevi

Passaggio tra i comandanti della Bandiera di Guerra (© Granatieri di Sardegna)


Roma, 15 novembre 2021 – Il colonnello Domenico Pisapia è il nuovo comandante del 1° reggimento Granatieri di Sardegna, la più antica specialità dell’Esercito. La cerimonia di avvicendamento si è tenuta a Roma, presso la caserma Gandin, alla presenza del comandante della brigata Granatieri di Sardegna, generale di brigata Liberato Amadio, venerdì 12 novembre 2021.

Il comandante della Brigata Granatieri di Sardegna, gen. b. Liberato Amadio
(© Granatieri di Sardegna)

Il colonnello Giuseppe Diotallevi, 113° comandante, ha passato il testimone dopo un anno di comando in cui i “Bianchi Alamari” sono stati impiegati su diversi fronti, addestrativi e operativi: il comando della Task Force “Strade Sicure”, nel primo semestre ’21, e della Task Force “G20” nel mese di ottobre nella città di Roma, le attività addestrative in molti dei poligoni nazionali e le molteplici attività di alta rappresentanza presso le sedi degli organi istituzionali della Repubblica.

Il comandante del 1° Rgt Granatieri di Sardegna, cedente, col. Giuseppe Diotallevi (© Granatieri di Sardegna)

Nel discorso di commiato, il comandante uscente ha ringraziato tutti i Granatieri per l’indiscutibile slancio, ardore e fedeltà di intenti dimostrati durante tutto il periodo di comando, citando le parole di Sant’Agostino: “nella Casa del giusto, anche coloro che esercitano un comando non fanno in realtà altro che prestare un servizio a coloro i quali sembrano comandare; essi di fatti non comandano per cupidigia di dominio ma per dovere di far del bene agli uomini, non per orgoglio di primeggiare, ma per amore di provvedere”.

Il comandante della brigata Granatieri di Sardegna, generale di brigata Liberato Amadio, ha sottolineato i recenti successi del reggimento sia in ambito operativo, evidenziando l’enorme sacrificio che tutta la Brigata spende per garantire costantemente la sicurezza nella capitale nel quadro dell’operazione “Strade Sicure”, sia in campo addestrativo, con i continui impegni nelle esercitazioni con il Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre – SIAT, presso il poligono di Monte Romano e nelle attività addestrative pianificate dalla Divisione Acqui.

Il comandante del 1° rgt Granatieri di Sardegna, col. Domenico Pisapia (© Granatieri di Sardegna)

Il colonnello Pisapia proviene dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).

Al termine della cerimonia il cappellano militare della Granatieri ha letto la preghiera del granatiere e ha benedetto i partecipanti.

Lettura della preghiera del “Granatiere” a cura del cappellano militare, Don Pierluca Bancale ( © Granatieri di Sardegna)

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Fonte e immagini
: Comando bgt Granatieri di Sardegna
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Giornata delle Forze Armate, il comandante della Granatieri generale Liberato Amadio al comando dello schieramento interforze

Roma, 4 novembre 2021 – Celebrazione oggi del “Giorno dell’Unità Nazionale” e “Giornata delle Forze Armate” con una serie di cerimonie militari.

A piazza Venezia di fronte all’Altare della Patria uno schieramento interforze (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza) comandato dal Comandante Generale di Brigata dei Granatieri di Sardegna, Liberato Amadio il quale ha reso gli onori al Presidente della Repubblica.

Alle 10.00 il Presidente della Repubblica, on. prof. Sergio Mattarella, accompagnato dalle alte cariche dello Stato e dalle autorità militari di vertice, ha deposto una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto.

Al termine della cerimonia il passaggio delle Frecce Tricolori.

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Foto estrapolate dal video della Difesa
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I Granatieri di Sardegna onorano l’annuale impegno derivante dal lascito del Duca di San Pietro del 1776

Roma, 19 febbraio 2021 – (di Monica Palermo) I Granatieri di Sardegna, la più antica specialità dell’Esercito italiano, con una messa hanno celebrato ieri 18 febbraio il 245° anniversario della morte di don Alberto Genovese, duca di San Pietro, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

La cerimonia è stata presenziata dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, dal consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari del consiglio supremo di Difesa generale Rolando Mosca Moschini, dall’ex sottosegretario di Stato per la Difesa generale di corpo d’armata Domenico Rossi, dal comandante delle Forze Operative Sud generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, dal presidente di ASSOARMA generale di corpo d’armata Mario Buscemi e dal comandante della Polizia locale di Roma Capitale dott. Ugo Angeloni, nonché autorità delle altre forze armate e di polizia.

Il capo di SME generale Salvatore Farina rende omaggio alla bandiera di guerra della Granatieri

Presenti le alte cariche della brigata Granatieri di Sardegna, il comandante della brigata, generale di brigata Liberato Amadio, il vice comandante della brigata colonnello Aniello Santonicola, il comandante del 1° rgt Granatieri di Sardegna, colonnello Giuseppe Diotallevi e il comandante del 2° battaglione Granatieri di Sardegna di Spoleto, tenente colonnello Gabriele Guidi, nonché il precedente comandante della brigata, generale di brigata Diego Filippo Fulco. Presente inoltre il comandante dei Lancieri di Montebello (8°) il colonnello Giuseppe Cacciaguerra.

La messa è stata officiata dal vicario generale dell’ordinariato militare per l’Italia monsignor Angelo Frigerio, dal cappellano militare don Pier Luca Bancale, dal diacono Franco Tolomei, generale di cavalleria, e da don Giuseppe Ganciu, nuovo vicario episcopale per l’Esercito Italiano.

Presenti alla celebrazione anche gli eredi del Duca di San Pietro.

Al termine della cerimonia il presidente dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna, generale Giovanni Garassino, ha letto la “preghiera del Granatiere”.

Approfondimenti del granatiere Ernesto Bonelli

RIPETERE NON E’ INUTILE RETORICA

Oggi 18 febbraio 2021, i Granatieri di Sardegna non potevano non rispettare il disposto del lascito testamentario di Don Alberto Genovese, Duca di San Pietro, e lo hanno fatto nel solco delle tradizione e, come loro consuetudine, nell’osservanza del rigido protocollo imposto dalla disciplina militare pur nel rispetto delle norme anti – Covid.

Il protocollo d’altronde non poteva essere diverso in quanto questa tradizione da sempre, in qualsiasi situazione – guerra, pace, prigionia – o località sede, in Italia o all’estero per esigenze operative, delle Unità Granatieri,  viene rinnovata,  in quanto “ripetere non è una inutile retorica, ma il segno di una continuità di gratitudine e di memoria verso colui che ha voluto beneficiare il suo reggimento ed in suffragio di tutti i Granatieri che, in pace ed in guerra, sono deceduti” (Mons. Angelo Frigerio, nell’omelia).

Incantevole il quadro che si presentava nella maestosità della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma che, pur nella esiguità dei presenti, è sembrata gremita di persone, grazie anche al dettagliato e squadrato schieramento dei protagonisti della cerimonia del duca: gli eredi, i celebranti, le autorità, i comandanti di reggimento, ma, innanzitutto le bandiere del 1° e del 2° reggimento “Granatieri di Sardegna”, il medagliere nazionale dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna, il catafalco con ai lati il picchetto nell’uniforme del 1776, data del lascito, dei fanti del Reggimento di Sardegna, il comandante del 1° reggimento, la musica d’ordinanza del 1° reggimento e le due compagnie Granatieri equamente distribuite ai lati della Basilica con i militari distanziati, nella bellezza della loro Grande Uniforme di rappresentanza per nulla “guastata” dalla mascherina sul volto.

Mancavano i vecchi Granatieri, ma solo “in presenza”, il loro cuore e loro testa, sebbene distanti, erano all’interno del Tempio.

Particolare attenzione hanno destato le parole pronunciate da monsignor Angelo Frigerio, Vicario Generale Militare, nel corso dell’omelia. Il celebrante ha infatti evidenziato “i valori di disciplina, rispetto e fraternità che la compagine militare insegna ai giovani cittadini”; valori di cui, oggi più che mai, la società ne abbisogna visti i tragici ultimi eventi. Ha inoltre posto l’accento “sul ruolo di presidio di riferimento per la civiltà della sicurezza” che le Forze Armate ogni giorno svolgono.

La Santa Messa è stata concelebrata da Don Giuseppe Ganciu,  coordinatore dei Cappellani Militari dell’Esercito e da Padre PierLuca Bancale, Cappellano Militare della Brigata “Granatieri di Sardegna”, coadiuvati dal Diacono Franco Tolomei, Generale della riserva, proveniente dall’Esercito. 

Un plauso al comandante della Brigata generale di brigata Liberato Amadio, al vice comandante della Brigata colonnello dei Granatieri Aniello Santonicola ed al comandante del 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna” colonnello Giuseppe Diotallevi ed a tutto il personale dipendente per la granatieresca, austera ed armonica dimostrazione di disciplina e di intimo sentimento di spirito di appartenenza.

IL LASCITO di Don Alberto Genovese Deroma Duca di San Pietro e Carloforte

 “L’anno del Signore 1776 al primo del mese di Agosto, circa alle ore 6 di Francia, alla sera in Torino …” , così inizia, come si può leggere da una copia dell’atto originale conser­vato nel Museo Storico dei “Granatieri di Sardegna”, in un cofanetto presso il salone d’onore, il documento stipulato tra Don Alberto Genovese Deroma Duca di San Pietro e Carloforte, Marchese del Castiglio, della Guardia, di Villa Erniosa e Santa Croce, Conte di Cagliari, Barone di Portoscuro, seguito da altri 19 titoli tra cui “Capitano d’Infanteria” e Don Gavino Paliaccio Mar­chese della Planargia allora comandante del Reggimento di Sardegna.

Il documento è costituito da 9 articoli. Nel primo viene san­cita la creazione della Banda di Musica e della Massa di Pietà ed istituito un fondo di 100.000 lire vecchie di Pie­monte la cui rendita annuale fissata a 4.000 lire dovrà servire lire 3200 alla manutenzione della Banda e per lire 800 alla Massa di Pietà, quest’ultima da impiegarsi quale “soccorsi da darsi dal Colonnello alle donne del Reggimento cariche di famiglia, orfani, vedove ed altri consimili opere pietose in soccorso dei più necessitosi dell’istesso corpo principiando dal Sergente fino al Soldato “. Inoltre sono stanziate altre 4.000 lire a favore della Banda “per supplire alle prime spese di vestiario, istrumenti ed altro”.

Nel secondo articolo il Duca si impegna a pagare entro un mese la somma di lire 8.000, 4,000 lire per le prime spese del vestiario, in­strumenti ed altro. La somma di 4.000 lire per la Massa di Pietà e per il mantenimento della banda nel primo anno. Il fondo di 100.000 lire verrà invece versato in tre rate an­nuali di 33.333 lire 6 soldi e 8 denari. Questo capitale però non sarebbe stato percepito per intero se non dopo tre anni, il Duca si impegnò quindi a versare £. 4.000 annue fino alla costituzione del fondo stesso. Pertanto complessivamente il Duca in tre anni sì impegnò a versare 120.000 lire vecchie di Piemonte. Il terzo e quarto articolo contengono dettagli amministrativi atti ad onorare gli impegni assunti dal Duca negli articoli precedenti.

Con il quinto articolo Don Alberto dispone che annualmente sia celebrata dal cappellano del Reggimento una messa “in suffragio dell’anima del Signor Duca padre nel giorno dell’anniversario della morte, che avvenne il 15 Febbraio 1764, con intervento del Signor Co­lonnello, e cogli Ufficiali del Corpo, e col suono, e musica di detta Banda e con quelle pompe funebri Ecclesiastiche che stimerà il Signor Colonnello“. I fondi necessari per la celebrazione di tale cerimonia dovranno essere tratti dal red­dito a favore della Massa di Musica. Inoltre Don Alberto dispose che dopo la sua morte, – che sarebbe avvenuta il 12 gennaio 1812 a Cagliari, come risulta dai “Quinque Librorum” – tale cerimonia sarebbe stata effettuata in suo onore e non più per il padre. Nel sesto articolo Don Alberto si ri­serva “la ragione e la facoltà, non trasmissibile ai suoi suc­cessori, di potersi valere della Banda e di nominare in caso di vacanza di qualche posto in detta Banda un soggetto abile“.
A mente del settimo articolo: “Tutti gli istrumenti per uso di detta Banda debbono esser marcati colle armi genti­lizie di famiglia di Signor Duca”. Con il successivo articolo il Comandante di Reggimento viene delegato alla costitu­zione, entro tre mesi, della Banda “in quella miglior forma che stimerà esso“. Inoltre viene stabilito che la Banda “debba durare sempre finche durerà detto Reggimento” e qualora il reggimento fosse stato sciolto sua Maestà definirà

Nell’ultimo capitolo, il 9°, i due contraenti si impegnano a rispettare “i sovraesposti capitoli“.

Un anno dopo alla stipula di tale atto, e precisamente il 15 ottobre del 1777, il Duca di San Pietro si obbliga a vestire a sue spese il Tamburino Maggiore del Reggimento Sarde­gna e di provvedere ogni 6 anni a simile carico di vestiario da parata. A tal fine, stimata una spesa annua di 800 lire si impegna a versare una volta estinto il debito contratto con l’atto precedente, un fondo di 20.000 lire vecchie di Pie­monte così che lo stesso possa fruttare, con un interesse annuo del 4%, la somma necessaria al mantenimento del Tamburino Maggiore, ovvero 800 lire annue.

Successivamente, con lo scioglimento del Reggimento Cac­ciatori di Sardegna e la successiva fusione dello stesso con il 1° e 2° Reggimento Granatieri, il fondo fu ceduto alla Bri­gata Granatieri di Sardegna.

Un documento dimostra lo stato patrimoniale del fondo, così come avvallato il 6 giugno 1852 dall’ultimo comandante del Reggimento Cacciatori di Sardegna tenente colonnello Enrico Cereale.

Ernesto Bonelli

Il comandante della Granatieri, generale b. Liberato Amadio, il generale c.a. Giuseppenicola Tota, generale b. Diego Filippo Fulco

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Cambio al vertice dei Granatieri di Sardegna, il generale Diego Filippo Fulco lascia il comando al parigrado Liberato Amadio

​Roma, 13 novembre 2020 – Avvicendamento nella carica di comandante della Brigata “Granatieri di Sardegna” con una cerimonia in piena osservanza Covid, questa mattina, presso la caserma “Generale Antonio Gandin” di Roma, alla presenza del comandante della divisione “Aqui” generale di divisione Nicola Terzano, il generale di brigata Diego Filippo Fulco ha lasciato il comando al parigrado Liberato Amadio.

Generale di brigata Nicola Terzano



Il comandante della Divisione “Aqui”, durante il suo intervento ha espresso gratitudine ed apprezzamento, in primis a tutto il personale della Brigata per l’esemplare lavoro svolto, sottolineando, in particolare, i traguardi raggiunti durante la gestione dei momenti più complicati del lockdown garantendo il supporto alla popolazione sia in Patria sia all’estero, poi ai comandanti, cedente e subentrante, evidenziando come la professionalità e la passione siano i requisiti fondamentali per operare con successo.

Generale di brigata Diego Filippo Fulco

Il comandante cedente, generale di brigata Diego Filippo Fulco, ringraziando tutto il personale dipendente, ha salutato tutti gli uomini e le donne della Brigata, sottolineando le attività svolte dalla Brigata, dall’operazione “Strade Sicure” all’addestramento warfighting, dall’approntamento alla missione in Libano, dall’emergenza Covid19 all’operazione “Igea”, ritenendosi alla fine di quest’esperienza di comando biennale “un uomo ed un soldato più ricco” sia dal punto di vista professionale sia umano.

Una Messa è stata celebrata prima del passaggio comando, nella cappella di San Martino dei Granatieri di Sardegna, un segno di ringraziamento del comandante cedente per il suo periodo di comando e l’affidamento al Signore del nuovo periodo di comando da parte del comandante subentrante.

Generale di brigata Liberato Amadio

 Brigata “Granatieri di Sardegna”: professionalità e passione 

La cerimonia si è svolta in aderenza alle vigenti disposizioni, in piena osservanza delle misure di prevenzione anti Covid-19, restringendo il personale presente ad una piccola rappresentanza dei Reparti dipendenti. “Un piccolo sacrificio incomparabile rispetto a quello che tutti gli italiani sono in questo momento chiamati a sostenere”, queste le parole del Comandante cedente durante i saluti finali.
La cerimonia è stata preceduta dalla deposizione della Corona al monumento dedicato ai Caduti e dalla messa presso la Chiesa all’interno della caserma.

La Brigata “Granatieri di Sardegna” che si compone di un reggimento granatieri, un reggimento di Cavalleria (Lancieri di Montebello), un reparto Comando e di un battaglione di Granatieri di stanza a Spoleto, è rientrata recentemente dal teatro operativo libanese ed è attualmente in procinto di approntarsi per essere impiegata sul territorio nazionale nell’operazione “Strade Sicure”.

Curriculum del generale di brigata Liberato Amodio

Il generale Liberato Amadio è nato a Padova il 4 Agosto 1969.  Ha frequentato nel biennio 1989 – 1991 l’Accademia Militare di Modena (171° corso “Fede”) e nel Settembre del 1991 è stato nominato Sottotenente di fanteria.

E’ stato assegnato, con il grado di Tenente, al 1° reggimento “Granatieri di Sardegna” in Roma dove ha svolto, dal 1994 a 2001, i periodi di comando di plotone fucilieri, di Vice Comandante di Compagnia e di Comandante di Compagnia fucilieri e Spt. L., ricoprendo negli ultimi due anni di permanenza l’incarico di Capo Ufficio O.A.I.. Nell’ambito del 1° rgt. Granatieri, è stato impegnato nelle missioni fuori area in Bosnia (1997) e in Albania (2001).

Ha frequentato, negli anni 2002-2003, il 128° Corso di Stato Maggiore e il successivo 4° Corso Pluritematico, al termine dei quali ha conseguito il Master in “Scienze Strategiche”.

Nel 2007-2008 ha frequentato l’Istituto Superiore di Stato Maggiore presso la “Escuela de las Fuerzas Armadas” delle Forze Armate spagnole, conseguendo il titolo di “Diplomado de Estato Major”. L’ufficiale ha inoltre frequentato il Corso di Fotointerprete Militare presso la Scuola di Aerocooperazione di Guidonia (1999).

Quale Ufficiale Addetto presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, ha prestato servizio presso l’Ufficio Impiego Ufficiali del Dipartimento Impiego del Personale (dal 2003 al 2007) e presso l’Ufficio Pianificazione del Reparto Pianificazione Generale e Finanziaria (dal 2008 al 2011). Nel 2010 ha operato, nell’ambito dell’Operazione ISAF (Afghanistan), presso il Comando di RC-West nella Cellula J5.

Ha svolto il periodo di comando di battaglione nella sede di Spoleto presso il 2° battaglione Granatieri “Cengio” del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”, dal settembre 2011 al settembre 2012. Da ottobre 2012 a luglio 2015 ha ricoperto l’incarico di Capo Sezione “Ammodernamento dello Strumento”  presso l’Ufficio Pianificazione di SME-RPGF. Dal luglio 2015 al luglio 2016 ha comandato il Multinational CIMIC Group (MNCG) nella sede Motta di Livenza. Successivamente è stato impiegato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito dove ha diretto, per un anno, l’Ufficio Pianificazione (2016-2017) presso il III Reparto Pianificazione Generale e per 3 anni e 3 mesi (2017-2020) l’Ufficio del Sottocapo di SME.

Il generale di brigata Liberato Amadio è laureato in Scienze Politiche (indirizzo politico-economico) e in Scienze Internazionali e Diplomatiche. E’ altresì insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.  

E’ sposato con la signora Raffaella ed è padre di Lorenzo (12 anni).

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