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Libano, UNIFIL: i caschi blu italiani supportano la sanità locale con donazioni di sangue

Il contingente nazionale della missione UNIFIL dona sangue e conduce visite a domicilio di medicina generale nei villaggi del sud del Libano

Militari italiani in Libano donano sangue alla Croce Rossa

Tiro (Libano), 3 novembre 2022 – Attività nell’ambito dei progetti di cooperazione civile e militare, a supporto della popolazione locale, sono state condotte dal contingente italiano in Libano. Il contingente italiano ha aderito alla campagna di donazione del sangue, organizzata in collaborazione con la Croce Rossa libanese di Tiro, donando oltre un centinaio di sacche di sangue, con un prelievo che è stato effettuato nel punto di raccolta organizzato all’interno della base “Millevoi”, sede del Comando del Settore Ovest della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) e del contingente italiano.

La donazione di sangue dei militari italiani ha permesso di far fronte alle richieste della Croce Rossa libanese per mantenere inalterate e reintegrare le riserve delle banche del sangue degli ospedali locali.

Il contingente italiano in Libano ha la leadership del settore occidentale della missione delle Nazioni Unite nella Terra dei Cedri.

Oltre a questo, a sostegno della sanità e su richiesta delle autorità locali, vengono pianificate e condotte ormai quotidianamente le cosiddette medicalcare, visite a domicilio praticate dal personale sanitario militare, grazie alle quali vengono raggiunte numerose municipalità, anche quelle più remote appartenenti all’area di operazioni a guida italiana, grazie alle quali vengono visitati anziani, donne e bambini che spesso non possiedono le risorse economiche per ricevere cure.

Le medical care, che rientrano tra le attività previste dalla risoluzione n. 1701 del 2006 delle Nazioni Unite, sono svolte per prestare supporto sanitario di medicina generale alle municipalità sprovviste di un presidio sanitario pubblico, grazie a team composti da medici, infermieri e operatori logistici di sanità dell’Esercito Italiano.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, esercitazione Steel Storm II-2022, i Caschi Blu italiani testano le procedure di interoperabilità in ambito multinazionale e interforze

Nel sud del Libano, a Naqoura, si è conclusa l’esercitazione “Steel Storm II – 2022”, per testare le procedure di interoperabilità in ambito multinazionale ed interforze tra paesi che partecipano alla missione delle Nazioni Unite e le Forze armate libanesi.

Esercito libanese e riserva mobile francese in azione

Libano del sud, 29 settembre 2022 – I Caschi Blu della missione della Nazioni Unite, che operano in Libano sulla base della risoluzione n. 1701 del 2006, recentemente rinnovata a fine agosto senza sostanziali modifiche al mandato della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), hanno condotto dal 20 al 23 settembre l’esercitazione semestrale multinazionale e interforze Steel Storm II-2022. 

L’attività esercitativa ha permesso di addestrare i peacekeeper alle procedure di integrazione delle varie componenti operative del dispositivo militare composto da 48 nazioni, di cui l’Italia costituisce una delle componenti più cospicue in termini numerici, nonché di incrementare il coordinamento e la cooperazione tra le unità operative della missione e la controparte strategica rappresentata dalle Forze Armate libanesi (LAF, Lebanese Armed Forces).

Nell’esercitazione Steel Storm i soldati italiani e i colleghi appartenenti agli altri battaglioni di manovra dei contingenti schierati nell’ambito della missione UNIFIL si sono addestrati nell’impiego delle armi individuali e di reparto, hanno sviluppato attività a fuoco statiche, dinamiche e congiunte con le LAF appartenenti alla 5^ Brigata, unità operativa schierata nel South Litani Sector (SLS), area geografica in linea di massima corrispondente all’area di responsabilità delle forze Onu nella regione.

Alla giornata conclusiva dell’attività addestrativa ha presenziato il capo della missione e comandante delle Forze UNIFIL in Libano, il generale di divisione Aroldo Lazaro, e tutti i comandanti delle unità da esso dipendenti, tra i quali il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del Settore Ovest e del contingente italiano.

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La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: il pattugliamento dei Caschi Blu è anche Market Walk

In Libano i Caschi Blu di UNIFIL controllano il territorio anche con lo strumento della Market Walk e della Community Engagement Walk

Market Walk nei villaggi del Libano del Sud

Libano del sud, 15 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano di UNIFIL (la United Nation Interim Force in Lebanon), attualmente su base Brigata Aosta, hanno avviato già dal 2014 un programma di Market Walk, cioè pattugliamenti a piedi nei luoghi di mercato, all’interno dei villaggi situati nell’area di operazioni del Libano del Sud.

L’attività consiste nell’assicurare la presenza e la circolazione di personale militare dell’ONU nelle strade principali dei villaggi, nei mercati e nei maggiori centri di aggregazione, al fine di aumentare la percezione di sicurezza per la popolazione e avvicinare la componente militare alle comunità locali.

Già dalle prime esperienze di Market Walk, i riscontri avuti dalla popolazione sono stati molto positivi, facendo percepire la presenza dei militari, in generale, in modo diverso.

Il programma delle Market Walk rientra nell’ambito delle attività di assistenza alla popolazione libanese, che è uno dei compiti principali stabiliti dalla risoluzione n. 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e al supporto alle Forze Armate libanesi.

Si tratta di un’attività operativa a tutti gli effetti che concorre, assieme alle cosiddette pattuglie classiche motorizzate ed appiedate, a garantire presenza e sorveglianza sul territorio. Di più, esse permettono una relazione interpersonale con la popolazione, permettendo di ottenere da essa input per comprenderne più a fondo le esigenze. A questo, nel tempo, si sono aggiunte le LAF (Lebanese Armed Forces) che, oltre a garantire un’idonea cornice di sicurezza ai peacekeeper di UNIFIL, ha consentito anche ad esse di immergersi ancor di più nel tessuto sociale.

Nel tempo, a questa tipologia di pattugliamento, si sono affiancate le Community Engagement Walk, attività svolte da personale militare specializzato nell’ingaggio della popolazione civile, con lo scopo di far comprendere alla comunità in cui essi operano quali siano gli scopi e i pilastri della missione che conducono per conto della Nazioni Unite, nonché quello di comprendere e analizzare a loro volta come la popolazione percepisca la presenza degli operatori di pace sul territorio.

I Baschi Blu italiani interagiscono con la popolazione libanese

Inoltre, nel corso di queste attività vengono effettuati acquisti dai soldati, utili a muovere la micro economia locale, il cui beneficio viene avvertito soprattutto nelle aree rurali meno sviluppate commercialmente. 

A queste attività, si aggiungono quelle di cooperazione civile e militare (CIMIC) per la panificazione e realizzazione di progetti di aiuto alla popolazione, le cui esigenze emergono grazie ai quotidiani incontri che i comandanti ai vari livelli svolgono con i rappresentanti delle autorità civili e religiose del Libano del Sud (Key Leader Engagement). Di questi ultimi, da inizio anno ne sono stati condotti circa 200 nell’area di responsabilità a guida Brigata Aosta.

Per quanto concerne le relazioni con la popolazione, un altro tassello importante è costituito dalla forte presenza di personale femminile tra i militari delle Market Walk e delle Community Engagement Walk che facilita la possibilità di raggiungere le fasce della popolazione più restie ad avere contatti con i Caschi Blu di UNIFIL, quali donne, anziani e bambini, garantendo una migliore valutazione dei bisogni e delle richieste da parte delle autorità locali, in aderenza anche a quanto stabilito dalle risoluzioni n. 1325 del 2000 e n. 2242 del 2015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevedono di assicurare una partecipazione significativa delle donne in tutti gli aspetti delle operazioni, nonché di aumentarne il numero. 

Peacekeeper italiani incontrano le autorità della municipalità di Ain Ibil

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: il comandante di Sector West riceve le chiavi del monastero francescano di Tiro

Celebrata per l’occasione una messa in onore di San Giorgio e San Marco, rispettivamente protettori della Cavalleria e dei Lagunari

Tiro, 10 maggio 2022 – Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL Libano, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha ricevuto, nei giorni scorsi, le chiavi del convento di Sant’Antonio a Tiro dalle mani di padre Tony Choucry, superiore della comunità francescana e vicario episcopale per il Libano del sud della chiesa cattolica del rito latino.

L’evento si è svolto a margine della celebrazione religiosa in onore di San Giorgio, Patrono protettore della Cavalleria e di San Marco, Patrono protettore dei Lagunari.

Padre Tony nel consegnare le chiavi ha dichiarato “…questa chiave vuole essere il segno tangibile di un’amicizia che ha legato e legherà l’ordine francescano della Custodia di Terra Santa alla brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli”.

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L’ordine francescano giunge in Libano a Beirut dalla metà del 1200 stabilendovi un convento, celebrando le funzioni tra i cristiani locali nell’allora chiesa dedicata a San Salvatore, famosa ai tempi per il miracolo del Crocefisso sanguinante.

I frati francescani contano in Libano quattro conventi (Beirut, Harissa, Tripoli e Tiro), e ancora oggi, continuano ad occuparsi dei più poveri e bisognosi, con particolare attenzione verso giovani, anziani e malati. Il convento di Tiro è stato costruito nel 1334 e ospita i Frati francescani dal 1838.

La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, al suo sesto mandato nella “Terra dei Cedri” con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale.

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Fonte e immagini
: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: i Caschi Blu si addestrano con le Forze Armate Libanesi

I Caschi Blu del Contingente Italiano in Libano continuano giornalmente nell’attività congiunta con la controparte Libanese

Shama, 28 marzo 2022 – I Caschi Blu italiani si sono addestrati con le Forze Armate Libanesi, nei giorni scorsi. Un’attività, in bianco, della durata di una settimana, che ha visto i soldati italiani addestrarsi con i colleghi libanesi nell’impiego del mortaio da 120 millimetri, arma a tiro curvo in dotazione all’Esercito Italiano, con particolare riferimento alla mappatura degli obbiettivi, ai calcoli di tiro e all’impiego del mortaio stesso.

Cooperazione, interoperabilità e coordinamento: sono questi i parametri fondamentali sui quali si è basata l’attività addestrativa condotta nei giorni scorsi dai Caschi Blu Italiani, del Battaglione di manovra Italiano (ITALBATT) nel Settore Ovest di UNIFIL, svoltasi in stretta collaborazione con le Forze Armate Libanesi (LAF) nei pressi di Tiro.

Il momento addestrativo si è concluso con la consegna degli attestati ai colleghi libanesi da parte del comandante di ITALBATT (su base Reggimento Lagunari Serenissima), colonnello Claudio Guaschino.

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L’attività congiunta (operativa e addestrativa) con le Forze Armate Libanesi è prevista dalla risoluzione dell’ONU 1701 e fa parte dei compiti assegnati ai Caschi Blu di UNIFIL con l’obbiettivo di raggiungere l’incremento dell’interoperabilità e il miglioramento delle capacità del personale delle LAF e di UNIFIL. Tali attività sono condotte quotidianamente, anche con pattugliamenti congiunti lungo la Blue Line (linea di demarcazione tra Libano e Israele) e nell’intera Area di Operazione compresa tra il fiume Litani a Nord e la Blue Line a Sud.

La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale.

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Fonte e immagini
: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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Libano: il contingente italiano supporta l’imprenditoria femminile

I Caschi Blu italiani hanno organizzato un evento a favore della piccola imprenditoria femminile del Libano

Shama, 12 marzo 2022 – I Caschi Blu italiani, in occasione del Women International Day, hanno organizzato un evento a favore della piccola imprenditoria femminile del Libano del Sud, nella base “Millevoi”, sede del Comando del Settore Ovest di UNIFIL.

Circa venti associazioni locali hanno preso parte alla manifestazione, che, in una cornice di solidarietà e condivisione, hanno presentato presso i propri stand prodotti di artigianato locale, realizzati in taluni casi riciclando macerie dell’esplosione del porto di Beirut del 2020.

L’evento si è svolto nel pieno rispetto delle normative anti COVID-19.

Il generale di brigata Massimiliano Stecca, comandante del Sector West di UNIFIL, ha inaugurato l’iniziativa, e nel suo discorso ha sottolineato l’importanza dell’imprenditoria femminile per la crescita del territorio e ha auspicato una sempre più spinta prospettiva di genere in tutte le realtà pubbliche e private nel Libano del Sud.

All’evento hanno preso parte anche tutti gli altri contingenti internazionali che costituiscono il Sector West a guida italiana, che hanno risposto in maniera entusiasta all’iniziativa, oltre a rappresentative del Sector East, della Maritime Task Force e di UNIFIL HQ.

Il rapporto con la realtà femminile nell’area di responsabilità italiana viene costantemente curato dalla Gender Advisor (Consulente di genere) del comandante di settore e dalla Cellula G9 (Cooperazione Civile e Militare), attraverso incontri, progetti e organizzazione di eventi.

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale.

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: © Contingente italian in Libano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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Missione in Libano: i lagunari alla guida di Unifil Italbatt

Il reggimento “Serenissima” al quarto mandato nella missione in Libano

Il gen. Stecca consegna il gagliardetto al col. Guaschino

Shama, 24 febbraio 202 – La cerimonia militare di avvicendamento tra il 66° Reggimento Fanteria Aeromobile Trieste e il Reggimento Lagunari Serenissima si è svolta 22 febbraio 2022 presso la base italiana di Al Mansouri, sede del comando di ITALBATT, la Task Force italiana responsabile del Settore Ovest di UNIFIL, nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del COVID-19.

La cerimonia, svolta al cospetto delle Bandiere di Guerra dei due reggimenti, è stata presieduta dal comandante del Settore Ovest di UNIFIL, generale di brigata Massimiliano Stecca.

Il generale di brigata Massimiliano Stecca

Presenti numerose autorità, civili, militari e religiose, tra le quali il Dr. Mohamed Jaffal, Kaymakan di Tiro l’ing. Hassan Dobouk, presidente dell’Unione delle Municipalità di Tiro nonché sindaco di Tiro.

Il colonnello Claudio Guaschino è subentra oggi al comando il reggimento Lagunari Serenissima di Venezia con un gruppo squadroni del Reggimento Genova Cavalleria (4°) di Palmanova (UD) con aliquote del Reggimento Cavalleggeri di Lodi (15°) di Lecce e una compagnia del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine ed un plotone Serbo.

I Caschi Blu del 66° Trieste hanno condotto, in circa sette mesi di mandato, 8.752 attività operative sul territorio e lungo la Blue Line (linea di demarcazione che divide il Libano con Israele), di cui 835 condotte congiuntamente con le Forze Armate Libanesi (LAF) e 54 progetti CIMIC a favore della popolazione locale, tra cui il progetto “Forlì per il Libano”, promosso dal sindaco della città forlivese, dr. Gian Luca Zattini, e coordinato in terra libanese dal colonnello Marco Licari comandante uscente di ITALBATT.

La Task Force di ITALBATT, oltre che dal citato 66° reggimento fanteria Aeromobile Trieste era composta anche da un gruppo squadroni del reggimento Lancieri di Novara (5°) di Codroipo (UD), un battaglione del 6° Reggimento Logistico di Budrio (BO) e una Compagnia Genio Guastatori paracadutisti di Legnago (VR) e da personale appartenente alle Forze Armate della Repubblica di Serbia.

La missione Italiana in Libano, attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 militari italiani.

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: Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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Libano, cambio di responsabilità al National Support Element, il rgt logistico “Pozzuolo del Friuli” subentra al 6° rgt logistico di supporto generale

Shama, 22 febbraio 2022 – Passaggio di autorità (transfer of autority) dell’Italian National Support Element (IT NSE) tra il 6° reggimento logistico di supporto generale di Budrio (BO) e il reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli” di Remanzacco (UD), il 20 febbraio presso la base “Millevoi”, sede del comando del Settore Ovest di UNIFIL a guida Italiana.

La cerimonia si è svolta al cospetto della Bandiera di guerra del reggimento Logistico “Pozzuolo del Friuli”, ed è stata presieduta del comandante e del Settore Ovest di UNIFIL e Joint Task Force Lebanon, generale di brigata Massimiliano Stecca.

Alla cerimonia hanno partecipato anche autorità libanesi, tra cui il sindaco di Shama Abdel Kader Safieddine e il Mukthar di Shama Issam Mossen e, presenti alla manifestazione, anche una rappresentanza di Caschi Blu del Sector West di UNIFIL.

Il colonnello Marco Ventola

Il colonnello Marco Ventola, comandante uscente, ha ringraziato i Caschi Blu italiani per il lavoro svolto a supporto del contingente italiano e per le numerose attività svolte in sei mesi di mandato; tra queste, oltre 6300 ore di lavoro delle officine (per oltre 950 ordini di lavoro) e oltre 1300 interventi nel settore manutentivo e infrastrutturale.

Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha ringraziato i militari che dallo scorso agosto hanno operato nei ranghi dell’IT NSE per il prezioso contributo fornito a tutte le attività, garantendo un supporto fondamentale per l’espletamento di tutti i compiti assegnati al Contingente Italiano in un momento particolarmente critico per il Libano che, oltre ad affrontare l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, si trova ad attraversare un difficile momento di crisi economica.

Il momento culmine della cerimonia è stato il passaggio del gagliardetto tra il comandante cedente e quello subentrante colonnello Enzo Dursi.

La cerimonia militare si è svolta nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del COVID-19.

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Il National Support Element è dedicato al supporto delle forze Italiane impiegate in Libano, e raggruppa tutti gli assetti necessari alla gestione delle attività nazionali da e verso la Patria, impiegando diverse unità tra le quali la Joint Multimodal Operation Unit (JMOU), il Centro di Gestione dell’Infrastruttura (IMC), un plotone del 7° reggimento Difesa chimica, batteriologica, radiologica e nucleare (CBRN), un team del 3° reggimento Genio Guastatori di Udine ed una squadra del 33° reggimento guerra elettronica (EW) di Treviso.

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Fonte e immagini:
Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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Missione in Libano, Sector West: 36 ore sulla Blue Line

01_Jackpot operation lungo la Blue Line

Shama, 26 luglio 2020 – L’obiettivo delle forze UNIFIL impegnate nel sud del Libano è mantenere la pace e la sicurezza nell’area di operazione. Per i caschi blu questo si traduce concretamente nel controllo della Blue Line, la linea di demarcazione tra il territorio israeliano e quello libanese, sancita e realizzata dalle UN con lo scopo di riportare la stabilità nell’area.

L’attività dei peacekeeper sulla Blue Line è cospicua e costante e il 50% dei tanti pattugliamenti avviene nelle ore notturne. Per aumentare l’efficacia di questo controllo la Joint Task Force Lebanon Sector West ha incrementato ulteriormente la propria presenza conducendo, negli ultimi mesi, sessanta operazioni Jackpot.

La Jackpot operation è caratterizzata da 36 ore di presenza costante sulla Blue Line in cui le pattuglie provenienti dai dipendenti battaglioni italiano, ghanese e irlandese con il supporto di coreani e malesi si muovono e si coordinano mettendo in atto posti di osservazione e pattuglie appiedate che aumentano l’efficacia del controllo dell’area.

Questo modus operandi ha fatto registrare più di 2000 ore di presenza continuativa sulla linea blu migliorando qualità e quantità dei report informativi provenienti dalle attività di pattugliamento.

Uno sforzo notevole ma che ha portato ad un ulteriore periodi di stabilità, come ha ricordato il generale di brigata Diego Filippo Fulco, comandante del Sector West parlando ai suoi uomini: “Avete assicurato ulteriori otto mesi di pace in questa zona. Un risultato che, se oggi può sembrare facile, negli anni passati non appariva per nulla scontato. La nostra presenza, il nostro lavoro permette una stabilità rara in questa area geografica. ne dovete essere orgogliosi” 

Nonostante l’emergenza sanitaria, i caschi blu del Sector West, attualmente su base brigata “Granatieri di Sardegna” sono riusciti a mantenere invariate numero e frequenza delle attività operative.

Le unità, per operare in sicurezza, si sono adeguate all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale previsti non permettendo flessioni della capacità operativa dimostrando di aver compreso appieno l’importanza del proprio ruolo di peacekeeper nella terra dei cedri.

05_On duty

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Libano, UNIFIL e Covid-19, sicurezza sanitaria nel territorio e controllo della Blue Line

09-fase del pattugliamento motorizzato

Shama, 5 maggio 2020 – Il generale Stefano Del Col, capo della missione e comandante UNIFIL dei caschi blu in Libano, in una campagna di sensibilizzazione rivolta agli oltre 11000 uomini e donne di UNIFIL avvenuta a fine marzo, ha sottolineato in un suo discorso che “L’emergenza sanitaria non deve distoglierci dai nostri compiti primari: la sicurezza nella zona sud del Libano e il controllo della Blue Line” e rivolgendosi ai peacekeepers ha ricordato che La prevenzione è la migliore arma”.

Nella sede del Sector West comandato dal generale di brigata Diego Fulco, proseguono i pattugliamenti sulla Blue Line, non si arresta né il supporto né le attività in stretto coordinamento con le LAF (Lebanese Armed Forces) chiamate in questo momento ad un controllo capillare del territorio.

I peacekeeper di UNIFIL continuano la propria missione mettendo in atto tutte le accortezze che mirano a prevenire la diffusione del virus.

Misure d’igiene, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, rispetto costante e attento delle disposizioni sanitarie non fermano lo spirito di servizio che anima non solo i militari italiani, ma tutti i soldati dei 45 paesi contribuenti.

I caschi blu italiani del Sector West con il loro servizio onorano il mandato ricevuto dalle Nazioni Unite, un modo anche questo per essere vicini ai colleghi, in Italia, chiamati a far fronte all’emergenza pandemica.

Nella quotidianità del proprio servizio i nostri soldati hanno incrementato la propria sicurezza con l’uso di mascherine, guanti e gel igienizzante. All’entrata delle United Nation Positions, le basi di UNIFIL, viene rilevata la temperatura corporea di tutto il personale, civile e militare, primo screening per evidenziare eventuali contagiati. Vengono evitati gli assembramenti e rispettate con attenzione le norme igieniche.

Anche in Libano l’emergenza COVID-19 ha cambiato il modo di affrontare ogni singolo giorno, ma questo non intacca il senso del dovere e di servizio dei militari.

L’orgoglio italiano, passa anche dal Libano.

07-fase del pattugliamento

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