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Afghanistan: concluso il 5° Operational Planning Course per uomini e donne afghane

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Kabul, 26 luglio 2019 – Terminata la 5^ edizione dell’Introduction to the Operational Planning Course, svolto a favore di uomini e donne, dei vari ministeri afghani e dell’Afghan National Defense Security Forces

La cerimonia di chiusura, la la Closing Ceremony del 5th Introduction to Operational Planning Course (IOPC-5), si è svolta nei giorni scorsi presso l’auditorium del ministero della Difesa Afghano a Kabul. Al corso, per la prima volta condotto da soli istruttori afghani con la supervisione di mentor del NATO Joint Forces Command Brunssum (JFCBS), hanno partecipato con successo 45 frequentatori, tra questi 5 donne.

Presenti alla cerimonia il NATO Senior Civilian Representative per l’Afghanistan, sir Nicholas Kay, il vicecomandante della Missione NATO Resolute Support (RS) e Italian Senior National Representative, generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, il viceministro della Difesa afghano, tenente generale (AFG) Hilaluddin Helal, e il direttore dell’Unified Training, Education and Doctrine Command (UTED -C), tenente generale (AFG) Payenda Mohammad Nazim.

Il generale Camporeale, nel suo discorso, ha evidenziato che i corsi IOPC sono una parte fondamentale dell’Enduring Partnership della NATO; in particolare, nella formazione delle future generazioni di leader afghani.

“Mi auguro che, durante questo periodo, abbiate avuto modo di stringere forti legami di amicizia tra voi, e che questi rimangano vivi quando tornerete a prestare servizio nei rispettivi Ministeri.” – ha continuato rivolgendosi ai frequentatori di corso – “Questo network renderà le vostre organizzazioni più efficienti, forti e resilienti”.

La cerimonia è terminata con la consegna ai frequentatori del corso dei certificati di partecipazione e delle patch raffiguranti l’emblema dello IOPC; inoltre, il più meritevole tra loro è stato premiato dal Generale Camporeale con una targa ricordo, in riconoscimento degli ottimi risultati ottenuti.

I corsi IOP hanno la finalità di preparare il personale frequentatore a operare in staff deputati alle attività di pianificazione operativa, secondo la dottrina NATO, nell’ambito del più vasto processo di decision-making. Tale capacità è fondamentale per concepire e organizzare ogni tipo di operazione.

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Festa del 2 giugno anche per i militari italiani in Afghanistan

Un momento della cerimonia. Da destra l’ambasciatore Cantone con la signora Tania, il generale Camporeale, il dott. Claudi, il generale Panizzi

Kabul (Afghanistan), 4 giugno 2019 – Nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, tra allenamento fisico, cibo della nostra cucina e tanta solidarietà: ecco come si festeggia il 2 giugno tra i soldati italiani in missione a Kabul.

I militari del contingente italiano domenica 2 giugno hanno celebrato la Festa della Repubblica Italiana insieme ai soldati dei 41 diversi Paesi che compongono la coalizione internazionale a guida NATO. La celebrazione si è svolta nella base militare di Camp RS, quartier generale della Missione Resolute Support (RS) nella missione in Afghanistan, sotto la guida dal generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, vicecomandante di RS e Italian Senior National Representative. 

L’alzabandiera

Nel cortile dell’alzabandiera, l’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza Roberto Cantone, accompagnato dal generale Camporeale e alla presenza del comandante di RS e delle Forze Statunitensi in Afghanistan, generale USA Austin Scott Miller, ha deposto una corona al monumento ai caduti. Alla cerimonia hanno preso parte anche il Senior Civilian Representative della NATO, l’ambasciatore inglese Sir Nicholas Kay, il personale dell’ambasciata d’Italia a Kabul e gli uomini e le donne del comando di Resolute Support.

Il generale Camporeale, nel suo discorso introduttivo, ha spiegato ai presenti il significato delle celebrazioni odierne, illustrando storicamente il percorso politico e sociale che, il 2 giugno del 1946, portò il popolo italiano e esprimere, con un referendum istituzionale, la propria scelta tra la forma di Stato monarchica o repubblicana.

 

 

“In questo 2 giugno” – ha detto invece l’ambasciatore Cantone – “voglio rivolgere la mia profonda gratitudine alle Forze Armate italiane, che sono impiegate in Afghanistan sin dal 2001 e che, con dedizione e sacrificio, lavorano ogni giorno per il progresso e lo sviluppo di questo Paese”.

Prima della cerimonia militare, la giornata di celebrazioni è iniziata con il consueto allenamento fisico domenicale. Il personale della base infatti, ogni domenica, si riunisce per svolgere quello che i soldati americani chiamano physical training (o più semplicemente “PT”), un circuito di corsa intervallato da diversi esercizi di resistenza e potenza muscolare: piegamenti sulle braccia, arrampicate alla fune, trazioni alla sbarra, parallele, pull-up con bilanciere e via dicendo. Per l’occasione – generale Miller in testa – i partecipanti hanno indossato una maglietta commemorativa commissionata ad hoc dal contingente italiano. La maglia, naturalmente di colore azzurro e “graffiata” su una spalla con i colori della bandiera italiana, reca sul petto la scritta “2 June 2019, Italian National Day, Kabul”.

 

Al termine della cerimonia militare, nel giardino intitolato a Nancy Dupree – la storica americana che per mezzo secolo si è impegnata a preservare il patrimonio afghano dai danni causati dall’invasione sovietica, dalla guerra civile e dall’era talebana – il generale Camporeale e il contingente italiano hanno invitato gli ospiti e i residenti della base a una degustazione di prodotti tipici della nostra cucina.

 

In questa occasione non è mancata la solidarietà benefica, anch’essa tipicamente italiana. Il contingente ha infatti esteso l’invito alle suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta e all’Associazione Pro Bambini di Kabul, una realtà intercongregazionale, gestita da una Onlus italiana, presente nella capitale afghana dal 2004. Le prime si dedicano all’assistenza delle famiglie disagiate e accolgono nella loro sede una quindicina di bambine abbandonate, disabili e/o vittime di abusi. L’Associazione, invece, ha aperto a Kabul una scuola per ragazzi affetti dalla sindrome di Down, che vengono gradualmente preparati a inserirsi nella scuola pubblica. 

La Festa della Repubblica è il giorno in cui tutti gli italiani esprimono un sentimento di appartenenza all’Italia, orgogliosi della storia del nostro Paese e di quanto chi ci ha preceduto ha saputo costruire negli anni: una storia che trova oggi solide fondamenta nei principi e nei doveri della nostra Carta Costituzionale.

Le suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta a Camp RS

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al temine dell’operazione ISAF. La Coalizione, alla quale aderiscono 41 Paesi alleati e partner della NATO, è oggi guidata dal Generale USA Austin Scott Miller e il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri cittadini.

1. Foto del Physical Training del 2 giugno 2019

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Afghanistan: il generale Salvatore Camporeale è il nuovo vicecomandante delle forze NATO

 

1. Il Tenente Generale Cripwell saluta il Generale di Corpo d'Armata Camporeale

Kabul, 11 novembre 2018 – Il generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale ha assunto l’incarico di vicecomandante della missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan. La cerimonia si è tenuta ieri 10 novembre nella base militare di “Camp RS”. Il vicecomandante uscente è il tenente generale Richard John Cripwell, del British Army.

La cerimonia si è svolta alla presenza del comandante della missione RS, il generale dell’U.S. Army Austin Scott Miller, del Senior Civilian Representative della NATO, ambasciatore Cornelius Zimmermann, dell’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza Roberto Cantone e di altre autorità civili e militari.

2. Da sinistra a destra il Generale Miller (USA), Tenente Generale Cripwell (UK), Generale di Corpo d'Armata (ITA) Camporeale 

Il generale Salvatore Camporeale arriva in Afghanistan in un momento delicato per il Paese: il mese scorso istituzioni, forze militari e di polizia locali sono state impegnate nel garantire la sicurezza nel corso delle recenti elezioni parlamentari, che hanno chiamato al voto più di 4 milioni di persone. E già ci si prepara alla tornata elettorale del 20 aprile 2019, quando la popolazione sarà nuovamente chiamata al voto per eleggere il presidente dell’Afghanistan.

Il generale Miller, nel corso del suo intervento, ha dato il benvenuto al generale Camporeale e ha ringraziato l’Italia per il ruolo di assoluto rilievo avuto nella missione RS in questi anni. “Quando penso al contingente italiano – ha detto – penso alla grande professionalità di questi soldati e al contributo che danno per l’assolvimento del compito della missione”.

5. Un momento della cerimonia, intervento del Generale Austin Scott Miller

Nel suo discorso di commiato, il generale Cripwell ha ringraziato tutti gli uomini e le donne della Coalizione per l’eccellente lavoro svolto, dicendosi onorato di essere stato il loro vicecomandante. 

Nel suo intervento, il generale Camporeale ha sottolineato che “una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato è che una pace durevole non può essere imposta. Ma, al contrario, essa deve essere un processo politico, economico e diplomatico condiviso, che miri a conquistare le anime e i cuori della gente.”

Il vice comandante ha infine ringraziato gli uomini e le donne dei 41 Paesi alleati e partner della coalizione che stanno coraggiosamente lavorando per il successo della missione, e ha ricordato il sacrificio di coloro che sono stati uccisi o feriti per far sì che RS raggiungesse i suoi obiettivi, impedendo che l’Afghanistan diventasse ancora una volta un rifugio sicuro per il terrorismo.

9. Un momento della cerimonia, intervento del Generale di Corpo d'Armata Salvatore Camporeale

Il generale Salvatore Camporeale è nato il 20 agosto 1962 e cresciuto a Margherita di Savoia (BT).  Ha frequentato il 162° corso “Onore” dell’Accademia Militare di Modena. Nel corso della sua carriera ha assolto diversi incarichi di comando, in unità carri, e di staff presso gli organi di vertice dell’Esercito e della Difesa, tra cui:

  • comandante del 235° reggimento Addestramento Volontari di Ascoli Piceno;
  • assistente militare e aiutante di campo del Presidente della Repubblica Italiana, comandante della brigata corazzata “Ariete”;
  • vice capo del V Reparto Affari Generali presso lo Stato Maggiore dell’Esercito;
  • comandante dell’Accademia Militare di Modena.

Torna in Afghanistan dopo una prima esperienza maturata a Kabul nel 2009 nell’ambito della Missione ISAF.

Dal 10 novembre è il numero due della NATO in Afghanistan.

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al termine dell’operazione ISAF. Il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di forze di sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Afghanistan. La porta militare di Kabul: passato e presente

Riceviamo, e pubblichiamo, dal ten. col. Tito Tolla*
 

Caravanserai di Richard Dadd

Caravanserai di Richard Dadd

Kabul, 23 aprile 2016 – Il viandante che nei secoli scorsi percorreva la Via Inferiore della Seta e giungeva al caravanserai stanco, impolverato, con le bisacce cariche dei propri averi e di mercanzia da scambiare con preziose spezie o lapislazzuli e altre pietre, trovava forse qualcuno che gli dava da bere, foraggiava il dromedario, e gli indicava una stanza o un angolo dove passare la notte, dopo aver mangiato al suono di musiche e balli di altre carovane.

Con le ovvie differenze e con tante similitudini, il militare italiano che trascorrerà alcuni mesi della propria vita nell’Afghanistan orientale, atterra al Hamid Karzai International Airport (HKIA) a Kabul, con un carico di armi e bagagli che imbarazzerebbe anche qualche divinità orientale dalle molte braccia.

Che egli si trovi alla prima o all’ottava missione fuori area, a Kabul c’è sempre qualcosa di nuovo: situazioni, pericoli, direttive, mezzi di trasporto, comandanti, meteo, abitudini, possibilità….

La struttura distaccata dell’Italian National Support Element (ITA-NSE) presso il HKIA rappresenta un porto sicuro, un moderno caravanserraglio dove riprendere fiato e energie, assumere vitali informazioni, controllare armi e munizioni, effettuare il cambio dromedario (velivolo) e prepararsi alla nuova missione. Con il supporto di personale preparato, professionale, e cordiale.

Ecco che non è più necessario scambiare un sacco di sale per un passaggio con la carovana all’alba diretta a Sud, grazie alla Joint Multimodal Operational Unit (JMOU), che provvede alla ricezione, tracciatura, assistenza, prenotazione voli, check-in e check-out di personale in transito; gestione e documentazione, anche doganale, del materiale in transito; mantenimento di contatti e relazioni di lavoro con le altre forze armate della coalizione e afghane nella base.

Le segnalazioni con specchi e messaggeri a cammello sono state sostituite da sofisticati sistemi satellitari e terrestri che la Task Force C4 gestisce e mantiene in esercizio per comunicazioni strategiche e areali a favore della componente italiana del comando RS, HKIA e ambasciata italiana. Senza dimenticare il servizio di connessione WI-FI, ossigeno per il viaggiatore e i suoi cari in terra natìa.

L’ambiguo locandiere è stato invece sostituito dalla Cellula J4, che cura il supporto logistico del personale in transito in merito a alloggiamento, vettovagliamento, armi, munizioni, dispositivi di protezione. Certo, non è possibile assistere alla danza del ventre, ma due o tre passi per andare a prendere un caffè sono sempre graditi.

Il Nucleo Military Police non ha più scimitarra, fascia al fianco, turbante e atteggiamento minaccioso come quello dei giannizzeri, ma il volto rassicurante e collaborativo dei Carabinieri che tutelano l’osservanza delle leggi e contribuiscono alla sicurezza del personale italiano.

Il distaccamento dell’Italian National Element presso il HKIA è anche una porta per tutte le autorità, alte cariche dello Stato, alti ufficiali, delegazioni in arrivo e in partenza per l’Italia, in coordinamento con l’ambasciata italiana a Kabul. Un vero biglietto da visita.

Soprattutto la conoscenza delle procedure e i buoni rapporti instaurati e mantenuti con le altre nazioni e con le autorità aeroportuali consentono la necessaria flessibilità per lo svolgimento delle operazioni, anche quando altri contingenti, rigidi e formali, si fermerebbero.

Con serietà, dedizione e professionalità, il distaccamento dell’ITA-NSE soddisfa tutte le esigenze delle Forze Armate italiane in transito a Kabul, collaborando in maniera sostanziale all’assolvimento della missione. Anche con cordialità, collaborazione e simpatia. Che non stona.

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Fonte e immagini: Italian National Support Element – Kabul 
(*tenente colonnello Tito Tolla - ITA Public Affairs - RS HQ - Kabul)
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Monica Palermo

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Antonella Lallo

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