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Ancona: artificieri dell’Esercito in procinto di bonificare un ordigno bellico nello scalo ferroviaro

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Ancona, 19 gennaio 2019 – Artificieri del Genio dell’Esercito al lavoro all’interno dello scalo ferroviario della stazione di Ancona dalle prime ore di questa mattina.

Gli artificieri dopo la messa in sicurezza del sito, procederanno al disinnesco e alla successiva bonifica di un residuato bellico, una bomba d’aereo Mod. MK I del peso di circa 250 libbre (pari a 124 kg ed al suo interno fino a 31 kg di alto esplosivo).

Domani 20 gennaio dalle ore 09.00 inizieranno le operazioni di bonifica, da parte del Genio militare con gli specialisti del rgt Genio ferrovieri.

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Fonte e immagini: Esercito Italiano (pagina Facebook)
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Elicottero dell’Aeronautica soccorre un uomo precipitato in un dirupo la notte dell’Epifania

 

soccorso cervia hh139_6.1.19_1Parma, 8 gennaio 2019 – Un cacciatore di cinquantanove anni, la notte dell’Epifania si trovava sulla vetta del Monte Barigazzo quando, al temine di una battuta di caccia, ha perso l’equilibrio cadendo sul versante orientale della montagna, in un dirupo dell’Appennino Parmense rimanendo gravemente ferito.

Il buio e le condizioni ambientali impervie hanno reso necessaria l’attivazione dell’elicottero dell’Aeronautica Militare, un HH 139 dell’83° gruppo della base aerea di Cervia. Una missione particolare per l’elicottero del 15° stormo che grazie ai visori notturni e all’uso del verricello, ha permesso il trasporto dell’infortunato fino al campo sportivo di Varsi, dove nel frattempo era sopraggiunto da Brescia un elicottero sanitario.

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Le operazioni sono state svolte insieme ai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, l’ambulanza e l’automedica dell’Assistenza Pubblica di Varsi, i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri, prontamente giunti sul posto.

L’ordine di decollo è giunto dal comando delle operazioni aeree di Poggio Renatico. 

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ensign_of_the_15º_stormo_of_the_italian_air_force.svgIl 15° stormo dell’Aeronautica Militare dipende dal Comando Squadra Aerea per tramite del Comando Forze di Supporto e Speciali. Garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, nonché concorre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi, l’attività di antincendio boschivo nonché le missioni Slow Mover Interception (SMI) in occasione di grandi eventi.

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Il livello addestrativo degli equipaggi, le caratteristiche delle macchine in dotazione nonché l’impiego di apparecchiature e tecniche speciali, quali l’utilizzo di visori notturni, consentono all’Aeronautica Militare di gestire con successo le situazioni di emergenza più complesse grazie, ad esempio, alla capacità d’impiego notturno e in condizioni meteo marginali. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato oltre 7200 persone in pericolo di vita.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Afghanistan: esercitazione di evacuazione sanitaria

Herat, 30 giugno 2016 – Nei giorni scorsi, alcuni reparti italiani del contingente nazionale che opera in Afghanistan hanno condotto una complessa esercitazione di Aeromedical Evacuation – MEDEVAC per testare le procedure, il coordinamento e le tempistiche di reazione di tutti i vari assetti che devono  intervenire in caso di trasporti sanitari d’urgenza effettuati con l’utilizzo di elicotteri. Una capacità di intervento molto importante nel delicato teatro afgano, che deve essere mantenuta sempre ai massimi livelli di efficienza e prontezza.

L’attività coordinata dal Train Advise Assist Command West (TAAC W), comando a guida italiana inserito nella missione Resolute Support in Afghanistan, ha visto la partecipazione di molte componenti: elementi delle Forze Speciali, del 4° reggimento alpini paracadutisti, elicotteri NH 90 del Task Group Fenice, assetti del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”, team Medevac, due equipe chirurgiche dell’Ospedale Role 2, elementi di sicurezza areale della Task Force Arena del 7° reggimento bersaglieri e del Base Operation Center (B.O.C.) dell’Aeronautica Militare per il monitoraggio e la regolamentazione del traffico aereo civile all’interno dell’Aeroporto di Herat.

Il comandante del TAAC W, generale Gianpaolo Mirra, ha seguito da vicino lo sviluppo di tutte le attività esprimendo soddisfazione per il buon andamento dell’addestramento che è stato condotto con un alto elevato livello di realismo e  con  tempi di reazione dei vari team, benché estremamente ristretti, tutti pienamente rispettati.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

Drive in Italy: iniziativa per i cittadini stranieri, della Polizia Stradale e ANIA, per guidare in sicurezza

Brescia, 12 giugno 2014 – Prima tappa oggi a Brescia per il pullman azzurro di Drive in Italy, iniziativa dedicata ai cittadini stranieri, sulla sicurezza stradale come veicolo di integrazione sociale. Da domani e fino al 4 luglio coinvolte 9 città italiane. In palio 1000 corsi di guida sicura gratuiti. Diffondere la cultura del rispetto delle regole della strada, imparare le norme di circolazione vigenti in Italia e conoscere le bellezze di alcune città italiane. Sono queste le principali caratteristiche del progetto Drive in Italy della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, che da oggi sarà promosso con il Pullman Azzurro della Polizia Stradale un tour in 9 città italiane. Dopo la tappa odierna, Drive in Italy si sposterà a Verona, Padova, Reggio-Emilia, Pisa, Perugia, Salerno, Lecce e si concluderà il 4 luglio a Crotone.

Per consentire la massima diffusione del progetto, Fondazione ANIA si è avvalsa della preziosa collaborazione della Polizia Stradale che ha messo a disposizione il Pullman Azzurro della Polizia di Stato. Tutti i cittadini stranieri potranno registrarsi direttamente nelle postazioni presenti sul Pullman Azzurro e avviare così il proprio percorso formativo.

Presentato ufficialmente nel mese di gennaio dal presidente della Fondazione ANIA, Aldo Minucci, e dal ministro per l’integrazione, il progetto Drive in Italy si basa su una piattaforma e-learning. Per accedervi è necessario avere una patente di guida valida in Italia, collegarsi al sito internet http://driveinitaly.smaniadisicurezza.it e selezionare la lingua preferita: oltre all’italiano, sono disponibili l’inglese, il rumeno, l’albanese, il cinese e l’arabo. Una volta effettuata la registrazione ed entrati nella piattaforma, sarà possibile avviare un percorso formativo, realizzato con animazioni ambientate in 12 città italiane. Ai mille partecipanti più meritevoli che avranno superato positivamente il corso di guida on-line, saranno offerti gratuitamente 1000 corsi di guida sicura in cui è possibile apprendere le tecniche di guida utili ad affrontare situazioni di rischio sulla strada e vengono fornite le basi per migliorare le proprie capacità al volante.

Umbero Guidoni, segretario generale ANIA

«Da anni la Fondazione ANIA collabora con la Polizia Stradale – spiega Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione ANIA – ottenendo importanti risultati nella lotta all’incidentalità stradale. Crediamo che la collaborazione con la Polizia Stradale sia ancora più importante per un progetto come Drive in Italy che è, prima di tutto, uno strumento di integrazione sociale, rivolto a quei cittadini stranieri che contribuiscono fattivamente alla crescita del nostro Paese. La mobilità costituisce un fattore fondamentale di sviluppo e di inserimento nella società. Affinché il processo di integrazione possa realizzarsi al meglio, è necessario favorire la conoscenza del codice della strada italiano e delle regole in esso contenute».

«Il progetto Drive in Italy – afferma Giuseppe Bisogno, direttore del servizio polizia stradale – costituisce un’importante iniziativa di sicurezza e prossimità dedicata ai tanti cittadini stranieri residenti in Italia e muniti di una patente di guida valida per circolare nel nostro Paese. L’iniziativa – che vede l’impegno congiunto della Polizia Stradale con la Fondazione ANIA in un tour che interesserà alcune tra le città italiane maggiormente caratterizzate dalla presenza di comunità straniere – è stata progettata per contribuire ad accrescere la cultura della legalità e favorire la conoscenza delle regole da rispettare per una guida sicura.».

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Fonte: Polizia di Stato / ANIA
Foto: © ANIA


Libano: il generale Maurizio Riccò ritira le cittadinanze onorarie conferite ai militari italiani della JTFL. Medaglia d’argento al merito al colonnello Claudio Caruso

Shama (Libano), 22 aprile 2014 – I rappresentanti della municipalità e della provincia di Tiro hanno voluto conferire alcuni importanti riconoscimenti all’operato dei militari italiani impiegati in UNIFIL nel Settore Ovest. Il Generale Riccò, comandante della Brigata Granatieri di Sardegna ha ritirato le cittadinanze onorarie della Provincia e del Comune di Tiro, conferite alla Joint Task Force Lebanon per gli interventi operativi e umanitari portati a termine nei relativi territori dal personale del contingente che hanno “incarnato in modo esemplare la fedeltà ai principi di dedizione e amor di Pace”. Mentre al Colonnello Claudio Caruso, Comandante di ITALBATT, è stata consegnata la Medaglia d’Argento al merito della provincia di Tiro.

La cerimonia di consegna ha avuto luogo presso la Rest House di Tiro, a margine di un incontro istituzionale tra il Generale di Brigata Maurizio Riccò, Comandante del Contingente Italiano, il Presidente delle Municipalità – Abdul Muhsen El Husseini, il Sindaco di Tiro – Ing. Hassan Dbouk,  il Console di Tiro – Architetto Ahmad Seklaoui e il Comandante del Settore Sud del Libano (SLS – South Litani Sector) – Brigadier General Charbel Abou Khalil.

Nel suo intervento il Generale Riccò, ha espresso il ringraziamento a nome del contingente nazionale e del Settore Ovest e ha affermato che “sono i momenti come questi, unitamente alle attività condotte a stretto contatto con le Forze Armate libanesi e a supporto della popolazione locale, che rimarcano quell’unione di intenti che contraddistinguono l’opera del contingente italiano. La ricerca del consenso, il rispetto e la fiducia raggiunta dopo anni di stretta collaborazione con le Autorità civili, militari e religiose testimoniano come questa sia la strada maestra da perseguire e che sta portando il Libano del Sud al pieno raggiungimento di una stabilità duratura”.

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Fonte: contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


Shama, Libano del Sud: la Joint Task Force Lebanon impegnata in attività di cooperazione civile e militare

Shama (Libano), 18 febbraio 2014 – Nell’ambito delle attività di cooperazione civile e militare del Comando congiunto del Settore Ovest (JTF-L – Joint Task Force Lebanon), su base Brigata Granatieri di Sardegna, è stata donata all’Istituto MEDRAR di As Sultaniyah, un’aula multimediale composta da dieci computer ed un server, collegati ad una rete LAN, a beneficio degli studenti dell’Istituto. L’Istituto “MEDRAR” è un orfanatrofio che ospita 67 giovani di ambo i sessi di età tra i 4 ed i 14 anni. La struttura è anche sede di un complesso scolastico con una scuola materna, una scuola primaria ed una scuola tecnica secondaria. I giovani studenti potranno da oggi  beneficiare di questo ausilio didattico, finanziato con fondi nazionali.
Ai bambini della scuola pubblica di Al Naqoura, inoltre, sono stati donati giocattoli per le loro attività ricreative.

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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


Libano: azione congiunta del contingente italiano, spagnolo e francese, per migliorare l’assetto idrogeologico e ambientale dell’area

Riforestazione (5)

Shama (Libano), 31 gennaio 2014 – Proseguono le attività di cooperazione civile e militare dei Caschi Blu italiani, su base Brigata Granatieri di Sardegna, a favore della popolazione del Libano del Sud.

Nell’Area di Responsabilità della Joint Task Force Lebanon – South East  ha avuto luogo una vera e propria “operazione congiunta”a guida spagnola dove, su richiesta di una Organizzazione non governativa libanese (Jouzour Loubnan), il contingente italiano, quello spagnolo e quello francese, con il patrocinio delle rispettive Ambasciate e in stretta collaborazione con le Forze Armate libanesi, hanno condotto un’attività di rimboschimento lungo le colline prospicienti la catena del Monte Hermon, piantando ben duemila alberi che contribuiranno a migliorare l’assetto idrogeologico e ambientale dell’area.

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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


Antonella Lallo

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