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Libano: il generale Maurizio Riccò ritira le cittadinanze onorarie conferite ai militari italiani della JTFL. Medaglia d’argento al merito al colonnello Claudio Caruso

Shama (Libano), 22 aprile 2014 – I rappresentanti della municipalità e della provincia di Tiro hanno voluto conferire alcuni importanti riconoscimenti all’operato dei militari italiani impiegati in UNIFIL nel Settore Ovest. Il Generale Riccò, comandante della Brigata Granatieri di Sardegna ha ritirato le cittadinanze onorarie della Provincia e del Comune di Tiro, conferite alla Joint Task Force Lebanon per gli interventi operativi e umanitari portati a termine nei relativi territori dal personale del contingente che hanno “incarnato in modo esemplare la fedeltà ai principi di dedizione e amor di Pace”. Mentre al Colonnello Claudio Caruso, Comandante di ITALBATT, è stata consegnata la Medaglia d’Argento al merito della provincia di Tiro.

La cerimonia di consegna ha avuto luogo presso la Rest House di Tiro, a margine di un incontro istituzionale tra il Generale di Brigata Maurizio Riccò, Comandante del Contingente Italiano, il Presidente delle Municipalità – Abdul Muhsen El Husseini, il Sindaco di Tiro – Ing. Hassan Dbouk,  il Console di Tiro – Architetto Ahmad Seklaoui e il Comandante del Settore Sud del Libano (SLS – South Litani Sector) – Brigadier General Charbel Abou Khalil.

Nel suo intervento il Generale Riccò, ha espresso il ringraziamento a nome del contingente nazionale e del Settore Ovest e ha affermato che “sono i momenti come questi, unitamente alle attività condotte a stretto contatto con le Forze Armate libanesi e a supporto della popolazione locale, che rimarcano quell’unione di intenti che contraddistinguono l’opera del contingente italiano. La ricerca del consenso, il rispetto e la fiducia raggiunta dopo anni di stretta collaborazione con le Autorità civili, militari e religiose testimoniano come questa sia la strada maestra da perseguire e che sta portando il Libano del Sud al pieno raggiungimento di una stabilità duratura”.

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Fonte: contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


Albania: sinergia tra polizia italiana e albanese, arrestato un pericoloso latitante

La Polizia di Stato italiana in collaborazione con la polizia albanese ha arrestato un pericoloso latitante in Albania.

La Task Force composta dalle polizie italo-albanese ha tratto in arresto il latitante albanese 48enne Foti Dashi. Il criminale, che era ricercato dal 1998 su mandato dell’Autorità giudiziaria milanese ed inserito nel “Elenco dei 100 latitanti più pericolosi”, deve scontare oltre 15 anni di reclusione per i reati di riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione.

Alessandro Pansa


L’arresto è avvenuto esattamente ad un mese dalla costituzione della “Task 
Force” creata dal Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa e fortemente sostenuta dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano e grazie all’intensa attività investigativa condotta dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, che ha fornito decisive indicazioni sul villaggio dove è stato localizzato ed arrestato il latitante. Sono in corso le procedure di estradizione verso l’Italia.

L’accordo di estradizione fra Italia e Albania stipulato nel 2011 ha portato finora alla cattura di 99 albanesi rifugiati in patria ed arrestati per conto della giustizia italiana.


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Fonte: Polizia di Stato


Visita in Italia del Capo di Stato Maggiore della Difesa Libanese Generale Jean Kahwagi

Roma 24 febbraio 2014 – Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha ricevuto questa mattina, a “Palazzo Caprara”, il Generale Jean Kahwagi, Capo di Stato Maggiore della Difesa libanese che ha ringraziato per l’azione svolta dal contingente italiano in UNIFIL la cui guida è affidata dal gennaio 2012 al Gen. Div. Paolo Serra.

Le Forze Armate italiane considerano le Forze Armate Libanesi un partner chiave per garantire la stabilità e la sicurezza nello scacchiere mediorientale ed è proprio in quest’ottica che i due Capi di Stato Maggiore della Difesa hanno parlato di argomenti legati soprattutto alla missione UNIFIL, all’International Support Group delle Nazioni Unite ed alla cooperazione bilaterale.

Quale argomento centrale è stato ribadita la volontà di contribuire al rafforzamento della capacità delle Forze Armate Libanesi (LAF), in termini di mezzi, materiali e soprattutto con il coinvolgimento in un training più intensivo che le renderà sempre più capaci di  garantire la sicurezza in Libano.

In particolare, il ruolo dell’Italia nell’International Support Group, ha consentito di individuare una vasta gamma di offerte formativo-addestrativo: corsi di tiro operativo e di combattimento in centro abitato, piloti di elicottero, corsi per la formazione della Polizia Militare, basic life saver, fino alla costituzione di un Ufficio Idrografico, che contribuiranno al rafforzamento delle capacità delle unità delle forze armate libanesi.

Un impegno consolidato nel settore della formazione che vede La Difesa offrire diversi corsi in Italia, non ultimo quello di lingua italiana, organizzato sin dal 2008 da DIFEITALIA in Libano, a favore degli Ufficiali delle LAF.


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Fonte: Ministero della Difesa
Foto: © Ministero della Difesa


Santo Domingo: arrestato pericoloso latitante dalla Polizia di Stato italiana

Roma, 22 febbraio 2014 – Arrestato il 20 febbraio un pluripregiudicato, latitante dal 2001, rintracciato nella Repubblica Dominicana.

L’uomo, G.P. un italiano di 55 anni, fin dagli anni ’70 denota una mentalità criminale. Dopo essere stato arrestato nel 1980 per detenzione abusiva di esplosivi, armi e furto aggravato, qualche anno dopo, nell’85 viene  condannato a 21 anni di carcere per l’omicidio del suo compagno di carcere. Tre anni dopo altra condanna di 30 anni per concorso in omicidio. A causa del suo stato di salute riesce a farsi dare gli arresti domiciliari.

Evade nel 1994. È latitante, ma dopo un anno viene arrestato dalle autorità della Repubblica Domenicana per possesso di sostanze stupefacenti e viene estradato in Italia. Recluso nell’istituto di pena di Brescia, dopo qualche anno riesce a ottenere nuovamente gli arresti domiciliari. Nel 2001 evade di nuovo rendendosi latitante. Durante la sua detenzione conosce alcuni ex terroristi di destra che lo influenzano politicamente. Fa perdere le sue tracce.

Pochi giorni fa il ricercato è stato individuato al termine di articolate indagini durate oltre un anno. Viene individuato grazie ad esami basati sull’esame dei tabulati telefonici e sull’analisi dei flussi di trasferimento di valuta da parte dei familiari, ancora residenti in provincia di Brescia, che hanno permesso di accertarne la sua presenza nella Repubblica Dominicana. Per perfezionare le ricerche è stato inviato personale qualificato, nello stato centroamericano, del Servizio Antiterrorismo, dell’Interpol-Roma e della Digos di Brescia. Di grande importanza è stata la collaborazione fornita dalle Autorità dominicane che hanno assistito il personale della Polizia italiana, che ha contribuito attivamente alla localizzazione e al fermo del connazionale che utilizzava il falso nome di Hector Narvaez.

In assenza di un trattato bilaterale di estradizione tra l’Italia e la Repubblica Dominicana, il pluripregiudicato, che utilizzava documenti falsificati, verrà espulso per la violazione della legge sull’immigrazione. Per i suoi spostamenti G.P. utilizzava una moto Harley Davidson e al momento della cattura si è complimentato con i poliziotti italiani.

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Fonte: Polizia di Stato

 


Shama, Libano del Sud: la Joint Task Force Lebanon impegnata in attività di cooperazione civile e militare

Shama (Libano), 18 febbraio 2014 – Nell’ambito delle attività di cooperazione civile e militare del Comando congiunto del Settore Ovest (JTF-L – Joint Task Force Lebanon), su base Brigata Granatieri di Sardegna, è stata donata all’Istituto MEDRAR di As Sultaniyah, un’aula multimediale composta da dieci computer ed un server, collegati ad una rete LAN, a beneficio degli studenti dell’Istituto. L’Istituto “MEDRAR” è un orfanatrofio che ospita 67 giovani di ambo i sessi di età tra i 4 ed i 14 anni. La struttura è anche sede di un complesso scolastico con una scuola materna, una scuola primaria ed una scuola tecnica secondaria. I giovani studenti potranno da oggi  beneficiare di questo ausilio didattico, finanziato con fondi nazionali.
Ai bambini della scuola pubblica di Al Naqoura, inoltre, sono stati donati giocattoli per le loro attività ricreative.

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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


Polizia postale e FBI: 10 gli arrestati per pedofilia che utilizzavano reti darkweb

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Roma, 14 febbraio 2014 – Sin dalla fine degli anni ’90 il Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni è impegnato nella lotta alla pedofilia sulla rete Internet. Sempre piu importante, in questo settore, sta diventando la modalità investigativa sottocopertura (undercover).
Con l’utilizzo di innovative metodologie investigative, che prevedono l’utilizzo delle più calibrate attività sottocopertura, sfruttando avanzate tecnologie, la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ha identificato 15 soggetti tutti responsabili di divulgazione e produzione di materiale pedopornografico, in una operazione denominata Sleeping dogs. Il nome dell’operazione prende il nome dal videogioco che ha consentito all’agente sottocopertura di entrare in contatto, attraverso una chat, con il primo soggetto., e con la scusa di farsi passare i “trucchi” per procedere nei vari livelli, l’agente è riuscito ad aprirsi una strada elettiva di comunicazione col soggetto in questione.
L’indagine, che ha avuto inizio nel 2011, è tuttora in corso.
Dal monitoraggio della rete, svolto dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalle attività investigative sottocopertura, già a partire dal 2010 è emerso, come le darknet diventavano sempre di più il luogo virtuale dove la presunzione di anonimato sembrava più efficace a chi voleva delinquere, una lenta ma progressiva migrazione degli abusatori di minori e dei pedopornografi su queste piattaforme.

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Delucidazioni sugli esiti dell’operazione Sleeping Dogs sono state fornite durante una conferenza presso l’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in piazza del Viminale a Roma. Sono intervenuti per dare informazioni dettagliate in merito alle indagini: il direttore della Polizia Postale Antonio Apruzzese, il dottor Carlo Solimene, direttore della Divisione investigativa della polizia postale, la dottoressa Elvira D’Amato, Vice Questore Aggiunto, Funzionario del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni addetto al Coordinamento operativo delle indagini di Pedofilia in Rete, l’agente speciale Jason Fickett, responsabile dell’ufficio FBI in Italia e il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica Maria Monteleone.

Esiti dell’operazione Sleeping dogs
Non esiste un vero e proprio identikit di chi commette reati di pedofilia, né per età e né per estrazione sociale. I soggetti individuati sono 15 italiani adulti maschi di cui 10 posti in stato di arresto, con età compresa tra i 24 e 63 anni (età media 45 anni) , in gran parte celibi, quattro i coniugati di cui due separati con figli.
Tra i 10 arrestati ci sono impiegati di banca, liberi professionisti, operai specializzati, prevalentemente provenienti da Nord e Centro Italia (Lazio).
Due soggetti sono stati in passato accusati di abuso e maltrattamento in famiglia e detenzione di materiale pedopornografico.
Sono stati compiuti e fotografati abusi sessuali recenti su tre minori italiani di età compresa tra i 5 e i 10 anni. Le immagini sono state condivise su Tor ma i bambini, localizzati e posti in salvo, sono attualmente al sicuro presso le loro famiglie. Uno solo degli abusanti arrestati era parente della piccola vittima.
Per gli accusati sono state ottenute già tre condanne definitive a 5 anni e 7 mesi, 5 anni e nove mesi e 7 anni. Due dei condannati si stanno già sottoponendo a psicoterapia.

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Undercover e Dark web
Gli undercover sono operatori specializzati che operano all’interno del CNCPO, Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-line, del Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni. Il Centro ha il compito, oltre che di monitorare il web, anche di raccogliere le segnalazioni provenienti da più parti: dagli organi di polizia stranieri così come dai soggetti pubblici e privati, nonché dai gestori di servizi in Rete.
Gli undercover sono costantemente impegnati ad aggiornare le tecniche della sottocopertura, e sono particolarmente attivi sul nuovo fronte di investigazione, incentrato sull’utilizzo dei complessi sistemi della navigazione, primo fra tutti le cosiddette reti Tor, che riguardano l’utilizzo di reti alternative e di canali del web profondo come “deep web”.
In modalità sottocopertura la Polizia Postale riesce ad addentrarsi  in questi canali non rilevabili dai normali motori di ricerca, canali non in chiaro, da qui la denominazione di “Darknet” o “Deepweb”, il lato segreto e oscuro di Internet. Solitamente nella rete si cerca visibilità, nel caso del Darknet invece si cerca di rendere i siti invisibili e non trovabili dai motori di ricerca. Sono proprio le “darknet” i nuovi circuiti della rete, più prossimi ai reali produttori del materiale pedopornografico, ovvero a soggetti che abusano di piccole vittime ed adoperano la propria “merce di scambio” come effetto moltiplicatore di nuovi abusi su commissione.

Collaborazione internazionale
Dal 1998 la legge n.269 consente agli investigatori della Polizia Postale, in via esclusiva, di immettersi nel web sotto mentite spoglie, ed assumere identità di copertura per scardinare i circuiti della criminalità pedofila. La sfida tecnologica e delittuosa delle pedo-community è stata raccolta, anche a livello internazionale, dalle Forze dell’Ordine, che si sono coalizzate a livello globale sotto l’egida di Europol, nell’ambito del costante e più ampio dialogo Europa-USA. Dialogo costante è con i colleghi dell’FBI, con la condivisione di piattaforme operative comuni altamente operative. L’FBI ha avviato da molti anni iniziative aperte alle forze dell’Ordine provenienti da qualsiasi paese, per le finalità della lotta alla pedofilia in rete. Diverse sono le indagini ancora in atto negli Stati Uniti non ancora concluse.

Elvira D’Amato, Coordinatrice CNCPO – Jason Fickett, responsabile FBI Italia

L’operazione sleeping dogs, coordinata dal Procuratore Aggiunto dottoressa Maria Monteleone e dal Sostituto Procuratore dottor Eugenio Albamonte della procura della Repubblica di Roma, ha, da subito, colto il carattere transnazionale delle indagini, valorizzando interventi investigativi, sia sul fronte interno che sul versante della collaborazione internazionale giudiziaria e di Polizia.

di Monica Palermo

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Foto: © Monica Palermo


Libano: a Tibnin conferita la cittadinanza Onoraria ai Caschi Blu italiani

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Shama (Libano), 10 febbraio 2014 – Continuano le attività del CIMIC Italiano nel Libano del Sud. Tra le attività di cooperazione civile e militare dei Caschi Blu italiani in favore della popolazione del Libano del Sud, si è svolta, nei giorni scorsi, presso la Municipalità di Tibnin, la consegna di due progetti di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) finanziati con fondi nazionali, per un valore complessivo di 40.000 € (Euro).

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I due progetti consistono nella realizzazione di un muro di contenimento stradale nei pressi di una  scuola municipale e in una cisterna di acqua potabile, dotata di un sistema di purificazione delle acque.

Al Comandante dei Caschi Blu italiani, su base Brigata Granatieri di Sardegna, Generale di Brigata Maurizio Riccò, e al Colonnello Mauro Arnò – responsabile del CIMIC del contingente italiano, accolti presso il Municipio di Tibnin, sono state conferite le cittadinanze Onorarie in riconoscimento del grande ed apprezzatissimo impegno profuso dal Contingente italiano, nel corso degli anni, per sostenere lo sviluppo e il benessere della popolazione locale.

Al termine della breve ma significativa cerimonia, le Autorità intervenute si sono recate sui luoghi di sviluppo dei progetti per la scopertura delle targhe commemorative a testimonianza dei sentimenti di amicizia e fratellanza che legano l’Italia al popolo libanese.

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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


Libano: azione congiunta del contingente italiano, spagnolo e francese, per migliorare l’assetto idrogeologico e ambientale dell’area

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Shama (Libano), 31 gennaio 2014 – Proseguono le attività di cooperazione civile e militare dei Caschi Blu italiani, su base Brigata Granatieri di Sardegna, a favore della popolazione del Libano del Sud.

Nell’Area di Responsabilità della Joint Task Force Lebanon – South East  ha avuto luogo una vera e propria “operazione congiunta”a guida spagnola dove, su richiesta di una Organizzazione non governativa libanese (Jouzour Loubnan), il contingente italiano, quello spagnolo e quello francese, con il patrocinio delle rispettive Ambasciate e in stretta collaborazione con le Forze Armate libanesi, hanno condotto un’attività di rimboschimento lungo le colline prospicienti la catena del Monte Hermon, piantando ben duemila alberi che contribuiranno a migliorare l’assetto idrogeologico e ambientale dell’area.

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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


Polizia italiana e albanese: insieme per combattere la criminalità dei due Paesi

Roma, 30 gennaio 2014 – Nella giornata odierna, presso la Scuola Superiore di Polizia, si è svolto un incontro tecnico fra il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza- Prefetto Alessandro Pansa ed il Capo della Polizia albanese Artan Didi nel corso del quale i due vertici hanno approfondito le problematiche che interessano i rispettivi Paesi ed esaminato le attività congiunte da intraprendere per prevenire e contrastare fenomeni criminali che destano particolare allarme sociale, inclusi i reati predatori.

Nella medesima occasione, è stato sottoscritto un protocollo tecnico che prevede la costituzione di una task force per lo scambio di informazioni e l’analisi dei dati investigativi al fine di intensificare la cooperazione operativa finalizzata alla ricerca ed alla cattura di latitanti italiani in Albania e latitanti albanesi in Italia.

La sigla dell’intesa, avvenuta in un clima di assoluta cordialità, costituisce un’ulteriore testimonianza dei già saldi vincoli di amicizia e collaborazione che legano i due Paesi e conferisce un rinnovato impulso alle iniziative operative congiunte a tutela della sicurezza pubblica.

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Fonte
: Polizia di Stato


Libano: la base “Millevoi” di Shama aperta alla popolazione locale in segno di fratellanza

Shama (Libano), 20 gennaio 2014 – Sabato scorso, i militari della Joint Task Force Lebanon su base Brigata Granatieri di Sardegna, hanno organizzato diversi eventi sia a favore della popolazione locale che di carattere operativo.

Nel corso della mattina, un gruppo di 31 bambini, tra i 5 e i 15 anni di età, della School of Children with Special Needs di Ayta Ash Sha’b, accompagnati dai rispettivi insegnanti, è stato accolto dai caschi blu italiani del Combat Service Support Battalion, per la gran parte composto da militari del 1° Reggimento Trasporti di Bellinzago Novarese. Bambini e insegnanti hanno quindi varcato i cancelli della base Millevoi di Shama e hanno trascorso alcune ore all’insegna della solidarietà e della fratellanza.

È stata inoltre inaugurata una mostra fotografica presso la base UN P 1-26 di ITALBATT, unità di manovra del Sector West su base 1° Reggimento Granatieri di Sardegna.  L’inaugurazione è avvenuta in presenza dell’Head of Mission e Force Commander, Generale di Divisione Paolo Serra, del comandante del Settore Ovest, Generale di Brigata Maurizio Riccò e della Dott.ssa Izumi Nakamitsu, direttrice della Divisione Asia e Medio-Oriente del Dipartimento delle operazioni di Peacekeeping delle Nazioni Unite in visita ai contingenti in Libano. Le fotografie della mostra sono scatti di  giovani artisti fotografi della provincia di Tiro, che, attraverso il loro obiettivo, sono stati capaci di immortalare le caratteristiche della loro terra.

Mostra fotografica UN P 1-26 (6)


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Fonte:
 contingente italiano nel Libano del sud
Foto: © Brigata Granatieri di Sardegna


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