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Afghanistan: corso di addestramento per le forze di sicurazza locali per la lotta agli ordigni esplosivi improvvisati

Brigata Pinerolo Afghanistan 1

Herat, 11 ottobre 2018 – Il Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) di Herat, comando multinazionale della NATO su base brigata “Pinerolo” inquadrato nella missione Resolute Support(RS), ha organizzato un corso per addestrare le Afghan National Defence Security Forces all’impiego delle tecniche e procedure per la raccolta di potenziali prove, per la successiva analisi forense, a seguito di attacchi o rinvenimenti di IED, Improvised Explosive Devices (ordigni esplosivi improvvisati).

In particolare, personale altamente specializzato del contingente italiano con l’ausilio di istruttori civili statunitensi, attraverso un addestramento mirato hanno incrementato le capacità e le competenze delle Forze di Sicurezza afghane sia nell’assolvimento di attività investigative che nell’applicazione delle procedure volte alla mitigazione del rischio derivante dagli ordigni improvvisati.

I partecipanti, oltre ad aver acquisito le competenze specifiche di settore,  hanno altresì conseguito la qualifica di Istruttori.

Inoltre, i militari Italiani hanno realizzato ed assemblato per l’occasione, a costo zero grazie all’impiego di materiale di risulta, un Instructor Tactical Exploitation kit che è stato donato agli studenti. Tale ausilio permetterà ai neo istruttori di condurre l’attività di insegnamento e trasmettere le conoscenze acquisite con una maggiore incisività.

Il lavoro degli advisors italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS) con il compito principale di fornire addestramento, consulenza ed assistenza alle forze di sicurezza afghane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

Brigata Pinerolo Afghanistan 5

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: contrasto agli ordigni esplosivi in favore della popolazione locale

I militari italiani proseguono i corsi di specializzazione per garantire l’autoprotezione delle  Forze Armate afghane e la salvaguardia della popolazione civile

foto 4 contrasto ordigni esplosivi

Herat, 5 aprile 2018 – Nei giorni scorsi i militari del contingente italiano hanno concluso il corso di specializzazione in “Explosive Hazard Reduction”, presso la base italiana di Camp Arena, a favore di 12 poliziotti e militari delle forze di sicurezza afghane, conseguendo l’abilitazione alla bonifica speditiva degli ordigni esplosivi.

Il corso, durato 4 settimane, è stato sviluppato nell’ambito del programma formativo organizzato dagli istruttori italiani del Military AdviseTeam (MAT), con lo scopo di ridurre il numero degli incidenti che coinvolgono le forze di sicurezza locali e soprattutto la popolazione civile, in occasione di rinvenimento di mine, munizionamento inesploso ed Improvised Explosive Device (IED), ovvero bombe realizzate con materiali non convenzionali.

Attraverso l’apprendimento di accurate tecniche per l’avvicinamento agli esplodenti, messa in sicurezza dell’area, posizionamento di cariche esplosive e successiva bonifica con brillamento speditivo, i neo abilitati, militari e poliziotti, potranno operare senza mettere a repentaglio le proprie vite e tutelando, conseguentemente, la popolazione civile che risulta essere tra le principali vittime da esplosioni.

Il corso è terminato con una esercitazione pratica, in cui le forze di sicurezza locali si sono cimentate nell’impiego di cariche esplosive individuali per la demolizione rapida di alcuni simulacri di ordigni inesplosi, consentendo agli stessi allievi di condurre, autonomamente, una bonifica speditiva.

foto 2 contrasto ordgigni esplosivi

La bonifica degli ordigni rientra nei piani di addestramento (train) e di consulenza (advise ed assist), che attualmente sono svolti dagli istruttori italiani a favore della Polizia e dell’Esercito afgano. Come previsto dal mandato di “Resolute Support”, queste attività concorrono al conseguimento dell’obiettivo finale, che è quello di rendere le Forze di Sicurezza locali capaci di operare in totale autonomia.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Libano: 1° corso di comunicazioni tattiche per il personale della sicurezza di stato libanese

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Shama, 29 marzo 2018 – Si è chiuso a Shama, base del comando del settore ovest di UNIFIL a guida italiana su base brigata paracadutisti Folgore, il primo corso di Comunicazioni Tattiche (Tactical Communication Course) svolto a favore del personale della direzione generale della sicurezza di Stato libanese.

Gli istruttori ed operatori del Combat Support Battalion effettivi al 232° reggimento trasmissioni hanno programmato e condotto l’attività per il personale libanese, addestrandolo all’impiego delle più avanzate procedure necessarie a raggiungere un’efficace comunicazione a livello tattico.

Associando parti teoriche e prove sul campo è stato possibile fornire ai partecipanti importati elementi per instaurare e condurre comunicazioni radio rispettando gli standard di sicurezza.

L’attività rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate Libanesi, allo scopo di incrementare la sicurezza nel sud del Libano come da Risoluzione 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion garantisce quotidianamente alle forze di manovra il supporto necessario a contrastare la minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati (IED – Improvised Explosive Device), il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN) nonché le comunicazioni.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: primo corso di counter IED a favore delle Forze Armate libanesi

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Shama, 12 marzo 2018 – Il primo corso di C-IED Awareness, a favore delle Forze Armate libanesi, si è tenuto presso il comando del Settore Ovest di Unifil a guida italiana, su base brigata paracadutisti Folgore.

Gli istruttori del Combat Support Battalion, su base 8° reggimento guastatori Paracadutisti, con il supporto degli assetti cinofili del Centro Veterinario Militare, hanno condotto l’attività sviluppandola con fasi teorico-pratiche con lo scopo di formare i militari libanesi nel delicato settore degli ordigni esplosivi improvvisati e di quelli inesplosi. 

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Nello specifico, gli istruttori del Combat Support Battalion hanno fornito ai frequentatori le nozioni di base per riuscire a riconoscere il munizionamento regolamentare e le procedure da adottare in presenza di ordigni inesplosi (UXOs) o ordigni improvvisati esplosivi (IEDs) al fine di ridurre il rischio per le forze che  operano sul terreno e per saper gestire eventuali incidenti.

L’attività operativa, che rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate libanesi, è stata particolarmente apprezzata poiché mirata ad incrementare ulteriormente il livello tecnico professionale dell’apparato preposto a garantire la sicurezza nel sud del Libano nel rispetto delle Risoluzioni 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. 

Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion è l’unità che garantisce il supporto alle forze di manovra assicurando unità per la bonifica degli ordigni, il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN) e le comunicazioni per il contingente italiano e per tutte le nazioni operanti nel Sector West di Unifil.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: Forze Armate e organizzazioni governative insieme contro il pericolo delle mine

Il robot Remote Handling Equipment è dotato di telecamere, pinza e cannoncino. Finalizzato al movimento e disarticolazione dell_ordigno

Shama (Libano) 11 luglio 2017 – Si è svolta presso la scuola pubblica di As Sama’iyah, nel Sud del Libano, una giornata dedicata al Mine Risk Education (MRE) a cura dei caschi blu italiani a favore dei giovanissimi della popolazione locale.

Il breve corso è stato organizzato e condotto congiuntamente dai militari del contingente italiano, impiegati nella missione UNIFIL, la sezione LMAC (Lebanon Mine Action Center) delle Forze Armate Libanesi e UNMAS (United Nations Mine Action Service) per sensibilizzare i giovanissimi, soprattutto quelli della cosiddetta diaspora libanese che rientrano per le vacanze estive, al pericolo dei residuati bellici risalienti all’ultimo conflitto con Israele del 2006.

Distribuzione di alcuni gadget ai giovani partecipanti

L’attività, che ha visto la partecipazione di oltre duecento bambini e ragazzi, dai sei ai diciassette anni, è stata presieduta dal comandante della Joint Task Force – Lebanon, generale di brigata Francesco Olla, a capo del contingente italiano, nonché dalle autorità politiche e delle associazioni scout che insistono sul territorio.

Durante la giornata dedicata al Mine Risk Education, è stata colta l’occasione per mostrare ai più giovani le capacità tecnico-tattiche di assetti specialistici quali l’operatore dotato di tuta anti-esplosione EOD9, l’unità cinofila “K9” MDD (Mine Detection Dog) e EDD (Explosive Detection Dog), nonché i robot per il riconoscimento, la manipolazione e disarticolazione degli ordigni.

Il Mine Detection Dog è finalizzato al riconoscimento di particelle di sostanze esplosive fino a 30 cm sotto terra

Promossa in tutto il Libano del Sud dai militari italiani impiegati nell’operazione “Leonte”, l’attività è finalizzata al supporto delle popolazione locale in base a quanto sancito dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701 del 2006, insieme al monitoraggio costante della Blue Line e l’addestramento delle Forze Armate Libanesi dislocate al sud del fiume Litani.

Foto di gruppo dei caschi blu italiani e parte degli studenti e scout locali

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano del sud
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Missione compiuta per la Task Force “Genio” del contingente italiano di ISAF

Herat (Afghanistan), 7 agosto 2014 –  Garantire la mobilità delle truppe della coalizione di ISAF e delle forze di sicurezza afgane, proteggere la popolazione civile dalla minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), potenziare il livello di protezione della base e contribuire allo sviluppo delle capacità militari dei genieri afgani al fine consentirne la piena autonomia. Questi i compiti che i militari italiani della Task Force Genio, su base 5° reggimento genio guastatori di Macomer (NU), hanno svolto per sei mesi nella regione occidentale dell’Afghanistan in cui opera il Train Advise Assist Command West, il comando del contingente italiano di ISAF a guida brigata Sassari responsabile del consolidamento del processo di transizione in corso nel paese asiatico che, entro la fine del 2014, vedrà l’assunzione di responsabilità della sicurezza da parte delle autorità locali. 

Per scongiurare la minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati e garantire la libertà di movimento lungo gli itinerari stradali, la Task Force Genio, comandata dal tenente colonnello Stefano Messina, ha condotto specifiche attività denominate C.A.R.C.O., acronimo di Combined Arms Route Clearance Operations, operazioni che consistono nell’individuazione e disattivazione degli “IED” mediante l’impiego sul terreno, oltre che della componente genio, di assetti della Transition Support Unit (su base 152° reggimento fanteria “Sassari”), di personale specializzato nell’interagire con aerei ed elicotteri in missione di supporto tattico alle forze di terra e di velivoli a pilotaggio remoto Predator.

I militari della Task Force Genio, di cui fanno parte anche assetti dell’esercito statunitense ed ucraino, hanno percorso 19.147 chilometri, condotto 83 attività di bonifica di ordigni esplosivi e 144 operazioni di bonifica C.A.R.C.O., effettuato 26 ricognizioni tecniche, ispezionato 240 canali di drenaggio delle acque (culverts) e utilizzato alcuni sistemi sperimentali di nuova generazione quali, ad esempio, il mini Unmanned Aircraft System (UAS) Bramor.

Numerose sono anche le iniziative promosse dallala Task Force Genio per lo sviluppo delle capacità militari e l’acquisizione della piena autonomia delle forze di sicurezza afgane, tra le quali si segnalano la realizzazione della Striscia Counter-IED, un’area addestrativa nella quale i genieri afghani potranno esercitarsi nell’acquisizione e nel perfezionamento delle conoscenze teorico-pratiche per il contrasto della minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati.

Ai militari del 5° reggimento genio guastatori di Macomer subentrano i genieri del 21° reggimento guastatori della brigata bersaglieri Garibaldi di stanza a Caserta.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa


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