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Kosovo: cambio del contingente italiano che opera nel Multinational Battle Group West

Kosovo, 16 giugno 2016 – Si è svolta nei giorni scorsi (10 giugno) presso Camp “Villaggio Italia”, la cerimonia di avvicendamento alla guida del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’unità multinazionale a guida italiana che opera nel settore ovest del Kosovo nell’ambito della Missione Kosovo Force (KFOR).
 
Gli uomini e le donne del 62° Reggimento Fanteria “Sicilia” di Catania e del 232° Reggimento Trasmissioni di Avellino sostituiscono i colleghi del 4° Reggimento Carri di Persano e del 11° Reggimento Trasmissioni “Leonessa” di Civitavecchia che rientrano in Patrai dopo sei mesi di missione.
 
Il passaggio di responsabilità tra il colonnello Salvatore Alessandro Sarcià, comandante uscente e il colonnello Giovanni Giagheddu è avvenuto alla presenza dell’ambasciatore d’Italia in Kosovo, s.e. Andreas Ferrarese, del comandante di KFOR, generale di divisione Guglielmo Luigi Miglietta e del vicecomandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), generale di divisione aerea Stefano Vito Salamida oltre a numerose autorità civili, militari e religiose convenute per l’occasione.


 
Parole di apprezzamento per il significativo contributo fornito alla missione NATO da parte del MNBG-W sono state formulate dal generale Miglietta a cui si è unito il colonnello Sarcià, comandante uscente, che h voluto  ringraziare i propri soldati per l’incessante lavoro svolto e i concreti risultati ottenuti sul campo.

I carristi del 4° Reggimento Carri hanno condotto durante il semestre di mandato, 785 pattuglie appiedate, 3188 posti di osservazione e 1594 pattuglie motorizzate, per un totale di circa 65.000 km percorsi.
 
Il MNBG-W ha svolto inoltre, numerosi progetti di cooperazione civile-militare volti a migliorare le condizioni di vita generali della popolazione locale, operando sempre nel pieno rispetto di ogni cultura, etnia, tradizione e credo religioso. Il MNBG-W ha condotto oltre 200 meeting con le autorità governative e religiose locali ed ha effettuato oltre 20 donazioni di materiale vario tra cui abbigliamento sportivo, arredi scolastici e materiali didattici. Tra i maggiori risultati ottenuti, ricordiamo il progetto relativo alla costruzione di una strada in un quartiere della municipalità di Peja/Pec abitato prevalentemente da cittadini di etnia RAE (Rom-Ashakli-Egiziani), il progetto relativo alla fornitura di dodici apparecchiature tecniche ARVA (apparecchiature rilevamento valanga) e attrezzature tecniche in favore della squadra di soccorso alpino della municipalità di Peja/Pec e la donazione di arredi ospedalieri forniti dall’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord”, a favore dei  medical center delle municipalità di Istog/Istok e Junik. 

I fanti  del 62° Reggimento Fanteria “Sicilia” opereranno nell’ambito del MNBG-W in una compagine multinazionale composta da militari austriaci, moldavi e sloveni. La bandiera di guerra del 62° Reggimento Fanteria “Sicilia”, torna in Kosovo dopo circa 8 anni dall’ultima missione. Infatti nel 2008 il 62°Reggimento Fanteria “Sicilia” deteneva la leadership della Task Force “Aquila”, nell’ambito dell’Operazione “Joint Enterprise”.

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa
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Vertici della NATO in Kosovo

Flussi migratori e il fenomeno dei foreign fighter tra i temi trattati. Parole di apprezzamento di Turner per i 5.000 uomini e donne impegnati.


L’ordinario militare ha trascorso il Natale con il contingente italiano in Kosovo

Pristina (Kosovo), 27 dicembre 2015 –  Si è conclusa la visita in Kosovo dell’arcivescovo ordinario militare per l’Italia. Monsignor Santo Marcianò, ha trascorso il Natale con i militari italiani impiegati nella missione Kosovo Force (KFOR). Giunto a Pristina il giorno della vigilia, è stato accolto dal comandante della Forza Multinazionale NATO KFOR, generale di divisione Guglielmo Luigi Miglietta.

Monsignor Marcianò si è poi trasferito a Pec, nella sede del Multinational Battle Group West (MNBG-W), comando multinazionale a guida italiana, dove ha incontrato i militari del contingente italiano ai quali ha rivolto gli auguri di Natale e testimoniato l’opera e il valore della loro missione in Kosovo.

Nel pomeriggio l’ordinario militare ha fatto visita alla casa famiglia della “Caritas Umbria” di Klina, donando capi di vestiario e giocattoli messi a disposizione dalla Caritas Umbria e dal 4° reggimento carri di Persano. Questa struttura si occupa fin dai primi anni dopo il conflitto dell’accoglienza di numerosi bambini kosovari  senza distinzione di etnia o religione e supporta un importante progetto educativo a favore di minori provenienti da gravi situazioni di disagio o degrado familiare.

Rientrato nella base di “Villaggio Italia”, monsignor Marcianò ha partecipato alla cena di Natale e ha celebrato, unitamente al cappellano del contingente don Fausto Amantea, la Santa Messa. Lafunzione religiosa è stata preceduta dal rito di apertura della Porta Santa nella chiesa di Camp “Villaggio Italia” intitolata a San Francesco come gesto simbolico che si inserisce nell’anno Giubilare straordinario.

A Natale, monsignor Marcianò ha celebrato la funzione religiosa a Pristina, nella cappella della base del Multinational Specialized Unit, per il personale militare italiano di tutte le Forze Armate e delll’Arma dei Carabinieri.

Nel corso dell’omelia, monsignor Marcianò ha sottolineato l’importanza e il significato dei valori legati alla celebrazione del Natale: “Vivere la vita per gli altri dà senso alla propria”, e poi, rivolgendosi ai militari che trascorrono questa festività lontano dai propri affetti, “Voi con la vostra presenza in Kosovo, mettendo a rischio le vostre vite, permettete ad altri di vivere”.

Al termine della funzione, il comandante di KFOR, generale Miglietta, ha ringraziato l’Ordinario Militare, il capo della missione EULEX, Gabriele Meucci e l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Andreas Ferrarese, presenti all’evento.

Per il soldato, l’essere in operazioni è una condizione straordinaria ma non anomala poiché rappresenta l’apice del servizio che offre al suo Paese nel mondo”, ha detto il generale Miglietta, “professionalità e senso di umanità sono il patrimonio più riconosciuto e apprezzato, anche nel soldato italiano in terra balcanica dove i nostri uomini e donne con le stellette si alternano per creare un futuro migliore per la popolazione del Kosovo”.

Al termine della celebrazione monsignor Marcianò si è intrattenuto con i militari per lo scambio degli auguri natalizi.

Il contingente italiano di KFOR augura “buone feste” a tutti i colleghi impegnati nelle missioni fuori area e sul territorio nazionale.

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Fonte e immagini: KFOR

L’albero di Natale si illumina in Kosovo

Pristina (Kosovo), 17 dicembre 2015 –  Nei giorni scorsi, nella base della missione multinazionale NATO Kosovo Force, la tradizionale cerimonia di accensione dell’albero di Natale.

Il comandante, generale di divisione Guglielmo Luigi Miglietta, accendendo le luci dell’albero di Natale ha segnato l’inizio delle festività natalizie.

Il generale rivolgendosi ai militari presenti nella base: “In questo momento di festa, lontani dalle famiglie, siate particolarmente orgogliosi della vostra dedizione al servizio quali membri del team KFOR.

I rappresentanti delle 31 nazioni impegnate nella missione “Joint Enterprise”, uniti come una grande famiglia, si sono augurati un periodo di pace e serenitá.

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Fonte e immagine: Ministero della Difesa

Kosovo: elicotteri KFOR impegnati a spegnere un vasto incendio

Pristina, 30 agosto 2015 – Elicotteri di KFOR sono impegnati da ieri pomeriggio nello spegnimento di un vasto incendio sviluppatosi in una località montana nel sud del Kosovo, nei pressi della città di Prizren.

Gli elicotteri, equipaggiati per raccogliere acqua e scaricarla direttamente sulle fiamme, sono stati richiesti dai vigili del fuoco locali per bloccare le fiamme sviluppatesi in un’area particolarmente impervia impossibile da raggiungere con i mezzi in dotazione alla unità kosovara. Il comandante di KFOR, generale di divisione Guglielmo Luigi Miglietta, dopo aver valutato l’impatto dell’intervento sulla missione ma anche la gravità e l’ampiezza dell’incendio ha dato il via all’operazione.

I piloti di KFOR hanno volato per circa tre ore nel pomeriggio di ieri fin quando quando le operazioni sono state interrotte per il sopraggiungere dalla notte. Questa mattina la richiesta delle autorità kosovare è stata inoltrata di nuovo e cinque velivoli, uno in più rispetto a ieri, stanno operando assiduamente per impedire che l’incendio si propaghi ulteriormente.

KFOR è in Kosovo dal 1999, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento alla popolazione senza distinzione di etnia e credo religioso come stabilito dalla risoluzione 1244 dell’ONU. Attualmente la Forza è di circa 5000 uomini e donne provenienti da 31 nazioni, il generale Miglietta è il 19° comandante e ha assunto il comando il 7 agosto 2015.

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Fonte e immagini: KFOR

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