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Sardegna: potenziato a Decimomannu il servizio di ricerca e soccorso della Guardia Costiera

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Decimomannu (CA), 17 luglio 2018 – Costituita presso l’aeroporto militare di Decimomannu (Ca) la 4ª sezione elicotteri del Corpo delle Capitanerie di Corpo – Guardia Costiera che opererà nel campo della ricerca e soccorso in sinergia con l’80° centro C\SAR del 15° stormo dell’Aeronautica Militare

Con l’arrivo questa mattina di 1 elicottero AW139 sull’aeroporto militare di Decimomannu (CA), sede del reparto sperimentale e di standardizzazione al tiro aereo dell’Aeronautica Militare, è iniziata ufficialmente l’attività operativa della 4ª sezione elicotteri del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

La nuova componente aerea della Guardia Costiera opererà in Sardegna con mezzi, equipaggi e personale tecnico per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali quali la ricerca e soccorso in mare (SAR), il servizio di vigilanza delle attività di pesca e delle risorse biologiche, la tutela dell’ambiente marino e della costa, concorrendo a potenziare il servizio di allarme già attivo presso l’80° centro combat/search and rescue del 15° stormo dell’Aeronautica Militare, operante a Decimomannu dal 1961. Tutto il supporto tecnico-logistico sull’aeroporto militare verrà garantito dal personale del Re.S.S.T.A. dell’Aeronautica Militare.

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La costituzione della neo sezione elicotteri sull’aeroporto militare sardo è un esempio tangibile di modello virtuoso attuato per realizzare sinergie tra Amministrazioni che permettono così, oltre che ad elevare il livello di interoperabilità tra le varie componenti, di generare economie e di ottimizzare le risorse a disposizione mettendo a sistema e al servizio della collettività competenza, standardizzazione, economie di scala ed efficienza del servizio in un’ottica interforze e inter-agenzia.

L’80° Centro è uno dei reparti del 15° stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca ed il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà. Inoltre concorre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita ed il soccorso di traumatizzati gravi. Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato circa 7.300 persone in pericolo di vita.

Il Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo (Re.S.S.T.A.) di Decimomannu è un reparto di addestramento che ha il compito di assicurare il supporto a tutti i reparti di volo dell’Aeronautica Militare. La base è ubicata in Sardegna a circa 20 km dalla città di Cagliari e, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, alla disponibilità di ampi spazi aerei, nonché alla presenza di importanti infrastrutture logistiche, è annoverata come luogo ideale per l’addestramento aereo.

Il Re.S.S.T.A. garantisce, inoltre, importanti servizi di cui beneficia anche la collettività locale: il servizio meteo di osservazione e previsione, il controllo di avvicinamento radar del traffico aereo civile e militare operante nell’area centro-sud della Sardegna e la ricerca e soccorso assicurata dall’ 80° Centro “Combat Search and Rescue” equipaggiato con elicotteri HH -212.

Il corpo delle Capitanerie di Corpo – Guardia Costiera, cui compete il coordinamento delle attività di ricerca e soccorso in mare (SAR), già dotato di 3 nuclei aerei a Sarzana, Catania e Pescara, potrà così garantire un servizio di allarme h24 di ricerca e soccorso in mare (SAR) più rapido ed efficace anche nella vasta area di mare di competenza che circonda l’isola.

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La sinergia tra le due amministrazioni discende da un accordo firmato il 7 febbraio, che prevede, oltre alla messa a disposizione della base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu per il rischieramento permanente dei mezzi aerei della Guardia Costiera, anche l’erogazione da parte dell’Arma azzurra di corsi di specializzazione, abilitazione, qualificazione, addestramento e formazione a favore del personale del Corpo, il quale, in cambio, mette a disposizione un elicottero AW 139 per 300 ore annue per fini addestrativi. L’accordo, quindi, si configura come esempio virtuoso dell’integrazione interforze/interagenzia, finalizzato alla riduzione dei costi e a garantire una maggiore efficacia nell’espletamento dei compiti istituzionali.

 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Aeronautica Militare
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Al via l’operazione tra Aeronautica Militare e Guardia Costiera per l’addestramento dei piloti

La collaborazione tra Aeronautica Militare e Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera scaturisce da un accordo siglato nel febbraio scorso e riflette l’approccio interforze ed inter-agenzia promosso dal Ministero della Difesa per ottimizzare le risorse disponibili.

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Roma, 24 aprile 2018 – Effettuato il primo volo dell’elicottero AW-139 della Guardia Costiera (GC) consegnato  giovedì 20 aprile al 72° Stormo di Frosinone dell’Aeronautica Militare (AM) per avviare l’addestramento degli equipaggi di volo della GC da parte degli istruttori dell’Aeronautica Militare.

L’attività discende dall’accordo stipulato tra Aeronautica Militare e Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera in data 7 febbraio 2018, e siglato dal generale di squadra aerea Settimo Caputo, sottocapo di Stato Maggiore, e dall’ammiraglio ispettore capo Vincenzo Melone, allora comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

Tale accordo consentirà a personale della Guardia Costiera di accedere ai corsi di specializzazione, abilitazione, qualificazione, addestramento e formazione organizzati dall’AM. L’Aeronautica riceve in cambio la disponibilità di un elicottero AW139 CdP presso il 72° stormo di Frosinone per un massimo di n. 300 ore di volo annue.

L’accordo costituisce un modello virtuoso per realizzare sinergie tra amministrazioni dello Stato e rappresenta un valido riferimento per il futuro sviluppo della cooperazione nei reciproci ambiti operativi.

La collaborazione tra Aeronautica Militare e Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Corpo della Marina Militare, discende dalla visione interforze ed interagenzia riportata nel “Libro bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa” ed è un esempio di ottimizzazione dei processi e della razionalizzazione delle risorse.

L’accordo nasce dall’interesse di AM e Guardia Costiera a sviluppare sinergie in campo aeronautico, non limitandosi al settore addestrativo ma estendendosi anche all’ambiente operativo, con il fine di garantire una maggiore tempestività e capillarità degli interventi in favore della popolazione.

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Il 72° stormo ha il compito di formare e addestrare i frequentatori dell’AM ai fini del conseguimento del brevetto di pilota militare “Helicopter Track” (MPLH – Helicopter Military Pilot Licence Phase 3A and 3B), del brevetto militare di pilota di elicottero per il personale dell’Esercito Italiano, Carabinieri e Guardia di Finanza, e del brevetto di pilota di elicottero per i frequentatori appartenenti ai Corpi dello Stato e provenienti da Paesi stranieri. Inoltre, partecipa, con i propri assetti, all’attività operativa della Forza Armata e, su richiesta, è in grado di offrire il concorso alle operazioni di Protezione Civile e SAR (Search and Rescue – Soccorso e Recupero). Nella base di Frosinone si provvede, inoltre, alla formazione dei futuri istruttori (PIT course – Pilot Instructor Training), degli specialisti e degli operatori di bordo.

Il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera ha come compiti la salvaguardia della vita umana in mare, la sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, la tutela dell’ambiente marino, dei suoi ecosistemi nonché l’attività di vigilanza dell’intera filiera ittica, dalla tutela delle risorse a quella del consumatore finale. A queste ultime si aggiungono le ispezioni sul naviglio nazionale mercantile, da pesca e da diporto, condotta anche sulle navi mercantili estere che scalano i porti nazionali.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Esercitazione congiunta tra Aeronautica Militare e Guardia Costiera (video)

Esercitazione congiunta per l’80 Centro SAR di Decimomannu e la Guardia Costiera di Alghero
Schermata 08-2457264 alle 13.05.27 Decimomannu, 29 agosto 2015 – Mercoledì 19 agosto, un equipaggio di volo dell’80° Centro Combat SAR (Search and Rescue) di Decimomannu (CA), appartenente al 15° Stormo dell’Aeronautica Militare ha portato a termine con successo una esercitazione congiunta con il personale della Guardia Costiera di Alghero.

Scopo dell’esercitazione, quello di verificare le capacità operative d’intervento di soccorso in mare, di coordinamento delle operazioni tra l’Aeronautica Militare e la Guardia Costiera e la sinergia tra il personale operante.

L’evento ha visto impegnato il personale delle due sale operative, dell’elicottero AB-212 dell’AM e di una motovedetta Cp 871.

Durante l’operazione, gli aero-soccorritori dell’Aeronautica hanno compiuto alcuni trasbordi e recuperi tra elicottero e motovedetta. Visti gli spazi ristretti di manovra, si sono voluti simulare diversi scenari d’intervento al fine di addestrare il personale a ogni tipo di situazione di emergenza che potrebbe verificarsi.

Il video dell’esercitazione

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Fonte e video: Aeronautica Militare
15° Stormo - 80° Centro C/SAR Decimomannu (Ca)

Ragusa: scafista tunisino arrestato dalla polizia, aveva portato 250 migranti sulle coste siciliane

I MIGRANTI HANNO PAGATO UN “BIGLIETTO” DI 1.500$, ALL’ORGANIZZAZIONE NE SONO ANDATI 375.000$.

Lo scafista: “il compenso per un viaggio sono due anni del mio lavoro. Ho sistemato la famiglia”.

Ragusa, 20 luglio 2014 – Nei giorni scorsi, gli uomini della Polizia di Stato di Ragusa hanno arrestato un cittadino tunisino di 27 anni che, insieme da altri cittadini libici ancora in corso di identificazione, perché responsabile del reato di introduzione illegale di immigrazione clandestina.

Nella notte del 16 luglio il pattugliatore della Guardia Costiera A. Peluso di Messina ha intercettato nelle acque davanti le coste quelle libiche un barcone clandestino che versava in precarie condizioni di stabilità. Assicurato e messo in sicurezza dagli uomini della Guardia Costiera, il barcone è stato condotto nel porto di Pozzallo dove sono stati fatti sbarcare 251 persone di diversa nazionalità (224 uomini, 27 donne, di cui molti bambini).

Dopo le immediate attività di soccorso della Polizia di Stato, della Croce Rossa e della Protezione civile, gli uomini della Squadra mobile hanno identificato il cittadino tunisino quale scafista che aveva condotto l’imbarcazione lungo l’intera rotta.

L’arresto è stato possibile dalle testimonianze di alcuni migranti.

COME VENGONO ORGANIZZATI I VIAGGI

Particolarmente cruente ed emotivamente coinvolgenti, sono le modalità con cui vengono organizzati i viaggi, così come raccontato da un giovane migrante marocchino di appena 20 anni che ha riferito: ho atteso il mio turno insieme ai miei amici ed anche io ho preso posto su uno dei due gommoni per poi salire sull’imbarcazione di legno. Una volta sopra il natante fu un libico ad indicarmi il posto che mi era stato assegnato, ovvero in coperta nella parte centrale. I gommoni facevano altri tre o quattro viaggi, tra la terraferma e la barca, e durante tale attività non facevano altro che fare minacce e picchiare tutti coloro che non eseguivano alla lettera le loro disposizioni. Gli stessi libici erano particolarmente duri con le persone di colore che stavano imbarcando e talvolta usavano i lunghi coltelli, di cui erano in possesso, proprio per picchiarli. Il sovraffollamento sulla barca era tale che veniva difficoltoso anche sedersi e quando qualcuno lo faceva doveva necessariamente sopportare il peso di altri soggetti che, per mancanza di spazio, si ci sedevano di sopra. Alle persone, esclusivamente di colore, che si trovavano all’interno della stiva dell’imbarcazione, non veniva assolutamente permesso di salire in coperta, nemmeno per prendere una boccata d’aria e ciò nel timore che un ulteriore sovraffollamento su tale locale avrebbe pregiudicato la stabilità dell’imbarcazione e, conseguentemente, il suo ribaltamento.

Dopo l’arresto lo scafista tunisino ha dichiarato:“sapevo che in Libia cercavano scafisti, sono andato li e mi sono arruolato con loro per guadagnare soldi; faccio il pescatore ma quello che prendo in un solo viaggio per portare persone è lo stesso che guadagno in 2 anni”.

Dalle indagini effettuate è stato possibile accertare che i migranti pagavano per il viaggio un “biglietto” di 1.500 dollari per cui l’organizzazione avrebbe avuto un guadagno totale di 375.000 dollari.

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Fonte: Polizia di Stato (Questura di Ragusa)
Le immagini sono tratte dal video


Droni che passione! A Roma il primo salone sugli aeromobili a pilotaggio remoto

di Monica Palermo

Roma, 25 maggio 2014 – Solo nella giornata di ieri piu di 2000 presenze tra i 34 stand del Roma Drone Expo&Show, il primo “salone aeronautico” sui droni in Italia. Una manifestazione di due giorni che ha visto protagonisti i droni, con dimostrazioni e workshop per spiegare al pubblico il loro utilizzo, con workshop di approfondimento che hanno spaziato dalla normativa italiana che regolamenta l’utilizzo di questa nuova tecnologia, all’utilizzo nelle attività investigative e nella lotta ai traffici clandestini.

Media partner della manifestazione la rivista dell’Aeronautica militare, presente con uno stand per spiegare l’utilizzo di questa nuova tecnologia in ambito militare, a terra ci stava il Predator, drone usato per la ricognizione in Afghanistan, la cui configurazione e utilizzo in ambito ricognitivo veniva spiegato dai militari del 16 stormo.
Altro media partner presente con uno stand era il mensile ufficiale della Polizia di Stato, “Poliziamoderna”, che sul numero di giugno 2014 dedicherà un ampio speciale in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il personale della Polizia di Stato dell’8 reparto volo di Firenze stava a disposizione del numeroso pubblico per dare spiegazioni in materia di controllo aereo. 

Nel corso dell’expo ci sono state una serie di dimostrazioni, conferenze e workshop dedicati a questo fenomeno in costante evoluzione nel nostro Paese. Proprio per questo motivo l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, lo scorso 30 aprile ha pubblicato un codice di regolamentazione, rimandando al prossimo settembre l’uscita di una circolare esplicativa per fare chiarezza nel mondo del volo remoto.

Grande interesse ha suscitato il workshop di sabato su i “Droni e sicurezza. Prime applicazioni degli UAV in Italia per le attività investigative e nella lotta alla criminalità e ai traffici clandestini”, dove le Forze Armate e le Forze di Polizia si sono confrontate sull’utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto (APR). Moderatore del workshop è stato Luciano Castro, presidente del “Roma Drone Expo&Show” e associazione Ifimedia.

Ad aprire il seminario è stato il prof. Massimiliano Lega, dell’università Parthenope di Napoli. A turno hanno poi preso la parola i militari dei vari corpi presenti.

Per l’Esercito il tenente colonnello Marco Ricci dello SME ha introdotto il tenente colonnello Vincenzo Spanò del 41 reggimento “Cordenons” di Sora, che ha spiegato come sono classificati gli APR, illustrato quali sono in dotazione dell’esercito italiano e in che ambito vengono impiegati, mostrando con slide e filmati in cosa consiste una tipica missione di volo. Per la Polizia di Stato il dott. Paolo Orlando ha spiegato in quali ambiti della sicurezza potrebbero essere impiegati gli APR, al momento in fase sperimentale a Roma e Milano. Per la Guardia di Finanza ha preso la parola il tenente colonnello Cristino Alemanno che ha spiegato come potrebbero essere utilizzati i droni durante i loro interventi e quali sarebbero i vantaggi qualora usufruissero anche loro di questa tecnologia ancora in fase sperimentale. Il CV Agostino Baldacchini della Guardia Costiera ha parlato della difesa del mare dalle origini fino a un futuro a medio termine. Attualmente non non è nel programma della Guardia Costiera di acquisire UAV (Unmanned Aerial Vehicle / aeromobili a pilotaggio remoto).  Il drone, per il Corpo Forestale dello stato, rappresentato dal commissario capo Marco di Fonzo, è uno strumento utile per le investigazioni sulle scene del crimine, ovvero gli incendi boschivi, e avvalendosi di questa tecnologia, partendo dal fuoco perimetrale, con l’ausilio di nuclei specializzati riescono a stringere le indagini sino ad arrivare al fulcro scatenante dell’incendio.

Per tutti l’utilizzo del drone è da prendere in considerazione laddove potrebbe esserci pericolo per l’uomo. Questo il concetto affrontato poi dall’ingegnere Andrea Maccapani della Selex ES, azienda che è una realtà aerospaziale nel panorama dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR), che ha evidenziato come potrebbe essere utilizzato uno UAV dalle “Blue forces” e in che modo potrebbe facilitare l’intervento dell’uomo al fine di evitare rischi durante operazioni, ad esempio, di difficile o impossibile accesso per monitorare zone come le discariche, o evitare che il personale venga esposto a possibili rischi ambientali, come i gas termici. Ogni specializzazione ha necessita diverse nell’utilizzo di questa tecnologia, e la Selex ES si sta adoperando per comprendere e soddisfare le diverse esigenze.

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Foto: Ph. Monica Palermo


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